Ciao sono Max, sono un ragazzo di 33 anni, vivo in un piccolo paese del nord Italia e oggi sono qua per raccontarvi la mia storia:
Io soffro di un caso grave di DOC….
DOC significa disturbo ossessivo compulsivo, è un disturbo caratterizzato dalla presenza di ossessioni e/o compulsioni. È un disturbo che si cronicizza, anche se con fasi altalenanti di miglioramento e di peggioramento, ma a volte si aggrava fino a compromettere il funzionamento in diverse aree di vita.
La presenza di ossessioni e compulsioni comporta una marcata sofferenza, compromette il normale funzionamento sociale e lavorativo del soggetto e non è meglio giustificata da altri disturbi d’ansia o da malattie psichiatriche dovute a condizioni mediche generali.
Sin da piccolo sono sempre stato un bimbo molto tranquillo e che tendeva a starsene un po’ nel suo mondo, già all’asilo quando ero in classe a fare la lezione io volevo andare fuori a giocare e andare in giro con la mia bici, probabilmente in quella fase della mia età sentivo dentro di me già quella voglia di fare di più che stare rinchiuso in una classe, pure essendo all’asilo in quella tenera età mi sono trovato con la sfortuna di conoscere cosa significa il bulling.
Quando facevo le prime e le seconde elementari non mi trovavo un gran che tra i miei compagni di classe, non era il migliore ambiente scolastico; ci siamo trasferiti a una nuova cittadina dove fece la terza elementare dove fu difficile l’inserimento con i nuovi compagni e i nuovi professori, riuscì a fare amicizia con alcuni compagni. Ce stato un evento che mi ha marcato tanto in questo periodo e ha stato la divisione della classe in gruppi gerarchici nei quali quelli del gruppo chiamato “Orsi” erano quelli più lenti nell'apprendimento e quindi invalidati dai professori e bullizzati dagli altri compagni, io mi trovavo in quel gruppo.
Nelle medie mi fu dato il colpo di grazia da chi mi ha bullizzato, i miei compagni e da chi avrei dovuto fidarmi di più a scuola, i miei professori; una di quelle azioni di bullismo era chiamarmi “mezzomarinaio” in quel tempo era ancora mal visto essere omosessuale e per tanto questa era una offesa molto grave, con questo condizionamento mentale sono arrivato al punto di credere di esserlo veramente arrivando ad avere uno dei tanti DOC esistenti, il doc omosessuale ovvero la paura di esserlo, paura che duro per molti anni arrivando molto spesso a piangere nelle braccia di mia madre. L’ansia e la paura di andare a scuola tutti i giorni era arrivata ad essere così grande da aumentare i miei disagi esistenziali e a far crescere certe compulsioni come ad esempio se per sbaglio mi toccavo l’orecchio destro dovevo subito toccarmi l’orecchio sinistro, perché nella società chi ha l’orecchino all’orecchio destro di solito viene identificato come omosessuale.
Con il mio stato cosi debole ho dovuto passare alle superiori in una scuola che non avevo scelto io ma i miei genitori insieme a i miei professori, una scuola che non mi piaceva affatto. Avevo grandi aspettative oltre tutto, una scuola nuova e privata con persone nuove, più cresciute mentalmente dove alla fine avrei potuto trovare la tranquillità che cercavo, non fu cosi; mi sono trovato in una situazione ancora peggiore di prima e più di quanto pensassi: compagni che in mezzo alle lezioni si facevano la maria e addirittura mi sono trovato di fianco una volta un compagno che teneva nella cartella un pacco grande di erba, lo prese e me lo mostro in piena faccia, sono finito tra le peggiore tipologia di alunni che può esistere molto probabilmente, quelli dimenticati da dio, tutti i professori tranne quello di italiano erano un po’ antipatici e non erano capacita di a svolgere un lavoro adatto a insegnare ad ragazzo le materie e ciò con il tempo mi ha portato ad avere molta meno voglia di andare a scuola perché mancavano tutti gli ingredienti necessari per poter imparare a fare squadra, crescere a livello personale, fare esperienze indimenticabili insieme ad altre persone, la passione, l’ambiente corretto, l’empatia, il rispetto da parte di professori ed alunni, fu per me tutta una perdita di tempo e di energie e di soldi da parte dei miei genitori il che mi rattristo molto;
Dopo un certo tempo sono arrivati dei ragazzi nuovi che hanno peggiorato la situazione nella scuola, non era solo sentirmi ansioso e impaurito ma è cresciuta anche la insicurezza di stare in quel posto. A questo punto si era insediato in me l’ insoddisfazione nel “vivere”, non riuscendo a socializzare con gli altri, l’ambiente in cui dovevo stare e cosi avevo delle paranoie tanto che in quel in quel momento sono arrivato a pensare che era io quello sbagliato nel mondo, cosi dilaniato, cosi addolorato e deluso di tutto e di tutti ho creduto di arrivare ad essere un senza tetto, senza sogni, senza speranze, senza voglia di vivere…passai l’ultimo anno di scuola a dormire con la testa bassa sul banco fino a tale punto che credevano i miei professori che fumavo la maria di nascosto quando in realtà avevo toccato fondo in una immensa depressione.
Era tale la pressione che avevo e la depressione cosi profonda che ho deciso di non finire le scuole e iniziare a lavorare senza un obiettivo chiaro, senza una prospettiva di vita, senza pensiero. Il primo lavoro fu come falegname, ero in un vecchio capannone non molto sicuro, faceva freddo e i trucioli di legno mi riempivano le narici, per piegare dei cartoni particolare mi venivano le mani arancioni. Li mi resi conto di essere sfruttato, in più venivo trattato male e pagato meno del dovuto, nonostante abbia lavorato tutto il tempo da solo senza un mentore adeguato ad insegnarmi il mestiere. Ho riunito la forza e il coraggio per lasciare quel lavoro inumano e mi sono ritrovato a fare ben due lavori impegnandomi nel frattempo a prendere la patente fu in quel periodo in cui ho iniziato a sentirmi più strano dal solito a livello mentale, facendo il corso hccp ho iniziato ad avere un po’ più di fissazione con la contaminazione del cibo (con il cui lavoravo), se toccavo il latte dovevo lavarmi le mani per toccare la carne ad esempio, e cosi ad ogni cosa che toccavo, in più si è aggiunta la paura di non avere eseguito i passi di pulizia corretti facendo ammalare a qualcuno portandomi ad avere grossi sensi di colpa, era più il tempo sprecato in lavarmi le mani, mettermi i guanti, togliermi i guanti, rifare tutto da capo che il tempo che dedicavo ad attendere a i clienti, a certo punto ho iniziato ad avere più attacchi d’ansia, me ne sono accorto che qualcosa era cambiato o peggiorato fin che un giorno in mezzo al lavoro mi sono sentito molto disperato, ansioso, triste e fisicamente debole, la vista si ha iniziato a offuscare arrivando in me la sensazione più paurosa che abbia mai sentito, la sensazione come se stavo per morire tanto cosi che i miei occhi azzurri per la prima volta in vita mia sono diventati di un colore grigio opaco, è successo precisamente nel giorno del mio compleanno, non riuscivo a stare con la mia famiglia perché piangevo tutto il tempo e mi rinchiudevo in bagno tante volte per non farmi vedere con le lacrime sulla mia faccia dalla mia famiglia, avevo tanto dolore dentro, tanto tanto forte che non mi permetteva di stare fuori dal letto, loro hanno deciso di portarmi dalla psichiatra che mi ha prescritto gli psicofarmaci e gli ansiolitici.
Sono iniziato a stare meglio grazie a i farmaci, i miei occhi sono tornati blu dopo un po’ di tempo e con loro la mia voglia di vivere, canticchiavo, facevo le battute, suonavo la chitarra, riuscivo a fare nuove amicizie rendendo nuovamente la mia vita qualcosa di più bello. In famiglia però con il tempo delle cose cambiarono, mio papa fu licenziato dal suo lavoro, mia mamma era a casa già da ormai alcuni anni, alla loro età era difficile trovare lavoro e la responsabilità è caduta maggiormente su di me.
A quel punto lavoravo già come cameriere di catering, mi piaceva perché avevo la possibilità di lavorare sempre in posti diversi, esclusivi, vedere personaggi famosi, essere accanto agli chef più stellati, conoscere nuove persone e colleghi, avere sempre degli stimoli nuovi; lo prendevo come se fosse una nuova avventura ogni giorno alla scoperta di qualcosa di nuovo, tirava fuori di me il lato più forte. Di contro le location erano diverse, tante volte molto lontane dovendo guidare tante ore, le location erano il più delle volte anche scomode per lavorare visto che erano ville o castelli storici con percorsi scomodi, lunghi, stretti o non curati, la maggior parte delle volte dovevo lavorare dalle 12 ore in su di fila senza riposo, mangiando in piedi di fretta o addirittura non mangiare proprio facendo tutto di corsa a dei ritmi serrati, in tutto questo conta sempre la precisione, pulizia, bella presenza e professionalità davanti al cliente, senza contare il caricare e scaricare i camion sotto il sole e dopo finito il servizio a notte fonda dovendo poi fare ore di guida essendo molto stanco, rischiando di fare un incidente per la eccesiva fatica dovendo anche avere la responsabilità dei colleghi che erano in machina insieme a me arrivando tante volte dopo le 7 del mattino del giorno successivo a casa mia. Con tutto lo stress, le poche ore di sonno, la fatica mentale e fisica accumulata dalle lunghe giornate trascorse sotto il sole, il mangiare male quello che ti capita o non mangiare, le cattive persone con cui sfortunatamente ho lavorato, le mancanze di pagamenti, l’approfittarsi della mia sensibilità, il fatto di non vedere i miei amici o la famiglia, avere uno svago o divertimento per quanto minimo che fosse ,quindi non avendo più una vita ma solo lavoro-letto mi ha portato con il tempo a avere una ricaduta nel ciclo di ansia, depressione ricorrente ogni volta maggiore.
Con questa ultima ricaduta sono stato fortemente debilitato tanto da non riuscire a vivere la mia quotidianità da quanto malessere avevo, l’unica cosa che riuscivo a fare per la maggiore era restare a letto tutto il giorno non essendo capace di muovermi per la spossatezza del mio corpo, potevo stare lo stesso giorni senza dormire soffrendo di insonne come potevo anche dormire per giorni completi. Talmente era forte l’ansia, le preoccupazioni, le paure, le ossessioni, mi scappava di andare in bagno oltre le 20 volte dalla tensione che creavo dentro il mio corpo, sono tornati i momenti di forte pianto e momenti in cui mi sentivo da solo in un mondo pitturato completamente di nero in totale oscurità sentendo che la mia vita era svanita. Il dolore e le brutte sensazioni, l’oscurità che era ovunque, il macigno che mi portavo dentro nei momenti di malessere acuto mi hanno portato ad avere quei pensieri che non avrei mai voluto avere cioè dei modi per farla finita ed e in quel momento che avevo capito che avevo toccato il fondo, lo avevo bucato ed ero andato a toccarne un altro più in giu. Inoltre le cose a casa sento che stanno peggiorando un po’ alla volta senza il mio contributo economico insieme alla già dura situazione attuale, la sofferenza non è solo mia ma anche la condivide la mia famiglia e amici che nonostante tutto ciò mi sostengono stando vicino a me.
Ora le cose vanno meglio ma l’allarme interno non è ancora stato spento, è una dura lotta, mi sto impegnando molto a fare diverse cose e attività anche se non me la sento, sto andando avanti e ho cosi tanta voglia di vivere a pieno le mie giornate con tutta la gamma di sensazioni ed emozioni.
Visto che sono una testa dura sono riuscito a trovare una soluzione per guarire definitivamente e una volta per tutte dal DOC e riprendere la mia vita per mano. In Barcellona c’è un Istituto Internazionale che si incarica solo ed esclusivamente di aiutare alle persone affette de DOC e sono capaci di trattare al meglio anche i casi più estremi come sarebbe il mio, è un trattamento che ha una frequenza molto ravvicinata e molto costosa sia per me che per i miei genitori, senza contare che dovrei spostarmi a Barcellona per ricevere il trattamento.
Ma per questo viaggio dovrò avere un supporto economico e mi affido al buon cuore di tutti coloro che potranno evolvere un contributo solidale anche piccolo piccolo, per arrivare alla cifra consona per poter affrontare tutto questo.
Vi ringrazio tanto.
Vi terrò aggiornati sulla mia situazione, - postandovi aggiornamenti sui miei traguardi di salute e con la mia passione che da anni ho lasciato da parte, suonando la chitarra. SPERO TANTO di potervi dare al piu presto BUONE NOTIZIE….
#ossessioni #doc #disturboossessivocompulsivo #ansia #ossessione #ocd #pensieri #benessere #disturbo #compulsioni #disturbomentale #depressione #disturbialimentari #fobie #malessere #depression #malattiamentale #voglia #volersibene #malattia #peggio #starmale #aiutiamomax #viveresenzadoc
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Ciao sono Max, sono un ragazzo di 33 anni, vivo in un piccolo paese del nord Italia e oggi sono qua per raccontarvi la mia storia:
Io soffro di un caso grave di DOC….
DOC significa disturbo ossessivo compulsivo, è un disturbo caratterizzato dalla presenza di ossessioni e/o compulsioni. È un disturbo che si cronicizza, anche se con fasi altalenanti di miglioramento e di peggioramento, ma a volte si aggrava fino a compromettere il funzionamento in diverse aree di vita.
La presenza di ossessioni e compulsioni comporta una marcata sofferenza, compromette il normale funzionamento sociale e lavorativo del soggetto e non è meglio giustificata da altri disturbi d’ansia o da malattie psichiatriche dovute a condizioni mediche generali.
Sin da piccolo sono sempre stato un bimbo molto tranquillo e che tendeva a starsene un po’ nel suo mondo, già all’asilo quando ero in classe a fare la lezione io volevo andare fuori a giocare e andare in giro con la mia bici, probabilmente in quella fase della mia età sentivo dentro di me già quella voglia di fare di più che stare rinchiuso in una classe, pure essendo all’asilo in quella tenera età mi sono trovato con la sfortuna di conoscere cosa significa il bulling.
Quando facevo le prime e le seconde elementari non mi trovavo un gran che tra i miei compagni di classe, non era il migliore ambiente scolastico; ci siamo trasferiti a una nuova cittadina dove fece la terza elementare dove fu difficile l’inserimento con i nuovi compagni e i nuovi professori, riuscì a fare amicizia con alcuni compagni. Ce stato un evento che mi ha marcato tanto in questo periodo e ha stato la divisione della classe in gruppi gerarchici nei quali quelli del gruppo chiamato “Orsi” erano quelli più lenti nell'apprendimento e quindi invalidati dai professori e bullizzati dagli altri compagni, io mi trovavo in quel gruppo.
Nelle medie mi fu dato il colpo di grazia da chi mi ha bullizzato, i miei compagni e da chi avrei dovuto fidarmi di più a scuola, i miei professori; una di quelle azioni di bullismo era chiamarmi “mezzomarinaio” in quel tempo era ancora mal visto essere omosessuale e per tanto questa era una offesa molto grave, con questo condizionamento mentale sono arrivato al punto di credere di esserlo veramente arrivando ad avere uno dei tanti DOC esistenti, il doc omosessuale ovvero la paura di esserlo, paura che duro per molti anni arrivando molto spesso a piangere nelle braccia di mia madre. L’ansia e la paura di andare a scuola tutti i giorni era arrivata ad essere così grande da aumentare i miei disagi esistenziali e a far crescere certe compulsioni come ad esempio se per sbaglio mi toccavo l’orecchio destro dovevo subito toccarmi l’orecchio sinistro, perché nella società chi ha l’orecchino all’orecchio destro di solito viene identificato come omosessuale.
Con il mio stato cosi debole ho dovuto passare alle superiori in una scuola che non avevo scelto io ma i miei genitori insieme a i miei professori, una scuola che non mi piaceva affatto. Avevo grandi aspettative oltre tutto, una scuola nuova e privata con persone nuove, più cresciute mentalmente dove alla fine avrei potuto trovare la tranquillità che cercavo, non fu cosi; mi sono trovato in una situazione ancora peggiore di prima e più di quanto pensassi: compagni che in mezzo alle lezioni si facevano la maria e addirittura mi sono trovato di fianco una volta un compagno che teneva nella cartella un pacco grande di erba, lo prese e me lo mostro in piena faccia, sono finito tra le peggiore tipologia di alunni che può esistere molto probabilmente, quelli dimenticati da dio, tutti i professori tranne quello di italiano erano un po’ antipatici e non erano capacita di a svolgere un lavoro adatto a insegnare ad ragazzo le materie e ciò con il tempo mi ha portato ad avere molta meno voglia di andare a scuola perché mancavano tutti gli ingredienti necessari per poter imparare a fare squadra, crescere a livello personale, fare esperienze indimenticabili insieme ad altre persone, la passione, l’ambiente corretto, l’empatia, il rispetto da parte di professori ed alunni, fu per me tutta una perdita di tempo e di energie e di soldi da parte dei miei genitori il che mi rattristo molto;
Dopo un certo tempo sono arrivati dei ragazzi nuovi che hanno peggiorato la situazione nella scuola, non era solo sentirmi ansioso e impaurito ma è cresciuta anche la insicurezza di stare in quel posto. A questo punto si era insediato in me l’ insoddisfazione nel “vivere”, non riuscendo a socializzare con gli altri, l’ambiente in cui dovevo stare e cosi avevo delle paranoie tanto che in quel in quel momento sono arrivato a pensare che era io quello sbagliato nel mondo, cosi dilaniato, cosi addolorato e deluso di tutto e di tutti ho creduto di arrivare ad essere un senza tetto, senza sogni, senza speranze, senza voglia di vivere…passai l’ultimo anno di scuola a dormire con la testa bassa sul banco fino a tale punto che credevano i miei professori che fumavo la maria di nascosto quando in realtà avevo toccato fondo in una immensa depressione.
Era tale la pressione che avevo e la depressione cosi profonda che ho deciso di non finire le scuole e iniziare a lavorare senza un obiettivo chiaro, senza una prospettiva di vita, senza pensiero. Il primo lavoro fu come falegname, ero in un vecchio capannone non molto sicuro, faceva freddo e i trucioli di legno mi riempivano le narici, per piegare dei cartoni particolare mi venivano le mani arancioni. Li mi resi conto di essere sfruttato, in più venivo trattato male e pagato meno del dovuto, nonostante abbia lavorato tutto il tempo da solo senza un mentore adeguato ad insegnarmi il mestiere. Ho riunito la forza e il coraggio per lasciare quel lavoro inumano e mi sono ritrovato a fare ben due lavori impegnandomi nel frattempo a prendere la patente fu in quel periodo in cui ho iniziato a sentirmi più strano dal solito a livello mentale, facendo il corso hccp ho iniziato ad avere un po’ più di fissazione con la contaminazione del cibo (con il cui lavoravo), se toccavo il latte dovevo lavarmi le mani per toccare la carne ad esempio, e cosi ad ogni cosa che toccavo, in più si è aggiunta la paura di non avere eseguito i passi di pulizia corretti facendo ammalare a qualcuno portandomi ad avere grossi sensi di colpa, era più il tempo sprecato in lavarmi le mani, mettermi i guanti, togliermi i guanti, rifare tutto da capo che il tempo che dedicavo ad attendere a i clienti, a certo punto ho iniziato ad avere più attacchi d’ansia, me ne sono accorto che qualcosa era cambiato o peggiorato fin che un giorno in mezzo al lavoro mi sono sentito molto disperato, ansioso, triste e fisicamente debole, la vista si ha iniziato a offuscare arrivando in me la sensazione più paurosa che abbia mai sentito, la sensazione come se stavo per morire tanto cosi che i miei occhi azzurri per la prima volta in vita mia sono diventati di un colore grigio opaco, è successo precisamente nel giorno del mio compleanno, non riuscivo a stare con la mia famiglia perché piangevo tutto il tempo e mi rinchiudevo in bagno tante volte per non farmi vedere con le lacrime sulla mia faccia dalla mia famiglia, avevo tanto dolore dentro, tanto tanto forte che non mi permetteva di stare fuori dal letto, loro hanno deciso di portarmi dalla psichiatra che mi ha prescritto gli psicofarmaci e gli ansiolitici.
Sono iniziato a stare meglio grazie a i farmaci, i miei occhi sono tornati blu dopo un po’ di tempo e con loro la mia voglia di vivere, canticchiavo, facevo le battute, suonavo la chitarra, riuscivo a fare nuove amicizie rendendo nuovamente la mia vita qualcosa di più bello. In famiglia però con il tempo delle cose cambiarono, mio papa fu licenziato dal suo lavoro, mia mamma era a casa già da ormai alcuni anni, alla loro età era difficile trovare lavoro e la responsabilità è caduta maggiormente su di me.
A quel punto lavoravo già come cameriere di catering, mi piaceva perché avevo la possibilità di lavorare sempre in posti diversi, esclusivi, vedere personaggi famosi, essere accanto agli chef più stellati, conoscere nuove persone e colleghi, avere sempre degli stimoli nuovi; lo prendevo come se fosse una nuova avventura ogni giorno alla scoperta di qualcosa di nuovo, tirava fuori di me il lato più forte. Di contro le location erano diverse, tante volte molto lontane dovendo guidare tante ore, le location erano il più delle volte anche scomode per lavorare visto che erano ville o castelli storici con percorsi scomodi, lunghi, stretti o non curati, la maggior parte delle volte dovevo lavorare dalle 12 ore in su di fila senza riposo, mangiando in piedi di fretta o addirittura non mangiare proprio facendo tutto di corsa a dei ritmi serrati, in tutto questo conta sempre la precisione, pulizia, bella presenza e professionalità davanti al cliente, senza contare il caricare e scaricare i camion sotto il sole e dopo finito il servizio a notte fonda dovendo poi fare ore di guida essendo molto stanco, rischiando di fare un incidente per la eccesiva fatica dovendo anche avere la responsabilità dei colleghi che erano in machina insieme a me arrivando tante volte dopo le 7 del mattino del giorno successivo a casa mia. Con tutto lo stress, le poche ore di sonno, la fatica mentale e fisica accumulata dalle lunghe giornate trascorse sotto il sole, il mangiare male quello che ti capita o non mangiare, le cattive persone con cui sfortunatamente ho lavorato, le mancanze di pagamenti, l’approfittarsi della mia sensibilità, il fatto di non vedere i miei amici o la famiglia, avere uno svago o divertimento per quanto minimo che fosse ,quindi non avendo più una vita ma solo lavoro-letto mi ha portato con il tempo a avere una ricaduta nel ciclo di ansia, depressione ricorrente ogni volta maggiore.
Con questa ultima ricaduta sono stato fortemente debilitato tanto da non riuscire a vivere la mia quotidianità da quanto malessere avevo, l’unica cosa che riuscivo a fare per la maggiore era restare a letto tutto il giorno non essendo capace di muovermi per la spossatezza del mio corpo, potevo stare lo stesso giorni senza dormire soffrendo di insonne come potevo anche dormire per giorni completi. Talmente era forte l’ansia, le preoccupazioni, le paure, le ossessioni, mi scappava di andare in bagno oltre le 20 volte dalla tensione che creavo dentro il mio corpo, sono tornati i momenti di forte pianto e momenti in cui mi sentivo da solo in un mondo pitturato completamente di nero in totale oscurità sentendo che la mia vita era svanita. Il dolore e le brutte sensazioni, l’oscurità che era ovunque, il macigno che mi portavo dentro nei momenti di malessere acuto mi hanno portato ad avere quei pensieri che non avrei mai voluto avere cioè dei modi per farla finita ed e in quel momento che avevo capito che avevo toccato il fondo, lo avevo bucato ed ero andato a toccarne un altro più in giu. Inoltre le cose a casa sento che stanno peggiorando un po’ alla volta senza il mio contributo economico insieme alla già dura situazione attuale, la sofferenza non è solo mia ma anche la condivide la mia famiglia e amici che nonostante tutto ciò mi sostengono stando vicino a me.
Ora le cose vanno meglio ma l’allarme interno non è ancora stato spento, è una dura lotta, mi sto impegnando molto a fare diverse cose e attività anche se non me la sento, sto andando avanti e ho cosi tanta voglia di vivere a pieno le mie giornate con tutta la gamma di sensazioni ed emozioni.
Visto che sono una testa dura sono riuscito a trovare una soluzione per guarire definitivamente e una volta per tutte dal DOC e riprendere la mia vita per mano. In Barcellona c’è un Istituto Internazionale che si incarica solo ed esclusivamente di aiutare alle persone affette de DOC e sono capaci di trattare al meglio anche i casi più estremi come sarebbe il mio, è un trattamento che ha una frequenza molto ravvicinata e molto costosa sia per me che per i miei genitori, senza contare che dovrei spostarmi a Barcellona per ricevere il trattamento.
Ma per questo viaggio dovrò avere un supporto economico e mi affido al buon cuore di tutti coloro che potranno evolvere un contributo solidale anche piccolo piccolo, per arrivare alla cifra consona per poter affrontare tutto questo.
Vi ringrazio tanto.
Vi terrò aggiornati sulla mia situazione, - postandovi aggiornamenti sui miei traguardi di salute e con la mia passione che da anni ho lasciato da parte, suonando la chitarra. SPERO TANTO di potervi dare al piu presto BUONE NOTIZIE….
#ossessioni #doc #disturboossessivocompulsivo #ansia #ossessione #ocd #pensieri #benessere #disturbo #compulsioni #disturbomentale #depressione #disturbialimentari #fobie #malessere #depression #malattiamentale #voglia #volersibene #malattia #peggio #starmale #aiutiamomax #viveresenzadoc
Ciao sono Max, sono un ragazzo di 33 anni, vivo in un piccolo paese del nord Italia e oggi sono qua per raccontarvi la mia storia:
Io soffro di un caso grave di DOC….
DOC significa disturbo ossessivo compulsivo, è un disturbo caratterizzato dalla presenza di ossessioni e/o compulsioni. È un disturbo che si cronicizza, anche se con fasi altalenanti di miglioramento e di peggioramento, ma a volte si aggrava fino a compromettere il funzionamento in diverse aree di vita.
La presenza di ossessioni e compulsioni comporta una marcata sofferenza, compromette il normale funzionamento sociale e lavorativo del soggetto e non è meglio giustificata da altri disturbi d’ansia o da malattie psichiatriche dovute a condizioni mediche generali.
Sin da piccolo sono sempre stato un bimbo molto tranquillo e che tendeva a starsene un po’ nel suo mondo, già all’asilo quando ero in classe a fare la lezione io volevo andare fuori a giocare e andare in giro con la mia bici, probabilmente in quella fase della mia età sentivo dentro di me già quella voglia di fare di più che stare rinchiuso in una classe, pure essendo all’asilo in quella tenera età mi sono trovato con la sfortuna di conoscere cosa significa il bulling.
Quando facevo le prime e le seconde elementari non mi trovavo un gran che tra i miei compagni di classe, non era il migliore ambiente scolastico; ci siamo trasferiti a una nuova cittadina dove fece la terza elementare dove fu difficile l’inserimento con i nuovi compagni e i nuovi professori, riuscì a fare amicizia con alcuni compagni. Ce stato un evento che mi ha marcato tanto in questo periodo e ha stato la divisione della classe in gruppi gerarchici nei quali quelli del gruppo chiamato “Orsi” erano quelli più lenti nell'apprendimento e quindi invalidati dai professori e bullizzati dagli altri compagni, io mi trovavo in quel gruppo.
Nelle medie mi fu dato il colpo di grazia da chi mi ha bullizzato, i miei compagni e da chi avrei dovuto fidarmi di più a scuola, i miei professori; una di quelle azioni di bullismo era chiamarmi “mezzomarinaio” in quel tempo era ancora mal visto essere omosessuale e per tanto questa era una offesa molto grave, con questo condizionamento mentale sono arrivato al punto di credere di esserlo veramente arrivando ad avere uno dei tanti DOC esistenti, il doc omosessuale ovvero la paura di esserlo, paura che duro per molti anni arrivando molto spesso a piangere nelle braccia di mia madre. L’ansia e la paura di andare a scuola tutti i giorni era arrivata ad essere così grande da aumentare i miei disagi esistenziali e a far crescere certe compulsioni come ad esempio se per sbaglio mi toccavo l’orecchio destro dovevo subito toccarmi l’orecchio sinistro, perché nella società chi ha l’orecchino all’orecchio destro di solito viene identificato come omosessuale.
Con il mio stato cosi debole ho dovuto passare alle superiori in una scuola che non avevo scelto io ma i miei genitori insieme a i miei professori, una scuola che non mi piaceva affatto. Avevo grandi aspettative oltre tutto, una scuola nuova e privata con persone nuove, più cresciute mentalmente dove alla fine avrei potuto trovare la tranquillità che cercavo, non fu cosi; mi sono trovato in una situazione ancora peggiore di prima e più di quanto pensassi: compagni che in mezzo alle lezioni si facevano la maria e addirittura mi sono trovato di fianco una volta un compagno che teneva nella cartella un pacco grande di erba, lo prese e me lo mostro in piena faccia, sono finito tra le peggiore tipologia di alunni che può esistere molto probabilmente, quelli dimenticati da dio, tutti i professori tranne quello di italiano erano un po’ antipatici e non erano capacita di a svolgere un lavoro adatto a insegnare ad ragazzo le materie e ciò con il tempo mi ha portato ad avere molta meno voglia di andare a scuola perché mancavano tutti gli ingredienti necessari per poter imparare a fare squadra, crescere a livello personale, fare esperienze indimenticabili insieme ad altre persone, la passione, l’ambiente corretto, l’empatia, il rispetto da parte di professori ed alunni, fu per me tutta una perdita di tempo e di energie e di soldi da parte dei miei genitori il che mi rattristo molto;
Dopo un certo tempo sono arrivati dei ragazzi nuovi che hanno peggiorato la situazione nella scuola, non era solo sentirmi ansioso e impaurito ma è cresciuta anche la insicurezza di stare in quel posto. A questo punto si era insediato in me l’ insoddisfazione nel “vivere”, non riuscendo a socializzare con gli altri, l’ambiente in cui dovevo stare e cosi avevo delle paranoie tanto che in quel in quel momento sono arrivato a pensare che era io quello sbagliato nel mondo, cosi dilaniato, cosi addolorato e deluso di tutto e di tutti ho creduto di arrivare ad essere un senza tetto, senza sogni, senza speranze, senza voglia di vivere…passai l’ultimo anno di scuola a dormire con la testa bassa sul banco fino a tale punto che credevano i miei professori che fumavo la maria di nascosto quando in realtà avevo toccato fondo in una immensa depressione.
Era tale la pressione che avevo e la depressione cosi profonda che ho deciso di non finire le scuole e iniziare a lavorare senza un obiettivo chiaro, senza una prospettiva di vita, senza pensiero. Il primo lavoro fu come falegname, ero in un vecchio capannone non molto sicuro, faceva freddo e i trucioli di legno mi riempivano le narici, per piegare dei cartoni particolare mi venivano le mani arancioni. Li mi resi conto di essere sfruttato, in più venivo trattato male e pagato meno del dovuto, nonostante abbia lavorato tutto il tempo da solo senza un mentore adeguato ad insegnarmi il mestiere. Ho riunito la forza e il coraggio per lasciare quel lavoro inumano e mi sono ritrovato a fare ben due lavori impegnandomi nel frattempo a prendere la patente fu in quel periodo in cui ho iniziato a sentirmi più strano dal solito a livello mentale, facendo il corso hccp ho iniziato ad avere un po’ più di fissazione con la contaminazione del cibo (con il cui lavoravo), se toccavo il latte dovevo lavarmi le mani per toccare la carne ad esempio, e cosi ad ogni cosa che toccavo, in più si è aggiunta la paura di non avere eseguito i passi di pulizia corretti facendo ammalare a qualcuno portandomi ad avere grossi sensi di colpa, era più il tempo sprecato in lavarmi le mani, mettermi i guanti, togliermi i guanti, rifare tutto da capo che il tempo che dedicavo ad attendere a i clienti, a certo punto ho iniziato ad avere più attacchi d’ansia, me ne sono accorto che qualcosa era cambiato o peggiorato fin che un giorno in mezzo al lavoro mi sono sentito molto disperato, ansioso, triste e fisicamente debole, la vista si ha iniziato a offuscare arrivando in me la sensazione più paurosa che abbia mai sentito, la sensazione come se stavo per morire tanto cosi che i miei occhi azzurri per la prima volta in vita mia sono diventati di un colore grigio opaco, è successo precisamente nel giorno del mio compleanno, non riuscivo a stare con la mia famiglia perché piangevo tutto il tempo e mi rinchiudevo in bagno tante volte per non farmi vedere con le lacrime sulla mia faccia dalla mia famiglia, avevo tanto dolore dentro, tanto tanto forte che non mi permetteva di stare fuori dal letto, loro hanno deciso di portarmi dalla psichiatra che mi ha prescritto gli psicofarmaci e gli ansiolitici.
Sono iniziato a stare meglio grazie a i farmaci, i miei occhi sono tornati blu dopo un po’ di tempo e con loro la mia voglia di vivere, canticchiavo, facevo le battute, suonavo la chitarra, riuscivo a fare nuove amicizie rendendo nuovamente la mia vita qualcosa di più bello. In famiglia però con il tempo delle cose cambiarono, mio papa fu licenziato dal suo lavoro, mia mamma era a casa già da ormai alcuni anni, alla loro età era difficile trovare lavoro e la responsabilità è caduta maggiormente su di me.
A quel punto lavoravo già come cameriere di catering, mi piaceva perché avevo la possibilità di lavorare sempre in posti diversi, esclusivi, vedere personaggi famosi, essere accanto agli chef più stellati, conoscere nuove persone e colleghi, avere sempre degli stimoli nuovi; lo prendevo come se fosse una nuova avventura ogni giorno alla scoperta di qualcosa di nuovo, tirava fuori di me il lato più forte. Di contro le location erano diverse, tante volte molto lontane dovendo guidare tante ore, le location erano il più delle volte anche scomode per lavorare visto che erano ville o castelli storici con percorsi scomodi, lunghi, stretti o non curati, la maggior parte delle volte dovevo lavorare dalle 12 ore in su di fila senza riposo, mangiando in piedi di fretta o addirittura non mangiare proprio facendo tutto di corsa a dei ritmi serrati, in tutto questo conta sempre la precisione, pulizia, bella presenza e professionalità davanti al cliente, senza contare il caricare e scaricare i camion sotto il sole e dopo finito il servizio a notte fonda dovendo poi fare ore di guida essendo molto stanco, rischiando di fare un incidente per la eccesiva fatica dovendo anche avere la responsabilità dei colleghi che erano in machina insieme a me arrivando tante volte dopo le 7 del mattino del giorno successivo a casa mia. Con tutto lo stress, le poche ore di sonno, la fatica mentale e fisica accumulata dalle lunghe giornate trascorse sotto il sole, il mangiare male quello che ti capita o non mangiare, le cattive persone con cui sfortunatamente ho lavorato, le mancanze di pagamenti, l’approfittarsi della mia sensibilità, il fatto di non vedere i miei amici o la famiglia, avere uno svago o divertimento per quanto minimo che fosse ,quindi non avendo più una vita ma solo lavoro-letto mi ha portato con il tempo a avere una ricaduta nel ciclo di ansia, depressione ricorrente ogni volta maggiore.
Con questa ultima ricaduta sono stato fortemente debilitato tanto da non riuscire a vivere la mia quotidianità da quanto malessere avevo, l’unica cosa che riuscivo a fare per la maggiore era restare a letto tutto il giorno non essendo capace di muovermi per la spossatezza del mio corpo, potevo stare lo stesso giorni senza dormire soffrendo di insonne come potevo anche dormire per giorni completi. Talmente era forte l’ansia, le preoccupazioni, le paure, le ossessioni, mi scappava di andare in bagno oltre le 20 volte dalla tensione che creavo dentro il mio corpo, sono tornati i momenti di forte pianto e momenti in cui mi sentivo da solo in un mondo pitturato completamente di nero in totale oscurità sentendo che la mia vita era svanita. Il dolore e le brutte sensazioni, l’oscurità che era ovunque, il macigno che mi portavo dentro nei momenti di malessere acuto mi hanno portato ad avere quei pensieri che non avrei mai voluto avere cioè dei modi per farla finita ed e in quel momento che avevo capito che avevo toccato il fondo, lo avevo bucato ed ero andato a toccarne un altro più in giu. Inoltre le cose a casa sento che stanno peggiorando un po’ alla volta senza il mio contributo economico insieme alla già dura situazione attuale, la sofferenza non è solo mia ma anche la condivide la mia famiglia e amici che nonostante tutto ciò mi sostengono stando vicino a me.
Ora le cose vanno meglio ma l’allarme interno non è ancora stato spento, è una dura lotta, mi sto impegnando molto a fare diverse cose e attività anche se non me la sento, sto andando avanti e ho cosi tanta voglia di vivere a pieno le mie giornate con tutta la gamma di sensazioni ed emozioni.
Visto che sono una testa dura sono riuscito a trovare una soluzione per guarire definitivamente e una volta per tutte dal DOC e riprendere la mia vita per mano. In Barcellona c’è un Istituto Internazionale che si incarica solo ed esclusivamente di aiutare alle persone affette de DOC e sono capaci di trattare al meglio anche i casi più estremi come sarebbe il mio, è un trattamento che ha una frequenza molto ravvicinata e molto costosa sia per me che per i miei genitori, senza contare che dovrei spostarmi a Barcellona per ricevere il trattamento.
Ma per questo viaggio dovrò avere un supporto economico e mi affido al buon cuore di tutti coloro che potranno evolvere un contributo solidale anche piccolo piccolo, per arrivare alla cifra consona per poter affrontare tutto questo.
Vi ringrazio tanto.
Vi terrò aggiornati sulla mia situazione, - postandovi aggiornamenti sui miei traguardi di salute e con la mia passione che da anni ho lasciato da parte, suonando la chitarra. SPERO TANTO di potervi dare al piu presto BUONE NOTIZIE….
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