Ciao! Mi chiamo Fabio Giovinazzo, sono un regista indipendente e con il mio film "Lady Cobra - Una killer in blues” voglio trascinarti in un’avventura unica di scoperta. La forza di volontà che mi ha permesso di produrre, con la mia compagna e attrice Nicoletta Tanghèri, un lungometraggio diverso da e opposto a quanto istituzionalizzato dal cinema italiano di oggi. Il coraggio di comunicare attraverso la mia creatività, quasi come cura terapeutica. Non contaminato dal rumore di chi la pensa diversamente, è l’impegno verso un altro modo di fare cinema dove non alzo la voce con il budget ma cerco di farmi ascoltare.
Una ballata tra affari sporchi e colpi di pistola in cerca di vendetta
Una donna - veterana di guerra in congedo, disadattata ma idealista - alterna il lavoro come fioraia all'attività di killer a pagamento. Vestita di rosa, riceve i suoi clienti in un cimitero e si sposta su una Cobra degli anni Sessanta. Considerata la migliore, è conosciuta nell'ambiente con il nome di Lady Cobra e porta sempre a termine ogni incarico con la sua infallibile Smith & Wesson.
Il naufragio sentimentale con un uomo di cui è ancora invaghita, finisce per farla chiudere sempre più in se stessa. In questo modo comincia per la donna una claustrofobica discesa nel baratro della solitudine, decisamente in bilico sui margini della sanità mentale.
Un giorno si mette sulle tracce di un bambino, da lei visto per la prima volta quando un prete lo aveva avvicinato, con fare decisamente ambiguo, ai margini di un bosco. La successiva e terribile confessione porterà Lady Cobra a ribellarsi alle ingiustizie di una società sempre più depravata.
L’enigmatico ritratto di una solitudine al femminile
Intimo psicodramma che sposa un forte senso di alienazione, è l'enigmatico ritratto di una donna che cade senza respiro nell'abisso della solitudine. Quindi riflette una serie di ricostruzioni contestuali dal carattere lucido in grado di procedere seguendo un ritmo ipnotico: nascono, in questo modo e di buon grado, alchimie capaci di catturare lo sguardo di chi osserva.
Ogni inquadratura genera l'analisi di un'atmosfera dove il senso di vuoto - che stuzzica con irriverenza la vita di Lady Cobra - viene trasmesso con efficacia dall'ambiente e dalle situazioni. La solitudine può essere raccolta ovunque, ma soprattutto ha le forme cangianti di una vocazione che non può fare a meno di scendere a patti con un disturbo mentale nascosto.
Il film gioca sulla contrapposizione tra la donna infelice e squilibrata - nella ricerca inconscia di quei valori esistenziali che possono condurre alla salvezza dell'anima - e la società, rappresentata da vizi commercializzati e deformazioni intellettuali. Una forma di schiavismo legalizzato fin dalla nascita con la capacità di far annegare nella disperazione o nella follia omicida coloro che maggiormente sarebbero disponibili al Bene.
Il Cimitero Monumentale di Staglieno
La caratterizzazione psicologica della donna assassina - killer infallibile come una perfetta macchina da guerra - stringe alleanza con quell'indiscutibile fascino che il Cimitero Monumentale di Staglieno, massimo luogo di sepoltura a Genova, è in grado di sprigionare attraverso un suggestivo e romantico intreccio fra monumento, architetture, memorie storiche e natura.
Aperto ufficialmente al pubblico il 1° Gennaio 1851, sono numerosi i monumenti che a Staglieno tendono omaggio alla memoria di personaggi che hanno contribuito al progresso della storia, alla diffusione della cultura e al successo delle arti. Proprio come molteplici sono quelli costruiti per ricordare gli eccentrici protagonisti della tradizione popolare.
Da Ernest Hemingway, a Friedrich Nietzsche, da Oscar Wilde a Mark Twain, passando attraverso Elisabetta d’Austria ovvero l’imperatrice Sissi, amata e ribelle: sono di conseguenza molte le figure di valore internazionale che hanno avuto modo di visitare questo luogo - uno dei cimiteri monumentali più importanti d’Europa - dove la memoria è celebrata da ricche sfumature.
Cobra – La mitica spider 427
La Cobra nasce dalla geniale intuizione dell’americano Carrol Shelby che, esperto di competizioni, nei primi anni ’60 convince Henry Ford a fornire i suoi motori 8V alla britannica AC Cars per commercializzare una nuova grossa spider da destinare alle competizioni. Shelby impiegherà le Cobra nel Campionato Internazionale Gran Turismo, da lungo tempo ad appannaggio delle Ferrari. Dopo i tentativi del 1963 e 1964, vincerà il titolo nel 1965 con la più aereodinamica coupé “Daytona”. Il modello utilizzato nel film è la mitica spider 427, ultima evoluzione della Cobra dotata di motore da 7000 cc.
Rassegna stampa
Giovinazzo fa il suo cinema d’autore, unico e personale, ma al tempo stesso intenso e toccante per lo spettatore, che rimane incantato come un bambino che ascolta una fiaba e commosso dalla profondità dei sentimenti espressi.
Taxi drivers
Piccolo, ma interessante, stimolante e temerario film.
Web stampa 24
Il film è un prodotto indipendente che guarda alle ossessioni per la cultura pop di Quentin Tarantino, filtrandole attraverso l’espressionismo simbolico di David Lynch.
Insider trend.it
Opera autarchica e sfrontata.
Cineclandestino
La recitazione ovvero l’arte che svela i personaggi
Protagonista principale del film è Nicoletta Tanghèri, bravissima attrice in grado con la sua profonda e acclamata interpretazione di porre sotto efficace analisi le caratteristiche fisiche e gli arabeschi mentali di una figura femminile – Lady Cobra – decisamente non facile da approcciare e da comprendere.
Dal cinema al teatro passando per la televisione, il cast può vantare la partecipazione di un gruppo attoriale che dona radicata esperienza e notevole bravura allo sviluppo narrativo. Accanto a Nicoletta, in ruoli dal profumo ambiguo ci sono Andrea Benfante, Raffaele Casagrande, Paolo Drago, Anna Giarrocco, Paola Bazurro, Fabio Taddi. Poi il piccolo Gabriele Bartoletti, per la prima volta sul grande schermo. Quindi le voci di Davide Aloi e di Antonio Carletti.
Grazie Adriano
Prezioso e commovente, il cameo di Adriano Aprà nel film ha già il fascino di una malinconia che, pur in alto grado dolorosa, cede nel farsi lambire da quella luccicanza che proprio il grande critico cinematografico sapeva diffondere con garbo.
Critico cinematografico tra i più noti della storia in Italia, è stato capace di elevarsi per anni ad imprescindibile punto di riferimento nel cinema italiano per la scoperta di nuove tendenze e per la valorizzazione di nuovi autori. Impegnato più volte anche come attore, è scomparso a Roma nello scorso mese di Aprile all’età di 83 anni.
La musica che rafforza l’immagine, oltre l’accompagnamento
Il rapporto con le immagini diventa più espressivo attraverso il linguaggio musicale.
Il ritmo di quel blues che guida i sentimenti - facendo cantare l’anima, generando emozioni fuori dall’ordinario - è di Joe Valeriano, una delle figure più importanti e carismatiche del panorama nazionale, nel quale opera da più di trent’anni con la sua voce e con la sua immancabile Stratocaster.
E poi c’è il linguaggio fortemente emotivo di Silvia Tavascia – in passato cantante della gothic metal band Demonia e degli Altherea – che evoca sensazioni sui cui riflettere in modo profondo, seguendo un processo creativo decisamente intimo, personale.
Vi racconto chi sono – FABIO GIOVINAZZO
Nato a Genova e laureato in Storia Contemporanea, sono regista cinematografico e scrittore. Lavoro nel mondo della scuola come maestro di sostegno, portando avanti anche progetti di potenziamento artistico, quindi uso la cinematografia adattandola alla mia personalità. Premiato in molte occasioni, il mio cinema rappresenta figure e condizioni marginali quindi mette in evidenza paradossi artistici e celebra narrazioni sospese tra sogno e realtà. Una forma di linguaggio - quello cinematografico oltre a quello letterario - che mi permette di comunicare con gli altri manifestando il mio pensiero con la mia curiosità, affrontando le mie paure con la mia voglia di giocare. Con il nome d'arte di Jovì realizzo opere tra fotografia e pittura.
L’importanza del vostro aiuto: perché?
Perché è un film che già esiste: concluso nelle riprese, arricchito nel montaggio e perfezionato nella post produzione.
Perché io e la mia compagna lo abbiamo prodotto attraverso grandi sforzi economici, ed è quindi un vero e proprio film indipendente.
Perché alcune importanti sale cinematografiche della Liguria hanno già proiettato il film, riconoscendone di fatto un valore importante sul quale investire.
Perché le donazioni che speriamo di ottenere andranno interamente a coprire i costi di quella strategia necessaria per distribuire il film al di fuori della Liguria, arrivando in più regioni e città possibili. Senza ovviamente dimenticare i festival nazionali e quelli di respiro internazionale. Quindi la natura suggestiva delle ricompense: opere d'arte fotografica, magliette speciali e un qualcosa di suggestivo che vi porterà direttamente sulla bellissima spider 427. E tanto altro ancora!
Perché lavori cinematografici come questo possono avere la possibilità di sopravvivere e di comunicare alla gente solo attraverso l’aiuto di chi ama il cinema in modo genuino, sfidando così una realtà cinematografica sempre più stretta nelle mani di un potere esclusivo e privilegiato.
Scheda del film
Lady Cobra – Una killer in blues
Regia: Fabio Giovinazzo; soggetto: Fabio Giovinazzo; sceneggiatura: Fabio Giovinazzo; collaborazione alla sceneggiatura: Antonio Lusci, Alessandra Chiodi; interpreti: Nicoletta Tanghèri, Adriano Aprà, Gabriele Bartoletti, Paola Bazurro, Andrea Benfante, Raffaele Casagrande, Paolo Drago, Anna Giarrocco, Fabio Taddi; e con Davide Aloi (voce), Antonio Carletti (voce); montaggio: Lucio Basadonne, A.B., Fabio Giovinazzo; direttore della fotografia: Andrea Bertero; musiche: Joe Valeriano, Silvia Tavascia; fonico: Stefano Agnini; post produzione: Lucio Basadonne; operatore: Andrea Bertero; assistente operatore e making of: Giulia Savi; make up: Leonardo Ciapica, Sabrina Totaro; illustrazione: Niccolò Pizzorno; fotografo di scena: Davide Costanzi; produzione: Fabio Giovinazzo, Nicoletta Tanghèri; durata: 83'; anno: 2024.
Nome nei titoli di coda del lungometraggio
Nome nei titoli di coda del lungometraggio
Cartolina digitale di ringraziamento
Nome nei titoli di coda del lungometraggio
Cartolina digitale di ringraziamento
Locandina digitale del film firmata dal regista Fabio Giovinazzo e dalla protagonista Nicoletta Tanghèri
Nome nei titoli di coda del lungometraggio
Locandina digitale del film firmata dal regista Fabio Giovinazzo e dalla protagonista Nicoletta Tanghèri
DVD dell’opera realizzato in edizione speciale
Nome nei titoli di coda del lungometraggio
Locandina digitale del film firmata dal regista Fabio Giovinazzo e dalla protagonista Nicoletta Tanghèri
DVD dell’opera realizzato in edizione speciale
T-shirt con Lady Cobra in azione per una serie a tiratura limitata
Nome nei titoli di coda del lungometraggio
Locandina digitale del film firmata dal regista Fabio Giovinazzo e dalla protagonista Nicoletta Tanghèri
DVD dell’opera realizzato in edizione speciale
Opera d’arte fotografica realizzata dal regista Fabio Giovinazzo (che qui si firma Jovì)
Nome nei titoli di coda del lungometraggio
Locandina digitale del film firmata dal regista Fabio Giovinazzo e dalla protagonista Nicoletta Tanghèri
DVD dell’opera realizzato in edizione speciale
Un giro in strada da passeggero sulla Cobra, la mitica spider 427 del film (no rimborso spese di viaggio per chi viene da fuori Genova)
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Ciao! Mi chiamo Fabio Giovinazzo, sono un regista indipendente e con il mio film "Lady Cobra - Una killer in blues” voglio trascinarti in un’avventura unica di scoperta. La forza di volontà che mi ha permesso di produrre, con la mia compagna e attrice Nicoletta Tanghèri, un lungometraggio diverso da e opposto a quanto istituzionalizzato dal cinema italiano di oggi. Il coraggio di comunicare attraverso la mia creatività, quasi come cura terapeutica. Non contaminato dal rumore di chi la pensa diversamente, è l’impegno verso un altro modo di fare cinema dove non alzo la voce con il budget ma cerco di farmi ascoltare.
Una ballata tra affari sporchi e colpi di pistola in cerca di vendetta
Una donna - veterana di guerra in congedo, disadattata ma idealista - alterna il lavoro come fioraia all'attività di killer a pagamento. Vestita di rosa, riceve i suoi clienti in un cimitero e si sposta su una Cobra degli anni Sessanta. Considerata la migliore, è conosciuta nell'ambiente con il nome di Lady Cobra e porta sempre a termine ogni incarico con la sua infallibile Smith & Wesson.
Il naufragio sentimentale con un uomo di cui è ancora invaghita, finisce per farla chiudere sempre più in se stessa. In questo modo comincia per la donna una claustrofobica discesa nel baratro della solitudine, decisamente in bilico sui margini della sanità mentale.
Un giorno si mette sulle tracce di un bambino, da lei visto per la prima volta quando un prete lo aveva avvicinato, con fare decisamente ambiguo, ai margini di un bosco. La successiva e terribile confessione porterà Lady Cobra a ribellarsi alle ingiustizie di una società sempre più depravata.
L’enigmatico ritratto di una solitudine al femminile
Intimo psicodramma che sposa un forte senso di alienazione, è l'enigmatico ritratto di una donna che cade senza respiro nell'abisso della solitudine. Quindi riflette una serie di ricostruzioni contestuali dal carattere lucido in grado di procedere seguendo un ritmo ipnotico: nascono, in questo modo e di buon grado, alchimie capaci di catturare lo sguardo di chi osserva.
Ogni inquadratura genera l'analisi di un'atmosfera dove il senso di vuoto - che stuzzica con irriverenza la vita di Lady Cobra - viene trasmesso con efficacia dall'ambiente e dalle situazioni. La solitudine può essere raccolta ovunque, ma soprattutto ha le forme cangianti di una vocazione che non può fare a meno di scendere a patti con un disturbo mentale nascosto.
Il film gioca sulla contrapposizione tra la donna infelice e squilibrata - nella ricerca inconscia di quei valori esistenziali che possono condurre alla salvezza dell'anima - e la società, rappresentata da vizi commercializzati e deformazioni intellettuali. Una forma di schiavismo legalizzato fin dalla nascita con la capacità di far annegare nella disperazione o nella follia omicida coloro che maggiormente sarebbero disponibili al Bene.
Il Cimitero Monumentale di Staglieno
La caratterizzazione psicologica della donna assassina - killer infallibile come una perfetta macchina da guerra - stringe alleanza con quell'indiscutibile fascino che il Cimitero Monumentale di Staglieno, massimo luogo di sepoltura a Genova, è in grado di sprigionare attraverso un suggestivo e romantico intreccio fra monumento, architetture, memorie storiche e natura.
Aperto ufficialmente al pubblico il 1° Gennaio 1851, sono numerosi i monumenti che a Staglieno tendono omaggio alla memoria di personaggi che hanno contribuito al progresso della storia, alla diffusione della cultura e al successo delle arti. Proprio come molteplici sono quelli costruiti per ricordare gli eccentrici protagonisti della tradizione popolare.
Da Ernest Hemingway, a Friedrich Nietzsche, da Oscar Wilde a Mark Twain, passando attraverso Elisabetta d’Austria ovvero l’imperatrice Sissi, amata e ribelle: sono di conseguenza molte le figure di valore internazionale che hanno avuto modo di visitare questo luogo - uno dei cimiteri monumentali più importanti d’Europa - dove la memoria è celebrata da ricche sfumature.
Cobra – La mitica spider 427
La Cobra nasce dalla geniale intuizione dell’americano Carrol Shelby che, esperto di competizioni, nei primi anni ’60 convince Henry Ford a fornire i suoi motori 8V alla britannica AC Cars per commercializzare una nuova grossa spider da destinare alle competizioni. Shelby impiegherà le Cobra nel Campionato Internazionale Gran Turismo, da lungo tempo ad appannaggio delle Ferrari. Dopo i tentativi del 1963 e 1964, vincerà il titolo nel 1965 con la più aereodinamica coupé “Daytona”. Il modello utilizzato nel film è la mitica spider 427, ultima evoluzione della Cobra dotata di motore da 7000 cc.
Rassegna stampa
Giovinazzo fa il suo cinema d’autore, unico e personale, ma al tempo stesso intenso e toccante per lo spettatore, che rimane incantato come un bambino che ascolta una fiaba e commosso dalla profondità dei sentimenti espressi.
Taxi drivers
Piccolo, ma interessante, stimolante e temerario film.
Web stampa 24
Il film è un prodotto indipendente che guarda alle ossessioni per la cultura pop di Quentin Tarantino, filtrandole attraverso l’espressionismo simbolico di David Lynch.
Insider trend.it
Opera autarchica e sfrontata.
Cineclandestino
La recitazione ovvero l’arte che svela i personaggi
Protagonista principale del film è Nicoletta Tanghèri, bravissima attrice in grado con la sua profonda e acclamata interpretazione di porre sotto efficace analisi le caratteristiche fisiche e gli arabeschi mentali di una figura femminile – Lady Cobra – decisamente non facile da approcciare e da comprendere.
Dal cinema al teatro passando per la televisione, il cast può vantare la partecipazione di un gruppo attoriale che dona radicata esperienza e notevole bravura allo sviluppo narrativo. Accanto a Nicoletta, in ruoli dal profumo ambiguo ci sono Andrea Benfante, Raffaele Casagrande, Paolo Drago, Anna Giarrocco, Paola Bazurro, Fabio Taddi. Poi il piccolo Gabriele Bartoletti, per la prima volta sul grande schermo. Quindi le voci di Davide Aloi e di Antonio Carletti.
Grazie Adriano
Prezioso e commovente, il cameo di Adriano Aprà nel film ha già il fascino di una malinconia che, pur in alto grado dolorosa, cede nel farsi lambire da quella luccicanza che proprio il grande critico cinematografico sapeva diffondere con garbo.
Critico cinematografico tra i più noti della storia in Italia, è stato capace di elevarsi per anni ad imprescindibile punto di riferimento nel cinema italiano per la scoperta di nuove tendenze e per la valorizzazione di nuovi autori. Impegnato più volte anche come attore, è scomparso a Roma nello scorso mese di Aprile all’età di 83 anni.
La musica che rafforza l’immagine, oltre l’accompagnamento
Il rapporto con le immagini diventa più espressivo attraverso il linguaggio musicale.
Il ritmo di quel blues che guida i sentimenti - facendo cantare l’anima, generando emozioni fuori dall’ordinario - è di Joe Valeriano, una delle figure più importanti e carismatiche del panorama nazionale, nel quale opera da più di trent’anni con la sua voce e con la sua immancabile Stratocaster.
E poi c’è il linguaggio fortemente emotivo di Silvia Tavascia – in passato cantante della gothic metal band Demonia e degli Altherea – che evoca sensazioni sui cui riflettere in modo profondo, seguendo un processo creativo decisamente intimo, personale.
Vi racconto chi sono – FABIO GIOVINAZZO
Nato a Genova e laureato in Storia Contemporanea, sono regista cinematografico e scrittore. Lavoro nel mondo della scuola come maestro di sostegno, portando avanti anche progetti di potenziamento artistico, quindi uso la cinematografia adattandola alla mia personalità. Premiato in molte occasioni, il mio cinema rappresenta figure e condizioni marginali quindi mette in evidenza paradossi artistici e celebra narrazioni sospese tra sogno e realtà. Una forma di linguaggio - quello cinematografico oltre a quello letterario - che mi permette di comunicare con gli altri manifestando il mio pensiero con la mia curiosità, affrontando le mie paure con la mia voglia di giocare. Con il nome d'arte di Jovì realizzo opere tra fotografia e pittura.
L’importanza del vostro aiuto: perché?
Perché è un film che già esiste: concluso nelle riprese, arricchito nel montaggio e perfezionato nella post produzione.
Perché io e la mia compagna lo abbiamo prodotto attraverso grandi sforzi economici, ed è quindi un vero e proprio film indipendente.
Perché alcune importanti sale cinematografiche della Liguria hanno già proiettato il film, riconoscendone di fatto un valore importante sul quale investire.
Perché le donazioni che speriamo di ottenere andranno interamente a coprire i costi di quella strategia necessaria per distribuire il film al di fuori della Liguria, arrivando in più regioni e città possibili. Senza ovviamente dimenticare i festival nazionali e quelli di respiro internazionale. Quindi la natura suggestiva delle ricompense: opere d'arte fotografica, magliette speciali e un qualcosa di suggestivo che vi porterà direttamente sulla bellissima spider 427. E tanto altro ancora!
Perché lavori cinematografici come questo possono avere la possibilità di sopravvivere e di comunicare alla gente solo attraverso l’aiuto di chi ama il cinema in modo genuino, sfidando così una realtà cinematografica sempre più stretta nelle mani di un potere esclusivo e privilegiato.
Scheda del film
Lady Cobra – Una killer in blues
Regia: Fabio Giovinazzo; soggetto: Fabio Giovinazzo; sceneggiatura: Fabio Giovinazzo; collaborazione alla sceneggiatura: Antonio Lusci, Alessandra Chiodi; interpreti: Nicoletta Tanghèri, Adriano Aprà, Gabriele Bartoletti, Paola Bazurro, Andrea Benfante, Raffaele Casagrande, Paolo Drago, Anna Giarrocco, Fabio Taddi; e con Davide Aloi (voce), Antonio Carletti (voce); montaggio: Lucio Basadonne, A.B., Fabio Giovinazzo; direttore della fotografia: Andrea Bertero; musiche: Joe Valeriano, Silvia Tavascia; fonico: Stefano Agnini; post produzione: Lucio Basadonne; operatore: Andrea Bertero; assistente operatore e making of: Giulia Savi; make up: Leonardo Ciapica, Sabrina Totaro; illustrazione: Niccolò Pizzorno; fotografo di scena: Davide Costanzi; produzione: Fabio Giovinazzo, Nicoletta Tanghèri; durata: 83'; anno: 2024.
Ciao! Mi chiamo Fabio Giovinazzo, sono un regista indipendente e con il mio film "Lady Cobra - Una killer in blues” voglio trascinarti in un’avventura unica di scoperta. La forza di volontà che mi ha permesso di produrre, con la mia compagna e attrice Nicoletta Tanghèri, un lungometraggio diverso da e opposto a quanto istituzionalizzato dal cinema italiano di oggi. Il coraggio di comunicare attraverso la mia creatività, quasi come cura terapeutica. Non contaminato dal rumore di chi la pensa diversamente, è l’impegno verso un altro modo di fare cinema dove non alzo la voce con il budget ma cerco di farmi ascoltare.
Una ballata tra affari sporchi e colpi di pistola in cerca di vendetta
Una donna - veterana di guerra in congedo, disadattata ma idealista - alterna il lavoro come fioraia all'attività di killer a pagamento. Vestita di rosa, riceve i suoi clienti in un cimitero e si sposta su una Cobra degli anni Sessanta. Considerata la migliore, è conosciuta nell'ambiente con il nome di Lady Cobra e porta sempre a termine ogni incarico con la sua infallibile Smith & Wesson.
Il naufragio sentimentale con un uomo di cui è ancora invaghita, finisce per farla chiudere sempre più in se stessa. In questo modo comincia per la donna una claustrofobica discesa nel baratro della solitudine, decisamente in bilico sui margini della sanità mentale.
Un giorno si mette sulle tracce di un bambino, da lei visto per la prima volta quando un prete lo aveva avvicinato, con fare decisamente ambiguo, ai margini di un bosco. La successiva e terribile confessione porterà Lady Cobra a ribellarsi alle ingiustizie di una società sempre più depravata.
L’enigmatico ritratto di una solitudine al femminile
Intimo psicodramma che sposa un forte senso di alienazione, è l'enigmatico ritratto di una donna che cade senza respiro nell'abisso della solitudine. Quindi riflette una serie di ricostruzioni contestuali dal carattere lucido in grado di procedere seguendo un ritmo ipnotico: nascono, in questo modo e di buon grado, alchimie capaci di catturare lo sguardo di chi osserva.
Ogni inquadratura genera l'analisi di un'atmosfera dove il senso di vuoto - che stuzzica con irriverenza la vita di Lady Cobra - viene trasmesso con efficacia dall'ambiente e dalle situazioni. La solitudine può essere raccolta ovunque, ma soprattutto ha le forme cangianti di una vocazione che non può fare a meno di scendere a patti con un disturbo mentale nascosto.
Il film gioca sulla contrapposizione tra la donna infelice e squilibrata - nella ricerca inconscia di quei valori esistenziali che possono condurre alla salvezza dell'anima - e la società, rappresentata da vizi commercializzati e deformazioni intellettuali. Una forma di schiavismo legalizzato fin dalla nascita con la capacità di far annegare nella disperazione o nella follia omicida coloro che maggiormente sarebbero disponibili al Bene.
Il Cimitero Monumentale di Staglieno
La caratterizzazione psicologica della donna assassina - killer infallibile come una perfetta macchina da guerra - stringe alleanza con quell'indiscutibile fascino che il Cimitero Monumentale di Staglieno, massimo luogo di sepoltura a Genova, è in grado di sprigionare attraverso un suggestivo e romantico intreccio fra monumento, architetture, memorie storiche e natura.
Aperto ufficialmente al pubblico il 1° Gennaio 1851, sono numerosi i monumenti che a Staglieno tendono omaggio alla memoria di personaggi che hanno contribuito al progresso della storia, alla diffusione della cultura e al successo delle arti. Proprio come molteplici sono quelli costruiti per ricordare gli eccentrici protagonisti della tradizione popolare.
Da Ernest Hemingway, a Friedrich Nietzsche, da Oscar Wilde a Mark Twain, passando attraverso Elisabetta d’Austria ovvero l’imperatrice Sissi, amata e ribelle: sono di conseguenza molte le figure di valore internazionale che hanno avuto modo di visitare questo luogo - uno dei cimiteri monumentali più importanti d’Europa - dove la memoria è celebrata da ricche sfumature.
Cobra – La mitica spider 427
La Cobra nasce dalla geniale intuizione dell’americano Carrol Shelby che, esperto di competizioni, nei primi anni ’60 convince Henry Ford a fornire i suoi motori 8V alla britannica AC Cars per commercializzare una nuova grossa spider da destinare alle competizioni. Shelby impiegherà le Cobra nel Campionato Internazionale Gran Turismo, da lungo tempo ad appannaggio delle Ferrari. Dopo i tentativi del 1963 e 1964, vincerà il titolo nel 1965 con la più aereodinamica coupé “Daytona”. Il modello utilizzato nel film è la mitica spider 427, ultima evoluzione della Cobra dotata di motore da 7000 cc.
Rassegna stampa
Giovinazzo fa il suo cinema d’autore, unico e personale, ma al tempo stesso intenso e toccante per lo spettatore, che rimane incantato come un bambino che ascolta una fiaba e commosso dalla profondità dei sentimenti espressi.
Taxi drivers
Piccolo, ma interessante, stimolante e temerario film.
Web stampa 24
Il film è un prodotto indipendente che guarda alle ossessioni per la cultura pop di Quentin Tarantino, filtrandole attraverso l’espressionismo simbolico di David Lynch.
Insider trend.it
Opera autarchica e sfrontata.
Cineclandestino
La recitazione ovvero l’arte che svela i personaggi
Protagonista principale del film è Nicoletta Tanghèri, bravissima attrice in grado con la sua profonda e acclamata interpretazione di porre sotto efficace analisi le caratteristiche fisiche e gli arabeschi mentali di una figura femminile – Lady Cobra – decisamente non facile da approcciare e da comprendere.
Dal cinema al teatro passando per la televisione, il cast può vantare la partecipazione di un gruppo attoriale che dona radicata esperienza e notevole bravura allo sviluppo narrativo. Accanto a Nicoletta, in ruoli dal profumo ambiguo ci sono Andrea Benfante, Raffaele Casagrande, Paolo Drago, Anna Giarrocco, Paola Bazurro, Fabio Taddi. Poi il piccolo Gabriele Bartoletti, per la prima volta sul grande schermo. Quindi le voci di Davide Aloi e di Antonio Carletti.
Grazie Adriano
Prezioso e commovente, il cameo di Adriano Aprà nel film ha già il fascino di una malinconia che, pur in alto grado dolorosa, cede nel farsi lambire da quella luccicanza che proprio il grande critico cinematografico sapeva diffondere con garbo.
Critico cinematografico tra i più noti della storia in Italia, è stato capace di elevarsi per anni ad imprescindibile punto di riferimento nel cinema italiano per la scoperta di nuove tendenze e per la valorizzazione di nuovi autori. Impegnato più volte anche come attore, è scomparso a Roma nello scorso mese di Aprile all’età di 83 anni.
La musica che rafforza l’immagine, oltre l’accompagnamento
Il rapporto con le immagini diventa più espressivo attraverso il linguaggio musicale.
Il ritmo di quel blues che guida i sentimenti - facendo cantare l’anima, generando emozioni fuori dall’ordinario - è di Joe Valeriano, una delle figure più importanti e carismatiche del panorama nazionale, nel quale opera da più di trent’anni con la sua voce e con la sua immancabile Stratocaster.
E poi c’è il linguaggio fortemente emotivo di Silvia Tavascia – in passato cantante della gothic metal band Demonia e degli Altherea – che evoca sensazioni sui cui riflettere in modo profondo, seguendo un processo creativo decisamente intimo, personale.
Vi racconto chi sono – FABIO GIOVINAZZO
Nato a Genova e laureato in Storia Contemporanea, sono regista cinematografico e scrittore. Lavoro nel mondo della scuola come maestro di sostegno, portando avanti anche progetti di potenziamento artistico, quindi uso la cinematografia adattandola alla mia personalità. Premiato in molte occasioni, il mio cinema rappresenta figure e condizioni marginali quindi mette in evidenza paradossi artistici e celebra narrazioni sospese tra sogno e realtà. Una forma di linguaggio - quello cinematografico oltre a quello letterario - che mi permette di comunicare con gli altri manifestando il mio pensiero con la mia curiosità, affrontando le mie paure con la mia voglia di giocare. Con il nome d'arte di Jovì realizzo opere tra fotografia e pittura.
L’importanza del vostro aiuto: perché?
Perché è un film che già esiste: concluso nelle riprese, arricchito nel montaggio e perfezionato nella post produzione.
Perché io e la mia compagna lo abbiamo prodotto attraverso grandi sforzi economici, ed è quindi un vero e proprio film indipendente.
Perché alcune importanti sale cinematografiche della Liguria hanno già proiettato il film, riconoscendone di fatto un valore importante sul quale investire.
Perché le donazioni che speriamo di ottenere andranno interamente a coprire i costi di quella strategia necessaria per distribuire il film al di fuori della Liguria, arrivando in più regioni e città possibili. Senza ovviamente dimenticare i festival nazionali e quelli di respiro internazionale. Quindi la natura suggestiva delle ricompense: opere d'arte fotografica, magliette speciali e un qualcosa di suggestivo che vi porterà direttamente sulla bellissima spider 427. E tanto altro ancora!
Perché lavori cinematografici come questo possono avere la possibilità di sopravvivere e di comunicare alla gente solo attraverso l’aiuto di chi ama il cinema in modo genuino, sfidando così una realtà cinematografica sempre più stretta nelle mani di un potere esclusivo e privilegiato.
Scheda del film
Lady Cobra – Una killer in blues
Regia: Fabio Giovinazzo; soggetto: Fabio Giovinazzo; sceneggiatura: Fabio Giovinazzo; collaborazione alla sceneggiatura: Antonio Lusci, Alessandra Chiodi; interpreti: Nicoletta Tanghèri, Adriano Aprà, Gabriele Bartoletti, Paola Bazurro, Andrea Benfante, Raffaele Casagrande, Paolo Drago, Anna Giarrocco, Fabio Taddi; e con Davide Aloi (voce), Antonio Carletti (voce); montaggio: Lucio Basadonne, A.B., Fabio Giovinazzo; direttore della fotografia: Andrea Bertero; musiche: Joe Valeriano, Silvia Tavascia; fonico: Stefano Agnini; post produzione: Lucio Basadonne; operatore: Andrea Bertero; assistente operatore e making of: Giulia Savi; make up: Leonardo Ciapica, Sabrina Totaro; illustrazione: Niccolò Pizzorno; fotografo di scena: Davide Costanzi; produzione: Fabio Giovinazzo, Nicoletta Tanghèri; durata: 83'; anno: 2024.
Nome nei titoli di coda del lungometraggio
Nome nei titoli di coda del lungometraggio
Cartolina digitale di ringraziamento
Nome nei titoli di coda del lungometraggio
Cartolina digitale di ringraziamento
Locandina digitale del film firmata dal regista Fabio Giovinazzo e dalla protagonista Nicoletta Tanghèri
Nome nei titoli di coda del lungometraggio
Locandina digitale del film firmata dal regista Fabio Giovinazzo e dalla protagonista Nicoletta Tanghèri
DVD dell’opera realizzato in edizione speciale
Nome nei titoli di coda del lungometraggio
Locandina digitale del film firmata dal regista Fabio Giovinazzo e dalla protagonista Nicoletta Tanghèri
DVD dell’opera realizzato in edizione speciale
T-shirt con Lady Cobra in azione per una serie a tiratura limitata
Nome nei titoli di coda del lungometraggio
Locandina digitale del film firmata dal regista Fabio Giovinazzo e dalla protagonista Nicoletta Tanghèri
DVD dell’opera realizzato in edizione speciale
Opera d’arte fotografica realizzata dal regista Fabio Giovinazzo (che qui si firma Jovì)
Nome nei titoli di coda del lungometraggio
Locandina digitale del film firmata dal regista Fabio Giovinazzo e dalla protagonista Nicoletta Tanghèri
DVD dell’opera realizzato in edizione speciale
Un giro in strada da passeggero sulla Cobra, la mitica spider 427 del film (no rimborso spese di viaggio per chi viene da fuori Genova)