Ora d'Arnia
Alessandria, Italia
Ambiente
Obiettivi:
Lavoro dignitoso e crescita economicaCittà e comunità sostenibiliLotta contro il cambiamento climatico

Il progetto Ora d'Arnia nasce all'interno della Casa di Reclusione di Alessandria e nel polo agricolo sociale gestito dalla Cooperativa Idee in Fuga e da Associazione ISES.

Il progetto permette di formare “on the job” tre detenuti per gestire 20 arnie e produrre miele. 

La formazione è professionalizzante: aiuta i detenuti ad appassionarsi ad un insetto fondamentale per la vita sulla terra e nel contempo insegna loro un mestiere spendibile a fine pena. Il settore mellifluo è in piena espansione e la sensibilità ai temi ambientali aiutano a scontare la pena in modo più leggero, imparare un lavoro fa diminuire lo spreco di tempo e rende attive persone che hanno un grande potenziale.

Insegnare un lavoro permette di spendersi su un mercato potenziale, una volta usciti dal carcere, dando una maggiore possibilità di autonomia una volta fuori dagli Istituti di pena. Tutto ciò implica maggiori possibilità di riabilitazione e diminuzione della recidiva con conseguente diminuzione del costo sociale.

Grazie al contributo raccolto potremo acquistare nuove attrezzature per la smielatura, due nuove arnie, nuove attrezzature protettive e allargare la formazione ad altri detenuti in modo da creare il maggior ritorno possibile in termini di lavoro e opportunità.

La produzione di miele verrà poi venduta nella Bottega Solidale in Carcere gestita dai detenuti. Questo passaggio è fondamentale per dare sostenibilità futura al progetto.

Carcere e lavoro: difficoltà, obiettivi e soddisfazioni

Rendere effettiva la funzione rieducativa della pena. Se ne parla da anni. Pochi, tuttavia, sono stati i passi concreti compiuti in questa direzione. La scarsità delle risorse finanziarie e l’emergenza del sovraffollamento rendono complessa la messa a regime della istruzione, della formazione professionale e del lavoro penitenziario, sebbene siano gli elementi fondamentali di un trattamento penitenziario non più concepito come mero strumento di repressione, quanto come un insieme di attività dirette a facilitare il reinserimento sociale a fine pena.

Il lavoro come strumento di integrazione sociale Carcere e lavoro rappresentano un binomio controverso che ha seguito e segue l’evoluzione delle diverse concezioni legate alla dimensione afflittiva o riabilitativa della detenzione. Con il passaggio infatti da una logica afflittiva-punitiva della pena ad una dimensione risocializzante del carcere, il lavoro penitenziario acquisisce un ruolo sempre più strategico all’interno del percorso di reintegrazione a pieno titolo nella società dei ristretti. Fino alla legge di riforma penitenziaria, la vita interna al carcere era disciplinata da regolamenti sui quali risultava fondata la tutela legislativa dei diritti soggettivi della persona detenuta per la quale la limitazione della libertà significava anche riduzione delle condizioni di cittadinanza civile. Solo con l’affermarsi di una logica trattamentale-rieducativa del carcere, sancita dapprima dalla legge di riforma penitenziaria e poi dalla legge Gozzini, il lavoro, soprattutto extramurario, diventa una componente fondamentale del processo di risocializzazione del reo, assumendo la funzione di anello di congiunzione dell’esperienza dentro e fuori dal carcere. 

Nonostante i presupposti teorici, tuttavia, l’applicazione della legge Gozzini è risultata piuttosto difficoltosa, mandando in frantumi le aspettative collegate alle nuove possibilità aperte al lavoro penitenziario. Solo con la riforma della L. 663 del 1986 e L. 56 del 28 febbraio 1987 sono stati introdotti dispositivi atti a rendere più agevole l’accesso al lavoro intra ed extra murario, garantendone la parificazione al lavoro “libero”. A partire dalla metà degli anni ottanta la materia del lavoro carcerario si impone con forza all’attenzione della società. Grazie al mutato clima socio-politico e al costituirsi, contestualmente al fenomeno della dissociazione dalla lotta armata, delle cosiddette aree omogenee nel panorama della detenzione politica, il dibattito sulla realtà carceraria esce dal contesto ristretto degli addetti ai lavori per diventare un problema connesso con la democraticità della società stessa. Dal dibattito sulla riforma del sistema penitenziario e del lavoro penitenziario nasce la legge Simeone con la quale si afferma l’idea che il percorso per il reinserimento inizi già all’interno del carcere, prima che il soggetto diventi un “ex detenuto” e come tale si trovi in un mercato del lavoro, già fortemente competitivo, discriminato e senza un progetto di vita. In accordo con gli obiettivi prefigurati dalla riforma penitenziaria, il lavoro diviene il veicolo più immediato per garantire una completa integrazione sociale.

Pur in presenza di un quadro normativo che riconosce la centralità del lavoro nella fase di rieducazione del condannato, la questione lavorativa rimane il nodo centrale del dibattito sul sistema penitenziario.

Idee in Fuga nasce all’interno del Carcere di Alessandria proprio per superare i problemi legato al lavoro intra ed extra murario e creare/cogliere occasioni di lavoro per i detenuti creando attività che possano autosostenersi nel tempo.

Il piano formativo: Formazione on the job

Beneficiari diretti: 3 detenuti in art. 21. La formazione, consisterà in un corso in campo suddiviso come segue:

Modulo A
Presentazione del corso. 
Origine ed evoluzione delle api e dell’apicoltura. 
Sistematica: specie, razze e relativa distribuzione geografica, ibridi. 
La società delle api: divisione in caste. Nozioni di anatomia, fisiologia ed etologia di Apis mellifera ligustica. Rapporto tra Apicoltura, Agricoltura e Ambiente. 
Le api come bioindicatori della qualità dell’ambiente. 
Cosa vuol dire produrre in bio, l’importanza della biodiversità.

Modulo B

Il Superorganismo Alveare: “l’organo” favo; ciclo vitale, sviluppo e compiti delle tre caste (regina, operaie e fuchi). Fisiologia sociale delle api: coesione della famiglia e difesa dell’alveare, linguaggio delle api, ricerca di cibo, sistemi di orientamento, regolazione termica dell’alveare.

Modulo C

Come si preparano gli alveari. 
Arnie e attrezzature apistiche per l’apicoltura razionale. 
Come, quando e dove installare un apiario. 
Come visitare un alveare e cenni sui principali lavori in apiario. 
La sciamatura: sciamatura naturale, cause e controllo della stessa; raccolta e gestione di uno sciame; sciamatura artificiale. Sostituzione delle regine. 

Modulo D

Pratica in apiario: visita delle famiglie, analisi del favo, ricerca della regina. 
Materie prime (nettare, polline, melata, propoli, acqua) e principali piante di interesse apistico dell’Italia e del Piemonte. 
Nomadismo, servizio di impollinazione e relative problematiche. 

Modulo E

Le avversità delle api: buone pratiche sanitarie come prevenzione delle malattie; principali patologie e parassitosi delle api e loro diagnosi e gestione.
Valutazione dello stato sanitario e della forza delle famiglie. 

Modulo F

Pratica in apiario: forza delle famiglie, valutazione dell’infestazione da varroa e tecniche pratiche di controllo.
I prodotti dell’alveare. Il miele: caratteristiche e fasi di lavorazione, dall’alveare al confezionamento. Cenni sulle principali operazioni apistiche stagionali, dalla prima visita a fine inverno all’invernamento. 

Modulo G

Pratica in apiario: gestione dell’orfanità; riunioni; nutrizione; prevenzione e controllo del saccheggio. Introduzione alla normativa apistica: adempimenti di tutti gli apicoltori e dei produttori di miele. 
Norme sull’etichettatura del miele. 

Modulo H

Pratica in apiario: visita delle famiglie e principali operazioni apistiche. 
Cenni sull’allevamento delle regine, la formazione di nuove famiglie e la produzione di pappa reale.
Pratica in apiario: le principali attrezzature e tecniche per l’allevamento delle regine. 

Come verranno utilizzati i fondi

I fondi raccolti serviranno ad acquisire le attrezzature per i trattamenti anti varroa e per salvaguardare il benessere delle api a fine stagione e prepararle all'inverno, nell'acquisto dei mangimi invernali e soprattutto per supportare la formazione on the job in campo dei detenuti per prepararli a diventare apicoltori indipendenti.

 

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Box miele piccolo (tre vasetti da 500 grammi)

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Box miele grande (sei vasetti da 500 grammi)

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Fornitura annuale miele (12 vasetti da 500 grammi)

200€ o più

Adozione arnia per un anno e fornitura annuale di miele

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Alessandria, Italia
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Lavoro dignitoso e crescita economicaCittà e comunità sostenibiliLotta contro il cambiamento climatico

Il progetto Ora d'Arnia nasce all'interno della Casa di Reclusione di Alessandria e nel polo agricolo sociale gestito dalla Cooperativa Idee in Fuga e da Associazione ISES.

Il progetto permette di formare “on the job” tre detenuti per gestire 20 arnie e produrre miele. 

La formazione è professionalizzante: aiuta i detenuti ad appassionarsi ad un insetto fondamentale per la vita sulla terra e nel contempo insegna loro un mestiere spendibile a fine pena. Il settore mellifluo è in piena espansione e la sensibilità ai temi ambientali aiutano a scontare la pena in modo più leggero, imparare un lavoro fa diminuire lo spreco di tempo e rende attive persone che hanno un grande potenziale.

Insegnare un lavoro permette di spendersi su un mercato potenziale, una volta usciti dal carcere, dando una maggiore possibilità di autonomia una volta fuori dagli Istituti di pena. Tutto ciò implica maggiori possibilità di riabilitazione e diminuzione della recidiva con conseguente diminuzione del costo sociale.

Grazie al contributo raccolto potremo acquistare nuove attrezzature per la smielatura, due nuove arnie, nuove attrezzature protettive e allargare la formazione ad altri detenuti in modo da creare il maggior ritorno possibile in termini di lavoro e opportunità.

La produzione di miele verrà poi venduta nella Bottega Solidale in Carcere gestita dai detenuti. Questo passaggio è fondamentale per dare sostenibilità futura al progetto.

Carcere e lavoro: difficoltà, obiettivi e soddisfazioni

Rendere effettiva la funzione rieducativa della pena. Se ne parla da anni. Pochi, tuttavia, sono stati i passi concreti compiuti in questa direzione. La scarsità delle risorse finanziarie e l’emergenza del sovraffollamento rendono complessa la messa a regime della istruzione, della formazione professionale e del lavoro penitenziario, sebbene siano gli elementi fondamentali di un trattamento penitenziario non più concepito come mero strumento di repressione, quanto come un insieme di attività dirette a facilitare il reinserimento sociale a fine pena.

Il lavoro come strumento di integrazione sociale Carcere e lavoro rappresentano un binomio controverso che ha seguito e segue l’evoluzione delle diverse concezioni legate alla dimensione afflittiva o riabilitativa della detenzione. Con il passaggio infatti da una logica afflittiva-punitiva della pena ad una dimensione risocializzante del carcere, il lavoro penitenziario acquisisce un ruolo sempre più strategico all’interno del percorso di reintegrazione a pieno titolo nella società dei ristretti. Fino alla legge di riforma penitenziaria, la vita interna al carcere era disciplinata da regolamenti sui quali risultava fondata la tutela legislativa dei diritti soggettivi della persona detenuta per la quale la limitazione della libertà significava anche riduzione delle condizioni di cittadinanza civile. Solo con l’affermarsi di una logica trattamentale-rieducativa del carcere, sancita dapprima dalla legge di riforma penitenziaria e poi dalla legge Gozzini, il lavoro, soprattutto extramurario, diventa una componente fondamentale del processo di risocializzazione del reo, assumendo la funzione di anello di congiunzione dell’esperienza dentro e fuori dal carcere. 

Nonostante i presupposti teorici, tuttavia, l’applicazione della legge Gozzini è risultata piuttosto difficoltosa, mandando in frantumi le aspettative collegate alle nuove possibilità aperte al lavoro penitenziario. Solo con la riforma della L. 663 del 1986 e L. 56 del 28 febbraio 1987 sono stati introdotti dispositivi atti a rendere più agevole l’accesso al lavoro intra ed extra murario, garantendone la parificazione al lavoro “libero”. A partire dalla metà degli anni ottanta la materia del lavoro carcerario si impone con forza all’attenzione della società. Grazie al mutato clima socio-politico e al costituirsi, contestualmente al fenomeno della dissociazione dalla lotta armata, delle cosiddette aree omogenee nel panorama della detenzione politica, il dibattito sulla realtà carceraria esce dal contesto ristretto degli addetti ai lavori per diventare un problema connesso con la democraticità della società stessa. Dal dibattito sulla riforma del sistema penitenziario e del lavoro penitenziario nasce la legge Simeone con la quale si afferma l’idea che il percorso per il reinserimento inizi già all’interno del carcere, prima che il soggetto diventi un “ex detenuto” e come tale si trovi in un mercato del lavoro, già fortemente competitivo, discriminato e senza un progetto di vita. In accordo con gli obiettivi prefigurati dalla riforma penitenziaria, il lavoro diviene il veicolo più immediato per garantire una completa integrazione sociale.

Pur in presenza di un quadro normativo che riconosce la centralità del lavoro nella fase di rieducazione del condannato, la questione lavorativa rimane il nodo centrale del dibattito sul sistema penitenziario.

Idee in Fuga nasce all’interno del Carcere di Alessandria proprio per superare i problemi legato al lavoro intra ed extra murario e creare/cogliere occasioni di lavoro per i detenuti creando attività che possano autosostenersi nel tempo.

Il piano formativo: Formazione on the job

Beneficiari diretti: 3 detenuti in art. 21. La formazione, consisterà in un corso in campo suddiviso come segue:

Modulo A
Presentazione del corso. 
Origine ed evoluzione delle api e dell’apicoltura. 
Sistematica: specie, razze e relativa distribuzione geografica, ibridi. 
La società delle api: divisione in caste. Nozioni di anatomia, fisiologia ed etologia di Apis mellifera ligustica. Rapporto tra Apicoltura, Agricoltura e Ambiente. 
Le api come bioindicatori della qualità dell’ambiente. 
Cosa vuol dire produrre in bio, l’importanza della biodiversità.

Modulo B

Il Superorganismo Alveare: “l’organo” favo; ciclo vitale, sviluppo e compiti delle tre caste (regina, operaie e fuchi). Fisiologia sociale delle api: coesione della famiglia e difesa dell’alveare, linguaggio delle api, ricerca di cibo, sistemi di orientamento, regolazione termica dell’alveare.

Modulo C

Come si preparano gli alveari. 
Arnie e attrezzature apistiche per l’apicoltura razionale. 
Come, quando e dove installare un apiario. 
Come visitare un alveare e cenni sui principali lavori in apiario. 
La sciamatura: sciamatura naturale, cause e controllo della stessa; raccolta e gestione di uno sciame; sciamatura artificiale. Sostituzione delle regine. 

Modulo D

Pratica in apiario: visita delle famiglie, analisi del favo, ricerca della regina. 
Materie prime (nettare, polline, melata, propoli, acqua) e principali piante di interesse apistico dell’Italia e del Piemonte. 
Nomadismo, servizio di impollinazione e relative problematiche. 

Modulo E

Le avversità delle api: buone pratiche sanitarie come prevenzione delle malattie; principali patologie e parassitosi delle api e loro diagnosi e gestione.
Valutazione dello stato sanitario e della forza delle famiglie. 

Modulo F

Pratica in apiario: forza delle famiglie, valutazione dell’infestazione da varroa e tecniche pratiche di controllo.
I prodotti dell’alveare. Il miele: caratteristiche e fasi di lavorazione, dall’alveare al confezionamento. Cenni sulle principali operazioni apistiche stagionali, dalla prima visita a fine inverno all’invernamento. 

Modulo G

Pratica in apiario: gestione dell’orfanità; riunioni; nutrizione; prevenzione e controllo del saccheggio. Introduzione alla normativa apistica: adempimenti di tutti gli apicoltori e dei produttori di miele. 
Norme sull’etichettatura del miele. 

Modulo H

Pratica in apiario: visita delle famiglie e principali operazioni apistiche. 
Cenni sull’allevamento delle regine, la formazione di nuove famiglie e la produzione di pappa reale.
Pratica in apiario: le principali attrezzature e tecniche per l’allevamento delle regine. 

Come verranno utilizzati i fondi

I fondi raccolti serviranno ad acquisire le attrezzature per i trattamenti anti varroa e per salvaguardare il benessere delle api a fine stagione e prepararle all'inverno, nell'acquisto dei mangimi invernali e soprattutto per supportare la formazione on the job in campo dei detenuti per prepararli a diventare apicoltori indipendenti.

 

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CucinAbile

CucinAbile - Ricette di Autonomia e Crescita professionale per Giovani Disabili Psichici

Unisciti a noi per rendere possibile un cambiamento significativo nella vita di giovani con disabilità psichiche. Con il progetto "CucinAbile", vogliamo offrire un percorso straordinario di crescita, autonomia e formazione professionale nel campo della cucina e del servizio in tavola.

Questo non è solo un progetto, ma una ricetta per l'inclusione che coinvolgerà i Soci di Club Itaca, ragazzi con disagio psichico che frequentano il nostro programma, fornendo loro opportunità di una maggiore indipendenza sociale e lavorativa.

Perché abbiamo bisogno del tuo aiuto?

Nel contesto attuale, dove reddito, casa e lavoro sono pilastri essenziali dell'inclusione sociale, le persone con disabilità psichiche vivono un vuoto significativo. Molti di loro non hanno accesso ad opportunità di formazione professionale che possano migliorare la loro autonomia. CucinAbile  nasce per colmare questa lacuna, concentrando l'attenzione su competenze pratiche e sociali che apporteranno dignità e indipendenza.

 

Come verranno utilizzati i fondi?

Ogni euro donato contribuirà direttamente a trasformare le vite di 10 Soci di Club Itaca. Ci concentreremo sulla creazione di laboratori settimanali di cucina e sala, guidati dai cuochi della scuola di cucina Lorenzo de’ Medici. Non solo impareranno competenze culinarie, ma acquisiranno anche una formazione HACCP che aumenterà la loro sicurezza e competenza nei processi di preparazione degli alimenti.

L’obiettivo della raccolta fondi è quindi quello di offrire competenze spendibili nel mondo del lavoro, ampliando il percorso di riabilitazione oltre i confini del Club Itaca.

Grazie alla collaborazione con il locale The Stellar, all'interno dell'Innovation Center di Fondazione CRF in Piazza del Cestello, sarà realizzato un evento finale di informazione e prevenzione sulla salute mentale, in cui i Soci di Club Itaca saranno i protagonisti, potendo concludere il loro percorso formativo mettendosi alla prova su tutto ciò che avranno imparato.

Perché scegliere di sostenere il nostro progetto? - La nostra ricetta per l'inclusione:

Non siamo solo una cucina, siamo un luogo di crescita, di superamento di sfide e di realizzazione personale. Ogni ingrediente, ogni piatto preparato, diventa un passo verso una vita più autonoma e inclusiva. Condividi la nostra passione per l'arte culinaria e l'inclusione, contribuisci anche tu a costruire un futuro migliore per tutti.

La nostra missione non si limita all'insegnamento delle abilità culinarie. Vogliamo cambiare la narrazione attorno alla salute mentale, passando dalla mera gestione dei sintomi alla valorizzazione delle capacità. Attraverso percorsi di apprendimento e formazione i Soci di Club Itaca sperimenteranno la gioia di creare, collaborare e migliorarsi.

Ma qui sta il vero tocco di magia: ogni euro che donerai avrà un impatto doppio!

Quando raggiungeremo la metà dell'obiettivo sulla piattaforma, la Fondazione Cr Firenze raddoppierà le donazioni. In breve, ogni tua donazione vale il doppio!

Chi c’è dietro CucinAbile:

Il progetto è guidato da un team dedicato che comprende professionisti del settore culinario e della salute mentale.

Il nostro impegno è radicato nell'esperienza e nella passione per creare un impatto positivo nelle vite di giovani con disabilità psichiche. Ogni membro del nostro team porta competenze uniche e la determinazione a costruire un ponte tra formazione e inclusione.

Chi siamo:

Progetto Itaca Firenze è un’Associazione di Volontariato nata il 14 febbraio 2011 per opera di un gruppo di Volontari con l'intento di attivare iniziative e progetti di prevenzione, informazione, sostegno e riabilitazione rivolti a persone con disturbi della Salute Mentale e alle loro famiglie.

La nostra mission è promuovere una visione innovativa della malattia mentale nella quale la persona è al centro, non la sua patologia. Lavoriamo alla valorizzazione delle competenze di ciascuno; offriamo l’opportunità di ritrovare speranza, sicurezza e fiducia nelle proprie capacità.  

Cosa è il Club Itaca:

Club Itaca Firenze è un programma diurno di riabilitazione per lo sviluppo dell'autonomia socio-lavorativa dedicato a giovani (tra i 20 e i 45 anni) con una storia di disagio psichico.

Unisciti a noi e diventa parte della nostra comunità impegnata a promuovere cambiamenti positivi attraverso la cucina e l'inclusione. La tua donazione non solo sosterrà il progetto, ma trasmetterà un messaggio di speranza, cambiamento e fiducia nel potenziale di ognuno di noi.

Come donare?
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Alla scadenza della campagna, in caso di successo la tua offerta verrà indirizzata, insieme ai tuoi dati, ai responsabili del progetto.  Nei giorni successivi sarai contattato per concordare le modalità di ricezione della tua ricompensa.

Invece, in caso di mancato successo della campagna la tua offerta verrà ri-accreditata sulla carta da te utilizzata o sul tuo conto entro 5-10 giorni lavorativi dalla scadenza della campagna.

In alternativa, se non vuoi passare dalla piattaforma, potrai sostenere il progetto con un bonifico diretto a: 

  • IT98W 05034 0280 1000000001033 - Causale “donazione liberale per CucinAbile"

Sostieni CucinAbile e sperimenta la gioia di creare un futuro più luminoso insieme!


 

23%
-14 Giorni
Istruzione di qualitàLavoro dignitoso e crescita economicaPartnership per gli obiettivi
Fermenti Sonori

VERSIONE IN ITALIANO - ENGLISH VERSION BELOW

Il nostro sogno:

FERMENTI SONORI è il nuovo progetto dell’Associazione Kinesfera che mira a stabilire un polo musicale a Tuscania, paese medievale dell’Alto Lazio e gioiello della Tuscia viterbese. 

FERMENTI SONORI favorisce l'incontro tra artisti, pubblico e studenti di musica attraverso concerti, workshop e masterclass che si svolgono a CasaNave Alle Mura, un nuovo centro creato a Tuscania da Gloria Desideri nel 2021, apprezzato per la sua bellezza architettonica, l’ottima acustica e l'atmosfera di intima ospitalità.


La sua prima stagione, PrimaVera Musica, si è svolta da aprile a giugno quest’anno e il 23 settembre FERMENTI SONORI ha lanciato la rassegna autunnale, MusichErranti. Attraverso iniziative musicali di qualità come quelle finora realizzate, stiamo sviluppando una cultura musicale che attraversa generi, età e provenienze diverse, favorendo l'inclusione e la coesione sociale. La musica è il "lievito" che può stimolare la crescita individuale e trasformare la massa del panorama socio-culturale di un’intera comunità, dando vita a un ambiente più effervescente per tutti noi.

Come verranno utilizzati i fondi raccolti:


Con la tua donazione sei attivamente partecipe della realizzazione di questo sogno. Diventi parte della comunità che intorno ai “fermenti sonori” si sta costruendo. Il tuo contributo ci aiuterà ad affrontare  le spese della prossima stagione, compresi i compensi degli artisti, i costi tecnici, di produzione e promozione. Come Associazione Kinesfera accogliamo con gratitudine le donazioni di qualsiasi entità e apprezziamo se vorrai condividere la nostra campagna di crowdfunding con i tuoi amici e conoscenti. 

Ti aspettiamo a CasaNave Alle Mura per uno dei nostri prossimi concerti!

Chi siamo:


L'Associazione Kinesfera è una piccola organizzazione senza scopo di lucro fondata a Tuscania 10 anni fa da Gloria Desideri e da un gruppo di donne. Oltre a FERMENTI SONORI, l'Associazione promuove progetti in ambito sociale, educativo, culturale e artistico. In passato abbiamo organizzato workshop, conferenze, eventi e seminari sull'educazione del movimento, su questioni legate alla disabilità e allo sviluppo infantile. Più di recente, presso la nostra sede di CasaNave Alle Mura e in collaborazione con varie istituzioni, abbiamo organizzato presentazioni di libri, residenze artistiche, eventi di valorizzazione del patrimonio agro-gastronomico del territorio e altre iniziative rivolte alla comunità. 

ENGLISH VERSION

A new project of the Associazione Kinesfera, FERMENTI SONORI (Fermenting Sounds) aims to establish a long lasting music hub in Tuscania, a medieval town in northern Lazio, Italy, a jewel of the Tuscia area. 

FERMENTI SONORI encourages artists, audiences and music students to meet through concerts, workshops and master classes that take place at CasaNave Alle Mura, a new center created in Tuscania by Gloria Desideri in 2021, appreciated for its architectural beauty, fine acoustic and intimate hospitality.



Its first season, PrimaVera Musica, premiered this spring and on September 23rd FERMENTI SONORI 
launched its fall season, MusichErranti. Through high quality musical initiatives like these, we build a culture of musical experience that crosses genres, ages and communities, fostering inclusion and social cohesion. Here music is the "yeast" that can stimulate individual growth and societal transformation, and thus creating a more effervescent environment for all of us.

When you make a donation to FERMENTI SONORI, you join us in realizing this dream and become a vital part of our community. Your contribution will help us to meet next season’s expenses, including artists' fees, technical, production and promotional costs. As Associazione Kinesfera, we welcome donations on any level, and appreciate your sharing our crowdfunding campaign with others. 

We look forward to seeing you at CasaNave Alle Mura for one of our upcoming concerts!


Associazione Kinesfera is a small, non-profit, membership organization co-founded 10 years ago by Gloria Desideri and a group of women in Tuscania, Italy. In addition to FERMENTI SONORI, the Association produces projects in social, educational, cultural and other artistic fields. In the past, we have organized workshops, conferences, events and seminars in movement education, special needs and child development. Recently, we have collaborated with several Italian individuals and organizations for book presentations, artistic residencies, and artisanal agricultural and other community events at CasaNave Alle Mura.

54%
-24 Giorni
Città e comunità sostenibili
Salviamo la Canapa Italiana

Lo sanno tutti, soprattutto chi l’ha acquistato in questi anni: il Cbd non è stupefacente. 

Per tutelare i consumatori italiani e gli operatori della filiera italiana con delle azioni legali si è resa necessaria questa raccolta fondi.

Dona oggi: anche una piccola donazione può fare la differenza.

PER COSA STIAMO RACCOGLIENDO I FONDI

Con questa prima tranche intendiamo raccogliere i fondi per difendere il settore italiano della canapa, costantemente sotto attacco da anni, da più front. È necessario vincere al Consiglio di Stato per liberare l'uso officinale e risolvere quindi gli usi non farmaceutici e le problematiche relative all'Olio CBD.

Affrontando il pericolo imminente uniti, diventiamo una forza attiva e preventiva. 

1️⃣  Fondo per Azioni Legali e altre Azioni:

Ricorsi Nazionali (TU Officinali al Consiglio di Stato / Decreto MinSal Olio / Tutela fiore e Ricorso Monopolio con i migliori studi legali in materia di diritto amministrativo in Italia a seconda del budget raccolto. Solo se bastassero i fondi dopo le maggiori azioni legali, si finanzierebbero anche ricorsi in Commissione Europea con i migliori esperti in leggi comunitaria e/o diffide e richieste di rettifica o invio di comunicati stampa con giornalisti e agenzie.

2️⃣ Studi scientifici ed economici  

Sulla c.d. “efficacia drogante” in lettatura scientifica con il Dott. Iacoppini (Tossicologo Sapienza) e  Avv. Simonetti (Studio Tutela Legale Stupefacenti)

sull'inoffensività e la mancanza di rischi per la salute pubblica con ricercatori e scienziati esperti

Analisi dei Costi-benefici per lo Stato dei modelli economici 
tra Distribuzione controllata modello “tabacco” che riteniamo ucciderà i piccoli operatori VS modelli integrativi della dimensione di artigianalità, made in italy e alta qualità, con disposizioni ispirate al modello degli alcolici, nei meccanismi di valorizzazione delle filiere corte con tassazione più bassa e vendita tramite negozi specializzati con Davide Fortin PhD e Avv. Maria Paola Liotti  (MPG Consulting)

Questa raccolta fondi è aperta a tutti, chi crede in questa causa può donare decidendo di mostrare o meno il proprio nome/azienda.

Il Ministero della Salute dal 2020, a prescindere dal governo e dal colore politico, continua a portare avanti gli interessi di alcune grande aziende estere a discapito di molti piccoli e medi operatori italiani e a discapito delle tasche dei consumatori con un decreto antiscientifico che inserisce le composizioni orali contenenti CBD estratto dalla Cannabis, nella tabella B dei farmaci stupefacenti e a rischio di abuso come fosse più rischioso delle Benzodiazepine!

Ma con questa raccolta fondi non intendiamo raccogliere le risorse soltanto per fare ricorso a questo decreto del MinSal: il settore è infatti costantemente sotto attacco.

SCARICA LA PRESENTAZIONE DELLA RACCOLTA FONDI IN PDF!

Il Governo ha infatti presentato e ritirato (per ora), per ben due volte, anche un emendamento alla legge sul Fisco nel quale vorrebbe limitare la vendita dei fiori di canapa non stupefacenti ai soli tabaccai con divieto di vendita diretta per le aziende agricole e per i negozianti oltre che divieto di vendita online e tramite distributori. 

VAI ALL'ANALISI DELL'EMENDAMENTO DEL GOVERNO

Un Governo che parla di posti di lavoro, di ambiente ed economia circolare, che soprattutto parla di favorire di Made in Italy, ma che così facendo taglierebbe le gambe alle giovani aziende italiane che in questi anni hanno voluto investire su questi prodotti naturali da filiera agricola italiana e che così facendo favorirebbe solo grandi aziende estere che potranno continuare a distribuire i loro prodotti in Italia a scapito dei consumatori costretti ad acquistare ad alti prezzi prodotti esteri.
L'Associazione Canapa Sativa Italia, con il supporto delle altre associazioni Sardinia Cannabis, Canavese Canapa [in corso di integrazione e aggiornamento] e tante realtà ed aziende del settore promuove questa iniziativa per finanziare queste azioni che saranno a vantaggio di tutto il settore. 

Non cediamo agli attacchi: siamo aziende che hanno investito su questi prodotti prodotti naturali al CBD, non stupefacenti e senza particolari controindicazioni come dimostrato dalla loro circolazione in questi 7 anni e che anzi, come testimoniano i clienti, possono portare benefici in termini di riduzione del danno da altre sostanze ed essere un valido sostituto di molte terapie farmacologiche che presentano effetti collaterali non indifferenti per noi e per i nostri animali domestici.

MAGGIORI INFO SULLA VITTORIA AL TAR e SUL RICORSO AL TU OFFICINALI

Vorremmo un settore normato a uso umano affinché i produttori e commercianti italiani possano lavorare con leggi chiare che tutelino sia l'operatore sia il cittadino in termini di salubrità del prodotto. 

Leggi che si basino su dati reali e ricerche scientifiche senza pregiudizi e capendo che la Canapa non è qualcosa di pericoloso o dannoso, ma uno dei migliori alleati nel contrasto alle dipendenze. 

Invitiamo le istituzioni al dialogo, ma non possiamo non prepararci a difenderci.

Questa volta con un ricorso in Italia per ottenere una sospensiva immediata del decreto del MinSal, ma anche un’azione legale in Europa, per mettere finalmente fine a queste ambiguità normative che bloccano lo sviluppo del settore e continuano a non permettere ai consumatori di ottenere prodotti provenienti dall’Italia, normati a uso umano e a prezzi accessibili.

Bisogna poi essere in grado di querelare chi fa disinformazione, di presentare studi scientifici per dimostrare l'inoffensività della canapa con valori di thc irrisori e un importante studio economico per dimostrare che il modello che proponiamo alle istituzioni è il migliore per la sicurezza dei consumatori e per l'economia italiana. 

Dobbiamo anche essere pronti a presentare ricorsi nell’eventualità di tasse troppo alte che ricadrebbero sui consumatori o disposizioni tali da impedire alle eccellenze italiane lo sviluppo di un commercio libero e responsabile.

Speriamo che il decreto del Ministro della Salute venga ritirato, per ora procediamo con il TU Officinali al Consiglio di Stato ed entro il 22/09 o massimo fine mese si valuterà se impugnare anche il Decreto MinSal e se farlo con le altre associazioni o meno. 

Ci auguriamo restino fondi finanziamento degli studi, delle ricerche scientifiche e delle attività tecnico-normative e comunicative volte a promuovere lo sviluppo della filiera italiana della canapa, ma il focus sono le azioni legali per difenderci nel breve termine.



 

Un particolare ringraziamento alle associazioni: 

53%
-33 Giorni
Lavoro dignitoso e crescita economicaImprese, innovazione e infrastrutturePace, giustizia e istituzioni solide
LAB-orienta - Percorsi di orientamento al lavoro

Che cosa farai da grande?

Rispondere a questa domanda è sempre più difficile e, forse, in un mondo che cambia in continuazione e che ci impone grandi capacità di flessibilità e adattamento, rischia solo di generare ansie e aumentare il livello di confusione. 

Più che chiedere ai giovani che cosa vogliano fare, crediamo che sarebbe più importante aiutarli a capire quale sia la loro vocazione e renderli consapevoli delle opportunità offerte dal territorio - ma non solo, fornendo loro i principali strumenti per orientarsi nelle scelte formative e lavorative che dovranno compiere. 

Il progetto LAB-orienta ha proprio questo obiettivo ed è aperto a tutte e tutti i giovani tra i 17 e i 21 anni della zona del Basso Piave che sentano il bisogno di ricevere maggiori informazioni sul mondo che li attende al termine della scuola superiore.

Il contesto

La maggior parte dei giovani si sente impreparata al mondo del lavoro e non conosce i servizi di orientamento. Le cause principali che sono state riscontrate sono: l’aver ricevuto una formazione troppo teorica, aver avuto scarse opportunità di incontro con il mondo delle imprese e aver avuto accesso a pochi servizi di orientamento al lavoro (“I giovani e il lavoro che cambia”, Ipsos per Unioncamere Veneto, 2022). Secondo un’indagine recente di Inapp svolta su un campione di 3.642 giovani in età compresa tra i 15 e i 29 anni, i servizi di orientamento sono ancora poco conosciuti e frequentati. Meno del 20% degli intervistati, infatti, ne percepisce l’utilità come strumento per definire meglio i propri obiettivi educativi e formativi.

Dall’altro lato, siamo quotidianamente esposti a notizie sconfortanti, come: il grande disallineamento tra scelte scolastiche e sbocchi lavorativi (il cosiddetto mismatch), aziende che non trovano personale, lavori che hanno perso attrattività ma che sono indispensabili per il buon funzionamento del tessuto economico e della società (non solo i lavori “da fine settimana”, ma si pensi anche alla pubblica amministrazione o al campo sanitario), giovani “choosy” o fannulloni, ma anche giovani sopraffatti dagli ambienti familiari, scolastici e lavorativi. 

Questa narrazione rischia però di portarci fuori rotta e ci illude di poter identificare facilmente le cause e i colpevoli della situazione descritta, lasciando però il problema irrisolto. Noi crediamo che occorra invece fare lo sforzo di analizzare il contesto nella sua complessità, andando ad agire sulla percezione e sulla qualità dei servizi di orientamento. 


Chi siamo e dove? 

Fare Civico è un’associazione culturale che opera a San Donà di Piave (VE) e che ha a cuore il futuro dei giovani e lo sviluppo umano ed economico della società e del territorio. 

Insieme ai comuni circostanti, Musile di Piave, Fossalta di Piave e Noventa di Piave, il territorio sandonatese ospita una comunità di circa 6457 ragazze e ragazzi tra i 15 e i 24 anni (dato Istat 2023). Tra licei, istituti tecnici, scuole professionali, la zona offre un polo scolastico di grande varietà, attrattivo anche per gli studenti dei comuni limitrofi, privi di tali istituti. Il Basso Piave si presenta quindi come il luogo ideale in cui dare vita al progetto, che ha l’ambizione di caratterizzarsi come un modello virtuoso da replicare anche in altre città.

Il progetto

Il nostro obiettivo è quello di fornire ai giovani strumenti culturali e critici che li aiutino a scegliere con maggiore consapevolezza come orientarsi al termine della scuola dell’obbligo, e definire così i propri percorsi lavorativi e formativi.

LAB-orienta si rivolge ai giovani tra i 17 e i 21 anni e si prefigge, tramite l’organizzazione di incontri con esperti, laboratori, visite alle aziende, di:

  • Aumentare la consapevolezza e la cultura economica;
  • Aumentare la consapevolezza relativa ai diritti e doveri del lavoratore;
  • Favorire opportunità di incontro con aziende e professionisti.

Per tutta la durata del progetto, inoltre, verrà attivato uno sportello di ascolto a cui i partecipanti potranno rivolgersi liberamente.

Gli incontri si terranno tra novembre 2023 e maggio 2024 e toccheranno i seguenti temi:

  • Fondamenti di economia e accenni di economia civile
  • Diritti e doveri, tendenze del mondo del lavoro
  • Università, ITS, Master e offerta formativa post scuola dell’obbligo
  • Imprenditorialità, partite iva e startup
  • Pensioni e previdenza complementare
  • ESG, sostenibilità e innovazione
  • Come cercare lavoro (personal branding e CV)
  • Bilancio di competenze
  • Il colloquio di lavoro
  • Come riconoscere e gestire lo stress e il rischio di burnout
  • Testimonianze e professionisti a confronto
  • Visite ad aziende virtuose del territorio

 


 

Il progetto sposa l’agenda 2030 dell’ONU della quale condivide i seguenti obiettivi per lo sviluppo sostenibile:

1) Sconfiggere la povertà

4) istruzione di qualità

5) parità di genere

8) Lavoro dignitoso e crescita economica

10) Ridurre le disuguaglianze

I fondi raccolti verranno utilizzati per: 

  • Promozione dell’iniziativa, noleggi, trasporti;
  • Coinvolgimento di esperti;
  • Organizzazione di eventi;
  • Realizzazione di eventuale merchandising e materiale didattico da regalare ai partecipanti.

LAB-orienta verrà realizzato anche grazie al supporto dei Comuni, delle scuole, delle aziende, delle associazioni di categoria e dei professionisti coinvolti. 

 

Grazie di cuore a chiunque di voi potrà contribuire alla realizzazione di questo progetto. Siamo convinti che i giovani abbiano bisogno di esempi, fiducia, ispirazione e vogliamo fare la nostra parte per semplificare il loro ingresso nel mondo del lavoro. 

Condivideremo via email aggiornamenti sugli sviluppi e sui benefici che riusciremo a generare.


 

32%
-16 Giorni
Istruzione di qualitàLavoro dignitoso e crescita economicaRidurre le disuguaglianze
Aiutiamo il contadino

Ciao a tutti :)

Siamo Andrea e Matteo dell’azienda agricola Tri Malnàtt, una piccola realtà contadina biologica in Brianza.

Quest’anno purtroppo è stato caratterizzato da gravi eventi meteorologici che hanno distrutto le nostre colture. In estate, la grandine furiosa ha colpito i nostri due campi di Meda e Seregno pregiudicando la produzione estiva e autunnale, mentre l’ultima bomba d’acqua e ghiaccio di fine ottobre ha dato il colpo di grazia agli ortaggi che avevamo ripiantato con fatica.

Il nostro campo di zucche devastato dalla grandine.

Tutto quello che possiamo fare è chiedere un aiuto a voi che scegliete e sostenete i piccoli agricoltori di zona. 

Il vostro contributo ci permetterà di creare delle nuove serre che diano riparo alle nostre piante affinché non siano più in balìa di grandine, vento e bufera.
L'obiettivo finale della raccolta è quello di recuperare parte dei guadagni persi nell'ultima stagione agricola, che avremmo dovuto reinvestire per la costruzione di queste strutture.

Noi nel frattempo continueremo a rimboccarci le maniche e infileremo ancora una volta le mani nella terra, che è bassa, è dura, ma alla fine ci sfama tutti.

Una strada che era in salita ora è una parete da scalare! Il nostro cuore è spezzato ma siamo pronti a riorganizzarci e ripartire perché questo è un lavoro in cui il coraggio non deve mancare, MAI! 💪🏻🔥

Anche la più piccola donazione per noi significa molto e vi ringraziamo di cuore per sostenere il nostro progetto in questo momento difficile.

 

Esempio di serra “tunnel” come quelle che andremo a realizzare.
42%
-83 Giorni
Città e comunità sostenibiliVita sulla terra
UN PICKUP PER LE GUARDIE ECOLOGICHE VOLONTARIE DI RAVENNA

Cari amanti della natura,

Siamo le Guardie Ecologiche Volontarie del Raggruppamento di Legambiente Ravenna e da anni ci dedichiamo con passione alla tutela dell'ambiente e alla salvaguardia delle aree protette della nostra regione. Siamo operatori ambientali riconosciuti dalla Legge Regionale dell’Emilia Romagna 23/89, che ci attribuisce poteri di polizia amministrativa in campo ambientale. Collaboriamo attivamente con le istituzioni per garantire il rispetto delle normative ambientali riguardanti aree naturali protette, spandimenti agronomici, vincolo idrogeologico, regolamento forestale, alberi monumentali, funghi e tartufi, incendi boschivi, flora protetta e prodotti del sottobosco, abbandono dei rifiuti, verde urbano, fauna minore, benessere animale, rete escursionistica, inquinamento luminoso, vigilanza ittica e venatoria. Inoltre, collaboriamo come operatori di Protezione Civile per interventi nelle operazioni di soccorso in caso di calamità pubbliche. Ogni anno svolgiamo oltre novemila ore di servizi perché crediamo fermamente che la conservazione della natura sia un dovere di tutti e che il nostro impegno possa fare la differenza.

Tuttavia, per poter continuare a svolgere il nostro lavoro in modo efficace e sicuro, abbiamo bisogno del vostro sostegno. 
Attualmente, i mezzi a nostra disposizione non sono adeguati per operare in terreni impervi o fangosi. Proprio per questo motivo, stiamo lanciando una campagna di crowdfunding per l'acquisto di un pickup 4x4, che ci consenta di svolgere le nostre attività nelle aree protette e nelle campagne in modo più efficiente, efficace e sicuro per i nostri operatori.
Grazie al nuovo veicolo, saremo in grado di muoverci agevolmente per il nostro lavoro di sorveglianza e vigilanza, nonché per rispondere alle emergenze di Protezione Civile. Potremo portare aiuto dove serve e monitorare sul campo le zone più remote del nostro territorio senza temere ostacoli o intemperie. Ogni donazione, indipendentemente dalla sua entità, ci avvicinerà al nostro obiettivo di salvaguardare l'ambiente. Ogni contributo sarà destinato all'acquisto del pickup e alla sua manutenzione.
Siamo fermamente convinti che insieme potremo fare la differenza e contribuire alla tutela della natura e della biodiversità. Pertanto, vi invitiamo calorosamente a sostenere la nostra campagna di crowdfunding e a diventare parte attiva del nostro impegno per la salvaguardia dell'ambiente.

Grazie di cuore per il vostro prezioso sostegno!

NB
Il veicolo da noi identificato, in valore economico è il più competitivo della categoria, monta un propulsore a benzina Mitsubishi 2.4 L. Euro 6  doppia alimentazione a Benzina/GPL a iniezione sequenziale che consente la massima riduzione delle emissioni inquinanti, generando bassi livelli di polveri sottili e ossidi di azoto.

26%
-30 Giorni
Imprese, innovazione e infrastrutturePartnership per gli obiettivi

Per maggiori informazioni contattaci al nostro indirizzo privacy@eppela.com
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Generazione G

Facciamo insieme la differenza: dona anche tu per aiutare i neogenitori!

Cos’è Generazione G?

“Generazione G” vuol dire “Generazione Genitori”: perché prima ancora di far nascere nuovi bambini, è necessario “far nascere nuovi genitori”, vale a dire mettere le giovani coppie e i soggetti fragili nelle condizioni di intraprendere la scelta della genitorialità in maniera solida e serena. Solo così sarà possibile aiutare ad invertire il trend attuale e rilanciare la natalità in Italia.

Con questo progetto vogliamo creare una vera e propria rete di sostegno per i neogenitori in difficoltà, qualcuno che sia lì per loro, pronto a supportarli e offra loro il necessario sostegno, pratico e psicologico. E chi può dare una mano a un genitore meglio di un genitore più esperto? Selezioneremo per questo scopo dei volontari del Moige, Movimento Italiano Genitori, che è partner del progetto e sarà il beneficiario finale della tua donazione qui su Eppela.

Cosa faremo grazie al tuo contributo?

Vogliamo davvero fare la differenza, e il goal che ci siamo dati è di 450.000 euro, da raccogliere entro dicembre 2023. Grazie anche al tuo contributo riusciremo ad aiutare, nella prima fase del progetto, 250 nuove famiglie per 12 mesi, con l’intenzione di arrivare poi a 500 o molte di più! Lo faremo supportandole nella loro quotidianità, grazie ai genitori esperti del Moige, con un impegno stimato per oltre 180.000 ore, grazie a 200 punti di assistenza in 19 regioni italiane.

I fondi raccolti saranno quindi devoluti al Moige e impiegati per la formazione, la tutela e il riconoscimento dell’impegno dei volontari, per aiutare le famiglie in difficoltà e per creare basket di prodotti essenziali per i bambini.


Quale supporto daremo ai neogenitori?

La rete di genitori esperti darà un aiuto concreto sotto diversi aspetti:

Supporteremo giovani famiglie in attesa e nuclei con fragilità sociali e sanitarie, o scarsa istruzione e ostacoli culturali. Accanto a loro i genitori esperti, volontari identificati dal Moige, che verranno selezionati sulla base di competenze specialistiche in diversi settori (medici, psicologici e pedagogisti così come impiegati del settore pubblico o privato). In ogni caso saranno persone dai 40 ai 60 anni che hanno cresciuto almeno un figlio e che quindi hanno già affrontato le sfide della genitorialità.

 

Ci si può candidare?

Se ti rivedi nel profilo del “genitore esperto” e vuoi dare supporto concreto come volontario, o se conosci o fai parte di una giovane coppia che vuole aderire al progetto, puoi contattare il Moige con una mail a generazioneg@moige.it oppure chiamando il (+39) 334 924 7878.


Chi sono Prénatal e il Moige?

In Prénatal, da 60 anni aiutiamo con amore e attenzione le famiglie che accolgono una nuova vita a godersi ogni momento di questa esperienza, affiancandole, ispirandole e supportandole in un percorso di imprevedibili scoperte. PRG Retail Group è sempre stato attivo su progetti sociali, per esempio, sostenendo iniziative di Mission Bambini, de “I Bambini delle fate” con i progetti della “La Banca del tempo sociale” e di Pizzaut. Ora, proprio in occasione dell’anniversario dei 60 anni, lanciamo il progetto “Generazione G”, con l’obiettivo non solo di rendere il futuro migliore, ma di contribuire a farlo nascere insieme.

Il Moige, Movimento Italiano Genitori, è un'associazione senza scopo di lucro italiana impegnata da oltre 25 anni in ambito sociale ed educativo per la protezione dei minori e per la tutela dei diritti dei minori e dei genitori. Nasce con l’obiettivo di rappresentare gli interessi dei genitori italiani, creando un ambiente sicuro, sano e stimolante per le nuove generazioni. Attualmente è presente su tutto il territorio italiano con un network di oltre 90.000 genitori.

 

Unisciti anche tu al progetto Generazione G!
Grazie, perché insieme a te faremo la differenza e contribuiremo alla nascita di tanti nuovi genitori!

27%
-99 Giorni
Sconfiggere la povertàRidurre le disuguaglianze
LottoxMile

Questo è un appello d’amore per Milena. Milena Cannavacciuolo, fondatrice di Lezpop.

Leggevi Lezpop? Noi aspettavamo con ansia ogni articolo e ogni storia, felici di sentire e condividere con quelle ragazze le loro avventure, i loro incontri. Era una finestra sul mondo che ancora non potevamo vivere, ma solo immaginare. Uno spazio, quello creato da Milena, felice, fatto di informazione, condivisione, gossip, realtà.
Con Lezpop Milena ha acceso una luce sul mondo lesbico, bisessuale e queer. Per noi è stato fondamentale: per sentirci bene ed essere ciò che più desideravamo.


Milena Cannavacciuolo due anni fa, mentre si trovava a Venezia per lavoro, ha avuto una grave emorragia cerebrale. È stata a lungo in coma e i medici temevano che sarebbe rimasta in stato vegetativo, ma lentamente è riuscita a riacquisire coscienza. Ha dovuto cambiare quattro ospedali e affrontare un lungo percorso di riabilitazione, perché l'emorragia ha colpito la parte del cervello che governa il corpo.
Oggi Milena è tornata a casa. Riesce in parte a controllare il braccio destro, ma non può muoversi da sola né parlare, e si alimenta con la nutrizione artificiale. Comunica attraverso una tavoletta alfabetica o il computer, ha bisogno di proseguire la riabilitazione con il fisioterapista e il logopedista e di assistenza continua, anche per gestire il diabete di cui soffre da quando aveva 15 anni.

È un'assistenza necessaria per garantirle qualità di vita. Purtroppo i sussidi pubblici non bastano a coprire tutte le spese, comprese quelle per l'affitto a Milano, per le tre operatrici sanitarie che devono alternarsi nella sua assistenza e parte delle terapie e dei presidi medici, perché quelli passati dagli enti competenti non sono sufficienti*.
Accanto a lei, fisicamente, ci siamo noi: la compagna Marina, le amiche, gli amici e la fedelissima carlina Ripley.

Ora però non riusciamo più ad andare avanti da soli e abbiamo bisogno di aiuto. 

Lo chiediamo prima di tutto a quella comunità per cui Milena ha fatto tanto ed è stata un punto di riferimento con Lezpop.

Milena ricorda sempre con commozione le adolescenti che le descrivevano la felicità di trovare Lezpop e una comunità in cui potevano finalmente essere loro stesse con leggerezza quando cercavano la parola "lesbica" sui motori di ricerca, e non trovavano solo film porno! Oggi tutto è diverso, ma se è cambiato in meglio è anche grazie al lavoro di Milena, che ha toccato e ispirato tante persone.

Questa raccolta fondi servirà a pagare le spese per il prossimo anno e mezzo e per permettere a Milena di proseguire al meglio con la riabilitazione. Servono almeno 60.000 euro* e ogni contributo, anche il più piccolo, è essenziale. Se riusciremo ad arrivare all'obiettivo e a superarlo, potremo garantirle anche parte dell'assistenza dei prossimi anni. 

Se anche per voi Lezpop è stato importante, questo è il momento per sostenere chi vi ha sostenuto.

Grazie a chi vorrà aiutare Milena.

*I soldi raccolti verranno usati per l'assistenza a Milena. Spendiamo:
- Tra 4.500 e 5.000 euro al mese circa per le tre badanti che la assistono. La cifra totale varia perché se una di loro si ammala, prende un permesso o va in ferie vanno pagati gli straordinari alla sua sostituta. 
- Tra 700 e 1.000 euro al mese circa per i farmaci e i presidi medico-sanitari che non vengono passati o vengono passati solo in parte dall'assistenza sanitaria pubblica. Spesso infatti il materiale sanitario che serve per far funzionare i presidi salvavita di cui necessita Milena è in quantità insufficiente rispetto al suo reale fabbisogno, oppure arriva in ritardo per problemi burocratici o entrambe le cose. Milena inoltre ha bisogno di farmaci e integratori che non sono mutuabili.
- 600 euro al mese per la quota di Milena per l'affitto di casa.

Milena riceve 800 euro al mese tra accompagnamento e pensione di invalidità, a cui si aggiungono 1.200 euro al mese di contributo regionale riservato alle persone non autonome. Milena infine ha un reddito mensile di 1.200 euro lordi. 

Ogni mese dunque spendiamo circa 3.400 euro in più rispetto alle entrate. I soldi raccolti serviranno a coprire questa differenza.


Video a cura di Viviana Bruno. Si ringraziano Giovanni Angeli e Plamena Borisova per le illustrazioni e la grafica.

89%
-73 Giorni
Salute e benessere
Salviamo la Canapa Italiana

Lo sanno tutti, soprattutto chi l’ha acquistato in questi anni: il Cbd non è stupefacente. 

Per tutelare i consumatori italiani e gli operatori della filiera italiana con delle azioni legali si è resa necessaria questa raccolta fondi.

Dona oggi: anche una piccola donazione può fare la differenza.

PER COSA STIAMO RACCOGLIENDO I FONDI

Con questa prima tranche intendiamo raccogliere i fondi per difendere il settore italiano della canapa, costantemente sotto attacco da anni, da più front. È necessario vincere al Consiglio di Stato per liberare l'uso officinale e risolvere quindi gli usi non farmaceutici e le problematiche relative all'Olio CBD.

Affrontando il pericolo imminente uniti, diventiamo una forza attiva e preventiva. 

1️⃣  Fondo per Azioni Legali e altre Azioni:

Ricorsi Nazionali (TU Officinali al Consiglio di Stato / Decreto MinSal Olio / Tutela fiore e Ricorso Monopolio con i migliori studi legali in materia di diritto amministrativo in Italia a seconda del budget raccolto. Solo se bastassero i fondi dopo le maggiori azioni legali, si finanzierebbero anche ricorsi in Commissione Europea con i migliori esperti in leggi comunitaria e/o diffide e richieste di rettifica o invio di comunicati stampa con giornalisti e agenzie.

2️⃣ Studi scientifici ed economici  

Sulla c.d. “efficacia drogante” in lettatura scientifica con il Dott. Iacoppini (Tossicologo Sapienza) e  Avv. Simonetti (Studio Tutela Legale Stupefacenti)

sull'inoffensività e la mancanza di rischi per la salute pubblica con ricercatori e scienziati esperti

Analisi dei Costi-benefici per lo Stato dei modelli economici 
tra Distribuzione controllata modello “tabacco” che riteniamo ucciderà i piccoli operatori VS modelli integrativi della dimensione di artigianalità, made in italy e alta qualità, con disposizioni ispirate al modello degli alcolici, nei meccanismi di valorizzazione delle filiere corte con tassazione più bassa e vendita tramite negozi specializzati con Davide Fortin PhD e Avv. Maria Paola Liotti  (MPG Consulting)

Questa raccolta fondi è aperta a tutti, chi crede in questa causa può donare decidendo di mostrare o meno il proprio nome/azienda.

Il Ministero della Salute dal 2020, a prescindere dal governo e dal colore politico, continua a portare avanti gli interessi di alcune grande aziende estere a discapito di molti piccoli e medi operatori italiani e a discapito delle tasche dei consumatori con un decreto antiscientifico che inserisce le composizioni orali contenenti CBD estratto dalla Cannabis, nella tabella B dei farmaci stupefacenti e a rischio di abuso come fosse più rischioso delle Benzodiazepine!

Ma con questa raccolta fondi non intendiamo raccogliere le risorse soltanto per fare ricorso a questo decreto del MinSal: il settore è infatti costantemente sotto attacco.

SCARICA LA PRESENTAZIONE DELLA RACCOLTA FONDI IN PDF!

Il Governo ha infatti presentato e ritirato (per ora), per ben due volte, anche un emendamento alla legge sul Fisco nel quale vorrebbe limitare la vendita dei fiori di canapa non stupefacenti ai soli tabaccai con divieto di vendita diretta per le aziende agricole e per i negozianti oltre che divieto di vendita online e tramite distributori. 

VAI ALL'ANALISI DELL'EMENDAMENTO DEL GOVERNO

Un Governo che parla di posti di lavoro, di ambiente ed economia circolare, che soprattutto parla di favorire di Made in Italy, ma che così facendo taglierebbe le gambe alle giovani aziende italiane che in questi anni hanno voluto investire su questi prodotti naturali da filiera agricola italiana e che così facendo favorirebbe solo grandi aziende estere che potranno continuare a distribuire i loro prodotti in Italia a scapito dei consumatori costretti ad acquistare ad alti prezzi prodotti esteri.
L'Associazione Canapa Sativa Italia, con il supporto delle altre associazioni Sardinia Cannabis, Canavese Canapa [in corso di integrazione e aggiornamento] e tante realtà ed aziende del settore promuove questa iniziativa per finanziare queste azioni che saranno a vantaggio di tutto il settore. 

Non cediamo agli attacchi: siamo aziende che hanno investito su questi prodotti prodotti naturali al CBD, non stupefacenti e senza particolari controindicazioni come dimostrato dalla loro circolazione in questi 7 anni e che anzi, come testimoniano i clienti, possono portare benefici in termini di riduzione del danno da altre sostanze ed essere un valido sostituto di molte terapie farmacologiche che presentano effetti collaterali non indifferenti per noi e per i nostri animali domestici.

MAGGIORI INFO SULLA VITTORIA AL TAR e SUL RICORSO AL TU OFFICINALI

Vorremmo un settore normato a uso umano affinché i produttori e commercianti italiani possano lavorare con leggi chiare che tutelino sia l'operatore sia il cittadino in termini di salubrità del prodotto. 

Leggi che si basino su dati reali e ricerche scientifiche senza pregiudizi e capendo che la Canapa non è qualcosa di pericoloso o dannoso, ma uno dei migliori alleati nel contrasto alle dipendenze. 

Invitiamo le istituzioni al dialogo, ma non possiamo non prepararci a difenderci.

Questa volta con un ricorso in Italia per ottenere una sospensiva immediata del decreto del MinSal, ma anche un’azione legale in Europa, per mettere finalmente fine a queste ambiguità normative che bloccano lo sviluppo del settore e continuano a non permettere ai consumatori di ottenere prodotti provenienti dall’Italia, normati a uso umano e a prezzi accessibili.

Bisogna poi essere in grado di querelare chi fa disinformazione, di presentare studi scientifici per dimostrare l'inoffensività della canapa con valori di thc irrisori e un importante studio economico per dimostrare che il modello che proponiamo alle istituzioni è il migliore per la sicurezza dei consumatori e per l'economia italiana. 

Dobbiamo anche essere pronti a presentare ricorsi nell’eventualità di tasse troppo alte che ricadrebbero sui consumatori o disposizioni tali da impedire alle eccellenze italiane lo sviluppo di un commercio libero e responsabile.

Speriamo che il decreto del Ministro della Salute venga ritirato, per ora procediamo con il TU Officinali al Consiglio di Stato ed entro il 22/09 o massimo fine mese si valuterà se impugnare anche il Decreto MinSal e se farlo con le altre associazioni o meno. 

Ci auguriamo restino fondi finanziamento degli studi, delle ricerche scientifiche e delle attività tecnico-normative e comunicative volte a promuovere lo sviluppo della filiera italiana della canapa, ma il focus sono le azioni legali per difenderci nel breve termine.



 

Un particolare ringraziamento alle associazioni: 

53%
-33 Giorni
Lavoro dignitoso e crescita economicaImprese, innovazione e infrastrutturePace, giustizia e istituzioni solide
Ampliamento e Restyling Ristorante Colapasta

Ciao a tutti! Io sono Francesco e lei è Katia mia moglie. Siamo una coppia di giovani ristoratori, io mi occupo dell'accoglienza degli ospiti in sala e lei è lo Chef di Cucina, e nel 2003, più precisamente il 18 agosto, abbiamo dato vita ad un vero e proprio progetto di vita, il ristorante Colapasta, in provincia di Torino.

Siamo qui su Eppela con questa raccolta perchè abbiamo un grande sogno che desideriamo realizzare e vogliamo coinvolgere anche te. Per noi è L'Occasione da non perdere assolutamente! 

I locali del Colapasta confinano con un grande colorificio che ha deciso di trasferirsi ad un paio di km. La sua superficie è di 350 metri quadri a cui si aggiunge un tetto piano di 390 metri quadri; la cosa ci fa gola da tempo e quindi abbiamo deciso di chiamare i proprietari e firmare un preliminare di contratto di locazione.

Inoltre abbiamo incaricato un importante architetto milanese, il famosissimo Andrea Langhi ( https://www.andrealanghi.it/ ), grande specialista nella realizzazione di locali pubblici che ci ha prospettato la possibilità di realizzare un grande locale polivalente per ristorazione e intrattenimento e quindi li sta progettando.

Tre sono le realtà che andranno a comporlo: le due salette Alta Langa Experience molto intime e dedicate al fine dining in cui il cibo sarà il protagonista principale; una grande sala per il Bistrot di Mare in cui si troverà il grande bancone bar e il Salottino del Dopo Cena in cui la convivialità e la condivisione saranno il tema principale dell'intrattenimento; la Terrazza, location esclusiva dedicata alle feste e agli eventi speciali. Per un totale di 350/400 posti a sedere in tutto.
Prevediamo di assumere altre 10/15 persone.

Tutte queste opere di ristrutturazione prevedono grande attenzione alla sostenibilità ambientale, infatti pensiamo di realizzare una pergola bioclimatica fotovoltaica per la terrazza dotata di accumulatori al sale più efficaci, efficienti e sostenibili allo smaltimento in luogo di quelli tradizionali; di installare vasche per il recupero dell'acqua piovana per l'irrigazione del verde e di servizio alle toilette (a Torino piove abbastanza!); di produrre acqua calda attraverso pannelli solari; di adottare un sistema per il riciclo dei rifiuti organici trasformati in compost direttamente in struttura; di creare una serra per l'autoproduzione di materie prime irrigata con un sistema innovativo che non ha bisogno di acqua.

Il progetto è decisamente ambizioso, ricco e costoso e, partendo dal principio che tante piccole gocce formano un mare, ci è venuta l'idea di creare una campagna di crowfunding che coinvolga sia i clienti del Colapasta, che tutte quelle persone che sono appassionate di ristorazione e/o di progetti che strizzano l'occhio alla sostenibilità economica e ambientale e che prevedano un incremento occupazionale

Il budget stimato per questa grande operazione si attesta intorno ai 500 mila euro.

Inutile dire che ci piacerebbe davvero riuscire in quest'impresa. è qui che la tua partecipazione diventa fondamentale. 

Siamo generosi e riconoscenti per natura, quindi abbiamo pensato a come ricompensarti per la tua partecipazione. Troverai tutto scritto tra qualche riga.

Ma prima conosciamo un po' meglio.

Abbiamo aperto il Colapasta a Collegno (TO) nella sede di Corso Francia 94, il 18 agosto 2003, sulle ceneri di un vecchio bar tavola calda.

Entrambi abbiamo frequentato l'istituto alberghiero e successivamente abbiamo compiuto diverse esperienze nel campo della ristorazione torinese e non, fino a quando non abbiamo sentito il desiderio di emulare gli imprenditori che ci hanno formato e di mettere a frutto quanto imparato per metterci in proprio e fare impresa. 

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Il locale è sempre stato gestito da noi in prima persona e ha visto diverse fasi di crescita ed evoluzione che in una linea del tempo si possono definire come di seguito.

2003: apertura al pubblico all'insegna “Bar Trattoria del Colapasta Pizzeria”. Il nostro locale era di tipo generalista, aperto dalle sette del mattino alla mezzanotte, in cui servivamo la prima colazione, il pranzo di lavoro, l'aperitivo e la cena. Era inoltre presente il servizio di pizzeria sia in loco che da asporto. Avevamo solo 40 posti a sedere ed avevamo solo due collaboratori, infatti lavoravamo costantemente all'interno dell'attività.

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2009: trasferimento nell'attuale sede di Corso Francia, 98. Non è la prima volta che ci buttiamo a capofitto in un ampliamento, lo abbiamo già fatto diverse volte. L'occasione di ampliare i locali, triplicando la superficie ed i posti a sedere, ci ha ingolositi e quindi abbiamo deciso di affrontare con grande caparbietà una ristrutturazione totale e di grande importanza. In questa fase il locale si attesta come “Trattoria del Colapasta Pizzeria” apriamo sette giorni su sette scandendo i due servizi, il pranzo e la cena, e  decidiamo di inserire una nuova linea di servizio, ovvero la banchettistica legata alle feste quali battesimi, comunioni, cresime, feste di laurea e anniversari. Il pubblico risponde benissimo e il locale cresce velocemente; triplichiamo il fatturato in poco meno di tre anni, abbiamo 120 posti a sedere in questa fase, tra interno ed esterno e i collaboratori impiegati diventano otto.

2012: ristrutturazione e restyling dei locali. Il lavoro procede a gonfie vele tant'è vero che il locale è “consumato” e necessita di un nuovo look e di nuova verve.
Quindi ristrutturiamo nuovamente e sostituiamo tutti gli arredi, dai tavoli alle sedie, dal bancone del bar all'impianto di aspirazione e per la prima volta vengono inseriamo due macchinari in cucina tecnologicamente all'avanguardia al fine di migliorare la qualità dell'esperienza dell'ospite e della vita lavorativa dei collaboratori. Il grande apprezzamento dimostrato da clienti, ospiti e avventori fa del Colapasta il punto di riferimento della ristorazione di Collegno. I collaboratori salgono a dodici.

2015: la partecipazione allo show televisivo Hell's Kitchen. Dopo aver superato brillantemente le selezioni, la Chef Katia si ritrova a partecipare al programma TV capitanato dallo Chef Stellato Carlo Cracco; in quell'occasione ha la possibilità di collaborare con professionisti di altissimo livello, di imparare nuove ricette e affinare le tecniche culinarie. Di conseguenza aumenta la notorietà del ristorante che vede nuovamente uno scatto di crescita.

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2017: da trattoria a Ristorante. I dati ci confermano che sempre più ospiti scelgono il Colapasta per la cucina gourmet e di sostanza. Da qui la decisione di concentrarsi maggiormente su quest'ultima e togliere la pizza tradizionale dal menù.
Ora l'insegna recita: “Colapasta - Ristorante Per Passione”.
Rinnoviamo entrambe le sale e passiamo ad un look più raffinato, romantico ed accogliente. Anche la cucina viene completamente rinnovata, tutte le attrezzature vengono sostitute con nuove più ecologiche, tecnologiche e sicure.

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2020: il periodo buio che illumina. Sappiamo tutti che cosa è successo nel biennio 20-21, ma insieme al nostro team non ci siamo mai arresi e abbiamo dato il meglio di creando continuamente eventi in modalità delivery, per cui anche Repubblica ci ha fatto un articolo. I nostri camerieri si sono trasformati in rider e siamo rimasti sempre aperti per permettere a tutti i collaboratori di continuare a ricevere lo stipendio in luogo di una cassaintegrazione sempre in ritardo e insufficiente. 
Nel molto tempo libero che abbiamo a disposizione abbiamo ideato nuovi piatti nuovi piatti, nuovi drink e nuovi menù che prenderanno vita negli anni a venire.
Nel frattempo a luglio 2020 diamo vita il progetto Strafud, la pizzeria del Sud Italia che soddisfa il desiderio dei “Pizza Lovers” del Colapasta. 

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2023: quest'anno, questi mesi, in questi giorni. Abbiamo un' occasione da non perdere! E solo se decidiamo di collaborare potremmo vederla prendere il volo  e avere successo in maniera agevole. Ora tocca a te… 

Lanceremo la campagna ufficialmente il 17 settembre 2023 alle 17:00 in occasione della festa che terremo per il ventesimo anniversario del Colapasta.
In quella sede ti faremo vedere un film che ti consentirà di visualizzare il progetto più concretamente . 

Abbiamo tutti da guadagnarci qualcosa e qui ti spiego come:

-per coloro che faranno la donazione nei primi 3 giorni dal lancio sarà corrisposto un voucher del valore triplo alla donazione (ad es € 100 x 3 = 300) da spendere all'interno del ristorante Colapasta dopo l'inaugurazione della nuova location.

-per coloro che faranno la donazione dal 4° al 10° giorno dal lancio sarà corrisposto un voucher del valore doppio alla donazione (ad es € 100 x 2 = 200) da spendere all'interno del ristorante Colapasta dopo l'inaugurazione della nuova location.

-per coloro che faranno la donazione dall' 11° al 20° giorno dal lancio sarà corrisposto un voucher del valore di una volta e mezza alla donazione (ad es € 100 x 1,5 = 150) da spendere all'interno del ristorante Colapasta dopo l'inaugurazione della nuova location.

-per coloro che faranno la donazione dal 20° alla fine della campagna sarà corrisposto un voucher del valore della donazione (ad es € 100 x 1 = 100) da spendere all'interno del ristorante Colapasta dopo l'inaugurazione della nuova location.

Insomma, si vince sempre e non si perde mai!

E PER FINIRE UNA SUPER CHICCA! All'ingresso del locale realizzeremo un vero e proprio Monumento all'Onore, per lasciare un simbolo che durerà negli anni, una parete di piccole mattonelle su cui scriveremo il nome di tutti i partecipanti. E per finire, per il Partecipante più Generoso metteremo una Mattonella Dorata al Centro.

A tutti i partecipanti omaggeremo il KIT GOURMET contenente i gadget ricordo di questa straordinaria avventura.

Ringraziamo sin d'ora tutti i partecipanti e ci auguriamo di ritrovarli presto ospiti alle nostre tavole.

 

23%
-10 Giorni
Energia pulita e accessibilePartnership per gli obiettivi
La Falesia Dimenticata 2.0. La falesia che vorrei!

 

La storia continua: contribuisci per un nuovo settore d'arrampicata con 30 nuove vie per un totale di 60 e altro terreno alla base del falesia.

 🇬🇧The story continues: contribute to help develop a new climbing sector with 30 new routes, making a total of 60, and further terrain at the foot of the Cliff.

 

Di cosa si tratta - What it's about

 

OBIETTIVO 2022: raccogliere i fondi per acquistare 8 nuove particelle e porzioni di parete per ampliare l'area di arrampicata della Falesia Dimenticata andando ad aggiungere altre 30 vie, portando la scelta delle vie da 30 a 60 vie da scalare!

🇬🇧TARGET 2022:  to collect funds for the purchase of 8 new lots of land and portions of cliff to extend the climbing area of the Forgotten Cliff. This will add 30 more routes, increasing the choices available from 30 to 60 climbing routes!

                            TUTTE LE PARTICELLE DA ACQUISTARE - ALL THE LOTS TO BE PURCHASED

 

Come verranno utilizzati i fondi - How the funds will be used

 

I fondi raccolti verranno utilizzati per:

  • Acquisto di n° 8 particelle per un totale di mq. 4481. Le particelle sono quelle alla base della parete e quelle sopra la parete che è di proprietà delle particelle soprastanti.
  • Frazionamento di N° 1 particella.
  • Spese tecniche  e notarili.
  • preparazione, raccolta e spedizione ricompense.

Entrate superiori al traguardo stabilito della raccolta fondi verranno utilizzati per:

  • Pulizie a bonifica delle pareti acquistate.
  • Chiodatura a norma con fittoni inox resinati.

In parallelo e in conseguenza del successo della campagna di raccolta fondi per l'acquisto dei terreni l'Asd Dolomiti Open sta implementando le sinergie per trovare i fondi necessari per la chiodatura della parete, che prevediamo in caso di successo di completare per settembre 2023.

 

🇬🇧The funds collected will be used for:
 

The purchase of 8 lots for a total of 4,481m². The lots are those at the base of the cliff and those above the cliff, which is the property of the lots above it.

The division of 1 land lot.

Technical and notarial costs.

Payment for preparation, collection and sending.
 

Introits superior to the target set for the collection of funds will be used for:

Cleaning and reclaiming the cliffs purchased.

Bolting compliant with regulations using resined stainless steel bolts.
 

 

In parallel, and as a consequence of the success of the campaign to raise funds for the purchase of the terrains, ASD Dolomiti Open is activating synergies to find the funds necessary for the bolting of the cliff. If the campaign is successful, the work should be completed by September 2023.

 

                 La Falesia Dimenticata, dietro le quinte 2017- 2020 - Behind the scenes 2017 -2020

   

Chi c'è dietro al progetto - Who is behind the project

 

Dolomiti Open Asd & Sportfund Onlus. Un gruppo di persona motivate, scalatori, appassionati dell'outdoor ma soprattutto cittadini attenti e sensibili allo sviluppo della Comunità nell'ottica inclusiva e aggregativa. Stringersi intorno ad un progetto condiviso e a vantaggio di tutti per valorizzare in chiave sostenibile e moderna un'area di arrampicata ma non solo.   Fare rete e creare connessioni e sinergie tra persone ed enti con un unico obiettivo: una falesia che è "oltre", non solo una parete per l' arrampicata, ma un luogo fisico e tangibile dove fare eventi culturali, spettacoli teatrali, dove mettere in relazione le persone.


🇬🇧Dolomiti Open Asd & Sportfund Onlus. A group of motivated individuals, climbers, enthusiasts of outdoor life but, above all, citizens with awareness and sensibility towards the development of the community in an inclusive and aggregative perspective. Their goal is to make common cause around a shared project that will benefit everyone by enhancing in a sustainable and modern manner an area for climbing, and not only climbing. To make a network and create connections and synergies between individuals and institutions with a single goal: a cliff that is “something more”, not just a cliff for climbing, but a physical and tangible place where cultural and theatrical events can be held, where people can interrelate.
 

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ARRAMPICATA PER TUTTI alla Falesia Dimenticata - CLIMBING FOR EVERYONE at the Forgotten Cliff


 

1615369778931327 spettacolo
IL TEATRO alla Falesia Dimenticata - THEATRE at the Forgotten Cliff

 

ERA IL 2017: il video del primo crowdfunding di successo! - IT WAS IN 2017: the video of the first successful crowdfunding!


Un progetto a cura di
Dolomiti Open asd

Dolomiti Open Asd nasce nel 2017 con lo scopo di farsi carico della proprietà e del mantenimento della Falesia Dimenticata e del suo progetto di sviluppo.  Il nostro intento è perseguire l'idea di un bene comune condiviso, luogo di arrampicata, ma anche entità concreta per  fare comunità, creare cultura del rispetto dei luoghi, delle persone e la valorizzazione in chiave moderna ed equilibrata del territorio. Tra gli altri progetti di Dolomiti Open che valorizzano l'inclusione, Brenta Open mette al centro le persone, ognuna con le proprie abilità, per sottolineare che le Dolomiti sono veramente patrimonio di tutti se ognuno le può vivere secondo la propria attitudine.  

 

🇬🇧A project curated by
Dolomiti Open ASD

Dolomiti Open ASD was created in 2017 with the aim of assuming the property and maintenance of the Forgotten Cliff and the project for its development. Our intention is to pursue the idea of a shared common asset, a place for climbing but also a concrete entity in which to make a community and create the culture of respect for places and people, enhancing the territory in a modern, balanced perspective. Among other Dolomiti Open projects for the enhancement of inclusion, Brenta Open places people at its centre, each with their own abilities, to underline the fact that the Dolomites will be truly the heritage of everyone if everyone can experience them in relation to their own capacities. 

 

64%
-22 Giorni
Salute e benessereVita sulla terra
UN GOAL PER SILVIA!

Ciao,
siamo la moglie e le amiche di Silvia, una donna straordinaria che, negli anni, ci ha fatto sognare con le sue imprese sui campi di calcio e divertire con la sua irriverente simpatia.

Chi conosce in modo profondo Silvia, o anche chi l'ha incontrata solo poche volte, ha impresso nella propria memoria la sua travolgente parlata fiorentina, il suo carattere generoso e solare, la sua voglia di vivere e di stare in compagnia.

Silvia è una pietra preziosa, una presenza incisiva nelle nostre vite e in quella delle persone a lei care. Una donna speciale che tutti ricordano per il sorriso contagioso e per quelle battute sempre pronte a stupirti e a portarti lontano dai pensieri negativi.

Silvia è stata una grande giocatrice di calcio e punto fermo della nazionale italiana, una ventata d'aria fresca da respirare a pieni polmoni.

Trascinatrice e risolutrice, nessuno del mondo del calcio può dimenticare  le sue gesta sportive, oltre che la tenacia e la determinazione con le quali ha affrontato lealmente ogni impegno che l'ha vista protagonista.

È la Silvia Fiorini dei primi mondiali in Cina e poi quelli in America. 
È La Silvia vice campionessa d’Europa, la Silvia dello scudetto ad Agliana. 
La Silvia delle tante imprese.
La Silvia pioniera del calcio. 

La Silvia che ha bisogno di centrare il suo ultimo GOAL!

Purtroppo, a luglio di questo anno 2023, ha avuto un'emorragia cerebrale rimanendo in coma per diversi giorni. I medici non ci avevano dato molte speranze sul fatto che Silvia potesse superare le prime ore, ma lei ha messo in gioco tutta la sua grinta e ha superato l’ostacolo. 

Adesso ne ha molti altri davanti a sé. 
Adesso è su una sedia rotelle ed è in grado di muovere solo parte del suo corpo. 
Non è autosufficiente e quello di cui lei ha bisogno è un percorso riabilitativo all’interno di una struttura altamente specializzata.  

Quello che vogliamo fare è cercare di darle più tempo possibile per prepararsi al rientro a casa che non sarà sicuramente facile. 

Io, Camilla, che sono sua moglie, la nostra bambina nata a Luglio dello scorso anno, e tutte le amiche e gli amici che le vogliono bene, speriamo di riaverla a casa con noi al più presto! 


Ma prima ci aspetta almeno un anno in una clinica specializzata che avrà il costo di 300 euro al giorno, per un totale di oltre 110.000 euro in un anno. In clinica potrà affrontare un percorso neuroriabilitativo che la aiuterà a recuperare il maggior numero di funzioni fisiche e neurologiche possibili.

È per questo che abbiamo deciso di lanciare questa raccolta fondi, perché tutto il nostro sostegno e quello della sanità pubblica non basta. C’è bisogno di tutti voi!

Se tutti insieme riusciremo a raccogliere la soglia di 55.000 euro, potremo garantire a Silvia almeno 6 mesi in clinica. 
Ma vorremmo andare molto oltre! Se riuscissimo a raggiungere la soglia di 110.000 euro, la permanenza in clinica potrà essere di 1 anno.

È così che, tutti insieme, le permetteremo di avere tutta l’assistenza necessaria per il suo recupero, tornando ad abbracciarci tutti e a farci sorridere come solo lei sa fare.

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Come contribuire

Puoi contribuire alla campagna tramite le seguenti modalità:

  • donando direttamente su questa pagina cliccando sul pulsante “Contribuisci” oppure scegliendo una delle ricompense disponibili,
  • tramite bonifico al conto corrente dedicato - IT31D3608105138250215950224 - intestato a Silvia Fiorini.


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Grazie di cuore a tutti coloro che aiuteranno Silvia!

29%
-104 Giorni
Salute e benessere
Grain for Life

L'Associazione Charity in The World si unisce nuovamente ad una Ultramaratona Estrema con la nuova raccolta fondi Grain For Life.

Dopo la cancellazione della Jordan Race, Nicola Ciani è riuscito  a riorganizzare una nuova competizione. Sarà infatti alla partenza dal 12 al 16 Novembre 2023 della Ultramaratona Ultra Africa Race di 220 km in 5 tappe nella savana del Mozambico, con il duplice obbiettivo di portare a termine l'estenuante gara e di supportare questa raccolta fondi avente lo scopo di finanziare la costruzione di un mulino per macinare il grano per il villaggio di Shebo in Etiopia, al confine con il Sud Sudan.

Ad accompagnarlo in questa competizione, venendo così a ricrearsi il nuovo team Charity in The World, sarà Giuseppe De Rosa, uno dei più esperti ultramaratoneti italiani: Giuseppe infatti ha gareggiato in oltre 40 ultra maratone in giro per il mondo e si presenta alla partenza della Ultra Africa Race per la quarta volta. Tra le tantissime gare spiccano le tre ultramaratone di 520 km portate tutte al traguardo  

Premiazione per la vittoria del Continental Challenge
In Boliva nel Salar de uyuni 
Trainando la slitta durante la non Stop di 237 km in Lapponia
Ultra Africa Race: attraversando uno dei numerosi villaggi 
The Track: nell’outback australiano lungo i 520 km di gara

La Africa Race fa parte del circuito di gare dell’organizzazione francese CANAL AVENTURE che ogni anno organizza una sorta di campionato del mondo, il CONTINENTAL Challenge fra i suoi partecipanti: Giuseppe De Rosa è l’attuale campione in carica..

Il villaggio di Shebo, precisamente il villaggio 7, dove attualmente vivono circa 300 famiglie, si trova a 35 km da Gambella, dove Don Filippo Perin, Abba Filippo come viene chiamato localmente, sacerdote salesiano, missionario dal 2008 in Etiopia da oltre 15 anni gestisce una Chiesa Cattolica. Da circa un paio d’anni la gente del villaggio sta richiedendo un mulino. Nella stagione delle piogge, da maggio a settembre, la coltivazione principale è il granoturco che viene macinato principalmente dalle donne, battendolo con un bastone dentro un mortaio oppure portato al villaggio vicino, a piedi, ad oltre 15 km di distanza, dove si trova un altro mulino, per poi ripercorrere lo stesso percorso indietro trasportando il sacco di farina sulla testa.
 

Già nel 2019 il Team Charity in The World, capitanato da Nicola Ciani nella famosa Marathon Des Sables, era riuscito con successo a raccogliere fondi che erano serviti a finanziare due pozzi di acqua potabile per due villaggi in Togo. Questi due pozzi sono stati inaugurati nell'estate dello stesso anno.

Nicola Ciani è un ultramaratoneta con esperienze di corsa estrema in alcuni dei più inospitali deserti della terra: 250 km in Sud Africa nel deserto del Kalahari, il più antico deserto del mondo, 165 km sulle incredibili dune delle Wahiba Sands in Oman, 250 km in Iran nel deserto del LUT, considerato il posto più caldo della terra, 250 km nel Gobi in Cina al confine con la Mongolia, 250 km in India ai confini con il Pakistan nel deserto del Thar ed infine 250 km nel Sahara in Marocco.

Deserto del Sahara - Marathon Des Sables
Sugli Altopiani dello Xinjang, in Cina - Deserto del Gobi
Deserto del Thar (INDIA) - arrivo a Jeisalmer
Incontri ravvicinati con cammelli selvatici durante la Oman Race
Augrabies National Park - Deserto del Kalahari (Sud Africa)
attraversamento del Gandom, Beryan (Il luogo più caldo della terra) - Deserto del LUT (IRAN)

Così Nicola Ciani descrive la sua prossima sfida che ha voluto legare a questo progetto di beneficenza:“La Ultra Africa Race è una gara di 5 giorni in totale autosufficienza alimentare in cui ogni concorrente deve portare con sé il cibo necessario per tutta la gara: in contesti come questo ci si rende conto dell'importanza del cibo e dell'acqua: non mi posso assolutamente permettere che qualcosa possa andare sprecato per non rischiare di rimanere senza cibo e quindi di non essere più in grado di portare a termine la mia gara. L'idea che ancora oggi ci siano persone costrette a procurarsi la farina necessaria al proprio sostentamento camminando per oltre 30 km sotto il torrido sole africano sembra un qualcosa di inimmaginabile. Le prime tappe della Ultra AFRICA Race hanno una lunghezza simile alla distanza che gli abitanti di Shebo devono compiere per poter portare a macinare il proprio grano: avendo già corso diverse gare come questa, posso perfettamente capire cosa significa trascorrere così tante ore sotto il sole rovente portando con sé dei pesi importanti”.

Così invece commenta Giuseppe De Rosa questa sua prima esperienza con il Team Charity in The World: “ Ho conosciuto Raffaele Brattoli nel deserto del Lut, gara durante la quale Raffaele accompagnava Tullio Frau, un concorrente non vedente e fin da quella occasione sono rimasto colpito dalla sua sensibilità e dal suo spirito. Dopo aver corso tantissime gare in ogni angolo del pianeta sono contento di poter finalmente poter dare anche io il mio contributo partecipando a questo nuovo progetto del Team Charity in The World. Già da diversi anni con il mio fratello del deserto Nicola ci eravamo promessi di fare una esperienza di questo genere insieme; la sorte ha voluto che la sua gara in Giordania sia stata cancellata e lui abbia deciso di partecipare a questa gara in Mozambico alla quale io ero iscritto da tempo. Spero che insieme riusciremo a raggiungere e magari anche superare l’obbiettivo, consapevole che ogni singolo euro può fare la differenza. Ce la metterò tutta come in tutte le gare a cui ho partecipato”.

Grazie al contatto diretto con Abba Filippo,  il 100% della somma che verrà raccolta durante questa campagna sarà trasferita per poter finanziare questo progetto: Charity in The World infatti, per proprio statuto interno, devolve la totalità delle somme raccolte attraverso le iniziative che vengono ogni anno promosse.

Charity in The World, ha già finanziato diversi pozzi in Africa, oltre a diverse altre strutture per i bisognosi, contribuendo a salvare la vita a migliaia di bambini che, senza acqua pulita, muoiono di batteri intestinali e dissenteria.

Charity in the World Onlus 

Aiutaci a sostenere questo progetto con la tua donazione, tutti insieme ce la possiamo fare!

Grain For Life

 

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91%
-1 Giorni
Sconfiggere la povertàSconfiggere la fameSalute e benessere
UN PICKUP PER LE GUARDIE ECOLOGICHE VOLONTARIE DI RAVENNA

Cari amanti della natura,

Siamo le Guardie Ecologiche Volontarie del Raggruppamento di Legambiente Ravenna e da anni ci dedichiamo con passione alla tutela dell'ambiente e alla salvaguardia delle aree protette della nostra regione. Siamo operatori ambientali riconosciuti dalla Legge Regionale dell’Emilia Romagna 23/89, che ci attribuisce poteri di polizia amministrativa in campo ambientale. Collaboriamo attivamente con le istituzioni per garantire il rispetto delle normative ambientali riguardanti aree naturali protette, spandimenti agronomici, vincolo idrogeologico, regolamento forestale, alberi monumentali, funghi e tartufi, incendi boschivi, flora protetta e prodotti del sottobosco, abbandono dei rifiuti, verde urbano, fauna minore, benessere animale, rete escursionistica, inquinamento luminoso, vigilanza ittica e venatoria. Inoltre, collaboriamo come operatori di Protezione Civile per interventi nelle operazioni di soccorso in caso di calamità pubbliche. Ogni anno svolgiamo oltre novemila ore di servizi perché crediamo fermamente che la conservazione della natura sia un dovere di tutti e che il nostro impegno possa fare la differenza.

Tuttavia, per poter continuare a svolgere il nostro lavoro in modo efficace e sicuro, abbiamo bisogno del vostro sostegno. 
Attualmente, i mezzi a nostra disposizione non sono adeguati per operare in terreni impervi o fangosi. Proprio per questo motivo, stiamo lanciando una campagna di crowdfunding per l'acquisto di un pickup 4x4, che ci consenta di svolgere le nostre attività nelle aree protette e nelle campagne in modo più efficiente, efficace e sicuro per i nostri operatori.
Grazie al nuovo veicolo, saremo in grado di muoverci agevolmente per il nostro lavoro di sorveglianza e vigilanza, nonché per rispondere alle emergenze di Protezione Civile. Potremo portare aiuto dove serve e monitorare sul campo le zone più remote del nostro territorio senza temere ostacoli o intemperie. Ogni donazione, indipendentemente dalla sua entità, ci avvicinerà al nostro obiettivo di salvaguardare l'ambiente. Ogni contributo sarà destinato all'acquisto del pickup e alla sua manutenzione.
Siamo fermamente convinti che insieme potremo fare la differenza e contribuire alla tutela della natura e della biodiversità. Pertanto, vi invitiamo calorosamente a sostenere la nostra campagna di crowdfunding e a diventare parte attiva del nostro impegno per la salvaguardia dell'ambiente.

Grazie di cuore per il vostro prezioso sostegno!

NB
Il veicolo da noi identificato, in valore economico è il più competitivo della categoria, monta un propulsore a benzina Mitsubishi 2.4 L. Euro 6  doppia alimentazione a Benzina/GPL a iniezione sequenziale che consente la massima riduzione delle emissioni inquinanti, generando bassi livelli di polveri sottili e ossidi di azoto.

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Imprese, innovazione e infrastrutturePartnership per gli obiettivi