Perché proprio questo racconto
Perché
un
lunedì mattina Emiliano Poddi lo
ha
letto ad
alta voce
e, da allora, non siamo più
riuscite
a togliercelo dalla testa. Perché l’intreccio imprevisto tra le
storie
dei personaggi ci
ha confermato quanto la vita sia transitoria, ma mai casuale.
Perché ci sembra che parli di noi, ma anche della società in cui viviamo.
Perché qui Hemingway sembra rivelare più che mai il suo mondo interiore: quell'esistenzialismo che mostra il suo culmine nella preghiera del Niente, un Padre Nostro dove “Niente” sostituisce “Padre”. Una preghiera blasfema.
Perché qui Hemingway sperimenta uno stile impeccabile, - teso, essenziale, secco, - che dà vita a quell’atmosfera sospesa e ovattata che diventerà il suo tratto tipico.
La trama
I protagonisti sono due camerieri che lavorano in un bar di notte e si vedono costretti a servire un whisky dopo l'altro a un uomo solo. Il cameriere ventenne non vuole dargli da bere, mentre quello trentenne sì, perché spesso è lui che, soffrendo d'insonnia, gira di notte e va a bere nei “posti puliti e illuminati bene”. Lui e l'uomo solo hanno in comune la capacità di sentire il “niente” dell'esistenza, tanto che alla fine, a questo niente dedicheranno una preghiera.
I temi e i protagonisti
Il corto non è ambientato nell'America degli anni Trenta ma nell'Italia contemporanea.
L'esistenzialismo del racconto di Hemingway diventa nel corto, sia qualcosa di personale – un “niente” che solo alcune persone possono sentire, – sia qualcosa di collettivo: quell’assenza di una prospettiva a lungo termine che avvertono soprattutto i trentenni, i quali hanno vissuto il passaggio dall’epoca della possibilità e quella del suo esaurirsi.
I tre protagonisti rappresentano un differente approccio a questo sentire:
Ernesto ha 32 anni e sente dentro di sé un vuoto. Per questo, va in cerca di locali “puliti e illuminati bene” dove passare la notte, come se fossero il suo unico conforto.
Corrado, che di anni ne ha 22, non si preoccupa che il bar dove lavora sia un luogo accogliente: fa il necessario per guadagnare il suo stipendio, per poi tornarsene a casa.
L'uomo solo è un vecchio signore che, come Ernesto, va in giro la notte in cerca di un posto che lo faccia stare bene. Lui non crede più in niente e, proprio per questo, al "niente" dedicherà una preghiera.
Quello che il corto vuole comunicare è che, nel buio che a volte ci circonda, c’è sempre una luce, un appiglio, qualcosa che ci aggancia alla vita.
Lo stile
L’atmosfera sospesa del racconto ci sembra quella dei quadri di Edward Hopper, punto di riferimento visivo per la fotografia di questo corto. Hopper è stato un artista statunitense che ha ritratto la solitudine della società americana della prima metà del Novecento. Nighthawks (“I nottambuli”, 1942), con la sua atmosfera rarefatta e la sua luce tagliente che illumina i personaggi di colori artificiali, sottraendoli al buio della notte, diventa l’opera più vicina a “Un posto pulito, illuminato bene”.
La regia vuole restituire un senso di immobilità attraverso l’uso della steadycam, utilizzata in modo da rendere i movimenti morbidi e calibrati, le inquadrature prolungate attraverso piani sequenza. L’indugiare sui dettagli e sui primi piani, infine, vuole suggerire allo spettatore una vicinanza con l’animo dei protagonisti.
Chi c'è dietro al progetto
Siamo Teresa Lucente e Maria Clara Restivo, rispettivamente classe '84 e '86. Ci siamo conosciute durante il corso di Scrittura&Storytelling alla Scuola Holden di Torino e ci siamo subito rese conto che non avremmo resistito molto senza scrivere qualcosa insieme. Questo "qualcosa" è la sceneggiatura di Un posto pulito e illuminato bene.
Maria Clara
Maria Clara è una che cammina. Chilometri e chilometri. E poi descrive le sue esperienze nei social, sui blog, nei video e... nel suo primo libro: La strada da fare. In cammino nella regione che (non) c'è, dove "l'idea è di camminare un posto Non camminare verso, non camminare in Ma camminare un luogo preciso, il Molise" (http://www.neoedizioni.it/neo/...).
Teresa
Teresa è una che scrive (ma va anche in palestra). Scrive perché i suoi testi vengano tradotti in serie tv, web serie, lungometraggi, cortometraggi, documentari, e tutto quello che si colloca sotto la categoria di Audiovisivo. Da un suo soggetto e una sua sceneggiatura è nata una web serie - Forget it! A' le mac cine, - con la regia di Pietro Balla (https://www.youtube.com/channe...).
Come verranno utilizzati i fondi
I fondi ci aiuteranno a sostenere le spese di realizzazione del corto, che comprendono:
- il service che ci affitterà le telecamere e tutto il materiale tecnico;
- la troupe che lavorerà sul set per tre giorni e che comprende: direttore della fotografia, assistente alla regia, assistente operatore, fonico, scenografo, segretaria di edizione, costumista, truccatrice... e speriamo di non esserci dimenticate nessuno!
- gli attori, ovvero i tre protagonisti, più i quattro personaggi secondari, più le comparse;
- i professionisti che lavoreranno al montaggio del materiale girato, alla "color correction" e all'audio in post produzione;
- i musicisti di cui utilizzeremo i pezzi per la colonna sonora, e cioè i mitici Passenger + Xluve + Alberto Pastrone.
PS: regia e sceneggiatura sono fuori budget... le autrici si accontentano che il corto venga realizzato. Certo, se avanza qualcosa... una bottiglia di whisky per festeggiare ce la compriamo ; )
Spilletta con la scritta NIENTE NOSTRO CHE SEI NEL NIENTE + Visualizzazione in anteprima del corto + Ringraziamento nella pagina Facebook del progetto e nei titoli di coda del corto
Taccuino del viaggiatore + Visualizzazione in anteprima del corto + Ringraziamento nella pagina Facebook del progetto e nei titoli di coda del corto
T-shirt oppure tazza con la scritta NIENTE NOSTRO CHE SEI NEL NIENTE + Visualizzazione in anteprima del corto + Ringraziamento nella pagina Facebook del progetto e nei titoli di coda del corto
Collage fatto a mano con ritagli di riviste b/n ispirato al mondo di Hemingway (20x20 cm) + Visualizzazione in anteprima del corto + Ringraziamento nella pagina Facebook del progetto e nei titoli di coda del corto
Product placement, per i brand che vogliano mostrare il loro prodotto all'interno del cortometraggio:
- bottiglie di alcolici e superalcolici
- capi d'abbigliamento
- arredo e oggetti di design
- altro, da concordare
+ Pubblicità del brand sulla pagina Facebook del progetto + DVD del cortometraggio + Visualizzazione in anteprima del corto + Presenza nei titoli del corto
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Perché proprio questo racconto
Perché
un
lunedì mattina Emiliano Poddi lo
ha
letto ad
alta voce
e, da allora, non siamo più
riuscite
a togliercelo dalla testa. Perché l’intreccio imprevisto tra le
storie
dei personaggi ci
ha confermato quanto la vita sia transitoria, ma mai casuale.
Perché ci sembra che parli di noi, ma anche della società in cui viviamo.
Perché qui Hemingway sembra rivelare più che mai il suo mondo interiore: quell'esistenzialismo che mostra il suo culmine nella preghiera del Niente, un Padre Nostro dove “Niente” sostituisce “Padre”. Una preghiera blasfema.
Perché qui Hemingway sperimenta uno stile impeccabile, - teso, essenziale, secco, - che dà vita a quell’atmosfera sospesa e ovattata che diventerà il suo tratto tipico.
La trama
I protagonisti sono due camerieri che lavorano in un bar di notte e si vedono costretti a servire un whisky dopo l'altro a un uomo solo. Il cameriere ventenne non vuole dargli da bere, mentre quello trentenne sì, perché spesso è lui che, soffrendo d'insonnia, gira di notte e va a bere nei “posti puliti e illuminati bene”. Lui e l'uomo solo hanno in comune la capacità di sentire il “niente” dell'esistenza, tanto che alla fine, a questo niente dedicheranno una preghiera.
I temi e i protagonisti
Il corto non è ambientato nell'America degli anni Trenta ma nell'Italia contemporanea.
L'esistenzialismo del racconto di Hemingway diventa nel corto, sia qualcosa di personale – un “niente” che solo alcune persone possono sentire, – sia qualcosa di collettivo: quell’assenza di una prospettiva a lungo termine che avvertono soprattutto i trentenni, i quali hanno vissuto il passaggio dall’epoca della possibilità e quella del suo esaurirsi.
I tre protagonisti rappresentano un differente approccio a questo sentire:
Ernesto ha 32 anni e sente dentro di sé un vuoto. Per questo, va in cerca di locali “puliti e illuminati bene” dove passare la notte, come se fossero il suo unico conforto.
Corrado, che di anni ne ha 22, non si preoccupa che il bar dove lavora sia un luogo accogliente: fa il necessario per guadagnare il suo stipendio, per poi tornarsene a casa.
L'uomo solo è un vecchio signore che, come Ernesto, va in giro la notte in cerca di un posto che lo faccia stare bene. Lui non crede più in niente e, proprio per questo, al "niente" dedicherà una preghiera.
Quello che il corto vuole comunicare è che, nel buio che a volte ci circonda, c’è sempre una luce, un appiglio, qualcosa che ci aggancia alla vita.
Lo stile
L’atmosfera sospesa del racconto ci sembra quella dei quadri di Edward Hopper, punto di riferimento visivo per la fotografia di questo corto. Hopper è stato un artista statunitense che ha ritratto la solitudine della società americana della prima metà del Novecento. Nighthawks (“I nottambuli”, 1942), con la sua atmosfera rarefatta e la sua luce tagliente che illumina i personaggi di colori artificiali, sottraendoli al buio della notte, diventa l’opera più vicina a “Un posto pulito, illuminato bene”.
La regia vuole restituire un senso di immobilità attraverso l’uso della steadycam, utilizzata in modo da rendere i movimenti morbidi e calibrati, le inquadrature prolungate attraverso piani sequenza. L’indugiare sui dettagli e sui primi piani, infine, vuole suggerire allo spettatore una vicinanza con l’animo dei protagonisti.
Chi c'è dietro al progetto
Siamo Teresa Lucente e Maria Clara Restivo, rispettivamente classe '84 e '86. Ci siamo conosciute durante il corso di Scrittura&Storytelling alla Scuola Holden di Torino e ci siamo subito rese conto che non avremmo resistito molto senza scrivere qualcosa insieme. Questo "qualcosa" è la sceneggiatura di Un posto pulito e illuminato bene.
Maria Clara
Maria Clara è una che cammina. Chilometri e chilometri. E poi descrive le sue esperienze nei social, sui blog, nei video e... nel suo primo libro: La strada da fare. In cammino nella regione che (non) c'è, dove "l'idea è di camminare un posto Non camminare verso, non camminare in Ma camminare un luogo preciso, il Molise" (http://www.neoedizioni.it/neo/...).
Teresa
Teresa è una che scrive (ma va anche in palestra). Scrive perché i suoi testi vengano tradotti in serie tv, web serie, lungometraggi, cortometraggi, documentari, e tutto quello che si colloca sotto la categoria di Audiovisivo. Da un suo soggetto e una sua sceneggiatura è nata una web serie - Forget it! A' le mac cine, - con la regia di Pietro Balla (https://www.youtube.com/channe...).
Come verranno utilizzati i fondi
I fondi ci aiuteranno a sostenere le spese di realizzazione del corto, che comprendono:
- il service che ci affitterà le telecamere e tutto il materiale tecnico;
- la troupe che lavorerà sul set per tre giorni e che comprende: direttore della fotografia, assistente alla regia, assistente operatore, fonico, scenografo, segretaria di edizione, costumista, truccatrice... e speriamo di non esserci dimenticate nessuno!
- gli attori, ovvero i tre protagonisti, più i quattro personaggi secondari, più le comparse;
- i professionisti che lavoreranno al montaggio del materiale girato, alla "color correction" e all'audio in post produzione;
- i musicisti di cui utilizzeremo i pezzi per la colonna sonora, e cioè i mitici Passenger + Xluve + Alberto Pastrone.
PS: regia e sceneggiatura sono fuori budget... le autrici si accontentano che il corto venga realizzato. Certo, se avanza qualcosa... una bottiglia di whisky per festeggiare ce la compriamo ; )
GRAZIE!!!
GRAZIE a tutti i sostenitori del progetto "Un posto pulito e illuminato bene"!
Se abbiamo raggiunto il budget è perché siete generosi e avete creduto in noi.
GRAZIE 2!!!
Sulla nostra pagina Facebook abbiamo pubblicato la lista dei sostenitori del progetto: ci sei anche tu!
https://www.facebook.com/aclea...
Cogliamo l'occasione per dirti di nuovo grazie ; )
PS: Se il tuo nome è sbagliato, se vuoi cambiare o suggerire qualcosa... diccelo!
PPS: Presto invieremo le ricompense dovute, il tempo di selezionare, fare, impacchettare, stampare, inviare ; )
Perché proprio questo racconto
Perché
un
lunedì mattina Emiliano Poddi lo
ha
letto ad
alta voce
e, da allora, non siamo più
riuscite
a togliercelo dalla testa. Perché l’intreccio imprevisto tra le
storie
dei personaggi ci
ha confermato quanto la vita sia transitoria, ma mai casuale.
Perché ci sembra che parli di noi, ma anche della società in cui viviamo.
Perché qui Hemingway sembra rivelare più che mai il suo mondo interiore: quell'esistenzialismo che mostra il suo culmine nella preghiera del Niente, un Padre Nostro dove “Niente” sostituisce “Padre”. Una preghiera blasfema.
Perché qui Hemingway sperimenta uno stile impeccabile, - teso, essenziale, secco, - che dà vita a quell’atmosfera sospesa e ovattata che diventerà il suo tratto tipico.
La trama
I protagonisti sono due camerieri che lavorano in un bar di notte e si vedono costretti a servire un whisky dopo l'altro a un uomo solo. Il cameriere ventenne non vuole dargli da bere, mentre quello trentenne sì, perché spesso è lui che, soffrendo d'insonnia, gira di notte e va a bere nei “posti puliti e illuminati bene”. Lui e l'uomo solo hanno in comune la capacità di sentire il “niente” dell'esistenza, tanto che alla fine, a questo niente dedicheranno una preghiera.
I temi e i protagonisti
Il corto non è ambientato nell'America degli anni Trenta ma nell'Italia contemporanea.
L'esistenzialismo del racconto di Hemingway diventa nel corto, sia qualcosa di personale – un “niente” che solo alcune persone possono sentire, – sia qualcosa di collettivo: quell’assenza di una prospettiva a lungo termine che avvertono soprattutto i trentenni, i quali hanno vissuto il passaggio dall’epoca della possibilità e quella del suo esaurirsi.
I tre protagonisti rappresentano un differente approccio a questo sentire:
Ernesto ha 32 anni e sente dentro di sé un vuoto. Per questo, va in cerca di locali “puliti e illuminati bene” dove passare la notte, come se fossero il suo unico conforto.
Corrado, che di anni ne ha 22, non si preoccupa che il bar dove lavora sia un luogo accogliente: fa il necessario per guadagnare il suo stipendio, per poi tornarsene a casa.
L'uomo solo è un vecchio signore che, come Ernesto, va in giro la notte in cerca di un posto che lo faccia stare bene. Lui non crede più in niente e, proprio per questo, al "niente" dedicherà una preghiera.
Quello che il corto vuole comunicare è che, nel buio che a volte ci circonda, c’è sempre una luce, un appiglio, qualcosa che ci aggancia alla vita.
Lo stile
L’atmosfera sospesa del racconto ci sembra quella dei quadri di Edward Hopper, punto di riferimento visivo per la fotografia di questo corto. Hopper è stato un artista statunitense che ha ritratto la solitudine della società americana della prima metà del Novecento. Nighthawks (“I nottambuli”, 1942), con la sua atmosfera rarefatta e la sua luce tagliente che illumina i personaggi di colori artificiali, sottraendoli al buio della notte, diventa l’opera più vicina a “Un posto pulito, illuminato bene”.
La regia vuole restituire un senso di immobilità attraverso l’uso della steadycam, utilizzata in modo da rendere i movimenti morbidi e calibrati, le inquadrature prolungate attraverso piani sequenza. L’indugiare sui dettagli e sui primi piani, infine, vuole suggerire allo spettatore una vicinanza con l’animo dei protagonisti.
Chi c'è dietro al progetto
Siamo Teresa Lucente e Maria Clara Restivo, rispettivamente classe '84 e '86. Ci siamo conosciute durante il corso di Scrittura&Storytelling alla Scuola Holden di Torino e ci siamo subito rese conto che non avremmo resistito molto senza scrivere qualcosa insieme. Questo "qualcosa" è la sceneggiatura di Un posto pulito e illuminato bene.
Maria Clara
Maria Clara è una che cammina. Chilometri e chilometri. E poi descrive le sue esperienze nei social, sui blog, nei video e... nel suo primo libro: La strada da fare. In cammino nella regione che (non) c'è, dove "l'idea è di camminare un posto Non camminare verso, non camminare in Ma camminare un luogo preciso, il Molise" (http://www.neoedizioni.it/neo/...).
Teresa
Teresa è una che scrive (ma va anche in palestra). Scrive perché i suoi testi vengano tradotti in serie tv, web serie, lungometraggi, cortometraggi, documentari, e tutto quello che si colloca sotto la categoria di Audiovisivo. Da un suo soggetto e una sua sceneggiatura è nata una web serie - Forget it! A' le mac cine, - con la regia di Pietro Balla (https://www.youtube.com/channe...).
Come verranno utilizzati i fondi
I fondi ci aiuteranno a sostenere le spese di realizzazione del corto, che comprendono:
- il service che ci affitterà le telecamere e tutto il materiale tecnico;
- la troupe che lavorerà sul set per tre giorni e che comprende: direttore della fotografia, assistente alla regia, assistente operatore, fonico, scenografo, segretaria di edizione, costumista, truccatrice... e speriamo di non esserci dimenticate nessuno!
- gli attori, ovvero i tre protagonisti, più i quattro personaggi secondari, più le comparse;
- i professionisti che lavoreranno al montaggio del materiale girato, alla "color correction" e all'audio in post produzione;
- i musicisti di cui utilizzeremo i pezzi per la colonna sonora, e cioè i mitici Passenger + Xluve + Alberto Pastrone.
PS: regia e sceneggiatura sono fuori budget... le autrici si accontentano che il corto venga realizzato. Certo, se avanza qualcosa... una bottiglia di whisky per festeggiare ce la compriamo ; )
Spilletta con la scritta NIENTE NOSTRO CHE SEI NEL NIENTE + Visualizzazione in anteprima del corto + Ringraziamento nella pagina Facebook del progetto e nei titoli di coda del corto
Taccuino del viaggiatore + Visualizzazione in anteprima del corto + Ringraziamento nella pagina Facebook del progetto e nei titoli di coda del corto
T-shirt oppure tazza con la scritta NIENTE NOSTRO CHE SEI NEL NIENTE + Visualizzazione in anteprima del corto + Ringraziamento nella pagina Facebook del progetto e nei titoli di coda del corto
Collage fatto a mano con ritagli di riviste b/n ispirato al mondo di Hemingway (20x20 cm) + Visualizzazione in anteprima del corto + Ringraziamento nella pagina Facebook del progetto e nei titoli di coda del corto
Product placement, per i brand che vogliano mostrare il loro prodotto all'interno del cortometraggio:
- bottiglie di alcolici e superalcolici
- capi d'abbigliamento
- arredo e oggetti di design
- altro, da concordare
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GRAZIE!!!
GRAZIE a tutti i sostenitori del progetto "Un posto pulito e illuminato bene"!
Se abbiamo raggiunto il budget è perché siete generosi e avete creduto in noi.
GRAZIE 2!!!
Sulla nostra pagina Facebook abbiamo pubblicato la lista dei sostenitori del progetto: ci sei anche tu!
https://www.facebook.com/aclea...
Cogliamo l'occasione per dirti di nuovo grazie ; )
PS: Se il tuo nome è sbagliato, se vuoi cambiare o suggerire qualcosa... diccelo!
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