In cosa consiste il progetto?
Se finissero le parole è un progetto per una web serie di 4 episodi sul tema del disagio giovanile ideata, scritta e interpretata da ragazzi e ragazze a partire da esperienze personali di bullismo e conflitti e destinata alla diffusione online, nei luoghi di cultura e nelle scuole.
Come nasce il progetto?
Se finissero le parole nasce dall’iniziativa spontanea di un gruppo di studenti e studentesse che hanno sentito l’urgenza di raccontare, attraverso il linguaggio audiovisivo, le difficoltà vissute nel contesto scolastico e relazionale. Esperienze di esclusione, bullismo, cyberbullismo e disagio emotivo sono state il punto di partenza di un processo di condivisione che ha innescato un percorso organico di scrittura, produzione audiovisiva e restituzione nelle scuole e nei luoghi di cultura.
Come si articola il progetto?
Sono previste 3 fasi distinte:
1- Formazione: i ragazzi, affiancati da un regista, uno sceneggiatore, psicologi ed educatori, compiono un percorso di confronto e scrittura collettiva che porta alla definizione del copione.
2 - Produzione: una troupe di professionisti del cinema affianca ii ragazzi per le riprese della web serie.
3 - Distribuzione: la serie è pubblicata online, diffusa in festival e proiezioni pubbliche, presentata nelle scuole dagli stessi protagonisti per un confronto sul tema con i coetanei
Come sarà strutturata la web serie?
La web serie sarà composta da 4 episodi da 20–30 minuti che esplora, dal punto di vista dei ragazzi, le dinamiche emotive e relazionali alla base del disagio giovanile — in particolare bullismo, cyberbullismo e fragilità relazionale.
L'episodio pilota è già stato realizzato con grande successo nel 2025, si intende ora completare la serie con ulteriori 3 episodi.
Vedi trailer del primo episodio:
Di che cosa tratteranno gli episodi?
Il primo episodio ha messo in evidenza le difficoltà e le problematiche: discriminazione legata all’orientamento sessuale, identità di genere, bullismo, cyber-bullismo, introversione, empatia con i docenti, motivazioni intime del bullo, maschilismo, disabilità e depressione. Le puntate seguenti tratteranno del modo in cui diversi giovani riusciranno a lavorare sulla loro interiorità e sulle difficoltà.
Perché il titolo “Se finissero le parole…”?
Nell'intenzione dei giovani sceneggiatori il video dovrebbe essere un monito per convincere le vittime a confidarsi con persone di fiducia, a non avere paura, a non colpevolizzarsi; per far riflettere il “bullo” quanto “semplici battute” possano creare delle ferite permanenti con effetti devastanti; per convincere chi assiste ad atti di bullismo che fare finta di niente non è la via migliore, che si può dare aiuto a chi sta male, che è indispensabile non appoggiare i bulli.
Quale visione?
Il progetto è guidato da una visione chiara: la cultura e l’audiovisivo possono essere strumenti di cura, emancipazione e partecipazione. La serie e il percorso formativo sono stati concepiti per costruire un luogo sicuro dove i partecipanti possano raccontare e trasformare le proprie esperienze, sviluppando competenze e consapevolezza emotiva. Ogni giovane è posto al centro del processo creativo e viene invitato a condividere, se lo desidera, aspetti del proprio vissuto. Inoltre attraverso la sua diffusione la serie intende stimolare riflessione, dialogo e consapevolezza tra giovani, educatori e famiglie.
Perchè Storie di Piazza appoggia questo progetto?
Storie di Piazza aps valorizza questo progetto nato spontaneamente da un gruppo di adolescenti aiutandoli nel creare un prodotto da loro pensato e realizzato per parlare ad altri adolescenti, per mettere in luce la sofferenza causata dal bullismo e cyberbullismo, per dare coraggio alle vittime di bullismo di affrontare il loro disagio confrontandosi, per rendere più consapevoli i bulli delle conseguenze delle loro azioni.
Quali sono i partner del progetto?
L'iniziativa ha come partner Fondazione Marco Falco, che opera nella prevenzione del disagio giovanile, VideoAstolfoSullaLuna, società di produzioni audiovisive. Ha il patrocinio di Provincia di Biella e Comune di Biella e il sostegno e/o la collaborazione di numerose realtà (associazioni, fondazioni, cooperative, società) che operano nel sociale, nell'istruzione e nella cultura.
Come si finanzia il progetto?
Con il contributo di sponsor privati, fondazioni, associazioni. Il budget complessivo è di 50.000 Euro e per raggiungerlo abbiamo ancora bisogno di 10.000 euro, che cerchiamo di ottenere con questo crowdfunding.
Quali sono i risultati attesi?
Dare voce a degli adolescenti supportandoli nella realizzazione di un loro sogno: la produzione di video che mettono in luce la sofferenza causata dal bullismo e che parla dei loro disagi adolescenziali.
Sensibilizzare l'intera comunità sul tema tramite proiezioni nelle scuole e incontri pubblici che coinvolgono ragazzi, educatori e famiglie.
Orientamento alla professione: i partecipanti potranno decidere di intraprendere una futura carriera di attore, regista, sceneggiatore nel mondo del cinema.
Per la tua donazione riceverai un ringraziamento sui social
Per la tua donazione sarai citato nei titoli di coda e sui social
Per la donazione di 100 euro o superiore a 100. Sarai citato nei titoli di coda e avrai accesso riservato all'anteprima della serie
Contatta il creatore della campagna
In cosa consiste il progetto?
Se finissero le parole è un progetto per una web serie di 4 episodi sul tema del disagio giovanile ideata, scritta e interpretata da ragazzi e ragazze a partire da esperienze personali di bullismo e conflitti e destinata alla diffusione online, nei luoghi di cultura e nelle scuole.
Come nasce il progetto?
Se finissero le parole nasce dall’iniziativa spontanea di un gruppo di studenti e studentesse che hanno sentito l’urgenza di raccontare, attraverso il linguaggio audiovisivo, le difficoltà vissute nel contesto scolastico e relazionale. Esperienze di esclusione, bullismo, cyberbullismo e disagio emotivo sono state il punto di partenza di un processo di condivisione che ha innescato un percorso organico di scrittura, produzione audiovisiva e restituzione nelle scuole e nei luoghi di cultura.
Come si articola il progetto?
Sono previste 3 fasi distinte:
1- Formazione: i ragazzi, affiancati da un regista, uno sceneggiatore, psicologi ed educatori, compiono un percorso di confronto e scrittura collettiva che porta alla definizione del copione.
2 - Produzione: una troupe di professionisti del cinema affianca ii ragazzi per le riprese della web serie.
3 - Distribuzione: la serie è pubblicata online, diffusa in festival e proiezioni pubbliche, presentata nelle scuole dagli stessi protagonisti per un confronto sul tema con i coetanei
Come sarà strutturata la web serie?
La web serie sarà composta da 4 episodi da 20–30 minuti che esplora, dal punto di vista dei ragazzi, le dinamiche emotive e relazionali alla base del disagio giovanile — in particolare bullismo, cyberbullismo e fragilità relazionale.
L'episodio pilota è già stato realizzato con grande successo nel 2025, si intende ora completare la serie con ulteriori 3 episodi.
Vedi trailer del primo episodio:
Di che cosa tratteranno gli episodi?
Il primo episodio ha messo in evidenza le difficoltà e le problematiche: discriminazione legata all’orientamento sessuale, identità di genere, bullismo, cyber-bullismo, introversione, empatia con i docenti, motivazioni intime del bullo, maschilismo, disabilità e depressione. Le puntate seguenti tratteranno del modo in cui diversi giovani riusciranno a lavorare sulla loro interiorità e sulle difficoltà.
Perché il titolo “Se finissero le parole…”?
Nell'intenzione dei giovani sceneggiatori il video dovrebbe essere un monito per convincere le vittime a confidarsi con persone di fiducia, a non avere paura, a non colpevolizzarsi; per far riflettere il “bullo” quanto “semplici battute” possano creare delle ferite permanenti con effetti devastanti; per convincere chi assiste ad atti di bullismo che fare finta di niente non è la via migliore, che si può dare aiuto a chi sta male, che è indispensabile non appoggiare i bulli.
Quale visione?
Il progetto è guidato da una visione chiara: la cultura e l’audiovisivo possono essere strumenti di cura, emancipazione e partecipazione. La serie e il percorso formativo sono stati concepiti per costruire un luogo sicuro dove i partecipanti possano raccontare e trasformare le proprie esperienze, sviluppando competenze e consapevolezza emotiva. Ogni giovane è posto al centro del processo creativo e viene invitato a condividere, se lo desidera, aspetti del proprio vissuto. Inoltre attraverso la sua diffusione la serie intende stimolare riflessione, dialogo e consapevolezza tra giovani, educatori e famiglie.
Perchè Storie di Piazza appoggia questo progetto?
Storie di Piazza aps valorizza questo progetto nato spontaneamente da un gruppo di adolescenti aiutandoli nel creare un prodotto da loro pensato e realizzato per parlare ad altri adolescenti, per mettere in luce la sofferenza causata dal bullismo e cyberbullismo, per dare coraggio alle vittime di bullismo di affrontare il loro disagio confrontandosi, per rendere più consapevoli i bulli delle conseguenze delle loro azioni.
Quali sono i partner del progetto?
L'iniziativa ha come partner Fondazione Marco Falco, che opera nella prevenzione del disagio giovanile, VideoAstolfoSullaLuna, società di produzioni audiovisive. Ha il patrocinio di Provincia di Biella e Comune di Biella e il sostegno e/o la collaborazione di numerose realtà (associazioni, fondazioni, cooperative, società) che operano nel sociale, nell'istruzione e nella cultura.
Come si finanzia il progetto?
Con il contributo di sponsor privati, fondazioni, associazioni. Il budget complessivo è di 50.000 Euro e per raggiungerlo abbiamo ancora bisogno di 10.000 euro, che cerchiamo di ottenere con questo crowdfunding.
Quali sono i risultati attesi?
Dare voce a degli adolescenti supportandoli nella realizzazione di un loro sogno: la produzione di video che mettono in luce la sofferenza causata dal bullismo e che parla dei loro disagi adolescenziali.
Sensibilizzare l'intera comunità sul tema tramite proiezioni nelle scuole e incontri pubblici che coinvolgono ragazzi, educatori e famiglie.
Orientamento alla professione: i partecipanti potranno decidere di intraprendere una futura carriera di attore, regista, sceneggiatore nel mondo del cinema.
In cosa consiste il progetto?
Se finissero le parole è un progetto per una web serie di 4 episodi sul tema del disagio giovanile ideata, scritta e interpretata da ragazzi e ragazze a partire da esperienze personali di bullismo e conflitti e destinata alla diffusione online, nei luoghi di cultura e nelle scuole.
Come nasce il progetto?
Se finissero le parole nasce dall’iniziativa spontanea di un gruppo di studenti e studentesse che hanno sentito l’urgenza di raccontare, attraverso il linguaggio audiovisivo, le difficoltà vissute nel contesto scolastico e relazionale. Esperienze di esclusione, bullismo, cyberbullismo e disagio emotivo sono state il punto di partenza di un processo di condivisione che ha innescato un percorso organico di scrittura, produzione audiovisiva e restituzione nelle scuole e nei luoghi di cultura.
Come si articola il progetto?
Sono previste 3 fasi distinte:
1- Formazione: i ragazzi, affiancati da un regista, uno sceneggiatore, psicologi ed educatori, compiono un percorso di confronto e scrittura collettiva che porta alla definizione del copione.
2 - Produzione: una troupe di professionisti del cinema affianca ii ragazzi per le riprese della web serie.
3 - Distribuzione: la serie è pubblicata online, diffusa in festival e proiezioni pubbliche, presentata nelle scuole dagli stessi protagonisti per un confronto sul tema con i coetanei
Come sarà strutturata la web serie?
La web serie sarà composta da 4 episodi da 20–30 minuti che esplora, dal punto di vista dei ragazzi, le dinamiche emotive e relazionali alla base del disagio giovanile — in particolare bullismo, cyberbullismo e fragilità relazionale.
L'episodio pilota è già stato realizzato con grande successo nel 2025, si intende ora completare la serie con ulteriori 3 episodi.
Vedi trailer del primo episodio:
Di che cosa tratteranno gli episodi?
Il primo episodio ha messo in evidenza le difficoltà e le problematiche: discriminazione legata all’orientamento sessuale, identità di genere, bullismo, cyber-bullismo, introversione, empatia con i docenti, motivazioni intime del bullo, maschilismo, disabilità e depressione. Le puntate seguenti tratteranno del modo in cui diversi giovani riusciranno a lavorare sulla loro interiorità e sulle difficoltà.
Perché il titolo “Se finissero le parole…”?
Nell'intenzione dei giovani sceneggiatori il video dovrebbe essere un monito per convincere le vittime a confidarsi con persone di fiducia, a non avere paura, a non colpevolizzarsi; per far riflettere il “bullo” quanto “semplici battute” possano creare delle ferite permanenti con effetti devastanti; per convincere chi assiste ad atti di bullismo che fare finta di niente non è la via migliore, che si può dare aiuto a chi sta male, che è indispensabile non appoggiare i bulli.
Quale visione?
Il progetto è guidato da una visione chiara: la cultura e l’audiovisivo possono essere strumenti di cura, emancipazione e partecipazione. La serie e il percorso formativo sono stati concepiti per costruire un luogo sicuro dove i partecipanti possano raccontare e trasformare le proprie esperienze, sviluppando competenze e consapevolezza emotiva. Ogni giovane è posto al centro del processo creativo e viene invitato a condividere, se lo desidera, aspetti del proprio vissuto. Inoltre attraverso la sua diffusione la serie intende stimolare riflessione, dialogo e consapevolezza tra giovani, educatori e famiglie.
Perchè Storie di Piazza appoggia questo progetto?
Storie di Piazza aps valorizza questo progetto nato spontaneamente da un gruppo di adolescenti aiutandoli nel creare un prodotto da loro pensato e realizzato per parlare ad altri adolescenti, per mettere in luce la sofferenza causata dal bullismo e cyberbullismo, per dare coraggio alle vittime di bullismo di affrontare il loro disagio confrontandosi, per rendere più consapevoli i bulli delle conseguenze delle loro azioni.
Quali sono i partner del progetto?
L'iniziativa ha come partner Fondazione Marco Falco, che opera nella prevenzione del disagio giovanile, VideoAstolfoSullaLuna, società di produzioni audiovisive. Ha il patrocinio di Provincia di Biella e Comune di Biella e il sostegno e/o la collaborazione di numerose realtà (associazioni, fondazioni, cooperative, società) che operano nel sociale, nell'istruzione e nella cultura.
Come si finanzia il progetto?
Con il contributo di sponsor privati, fondazioni, associazioni. Il budget complessivo è di 50.000 Euro e per raggiungerlo abbiamo ancora bisogno di 10.000 euro, che cerchiamo di ottenere con questo crowdfunding.
Quali sono i risultati attesi?
Dare voce a degli adolescenti supportandoli nella realizzazione di un loro sogno: la produzione di video che mettono in luce la sofferenza causata dal bullismo e che parla dei loro disagi adolescenziali.
Sensibilizzare l'intera comunità sul tema tramite proiezioni nelle scuole e incontri pubblici che coinvolgono ragazzi, educatori e famiglie.
Orientamento alla professione: i partecipanti potranno decidere di intraprendere una futura carriera di attore, regista, sceneggiatore nel mondo del cinema.
Per la tua donazione riceverai un ringraziamento sui social
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Per la donazione di 100 euro o superiore a 100. Sarai citato nei titoli di coda e avrai accesso riservato all'anteprima della serie