AIUTIAMO LE FAMIGLIE CAMPANE
1.580 €
Obiettivo 1.580 €
25 persone hanno appena fatto una donazione
Giuseppe Massarelli
30 € 6 anni fa
Michele De Sio
30 € 6 anni fa
Domenico Pisaturo
50 € 6 anni fa

Di cosa si tratta

Aiutiamo le famiglie campane e, soprattutto, i medici di base ed i medici ospedalieri, per dotarli dei dispositivi di protezione individuale (mascherine a norma). Facciamolo, ognuno di noi, secondo le proprie possibilità.


Come verranno utilizzati i fondi

La raccolta effettuata verrà integralmente utilizzata per commissionare – ad aziende artigianali campane – la realizzazione di mascherine a norma.

Della donazione verrà fornita documentata attestazione. 

L'intera cifra raccolta verrà investita nella produzione e nella distribuzione di mascherine a norma, da distribuire in primo luogo ai medici di medicina generale ed agli operatori delle Onlus e delle Ong che stanno fornendo assistenza alla parte più debole della popolazione campana. La protezione di queste persone – che lavorano per aiutarci in giorni tanto duri -è fondamentale!

Chi c'è dietro al progetto

Super Sud (www.supersud.it) è una associazione impegnata primariamente nella realizzazione di un progetto di democrazia delle opportunità, rendendo liberamente fruibili informazioni relative a bandi, opportunità, lavoro e formazione coniugando domanda e offerta.

In questi giorni Super Sud ha deciso di fornire supporto ed assistenza – in primo luogo attraverso i propri strumenti informativi – a tutti i cittadini campani e del Sud che stanno vivendo l’emergenza Covid-19.

Abbiamo deciso di lanciare questa raccolta in quanto riteniamo fondamentale aiutare gli operatori sanitari e socio-sanitari, oltre che i volontari delle Onlus e delle Ong che forniscono supporto alle fasce più deboli della popolazione.


L'esempio del dottor Faella, primario emerito del Cotugno

Riportiamo, a mo’ di esempio, la bella vicenda del dottor Faella, primario emerito dell’Ospedale Cotugno di Napoli che negli anni settanta si occupò dell’emergenza colera e che a 70 anni è rientrato in servizio per aiutare la Campania ad affrontare l’emergenza Coronavirus. (da “Il Messaggero”)

Da ieri è operativo, richiamato dalla pensione e di nuovo in attività in una struttura ospedaliera pubblica. In trincea, in prima linea. Franco Faella, primario emerito dell'ospedale Cotugno di Napoli, in prima linea nel periodo dell'epidemia di colera, è il coordinatore del reparto allestito per i pazienti contagiati dal Covid-19 all'ospedale Loreto mare. È il suo primo giorno, dopo la designazione di giovedì scorso decisa dalla Regione.

Professor Faella, come è stato il suo primo giorno di servizio all'ospedale al Loreto mare?

«Anche se sono operativo da giovedì, ora è pronto e attivo il reparto di rianimazione realizzato ex novo. Devo dire che è una struttura pulita ed efficiente, che potrà svolgere al meglio il compito assegnato».

Lei sarà il coordinatore di questa struttura realizzata per l'emergenza?

«Io sarò il consulente infettivologo, in un'attività che dovrà alleviare il carico di lavoro ai colleghi del Cotugno. Ora, qualche paziente potrà essere trasferito anche qui, dove ci saranno colleghi rianimatori, che affronteranno le insufficienze respiratorie provocate dal virus, e tutta la struttura sanitaria assegnata a questa emergenza».

Quanti sono i posti letto reali disponibili all'ospedale Loreto Mare?

«Abbiamo già attivi, e in queste ore potremo già ricoverare i primi pazienti, 10 posti letto di rianimazione allestiti in tempo record. Poi, ci sono altri 20 posti di semi-intervento e 40 di terapia medica ordinaria legata al coronavirus. Una struttura pensata per alleviare il lavoro del Cotugno, dove dai primi giorni di diffusione dell'epidemia in Campania si sono accentrati tutti i casi dei contagi regionali».

È ottimista?

«Bisogna esserlo, affronteremo questa epidemia con tutto il rigore possibile come si è fatto finora, in attesa di raggiungere maggiori certezze sui farmaci. Per ora, su questo virus utilizziamo quei farmaci già usati per altre patologie infettive. Parlo dell'Hiv o dell'Ebola, ma anche del farmaco sperimentato dai colleghi del Cotugno adoperato di solito per l'artrite reumatoide».

L'emergenza sociale e l’aiuto a chi la sta affrontando

In questa fase di emergenza sanitaria è necessario non trascurare i più deboli – anziani, stranieri, persone senza fissa dimora o in gravi situazioni di disagio economico.

In Campania ci sono circa 3mila persone senza fissa dimora ai quali si aggiungano stranieri spesso non censiti.

Oltre 1.000.000 di persone, poi, versano in situazione di grave disagio economico.

Ed oltre 1.000.000 di persone ricadono nella fascia d’età degli over 65.

I servizi sociali, i volontari delle Ong e delle Onlus sono in prima linea - anche in questi drammatici giorni – nell’offrire aiuto alle fasce più deboli della popolazione.

Aiutiamoli ad aiutare!

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Solidarietà
Obiettivi:
Sconfiggere la povertàSconfiggere la fameRidurre le disuguaglianze

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Super Sud (www.supersud.it) è una associazione impegnata primariamente nella realizzazione di un progetto di democrazia delle opportunità, rendendo liberamente fruibili informazioni relative a bandi, opportunità, lavoro e formazione coniugando domanda e offerta.

In questi giorni Super Sud ha deciso di fornire supporto ed assistenza – in primo luogo attraverso i propri strumenti informativi – a tutti i cittadini campani e del Sud che stanno vivendo l’emergenza Covid-19.

Abbiamo deciso di lanciare questa raccolta in quanto riteniamo fondamentale aiutare gli operatori sanitari e socio-sanitari, oltre che i volontari delle Onlus e delle Ong che forniscono supporto alle fasce più deboli della popolazione.


L'esempio del dottor Faella, primario emerito del Cotugno

Riportiamo, a mo’ di esempio, la bella vicenda del dottor Faella, primario emerito dell’Ospedale Cotugno di Napoli che negli anni settanta si occupò dell’emergenza colera e che a 70 anni è rientrato in servizio per aiutare la Campania ad affrontare l’emergenza Coronavirus. (da “Il Messaggero”)

Da ieri è operativo, richiamato dalla pensione e di nuovo in attività in una struttura ospedaliera pubblica. In trincea, in prima linea. Franco Faella, primario emerito dell'ospedale Cotugno di Napoli, in prima linea nel periodo dell'epidemia di colera, è il coordinatore del reparto allestito per i pazienti contagiati dal Covid-19 all'ospedale Loreto mare. È il suo primo giorno, dopo la designazione di giovedì scorso decisa dalla Regione.

Professor Faella, come è stato il suo primo giorno di servizio all'ospedale al Loreto mare?

«Anche se sono operativo da giovedì, ora è pronto e attivo il reparto di rianimazione realizzato ex novo. Devo dire che è una struttura pulita ed efficiente, che potrà svolgere al meglio il compito assegnato».

Lei sarà il coordinatore di questa struttura realizzata per l'emergenza?

«Io sarò il consulente infettivologo, in un'attività che dovrà alleviare il carico di lavoro ai colleghi del Cotugno. Ora, qualche paziente potrà essere trasferito anche qui, dove ci saranno colleghi rianimatori, che affronteranno le insufficienze respiratorie provocate dal virus, e tutta la struttura sanitaria assegnata a questa emergenza».

Quanti sono i posti letto reali disponibili all'ospedale Loreto Mare?

«Abbiamo già attivi, e in queste ore potremo già ricoverare i primi pazienti, 10 posti letto di rianimazione allestiti in tempo record. Poi, ci sono altri 20 posti di semi-intervento e 40 di terapia medica ordinaria legata al coronavirus. Una struttura pensata per alleviare il lavoro del Cotugno, dove dai primi giorni di diffusione dell'epidemia in Campania si sono accentrati tutti i casi dei contagi regionali».

È ottimista?

«Bisogna esserlo, affronteremo questa epidemia con tutto il rigore possibile come si è fatto finora, in attesa di raggiungere maggiori certezze sui farmaci. Per ora, su questo virus utilizziamo quei farmaci già usati per altre patologie infettive. Parlo dell'Hiv o dell'Ebola, ma anche del farmaco sperimentato dai colleghi del Cotugno adoperato di solito per l'artrite reumatoide».

L'emergenza sociale e l’aiuto a chi la sta affrontando

In questa fase di emergenza sanitaria è necessario non trascurare i più deboli – anziani, stranieri, persone senza fissa dimora o in gravi situazioni di disagio economico.

In Campania ci sono circa 3mila persone senza fissa dimora ai quali si aggiungano stranieri spesso non censiti.

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Ed oltre 1.000.000 di persone ricadono nella fascia d’età degli over 65.

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Aggiornamenti ( 1 )
24 April 2020

A chi doneremo le mascherine

La campagna "AIUTIAMO I CITTADINI CAMPANI" volge al termine, ed occorre un ultimo grande sforzo di noi tutti per raggiungere il risultato!

Nel frattempo, stiamo lavorando per far realizzare le mascherine da piccole aziende artigianali del territorio e sulla rete di distribuzione: oltre che ai medici di base, le mascherine saranno donate alle persone più deboli ed ai volontari che ogni giorno si occupano di loro.

Per fare questo stiamo lavorando anche gomito a gomito con le parrocchie del territorio, con la Caritas.

Vi chiediamo un ultimo slancio di generosità, che si andrà ad aggiungere a quello dei tanti che già hanno dato il proprio contributo.

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