Il Costume Ritrovato
Creatività

Il primo traguardo è raggiunto, continuiamo a sognare!

Il nostro primo obiettivo è stato raggiunto.Siamo veramente grati del supporto ricevuto, un’attenzione così importante che ci ha permesso di avere visibilità anche su TG1 in prima serata.

Grazie a tutti Voi! Grazie di vero cuore da tutto il team del Museo del Tessuto. Con il vostro prezioso contributo potremo iniziare i delicati lavori di restauro de “Il Costume Ritrovato.”

Ora… continuiamo a sognare!

Scorri la pagina per scoprire il nostro secondo traguardo: il restauro dei gioielli di scena.

La storia

Era il 25 aprile del 1926 quando al Teatro alla Scala di Milano andava in scena per la prima volta l’ultimo capolavoro incompiuto di Giacomo Puccini: Turandot. 

Una delle opere più famose del grande compositore toscano, Turandot ebbe una genesi musicale e artistica non priva di difficoltà: tra queste vi fu la scelta del costumista.

I costumi per la prima rappresentazione della Turandot furono realizzati dal celebre costumista del Teatro alla Scala, Luigi Sapelli, in arte Caramba. In realtà, il Maestro Puccini aveva scelto per tale compito l’artista Umberto Brunelleschi, ma per ragioni organizzative e strategiche i suoi bozzetti furono utilizzati per la successiva edizione romana al Teatro Costanzi.

Caramba trasformò il sogno del Maestro Puccini in realtà e realizzò degli abiti ricchi e sontuosi fortemente ispirati dai colori e dalle suggestioni di un lontano oriente.

Un incredibile ritrovamento

Nel corso del tempo, dei costumi di Turandot si perse ogni traccia.

Era una mattina del mese di aprile, quando al Museo di Tessuto di Prato giunse una telefonata con una proposta inaspettata. Dall’altro capo del telefono, una voce flebile domandava se il Museo potesse essere interessato al contenuto di un vecchio baule appartenuto alla celebre soprano pratese Iva Pacetti. Al suo interno, si trovavano degli abiti, delle parrucche e dei gioielli di scena, risalenti ad un’epoca passata.

Quando il baule fu aperto al Museo, il Responsabile Scientifico, Daniela Degl’Innocenti, fu immediatamente colpita da due abiti per la loro preziosa fattura e un’attenta analisi confermò il sorprendente ritrovamento: i due costumi appartenevano alla prima rappresentazione scenica della Turandot, realizzati da Caramba, ormai ritenuti perduti per sempre.

Il precario stato di conservazione

Lo stato di conservazione è pessimo. Il tempo, i materiali fragili, l’utilizzo frequente da parte delle attrici nel corso delle stagioni teatrali e la conservazione non adeguata hanno danneggiato gravemente questi preziosi reperti.

Entrambi i costumi necessitano di importanti interventi di restauro per essere restituiti al pubblico con il loro fascino originario. La Regione Toscana ha stanziato un contributo a copertura di una parte dei costi di restauro.

Per completare il restauro abbiamo bisogno del contributo di tutti. In particolare, l‘intervento sul secondo abito sarà ancora più delicato e richiederà mesi di lavoro di personale altamente specializzato.

L’abito, realizzato in tessuto operato, è interamente broccato con filato metallico dorato. Questo filato si presenta sollevato nella maggior parte della superficie dell’abito. All’altezza della spalla destra e della sottomanica vi sono fori e lacerazioni. La parte finale delle maniche è molto compromessa, numerose sono le macchie e gli aloni di sporco. L’interno delle maniche è profilato con un tessuto operato in rosa, arancio e verde accompagnato da piccoli motivi decorativi di forma circolare in filato metallico dorato. I due cordoncini metallici che bordano questo tessuto sono scuciti su diversi punti. 

Gli interventi da realizzare sono moltissimi. Il processo di restauro si articola in:

  • Aspirazione di tutte le parti

  • Rimozione dei rammendi grossolani 

  • Smacchiatura a bassa pressione 

  • Inserimento di supporti in tutte le zone lacerate e consolidamento generale 

  • Parallelizzazione dei dettagli metallici sollevati, cucitura e copertura con tulle di protezione del colore più idoneo.

La restituzione attraverso una grande mostra

Entrando nel patrimonio del Museo, i costumi sono diventati patrimonio di tutti.

Vogliamo restituire al pubblico questi due meravigliosi costumi con il loro originario splendore attraverso una nuova mostra sulla Turandot di Puccini in programma per la Primavera 2020. 

Attraverso quest’operazione ricostruiremo l’affascinante storia dei costumi, dalla loro creazione al loro ritrovamento nel guardaroba della pratese Iva Pacetti. 

Vorremmo rendere questa mostra un progetto collettivo, realizzato per e con il contributo della comunità.

Con il vostro aiuto, riporteremo alla luce un prezioso pezzo di storia del costume, della lirica e del teatro italiano.

I fastosi gioielli di scena

Oltre ai due costumi, all’interno del baule sono stati rinvenuti anche dei sontuosi gioielli di scena, che facevano da corredo ai costumi indossati dalla “principessa di gelo.”

Vogliamo restituire al pubblico la prima Turandot di Puccini, proprio come era stata originariamente concepita, completa dei suoi splendidi costumi di scena, della sua magnifica corona e dei preziosi ornamenti da testa. 

Per questo, abbiamo aggiunto un secondo traguardo al crowdfunding: raccogliere i fondi necessari per restaurare questi magnifici gioielli di scena.

Questi raffinati ornamenti sono stati realizzati nel 1926 dalla ditta Corbella di Milano, fornitore ufficiale del Teatro alla Scala e dialogano perfettamente con l’idea della messa in scena proposta da Caramba e Galileo Chini, rispettivamente, costumista e scenografo dell’opera.

Ogni somma raccolta in più oltre tale obiettivo, sarà dedicata al sostegno delle spese pe r l’organizzazione e l’allestimento di una grande mostra sulla Turandot, prevista per il 2020.

La fastosa corona in stile orientale, con accenti déco, rappresenta un capolavoro di oreficeria per il teatro, per la tecnica di lavorazione e l’invenzione di ornamenti come fiori e farfalle tremblante, perle pendenti, piume di struzzo, galloni arricchiti da frange con perline.

L’ornamento da testa, invece, è composto da un lungo spillone che termina con borchie gemelle in filigrana, realizzate in ottone dorato e pietre multicolori a taglio cabochon. Ai lati delle borchie si trovano due sfere traforate che ancorano lunghi pendenti composti da fermagli con lunghe file di perle unite da motivi decorativi di strass rossi e blu. L’ornamento è stato progettato per impreziosire l’acconciatura orientale della protagonista.

Come i costumi, anche i due gioielli risultano in pessime condizioni conservative per l’uso continuativo e la fragilità strutturale di alcune parti.  Si osservano deformazioni, ossidazione del metallo, perdita di alcuni elementi, rotture in punti già più volte saldati.

Il processo di restauro si articola in:

  • Corona - pulitura, consolidamento, rimessa in forma, saldatura e integrazione di alcune parti mancanti, essenziali alla corretta lettura storica dell’opera.
  • Puntale – pulitura, integrazione delle parti mancanti, (una barra di ottone e il puntale sinistro), montaggio.

Lo stato di conservazione veramente precario, per questo il lavoro di restauro sarà lungo, delicato e complesso, soprattutto nell’assemblaggio delle parti, nel reperimento dei materiali d’integrazione e preparazione all’esposizione

Ricompense

In aggiunta ai premi elencati, i nomi di TUTTI i donatori saranno inseriti all’interno di un pannello celebrativo che sarà esposto all’ingresso delle aree del Museo del Tessuto che ospiteranno la mostra dedicata a Turandot.

Di seguito una lista di articoli inseriti all’interno dei “pacchetti premio” che abbiamo ideato.

  • Borraccia MdT: una borraccia in alluminio finemente decorata con immagini dei più bei tessuti appartenenti alla nostra collezione permanente. Per viaggiare o vivere la città in compagnia dell’arte e rispettando l’ambiente.
  • Foulard MdT: foulard realizzati a Prato (100% modal, 140x140 cm) e disponibili in tre modelli ispirati ai tessuti appartenenti alla nostra collezione permanente.
  • Foulard “Calimala”: una sciarpa leggera e colorata (100% micromodal, 140x200cm), in edizione limitata, creata in collaborazione con l’Associazione Kepos e Fondazione Claudio Ciai, ispirata ai lavori creativi realizzati da un gruppo di diversamente abili nel corso di un workshop dedicato all’arte. 

Per opportunità o sponsorizzazioni aggiuntive, tra cui la possibilità di essere main sponsor della mostra con relativa visibilità, si prega di contattare Anais Di Bella a anais.dibella@gmail.com

Aggiornamenti (11)
14 January 2022

Ultimi giorni per vedere i costumi della prima assoluta di Turandot

Caro Sostenitore,

sono gli ultimi giorni per visitare la mostra “Turandot e l’Oriente Fantastico di Puccini, Chini e Caramba” allestita al Museo del Tessuto di Prato fino al 23 gennaio 2022.

Ricorda che hai tempo fino al termine della mostra per ritirare la tua ricompensa.

Il programma del Museo del Tessuto per il 2022 è ricco di interessanti iniziative. Infatti, stiamo già lavorando alla prossima grande mostra che sono certo che ti sbalordirà. Per restare sempre aggiornato, iscriviti alla newsletter del Museo cliccando qui.

Grazie ancora di aver contribuito a questa meravigliosa avventura.

Ti aspetto al Museo!

Filippo Guarini - Museo del Tessuto di Prato 

Leggi tutto
26 November 2021

Caro Sostenitore,

nelle ultime settimane sono arrivate molte richieste di prolungare la durata della mostra. Per venire incontro a questo desiderio -specialmente di chi come voi ha creduto in questo progetto fin dall'inizio - abbiamo deciso di prorogare la mostra “Turandot e l’Oriente Fantastico di Puccini, Chini e Caramba” fino al 23 gennaio 2022.

Così avrete maggior tempo di vedere, e perché no anche di tornare a rivedere (come ci è stato più volte scritto), i costumi della prima assoluta della Turandot di Puccini.

Sul nostro sito recentemente rinnovato www.museodeltessuto.it, potete scoprire tutte le attività correlate alla mostra come conferenze ed eventi musicali.

Ricordatevi che il gran successo di pubblico di questa mostra inedita e suggestiva è anche merito vostro!

Ed è per questo che, di nuovo, vi ringraziamo per averci sostenuto. 

Filippo Guarini - Museo del Tessuto di Prato 

07 January 2020

Abbiamo raggiunto il traguardo: il sogno si realizza!

18 mila volte grazie!

Finalmente possiamo affermarlo: i costumi e i gioielli della prima assoluta di Turandot saranno riportati al loro antico splendore!

I restauri saranno possibili unicamente grazie a tutti voi, privati, aziende, enti, associazioni, addetti ai lavori e appassionati, che avete deciso di sostenere il progetto Il Costume Ritrovato.

Siamo veramente onorati del vostro supporto e insieme a voi restituiremo alla storia del costume e della lirica questi preziosi oggetti.

Al termine dei restauri, potrete ammirare i costumi e i gioielli di Turandot in tutta la loro originaria bellezza nella mostra che sarà inaugurata nella primavera 2020 dedicata all’ultima opera del Maestro Giacomo Puccini.

 Per continuare a condividere con voi il progetto Il Costume Ritrovato, vi terremo aggiornati sui progressi dei restauri.

 A tutti, di nuovo, grazie!

 

Una nota pratica: a breve saranno comunicate le date della mostra e le modalità di consegna delle ricompense.

30 March 2021

Il Costume … Restaurato visibile dal 22 maggio 2021 al Museo del Tessuto

Caro sostenitore,

siamo lieti di annunciarti che finalmente potrai ammirare dal vivo i gioielli e i costumi della prima assoluta di Turandot in tutto il loro splendore!!

Dopo un lungo e complesso restauro, reso possibile grazie anche al Tuo aiuto, i gioielli e i costumi del crowdfunding saranno protagonisti della mostra Turandot e l’Oriente fantastico di Puccini, Chini e Caramba visitabile al Museo del Tessuto di Prato dal 22 maggio 2021 al 21 novembre 2021 (salvo eventuali rinvii per il rispetto delle normative sull’emergenza sanitaria).

La mostra- realizzata in collaborazione con il Sistema Museale dell’Ateneo fiorentino- è un omaggio alla storia del teatro lirico e dell’arte del primo ventennio del Novecento, la cui scena artistica, letteraria e musicale fu pervasa dal fenomeno dell’Orientalismo.

Turandot e l’Oriente fantastico di Puccini, Chini e Caramba è un’esposizione inedita, altamente suggestiva e multidisciplinare che - su un percorso di oltre 1.000 mq- farà ripercorrere al visitatore le vicende che hanno portato il grande compositore Giacomo Puccini a scegliere il grande interprete del Liberty italiano Galileo Chini per la realizzazione dell’allestimento e delle scenografie per la Turandot, andata in scena per la prima volta al Teatro alla Scala il 25 aprile 1926, diretta da Arturo Toscanini.

Dal 22 maggio 2021 potrai ritirare la Tua ricompensa direttamente presso la biglietteria del Museo del Tessuto, presentando un documento di riconoscimento.

Per maggiori approfondimenti sulla mostra visita: www.museodeltessuto.it/mostra-turandot

Grazie ancora di aver partecipato alla realizzazione di questo grande progetto.

Ti aspettiamo alla mostra!

21 December 2020

Aspettando Turandot... Conosciamo le restauratrici dei costumi

Cari sostenitori,

per l’emergenza sanitaria e i conseguenti Dcpm, la grande mostra sulla Turandot sarà inaugurata nella primavera 2021. In attesa di vedere dal vivo i costumi restaurati in tutta la loro bellezza, saranno svelate nei prossimi mesi alcune curiosità sul restauro e sulla mostra.

È stato detto molto sui danni dei costumi e sulla loro storia ma ora è l’occasione di conoscere meglio le sapienti mani che hanno salvato questi splendidi costumi. Il restauro dei costumi è stato affidato al Consorzio Tela di Penelope, eccellenza toscana per il restauro e la conservazione dei tessuti antichi e contemporanei.

Il Consorzio Tela di Penelope è composto dalle Dott.sse Simona Laurini, Azelia Lombardi e Elisa Zonta, tutte restauratrici professioniste diplomate in Restauro Tessile presso la Scuola di Alta Formazione e di Studio dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze

Ecco la breve intervista.

Cosa hai pensato la prima volta che hai visto i costumi della prima assoluta di Turandot?

Elisa: “Gli abiti mi hanno incuriosita molto, tirarli fuori dal baule, poco a poco aprirli con cautela e svelarne i particolari è stato molto emozionante, una scoperta vera e propria. La loro storia era incredibile e ancora più incredibile è stato il modo in cui sono arrivati al museo, in un baule dopo essere stati dimenticati per anni chissà dove”.

Come ti sei preparata per il restauro?

Elisa: “Studiando approfonditamente gli abiti, i materiali presenti ed il degrado, documentando e facendo grafici per poter progettare al meglio l'intervento conservativo”.

Qual' è stata la parte più difficile del restauro?

Simona: “La parte più complessa del restauro è stato senza dubbio il consolidamento, soprattutto l’abito con la fenice aveva numerosi filati sollevati localizzati nelle parti inferiori delle maniche e nella zona centrale del petto dove erano presenti numerosi rammendi eseguiti in maniera grossolana che ovviamente sono stati rimossi perché non adeguati dal punto di vista conservativo”.

Qual è stata la parte del restauro che ti ha dato più soddisfazione?

Simona: “La soddisfazione più grande è stata senza dubbio vedere i due abiti finalmente restaurati, montati sui manichini per lo shooting fotografico, arricchiti dalla corona e dai gioielli”.

Ci puoi descrivere brevemente il vostro lavoro?

Il nostro intervento di restauro è stato molto complesso e ha previsto un rinforzo delle zone più degradate anche in virtù della futura esposizione in mostra. Per iniziare, tramite un aspiratore museale sono stati rimossi tutti i residui che si erano depositati sugli abiti nel corso dei tanti anni.

Nell’abito con la fenice sono stati rimossi i rammendi eseguiti nelle precedenti riparazioni con filato non idoneo e sostituiti con dei supporti in seta, tinti da noi in laboratorio. Le parti lacerate sono state consolidate con un filato di organzino di seta e nella zona delle spalle è stato reintegrato il disegno geometrico con la sovrapposizione di tessuti di colore diverso. Il lavoro più lungo è stato allineare e fermare i numerosi filati metallici sollevati.

Per consolidare l’abito azzurro sono stati inseriti dei supporti in seta della tonalità idonea nelle zone lacerate (soprattutto spalle e petto) e il motivo decorativo è stato ricreato con stencil realizzati da noi simili all’originale.

Infine, abbiamo utilizzato un vaporizzatore ad ultrasuoni per distendere le pieghe e allestito i costumi sui manichini.


Nel prossimo aggiornamento incontreremo i restauratori dei gioielli della Turandot

Grazie ancora per il Tuo aiuto che ha permesso di realizzare questo progetto!

Tutto lo staff del Museo del Tessuto ti augura Buon Natale!

12 June 2020

Lo Splendore Ritrovato - continuiamo a lavorare per voi

Carissimo sostenitore,

purtroppo, la grave emergenza sanitaria ha fortemente rallentato l’organizzazione della grande mostra sulla Turandot. Nonostante il nostro impegno, la mostra non potrà essere inaugurata nella Primavera 2020.

Nell’attesa di poter ammirare i costumi e i gioielli della prima assoluta della Turandot, il Museo del Tessuto offre gratuitamente a ciascun sostenitore 2 biglietti (1 + 1 accompagnatore) per la mostra “Pinocchio nei costumi di Massimo Cantini Parrini dal film di Matteo Garrone” prorogata fino al 25 ottobre 2020.

Non perdere l’occasione di vedere da vicino i costumi grazie ai quali Massimo Cantini Parrini ha recentemente vinto il David di Donatello come miglior costumista del 2020.

Potrai ritirare gratuitamente i biglietti della mostra, presentando alla biglietteria del Museo del Tessuto un tuo documento di riconoscimento. Ti aspettiamo! 


Dear backers, 

The current health emergency has slowed the organization of the exhibition. Despite all our efforts, it cannot be inaugurated this summer. While we continue to work on it with dedication, we have thought of offering you two tickets (1 for you + 1 for a partner or a friend) for the current temporary exhibition "Pinocchio in the costumes of Massimo Cantini Parrini from the movie of Matteo Garrone" which has been extended until October 25. 

You can collect your free tickets by showing a document at the entrance. Thank you for your understanding. 




12 December 2019

Philippe D'Averio ammira Il Costume Ritrovato e i Gioielli di Turandot

Cari donatori,  

A dieci giorni dalla conclusione di questa meravigliosa avventura, abbiamo ricevuto una lieta visita. Questa mattina abbiamo ospitato un convegno nei nostri spazi moderato da Philippe Daverio che non ha perso occasione per ammirare da vicino "Il Costume Ritrovato" e gli splendidi gioielli appartenuti alla prima assoluta di Turandot 

Accompagnato dalla conservatrice Daniela Degl'Innocenti, ha visionato il prezioso reperto insieme agli splendidi gioielli e ha subito notato lo stile inconfondibile del grande maestro Caramba. 

C'è ancora tempo per entrare a far parte della storia e anche 10 euro possono fare la differenza.  

Clicca Qui per fare la tua donazione e realizzare un grande sogno. 

02 December 2019

Le grandi cose richiedono tempo

Cari sostenitori,

Abbiamo una novità: con Eppela abbiamo deciso di estendere la durata della raccolta fino al 23 dicembre. Le grandi cose richiedono tempo e vogliamo fare tutto il possibile per la buona riuscita di questo ambizioso progetto.

Restaurando anche i gioielli saremo in grado di restituire al pubblico la Turandot di Giacomo Puccini proprio come era stata originalmente concepita per la prima assoluta al Teatro alla Scala: con i magnifici costumi di scena a cui sono abbinati fastosi gioielli in stile orientale con accenti dèco.

Grazie ai contributi della Fondazione Festival Pucciniano e della Fondazione Simonetta Puccini - che hanno accolto con entusiasmo questa seconda fase della raccolta – abbiamo aggiunto due nuove ricompense che omaggiano il grande compositore toscano.

160 euro

Un ingresso alla mostra dedicata alla Turandot, in apertura nella primavera 2020.

Un biglietto 1^ settore e visita backstage per la stagione lirica 66^ Festival Puccini 2020 (data a scelta)

Un ingresso alla Villa Mausoleo di Torre del Lago Puccini

300 euro

Due ingressi alla mostra dedicata alla Turandot, in apertura nella primavera 2020.

Due biglietti 1^ settore e visita backstage per la stagione lirica 66^ Festival Puccini 2020 (data a scelta)

Due ingressi alla Villa Mausoleo di Torre del Lago Puccini

La Turandot sarà in scena il 18,31 luglio e 8, 16 agosto nell’ambito della 66^ edizione Festival Puccini 2020.

Potere vedere il programma completo del Festival Puccini 2020 su https://www.puccinifestival.it/

Abbiamo altre tre settimane per raggiungere l’obiettivo di restaurare anche i gioielli di Turandot e ora il vostro aiuto è ancora più importante. Cosa potete fare?

  • Diffondere il progetto a più persone possibili: amici, parenti e conoscenti. Anche un piccolo contributo può fare la differenza.
  • Condividere foto/video e tutto il materiale che con costanza pubblichiamo sui social media. Bastano pochi secondi!
  • Lasciare un commento QUI raccontando perché avete scelto di donare.

Aiutaci a completare il restauro! 

21 November 2019

Il primo traguardo è raggiunto... continuiamo a sognare!

Il nostro primo obiettivo è stato raggiunto. Siamo veramente grati del supporto ricevuto, un’attenzione così importante che ci ha permesso di avere visibilità anche su TG1 in prima serata.

Grazie a tutti i nostri 92 sostenitori! Grazie di vero cuore da tutto il team del Museo del Tessuto. Con il vostro prezioso contributo potremo iniziare i delicati lavori di restauro de Il Costume Ritrovato.

Ora… continuiamo a sognare!


Oltre ai due costumi, all’interno del baule sono stati rinvenuti anche dei sontuosi gioielli di scena, che facevano da corredo ai costumi indossati dalla “principessa di gelo.”

Per questo, abbiamo aggiunto un secondo traguardo al crowdfunding: raccogliere i fondi necessari a favore del restauro di questi magnifici gioielli di scena. Le condizioni conservative sono molto precarie, per l’uso continuativo e la fragilità strutturale di alcune parti. Sono presenti numerose deformazioni, ossidazione del metallo, perdita di alcuni elementi, rotture in punti già più volte saldati.

Vogliamo restituire al pubblico la prima Turandot di Puccini, proprio come era stata originariamente concepita, completa dei suoi splendidi costumi di scena, della sua magnifica corona e dei preziosi ornamenti da testa. 

Ogni somma raccolta in più oltre il nuovo obiettivo, sarà dedicata al sostegno delle spese per l’organizzazione e l’allestimento di una grande mostra sulla Turandot, prevista per il 2020.

Insieme... continuiamo a sognare!

08 November 2019

A metà del viaggio: raggiunto il 55%

Il 55% della campagna è stato finanziato. È un’ottima notizia e siamo veramente grati a tutti voi. #IlCostumeRitrovato è una campagna nata dall'amore che abbiamo per la cultura, l’arte e il tessuto, e siamo veramente felici dell'attenzione che sta ricevendo dai media nazionali. Come, ad esempio: Sky Arte, Studio Aperto, Il Sole 24 Ore.

C’è ancora tanto fare per raggiungere l’obiettivo dei 12.000 Euro.

 Ogni contributo, anche il più piccolo, ci porta sempre di più vicino alla meta: restituire al pubblico questi magnifici costumi, simboli della storia del costume e del teatro lirico italiano.

Per questo, oltre a contribuire, vi chiediamo una mano a diffondere il progetto. Come?

  •  Parlandone con amici, parenti, conoscenti – anche 10 euro possono fare la differenza!
  •  Condividendo il video del Costume Ritrovato sui vostri canali social e invitando tutti a contribuire
  •  Lasciando un commento QUI. Per i potenziali donatori è molto importante conoscere l’opinione di chi ha già deciso di sostenerci. Bastano pochi minuti.

La nostra è una campagna "Tutto o Niente": il progetto sarà finanziato solo se viene raggiunta la soglia di denaro richiesta. Per questo ogni contributo, anche il più piccolo, può fare la differenza. Ed è per noi molto importante.

A tutti, grazie. 


01 April 2020

Lo Splendore Ritrovato - stiamo lavorando per voi!

Cari sostenitori,

Sono passati tre mesi dalla fine della campagna di crowdfunding e ancora una volta vogliamo esprimervi tutta la nostra gratitudine: insieme riportiamo all'antico splendore gli abiti e i gioielli appartenuti alla prima assoluta di Turandot del grande maestro Giacomo Puccini.

Proprio perché #IlCostumeRitrovato è stata un'opera comune, vogliamo condividere con voi alcuni momenti del restauro. Queste foto, infatti, risalgono alla fase di pulitura e di rimozione dei sali dai gioielli che, come sapete, sono stati rinvenuti all'interno del guardaroba personale della soprano pratese Iva Pacetti. La differenza è evidente.

A causa dell'attuale emergenza sanitaria, tutte le attività del Museo del Tessuto stanno subendo notevoli rallentamenti, inclusa l'organizzazione delle vostre ricompense. Non temete, non ci siamo dimenticati di voi, abbiamo solo bisogno di un po' di tempo in più.

Certi della vostra comprensione, vi ringraziamo di nuovo per l'incredibile supporto, con la speranza di potervi far vedere il risultato del nostro progetto in tempi brevi. Non vediamo l'ora! 


Dear backers, 

Due to the current health emergency, all the activities of the MdT are suspended, including the organization and shipping of your rewards. Don't worry, we haven't forgotten about you, we just need a little more time to set it all up. 

We want to thank you for your support and patience; we are continuing to work on the upcoming exhibition and we look forward to revealing all the details with you! 


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12.940 €
Obiettivo 12.000 €
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Alessandro Cecchetti
100 € - 4 anni fa
Sostenitori al Museo del Tessuto
220 € - 4 anni fa
rosanna tocco
100 € - 5 anni fa

Il primo traguardo è raggiunto, continuiamo a sognare!

Il nostro primo obiettivo è stato raggiunto.Siamo veramente grati del supporto ricevuto, un’attenzione così importante che ci ha permesso di avere visibilità anche su TG1 in prima serata.

Grazie a tutti Voi! Grazie di vero cuore da tutto il team del Museo del Tessuto. Con il vostro prezioso contributo potremo iniziare i delicati lavori di restauro de “Il Costume Ritrovato.”

Ora… continuiamo a sognare!

Scorri la pagina per scoprire il nostro secondo traguardo: il restauro dei gioielli di scena.

La storia

Era il 25 aprile del 1926 quando al Teatro alla Scala di Milano andava in scena per la prima volta l’ultimo capolavoro incompiuto di Giacomo Puccini: Turandot. 

Una delle opere più famose del grande compositore toscano, Turandot ebbe una genesi musicale e artistica non priva di difficoltà: tra queste vi fu la scelta del costumista.

I costumi per la prima rappresentazione della Turandot furono realizzati dal celebre costumista del Teatro alla Scala, Luigi Sapelli, in arte Caramba. In realtà, il Maestro Puccini aveva scelto per tale compito l’artista Umberto Brunelleschi, ma per ragioni organizzative e strategiche i suoi bozzetti furono utilizzati per la successiva edizione romana al Teatro Costanzi.

Caramba trasformò il sogno del Maestro Puccini in realtà e realizzò degli abiti ricchi e sontuosi fortemente ispirati dai colori e dalle suggestioni di un lontano oriente.

Un incredibile ritrovamento

Nel corso del tempo, dei costumi di Turandot si perse ogni traccia.

Era una mattina del mese di aprile, quando al Museo di Tessuto di Prato giunse una telefonata con una proposta inaspettata. Dall’altro capo del telefono, una voce flebile domandava se il Museo potesse essere interessato al contenuto di un vecchio baule appartenuto alla celebre soprano pratese Iva Pacetti. Al suo interno, si trovavano degli abiti, delle parrucche e dei gioielli di scena, risalenti ad un’epoca passata.

Quando il baule fu aperto al Museo, il Responsabile Scientifico, Daniela Degl’Innocenti, fu immediatamente colpita da due abiti per la loro preziosa fattura e un’attenta analisi confermò il sorprendente ritrovamento: i due costumi appartenevano alla prima rappresentazione scenica della Turandot, realizzati da Caramba, ormai ritenuti perduti per sempre.

Il precario stato di conservazione

Lo stato di conservazione è pessimo. Il tempo, i materiali fragili, l’utilizzo frequente da parte delle attrici nel corso delle stagioni teatrali e la conservazione non adeguata hanno danneggiato gravemente questi preziosi reperti.

Entrambi i costumi necessitano di importanti interventi di restauro per essere restituiti al pubblico con il loro fascino originario. La Regione Toscana ha stanziato un contributo a copertura di una parte dei costi di restauro.

Per completare il restauro abbiamo bisogno del contributo di tutti. In particolare, l‘intervento sul secondo abito sarà ancora più delicato e richiederà mesi di lavoro di personale altamente specializzato.

L’abito, realizzato in tessuto operato, è interamente broccato con filato metallico dorato. Questo filato si presenta sollevato nella maggior parte della superficie dell’abito. All’altezza della spalla destra e della sottomanica vi sono fori e lacerazioni. La parte finale delle maniche è molto compromessa, numerose sono le macchie e gli aloni di sporco. L’interno delle maniche è profilato con un tessuto operato in rosa, arancio e verde accompagnato da piccoli motivi decorativi di forma circolare in filato metallico dorato. I due cordoncini metallici che bordano questo tessuto sono scuciti su diversi punti. 

Gli interventi da realizzare sono moltissimi. Il processo di restauro si articola in:

  • Aspirazione di tutte le parti

  • Rimozione dei rammendi grossolani 

  • Smacchiatura a bassa pressione 

  • Inserimento di supporti in tutte le zone lacerate e consolidamento generale 

  • Parallelizzazione dei dettagli metallici sollevati, cucitura e copertura con tulle di protezione del colore più idoneo.

La restituzione attraverso una grande mostra

Entrando nel patrimonio del Museo, i costumi sono diventati patrimonio di tutti.

Vogliamo restituire al pubblico questi due meravigliosi costumi con il loro originario splendore attraverso una nuova mostra sulla Turandot di Puccini in programma per la Primavera 2020. 

Attraverso quest’operazione ricostruiremo l’affascinante storia dei costumi, dalla loro creazione al loro ritrovamento nel guardaroba della pratese Iva Pacetti. 

Vorremmo rendere questa mostra un progetto collettivo, realizzato per e con il contributo della comunità.

Con il vostro aiuto, riporteremo alla luce un prezioso pezzo di storia del costume, della lirica e del teatro italiano.

I fastosi gioielli di scena

Oltre ai due costumi, all’interno del baule sono stati rinvenuti anche dei sontuosi gioielli di scena, che facevano da corredo ai costumi indossati dalla “principessa di gelo.”

Vogliamo restituire al pubblico la prima Turandot di Puccini, proprio come era stata originariamente concepita, completa dei suoi splendidi costumi di scena, della sua magnifica corona e dei preziosi ornamenti da testa. 

Per questo, abbiamo aggiunto un secondo traguardo al crowdfunding: raccogliere i fondi necessari per restaurare questi magnifici gioielli di scena.

Questi raffinati ornamenti sono stati realizzati nel 1926 dalla ditta Corbella di Milano, fornitore ufficiale del Teatro alla Scala e dialogano perfettamente con l’idea della messa in scena proposta da Caramba e Galileo Chini, rispettivamente, costumista e scenografo dell’opera.

Ogni somma raccolta in più oltre tale obiettivo, sarà dedicata al sostegno delle spese pe r l’organizzazione e l’allestimento di una grande mostra sulla Turandot, prevista per il 2020.

La fastosa corona in stile orientale, con accenti déco, rappresenta un capolavoro di oreficeria per il teatro, per la tecnica di lavorazione e l’invenzione di ornamenti come fiori e farfalle tremblante, perle pendenti, piume di struzzo, galloni arricchiti da frange con perline.

L’ornamento da testa, invece, è composto da un lungo spillone che termina con borchie gemelle in filigrana, realizzate in ottone dorato e pietre multicolori a taglio cabochon. Ai lati delle borchie si trovano due sfere traforate che ancorano lunghi pendenti composti da fermagli con lunghe file di perle unite da motivi decorativi di strass rossi e blu. L’ornamento è stato progettato per impreziosire l’acconciatura orientale della protagonista.

Come i costumi, anche i due gioielli risultano in pessime condizioni conservative per l’uso continuativo e la fragilità strutturale di alcune parti.  Si osservano deformazioni, ossidazione del metallo, perdita di alcuni elementi, rotture in punti già più volte saldati.

Il processo di restauro si articola in:

  • Corona - pulitura, consolidamento, rimessa in forma, saldatura e integrazione di alcune parti mancanti, essenziali alla corretta lettura storica dell’opera.
  • Puntale – pulitura, integrazione delle parti mancanti, (una barra di ottone e il puntale sinistro), montaggio.

Lo stato di conservazione veramente precario, per questo il lavoro di restauro sarà lungo, delicato e complesso, soprattutto nell’assemblaggio delle parti, nel reperimento dei materiali d’integrazione e preparazione all’esposizione

Ricompense

In aggiunta ai premi elencati, i nomi di TUTTI i donatori saranno inseriti all’interno di un pannello celebrativo che sarà esposto all’ingresso delle aree del Museo del Tessuto che ospiteranno la mostra dedicata a Turandot.

Di seguito una lista di articoli inseriti all’interno dei “pacchetti premio” che abbiamo ideato.

  • Borraccia MdT: una borraccia in alluminio finemente decorata con immagini dei più bei tessuti appartenenti alla nostra collezione permanente. Per viaggiare o vivere la città in compagnia dell’arte e rispettando l’ambiente.
  • Foulard MdT: foulard realizzati a Prato (100% modal, 140x140 cm) e disponibili in tre modelli ispirati ai tessuti appartenenti alla nostra collezione permanente.
  • Foulard “Calimala”: una sciarpa leggera e colorata (100% micromodal, 140x200cm), in edizione limitata, creata in collaborazione con l’Associazione Kepos e Fondazione Claudio Ciai, ispirata ai lavori creativi realizzati da un gruppo di diversamente abili nel corso di un workshop dedicato all’arte. 

Per opportunità o sponsorizzazioni aggiuntive, tra cui la possibilità di essere main sponsor della mostra con relativa visibilità, si prega di contattare Anais Di Bella a anais.dibella@gmail.com

Scegli una ricompensa
10€ o più

Un ingresso alla mostra

30€ o più

Catalogo della mostra

Un ingresso per due persone alla mostra

50€ o più

Borraccia Museo del Tessuto 

Un ingresso per due persone alla mostra

Un ingresso per due persone al Puccini Museum di Lucca

85€ o più

Sciarpa Museo del Tessuto (Made in Prato) ispirata ai tessuti della collezione permanente del museo (a scelta tra 3 modelli diversi)

inclusa la spedizione Italia, Europa, USA o Canada.

100€ o più

Invito riservato per due persone all’inaugurazione della mostra

Il catalogo della mostra

Borraccia Museo Del Tessuto

2 biglietti di ingresso aggiuntivi alla mostra

Un ingresso per due persone al Puccini Museum di Lucca

160€ o più

Un ingresso alla mostra 

Un biglietto 1^ settore e visita backstage per la stagione lirica 66° Festival Puccini 2020 (data a scelta) 

Un ingresso alla Villa Mausoleo di Torre del Lago Puccini 

250€ o più

Invito riservato per due persone all’inaugurazione della mostra

Catalogo autografato dagli autori e curatori della mostra 

Sciarpa Museo del Tessuto (Made in Prato) ispirata ai preziosi tessuti della collezione permanente del museo (a scelta tra 3 modelli diversi).

Borraccia Museo del Tessuto

2 biglietti di ingresso aggiuntivi alla mostra

Un ingresso per due persone al Puccini Museum di Lucca

300€ o più

Due ingressi alla mostra

Due biglietti 1^ settore e visita al backstage per la stagione lirica 66° Festival Puccini 2020 (data a scelta)

Due ingressi alla Villa Mausoleo di Torre del Lago Puccini

500€ o più

Invito per 4 pp per un aperitivo esclusivo organizzato negli spazi più suggestivi del Museo

Foulard “Calimala” (140x200) realizzato in collaborazione tra Museo del Tessuto, Associazione Kepos Onlus e Fondazione Claudio Ciai

Invito per 4 pp per l’inaugurazione

Ringraziamento + catalogo autografato dagli autori e curatori della mostra

4 biglietti di ingresso aggiuntivi alla mostra

Un ingresso per 4 persone al Puccini Museum di Lucca

1000€ o più

TOP DONOR PRIVATI 

Visita al laboratorio di restauro

Ringraziamento pubblico + invito per 4pp all’inaugurazione

Invito per 4 pp per un aperitivo negli spazi più suggestivi del museo

Foulard “Calimala” (140x200) realizzato con MdT, Ass.ne Kepos Onlus e Fond. Ciai 

Ringraziamento + catalogo autografato dagli autori e curatori della mostra

4 biglietti di ingresso aggiuntivi alla mostra

1 ingresso per 4 pp al Puccini Museum di Lucca

1500€ o più

TOP DONOR AZIENDE

Utilizzo degli spazi del Museo del Tessuto (nel limite del Regolamento del Museo) per organizzare il tuo evento con visita guidata alla mostra

Ringraziamento pubblico durante l’inaugurazione e all'interno del catalogo.


Creatività
Aggiornamenti (11)
14 January 2022

Ultimi giorni per vedere i costumi della prima assoluta di Turandot

Caro Sostenitore,

sono gli ultimi giorni per visitare la mostra “Turandot e l’Oriente Fantastico di Puccini, Chini e Caramba” allestita al Museo del Tessuto di Prato fino al 23 gennaio 2022.

Ricorda che hai tempo fino al termine della mostra per ritirare la tua ricompensa.

Il programma del Museo del Tessuto per il 2022 è ricco di interessanti iniziative. Infatti, stiamo già lavorando alla prossima grande mostra che sono certo che ti sbalordirà. Per restare sempre aggiornato, iscriviti alla newsletter del Museo cliccando qui.

Grazie ancora di aver contribuito a questa meravigliosa avventura.

Ti aspetto al Museo!

Filippo Guarini - Museo del Tessuto di Prato 

26 November 2021

Caro Sostenitore,

nelle ultime settimane sono arrivate molte richieste di prolungare la durata della mostra. Per venire incontro a questo desiderio -specialmente di chi come voi ha creduto in questo progetto fin dall'inizio - abbiamo deciso di prorogare la mostra “Turandot e l’Oriente Fantastico di Puccini, Chini e Caramba” fino al 23 gennaio 2022.

Così avrete maggior tempo di vedere, e perché no anche di tornare a rivedere (come ci è stato più volte scritto), i costumi della prima assoluta della Turandot di Puccini.

Sul nostro sito recentemente rinnovato www.museodeltessuto.it, potete scoprire tutte le attività correlate alla mostra come conferenze ed eventi musicali.

Ricordatevi che il gran successo di pubblico di questa mostra inedita e suggestiva è anche merito vostro!

Ed è per questo che, di nuovo, vi ringraziamo per averci sostenuto. 

Filippo Guarini - Museo del Tessuto di Prato 

07 January 2020

Abbiamo raggiunto il traguardo: il sogno si realizza!

18 mila volte grazie!

Finalmente possiamo affermarlo: i costumi e i gioielli della prima assoluta di Turandot saranno riportati al loro antico splendore!

I restauri saranno possibili unicamente grazie a tutti voi, privati, aziende, enti, associazioni, addetti ai lavori e appassionati, che avete deciso di sostenere il progetto Il Costume Ritrovato.

Siamo veramente onorati del vostro supporto e insieme a voi restituiremo alla storia del costume e della lirica questi preziosi oggetti.

Al termine dei restauri, potrete ammirare i costumi e i gioielli di Turandot in tutta la loro originaria bellezza nella mostra che sarà inaugurata nella primavera 2020 dedicata all’ultima opera del Maestro Giacomo Puccini.

 Per continuare a condividere con voi il progetto Il Costume Ritrovato, vi terremo aggiornati sui progressi dei restauri.

 A tutti, di nuovo, grazie!

 

Una nota pratica: a breve saranno comunicate le date della mostra e le modalità di consegna delle ricompense.

30 March 2021

Il Costume … Restaurato visibile dal 22 maggio 2021 al Museo del Tessuto

Caro sostenitore,

siamo lieti di annunciarti che finalmente potrai ammirare dal vivo i gioielli e i costumi della prima assoluta di Turandot in tutto il loro splendore!!

Dopo un lungo e complesso restauro, reso possibile grazie anche al Tuo aiuto, i gioielli e i costumi del crowdfunding saranno protagonisti della mostra Turandot e l’Oriente fantastico di Puccini, Chini e Caramba visitabile al Museo del Tessuto di Prato dal 22 maggio 2021 al 21 novembre 2021 (salvo eventuali rinvii per il rispetto delle normative sull’emergenza sanitaria).

La mostra- realizzata in collaborazione con il Sistema Museale dell’Ateneo fiorentino- è un omaggio alla storia del teatro lirico e dell’arte del primo ventennio del Novecento, la cui scena artistica, letteraria e musicale fu pervasa dal fenomeno dell’Orientalismo.

Turandot e l’Oriente fantastico di Puccini, Chini e Caramba è un’esposizione inedita, altamente suggestiva e multidisciplinare che - su un percorso di oltre 1.000 mq- farà ripercorrere al visitatore le vicende che hanno portato il grande compositore Giacomo Puccini a scegliere il grande interprete del Liberty italiano Galileo Chini per la realizzazione dell’allestimento e delle scenografie per la Turandot, andata in scena per la prima volta al Teatro alla Scala il 25 aprile 1926, diretta da Arturo Toscanini.

Dal 22 maggio 2021 potrai ritirare la Tua ricompensa direttamente presso la biglietteria del Museo del Tessuto, presentando un documento di riconoscimento.

Per maggiori approfondimenti sulla mostra visita: www.museodeltessuto.it/mostra-turandot

Grazie ancora di aver partecipato alla realizzazione di questo grande progetto.

Ti aspettiamo alla mostra!

21 December 2020

Aspettando Turandot... Conosciamo le restauratrici dei costumi

Cari sostenitori,

per l’emergenza sanitaria e i conseguenti Dcpm, la grande mostra sulla Turandot sarà inaugurata nella primavera 2021. In attesa di vedere dal vivo i costumi restaurati in tutta la loro bellezza, saranno svelate nei prossimi mesi alcune curiosità sul restauro e sulla mostra.

È stato detto molto sui danni dei costumi e sulla loro storia ma ora è l’occasione di conoscere meglio le sapienti mani che hanno salvato questi splendidi costumi. Il restauro dei costumi è stato affidato al Consorzio Tela di Penelope, eccellenza toscana per il restauro e la conservazione dei tessuti antichi e contemporanei.

Il Consorzio Tela di Penelope è composto dalle Dott.sse Simona Laurini, Azelia Lombardi e Elisa Zonta, tutte restauratrici professioniste diplomate in Restauro Tessile presso la Scuola di Alta Formazione e di Studio dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze

Ecco la breve intervista.

Cosa hai pensato la prima volta che hai visto i costumi della prima assoluta di Turandot?

Elisa: “Gli abiti mi hanno incuriosita molto, tirarli fuori dal baule, poco a poco aprirli con cautela e svelarne i particolari è stato molto emozionante, una scoperta vera e propria. La loro storia era incredibile e ancora più incredibile è stato il modo in cui sono arrivati al museo, in un baule dopo essere stati dimenticati per anni chissà dove”.

Come ti sei preparata per il restauro?

Elisa: “Studiando approfonditamente gli abiti, i materiali presenti ed il degrado, documentando e facendo grafici per poter progettare al meglio l'intervento conservativo”.

Qual' è stata la parte più difficile del restauro?

Simona: “La parte più complessa del restauro è stato senza dubbio il consolidamento, soprattutto l’abito con la fenice aveva numerosi filati sollevati localizzati nelle parti inferiori delle maniche e nella zona centrale del petto dove erano presenti numerosi rammendi eseguiti in maniera grossolana che ovviamente sono stati rimossi perché non adeguati dal punto di vista conservativo”.

Qual è stata la parte del restauro che ti ha dato più soddisfazione?

Simona: “La soddisfazione più grande è stata senza dubbio vedere i due abiti finalmente restaurati, montati sui manichini per lo shooting fotografico, arricchiti dalla corona e dai gioielli”.

Ci puoi descrivere brevemente il vostro lavoro?

Il nostro intervento di restauro è stato molto complesso e ha previsto un rinforzo delle zone più degradate anche in virtù della futura esposizione in mostra. Per iniziare, tramite un aspiratore museale sono stati rimossi tutti i residui che si erano depositati sugli abiti nel corso dei tanti anni.

Nell’abito con la fenice sono stati rimossi i rammendi eseguiti nelle precedenti riparazioni con filato non idoneo e sostituiti con dei supporti in seta, tinti da noi in laboratorio. Le parti lacerate sono state consolidate con un filato di organzino di seta e nella zona delle spalle è stato reintegrato il disegno geometrico con la sovrapposizione di tessuti di colore diverso. Il lavoro più lungo è stato allineare e fermare i numerosi filati metallici sollevati.

Per consolidare l’abito azzurro sono stati inseriti dei supporti in seta della tonalità idonea nelle zone lacerate (soprattutto spalle e petto) e il motivo decorativo è stato ricreato con stencil realizzati da noi simili all’originale.

Infine, abbiamo utilizzato un vaporizzatore ad ultrasuoni per distendere le pieghe e allestito i costumi sui manichini.


Nel prossimo aggiornamento incontreremo i restauratori dei gioielli della Turandot

Grazie ancora per il Tuo aiuto che ha permesso di realizzare questo progetto!

Tutto lo staff del Museo del Tessuto ti augura Buon Natale!

12 June 2020

Lo Splendore Ritrovato - continuiamo a lavorare per voi

Carissimo sostenitore,

purtroppo, la grave emergenza sanitaria ha fortemente rallentato l’organizzazione della grande mostra sulla Turandot. Nonostante il nostro impegno, la mostra non potrà essere inaugurata nella Primavera 2020.

Nell’attesa di poter ammirare i costumi e i gioielli della prima assoluta della Turandot, il Museo del Tessuto offre gratuitamente a ciascun sostenitore 2 biglietti (1 + 1 accompagnatore) per la mostra “Pinocchio nei costumi di Massimo Cantini Parrini dal film di Matteo Garrone” prorogata fino al 25 ottobre 2020.

Non perdere l’occasione di vedere da vicino i costumi grazie ai quali Massimo Cantini Parrini ha recentemente vinto il David di Donatello come miglior costumista del 2020.

Potrai ritirare gratuitamente i biglietti della mostra, presentando alla biglietteria del Museo del Tessuto un tuo documento di riconoscimento. Ti aspettiamo! 


Dear backers, 

The current health emergency has slowed the organization of the exhibition. Despite all our efforts, it cannot be inaugurated this summer. While we continue to work on it with dedication, we have thought of offering you two tickets (1 for you + 1 for a partner or a friend) for the current temporary exhibition "Pinocchio in the costumes of Massimo Cantini Parrini from the movie of Matteo Garrone" which has been extended until October 25. 

You can collect your free tickets by showing a document at the entrance. Thank you for your understanding. 




12 December 2019

Philippe D'Averio ammira Il Costume Ritrovato e i Gioielli di Turandot

Cari donatori,  

A dieci giorni dalla conclusione di questa meravigliosa avventura, abbiamo ricevuto una lieta visita. Questa mattina abbiamo ospitato un convegno nei nostri spazi moderato da Philippe Daverio che non ha perso occasione per ammirare da vicino "Il Costume Ritrovato" e gli splendidi gioielli appartenuti alla prima assoluta di Turandot 

Accompagnato dalla conservatrice Daniela Degl'Innocenti, ha visionato il prezioso reperto insieme agli splendidi gioielli e ha subito notato lo stile inconfondibile del grande maestro Caramba. 

C'è ancora tempo per entrare a far parte della storia e anche 10 euro possono fare la differenza.  

Clicca Qui per fare la tua donazione e realizzare un grande sogno. 

02 December 2019

Le grandi cose richiedono tempo

Cari sostenitori,

Abbiamo una novità: con Eppela abbiamo deciso di estendere la durata della raccolta fino al 23 dicembre. Le grandi cose richiedono tempo e vogliamo fare tutto il possibile per la buona riuscita di questo ambizioso progetto.

Restaurando anche i gioielli saremo in grado di restituire al pubblico la Turandot di Giacomo Puccini proprio come era stata originalmente concepita per la prima assoluta al Teatro alla Scala: con i magnifici costumi di scena a cui sono abbinati fastosi gioielli in stile orientale con accenti dèco.

Grazie ai contributi della Fondazione Festival Pucciniano e della Fondazione Simonetta Puccini - che hanno accolto con entusiasmo questa seconda fase della raccolta – abbiamo aggiunto due nuove ricompense che omaggiano il grande compositore toscano.

160 euro

Un ingresso alla mostra dedicata alla Turandot, in apertura nella primavera 2020.

Un biglietto 1^ settore e visita backstage per la stagione lirica 66^ Festival Puccini 2020 (data a scelta)

Un ingresso alla Villa Mausoleo di Torre del Lago Puccini

300 euro

Due ingressi alla mostra dedicata alla Turandot, in apertura nella primavera 2020.

Due biglietti 1^ settore e visita backstage per la stagione lirica 66^ Festival Puccini 2020 (data a scelta)

Due ingressi alla Villa Mausoleo di Torre del Lago Puccini

La Turandot sarà in scena il 18,31 luglio e 8, 16 agosto nell’ambito della 66^ edizione Festival Puccini 2020.

Potere vedere il programma completo del Festival Puccini 2020 su https://www.puccinifestival.it/

Abbiamo altre tre settimane per raggiungere l’obiettivo di restaurare anche i gioielli di Turandot e ora il vostro aiuto è ancora più importante. Cosa potete fare?

  • Diffondere il progetto a più persone possibili: amici, parenti e conoscenti. Anche un piccolo contributo può fare la differenza.
  • Condividere foto/video e tutto il materiale che con costanza pubblichiamo sui social media. Bastano pochi secondi!
  • Lasciare un commento QUI raccontando perché avete scelto di donare.

Aiutaci a completare il restauro! 

21 November 2019

Il primo traguardo è raggiunto... continuiamo a sognare!

Il nostro primo obiettivo è stato raggiunto. Siamo veramente grati del supporto ricevuto, un’attenzione così importante che ci ha permesso di avere visibilità anche su TG1 in prima serata.

Grazie a tutti i nostri 92 sostenitori! Grazie di vero cuore da tutto il team del Museo del Tessuto. Con il vostro prezioso contributo potremo iniziare i delicati lavori di restauro de Il Costume Ritrovato.

Ora… continuiamo a sognare!


Oltre ai due costumi, all’interno del baule sono stati rinvenuti anche dei sontuosi gioielli di scena, che facevano da corredo ai costumi indossati dalla “principessa di gelo.”

Per questo, abbiamo aggiunto un secondo traguardo al crowdfunding: raccogliere i fondi necessari a favore del restauro di questi magnifici gioielli di scena. Le condizioni conservative sono molto precarie, per l’uso continuativo e la fragilità strutturale di alcune parti. Sono presenti numerose deformazioni, ossidazione del metallo, perdita di alcuni elementi, rotture in punti già più volte saldati.

Vogliamo restituire al pubblico la prima Turandot di Puccini, proprio come era stata originariamente concepita, completa dei suoi splendidi costumi di scena, della sua magnifica corona e dei preziosi ornamenti da testa. 

Ogni somma raccolta in più oltre il nuovo obiettivo, sarà dedicata al sostegno delle spese per l’organizzazione e l’allestimento di una grande mostra sulla Turandot, prevista per il 2020.

Insieme... continuiamo a sognare!

08 November 2019

A metà del viaggio: raggiunto il 55%

Il 55% della campagna è stato finanziato. È un’ottima notizia e siamo veramente grati a tutti voi. #IlCostumeRitrovato è una campagna nata dall'amore che abbiamo per la cultura, l’arte e il tessuto, e siamo veramente felici dell'attenzione che sta ricevendo dai media nazionali. Come, ad esempio: Sky Arte, Studio Aperto, Il Sole 24 Ore.

C’è ancora tanto fare per raggiungere l’obiettivo dei 12.000 Euro.

 Ogni contributo, anche il più piccolo, ci porta sempre di più vicino alla meta: restituire al pubblico questi magnifici costumi, simboli della storia del costume e del teatro lirico italiano.

Per questo, oltre a contribuire, vi chiediamo una mano a diffondere il progetto. Come?

  •  Parlandone con amici, parenti, conoscenti – anche 10 euro possono fare la differenza!
  •  Condividendo il video del Costume Ritrovato sui vostri canali social e invitando tutti a contribuire
  •  Lasciando un commento QUI. Per i potenziali donatori è molto importante conoscere l’opinione di chi ha già deciso di sostenerci. Bastano pochi minuti.

La nostra è una campagna "Tutto o Niente": il progetto sarà finanziato solo se viene raggiunta la soglia di denaro richiesta. Per questo ogni contributo, anche il più piccolo, può fare la differenza. Ed è per noi molto importante.

A tutti, grazie. 


01 April 2020

Lo Splendore Ritrovato - stiamo lavorando per voi!

Cari sostenitori,

Sono passati tre mesi dalla fine della campagna di crowdfunding e ancora una volta vogliamo esprimervi tutta la nostra gratitudine: insieme riportiamo all'antico splendore gli abiti e i gioielli appartenuti alla prima assoluta di Turandot del grande maestro Giacomo Puccini.

Proprio perché #IlCostumeRitrovato è stata un'opera comune, vogliamo condividere con voi alcuni momenti del restauro. Queste foto, infatti, risalgono alla fase di pulitura e di rimozione dei sali dai gioielli che, come sapete, sono stati rinvenuti all'interno del guardaroba personale della soprano pratese Iva Pacetti. La differenza è evidente.

A causa dell'attuale emergenza sanitaria, tutte le attività del Museo del Tessuto stanno subendo notevoli rallentamenti, inclusa l'organizzazione delle vostre ricompense. Non temete, non ci siamo dimenticati di voi, abbiamo solo bisogno di un po' di tempo in più.

Certi della vostra comprensione, vi ringraziamo di nuovo per l'incredibile supporto, con la speranza di potervi far vedere il risultato del nostro progetto in tempi brevi. Non vediamo l'ora! 


Dear backers, 

Due to the current health emergency, all the activities of the MdT are suspended, including the organization and shipping of your rewards. Don't worry, we haven't forgotten about you, we just need a little more time to set it all up. 

We want to thank you for your support and patience; we are continuing to work on the upcoming exhibition and we look forward to revealing all the details with you! 


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Graphic novel "Matto per i funghi"

Matto per i funghi è una biopic tragicomica che racconta quello che è veramente successo al suo autore Francesco Filippi (Filo nella storia) dal giorno in cui è diventato elettrosensibile, ovvero intollerante all'elettricità, ai computer, agli utensili elettrici, ai cellulari e alle radiofrequenze della tecnologia smart.  La sua vita è diventata improvvisamente paradossale, acrobatica e impossibile.  [Se non vedi il video sottostante, clicca qui]

Gli elettrosensibili sono come canarini in miniera, sono un campanello di allarme per l'intera umanità.

La tossicità dei campi elettromagnetici artificiali (generati soprattutto dalle antenne per la telefonia, dai wifi, dai cellulari e dagli altri dispositivi smart) è già e sarà sempre di più un drammatico problema sanitario mondiale. E' un tema difficile da comprendere, ma soprattutto da accettare, perché scomodissimo e perché riguarda ciascuno di noi.

Realizzare il fumetto richiederà almeno otto mesi di lavoro solo per i disegni. I costi di produzione sono significativi e difficili da sostenere anche per un editore di medie dimensioni. Per questo L'Associazione Italiana Elettrosensibili ha bisogno del vostro aiuto. La cultura di qualità, realizzata da professionisti, ha un costo e deve averlo, altrimenti non potrebbe essere di qualità. Abbiamo trovato entusiasmo editoriale da Edizioni Sì, specializzata in salute, ambiente e benessere.
L'obiettivo economico fissato copre i costi minimi, senza i quali il fumetto non potrà esistere. Per questo la campagna è in modalità “tutto o niente”. I vostri soldi saranno di fatto versati solo in caso di raggiungimento dell'obiettivo.

Ecco le tavole di prova del fumetto, scritto da Francesco Filippi e disegnato da Margherita Allegri. 
Le trovate in alta risoluzione a questo link.

In questo video presentiamo i protagonisti del fumetto: c'è chi è disgraziato, chi a suo agio con la tecnologia, chi è ansioso e chi è pronto a offrire un aiuto. [Se non vedi il video sottostante, clicca qui]

 

Chi siamo

Il fumetto è patrocinato dall'Associazione Italiana Elettrosensibili e realizzato da Francesco Filippi e Margherita Allegri.

 

Associazione Italiana Elettrosensibili
Dal 2005 l'associazione, presieduta da Paolo Orio, informa e aiuta persone afflitte dall'elettrosensibilità, agisce per il riconoscimento istituzionale della malattia e della conseguente disabilità, si batte per la riduzione dell'inquinamento elettromagnetico, ovvero delle “barriere elettromagnetiche” che privano gli elettrosensibili di molti diritti fondamentali. Sostiene inoltre la ricerca medica e promuove iniziative di divulgazione.

Francesco Filippi
Francesco Filippi è scrittore, animatore e regista. I suoi film animati più noti, premiati in tutto il mondo, sono Mani Rosse (2018) e Gamba Trista (2010). Tra le collaborazioni, il videogioco On Your Tail e I Cartoni dello Zecchino. Per Piemme ha pubblicato il romanzo Shinku (2023) ed ha all’attivo alcuni saggi tra cui Fare Animazione (Dino Audino, 2020). E’ diventato elettrosensibile nel maggio 2022 animando al suo PC portatile. Da allora scrive utilizzando una Olivetti M40 del 1939.

Margherita Allegri
Margherita Allegri è vignettista, fumettista e illustratrice. Da quasi 20 anni conduce laboratori di fumetto nelle scuole di ogni ordine e grado per il Centro Fumetto Andrea Pazienza di Cremona e per la sede di Milano della Fondazione Muse-Italia. Ha pubblicato fumetti e illustrazioni per diversi editori nazionali, tra cui La Revue Dessinée Italia, Slow News, Gribaudo, Pelledoca, l’Indice dei Libri del mese, Il Castoro, Mondadori Educational e collabora con La Lettura del Corriere della Sera e Il Messaggero dei Ragazzi. Ha vinto diversi concorsi nazionali e internazionali di satira e umorismo, come il prestigioso World Humor Award.

 

LE VOSTRE MERITATE RICOMPENSE

Prevediamo che Matto per i funghi sarà completato nella primavera del 2025. Per ringraziarvi della pazienza, anche se raddoppieremo il numero delle spedizioni, tutte le ricompense che non siano il fumetto, saranno inviate a partire dalla fine della campagna. 
Tutti i donatori, compresi quelli che verseranno la più piccola donazione, verranno ufficialmente ringraziati all'interno della pubblicazione.
Le ricompense si spiegano da sole. Data l'urgenza del tema e la curiosità che esso in genere suscita, abbiamo fatto di tutto per darvi subito la possibilità di saperne di più, interloquendo con l'associazione, gli autori o attraverso l'ottimo saggio Smart Smog, che supporta scientificamente quanto troverete raccontato nel romanzo a fumetti.
Non vogliamo parlare solo di disgrazie e minacce per la salute. Il lato positivo di questa situazione è la riscoperta della vita offline, che, a ben vedere, è quella che ha sempre regalato i momenti più felici della nostra vita. Per questo stiamo chiedendo a disegnatori professionisti di realizzare un disegno sul tema “Felicità OFFLINE”. Ogni disegno, in originale su carta o in stampa unica, viene messo in palio come ricompensa speciale per questa campagna. Ad oggi hanno aderito Massimiliano Frezzato, Bruno Bozzetto, Sara Colaone, Pierpaolo Rovero, Mauro Dal Bo, Ivan Cavini, Alberto Dal Lago, Marino Guarnieri e Stefania Gallo. Vi aggiorneremo man mano che riceveremo i disegni.

Qui potete vedere meglio le opere che ci stanno arrivando.

 

57%
-13 Giorni
Salute e benessereRidurre le disuguaglianze
Lo Svarione in Taverna - Card Game

È una notte davvero di Merdor e la vostra compagnia cerca riparo nei caldi locali della taverna più lurida e sgangherata del villaggio. Nonostante le numerose pause cannetta della giornata, siete davvero stanchi e vorreste soltanto tracannarvi una bella pinta di birra e mangiare un gustoso camogli. 

E chi lo sa, magari riuscirete a trovare persino un pusher che, per una volta, non è in ritardo! In fondo vi hanno detto che questa taverna è il luogo ideale per trovare canapa di ottima qualità. Per i più temerari ci sono anche funghetti allucinogeni e orsetti gommosi davvero speciali.

Una pinta tira l’altra e gli animi iniziano a scaldarsi. Non riuscite a decidere se è meglio il fuorismo dei vostri giorni o quello di una volta. Qualcuno sostiene che un cavallo costa 100 euro e sembra proprio che uno di voi si sia cagato addosso… 

Intanto nella sala si muovono strani individui. Vi sembra di vedere uno che gira nudo per il locale e dei loschi figuri vestiti di nero chiedono a ogni avventore se hanno da fumare: sembrano quasi degli sbirri sotto copertura!

Ma ormai siete tutti ubriachi fradici e pure fatti come delle pigne. Avete perso la cognizione del tempo e qualsiasi tipo di inibizione. Un tizio al tavolo accanto sta blaterando qualcosa di insensato su Svarion che… quando c’era lui, l’erba era più verde. Uno di voi non si trattiene, gli molla uno schiaffo e… scatta la rissa!

Lo Svarione in taverna. Che botta! è un gioco di carte ispirato allo Svarione degli Anelli, la più famosa parodia italiana della trilogia cinematografica del Signore degli Anelli

Ideato dalle menti scapestrate (e annebbiate?) di Fabio Macchi e Andrea Palmieri nel 2005, lo Svarione è una miniera di battute e situazioni esilaranti che hanno fatto la storia. Esistono persone – magari proprio tu che stai leggendo! – che conoscono a memoria interi dialoghi e che quando pensano ai personaggi dei film li sentono parlare con le voci di Ganjalf e Arabong.

Eppure lo Svarione è rimasto per molto tempo soltanto un fenomeno del web… almeno fino a questo momento! Lo Svarione in taverna. Che botta! è il gioco di carte pronto a invadere le vostre case e a colpirvi con una dose di sanissimo fuorismo

Entrate nella taverna più sconclusionata di sempre: vi aspetta una rissa coi fiocchi, capace di far impallidire anche il più feroce orco della Terra di Merdor. Ma la vostra non è una compagnia normale e con tutta la canapa che gira per il locale… le sorprese sono sempre dietro l’angolo! 

Lo Svarione in taverna. Che botta! è stato ideato per offrirvi un’esperienza divertente e sconclusionata, grazie a:

· un set di regole pensato per rendere ogni partita unica e imprevedibile, che obbligherà i giocatori a elaborare una strategia vincente e ad affrontare gli imprevisti, o “svarionate”, che ravviveranno la rissa;

· un vasto catalogo di personaggi, oggetti e situazioni resi celebri dallo Svarione degli Anelli, perfetti per farvi entrare nell’universo fantasy più “fatto” che sia mai esistito;

· una lunga serie di illustrazioni, che renderanno l’esperienza di gioco ancora più immersiva e spassosa.
 

Lo Svarione in taverna. Che botta! è un gioco di carte a eliminazione tutti contro tutti, in cui i partecipanti si sfidano in una gara all’ultima “botta”. Il vincitore è colui che rimane in piedi alla fine della rissa, nonostante i colpi subiti e la canapa fumata!

Ogni giocatore può scegliere tra otto eroi dello Svarione degli Anelli: Ganjalf, Arabong, Givemix, Rizlas, Sboromir, Godo, Sam e… Svarion in persona! Ogni eroe possiede un potere speciale e una carta “Arma unica” che, se pescata, può utilizzare solo lui.

Tutte le altre carte del mazzo sono sparse in maniera casuale sul tavolo e, a turno, ogni giocatore ne pesca e ne gioca una. Ci sono tre tipologie di carte:

·  “Arma improvvisata”, che quando vengono pescate possono essere tenute in mano e vengono utilizzate per infliggere colpi agli avversari e togliere punti vita;

· “Difesa disperata”, anche queste case possono essere tenute in mano quando vengono pescate e servono per parare ed evitare i colpi;

·  “Svarionata”, eventi randomici che, se pescati, attivano immediatamente il proprio effetto e rendono il gioco ancora più divertente e imprevedibile, com’è giusto che sia per una rissa in taverna tra fattoni!
 

Ogni giocatore inizierà il gioco con 10 punti vita e avrà come obiettivo abbattere senza pietà i propri avversari. Non mancheranno carte davvero speciali in grado di… ribaltare i tavoli e pure il risultato!

Siete pronti per una rissa all’ultima botta?

 

Lo Svarione in taverna. Che botta! è un gioco di carte molto compatto, perfetto per ogni occasione e facile da trasportare. Per giocare vi servirà soltanto un tavolo, la scatola di gioco col suo contenuto e… sarete voi a decidere come accompagnare queste serata all’insegna della fattanza!

La scatola di gioco conterrà:

- 8 carte “Eroe”;

- 40 carte “Arma improvvisata” (di cui 8 “Arma unica”);

- 31 carte “Difesa disperata”;

- 39 “Svarionate”;

- 8 carte “I tuoi colpi” (1 per ogni eroe);

- 8 segnalini colpo (da usare sulla carta “I tuoi colpi”);

- il manuale di gioco.

Se ci saranno abbastanza fattoni… cioè, sostenitori, che decideranno di aiutarci in questo progetto, le carte disponibili potrebbero addirittura aumentare

 

SPEDIZIONE

Nessun partecipante dovrà sostenere spese aggiuntive per la spedizione. Sappiamo che vi servono i soldi per i vostri… passatempi, per cui abbiamo deciso di venirvi incontro! Le spedizioni inizieranno indicativamente verso la fine di novembre, al netto di eventuali ritardi legati a imprevisti dell’ultimo minuto. Controllate la vostra casella mail per rimanere aggiornati sulla campagna e sui suoi sviluppi!

 

 

GLI AUTORI

Fabio Macchi, alias Il Fabio

Ero un ventenne pieno di energie e idee, con amici scemi (come solo gli amici migliori sanno essere) e voglia di spaccare tutto, far ridere e non finire mai di fare festa. Dopo la visione di una parodia dei Gem Boy, ho avuto l’audacia di proporre al Pujo, il mio compagno di malefatte, di riscrivere e ridoppiare tutto il primo film del Signore degli Anelli a tema fattoni; come poteva un’idea così sobria venire rifiutata? Abbiamo subito pensato ai primi nomi – Ganjalf, Arabong e Rizlas – e al titolo, Lo Svarione degli Anelli. Ci siamo fatti letteralmente… trascinare da questo progetto all’insegna del fuorismo

Dopo 7 anni di lavoro e chilogrammi di (ehm) “impegno”, sono finalmente usciti tutti e 4 gli episodi della nostra epopea: La Compagnia del Verginello, I Due Porri, Il Ritorno del Padrino vol. 1 e Il Ritorno del Padrino vol. 2

È sempre bello vedere gli altri ridere grazie ai nostri personaggi e alle nostre battute: questa è sempre stata (ed è tuttora) la cosa che ci ha ripagato di tutti gli sforzi!

--

Tea Project

Tea Project è un collettivo artistico composto da Giovanni Calore, Cristiano Marchesi e Luca Trentin. Iniziamo il nostro viaggio nell’illustrazione dopo un corso a Padova nel 2021, dove ci siamo conosciuti, e da allora collaboriamo insieme con passione e determinazione. Caratterizzati da una profonda affinità per il fantasy esordiamo come gruppo realizzando l'artbook "Gemme di Luce" pubblicato da Eterea Edizioni, seguito da "La Città Bianca", presentato al Lucca Comics & Games dello scorso anno.

Nel corso del tempo, abbiamo esplorato molte strade senza mai perdere il nostro legame con l'universo di Tolkien e con le opere che hanno plasmato il panorama fantasy italiano. Ci siamo immerse sempre di più nei giochi da tavolo, nei giochi di ruolo e negli artbook, accumulando commissioni e mettendo a frutto le nostre competenze sia nell'aspetto artistico che in quello grafico.

Con "Lo Svarione in Taverna" abbiamo abbracciato il game design in modo innovativo e divertente, mantenendo sempre un approccio semplice ma incisivo, caratterizzato da una buona dose di ignoranza!

 

Eterea Edizioni nasce nel 2018 come casa editrice specializzata in pubblicazioni tolkieniane. Tra i libri di maggiore successo ricordiamo: Come scrivevano gli Elfi di Roberto Fontana, l’unico manuale di calligrafia elfica al mondo; i Quaderni di Arda, la rivista accademica dedicata allo studio di J.R.R. Tolkien; Gemme di luce, l’artbook dedicato al Silmarillion, e La Città Bianca, il racconto della fondazione e della distruzione di Gondolin, la città più importante della Prima Era della Terra di Mezzo (entrambi del Tea Project).

Con Lo Svarione in taverna. Che botta! Eterea inaugura anche una collezione dedicata ai giochi da tavolo.

145%
-23 Giorni
Imprese, innovazione e infrastrutturePace, giustizia e istituzioni solidePartnership per gli obiettivi

Per maggiori informazioni contattaci al nostro indirizzo privacy@eppela.com
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Lo Svarione in Taverna - Card Game

È una notte davvero di Merdor e la vostra compagnia cerca riparo nei caldi locali della taverna più lurida e sgangherata del villaggio. Nonostante le numerose pause cannetta della giornata, siete davvero stanchi e vorreste soltanto tracannarvi una bella pinta di birra e mangiare un gustoso camogli. 

E chi lo sa, magari riuscirete a trovare persino un pusher che, per una volta, non è in ritardo! In fondo vi hanno detto che questa taverna è il luogo ideale per trovare canapa di ottima qualità. Per i più temerari ci sono anche funghetti allucinogeni e orsetti gommosi davvero speciali.

Una pinta tira l’altra e gli animi iniziano a scaldarsi. Non riuscite a decidere se è meglio il fuorismo dei vostri giorni o quello di una volta. Qualcuno sostiene che un cavallo costa 100 euro e sembra proprio che uno di voi si sia cagato addosso… 

Intanto nella sala si muovono strani individui. Vi sembra di vedere uno che gira nudo per il locale e dei loschi figuri vestiti di nero chiedono a ogni avventore se hanno da fumare: sembrano quasi degli sbirri sotto copertura!

Ma ormai siete tutti ubriachi fradici e pure fatti come delle pigne. Avete perso la cognizione del tempo e qualsiasi tipo di inibizione. Un tizio al tavolo accanto sta blaterando qualcosa di insensato su Svarion che… quando c’era lui, l’erba era più verde. Uno di voi non si trattiene, gli molla uno schiaffo e… scatta la rissa!

Lo Svarione in taverna. Che botta! è un gioco di carte ispirato allo Svarione degli Anelli, la più famosa parodia italiana della trilogia cinematografica del Signore degli Anelli

Ideato dalle menti scapestrate (e annebbiate?) di Fabio Macchi e Andrea Palmieri nel 2005, lo Svarione è una miniera di battute e situazioni esilaranti che hanno fatto la storia. Esistono persone – magari proprio tu che stai leggendo! – che conoscono a memoria interi dialoghi e che quando pensano ai personaggi dei film li sentono parlare con le voci di Ganjalf e Arabong.

Eppure lo Svarione è rimasto per molto tempo soltanto un fenomeno del web… almeno fino a questo momento! Lo Svarione in taverna. Che botta! è il gioco di carte pronto a invadere le vostre case e a colpirvi con una dose di sanissimo fuorismo

Entrate nella taverna più sconclusionata di sempre: vi aspetta una rissa coi fiocchi, capace di far impallidire anche il più feroce orco della Terra di Merdor. Ma la vostra non è una compagnia normale e con tutta la canapa che gira per il locale… le sorprese sono sempre dietro l’angolo! 

Lo Svarione in taverna. Che botta! è stato ideato per offrirvi un’esperienza divertente e sconclusionata, grazie a:

· un set di regole pensato per rendere ogni partita unica e imprevedibile, che obbligherà i giocatori a elaborare una strategia vincente e ad affrontare gli imprevisti, o “svarionate”, che ravviveranno la rissa;

· un vasto catalogo di personaggi, oggetti e situazioni resi celebri dallo Svarione degli Anelli, perfetti per farvi entrare nell’universo fantasy più “fatto” che sia mai esistito;

· una lunga serie di illustrazioni, che renderanno l’esperienza di gioco ancora più immersiva e spassosa.
 

Lo Svarione in taverna. Che botta! è un gioco di carte a eliminazione tutti contro tutti, in cui i partecipanti si sfidano in una gara all’ultima “botta”. Il vincitore è colui che rimane in piedi alla fine della rissa, nonostante i colpi subiti e la canapa fumata!

Ogni giocatore può scegliere tra otto eroi dello Svarione degli Anelli: Ganjalf, Arabong, Givemix, Rizlas, Sboromir, Godo, Sam e… Svarion in persona! Ogni eroe possiede un potere speciale e una carta “Arma unica” che, se pescata, può utilizzare solo lui.

Tutte le altre carte del mazzo sono sparse in maniera casuale sul tavolo e, a turno, ogni giocatore ne pesca e ne gioca una. Ci sono tre tipologie di carte:

·  “Arma improvvisata”, che quando vengono pescate possono essere tenute in mano e vengono utilizzate per infliggere colpi agli avversari e togliere punti vita;

· “Difesa disperata”, anche queste case possono essere tenute in mano quando vengono pescate e servono per parare ed evitare i colpi;

·  “Svarionata”, eventi randomici che, se pescati, attivano immediatamente il proprio effetto e rendono il gioco ancora più divertente e imprevedibile, com’è giusto che sia per una rissa in taverna tra fattoni!
 

Ogni giocatore inizierà il gioco con 10 punti vita e avrà come obiettivo abbattere senza pietà i propri avversari. Non mancheranno carte davvero speciali in grado di… ribaltare i tavoli e pure il risultato!

Siete pronti per una rissa all’ultima botta?

 

Lo Svarione in taverna. Che botta! è un gioco di carte molto compatto, perfetto per ogni occasione e facile da trasportare. Per giocare vi servirà soltanto un tavolo, la scatola di gioco col suo contenuto e… sarete voi a decidere come accompagnare queste serata all’insegna della fattanza!

La scatola di gioco conterrà:

- 8 carte “Eroe”;

- 40 carte “Arma improvvisata” (di cui 8 “Arma unica”);

- 31 carte “Difesa disperata”;

- 39 “Svarionate”;

- 8 carte “I tuoi colpi” (1 per ogni eroe);

- 8 segnalini colpo (da usare sulla carta “I tuoi colpi”);

- il manuale di gioco.

Se ci saranno abbastanza fattoni… cioè, sostenitori, che decideranno di aiutarci in questo progetto, le carte disponibili potrebbero addirittura aumentare

 

SPEDIZIONE

Nessun partecipante dovrà sostenere spese aggiuntive per la spedizione. Sappiamo che vi servono i soldi per i vostri… passatempi, per cui abbiamo deciso di venirvi incontro! Le spedizioni inizieranno indicativamente verso la fine di novembre, al netto di eventuali ritardi legati a imprevisti dell’ultimo minuto. Controllate la vostra casella mail per rimanere aggiornati sulla campagna e sui suoi sviluppi!

 

 

GLI AUTORI

Fabio Macchi, alias Il Fabio

Ero un ventenne pieno di energie e idee, con amici scemi (come solo gli amici migliori sanno essere) e voglia di spaccare tutto, far ridere e non finire mai di fare festa. Dopo la visione di una parodia dei Gem Boy, ho avuto l’audacia di proporre al Pujo, il mio compagno di malefatte, di riscrivere e ridoppiare tutto il primo film del Signore degli Anelli a tema fattoni; come poteva un’idea così sobria venire rifiutata? Abbiamo subito pensato ai primi nomi – Ganjalf, Arabong e Rizlas – e al titolo, Lo Svarione degli Anelli. Ci siamo fatti letteralmente… trascinare da questo progetto all’insegna del fuorismo

Dopo 7 anni di lavoro e chilogrammi di (ehm) “impegno”, sono finalmente usciti tutti e 4 gli episodi della nostra epopea: La Compagnia del Verginello, I Due Porri, Il Ritorno del Padrino vol. 1 e Il Ritorno del Padrino vol. 2

È sempre bello vedere gli altri ridere grazie ai nostri personaggi e alle nostre battute: questa è sempre stata (ed è tuttora) la cosa che ci ha ripagato di tutti gli sforzi!

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Tea Project

Tea Project è un collettivo artistico composto da Giovanni Calore, Cristiano Marchesi e Luca Trentin. Iniziamo il nostro viaggio nell’illustrazione dopo un corso a Padova nel 2021, dove ci siamo conosciuti, e da allora collaboriamo insieme con passione e determinazione. Caratterizzati da una profonda affinità per il fantasy esordiamo come gruppo realizzando l'artbook "Gemme di Luce" pubblicato da Eterea Edizioni, seguito da "La Città Bianca", presentato al Lucca Comics & Games dello scorso anno.

Nel corso del tempo, abbiamo esplorato molte strade senza mai perdere il nostro legame con l'universo di Tolkien e con le opere che hanno plasmato il panorama fantasy italiano. Ci siamo immerse sempre di più nei giochi da tavolo, nei giochi di ruolo e negli artbook, accumulando commissioni e mettendo a frutto le nostre competenze sia nell'aspetto artistico che in quello grafico.

Con "Lo Svarione in Taverna" abbiamo abbracciato il game design in modo innovativo e divertente, mantenendo sempre un approccio semplice ma incisivo, caratterizzato da una buona dose di ignoranza!

 

Eterea Edizioni nasce nel 2018 come casa editrice specializzata in pubblicazioni tolkieniane. Tra i libri di maggiore successo ricordiamo: Come scrivevano gli Elfi di Roberto Fontana, l’unico manuale di calligrafia elfica al mondo; i Quaderni di Arda, la rivista accademica dedicata allo studio di J.R.R. Tolkien; Gemme di luce, l’artbook dedicato al Silmarillion, e La Città Bianca, il racconto della fondazione e della distruzione di Gondolin, la città più importante della Prima Era della Terra di Mezzo (entrambi del Tea Project).

Con Lo Svarione in taverna. Che botta! Eterea inaugura anche una collezione dedicata ai giochi da tavolo.

145%
-23 Giorni
Imprese, innovazione e infrastrutturePace, giustizia e istituzioni solidePartnership per gli obiettivi
CONTRO IL MELANOMA OGNI DONAZIONE CONTA

L'INRCA è un centro di ricerca scientifica nazionale di eccellenza, con molte Unità Operative all’avanguardia: una di queste è l’unità operativa dermatologica diretta dal dott. Alfredo Giacchetti.

La campagna di crowdfunding è supportata da un Team del Corso Business Startup del DISES-UNIVPM, composto da: Claudia Burattini, Roberto Fortuni, Giovanni Candelaresi, Leonardo Ulissi, Paolo Micheli, Demis Dottori, Andrea De Angelis e guidato dal prof. Dario Grandoni.

La campagna riguarda l’acquisto di un sistema innovativo per garantire una DIAGNOSTICA TEMPESTIVA DEL MELANOMA.

Il melanoma è un tumore che deriva dalla trasformazione tumorale dei melanociti. La mortalità per il melanoma oggi è tra le più bassa tra tutti i tumori a fronte della sua crescente incidenza, si è ridotta negli ultimi tempi grazie alla DIAGNOSI PRECOCE e all’utilizzo di nuovi farmaci, come i farmaci target e le immunoterapie.

La soluzione è acquistare ATBM MASTER:

  • Il sistema ATBM, utilizzando la Total Body Dermoscopy, aiuta ad individuare precocemente i melanomi.
  • L’Intelligenza Artificiale permette di identificare in modo molto più veloce e preciso i nei sospetti riducendo sensibilmente i tempi di diagnosi.
  • La pelle viene fotografata tutta insieme, evidenziando i nuovi nevi o quelli modificati rispetto alle precedenti acquisizioni.
  • È ormai accertato che contrariamente a quanto si pensa l’80% dei melanomi non insorge da nevi preesistenti, bensì ex novo su cute sana.

I vantaggi del total body mapping sono molteplici:

  • Riduzione della mortalità
  • Riduzione del numero di interventi inutili
  • Riduzione delle spese per il SSN
  • Riduzione del tempo della visita
  • Riduzione delle liste di attesa

Chi riuscirà a donare 200€ o più per acquistare ATBM MASTER, potrà partecipare ad uno degli screening day appositamente organizzati.

21%
-45 Giorni
Salute e benessere
99 posti per sognare

IL TUO AIUTO ALLA GESTIONE DELLA BOMBONIERA DELLA CULTURA

A Monte Castello di Vibio in Umbria c'è un teatro magico! É il Teatro della Concordia, il teatro più piccolo del mondo con 99 posti per sognare!  Davvero un gioiellino. É stato costruito nel 1808 da nove famiglie del paese. Si tratta dell’unica testimonianza architettonica in miniatura del teatro settecentesco all’italiana di stile goldoniano.

 

"Da quattro anni il Teatro della Concordia è chiuso. Prima la pandemia e poi i lavori di ristrutturazione necessari per la valorizzazione, funzionalità e sicurezza.  Questo lungo periodo di inattività ha comportato una perdita annuale di oltre 50 mila euro per l'associazione Società del Teatro della Concordia! L'obiettivo che ci siamo posti con questa raccolta fondi è di recuperare parte delle perdite economiche indispensabili per finanziare le attività connesse alla ripresa. Solo così saremo in grado di riaccendere le luci sul palcoscenico di questa magnifica bomboniera della cultura ". (Edoardo Brenci - Presidente Associazione Società del Teatro della Concordia).

 

 

La riapertura del Teatro è imminente poiché i lavori stanno giungendo al termine. Tuttavia con questo lungo periodo di inattività la Società del Teatro della Concordia, associazione che gestisce il teatro, si trova nelle condizioni di non avere i fondi necessari alla ripartenza.

Per questo motivo la nostra associazione lancia la raccolta, per poter riprendere le attività.

Con i primi 15mila euro procediamo al riordino e all’allestimento delle sale del Teatro, potenziamo le collaborazioni di back office, procediamo con piccole azioni di promozione e riaprire per le visite. 

Con l’obiettivo successivo a 37mila euro realizziamo l’evento di riapertura e programmiamo la stagione 2024; sosteniamo i costi dei sevizi tecnici e di front office, realizziamo una più ampia comunicazione di riapertura al mondo del Teatro della Concordia. 

Aiutaci a salvaguardare il Teatro della Concordia e donargli un nuovo inizio! 

La tua donazione, piccola o grande che sia, ci aiuterà ad assicurare che il Teatro della Concordia rimanga in vita, protetto e custodito per amore della cultura e soprattutto per amore delle nuove generazioni.

Insieme a te per riaccendere i riflettori sul palco del Teatro più piccolo del mondo!

Grazie!

CHI SIAMO

Società del Teatro della Concordia è un’Associazione nata dalla passione di un gruppo di volontarie e volontari motivati dalla voglia di valorizzare, tutelare e gestire il Teatro del paese.

Si costituisce nel 1993 quando il Teatro della Concordia, dopo 42 anni di incuria del tempo, venne restaurato dalla Regione Umbria grazie ai fondi europei ridando nuova vita ad uno dei Borghi più Belli d’Italia, Monte Castello di Vibio.

La sua gente era legata al piccolo teatro perché aveva rappresentato il cuore aggregativo del paese fino al dopoguerra.

Alla passione e al senso civico si è affiancata l’operatività dell’Associazione con l’obiettivo di tutelare e far conoscere il Teatro della Concordia. L'economia del territorio, che fino a quel tempo si basava sull'attività contadina, era venuta meno e questo bene culturale poteva costituire la riconversione per lo sviluppo del turismo culturale.

 

HELP US RE-OPEN THE LOCAL CULTURAL GEM: TEATRO DELLA CONCORDIA

In Monte Castello di Vibio, Umbria, there is a magical place! It's Teatro della Concordia, the smallest theatre in the world with just 99 seats! A true gem. It was built in 1808 by nine local families. It represents the only architectural evidence of the 18th-century Italian Goldoni's theatre style on a small scale.

“The Teatro della Concordia has been closed for 4 years now. First, because of the Covid pandemic, and then for necessary renovation works to enhance its functionality and safety. Our fundraising campaign aims to recover part of the essential economic losses to fund activities related to the restart. We’d like to turn the lights back on the stage of this magnificent little gem of culture”.

(Edoardo Brenci - President of the Teatro della Concordia Society Association).

The theatre reopening is upcoming as the works are coming to an end. However, this long period of inactivity means that the Società del Teatro della Concordia, the association that manages the theatre, has run out of funds and needs your help in order to start its activities again.

The purpose of this crowdfunding is to allow us to cover the reopening costs.

We need 15,000 euros to be able to reorganise and to set up the theatre, to enhance back office activities, to do limited promotional activities and to reopen for visits.

We need to reach the target of 37,000 euros to be able to organise a reopening event and a new 2024 cultural season for plays and concerts, to support the technical staff and the logistics that are necessary for any type of events and front office activities, and to carry out wider promotional activities.

Help us preserve the Teatro della Concordia and give it a new start! Any contribution large or small will help ensure that the Teatro della Concordia stays alive, also for future generations.

Only with your help we will be able to turn the lights back on the stage of this magnificent cultural gem.

Thank you!

 

ABOUT US

The Teatro della Concordia Society is an Association born from the passion of a group of volunteers driven by the desire to enhance, protect, and manage the local theatre.

It was established in 1993 when the Teatro della Concordia, after 42 years of neglect, was restored by the Umbria Region using European funds, coming back to life in Monte Castello di Vibio, one of Italy's most beautiful villages.


 

 

26%
-61 Giorni
Progetto Thomas

Ciao, mi chiamo Thomas, vivo a Roma e ho 12 anni. Sono in terza media e soffro di una forma di scoliosi molto grave con una curvatura di oltre 70 gradi. Ho iniziato a soffrirne a 3 anni quando se n'è accorto mio nonno Gino mentre eravamo al mare. 

Da quel momento è iniziata la mia sofferenza. Sono 9 anni che metto busti e faccio continue visite da dottori. Questo purtroppo non aiuta la mia balbuzia che si amplifica quando sono teso e ansioso per ogni controllo e vivendo male la mia situazione insieme agli altri. Amo i Manga e adoro disegnarli, il mio sogno sarebbe quello di farli per lavoro, ma purtroppo la mia postura sbagliata mi impedisce di mettermi ore a disegnare e di stare in piedi per molto. La mia passione è il disegno ed è quello che faccio tutti i giorni dopo la scuola. Ora io e la mia famiglia sappiamo che il busto e la fisioterapia non bastano più e che devo operarmi per forza. L'operazione alla colonna costa circa ai 30 mila euro, altrimenti dovrei aspettare almeno 2 anni per la lista di attesa e i dottori dicono che sarebbe meglio non peggiorare la situazione. Vi lascio alcuni miei disegni e delle mie foto, grazie di cuore.        Se avete problemi con le donazioni non esitate a contattarci.
 

ENGLISH VERSION:
Hi, my name is Thomas and I am 12 years old. I am in eighth grade and suffer from a very severe form of scoliosis with a curvature of over 70 degrees

I started to suffer from it when I was 3 years old when my grandfather Gino noticed it while we were at the seaside. 
From that moment on, my suffering began. I've been wearing braces and making continuous visits to doctors for 9 years. Unfortunately, this does not help my stuttering which is amplified when I am tense and anxious for any control and living my situation badly together with others. I love Manga and I love drawing them, my dream would be to make them for work, but unfortunately my wrong posture prevents me from spending hours drawing and standing for a long time. My passion is drawing and that's what I do every day after school. Now my family and I know that the brace and physiotherapy are no longer enough and that I have to have surgery. The operation on the spine costs about 30 thousand euros, otherwise I would have to wait at least 2 years for the waiting list and the doctors say that it would be better not to worsen the situation.   I leave you some of my drawings and photos, Thank you very much.                                                                 

(Me stesso - realizzato da me)

 

(Xenomorfo “alien” - realizzato da me)

(Son Goku - realizzato da me)

28%
-47 Giorni
Salute e benessere
LIBERE GOLOSITÀ: ACCENDI IL CUORE DEL NUOVO LABORATORIO

 

Immagina di svegliarti ogni giorno nello stesso spazio ristretto, circondato da mura che confinano il tuo corpo e il tuo pensiero. Immagina di vivere in un mondo in cui ogni piccola libertà è un lusso che non ti appartiene più. Immagina di dover chiedere il permesso per ogni necessità e di affidare la gestione della tua persona a un sistema che decide per te.

Immagina di non poter fare altro che immaginare.

Ora, immagina un luogo in cui queste mura diventano un ponte verso un nuovo e vero inizio. Dove l'arte della pasticceria si trasforma in uno strumento di emancipazione e reinserimento. Un luogo in cui il profumo del burro e della vaniglia si mescolano con una dolce aria di possibilità. Qui, le mani che prima erano addormentate ora impastano con cura e sfornano delizie. Le menti che prima erano territorio della noia ora ridanno un senso al tempo, con passione e dedizione.

Questo luogo esiste e questo è il laboratorio artigianale di LIBERE GOLOSITÀ.  Dal 2019, all’interno del carcere di Vicenza, ogni giorno le persone detenute scrivono nuovi capitoli della loro storia, un impasto alla volta, cottura dopo cottura. Guidati da maestri fornai e pasticceri, ricevendo formazione e un lavoro qualificato mostrano a sé stessi e al mondo come il cambiamento possa essere reale se supportato da un’opportunità.

I risultati? Eclatanti.

Le statistiche mostrano una verità toccante: la recidiva si attesta al 2% tra i partecipanti di un programma come il nostro, contro un desolante 70% tra coloro che non hanno avuto accesso a questo potente strumento. Se non bastasse a ricordarcelo la nostra Costituzione, l’Ordinamento Penitenziario e un recentissimo patto tra Ministeri e Organi di Governo, ce lo riassumono molto bene l’esperienza diretta e le parole di J. : “Se lo scopo del carcere è rieducativo è importante che ci siano le occasioni”

Libere Golosità è proprio questa occasione. E oggi è con gioia che ti sveliamo cosa stiamo per realizzare al di là delle mura, perché qui non si parla solo di numeri, ma di destini che hai il potere di cambiare.

 

LA MAGIA DAL 2019: TRASFORMARE ERRORI PASSATI IN DOLCEZZA PRESENTE

Crediamo in un mondo in cui gli errori non sono solo sentenze ma passaggi segreti per una crescita personale. Un mondo in cui l’ingiustizia non venga solo punita e sanzionata ma condotta verso un autentico cambiamento. Non desideriamo forse tutti un futuro in cui chi ci ha ferito non ripeta lo stesso sbaglio? E se fossi tu il protagonista di quell'errore, non vorresti che gli altri riconoscessero la tua volontà di cambiare e di riscrivere la tua storia?

Con competenza, impegno e passione Libere Golosità trasforma gli errori in opportunità di dimostrare che siamo molto di più delle nostre cadute. Per restituire alla Comunità persone cresciute e migliorate come A. , orgogliose di tornare dalla propria famiglia, ora pronta per un abbraccio che rappresenta più di un semplice ritorno.

Riconquistare la fiducia delle persone a cui si è fatto del male è forse la sfida più grande per un essere umano. I prodotti di Libere Golosità sono custodi delle storie di chi ha trovato la forza e il coraggio di dire “Ho sbagliato, ma ora creo gioia”.

Sarebbe meraviglioso se alcune di queste storie di successo fossero scritte anche grazie a te. 

 

PARTECIPA E AIUTA LIBERE GOLOSITÀ A CRESCERE: UN NUOVO LABORATORIO PER UN NUOVO INIZIO 

L’ entusiasmo nei nostri prodotti artigianali ha alimentato la crescita di Libere Golosità che oggi è attiva con due negozi monomarca. Tuttavia sono le testimonianze di successo dei partecipanti al nostro programma che ci hanno spinto a guardare oltre, aprendo la strada ad una nuova sfida: sei pronto a essere parte di un cambiamento positivo? 

Stiamo lavorando per l’ apertura di un nuovo laboratorio nel cuore di Vicenza, al di fuori delle mura carcerarie, per offrire una reale e sostenibile opportunità lavorativa a coloro che, scontata la pena, si trovano nella delicata fase del reinserimento sociale.

Iniziative complete come questa sono ancora rare e ora hai l’ opportunità di contribuire a un cambiamento positivo che sta seminando nuove prospettive. La visione è chiara: offrire continuità lavorativa a coloro che escono dal carcere affinché la libertà non sia un traguardo, ma un autentico nuovo inizio. 

 

PARTECIPERAI?

La collaborazione di tanti soggetti con ruoli, competenze e possibilità diverse è fondamentale per la realizzazione di questo ambizioso progetto.

Abbiamo già acquisito il luogo ideale e stiamo lavorando alla ristrutturazione, all’allestimento e all’attrezzatura del nuovo spazio per renderlo pronto ad accogliere nuove storie di nuovi inizi a partire da questo autunno 2024.

Ti chiediamo oggi di unirti alla nostra squadra, ringraziandoti fin da ora per quanto deciderai di donare.

Abbiamo scelto di destinare il tuo prezioso contributo all’acquisto del cuore pulsante del nuovo laboratorio, dedicandoti così il luogo caldo e accogliente dove il sogno della pasticceria prende vita: il grande forno rotativo! Il costo di questo strumento professionale è di 20000 euro, una cifra che, con il sostegno di persone come te, possiamo raggiungere.

La tua decisione di contribuire oggi è molto più di un gesto di solidarietà; è un'azione che incide profondamente sul tessuto stesso della tua Comunità, rendendola più forte, inclusiva, sicura… e dolce! 

Grazie per scegliere di fare parte di questo meraviglioso cambiamento.

Con affetto e gratitudine

Il team di Libere Golosità

 

*Libere Golosità è un’ iniziativa di Gabbiano 2.0 Società Cooperativa Sociale, attiva dal 2014 nel creare opportunità di inserimento lavorativo per persone svantaggiate e fragili, non solo in ambito carcerario.

35%
-50 Giorni
Lavoro dignitoso e crescita economicaRidurre le disuguaglianzePace, giustizia e istituzioni solide
Graphic novel "Matto per i funghi"

Matto per i funghi è una biopic tragicomica che racconta quello che è veramente successo al suo autore Francesco Filippi (Filo nella storia) dal giorno in cui è diventato elettrosensibile, ovvero intollerante all'elettricità, ai computer, agli utensili elettrici, ai cellulari e alle radiofrequenze della tecnologia smart.  La sua vita è diventata improvvisamente paradossale, acrobatica e impossibile.  [Se non vedi il video sottostante, clicca qui]

Gli elettrosensibili sono come canarini in miniera, sono un campanello di allarme per l'intera umanità.

La tossicità dei campi elettromagnetici artificiali (generati soprattutto dalle antenne per la telefonia, dai wifi, dai cellulari e dagli altri dispositivi smart) è già e sarà sempre di più un drammatico problema sanitario mondiale. E' un tema difficile da comprendere, ma soprattutto da accettare, perché scomodissimo e perché riguarda ciascuno di noi.

Realizzare il fumetto richiederà almeno otto mesi di lavoro solo per i disegni. I costi di produzione sono significativi e difficili da sostenere anche per un editore di medie dimensioni. Per questo L'Associazione Italiana Elettrosensibili ha bisogno del vostro aiuto. La cultura di qualità, realizzata da professionisti, ha un costo e deve averlo, altrimenti non potrebbe essere di qualità. Abbiamo trovato entusiasmo editoriale da Edizioni Sì, specializzata in salute, ambiente e benessere.
L'obiettivo economico fissato copre i costi minimi, senza i quali il fumetto non potrà esistere. Per questo la campagna è in modalità “tutto o niente”. I vostri soldi saranno di fatto versati solo in caso di raggiungimento dell'obiettivo.

Ecco le tavole di prova del fumetto, scritto da Francesco Filippi e disegnato da Margherita Allegri. 
Le trovate in alta risoluzione a questo link.

In questo video presentiamo i protagonisti del fumetto: c'è chi è disgraziato, chi a suo agio con la tecnologia, chi è ansioso e chi è pronto a offrire un aiuto. [Se non vedi il video sottostante, clicca qui]

 

Chi siamo

Il fumetto è patrocinato dall'Associazione Italiana Elettrosensibili e realizzato da Francesco Filippi e Margherita Allegri.

 

Associazione Italiana Elettrosensibili
Dal 2005 l'associazione, presieduta da Paolo Orio, informa e aiuta persone afflitte dall'elettrosensibilità, agisce per il riconoscimento istituzionale della malattia e della conseguente disabilità, si batte per la riduzione dell'inquinamento elettromagnetico, ovvero delle “barriere elettromagnetiche” che privano gli elettrosensibili di molti diritti fondamentali. Sostiene inoltre la ricerca medica e promuove iniziative di divulgazione.

Francesco Filippi
Francesco Filippi è scrittore, animatore e regista. I suoi film animati più noti, premiati in tutto il mondo, sono Mani Rosse (2018) e Gamba Trista (2010). Tra le collaborazioni, il videogioco On Your Tail e I Cartoni dello Zecchino. Per Piemme ha pubblicato il romanzo Shinku (2023) ed ha all’attivo alcuni saggi tra cui Fare Animazione (Dino Audino, 2020). E’ diventato elettrosensibile nel maggio 2022 animando al suo PC portatile. Da allora scrive utilizzando una Olivetti M40 del 1939.

Margherita Allegri
Margherita Allegri è vignettista, fumettista e illustratrice. Da quasi 20 anni conduce laboratori di fumetto nelle scuole di ogni ordine e grado per il Centro Fumetto Andrea Pazienza di Cremona e per la sede di Milano della Fondazione Muse-Italia. Ha pubblicato fumetti e illustrazioni per diversi editori nazionali, tra cui La Revue Dessinée Italia, Slow News, Gribaudo, Pelledoca, l’Indice dei Libri del mese, Il Castoro, Mondadori Educational e collabora con La Lettura del Corriere della Sera e Il Messaggero dei Ragazzi. Ha vinto diversi concorsi nazionali e internazionali di satira e umorismo, come il prestigioso World Humor Award.

 

LE VOSTRE MERITATE RICOMPENSE

Prevediamo che Matto per i funghi sarà completato nella primavera del 2025. Per ringraziarvi della pazienza, anche se raddoppieremo il numero delle spedizioni, tutte le ricompense che non siano il fumetto, saranno inviate a partire dalla fine della campagna. 
Tutti i donatori, compresi quelli che verseranno la più piccola donazione, verranno ufficialmente ringraziati all'interno della pubblicazione.
Le ricompense si spiegano da sole. Data l'urgenza del tema e la curiosità che esso in genere suscita, abbiamo fatto di tutto per darvi subito la possibilità di saperne di più, interloquendo con l'associazione, gli autori o attraverso l'ottimo saggio Smart Smog, che supporta scientificamente quanto troverete raccontato nel romanzo a fumetti.
Non vogliamo parlare solo di disgrazie e minacce per la salute. Il lato positivo di questa situazione è la riscoperta della vita offline, che, a ben vedere, è quella che ha sempre regalato i momenti più felici della nostra vita. Per questo stiamo chiedendo a disegnatori professionisti di realizzare un disegno sul tema “Felicità OFFLINE”. Ogni disegno, in originale su carta o in stampa unica, viene messo in palio come ricompensa speciale per questa campagna. Ad oggi hanno aderito Massimiliano Frezzato, Bruno Bozzetto, Sara Colaone, Pierpaolo Rovero, Mauro Dal Bo, Ivan Cavini, Alberto Dal Lago, Marino Guarnieri e Stefania Gallo. Vi aggiorneremo man mano che riceveremo i disegni.

Qui potete vedere meglio le opere che ci stanno arrivando.

 

57%
-13 Giorni
Salute e benessereRidurre le disuguaglianze
Insieme per il Piccolo CoLibrì


Il nostro progetto

Il Piccolo Colibrì è una piccola libreria indipendente e nasce da un sogno diventato realtà! La libreria apre nel 2021 nel quartiere Quarto Miglio a Roma. Specializzata in libri per bambini e ragazzi, il Piccolo Colibrì è più di una semplice libreria: è uno spazio dove le storie prendono vita, dove i bambini possono sognare, imparare e crescere attraverso la lettura.

 In questi anni ho visto i volti dei bambini illuminarsi mentre scoprono nuovi mondi tra le pagine dei libri. Ho assistito alle prime parole lette, ai primi sorrisi di chi si riconosce in una storia, alla gioia di condividere una passione con nuovi amici. Questo è ciò che mi motiva ogni giorno a mantenere viva la mia libreria .

Il nome deriva dalla leggenda del Piccolo Colibrì, che racconta di un minuscolo uccellino che volava verso un incendio con una goccia d'acqua nel becco. Quando un leone gli chiese cosa pensasse di fare, il colibrì rispose: "Io faccio la mia parte". Allo stesso modo, la libreria, seppur piccola in un mercato dominato dai  giganti, vuole fare la sua parte: creare uno spazio di aggregazione, confronto, cura e relazione, un luogo fatto di persone. 

Si organizzano regolarmente letture animate, laboratori creativi, workshop e incontri con autori. Ho sempre cercato di fare rete, con le scuole e le associazioni del territorio perchè in primis ho sempre sentito la necessità di essere parte attiva in questo processo di creazione di comunità. Sia per i bambini che per le famiglie .Le risate, le domande e l'entusiasmo che riempiono ogni angolo della nostra libreria testimoniano l'impatto positivo che abbiamo avuto sulla comunità. L’idea è stata quella di rendere necessario uno spazio come la libreria e dato l’affetto dimostrato e la partecipazione delle persone sono certa di aver fatto “la mia parte”. 

Perché il crowdfunding 

In questi anni non sono mai mancati sostegno e affetto da parte di clienti e amici e mantenere servizi e qualità è sempre stata la mia priorità, la mia missione principale.  In questo momento a causa di difficoltà economiche importanti, che non solo io ma molti piccoli commercianti stanno affrontando, la nostra amata libreria rischia di chiudere le sue porte. Non voglio assolutamente che questo accada!

Per questo motivo sto lanciando questa campagna di crowdfunding per raccogliere fondi necessari a mantenere aperta la libreria e rilanciare con nuovi eventi e progetti. Ogni donazione, grande o piccola, farà la differenza e mi permetterà di: di investire in nuove forniture, attrezzare le sale sala per altre attività, ampliare la nostra offerta di libri e giochi.

Chi Sono

Mi chiamo Mariaceleste e sono la libraia del Piccolo Colibri. La mia passione per i libri è nata grazie ai miei genitori, appassionati lettori che hanno riempito la nostra casa di libri… erano davvero in ogni parte della casa! La loro passione ha acceso in me un amore profondo per la lettura. 

Per oltre 20 anni, ho lavorato come educatrice nelle scuole, dedicandomi con impegno e passione all'educazione dei bambini. Ho sempre creduto nel potere dei libri come strumento di crescita e formazione, e ho visto in prima persona come la lettura possa trasformare le vite dei più piccoli. 

Ho sempre sognato di aprire una mia libreria con l'obiettivo di creare uno spazio dove i giovani lettori potessero trovare storie capaci di nutrire la loro immaginazione e crescere con loro.

68%
-26 Giorni
Istruzione di qualitàLavoro dignitoso e crescita economica
Veicolo di cura: quattro ruote per A.VO.S che fanno la differenza!

IL POCO DI TANTI PUO' FARE MOLTO! 

Questo è il motto dell'Associazione AVOS & del progetto Ca' Nosta, la casa della Comunità del Comune di Scalenghe che ti invitiamo a scoprire in questo video! 

Questo (fantastico!) progetto socio sanitario per lo sviluppo di comunità solidali è nato grazie al finanziamento della Regione Piemonte, alla coprogettazione tra il Comune di Scalenghe, Il Consorzio dei Servizi Sociali del territorio pinerolese e dell'Associazione A.VO.S., ovvero noi che ti stiamo scrivendo per chiederti una mano! 
E non è  solo un motto, ma è proprio il modus operandi della nostra associazione che nasce con lo scopo di aiutare chi ne ha bisogno, contribuendo tutti, ognuno con le proprie possibilità!  

L'A.VO.S infatti è l'associazione dei Volontari Scalenghesi, nata nel 1993 e da allora punto di riferimento su tutto il territorio. Opera nel  nostro piccolo paesino di 3200 persone che si trova nelle campagne piemontesi, con pochi servizi e pochi collegamenti alle grandi città! 

E proprio qui interviene l'associazione con il progetto Ca' Nosta: ci si rivolge all’intera popolazione, con un’attenzione particolare ad anziani soli, nuclei familiari indigenti o in condizioni di fragilità, giovani a rischio e persone con disabilità, con l’obiettivo di incrementare forme di contrasto alla povertà e alla marginalità e ridurre le ineguaglianze sociali attraverso la promozione di strategie per lo sviluppo di comunità solidali. Con questi sogni nasce e si sviluppa CA' NOSTA, un luogo fisico di aggregazione, un hub di servizi intergenerazionale che accoglie ed ascolta chiunque ne abbia bisogno, ormai punto di riferimento per il territorio da 3 anni! 

Ti invitiamo a leggere alcune delle storie che hanno incrociato quella di Ca' Nosta in questi anni, non te ne pentirai! https://www.canosta.it/storie/

A.VO.S, anche con il progetto Ca’ Nosta, offre innumerevoli servizi come: 

  • accompagnamento a visite mediche/terapie presso ospedali o centri medici, fornitura di ausili medici temporanei in caso di necessità, supporto per prenotazione visite mediche attraverso portale ASL;
  • interventi di contrasto alla povertà e alla marginalità sociale come preparazione e distribuzione di borse alimentari e accompagnamento alle visite mediche;
  • servizio di aiuto compiti per scuole elementari e medie e progetti nelle scuole;
  • sportelli di segretariato sociale e digitale per prenotazione visite mediche, assistenza pratiche sanitarie, supporto per l’iscrizione scolastica online, attivazione, SPID, posta elettronica, social network;
  • erogazione di corsi gratuiti (acquerelli, facilitazione digitale, corsi di lingua)
  • luogo di incontro (per gli anziani che giocano a carte, per le associazioni che si ritrovano a fare riunioni, per il gruppo che lavora a maglia, aula studio per i giovani)

e molto, molto altro che ti invitiamo a scoprire sui nostri canali: 
- FB https://www.facebook.com/CaNostaScalenghe
-WEB https://www.canosta.it/  &  https://www.avos-scalenghe.it/ 
 

MA PER FARE TUTTO QUESTO E MOLTO DI PIU'… ABBIAMO BISOGNO DI 4 RUOTE! 

Il nostro Comune, infatti, Scalenghe, è distante da tutti i principali centri di servizi sanitari ed è, purtroppo, poco servita dai mezzi pubblici del territorio. Questo causa molto spesso un forte isolamento fisico che si traduce a sua volta in isolamento sociale per molte persone, spesso sole o malate che non hanno modo di potersi muovere liberamente per poter accedere alle cure sanitarie e ai servizi in generale. 

Qui interviene A.VO.S divenendo un VEICOLO DI CURA: è possibile infatti, per coloro che non abbiamo modo di farlo autonomamente, richiedere di essere accompagnati ad una visita medica, a fare degli esami a fruire di terapie da un volontario dell'associazione che con la macchina di servizio andrà a prenderle sotto casa, le porterà nel luogo desiderato per poi riportarle a casa una volta terminato il tutto. Grazie all'associazione la distanza fisica non diventa ostacolo alla fruizione delle cure mediche, diagnostiche o socio-sanitarie. 

Nel 2023 l'associazione ha svolto 308 servizi di accompagnamento, percorrendo un totale di 16099 km! 

Attualmente però, abbiamo bisogno di acquistare una nuova auto attrezzata con postazione per sedia a rotelle che ci permetta di accompagnare più persone e di incontrare le esigenze di tutti!
L'intero progetto si regge su finanziamenti occasionali e si fonda sul volontariato, per cui ogni spesa, specialmente in questo periodo storico, è impegnativa ed implica una scelta: acquistare una automobile significa togliere risorse da altri servizi che sono altrettanto fondamentali, ma non è più una scelta rimandabile. 

Proprio qui però entri in gioco tu, decidi di volerci aiutare! 

IL POCO DI TANTI PUO' FARE MOLTO: non potremmo magari smuovere le montagne, ma avvicineremo i servizi alle persone! 

Vuoi maggiori informazioni? 
Scrivi ad info@canosta.it o chiama il numero 3519802237!

 

16%
-48 Giorni
Sconfiggere la povertàRidurre le disuguaglianzeCittà e comunità sostenibili