“Lo specchio” è un’opera artistica, un cortometraggio culturale e sociale, con la regia di Martina Meo e tratto dal racconto “Lo specchio” di Andrea Piccoli.
Affronta un tema delicato come quello dell’Alzheimer, mostrando la malattia dall’interno; il punto di vista di chi ne soffre e che senza rendersene conto si perde nei propri ricordi. È la soggettiva di chi ogni giorno rivive un momento reale o immaginario della sua esistenza.
L’obiettivo del progetto è quello di far capire, anche ai più piccoli, cosa provino le persone affette da questa malattia che spesso diventa un grave disagio anche per chi è costretto a conviverci. L’integrazione con l’animazione regala un’esperienza leggera al fruitore e gli aspetti comici e brillanti del film aiutano ad accettare quel disagio come un’avventura o come un’esperienza surreale, ma mai opprimente.
IL SOGGETTO
Marco è un uomo di 80 anni appesantito da una vita dura seppur intrisa di soddisfazioni. Ritrova uno specchio antico che lui stesso aveva nascosto in cantina molti anni prima e decide di portarlo nella sua camera dove scopre casualmente che, incrociando il riflesso dello specchio con un altro specchio, si apre un varco spazio-temporale.
Marco si ritrova così trasportato in diverse epoche della sua vita. Ogni viaggio gli fa riaffiorare ricordi, emozioni dolori.
Tornato alla realtà, Barbara lo aiuta a riconciliarsi con il peso dei ricordi e a rendersi conto poco alla volta che quei viaggi non sono sogni, non sono follia e non sono nemmeno magia. Una scia di bigliettini appesi alle pareti di tutta la casa, gli scandiscono le banali azioni della sua quotidianità e gli ricordano che Barbara è sua figlia e che quello specchio, non è altro che il riflesso della sua impietosa malattia: l’Alzheimer.
Il progetto ha già ottenuto il patrocinio dell'Associazione Italiana di Ricerca Alzheimer: AIRALZH
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“Lo specchio” è un’opera artistica, un cortometraggio culturale e sociale, con la regia di Martina Meo e tratto dal racconto “Lo specchio” di Andrea Piccoli.
Affronta un tema delicato come quello dell’Alzheimer, mostrando la malattia dall’interno; il punto di vista di chi ne soffre e che senza rendersene conto si perde nei propri ricordi. È la soggettiva di chi ogni giorno rivive un momento reale o immaginario della sua esistenza.
L’obiettivo del progetto è quello di far capire, anche ai più piccoli, cosa provino le persone affette da questa malattia che spesso diventa un grave disagio anche per chi è costretto a conviverci. L’integrazione con l’animazione regala un’esperienza leggera al fruitore e gli aspetti comici e brillanti del film aiutano ad accettare quel disagio come un’avventura o come un’esperienza surreale, ma mai opprimente.
IL SOGGETTO
Marco è un uomo di 80 anni appesantito da una vita dura seppur intrisa di soddisfazioni. Ritrova uno specchio antico che lui stesso aveva nascosto in cantina molti anni prima e decide di portarlo nella sua camera dove scopre casualmente che, incrociando il riflesso dello specchio con un altro specchio, si apre un varco spazio-temporale.
Marco si ritrova così trasportato in diverse epoche della sua vita. Ogni viaggio gli fa riaffiorare ricordi, emozioni dolori.
Tornato alla realtà, Barbara lo aiuta a riconciliarsi con il peso dei ricordi e a rendersi conto poco alla volta che quei viaggi non sono sogni, non sono follia e non sono nemmeno magia. Una scia di bigliettini appesi alle pareti di tutta la casa, gli scandiscono le banali azioni della sua quotidianità e gli ricordano che Barbara è sua figlia e che quello specchio, non è altro che il riflesso della sua impietosa malattia: l’Alzheimer.
Il progetto ha già ottenuto il patrocinio dell'Associazione Italiana di Ricerca Alzheimer: AIRALZH
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“Lo specchio” è un’opera artistica, un cortometraggio culturale e sociale, con la regia di Martina Meo e tratto dal racconto “Lo specchio” di Andrea Piccoli.
Affronta un tema delicato come quello dell’Alzheimer, mostrando la malattia dall’interno; il punto di vista di chi ne soffre e che senza rendersene conto si perde nei propri ricordi. È la soggettiva di chi ogni giorno rivive un momento reale o immaginario della sua esistenza.
L’obiettivo del progetto è quello di far capire, anche ai più piccoli, cosa provino le persone affette da questa malattia che spesso diventa un grave disagio anche per chi è costretto a conviverci. L’integrazione con l’animazione regala un’esperienza leggera al fruitore e gli aspetti comici e brillanti del film aiutano ad accettare quel disagio come un’avventura o come un’esperienza surreale, ma mai opprimente.
IL SOGGETTO
Marco è un uomo di 80 anni appesantito da una vita dura seppur intrisa di soddisfazioni. Ritrova uno specchio antico che lui stesso aveva nascosto in cantina molti anni prima e decide di portarlo nella sua camera dove scopre casualmente che, incrociando il riflesso dello specchio con un altro specchio, si apre un varco spazio-temporale.
Marco si ritrova così trasportato in diverse epoche della sua vita. Ogni viaggio gli fa riaffiorare ricordi, emozioni dolori.
Tornato alla realtà, Barbara lo aiuta a riconciliarsi con il peso dei ricordi e a rendersi conto poco alla volta che quei viaggi non sono sogni, non sono follia e non sono nemmeno magia. Una scia di bigliettini appesi alle pareti di tutta la casa, gli scandiscono le banali azioni della sua quotidianità e gli ricordano che Barbara è sua figlia e che quello specchio, non è altro che il riflesso della sua impietosa malattia: l’Alzheimer.
Il progetto ha già ottenuto il patrocinio dell'Associazione Italiana di Ricerca Alzheimer: AIRALZH