Se finissero le parole-web serie
2.020 €
Obiettivo 10.000 €
25 persone hanno appena fatto una donazione
Utente Anonimo
200 € 4 settimane fa
Utente Anonimo
100 € 1 mese fa
Utente Anonimo
50 € 1 mese fa
Hai ancora 46 giorni per sostenere il progetto

In cosa consiste il progetto?

Se finissero le parole è un progetto per una web serie di 4 episodi sul tema del disagio giovanile ideata, scritta e interpretata da ragazzi e ragazze a partire da esperienze personali di bullismo e conflitti e destinata alla diffusione online, nei luoghi di cultura e nelle scuole.

Come nasce il progetto?

Se finissero le parole nasce dall’iniziativa spontanea di un gruppo di studenti e studentesse che hanno sentito l’urgenza di raccontare, attraverso il linguaggio audiovisivo, le difficoltà vissute nel contesto scolastico e relazionale. Esperienze di esclusione, bullismo, cyberbullismo e disagio emotivo sono state il punto di partenza di un processo di condivisione che ha innescato un percorso organico di scrittura, produzione audiovisiva e restituzione nelle scuole e nei luoghi di cultura. 

Come si articola il progetto?

Sono previste 3 fasi distinte: 

1- Formazione: i ragazzi, affiancati da un regista, uno sceneggiatore, psicologi ed educatori, compiono un percorso di confronto e scrittura collettiva che porta alla definizione del copione. 

2 - Produzione: una troupe di professionisti del cinema affianca ii ragazzi per le riprese della web serie.

3 - Distribuzione: la serie è pubblicata online, diffusa in festival e proiezioni pubbliche, presentata nelle scuole dagli stessi protagonisti per un confronto sul tema con i coetanei

Come sarà strutturata la web serie?

La web serie sarà composta da 4 episodi da 20–30 minuti che esplora, dal punto di vista dei ragazzi, le dinamiche emotive e relazionali alla base del disagio giovanile — in particolare bullismo, cyberbullismo e fragilità relazionale. 

L'episodio pilota è già stato realizzato con grande successo nel 2025, si intende ora completare la serie con ulteriori 3 episodi.

Vedi trailer del primo episodio: 

Di che cosa tratteranno gli episodi? 

Il primo episodio ha messo in evidenza le difficoltà e le problematiche: discriminazione legata all’orientamento sessuale, identità di genere, bullismo, cyber-bullismo, introversione, empatia con i docenti, motivazioni intime del bullo, maschilismo, disabilità e depressione. Le puntate seguenti  tratteranno del modo in cui diversi giovani riusciranno a lavorare sulla loro interiorità e sulle difficoltà.

Perché il titolo “Se finissero le parole…”? 

Nell'intenzione dei giovani sceneggiatori il video dovrebbe essere un monito per convincere le vittime a confidarsi con persone di fiducia, a non avere paura, a non colpevolizzarsi; per far riflettere il “bullo” quanto “semplici battute” possano creare delle ferite permanenti con effetti devastanti; per convincere chi assiste ad atti di bullismo che fare finta di niente non è la via migliore, che si può dare aiuto a chi sta male, che è indispensabile non appoggiare i bulli.

Quale visione?

Il progetto è guidato da una visione chiara: la cultura e l’audiovisivo possono essere strumenti di cura, emancipazione e partecipazione. La serie e il percorso formativo sono stati concepiti per costruire un luogo sicuro dove i partecipanti possano raccontare e trasformare le proprie esperienze, sviluppando competenze e consapevolezza emotiva. Ogni giovane è posto al centro del processo creativo e viene invitato a condividere, se lo desidera, aspetti del proprio vissuto. Inoltre attraverso la sua diffusione la serie intende stimolare riflessione, dialogo e consapevolezza tra giovani, educatori e famiglie.

Perchè Storie di Piazza appoggia questo progetto?

Storie di Piazza aps valorizza questo progetto nato spontaneamente da un gruppo di adolescenti aiutandoli nel creare un prodotto da loro pensato e realizzato per parlare ad altri adolescenti, per mettere in luce la sofferenza causata dal bullismo e cyberbullismo, per dare coraggio alle vittime di bullismo di affrontare il loro disagio confrontandosi, per rendere più consapevoli i bulli delle conseguenze delle loro azioni.

Quali sono i partner del progetto?

L'iniziativa ha come partner Fondazione Marco Falco, che opera nella prevenzione del disagio giovanile, VideoAstolfoSullaLuna, società di produzioni audiovisive. Ha il patrocinio di Provincia di Biella e Comune di Biella e il sostegno e/o la collaborazione di numerose realtà (associazioni, fondazioni, cooperative, società) che operano nel sociale, nell'istruzione e nella cultura.

Come si finanzia il progetto? 

Con il contributo di sponsor privati, fondazioni, associazioni. Il budget complessivo è di 50.000 Euro e per raggiungerlo abbiamo ancora bisogno di 10.000 euro, che cerchiamo di ottenere con questo crowdfunding.

Quali sono i risultati attesi? 

Dare voce a degli adolescenti supportandoli nella realizzazione di un loro sogno: la produzione di video che mettono in luce la sofferenza causata dal bullismo e che parla dei loro disagi adolescenziali.

Sensibilizzare l'intera comunità sul tema tramite proiezioni nelle scuole e incontri pubblici che coinvolgono ragazzi, educatori e famiglie.

Orientamento alla professione: i partecipanti potranno decidere di intraprendere una futura carriera di attore, regista, sceneggiatore nel mondo del cinema.

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Biella, Italia
Cinema , Formazione , Solidarietà
Obiettivi:
Salute e benessereIstruzione di qualitàRidurre le disuguaglianze
Commenti ( 9 )
Utente Anonimo ha donato 50 €
Great project, looking forward to seeing the next episodes. Well done to all.
08/05/2026
Utente Anonimo ha donato 300 €
Siete bravissimi
09/05/2026
Utente Anonimo ha donato 50 €
Perché le parole (e le storie) non finiscano mai. Continuate così!
09/05/2026
Utente Anonimo ha donato 50 €
Buon lavoro
09/05/2026
Utente Anonimo ha donato 50 €
Bravi!! Toccate un argomento molto importante!!! Il bullismo, in varie forme, spicca in tante situazioni. Anche tra noi adulti!
09/05/2026
Utente Anonimo ha donato 50 €
“The most revolutionary thing one can do is always to proclaim loudly what is happening.” Rosa Luxemburg
26/05/2026
Utente Anonimo ha donato 50 €
Forza ragazzi, cercate di conservare sempre dentro di voi, come prima preoccupazione, lo scopo della vostra piacevole fatica.
03/06/2026
Utente Anonimo ha donato 50 €
Siate orgogliosi di quello che fate, potrete aiutare tanti ragazzi
13/06/2026
Utente Anonimo ha donato 100 €
Grazie
15/06/2026

In cosa consiste il progetto?

Se finissero le parole è un progetto per una web serie di 4 episodi sul tema del disagio giovanile ideata, scritta e interpretata da ragazzi e ragazze a partire da esperienze personali di bullismo e conflitti e destinata alla diffusione online, nei luoghi di cultura e nelle scuole.

Come nasce il progetto?

Se finissero le parole nasce dall’iniziativa spontanea di un gruppo di studenti e studentesse che hanno sentito l’urgenza di raccontare, attraverso il linguaggio audiovisivo, le difficoltà vissute nel contesto scolastico e relazionale. Esperienze di esclusione, bullismo, cyberbullismo e disagio emotivo sono state il punto di partenza di un processo di condivisione che ha innescato un percorso organico di scrittura, produzione audiovisiva e restituzione nelle scuole e nei luoghi di cultura. 

Come si articola il progetto?

Sono previste 3 fasi distinte: 

1- Formazione: i ragazzi, affiancati da un regista, uno sceneggiatore, psicologi ed educatori, compiono un percorso di confronto e scrittura collettiva che porta alla definizione del copione. 

2 - Produzione: una troupe di professionisti del cinema affianca ii ragazzi per le riprese della web serie.

3 - Distribuzione: la serie è pubblicata online, diffusa in festival e proiezioni pubbliche, presentata nelle scuole dagli stessi protagonisti per un confronto sul tema con i coetanei

Come sarà strutturata la web serie?

La web serie sarà composta da 4 episodi da 20–30 minuti che esplora, dal punto di vista dei ragazzi, le dinamiche emotive e relazionali alla base del disagio giovanile — in particolare bullismo, cyberbullismo e fragilità relazionale. 

L'episodio pilota è già stato realizzato con grande successo nel 2025, si intende ora completare la serie con ulteriori 3 episodi.

Vedi trailer del primo episodio: 

Di che cosa tratteranno gli episodi? 

Il primo episodio ha messo in evidenza le difficoltà e le problematiche: discriminazione legata all’orientamento sessuale, identità di genere, bullismo, cyber-bullismo, introversione, empatia con i docenti, motivazioni intime del bullo, maschilismo, disabilità e depressione. Le puntate seguenti  tratteranno del modo in cui diversi giovani riusciranno a lavorare sulla loro interiorità e sulle difficoltà.

Perché il titolo “Se finissero le parole…”? 

Nell'intenzione dei giovani sceneggiatori il video dovrebbe essere un monito per convincere le vittime a confidarsi con persone di fiducia, a non avere paura, a non colpevolizzarsi; per far riflettere il “bullo” quanto “semplici battute” possano creare delle ferite permanenti con effetti devastanti; per convincere chi assiste ad atti di bullismo che fare finta di niente non è la via migliore, che si può dare aiuto a chi sta male, che è indispensabile non appoggiare i bulli.

Quale visione?

Il progetto è guidato da una visione chiara: la cultura e l’audiovisivo possono essere strumenti di cura, emancipazione e partecipazione. La serie e il percorso formativo sono stati concepiti per costruire un luogo sicuro dove i partecipanti possano raccontare e trasformare le proprie esperienze, sviluppando competenze e consapevolezza emotiva. Ogni giovane è posto al centro del processo creativo e viene invitato a condividere, se lo desidera, aspetti del proprio vissuto. Inoltre attraverso la sua diffusione la serie intende stimolare riflessione, dialogo e consapevolezza tra giovani, educatori e famiglie.

Perchè Storie di Piazza appoggia questo progetto?

Storie di Piazza aps valorizza questo progetto nato spontaneamente da un gruppo di adolescenti aiutandoli nel creare un prodotto da loro pensato e realizzato per parlare ad altri adolescenti, per mettere in luce la sofferenza causata dal bullismo e cyberbullismo, per dare coraggio alle vittime di bullismo di affrontare il loro disagio confrontandosi, per rendere più consapevoli i bulli delle conseguenze delle loro azioni.

Quali sono i partner del progetto?

L'iniziativa ha come partner Fondazione Marco Falco, che opera nella prevenzione del disagio giovanile, VideoAstolfoSullaLuna, società di produzioni audiovisive. Ha il patrocinio di Provincia di Biella e Comune di Biella e il sostegno e/o la collaborazione di numerose realtà (associazioni, fondazioni, cooperative, società) che operano nel sociale, nell'istruzione e nella cultura.

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Con il contributo di sponsor privati, fondazioni, associazioni. Il budget complessivo è di 50.000 Euro e per raggiungerlo abbiamo ancora bisogno di 10.000 euro, che cerchiamo di ottenere con questo crowdfunding.

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Se finissero le parole nasce dall’iniziativa spontanea di un gruppo di studenti e studentesse che hanno sentito l’urgenza di raccontare, attraverso il linguaggio audiovisivo, le difficoltà vissute nel contesto scolastico e relazionale. Esperienze di esclusione, bullismo, cyberbullismo e disagio emotivo sono state il punto di partenza di un processo di condivisione che ha innescato un percorso organico di scrittura, produzione audiovisiva e restituzione nelle scuole e nei luoghi di cultura. 

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2 - Produzione: una troupe di professionisti del cinema affianca ii ragazzi per le riprese della web serie.

3 - Distribuzione: la serie è pubblicata online, diffusa in festival e proiezioni pubbliche, presentata nelle scuole dagli stessi protagonisti per un confronto sul tema con i coetanei

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La web serie sarà composta da 4 episodi da 20–30 minuti che esplora, dal punto di vista dei ragazzi, le dinamiche emotive e relazionali alla base del disagio giovanile — in particolare bullismo, cyberbullismo e fragilità relazionale. 

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Il primo episodio ha messo in evidenza le difficoltà e le problematiche: discriminazione legata all’orientamento sessuale, identità di genere, bullismo, cyber-bullismo, introversione, empatia con i docenti, motivazioni intime del bullo, maschilismo, disabilità e depressione. Le puntate seguenti  tratteranno del modo in cui diversi giovani riusciranno a lavorare sulla loro interiorità e sulle difficoltà.

Perché il titolo “Se finissero le parole…”? 

Nell'intenzione dei giovani sceneggiatori il video dovrebbe essere un monito per convincere le vittime a confidarsi con persone di fiducia, a non avere paura, a non colpevolizzarsi; per far riflettere il “bullo” quanto “semplici battute” possano creare delle ferite permanenti con effetti devastanti; per convincere chi assiste ad atti di bullismo che fare finta di niente non è la via migliore, che si può dare aiuto a chi sta male, che è indispensabile non appoggiare i bulli.

Quale visione?

Il progetto è guidato da una visione chiara: la cultura e l’audiovisivo possono essere strumenti di cura, emancipazione e partecipazione. La serie e il percorso formativo sono stati concepiti per costruire un luogo sicuro dove i partecipanti possano raccontare e trasformare le proprie esperienze, sviluppando competenze e consapevolezza emotiva. Ogni giovane è posto al centro del processo creativo e viene invitato a condividere, se lo desidera, aspetti del proprio vissuto. Inoltre attraverso la sua diffusione la serie intende stimolare riflessione, dialogo e consapevolezza tra giovani, educatori e famiglie.

Perchè Storie di Piazza appoggia questo progetto?

Storie di Piazza aps valorizza questo progetto nato spontaneamente da un gruppo di adolescenti aiutandoli nel creare un prodotto da loro pensato e realizzato per parlare ad altri adolescenti, per mettere in luce la sofferenza causata dal bullismo e cyberbullismo, per dare coraggio alle vittime di bullismo di affrontare il loro disagio confrontandosi, per rendere più consapevoli i bulli delle conseguenze delle loro azioni.

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L'iniziativa ha come partner Fondazione Marco Falco, che opera nella prevenzione del disagio giovanile, VideoAstolfoSullaLuna, società di produzioni audiovisive. Ha il patrocinio di Provincia di Biella e Comune di Biella e il sostegno e/o la collaborazione di numerose realtà (associazioni, fondazioni, cooperative, società) che operano nel sociale, nell'istruzione e nella cultura.

Come si finanzia il progetto? 

Con il contributo di sponsor privati, fondazioni, associazioni. Il budget complessivo è di 50.000 Euro e per raggiungerlo abbiamo ancora bisogno di 10.000 euro, che cerchiamo di ottenere con questo crowdfunding.

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