Dal 9 dicembre 2024 al 9 gennaio 2025, Coop e Unhcr insieme per sostenere le popolazioni colpite dai conflitti.
“Coop For Refugees” è la campagna di solidarietà promossa da Coop a sostegno di Unhcr per aiutare concretamente i civili nelle principali zone di guerra. Nei 56 paesi oggi in guerra, paesi in cui giungono sempre più armi e sempre meno aiuti, ci sono 123 milioni di persone in fuga o in stato di grave necessità e il numero potrebbe salire a 130 milioni entro la fine dell’anno.
Lo stanziamento di partenza è 200.000 euro che tutte le cooperative di consumatori hanno già messo a disposizione, sul quale andranno a sommarsi le donazioni aggiuntive.
L’obiettivo è raggiungere la soglia di 250.000 euro grazie al contributo di tutta la comunità, per fornire un aiuto utile al miglioramento delle condizioni delle popolazioni colpite dai conflitti, tra gli altri, in Libano, Ucraina, Sudan e Gaza.
Quest'ultima riceverà il sostegno mediante la realtà egiziana della C.R.I., Mezzaluna Rossa Egiziana.
In particolare, con il raggiungimento dell'obiettivo di 250.000 euro, saranno:
- consegnati 500 kit di emergenza in Libano (materassi, lampade solari o set per le cucine da campo) a 2.500 famiglie,
- offerti sostegni economici a 920 famiglie ucraine, per provvedere ai loro bisogni più urgenti, inclusi cibo, medicine e altro,
- acquistate 750 tende per le popolazioni in fuga in Sudan,
- erogati beni di prima necessità per la popolazione di Gaza (500 kit).
Coop è una delle insegne leader della distribuzione italiana (16,4 miliardi il giro d’affari complessivo nel 2023). Con 6,2 milioni di soci, oltre un quarto delle famiglie italiane è proprietaria delle 75 cooperative associate a marchio Coop. Le cooperative di consumatori con le loro attività sui territori uniscono alle logiche economiche obiettivi di responsabilità sociale.
Le campagne di solidarietà sono parte integrante della missione cooperativa.
Unhcr, Agenzia ONU per i Rifugiati, è la principale organizzazione al mondo impegnata in prima linea a salvare vite umane, a proteggere i diritti di milioni di rifugiati, sfollati e apolidi, a costruire per loro un futuro migliore. Lavora in 137 Paesi del mondo e si occupa di oltre 89 milioni di persone. La sua azione è stata riconosciuta da due Premi Nobel per la Pace, il primo assegnato nel 1954, il secondo nel 1981.
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LIBANO
Il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah è stato annunciato il 26 novembre sera, con effetto dalle 4 del mattino del 27 novembre.
Le autorità libanesi parlano di 1,3 milioni di persone colpite direttamente e sradicate dalle loro case a causa del conflitto, mentre al 25 novembre, prima del cessate il fuoco, secondo il monitoraggio congiunto dell'OIM e dell'UNHCR quasi 900 mila libanesi e siriani erano sfollati all'interno del Libano.
A due mesi dall’escalation delle ostilità in Libano, quasi 4000 persone sono state uccise, oltre 16.000 ferite. Le ostilità hanno lacerato innumerevoli vite, creando sfide devastanti per la protezione e lasciando molti vulnerabili e in grave pericolo.
Con il crollo delle temperature, le condizioni umanitarie delle persone in fuga peggioreranno. Il freddo e le forti piogge stanno aggravando la situazione di un numero enorme di persone vulnerabili, costrette a fuggire dalle loro case. Tra i loro bisogni più urgenti ci sono un riparo adeguato e l’assistenza invernale.
Inoltre, nelle ultime settimane oltre 562.000 persone hanno attraversato il confine e raggiunto la Siria per via della violenza in Libano. La maggior parte dei nuovi arrivati (80%) sono donne e bambini.
Le priorità nel Paese al momento sono alloggi di emergenza, beni essenziali, cibo, cure mediche. UNHCR è in prima linea nel Paese e, dal 23 settembre, ha fornito beni essenziali per la sopravvivenza, alloggi di emergenza, protezione e altri servizi vitali a oltre 510.000 persone. Abbiamo migliorato i rifugi collettivi che ospitano gli sfollati e fornito coperte e vestiti caldi. La risposta di UNHCR continua a modularsi in base all'evolversi della situazione e, in coordinamento con le autorità e gli altri attori umanitari, continua a garantire e a chiedere un accesso equo all’assistenza umanitaria.
UCRAINA
Superato il triste traguardo dei 1.000 giorni dall’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Federazione Russa, i bisogni della popolazione aumentano per via degli intensi attacchi e dell’arrivo di un’altra estenuante stagione invernale. Nel Paese sono presenti 3,7 milioni di sfollati, mentre 6,7 milioni di rifugiati hanno cercato sicurezza fuori dai confini nazionali. 14,6 milioni di persone - circa il 40 per cento delle persone che vivono nel Paese - hanno bisogno di assistenza umanitaria. La distruzione delle infrastrutture energetiche ha portato negli ultimi mesi a una perdita complessiva del 65% della capacità di produzione di energia. E gli attacchi continuano, causando interruzioni alle forniture di elettricità, riscaldamento e acqua, mentre iniziano le prime nevicate. Si stima che almeno 2 milioni di persone abbiano subito danni o la distruzione delle loro case.
In questo momento la nostra priorità nel Paese è di raggiungere 550 mila persone con assistenza specifica per l’inverno, che prevede beni essenziali come coperte e abiti invernali, assistenza economica diretta, supporto per la riparazione delle abitazioni danneggiate.
SUDAN
In Sudan si sta consumando una delle peggiori crisi umanitarie degli ultimi decenni e al contempo a una delle meno raccontate dai media e tra le più trascurate dall’opinione pubblica mondiale. Lo spargimento di sangue prosegue senza sosta da più di un anno e mezzo, un periodo nel quale la popolazione ha subito sofferenze inimmaginabili. E come purtroppo sempre più spesso accade, sono i civili che stanno pagando il prezzo più alto in questo conflitto brutale.
Dall’inizio del conflitto, sono più di 8 milioni e 300 mila le persone sfollate all’interno dei confini nazionali. Nel Paese la situazione umanitaria è disastrosa. Si stima che 13 milioni di persone stiano affrontando livelli acuti di insicurezza alimentare. 14 regioni sono sull’orlo della carestia e nel campo di Zamzam, nel Darfur settentrionale, la carestia è una drammatica realtà. Per quest’anno si prevede che 3 milioni e 700 mila bambini sotto i cinque anni soffriranno di malnutrizione acuta grave e avranno urgentemente bisogno di cure salvavita. L’accesso ai servizi di base, come acqua pulita, assistenza sanitaria e alloggi, è gravemente limitato, mentre crollano le infrastrutture vitali.
Sono inoltre più di 3 milioni le persone che sono state costrette a fuggire dal Sudan per cercare sicurezza in altri Paesi, fra i quali Egitto, Sud Sudan, Libia ed Etiopia. Una menzione a parte merita il Ciad, diventato un’ancora di salvezza per oltre 710 mila persone, la maggior parte delle quali donne e bambini. Si tratta del più grande afflusso di rifugiati nella storia del Ciad, che si aggiunge agli oltre 400.000 sudanesi che già vivevano nella zona est del Paese.
Chi è riuscito a raggiungere il Ciad ha raccontato di aver visto ogni sorta di atrocità: case saccheggiate, persone e animali uccisi. Molte donne hanno subito violenze sessuali mentre fuggivano.
Insieme ai partner UNHCR sta lavorando per garantire assistenza salvavita alle persone in fuga. Stiamo fornendo: ripari d’emergenza, acqua, cibo, istruzione, assistenza sanitaria, sostegno psicosociale, prevenzione e contrasto alla violenza di genere.
EGITTO - GAZA
UNHCR, insieme alle altre agenzie delle Nazioni Unite e ai partner umanitari, sin dall’inizio del conflitto israelo-palestinese ha più volte ribadito la necessità di un cessate il fuoco immediato, che siano protetti i civili e le infrastrutture da cui dipendono, che gli ostaggi siano rilasciati immediatamente.
Nonostante sia l’UNRWA l’agenzia delle Nazioni Unite con il mandato specifico di fornire assistenza e protezione ai rifugiati palestinesi a Gaza, Libano, Giordania, Siria, Cisgiordania (compresa Gerusalemme Est), l’UNHCR, coerentemente con il proprio mandato, ha inviato beni di prima necessità dall’Egitto attraverso la Mezzaluna Rossa Egiziana tra cui acqua, vestiti, coperte, taniche e materassini e ha inoltre garantito assistenza economica diretta alle persone evacuate da Gaza in Egitto per ragioni mediche.
Scarica il regolamento dell’iniziativa CoopForRefugees qui.
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Come contribuire
Puoi contribuire alla campagna tramite le seguenti modalità:
- donando direttamente su questa pagina cliccando sul pulsante “Contribuisci”,
- tramite bonifico bancario al conto corrente dedicato - IT43D0501802800000020000579 - intestato a COOP ITALIA indicando nella causale: “CoopForRefugees”,
- negli oltre 1100 punti vendita Coop aderenti. In questo caso secondo le modalità previste dalla cooperativa di territorio.
Si informa che con questi versamenti non sarà possibile usufruire delle agevolazioni fiscali previste per le donazioni.
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Se ne parla su
Contatta il creatore della campagna
Dal 9 dicembre 2024 al 9 gennaio 2025, Coop e Unhcr insieme per sostenere le popolazioni colpite dai conflitti.
“Coop For Refugees” è la campagna di solidarietà promossa da Coop a sostegno di Unhcr per aiutare concretamente i civili nelle principali zone di guerra. Nei 56 paesi oggi in guerra, paesi in cui giungono sempre più armi e sempre meno aiuti, ci sono 123 milioni di persone in fuga o in stato di grave necessità e il numero potrebbe salire a 130 milioni entro la fine dell’anno.
Lo stanziamento di partenza è 200.000 euro che tutte le cooperative di consumatori hanno già messo a disposizione, sul quale andranno a sommarsi le donazioni aggiuntive.
L’obiettivo è raggiungere la soglia di 250.000 euro grazie al contributo di tutta la comunità, per fornire un aiuto utile al miglioramento delle condizioni delle popolazioni colpite dai conflitti, tra gli altri, in Libano, Ucraina, Sudan e Gaza.
Quest'ultima riceverà il sostegno mediante la realtà egiziana della C.R.I., Mezzaluna Rossa Egiziana.
In particolare, con il raggiungimento dell'obiettivo di 250.000 euro, saranno:
- consegnati 500 kit di emergenza in Libano (materassi, lampade solari o set per le cucine da campo) a 2.500 famiglie,
- offerti sostegni economici a 920 famiglie ucraine, per provvedere ai loro bisogni più urgenti, inclusi cibo, medicine e altro,
- acquistate 750 tende per le popolazioni in fuga in Sudan,
- erogati beni di prima necessità per la popolazione di Gaza (500 kit).
Coop è una delle insegne leader della distribuzione italiana (16,4 miliardi il giro d’affari complessivo nel 2023). Con 6,2 milioni di soci, oltre un quarto delle famiglie italiane è proprietaria delle 75 cooperative associate a marchio Coop. Le cooperative di consumatori con le loro attività sui territori uniscono alle logiche economiche obiettivi di responsabilità sociale.
Le campagne di solidarietà sono parte integrante della missione cooperativa.
Unhcr, Agenzia ONU per i Rifugiati, è la principale organizzazione al mondo impegnata in prima linea a salvare vite umane, a proteggere i diritti di milioni di rifugiati, sfollati e apolidi, a costruire per loro un futuro migliore. Lavora in 137 Paesi del mondo e si occupa di oltre 89 milioni di persone. La sua azione è stata riconosciuta da due Premi Nobel per la Pace, il primo assegnato nel 1954, il secondo nel 1981.
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LIBANO
Il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah è stato annunciato il 26 novembre sera, con effetto dalle 4 del mattino del 27 novembre.
Le autorità libanesi parlano di 1,3 milioni di persone colpite direttamente e sradicate dalle loro case a causa del conflitto, mentre al 25 novembre, prima del cessate il fuoco, secondo il monitoraggio congiunto dell'OIM e dell'UNHCR quasi 900 mila libanesi e siriani erano sfollati all'interno del Libano.
A due mesi dall’escalation delle ostilità in Libano, quasi 4000 persone sono state uccise, oltre 16.000 ferite. Le ostilità hanno lacerato innumerevoli vite, creando sfide devastanti per la protezione e lasciando molti vulnerabili e in grave pericolo.
Con il crollo delle temperature, le condizioni umanitarie delle persone in fuga peggioreranno. Il freddo e le forti piogge stanno aggravando la situazione di un numero enorme di persone vulnerabili, costrette a fuggire dalle loro case. Tra i loro bisogni più urgenti ci sono un riparo adeguato e l’assistenza invernale.
Inoltre, nelle ultime settimane oltre 562.000 persone hanno attraversato il confine e raggiunto la Siria per via della violenza in Libano. La maggior parte dei nuovi arrivati (80%) sono donne e bambini.
Le priorità nel Paese al momento sono alloggi di emergenza, beni essenziali, cibo, cure mediche. UNHCR è in prima linea nel Paese e, dal 23 settembre, ha fornito beni essenziali per la sopravvivenza, alloggi di emergenza, protezione e altri servizi vitali a oltre 510.000 persone. Abbiamo migliorato i rifugi collettivi che ospitano gli sfollati e fornito coperte e vestiti caldi. La risposta di UNHCR continua a modularsi in base all'evolversi della situazione e, in coordinamento con le autorità e gli altri attori umanitari, continua a garantire e a chiedere un accesso equo all’assistenza umanitaria.
UCRAINA
Superato il triste traguardo dei 1.000 giorni dall’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Federazione Russa, i bisogni della popolazione aumentano per via degli intensi attacchi e dell’arrivo di un’altra estenuante stagione invernale. Nel Paese sono presenti 3,7 milioni di sfollati, mentre 6,7 milioni di rifugiati hanno cercato sicurezza fuori dai confini nazionali. 14,6 milioni di persone - circa il 40 per cento delle persone che vivono nel Paese - hanno bisogno di assistenza umanitaria. La distruzione delle infrastrutture energetiche ha portato negli ultimi mesi a una perdita complessiva del 65% della capacità di produzione di energia. E gli attacchi continuano, causando interruzioni alle forniture di elettricità, riscaldamento e acqua, mentre iniziano le prime nevicate. Si stima che almeno 2 milioni di persone abbiano subito danni o la distruzione delle loro case.
In questo momento la nostra priorità nel Paese è di raggiungere 550 mila persone con assistenza specifica per l’inverno, che prevede beni essenziali come coperte e abiti invernali, assistenza economica diretta, supporto per la riparazione delle abitazioni danneggiate.
SUDAN
In Sudan si sta consumando una delle peggiori crisi umanitarie degli ultimi decenni e al contempo a una delle meno raccontate dai media e tra le più trascurate dall’opinione pubblica mondiale. Lo spargimento di sangue prosegue senza sosta da più di un anno e mezzo, un periodo nel quale la popolazione ha subito sofferenze inimmaginabili. E come purtroppo sempre più spesso accade, sono i civili che stanno pagando il prezzo più alto in questo conflitto brutale.
Dall’inizio del conflitto, sono più di 8 milioni e 300 mila le persone sfollate all’interno dei confini nazionali. Nel Paese la situazione umanitaria è disastrosa. Si stima che 13 milioni di persone stiano affrontando livelli acuti di insicurezza alimentare. 14 regioni sono sull’orlo della carestia e nel campo di Zamzam, nel Darfur settentrionale, la carestia è una drammatica realtà. Per quest’anno si prevede che 3 milioni e 700 mila bambini sotto i cinque anni soffriranno di malnutrizione acuta grave e avranno urgentemente bisogno di cure salvavita. L’accesso ai servizi di base, come acqua pulita, assistenza sanitaria e alloggi, è gravemente limitato, mentre crollano le infrastrutture vitali.
Sono inoltre più di 3 milioni le persone che sono state costrette a fuggire dal Sudan per cercare sicurezza in altri Paesi, fra i quali Egitto, Sud Sudan, Libia ed Etiopia. Una menzione a parte merita il Ciad, diventato un’ancora di salvezza per oltre 710 mila persone, la maggior parte delle quali donne e bambini. Si tratta del più grande afflusso di rifugiati nella storia del Ciad, che si aggiunge agli oltre 400.000 sudanesi che già vivevano nella zona est del Paese.
Chi è riuscito a raggiungere il Ciad ha raccontato di aver visto ogni sorta di atrocità: case saccheggiate, persone e animali uccisi. Molte donne hanno subito violenze sessuali mentre fuggivano.
Insieme ai partner UNHCR sta lavorando per garantire assistenza salvavita alle persone in fuga. Stiamo fornendo: ripari d’emergenza, acqua, cibo, istruzione, assistenza sanitaria, sostegno psicosociale, prevenzione e contrasto alla violenza di genere.
EGITTO - GAZA
UNHCR, insieme alle altre agenzie delle Nazioni Unite e ai partner umanitari, sin dall’inizio del conflitto israelo-palestinese ha più volte ribadito la necessità di un cessate il fuoco immediato, che siano protetti i civili e le infrastrutture da cui dipendono, che gli ostaggi siano rilasciati immediatamente.
Nonostante sia l’UNRWA l’agenzia delle Nazioni Unite con il mandato specifico di fornire assistenza e protezione ai rifugiati palestinesi a Gaza, Libano, Giordania, Siria, Cisgiordania (compresa Gerusalemme Est), l’UNHCR, coerentemente con il proprio mandato, ha inviato beni di prima necessità dall’Egitto attraverso la Mezzaluna Rossa Egiziana tra cui acqua, vestiti, coperte, taniche e materassini e ha inoltre garantito assistenza economica diretta alle persone evacuate da Gaza in Egitto per ragioni mediche.
Scarica il regolamento dell’iniziativa CoopForRefugees qui.
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Come contribuire
Puoi contribuire alla campagna tramite le seguenti modalità:
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Se ne parla su
SI CHIUDE COOP FOR REFUGEES, RACCOLTI OLTRE 313 MILA EURO!
Ai 200 mila euro già stanziati dalle cooperative, si sono aggiunti oltre 100 mila euro, donati da soci e clienti in un mese.
I fondi raccolti saranno impiegati per fornire un aiuto utile al miglioramento delle condizioni delle popolazioni in fuga dai conflitti.
Grazie a tutti per l’importante partecipazione!
È stato un grande successo, ed è tutto merito vostro.
Grazie di cuore a tutti coloro che fino ad oggi hanno sostenuto la nostra campagna “CoopForRefugees”.
Fino a oggi, tramite la piattaforma, bonifico diretto o nei nostri punti vendita, dopo meno di due settimane di campagna, abbiamo già raccolto più di 30.000€ che si sommano alla donazione iniziale.
Vi invitiamo a leggere la storia pubblicata sul nostro sito in cui Giovanna Li Perni, responsabile del programma Corporate partnership e filantropia privata di Unhcr Italia, racconta cosa succede in Sudan, teatro di una delle più grandi catastrofi umanitarie di questo periodo. Una guerra di cui sembra non accorgersi nessuno.
La trovate a questo link:
https://www.coop.it/le-nostre-storie/coop-refugees-una-mano-alle-vittime-delle-guerre
Continuate a condividere e sostenere “CoopForRefugees”, insieme possiamo davvero cambiare delle vite!
E tanti auguri di buon Natale da tutto il team di Coop!
Dal 9 dicembre 2024 al 9 gennaio 2025, Coop e Unhcr insieme per sostenere le popolazioni colpite dai conflitti.
“Coop For Refugees” è la campagna di solidarietà promossa da Coop a sostegno di Unhcr per aiutare concretamente i civili nelle principali zone di guerra. Nei 56 paesi oggi in guerra, paesi in cui giungono sempre più armi e sempre meno aiuti, ci sono 123 milioni di persone in fuga o in stato di grave necessità e il numero potrebbe salire a 130 milioni entro la fine dell’anno.
Lo stanziamento di partenza è 200.000 euro che tutte le cooperative di consumatori hanno già messo a disposizione, sul quale andranno a sommarsi le donazioni aggiuntive.
L’obiettivo è raggiungere la soglia di 250.000 euro grazie al contributo di tutta la comunità, per fornire un aiuto utile al miglioramento delle condizioni delle popolazioni colpite dai conflitti, tra gli altri, in Libano, Ucraina, Sudan e Gaza.
Quest'ultima riceverà il sostegno mediante la realtà egiziana della C.R.I., Mezzaluna Rossa Egiziana.
In particolare, con il raggiungimento dell'obiettivo di 250.000 euro, saranno:
- consegnati 500 kit di emergenza in Libano (materassi, lampade solari o set per le cucine da campo) a 2.500 famiglie,
- offerti sostegni economici a 920 famiglie ucraine, per provvedere ai loro bisogni più urgenti, inclusi cibo, medicine e altro,
- acquistate 750 tende per le popolazioni in fuga in Sudan,
- erogati beni di prima necessità per la popolazione di Gaza (500 kit).
Coop è una delle insegne leader della distribuzione italiana (16,4 miliardi il giro d’affari complessivo nel 2023). Con 6,2 milioni di soci, oltre un quarto delle famiglie italiane è proprietaria delle 75 cooperative associate a marchio Coop. Le cooperative di consumatori con le loro attività sui territori uniscono alle logiche economiche obiettivi di responsabilità sociale.
Le campagne di solidarietà sono parte integrante della missione cooperativa.
Unhcr, Agenzia ONU per i Rifugiati, è la principale organizzazione al mondo impegnata in prima linea a salvare vite umane, a proteggere i diritti di milioni di rifugiati, sfollati e apolidi, a costruire per loro un futuro migliore. Lavora in 137 Paesi del mondo e si occupa di oltre 89 milioni di persone. La sua azione è stata riconosciuta da due Premi Nobel per la Pace, il primo assegnato nel 1954, il secondo nel 1981.
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LIBANO
Il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah è stato annunciato il 26 novembre sera, con effetto dalle 4 del mattino del 27 novembre.
Le autorità libanesi parlano di 1,3 milioni di persone colpite direttamente e sradicate dalle loro case a causa del conflitto, mentre al 25 novembre, prima del cessate il fuoco, secondo il monitoraggio congiunto dell'OIM e dell'UNHCR quasi 900 mila libanesi e siriani erano sfollati all'interno del Libano.
A due mesi dall’escalation delle ostilità in Libano, quasi 4000 persone sono state uccise, oltre 16.000 ferite. Le ostilità hanno lacerato innumerevoli vite, creando sfide devastanti per la protezione e lasciando molti vulnerabili e in grave pericolo.
Con il crollo delle temperature, le condizioni umanitarie delle persone in fuga peggioreranno. Il freddo e le forti piogge stanno aggravando la situazione di un numero enorme di persone vulnerabili, costrette a fuggire dalle loro case. Tra i loro bisogni più urgenti ci sono un riparo adeguato e l’assistenza invernale.
Inoltre, nelle ultime settimane oltre 562.000 persone hanno attraversato il confine e raggiunto la Siria per via della violenza in Libano. La maggior parte dei nuovi arrivati (80%) sono donne e bambini.
Le priorità nel Paese al momento sono alloggi di emergenza, beni essenziali, cibo, cure mediche. UNHCR è in prima linea nel Paese e, dal 23 settembre, ha fornito beni essenziali per la sopravvivenza, alloggi di emergenza, protezione e altri servizi vitali a oltre 510.000 persone. Abbiamo migliorato i rifugi collettivi che ospitano gli sfollati e fornito coperte e vestiti caldi. La risposta di UNHCR continua a modularsi in base all'evolversi della situazione e, in coordinamento con le autorità e gli altri attori umanitari, continua a garantire e a chiedere un accesso equo all’assistenza umanitaria.
UCRAINA
Superato il triste traguardo dei 1.000 giorni dall’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Federazione Russa, i bisogni della popolazione aumentano per via degli intensi attacchi e dell’arrivo di un’altra estenuante stagione invernale. Nel Paese sono presenti 3,7 milioni di sfollati, mentre 6,7 milioni di rifugiati hanno cercato sicurezza fuori dai confini nazionali. 14,6 milioni di persone - circa il 40 per cento delle persone che vivono nel Paese - hanno bisogno di assistenza umanitaria. La distruzione delle infrastrutture energetiche ha portato negli ultimi mesi a una perdita complessiva del 65% della capacità di produzione di energia. E gli attacchi continuano, causando interruzioni alle forniture di elettricità, riscaldamento e acqua, mentre iniziano le prime nevicate. Si stima che almeno 2 milioni di persone abbiano subito danni o la distruzione delle loro case.
In questo momento la nostra priorità nel Paese è di raggiungere 550 mila persone con assistenza specifica per l’inverno, che prevede beni essenziali come coperte e abiti invernali, assistenza economica diretta, supporto per la riparazione delle abitazioni danneggiate.
SUDAN
In Sudan si sta consumando una delle peggiori crisi umanitarie degli ultimi decenni e al contempo a una delle meno raccontate dai media e tra le più trascurate dall’opinione pubblica mondiale. Lo spargimento di sangue prosegue senza sosta da più di un anno e mezzo, un periodo nel quale la popolazione ha subito sofferenze inimmaginabili. E come purtroppo sempre più spesso accade, sono i civili che stanno pagando il prezzo più alto in questo conflitto brutale.
Dall’inizio del conflitto, sono più di 8 milioni e 300 mila le persone sfollate all’interno dei confini nazionali. Nel Paese la situazione umanitaria è disastrosa. Si stima che 13 milioni di persone stiano affrontando livelli acuti di insicurezza alimentare. 14 regioni sono sull’orlo della carestia e nel campo di Zamzam, nel Darfur settentrionale, la carestia è una drammatica realtà. Per quest’anno si prevede che 3 milioni e 700 mila bambini sotto i cinque anni soffriranno di malnutrizione acuta grave e avranno urgentemente bisogno di cure salvavita. L’accesso ai servizi di base, come acqua pulita, assistenza sanitaria e alloggi, è gravemente limitato, mentre crollano le infrastrutture vitali.
Sono inoltre più di 3 milioni le persone che sono state costrette a fuggire dal Sudan per cercare sicurezza in altri Paesi, fra i quali Egitto, Sud Sudan, Libia ed Etiopia. Una menzione a parte merita il Ciad, diventato un’ancora di salvezza per oltre 710 mila persone, la maggior parte delle quali donne e bambini. Si tratta del più grande afflusso di rifugiati nella storia del Ciad, che si aggiunge agli oltre 400.000 sudanesi che già vivevano nella zona est del Paese.
Chi è riuscito a raggiungere il Ciad ha raccontato di aver visto ogni sorta di atrocità: case saccheggiate, persone e animali uccisi. Molte donne hanno subito violenze sessuali mentre fuggivano.
Insieme ai partner UNHCR sta lavorando per garantire assistenza salvavita alle persone in fuga. Stiamo fornendo: ripari d’emergenza, acqua, cibo, istruzione, assistenza sanitaria, sostegno psicosociale, prevenzione e contrasto alla violenza di genere.
EGITTO - GAZA
UNHCR, insieme alle altre agenzie delle Nazioni Unite e ai partner umanitari, sin dall’inizio del conflitto israelo-palestinese ha più volte ribadito la necessità di un cessate il fuoco immediato, che siano protetti i civili e le infrastrutture da cui dipendono, che gli ostaggi siano rilasciati immediatamente.
Nonostante sia l’UNRWA l’agenzia delle Nazioni Unite con il mandato specifico di fornire assistenza e protezione ai rifugiati palestinesi a Gaza, Libano, Giordania, Siria, Cisgiordania (compresa Gerusalemme Est), l’UNHCR, coerentemente con il proprio mandato, ha inviato beni di prima necessità dall’Egitto attraverso la Mezzaluna Rossa Egiziana tra cui acqua, vestiti, coperte, taniche e materassini e ha inoltre garantito assistenza economica diretta alle persone evacuate da Gaza in Egitto per ragioni mediche.
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Ai 200 mila euro già stanziati dalle cooperative, si sono aggiunti oltre 100 mila euro, donati da soci e clienti in un mese.
I fondi raccolti saranno impiegati per fornire un aiuto utile al miglioramento delle condizioni delle popolazioni in fuga dai conflitti.
Grazie a tutti per l’importante partecipazione!
È stato un grande successo, ed è tutto merito vostro.
Grazie di cuore a tutti coloro che fino ad oggi hanno sostenuto la nostra campagna “CoopForRefugees”.
Fino a oggi, tramite la piattaforma, bonifico diretto o nei nostri punti vendita, dopo meno di due settimane di campagna, abbiamo già raccolto più di 30.000€ che si sommano alla donazione iniziale.
Vi invitiamo a leggere la storia pubblicata sul nostro sito in cui Giovanna Li Perni, responsabile del programma Corporate partnership e filantropia privata di Unhcr Italia, racconta cosa succede in Sudan, teatro di una delle più grandi catastrofi umanitarie di questo periodo. Una guerra di cui sembra non accorgersi nessuno.
La trovate a questo link:
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E tanti auguri di buon Natale da tutto il team di Coop!