Ciao, benvenuto! Sono Ludovico, un ragazzo di 27 anni; nell’estate 2015 ho fatto un’esperienza di volontariato in Ecuador e vorrei raccontarti in queste brevi righe la storia degli Italiani che ho incontrato in quell’angolo di mondo.
Ci troviamo in Ecuador, sperduti a 3200 metri di altitudine sulla Cordigliera delle Ande, in quella parte centrale di sierra che si trova tra Cotopaxi e Tungurahua, vulcani ancora attivi. Qui, dove il clima è duro e la vita non meno, è una gran bella fortuna trovarsi a San Nicolas, perché le porte sono sempre aperte, per tutti.
Sono più di quarant’anni che, in questo posto dimenticato da Dio, Peppo e Adriana accolgono bambini e ragazzi in cerca di aiuto, offrendo loro una concreta opportunità di riscatto. Tutto ha avuto inizio con il Centro de Artes San Nicolas, la prima Scuola Professionale di falegnameria, scultura ed intaglio del Paese. Non è una semplice scuola: i ragazzi vivono nel centro, frequentando le lezioni e condividendo la vita di comunità. Da allora ogni anno vi passano più di 60 tra bambini e ragazzi, dagli 11 ai 18 anni, orfani o in situazioni di disagio familiare. Peppo e Adri sono sempre stati in prima fila, dando amore, supporto e opportunità ai ragazzi. Tutto quello che ricevono, viene usato per le attività del centro: la mensa, i programmi educativi e i laboratori. Nella scuola, oltre alle classiche materie, i ragazzi imparano un mestiere che possa sostenerli e permettergli di lavorare nella propria comunità, fra la propria gente, i propri affetti, la propria cultura, evitando di emigrare in altre zone del paese.
Ogni giorno inizia con la sveglia delle sei. I ragazzi escono dal dormitorio in fila per un momento di raccoglimento e comunione nella chiesetta di San Nicolas. Vengono condivisi i primi pensieri del mattino, i desideri ed il senso di gratitudine per la giornata che sta per venire. Segue il momento della colazione, nel refettorio. Poi tutti in classe fino all’ora di pranzo. Il ritmo delle attività è incalzante fino a sera, quando Peppo e Adri mandano i loro ragazzi a dormire. Durante i fine settimana San Nicolas si apre alla comunità: chi vuole, il sabato, può aiutare a costruire case decorose per le famiglie della zona, oppure portare un pasto caldo e medicine alle abuelitas che vivono sulla montagna. In tutto questo tran tran, non mancano scherzi e sorrisi. Anzi! Dopo le ronde del fine settimana, con il proiettore portato dall’Italia, i ragazzi guardano gli stessi film che vediamo noi. Solo che qui arrivano già masterizzati su CD luccicanti come nuovi al mercato di Pujilì, il paesino più vicino. Per questo San Nicolas è molto di più di una semplice scuola: è un microcosmo di solidarietà che sta in piedi grazie al lavoro di tutti.
Siamo in un luogo distante, si. Ma rimaniamo sempre vicini col cuore perché è solo grazie all’altruismo dei tanti amici sparsi in tutta Italia, da Arezzo a Brescia, che è stato possibile realizzare in tutta la zona di San Nicolas acquedotti, dispensari medici, case e persino scuole professionali per donne.
Anche grazie al tuo aiuto questa storia può arrivare a tante altre persone che condividono il senso della solidarietà nelle proprie vite.
Serve il passa parola, condividere online e di persona tra i tuoi amici, ma soprattutto serve credere che insieme possiamo far nascere la speranza di un futuro migliore ai ragazzi di San Nicolas.
Portiamo ancora avanti il progetto insieme a Peppo e Adriana:
Per chi non ha il diritto all’educazione,
Per chi è povero, ma comunque è nostro fratello!
«La nostra missione vive solo di carità, di tante persone che credono ai nostri cuori, alle nostre mani, al nostro operare. Siamo ancora convinti che valga la pena di continuare a vivere e aiutare questa gente povera». A chi gli chiede «chi te l’ha fatto fare?» Peppo risponde senza alcun dubbio: la ricerca di qualcosa in più. «Non so se si chiama Dio, provvidenza o destino, ma se si vuole vivere davvero bisogna scommettere sulla vita fino in fondo». Peppo e Adri
Missione Educazione: sulle Ande insieme a Peppo e Adri
Missione Educazione: sulle Ande insieme a Peppo e Adri
Missione Educazione: sulle Ande insieme a Peppo e Adri
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Ciao, benvenuto! Sono Ludovico, un ragazzo di 27 anni; nell’estate 2015 ho fatto un’esperienza di volontariato in Ecuador e vorrei raccontarti in queste brevi righe la storia degli Italiani che ho incontrato in quell’angolo di mondo.
Ci troviamo in Ecuador, sperduti a 3200 metri di altitudine sulla Cordigliera delle Ande, in quella parte centrale di sierra che si trova tra Cotopaxi e Tungurahua, vulcani ancora attivi. Qui, dove il clima è duro e la vita non meno, è una gran bella fortuna trovarsi a San Nicolas, perché le porte sono sempre aperte, per tutti.
Sono più di quarant’anni che, in questo posto dimenticato da Dio, Peppo e Adriana accolgono bambini e ragazzi in cerca di aiuto, offrendo loro una concreta opportunità di riscatto. Tutto ha avuto inizio con il Centro de Artes San Nicolas, la prima Scuola Professionale di falegnameria, scultura ed intaglio del Paese. Non è una semplice scuola: i ragazzi vivono nel centro, frequentando le lezioni e condividendo la vita di comunità. Da allora ogni anno vi passano più di 60 tra bambini e ragazzi, dagli 11 ai 18 anni, orfani o in situazioni di disagio familiare. Peppo e Adri sono sempre stati in prima fila, dando amore, supporto e opportunità ai ragazzi. Tutto quello che ricevono, viene usato per le attività del centro: la mensa, i programmi educativi e i laboratori. Nella scuola, oltre alle classiche materie, i ragazzi imparano un mestiere che possa sostenerli e permettergli di lavorare nella propria comunità, fra la propria gente, i propri affetti, la propria cultura, evitando di emigrare in altre zone del paese.
Ogni giorno inizia con la sveglia delle sei. I ragazzi escono dal dormitorio in fila per un momento di raccoglimento e comunione nella chiesetta di San Nicolas. Vengono condivisi i primi pensieri del mattino, i desideri ed il senso di gratitudine per la giornata che sta per venire. Segue il momento della colazione, nel refettorio. Poi tutti in classe fino all’ora di pranzo. Il ritmo delle attività è incalzante fino a sera, quando Peppo e Adri mandano i loro ragazzi a dormire. Durante i fine settimana San Nicolas si apre alla comunità: chi vuole, il sabato, può aiutare a costruire case decorose per le famiglie della zona, oppure portare un pasto caldo e medicine alle abuelitas che vivono sulla montagna. In tutto questo tran tran, non mancano scherzi e sorrisi. Anzi! Dopo le ronde del fine settimana, con il proiettore portato dall’Italia, i ragazzi guardano gli stessi film che vediamo noi. Solo che qui arrivano già masterizzati su CD luccicanti come nuovi al mercato di Pujilì, il paesino più vicino. Per questo San Nicolas è molto di più di una semplice scuola: è un microcosmo di solidarietà che sta in piedi grazie al lavoro di tutti.
Siamo in un luogo distante, si. Ma rimaniamo sempre vicini col cuore perché è solo grazie all’altruismo dei tanti amici sparsi in tutta Italia, da Arezzo a Brescia, che è stato possibile realizzare in tutta la zona di San Nicolas acquedotti, dispensari medici, case e persino scuole professionali per donne.
Anche grazie al tuo aiuto questa storia può arrivare a tante altre persone che condividono il senso della solidarietà nelle proprie vite.
Serve il passa parola, condividere online e di persona tra i tuoi amici, ma soprattutto serve credere che insieme possiamo far nascere la speranza di un futuro migliore ai ragazzi di San Nicolas.
Portiamo ancora avanti il progetto insieme a Peppo e Adriana:
Per chi non ha il diritto all’educazione,
Per chi è povero, ma comunque è nostro fratello!
«La nostra missione vive solo di carità, di tante persone che credono ai nostri cuori, alle nostre mani, al nostro operare. Siamo ancora convinti che valga la pena di continuare a vivere e aiutare questa gente povera». A chi gli chiede «chi te l’ha fatto fare?» Peppo risponde senza alcun dubbio: la ricerca di qualcosa in più. «Non so se si chiama Dio, provvidenza o destino, ma se si vuole vivere davvero bisogna scommettere sulla vita fino in fondo». Peppo e Adri
Ciao, benvenuto! Sono Ludovico, un ragazzo di 27 anni; nell’estate 2015 ho fatto un’esperienza di volontariato in Ecuador e vorrei raccontarti in queste brevi righe la storia degli Italiani che ho incontrato in quell’angolo di mondo.
Ci troviamo in Ecuador, sperduti a 3200 metri di altitudine sulla Cordigliera delle Ande, in quella parte centrale di sierra che si trova tra Cotopaxi e Tungurahua, vulcani ancora attivi. Qui, dove il clima è duro e la vita non meno, è una gran bella fortuna trovarsi a San Nicolas, perché le porte sono sempre aperte, per tutti.
Sono più di quarant’anni che, in questo posto dimenticato da Dio, Peppo e Adriana accolgono bambini e ragazzi in cerca di aiuto, offrendo loro una concreta opportunità di riscatto. Tutto ha avuto inizio con il Centro de Artes San Nicolas, la prima Scuola Professionale di falegnameria, scultura ed intaglio del Paese. Non è una semplice scuola: i ragazzi vivono nel centro, frequentando le lezioni e condividendo la vita di comunità. Da allora ogni anno vi passano più di 60 tra bambini e ragazzi, dagli 11 ai 18 anni, orfani o in situazioni di disagio familiare. Peppo e Adri sono sempre stati in prima fila, dando amore, supporto e opportunità ai ragazzi. Tutto quello che ricevono, viene usato per le attività del centro: la mensa, i programmi educativi e i laboratori. Nella scuola, oltre alle classiche materie, i ragazzi imparano un mestiere che possa sostenerli e permettergli di lavorare nella propria comunità, fra la propria gente, i propri affetti, la propria cultura, evitando di emigrare in altre zone del paese.
Ogni giorno inizia con la sveglia delle sei. I ragazzi escono dal dormitorio in fila per un momento di raccoglimento e comunione nella chiesetta di San Nicolas. Vengono condivisi i primi pensieri del mattino, i desideri ed il senso di gratitudine per la giornata che sta per venire. Segue il momento della colazione, nel refettorio. Poi tutti in classe fino all’ora di pranzo. Il ritmo delle attività è incalzante fino a sera, quando Peppo e Adri mandano i loro ragazzi a dormire. Durante i fine settimana San Nicolas si apre alla comunità: chi vuole, il sabato, può aiutare a costruire case decorose per le famiglie della zona, oppure portare un pasto caldo e medicine alle abuelitas che vivono sulla montagna. In tutto questo tran tran, non mancano scherzi e sorrisi. Anzi! Dopo le ronde del fine settimana, con il proiettore portato dall’Italia, i ragazzi guardano gli stessi film che vediamo noi. Solo che qui arrivano già masterizzati su CD luccicanti come nuovi al mercato di Pujilì, il paesino più vicino. Per questo San Nicolas è molto di più di una semplice scuola: è un microcosmo di solidarietà che sta in piedi grazie al lavoro di tutti.
Siamo in un luogo distante, si. Ma rimaniamo sempre vicini col cuore perché è solo grazie all’altruismo dei tanti amici sparsi in tutta Italia, da Arezzo a Brescia, che è stato possibile realizzare in tutta la zona di San Nicolas acquedotti, dispensari medici, case e persino scuole professionali per donne.
Anche grazie al tuo aiuto questa storia può arrivare a tante altre persone che condividono il senso della solidarietà nelle proprie vite.
Serve il passa parola, condividere online e di persona tra i tuoi amici, ma soprattutto serve credere che insieme possiamo far nascere la speranza di un futuro migliore ai ragazzi di San Nicolas.
Portiamo ancora avanti il progetto insieme a Peppo e Adriana:
Per chi non ha il diritto all’educazione,
Per chi è povero, ma comunque è nostro fratello!
«La nostra missione vive solo di carità, di tante persone che credono ai nostri cuori, alle nostre mani, al nostro operare. Siamo ancora convinti che valga la pena di continuare a vivere e aiutare questa gente povera». A chi gli chiede «chi te l’ha fatto fare?» Peppo risponde senza alcun dubbio: la ricerca di qualcosa in più. «Non so se si chiama Dio, provvidenza o destino, ma se si vuole vivere davvero bisogna scommettere sulla vita fino in fondo». Peppo e Adri
Missione Educazione: sulle Ande insieme a Peppo e Adri
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