La neuropatia delle piccole fibre ed elettrosensibilità
Salute
Obiettivi:
Salute e benessere

La neuropatia delle piccole fibre ed elettrosensibilità

Negli ultimi vent'anni, l'esposizione della popolazione alle radiofrequenze generate da smartphone, dispositivi WI-FI e stazioni radio base è cresciuta in modo esponenziale causando, in persone che presentano maggiore suscettabilità, una patologia definita ipersensibilità ai campi elettromagnetici (elettrosensibilità).

Tale patologia è caratterizzata da uno stato di neuro-infiammazione cronico che può comportare problemi neuropsicologici, legati in particolare all'esclusione sociale.

La sintomatologia riguarda vari sistemi: muscolo-scheletrico, cutaneo, gastro-intestinale,cardio-circolatorio, urinario e neurologico, e comporta gravi invalidità che spesso causano perdita del lavoro nonchè pesanti ricadute nella vita di relazione.

Ai fini di una corretta diagnosi e certificazione della patologia, è necessario approfondire alcuni aspetti eziologici dell'elettrosensibilità, ancora non conosciuti.

Una ricerca sperimentale condotta presso l'Università di Cagliari su un campione di soggetti elettrosensibili, ha evidenziato alterazioni metaboliche a carico di aminoacidi, neurotrasmettitori e vitamine.

Grazie alla collaborazione con la Clinica neurologica dell'Ospedale Bellaria di Bologna, è possibile allestire uno studio al fine di valutare una eventuale correlazione tra questi dati e la neuropatia delle piccole fibre.

Ciò permetterebbe un'indagine più puntuale, utile alla formalizzazione di un protocollo di certificazione della malattia e di una cura efficace per l'elettrosensibilità.

Si ribadisce che queste analisi sono fondamentali per approfondire gli aspetti conoscitivi dell'elettrosensibilità, e indispensabili per la definizione del protocollo diagnostico.

La patologia è in costante crescita nella popolazionea causa della massiccia diffusione della tecnologia wireless, anche legata allo smart working favorito dall'attuale epidemia covid-19.

Il livello di fondo dei campi elettromagnetici artificiali, diurno e notturno, è in aumento e rappresenta un nuovo emergente fattore di rischio per numerose patologie che possono colpire non solo soggetti fragili come donne gravide, bambini, giovani, soggetti malati di ogni età, ma anche soggetti sani.

Come verranno utilizzati i fondi

Per effettuare questa sperimentazione i pazienti elettrosensibili, già sottoposti a diagnosi dall'Università di Cagliari e da AIE, dovranno recarsi presso la Clinica Neurologica dell'Ospedale Bellaria di Bologna per effettuare gli esami sulle piccole fibre.

Purtroppo non c'è alcun finanziamento pubblico per questo studio!

Quindi  i costi sia  di prestazione sanitaria che di viaggio (con pernotto) sono a carico degli stessi pazienti.


Si chiede quindi ai donatori  un contributo economico per sostenere i costi di analisi e di viaggio.

Chi c'è dietro al progetto - 1

UNIVERSITA' DI CAGLIARI

L’interesse per le patologie ambientali ha investito da qualche anno anche la ricerca universitaria.In particolare, il Dipartimento di Biomedicina dell’Università di Cagliari (Prof. Luigi Atzori, Dott. Cristina Piras, Prof. Sandro Muntoni) si è occupato di metabolomica in relazione a patologie croniche, tra le quali la fibromialgia. L’interesse per l’elettrosensibilità, a volte associata ad altri stati patologici quali, appunto, fibromialgia e MCS, è nato dalla collaborazione con il Dipartimento di Pedagogia, Psicologia e Filosofia (Prof. Stella Conte) per sottolinearne l’aspetto fisiopatologico scevro da qualunque interpretazione psicologica (stato ipocondriaco o condizione isterica) o stato psicopatologico pregresso.


UNIVERSITA' DI BOLOGNA

Clinica Neurologica dell'Ospedale Bellaria di Bologna dove si studiano patologie del sistema nervoso periferico, in particolare polineuropatie periferiche, disautonomie, patologie neurodegenerative e del sonno.  Il Prof. Vincenzo Donadio ha anche pubblicato studi su correlazione tra malattie neurologiche degenerative tra cui  Parkinson, SLA e la neuropatia delle piccole fibre.

Chi c'è dietro al progetto - 2

ASSOCIAZIONE ITALIANA ELETTROSENSIBILI 

CHI FA PARTE DELL'A.I.E.?

Siamo un gruppo di persone, uomini e donne, di ogni età, di diverse professioni (medici, fisici, ingegneri, impiegati, casalinghe, artigiani, studenti) e viviamo sparsi sul territorio nazionale. Negli ultimi tempi si sono aggiunti anche genitori i cui figli hanno iniziato a manifestare segni e sintomi da Elettrosensibilità.

QUALE E' LA MISSIONE DI A.I.E.?

> Formare gli iscritti ad affrontare il problema e ad attuare interventi di educazione sanitaria verso la popolazione sana per prevenire lo sviluppo della sindrome. > Promuovere lo studio dell'Elettrosensibilità nel mondo scientifico sanitario ed ingegneristico, istituzionale, giuridico, politico ed economico, al fine di trovare soluzioni. > Promuovere la ricerca di presìdi per affrontare l'handicap provocato dall'Elettrosensibilità. > Promuovere studi sulle tecniche strumentali e residenziali necessarie per ricercare e minimizzare l'esposizione ai Campi Elettromagnetici. > Cooperare con Istituzioni (AULSS, Istituto Superiore di Sanità, Comuni, Province, Regioni) nella ricerca di metodiche di diagnosi, cura, prevenzione, previdenza, e di provvedimenti individuali e pubblici più adeguati. > Progettare e attuare studi scientifici sull'Elettrosensibilità, sulle sue manifestazioni e sulle possibili cure. > Raccogliere e aggiornare la bibliografia sulla sindrome da Ipersensibilità ai Campi Elettromagnetici. > Mantenere i rapporti con altre Associazioni italiane ed estere con le quali ci sia comunione di intenti. > Promuovere e partecipare ai Convegni sull'argomento in Italia e all'Estero.

Tra le attività della Associazione c'è il Supporto Sanitario (Dr.ssa Annunziata Difonte e Dr.ssa Anna Zucchero) di assistenza agli elettrosensibili. Eroga anche una attestazione secondo un Protocollo Diagnostico sviluppato dalla Associazione 

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giorgio cinciripini
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Un "grazie" da  parte del leader del progetto di ricerca, via lettera autografa.

60€ o più

Un "grazie" da  parte del leader del progetto di ricerca, personale e diretto più un libro scritto dalla Consigliere di A.I.E. Drsa Fabia Delgiudice su Effetti dei Campi Elemmognatici sulla Salute Umana.

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La neuropatia delle piccole fibre ed elettrosensibilità

Negli ultimi vent'anni, l'esposizione della popolazione alle radiofrequenze generate da smartphone, dispositivi WI-FI e stazioni radio base è cresciuta in modo esponenziale causando, in persone che presentano maggiore suscettabilità, una patologia definita ipersensibilità ai campi elettromagnetici (elettrosensibilità).

Tale patologia è caratterizzata da uno stato di neuro-infiammazione cronico che può comportare problemi neuropsicologici, legati in particolare all'esclusione sociale.

La sintomatologia riguarda vari sistemi: muscolo-scheletrico, cutaneo, gastro-intestinale,cardio-circolatorio, urinario e neurologico, e comporta gravi invalidità che spesso causano perdita del lavoro nonchè pesanti ricadute nella vita di relazione.

Ai fini di una corretta diagnosi e certificazione della patologia, è necessario approfondire alcuni aspetti eziologici dell'elettrosensibilità, ancora non conosciuti.

Una ricerca sperimentale condotta presso l'Università di Cagliari su un campione di soggetti elettrosensibili, ha evidenziato alterazioni metaboliche a carico di aminoacidi, neurotrasmettitori e vitamine.

Grazie alla collaborazione con la Clinica neurologica dell'Ospedale Bellaria di Bologna, è possibile allestire uno studio al fine di valutare una eventuale correlazione tra questi dati e la neuropatia delle piccole fibre.

Ciò permetterebbe un'indagine più puntuale, utile alla formalizzazione di un protocollo di certificazione della malattia e di una cura efficace per l'elettrosensibilità.

Si ribadisce che queste analisi sono fondamentali per approfondire gli aspetti conoscitivi dell'elettrosensibilità, e indispensabili per la definizione del protocollo diagnostico.

La patologia è in costante crescita nella popolazionea causa della massiccia diffusione della tecnologia wireless, anche legata allo smart working favorito dall'attuale epidemia covid-19.

Il livello di fondo dei campi elettromagnetici artificiali, diurno e notturno, è in aumento e rappresenta un nuovo emergente fattore di rischio per numerose patologie che possono colpire non solo soggetti fragili come donne gravide, bambini, giovani, soggetti malati di ogni età, ma anche soggetti sani.

Come verranno utilizzati i fondi

Per effettuare questa sperimentazione i pazienti elettrosensibili, già sottoposti a diagnosi dall'Università di Cagliari e da AIE, dovranno recarsi presso la Clinica Neurologica dell'Ospedale Bellaria di Bologna per effettuare gli esami sulle piccole fibre.

Purtroppo non c'è alcun finanziamento pubblico per questo studio!

Quindi  i costi sia  di prestazione sanitaria che di viaggio (con pernotto) sono a carico degli stessi pazienti.


Si chiede quindi ai donatori  un contributo economico per sostenere i costi di analisi e di viaggio.

Chi c'è dietro al progetto - 1

UNIVERSITA' DI CAGLIARI

L’interesse per le patologie ambientali ha investito da qualche anno anche la ricerca universitaria.In particolare, il Dipartimento di Biomedicina dell’Università di Cagliari (Prof. Luigi Atzori, Dott. Cristina Piras, Prof. Sandro Muntoni) si è occupato di metabolomica in relazione a patologie croniche, tra le quali la fibromialgia. L’interesse per l’elettrosensibilità, a volte associata ad altri stati patologici quali, appunto, fibromialgia e MCS, è nato dalla collaborazione con il Dipartimento di Pedagogia, Psicologia e Filosofia (Prof. Stella Conte) per sottolinearne l’aspetto fisiopatologico scevro da qualunque interpretazione psicologica (stato ipocondriaco o condizione isterica) o stato psicopatologico pregresso.


UNIVERSITA' DI BOLOGNA

Clinica Neurologica dell'Ospedale Bellaria di Bologna dove si studiano patologie del sistema nervoso periferico, in particolare polineuropatie periferiche, disautonomie, patologie neurodegenerative e del sonno.  Il Prof. Vincenzo Donadio ha anche pubblicato studi su correlazione tra malattie neurologiche degenerative tra cui  Parkinson, SLA e la neuropatia delle piccole fibre.

Chi c'è dietro al progetto - 2

ASSOCIAZIONE ITALIANA ELETTROSENSIBILI 

CHI FA PARTE DELL'A.I.E.?

Siamo un gruppo di persone, uomini e donne, di ogni età, di diverse professioni (medici, fisici, ingegneri, impiegati, casalinghe, artigiani, studenti) e viviamo sparsi sul territorio nazionale. Negli ultimi tempi si sono aggiunti anche genitori i cui figli hanno iniziato a manifestare segni e sintomi da Elettrosensibilità.

QUALE E' LA MISSIONE DI A.I.E.?

> Formare gli iscritti ad affrontare il problema e ad attuare interventi di educazione sanitaria verso la popolazione sana per prevenire lo sviluppo della sindrome. > Promuovere lo studio dell'Elettrosensibilità nel mondo scientifico sanitario ed ingegneristico, istituzionale, giuridico, politico ed economico, al fine di trovare soluzioni. > Promuovere la ricerca di presìdi per affrontare l'handicap provocato dall'Elettrosensibilità. > Promuovere studi sulle tecniche strumentali e residenziali necessarie per ricercare e minimizzare l'esposizione ai Campi Elettromagnetici. > Cooperare con Istituzioni (AULSS, Istituto Superiore di Sanità, Comuni, Province, Regioni) nella ricerca di metodiche di diagnosi, cura, prevenzione, previdenza, e di provvedimenti individuali e pubblici più adeguati. > Progettare e attuare studi scientifici sull'Elettrosensibilità, sulle sue manifestazioni e sulle possibili cure. > Raccogliere e aggiornare la bibliografia sulla sindrome da Ipersensibilità ai Campi Elettromagnetici. > Mantenere i rapporti con altre Associazioni italiane ed estere con le quali ci sia comunione di intenti. > Promuovere e partecipare ai Convegni sull'argomento in Italia e all'Estero.

Tra le attività della Associazione c'è il Supporto Sanitario (Dr.ssa Annunziata Difonte e Dr.ssa Anna Zucchero) di assistenza agli elettrosensibili. Eroga anche una attestazione secondo un Protocollo Diagnostico sviluppato dalla Associazione 


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