La Cgil Toscana lancia una raccolta fondi per sostenere le spese delle persone che hanno ricevuto sanzioni amministrative e le spese legali delle persone che sono state raggiunte dall’avviso di conclusione delle indagini della Procura, in ambo i casi in relazione ai fatti del 3 ottobre a Massa, durante il corteo contro il genocidio in Palestina.
Si tratta di 48 persone:
- 11 di queste hanno ricevuto sanzioni amministrative da circa 315€ cad.,
- 37 hanno ricevuto avviso conclusione indagini (di queste 37, per il momento 15 hanno ricevuto anche la sanzione amministrativa).
In caso di rinvio a giudizio delle 50 persone, la Cgil Toscana è pronta a proclamare sciopero generale regionale.
Sul tema, il 24 gennaio scorso migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione che si è svolta a Massa, promossa dalla CGIL Toscana contro la repressione del dissenso e in solidarietà con le persone colpite dai provvedimenti.
Di fronte alla criminalizzazione della solidarietà e del diritto di manifestare, in questo clima pericoloso creato dal Governo, non lasciamo nessuno da solo.
È per offrire il massimo supporto possibile a queste 48 persone che la Cgil Toscana si pone:
- un primo obiettivo di raccolta di 15.000€ per coprire i costi delle sanzioni amministrative delle persone sanzionate;
- un secondo obiettivo per raggiungere la soglia dei 30.000€ per sostenere le spese legali delle persone che hanno ricevuto gli avvisi di conclusione indagini.
Alla sottoscrizione possono contribuire associazioni, lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini.
La difesa delle libertà democratiche è un patrimonio collettivo che va difeso insieme.
Ogni contributo è un atto concreto di solidarietà e di impegno democratico.
Contatta il creatore della campagna
La Cgil Toscana lancia una raccolta fondi per sostenere le spese delle persone che hanno ricevuto sanzioni amministrative e le spese legali delle persone che sono state raggiunte dall’avviso di conclusione delle indagini della Procura, in ambo i casi in relazione ai fatti del 3 ottobre a Massa, durante il corteo contro il genocidio in Palestina.
Si tratta di 48 persone:
- 11 di queste hanno ricevuto sanzioni amministrative da circa 315€ cad.,
- 37 hanno ricevuto avviso conclusione indagini (di queste 37, per il momento 15 hanno ricevuto anche la sanzione amministrativa).
In caso di rinvio a giudizio delle 50 persone, la Cgil Toscana è pronta a proclamare sciopero generale regionale.
Sul tema, il 24 gennaio scorso migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione che si è svolta a Massa, promossa dalla CGIL Toscana contro la repressione del dissenso e in solidarietà con le persone colpite dai provvedimenti.
Di fronte alla criminalizzazione della solidarietà e del diritto di manifestare, in questo clima pericoloso creato dal Governo, non lasciamo nessuno da solo.
È per offrire il massimo supporto possibile a queste 48 persone che la Cgil Toscana si pone:
- un primo obiettivo di raccolta di 15.000€ per coprire i costi delle sanzioni amministrative delle persone sanzionate;
- un secondo obiettivo per raggiungere la soglia dei 30.000€ per sostenere le spese legali delle persone che hanno ricevuto gli avvisi di conclusione indagini.
Alla sottoscrizione possono contribuire associazioni, lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini.
La difesa delle libertà democratiche è un patrimonio collettivo che va difeso insieme.
Ogni contributo è un atto concreto di solidarietà e di impegno democratico.
🎉 Obiettivo raggiunto! 🎉
La nostra campagna di raccolta fondi "La protesta non è reato", a sostegno delle persone raggiunte da provvedimenti dopo la manifestazione a Massa del 3 ottobre scorso contro il genocidio in Palestina, si è conclusa con successo, superando i 30mila euro: un traguardo importante che abbiamo raggiunto insieme, grazie al contributo, al sostegno e alla fiducia di tante persone.
Questo risultato non è solo un numero, ma la dimostrazione concreta che quando una comunità si attiva, partecipa e condivide un obiettivo comune, può davvero fare la differenza. Il crowdfunding è prima di tutto questo: partecipazione, coinvolgimento e azione collettiva su una battaglia.
Un grazie sincero a tutte e tutti coloro che hanno donato, condiviso, parlato della campagna e creduto in questo percorso. Ogni contributo, piccolo o grande, è stato fondamentale.
Da oggi si apre una nuova fase. Continueremo a tenervi aggiornati sui prossimi passi e gli sviluppi della vicenda.
Grazie davvero a tutte e tutti! 💙
Anche Maurizio Landini è con noi!
🎥Guarda il video su YouTube!
❌ Perché protestare non è un reato, è un diritto fondamentale in una democrazia.
👥Difendere chi manifesta significa difendere la libertà di tutte e tutti.
✊🏻 Grazie a chi ha già sostenuto questa battaglia,
grazie a chi ci aiuterà a diffonderla!
Ciao a tutti,
oggi la nostra raccolta fondi “La protesta non è reato” supera la quota di 21.000€!
Grazie a tutti voi per il sostegno.
Con questo aggiornamento vi portiamo però anche una brutta notizia:
sono arrivati altri 13 avvisi di conclusione indagine ai manifestanti del corteo del 3 ottobre contro il genocidio in Palestina.
Sale quindi a 50 il numero di manifestanti che rischiano di andare a processo dopo aver partecipato al più che pacifico corteo che il 3 ottobre scorso, a Massa, ha provato ad urlare tutto il proprio sdegno nei confronti del genocidio in atto in Palestina.
Studenti e studentesse delle scuole superiori, universitari e universitarie, sindacalisti e sindacaliste, lavoratori e lavoratrici.
Tutto questo perché le nuove normative disposte dal Governo sono illiberali, discriminatorie e, a tratti, criminogene.
Aumentano quindi le spese da sostenere per supportare in modo concreto tutte le persone colpite dai provvedimenti.
La battaglia si fa più dura, ed è ancora più importante unire le forze per vincerla insieme!
La difesa delle libertà democratiche è un patrimonio collettivo che va difeso insieme.
Ogni contributo è un atto concreto di solidarietà e di impegno democratico.
Con immenso piacere annunciamo che, grazie al sostegno di tutti voi, abbiamo raggiunto e superato il primo obiettivo di 15.000euro, che ci permetterà di coprire i costi delle sanzioni amministrative delle persone sanzionate a seguito dei fatti del 3 ottobre scorso a Massa, durante il corteo contro il genocidio in Palestina.
Ora, per sostenere anche le spese legali delle persone che, nella stessa occasione, hanno ricevuto gli avvisi di conclusione indagini, dobbiamo raccogliere altri 15.000euro, per arrivare alla cifra totale di 30.000euro.
Grazie per il tuo supporto. Ogni donazione alla nostra raccolta fondi, piccola o grande che sia, è un atto concreto di solidarietà e di impegno democratico e un passo più vicino al raggiungimento dell’obiettivo finale.
Di fronte alla criminalizzazione della solidarietà e del diritto di manifestare, in questo clima pericoloso creato dal Governo, non lasciamo nessuno da solo.
La Cgil Toscana lancia una raccolta fondi per sostenere le spese delle persone che hanno ricevuto sanzioni amministrative e le spese legali delle persone che sono state raggiunte dall’avviso di conclusione delle indagini della Procura, in ambo i casi in relazione ai fatti del 3 ottobre a Massa, durante il corteo contro il genocidio in Palestina.
Si tratta di 48 persone:
- 11 di queste hanno ricevuto sanzioni amministrative da circa 315€ cad.,
- 37 hanno ricevuto avviso conclusione indagini (di queste 37, per il momento 15 hanno ricevuto anche la sanzione amministrativa).
In caso di rinvio a giudizio delle 50 persone, la Cgil Toscana è pronta a proclamare sciopero generale regionale.
Sul tema, il 24 gennaio scorso migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione che si è svolta a Massa, promossa dalla CGIL Toscana contro la repressione del dissenso e in solidarietà con le persone colpite dai provvedimenti.
Di fronte alla criminalizzazione della solidarietà e del diritto di manifestare, in questo clima pericoloso creato dal Governo, non lasciamo nessuno da solo.
È per offrire il massimo supporto possibile a queste 48 persone che la Cgil Toscana si pone:
- un primo obiettivo di raccolta di 15.000€ per coprire i costi delle sanzioni amministrative delle persone sanzionate;
- un secondo obiettivo per raggiungere la soglia dei 30.000€ per sostenere le spese legali delle persone che hanno ricevuto gli avvisi di conclusione indagini.
Alla sottoscrizione possono contribuire associazioni, lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini.
La difesa delle libertà democratiche è un patrimonio collettivo che va difeso insieme.
Ogni contributo è un atto concreto di solidarietà e di impegno democratico.
🎉 Obiettivo raggiunto! 🎉
La nostra campagna di raccolta fondi "La protesta non è reato", a sostegno delle persone raggiunte da provvedimenti dopo la manifestazione a Massa del 3 ottobre scorso contro il genocidio in Palestina, si è conclusa con successo, superando i 30mila euro: un traguardo importante che abbiamo raggiunto insieme, grazie al contributo, al sostegno e alla fiducia di tante persone.
Questo risultato non è solo un numero, ma la dimostrazione concreta che quando una comunità si attiva, partecipa e condivide un obiettivo comune, può davvero fare la differenza. Il crowdfunding è prima di tutto questo: partecipazione, coinvolgimento e azione collettiva su una battaglia.
Un grazie sincero a tutte e tutti coloro che hanno donato, condiviso, parlato della campagna e creduto in questo percorso. Ogni contributo, piccolo o grande, è stato fondamentale.
Da oggi si apre una nuova fase. Continueremo a tenervi aggiornati sui prossimi passi e gli sviluppi della vicenda.
Grazie davvero a tutte e tutti! 💙
Anche Maurizio Landini è con noi!
🎥Guarda il video su YouTube!
❌ Perché protestare non è un reato, è un diritto fondamentale in una democrazia.
👥Difendere chi manifesta significa difendere la libertà di tutte e tutti.
✊🏻 Grazie a chi ha già sostenuto questa battaglia,
grazie a chi ci aiuterà a diffonderla!
Ciao a tutti,
oggi la nostra raccolta fondi “La protesta non è reato” supera la quota di 21.000€!
Grazie a tutti voi per il sostegno.
Con questo aggiornamento vi portiamo però anche una brutta notizia:
sono arrivati altri 13 avvisi di conclusione indagine ai manifestanti del corteo del 3 ottobre contro il genocidio in Palestina.
Sale quindi a 50 il numero di manifestanti che rischiano di andare a processo dopo aver partecipato al più che pacifico corteo che il 3 ottobre scorso, a Massa, ha provato ad urlare tutto il proprio sdegno nei confronti del genocidio in atto in Palestina.
Studenti e studentesse delle scuole superiori, universitari e universitarie, sindacalisti e sindacaliste, lavoratori e lavoratrici.
Tutto questo perché le nuove normative disposte dal Governo sono illiberali, discriminatorie e, a tratti, criminogene.
Aumentano quindi le spese da sostenere per supportare in modo concreto tutte le persone colpite dai provvedimenti.
La battaglia si fa più dura, ed è ancora più importante unire le forze per vincerla insieme!
La difesa delle libertà democratiche è un patrimonio collettivo che va difeso insieme.
Ogni contributo è un atto concreto di solidarietà e di impegno democratico.
Con immenso piacere annunciamo che, grazie al sostegno di tutti voi, abbiamo raggiunto e superato il primo obiettivo di 15.000euro, che ci permetterà di coprire i costi delle sanzioni amministrative delle persone sanzionate a seguito dei fatti del 3 ottobre scorso a Massa, durante il corteo contro il genocidio in Palestina.
Ora, per sostenere anche le spese legali delle persone che, nella stessa occasione, hanno ricevuto gli avvisi di conclusione indagini, dobbiamo raccogliere altri 15.000euro, per arrivare alla cifra totale di 30.000euro.
Grazie per il tuo supporto. Ogni donazione alla nostra raccolta fondi, piccola o grande che sia, è un atto concreto di solidarietà e di impegno democratico e un passo più vicino al raggiungimento dell’obiettivo finale.
Di fronte alla criminalizzazione della solidarietà e del diritto di manifestare, in questo clima pericoloso creato dal Governo, non lasciamo nessuno da solo.