Mare di erba
Sport
Obiettivi:
Salute e benessere

Di cosa si tratta

VIAGGIO

  • Otto ore di marcia giornaliere.
  • Media: 30 chilometri al giorno.
  • Si stimano 350 giornate di marcia più 150 giorni di soste tecniche per controlli veterinari, frontiere e mascalcia.

itinerario dall’antica capitale della Mongolia, Harahorin a Cracovia dove i nomadi hanno lasciato la traccia più occidentale della loro conquista passando attraverso la Siberia e le pianure dei grandi fiumi della Russia Europea

equipaggio

Tre saranno i cavalli che partiranno per quest’avventura:

- un cavallo per me;
- un cavallo per la guida
- un cavallo per il materiale nei tratti dove sarà necessaria una maggiore autonomia.

  • Ogni guida percorrerà circa mille chilometri e poi le sarà garantito un mezzo per rientrare a casa.
  • Saranno necessarie delle pause di ordine tecnico e burocratico al passaggio delle frontiere e in occasione delle ferrature.

L’approvvigionamento di viveri per cavalli e persone sarà effettuato nei villaggi e presso le famiglie lungo l’itinerario.
Intendo dormire sempre all’aperto vicino ai cavalli come ho sempre fatto, finché la stagione lo permetterà. Le guide decideranno per sé.

L'IDEA

  • Un sogno: quello di attraversare a cavallo l’Asia e l’Europa costruendo un ponte ideale tra le due culture attraverso il linguaggio internazionale dei cavalieri.
  • Una volontà: quella di accostarsi alla vita quotidiana degli avamposti più sperduti della steppa.

1241, Cracovia, una tromba desta l’allarme: i tartari sono alle porte.  Un arciere mongolo colpisce il trombettiere alla gola. I mongoli vincono ma si ritirano. Da allora, ogni giorno, la stessa melodia viene suonata da un trombettiere che si sporge dal campanile di Santa Maria e si interrompe nello stesso punto.

In questa impresa, porterei con me una freccia mongola. Una volta a Cracovia, vorrei donarla al trombettiere del campanile di Santa Maria.

Muri sono crollati, paesi scomparsi e lì, dove sembra che non ci sia niente è rimasto un modo di vivere.

Di questo vorrei diventare interprete e da testimone: vivendo come loro, stando con loro, dividendo il loro cibo e le loro notti stellate.

Come verranno utilizzati i fondi

Gran parte delle energie necessarie per compiere questa impresa arriveranno da sponsor che ci tengono a trasmettere con il loro lavoro valori vicini a quelli che racconterà e credono nella sua unicità. La proposta di questa raccolta fondi è per coprire una parte delle spese e mi piacerebbe che questa parte fosse quella delle spese di mascalcia.
La polvere dei ferri che si consumeranno lungo la strada sarà la nostra traccia, chiedendovi di partecipare a questa spesa, vi chiedo di partecipare a tutta la strada che c'è tra Oriente e Occidente.

Per partire con il piede giusto sarà necessario far fare la prima ferratura a un vero maniscalco. In Mongolia i cavalli sono scalzi e non esiste quest'arte, per accingersi a una traversata così lunga non è pensabile fare altrettanto.

le spese di mascalcia necessarie per percorrere questa strada e raccontare le storie che la costeggiano comprenderanno

- volo di Andrea Pomo, maniscalco italiano che ha ferrato Isotta Raminga in partenza per ogni impresa. una delle sue ferrature ha percorso più di millesettecento chilometri
- sua permanenza in Mongolia per 10 giorni
- affitto di forgia, incudine e mole da un fabbro locale
- forgiatura di 3 ferrature per ogni cavallo in loco
- ferratura dei 3 cavalli
- forgiatura delle ferrature successive e spedizione al bisogno in punti prestabiliti, -a Novosibirisk e Ufa-.

- ferrature successive

Media

il progetto 'Mare di erba' è stato raccontato nel corso delle serate di presentazione del libro 'Sentieri da lupi' e annunciato dalla rivista 'Cavallo Magazine' e da giornali locali.

qui di seguito riporto il link 

all'articolo con cui il Corriere della Sera ha lanciato l'impresa

Paola sulle orme di Gengis Khan, a cavallo per 500 giorni

e all'intervista di Radiodue Miracolo Italiano che si può ascoltare al minuto 33 della puntata del 14 gennaio

Puntata dai ritmi lenti, con l'amazzone solitaria Paola Giacomini

libri su viaggi precedenti

SENTIERI DA LUPI, ottobre 2017, Blu edizioni

Carrellata di incontri ed episodi raccolti lungo un viaggio a cavallo. L’idea era di ripercorrere attraverso l’intero arco alpino la strada del lupo sloveno che sta ricolonizzando le alpi da est e si è ricongiunto in Lessinia al lupo appenninico formando il primo branco misto di queste popolazioni. I lupi sono stati scacciati per oltre un secolo e raccontare la storia di questa fiera temuta dalla quotidianità di chi si scontra con la sua fame e riverita dalle canzoni di chi ne ammira la libertà con la voce di chi li conosce e frequenta il loro ambiente, è un modo per ‘fotografare’ le Alpi di oggi. Sono storie di pastori, margari, bracconieri, cacciatori, guardiaparco, naturalisti, biologi e poeti che vivono nelle Alpi e amano, odiano, cercano o sfuggono i lupi, collegate da episodi del viaggio che li hanno resi possibili. L’itinerario percorso per compiere quest’impresa è stato strettamente alpino. Il mezzo pensato per percorrerlo è stato una cavalla, Isotta Raminga, abituata a superare ostacoli, percorrere lunghe distanze e vivere tranquillamente in luoghi selvaggi. Grazie a lei è stato possibile effettuare quest’indagine, bivaccando fuori dalla civilizzazione e percorrendo sentieri da lupi.

CAMPO DI STELLE, febbraio 2016, I Quaderni dell'Alpitrek

Un diario nelle bisacce, una cavalla affidabile per raggiungere ogni sera un posto nuovo, uno spazio enorme da attraversare per raggiungere Santiago de Compostela.

Santiago è un punto nello spazio. Un punto diverso dagli altri, attira sogni e speranze. I cammini per raggiungerlo sono infiniti come i raggi che circondano un sole. I modi per raggiungerlo anche. Ogni anima che si mette in moto per toccare quel Confine ha la sua dose di bellezza e di tormenti. La miscela di questi ingredienti lo porta a rendere la stessa strada un universo speciale. Sono partita a cavallo passando dalla Sacra di San Michele e percorrendo la Valle di Susa lungo una delle Vie Francigene per raggiungere il confine francese. Ogni volta che sello e parto continuo con lei questa strada.
Notti sul fieno di qualche agricoltore, sulle pietre o sull’erba, sempre sotto lo stesso cielo. Questa è la storia di un modo per andare laggiù. Uno degli infiniti modi possibili. Questa è la storia del sentimento che ha portato me laggiù. Uno degli infiniti sentimenti possibili.




sellarEpartire

1999: leggo 'In Mongolia in retromarcia' di Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni e capisco due cose: 
uno: andare a cavallo è un modo di vivere,
due: devo vedere quei posti

2006: primo lungo viaggio a cavallo dalla Sacra di San Michele a Santiago de Compostela e ritorno, 4500 km di incontri e di scuola in cui Isotta Raminga, la cavalla con cui ho sempre viaggiato, mi ha insegnato molte cose

2007: primo viaggio in Mongolia in cui ho trovato esattamente quello che avevo letto nel libro, ci sono tornata altre tre volte cercando di capire e trovare il modo di realizzare questo sogno.

2009: Cracovia, piazza del mercato, una tromba suona una melodia malinconica e si interrompe di colpo, chiedo spiegazioni e mi raccontano di quando i mongoli conquistarono la città. al loro arrivo il trombettiere che stava dando l'allarme fu colpito da una freccia alla gola e la melodia si interruppe in quello stesso punto. da quanddo i mongoli se ne sono andati, ogni giorno a mezzogiorno un trombettiere sale sullo stesso campanile e la ripete.

in un attimo mi sono vista il collegamento tra posti così lontani, il tempo trascorso da allora e quello necessario a percorrere quella strada.

nel frattempo ho percorso quasi diciottomila km a cavallo, contando solo i viaggi. un giorno di quest'estate una donna a cui anni fa avevo raccontato questa storia mi ha regalato il biglietto aereo per andare a cercare i cavalli e mettermi in pista per realizzarla e adesso sono qui a chiedere il vostro contributo e in qualche modo la vostra partecipazione.

solo questo, vorrei che questo viaggio fosse un messaggio di pace e di legame tra questi mondi così lontani sempre più mischiati dalla centrifuga del progresso.

è un viaggio lungo e molte delle ricompense che propongo non potrò esaudirle prima del mio ritorno. spero che abbiate questa pazienza e spero che qualche volta mi pensiate in questo anno e mezzo di avventura che mi aspetta. senza risorse non potrei partire, senza affetto non sono così sicura di saper tornare.



Aggiornamenti (18)
28 January 2020

Giornata intorno alla gher

Ciao a tutti, scusate la lunga assenza, ma per realizzare questa idea ci voleva un po' di tempo.

Sono davvero partita da Kharakhorin il 10 giugno 2018, ero molto in ritardo sui miei piani a causa di grane burocratiche che si sono risolte tutte all'ultimo e tutte al limite del miracolo.

Il viaggio é durato nove mesi attraverso Mongolia, Siberia,  Russia, Paesi Baltici e Polonia. Il rientro attraverso Slovacchia, Austria e Italia lo vedo quasi come un altro viaggio.

A Cracovia siamo stati accolti con una bella festa, i cavalli sono stati davvero all'altezza del momento in mezzo a tutta quella gente e questo ha reso la consegna della freccia ancora più emozionante.

I chilometri in sella sono stati circa 9500, le persone incontrate tantissime, i tramonti indimenticabili anche.

Ho dovuto far cambiare i ferri dei cavalli dieci volte. La prima ferratura l'aveva forgiata sul posto Andrea Pomo a cui ho potuto pagare il viaggio in Mongolia grazie a questa raccolta fondi.

Ė quasi ora di festeggiare. Appena la stagione sciistica andrà a finire ho in programma una giornata per voi a cavallo tra aprile e maggio. Comunicherò al più presto la data esatta attraverso questi update.

Non dimentico.

Spero che abbiate ancora la curiosità di incontrare questi due ignari avventurieri. Intanto ancora grazie

paola, Custode e Чигээрээ


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17 May 2018

da Ulan Bator

eccomi qui in Mongolia, gli ultimi giorni prima della partenza sono stati un frullatore. Nonostante tutte le difficoltà, il visto russo è arrivato in tempo grazie all'architetto Virano e al suo staff e il visto mongolo in extremis completo grazie alla professoressa Nadia Breda dell'Università di Firenze e a Tsetse.

Non intendo tediare con tutte le complicazione che mi hanno costretta a risolvere tutto questo così all'ultimo. Vorrei solo scusarmi per non aver preparato le spille promesse che avrei voluto spedire prima di partire. Dovrò farlo al ritorno.

Grazie al vostro contributo Andrea è potuto venire fino a qui per ferrare i cavalli. Ha fatto un ottimo lavoro con il niente che è riuscito a trovare qui, gli attrezzi che si è portato da casa e i cavalli assolutamente non abituati a farsi toccare i piedi.
Il piede è il cavallo, se non è curato è obbligato a fermarsi e da queste parti un cavallo fermo morirebbe di fame. Anche i mongoli che normalmente non mettono i ferri, mi hanno consigliato di ferrare. Non potevo essere io a fare la prima ferratura a degli animali così selvatici. A dir la verità non credo che potrò fare neanche la seconda. Stamattina è partito per rientrare in Italia, la prossima volta si vedrà.

Intanto vi ringrazio perché il suo intervento è stato fondamentale ed è stato possibile grazie a voi.

Organizzandomi con gli ultimi preparativi, spedirò cartoline e stampe. Se vorrete notizie sul viaggio, aggiornerò il più possibile  www.sellarepartire.it.

Buona Strada

paola senza Isotta

30 March 2018

Disgelo

“Qualunque migrazione di nomadi richiede l’organizzazione precisa e flessibile di una campagna militare. Alle tue spalle l’erba sta avvizzendo. Davanti a te la neve può bloccare i passi.”
– B. Chatwin-
adesso i bucaneve fioriscono, la neve libera i passi..

da http://www.sellarepartire.it/2...

Su questo sito continueró ad aggiornare sullo stato del progetto. Intanto il volo é fissato per il 10 maggio, quasi due mesi dopo la data prevista dal progetto iniziale. Oltre non si puó partire. Il prezzo é la Siberia in inverno.

29 March 2018

Monumento vivente

un'enorme statua di acciaio domina la valle. Rappresenta un cavaliere, dicono che fosse Gengis Khan. In questo posto perdette la faretra quando riuní in un patto comune I suoi piú fedeli cavalieri.

Stavo per tornare in Italia e la fine dell'ultimo giorno al campo mi ha donato questa visione: un branco di cavalli era andato a pascolare sulla strada asfaltata e il loro mandriano stava andando a riportarli ai propri pascoli.

Il suo trotto corrspondeva come proiezione reale di un'idea alla posizione della statua. So per certo che lui non era Gengis Khan, ma l'impressione di un monumento in movimento é stata il saluto di un tramonto reale da non dimenticare 

28 March 2018

Mare di erba

Guarda, non puoi non passare dal Kazakhstan..il vero mare di erba é lí!

Il libro in cui ho trovato queste foto me lo ha prestato Ugo Beretta. Lui lo avevo conosciuto in una Pasqua di pioggia nel 2012. Stavo andando in Emilia con Isotta Raminga e lui ci ha offerto riparo nel suo fienile. Da allora siamo sempre rimasti presenti l'unoall'altra. 

Suo figlio lavora in Kazakhstan e grazie a lui, tutto quello che sembrava difficile sta diventando facile.

Quando passeró la frontiera, tutti I bei fiori della foto saranno già sfioriti, ma grazie a una Pasqua di pioggia, potró camminare sul mare di erba..

25 March 2018

Elogio del senza

Un blocco di marmo come tutti gli altri blocchi di marmo di un’enorme cava di marmo.
Abbaglia già da lontano quando vedi stagliarsi le Apuane a nord delle marine.
La mulattiera si inerpica fin lassù oltrepassando castagneti che sembrano essere lì da sempre ma sono solo l’assaggio dell’eternità racchiusa nel candore delle cime.
Michelangelo sale sulla via bianca scavata a forza di picco per portare a valle le pietre che decorano gli angoli del prestigio.
Ormai conosce tutti i cavatori, gente indipendente fatta di nervi e temprata dal sole, uomini che in quel bianco riconoscono vene
e punti di frattura invisibili per chiunque altro. Indaga presso di loro per scoprire le forme nascoste nella trappola della materia. Scende a valle con un seguito di materiale.
Il suo compito è liberare da prigioni immemori lo spirito di figure che lui riconosce. Il suo scalpello restituisce spirito e corpo a blocchi di marmo che in altre mani sarebbero diventati gradini o davanzali.
In quei viaggi ha riconosciuto molti volti da riportare in luce, deve scegliere chi liberare dalla pietra. Non basterà una vita e
farli riemergere tutti.
Tensione a far emergere forme che rappresentano la sostanza di una materia inerte. Togliere, togliere e togliere tutto quello che
copre l’essenziale.
Quello che resta è essenziale.

da http://www.sellarepartire.it/2...

23 March 2018

Lontani vicini

molti cavalli hanno superato l'Inverno in Mongolia. Quelli di Saraa e Baghy li ho conosciuti e li rivedró.

Loro li ho conosciuti grazie a un passaparola infinito, cominciato 1500 km piú a ovest. Le distanze in Mongolia hanno un senso diverso da qui. Vicini sono i parenti e gli amici, lontani sono quelli che non si conoscono. Il forestiero é accolto con tutti gli onori, ma rimane lontano anche dentro la stessa tenda.

Gaby é amica di Saraa ed é vicina a lei anche se é tedesca. Ha sempre vissuto in angoli molto selvaggi di mondo per via del mestiere di suo marito. Abita in Mongolia per sei mesi all'anno andando e tornando. In tutti I paesi in cui é stata, ha sempre approfondito molto l'incontro con la gente che li abitava. In Mongolia le é successo qualcosa in piú: ha incontrato Saraa e Baghy e dopo tutte le enormi distanze che ha accumulato, si é trovata davanti a qualcuno vicino. 

La lingua mongola é parlata da poco piú di due milioni di persone. Gaby ha cominciato a studiarla e non finirà mai perché é molto difficile.

-ma a cosa ti serve studiare una lingua che nessuno sa parlare?

-a parlare con Saraa 

Lontano é vicino, vicino é lontano..

20 March 2018

19 marzo 2018 san Giuseppe

i ferri dei cavalli sono assicurati grazie a voi. la polvere dei ferri che si consumeranno lungo la strada vi appartiene, spero di poter creare un bel disegno con quella traccia e di poterlo guardare con voi per riconoscervi quanto ne siete parte. 

Ieri sera alle 20.30, il progetto Mare di erba è stato finanziato grazie a 

Albert, Alepsacha, Andrew68, arturo.garda, bax, bolzano, chiarab, Chiara.crescioli, Daniela241083, Daniela Maselli, Daniele Vico, DariaGirasole, Davide D., Davide DePiccoli, Elisurbons, enricodallarosa, Frux, gibaconti, giorgetto77, giovanna.golzio, Isagius, Juan(Argentina), Juanita, Lince, Ikam456k, luca b, lucater, mariebarbeni, marta.chiantore, MicheleBar, micna, nerolupo, Paolo e Ila, Pat56, Patrizia Meroi, pieromarin1, Roccumb, rudy the best, saragiovanna, SimonettaB, SimonettaB, StefanoBrossa, Stefano Macchetta, Strixy, TATONE, travellingrob, ums, Viola Parigi e altri che non si sono dichiarati

nel primo programma di questo viaggio avrei dovuto partire il 19 marzo. non è stato possibile, sto aspettando che si sbroglino alcuni nodi burocratici per poter comunicare la vera data di partenza che sarà verosimilmente a fine aprile. 

19 March 2018

arco composto

preciso, composto di legno, corno e tendini, retroflesso per tenderlo oltre misura, corto per poterlo manovrare anche in sella. da più di mille anni gli arcieri delle steppe forano il cielo con le loro frecce silenziose. 

la terza gara del Naadam è quella di tiro con l'arco: sono gli anziani ad affrontarsi in questa disciplina. Hanno corso, hanno lottato, la loro saggezza gli permette di prendere la mira.

10 March 2018

densità

la steppa è rarefatta. molti sfuggono verso le grandi città, alcuni restano per caso, altri per scelta, i più rari..
chi resta per scelta e si adegua a questo mondo preservando dall'estinzione quello arcaico, è depositario di qualcosa di inestimabile.

09 March 2018

natura delle cose

nel nord della Mongolia e nel sud della Siberia sta riprendendo piede un animismo arcaico le cui braci hanno superato sotto la cenere rivoluzioni e progresso. negli angoli più perduti si incontrano tracce di devozione e speranza.

il senso essenziale della visione del mondo di chi non ha un dio infiocchettato e coperto dalle bugie della civiltà, ma lo riconosce dove c'è senza maschere di pensiero


07 March 2018

latte

In ogni parte del mondo, il primo e l'ultimo raggio di sole di ogni giornata va a rimbalzare su un sorso di latte. Pascoli, erbivori e latte sono legati da un filo dolce e nutriente.

piovigginava, nevischiolava e dentro la gher la stufa irraggiava calore come un abbraccio.
A sinistra della porta c'era un recinto di un metro e mezzo per un metro e mezzo con la nutrice di sette capretti. Fuori della porta c'era la coda delle madri che non vedevano l'ora di rivedere i loro piccolini.  La bambina le faceva entrare una per volta e mentre la capra coccolava il suo piccolino, le due donne di casa la mungevano e il capofamiglia la teneva al suo posto. Ogni volta che una capra veniva fatta uscire, la signora puliva per terra prima che venisse fatta entrare la prossima.
La casa era allo stesso tempo rifugio e stalla, eppure pulizia e cura dominavano l'aria in armonia.


05 March 2018

passaggi

certe volte i fiumi li attraversavamo su ponti di tronchi grandi, piccoli, medi. ingegnerie di sopravvivenza. affronti agli ostacoli, collegamenti tra sponde differenti.

certe volte il ponte non c'è. cavi d'acciaio tesi da una sponda all'altra fanno da ancoraggio per chiatte di legno su cui sale di tutto: mezzi, animali, cavalli. nessun mancorrente a cui appoggiarsi, un pontile da cui salire sul pelo dell'acqua, otto braccia forti che tirano e spingono una carrucola. 

questi cavalli hanno visto questo ed altro e salgono sull'ondeggiante piattaforma come se fosse immobile. scendono molto contenti di rimettere i piedi sulla terra ferma..

Pons tremolans

02 March 2018

insieme

In Mongolia gli alberi sono una rarità, il carbone è diffuso come combustibile da grandi occasioni e in molti posti l'unica cosa da bruciare è lo sterco secco degli animali allevati. Dall'altra parte del fiume che costeggia l'accampamento di Saraa e Baghy, c'è un boschetto di salici. Si aspetta l'inverno per andare a raccogliere la legna di tutto l'anno perchè quando il fiume è ghiacciato, lo si può attraversare con il carro.

il giorno cadeva ed ero andata a vedere l'ultimo raggio di sole sul fiume. Appena l'ultimo raggio ha cercato di andarsene, sono arrivati dall'accampamento Baghy, suo figlio e due suoi nipoti in partenza con un carro di legno tirato dal bue. Stavano andando a fare legna e mi sono unita alla spedizione.

Baghy stava davanti e saggiava la consistenza del ghiaccio sul fiume per mettere in sicurezza la progressione. il figlio conduceva il bue e Zarkhna stava seduto sul carro con suo cugino.
Siamo arrivati in una radura del bosco dove era già ammucchiata una catasta disordinata. Potendone trasportare di più, tutta la famiglia si è messa all'opera per far cadere ancora qualche albero prima che fosse completamente notte. Baghy ne sceglieva uno e bussava sul suo tronco. A seconda del suono decideva se farlo cadere o meno. Quando trovava quello buono, gli dava qualche colpo di accetta al colletto e tutti insieme lo spingevano finché non cadeva. Trasportato tutto vicino al carro, lo abbiamo caricato mentre una luna gigantesca illuminava a giorno la neve e siamo rientrati sotto le stelle. Al ritorno il bue era condotto da Zarkhna.

Tutto era candido e nelle tende il fuoco era acceso. La luce gialla usciva dai rosoni centrali raccontando familiarità e calore.

01 March 2018

persone

Saraantuya= splendore della luce della luna
Baatsaykhan= forte e gentile

Saraa e Baghy sono nonni, vivono nell'accampamento lungo il fiume dove l'acqua corre sempre, riparato dalla collina rocciosa. Saraa si occupa della casa e Baghy degli animali. Sono i custodi di tre piccoli cavalli che ancora non hanno idea dell'impresa che li aspetta.

28 February 2018

posto

Il punto più critico dei preparativi in Mongolia è stato la ricerca del posto dove i cavalli avrebbero potuto trascorrere l'inverno al sicuro. Normalmente gli animali in Mongolia non hanno un ricovero in nessun momento dell'anno e vengono foraggiati solo i cavalli da gara. Non c'è agricoltura e il fieno viene tagliato e raccolto nel nord est e al sud verso i confini. 

Dovevo trovare una famiglia che si occupasse dei miei cavalli come se fossero suoi, che li foraggiasse per permettermi di trovarli in forma in primavera e che si curasse di metterli al riparo nelle notti più terribili. Avevo bisogno di qualcuno che trattasse tre cavalli qualsiasi come se fossero cavalli da gara dei più preziosi.

Questa famiglia esiste e si trova qui, a 60 km da Ulan Bator, il campo è piantato vicino al fiume che raggiunge la capitale e in quel punto fa una curva intorno a una collina rocciosa che ripara le tende dai forti venti del nord e dove l'acqua accelera al punto da rimanere liquida e disponibile per l'abbeverata anche nel più rigido inverno.

Il posto è questo, nel giorno della foto che è stato uno dei più caldi di quelli in cui ero lì a dicembre, il termometro segnava -30 all'una di pomeriggio. Al campo si stava davvero bene.

26 February 2018

la tenda

sembra che la terra scorra identica a sè stessa all'infinito, invece di colpo fa una piega, sotto quella balza c'è una sorgente di acqua dolce e l'onda di roccia dove essa sgorga, ripara dal vento un angolo di steppa. lì ci sono le tende e abita una famiglia con i suoi animali.

nessun cavallo in giro, solo cammelli. Dentro la tenda un rumine conciato contiene latte di cammella fermentato. la signora ce ne versa un mestolo a testa in una ciotola, è candido e fluido, pizzica un po', è dolce di suo, senza aggiungere niente. La stufa è accesa in mezzo alla tenda, non abbiamo un linguaggio comune, stiamo insieme un paio d'ore, impariamo molte cose.

a qualsiasi ora si arrivi a bussare alla porta di una tenda, la si trova aperta, in qualsiasi momento, la stufa si mette a scaldare carne secca di montone e il tè viene versato nei bicchieri. la tenda è un rifugio. Serve il feltro per isolare dal calore e dal gelo. La vita è fuori. Non servono finestre per vedere il panorama, basta uscire. 

22 February 2018

la steppa

All'inizio c'è la steppa, colore e odore di polvere, vento e odore di vento. 

Rocce e qualche ciuffo d'erba stinta. Gli animali che la abitano vestono mantelli dello stesso colore polveroso. E' terra di cavalli da sempre. Cavalli primordiali che hanno superato incolumi milioni di inverni oltre i quaranta sotto zero, hanno saputo dissetarsi dal residuo salmastro di fiumi prosciugati in torride estati oltre i quaranta gradi.

Sembra un posto inospitale, eppure è abitato da uomini e animali dalla preistoria.

Basta entrare in una tenda e si scopre perché..

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tris di spille 'Storie senza scritte ' esemplari unici

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cartolina dalla Mongolia (la posta che esce dalla Mongolia arriva molto rapidamente in Europa, ho fatto un esperimento nell'ultimo viaggio e in Germania arriva in 8 giorni, alcune cartoline destinate all'Italia che ho spedito a dicembre sono arrivate l'altra settimana, dovrebbero comunque raggiungervi prima di me!)

spilla, 

ringraziamento sul sito

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stampa dalla Mongolia (la posta che esce dalla Mongolia arriva molto rapidamente in Europa, ho fatto un esperimento nell'ultimo viaggio e in Germania arriva in 8 giorni, alcune cartoline destinate all'Italia che ho spedito a dicembre sono arrivate l'altra settimana, dovrebbero comunque raggiungervi prima di me!),

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ringraziamento sul sito


50€ o più

telefonata per soddisfare curiosità o dubbi in merito al viaggio, una volta concluso,

cartolina dalla Mongolia,

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ringraziamento sul sito

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report dei principali incontri del viaggio scelti tra quelli che verranno riportati sul sito in itinere e stampati al rientro. Il libro vero e proprio richiederà un lavoro che non mi sento di sminuire con una pubblicazione immediata e verrà in seguito

telefonata per soddisfare curiosità o dubbi in merito al viaggio, una volta concluso,

spilla, 

ringraziamento sul sito

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invito al Naadam-day nel maggio 2020: Mostra nomade di una gher interamente arredata e i cavalli intorno per vivere una giornata nella steppa con racconti, proiezioni e sfide.  

report,

spilla, 

ringraziamento sul sito

110€ o più

invito al Naadam-day nel maggio 2020: Una gher interamente arredata e i cavalli intorno per  vivere una giornata nella steppa con racconti, proiezioni e sfide.  

cartolina dalla Mongolia.

report,

spilla, 

ringraziamento sul sito

140€ o più

un ferro di un cavallo di quelli che compiranno l'impresa,

invito al Naadam-day nel maggio 2020: Una gher interamente arredata e i cavalli intorno per  vivere una giornata nella steppa con racconti, proiezioni e sfide, 

report,

spilla, 

ringraziamento sul sito

250€ o più

Giornata alla trapper con i cavalli dell'impresa -da calendarizzare-

un ferro di un cavallo di quelli che compiranno l'impresa.

invito al Naadam-day nel maggio 2020: Una gher (chiamata yurta dai russi) interamente arredata e i cavalli intorno per  vivere una giornata nella steppa con racconti, proiezioni e sfide.  

report,

spilla, 

ringraziamento sul sito

300€ o più

Notte nella gher in Val di Susa per 2 persone. - da calendarizzare nel 2020

Giornata alla trapper con i cavalli dell'impresa -da calendarizzare nel 2020

un ferro di un cavallo di quelli che compiranno l'impresa,

report

invito al Naadam-day nel maggio 2020: Una gher interamente arredata e i cavalli intorno per  vivere una giornata nella steppa con racconti, proiezioni e sfide.  

spilla, 

ringraziamento sul sito

1500€ o più

Montaggio della gher in un posto a vostra scelta -per un paio di giorni, entro 50 km da Caprie nel 2020-

un ferro di un cavallo dell'impresa.

invito al Naadam-day nel maggio 2020: Una gher (chiamata yurta dai russi) interamente arredata e i cavalli intorno per  vivere una giornata nella steppa con racconti, proiezioni e sfide.  

report,

spilla, 

ringraziamento sul sito

2500€ o più

Montaggio della gher in un posto a vostra scelta -per un paio di giorni, entro 350 km da Caprie nel 2020

un ferro di un cavallo dell'impresa.

report,

invito al Naadam-day nel maggio 2020: Una gher (chiamata yurta dai russi) interamente arredata e i cavalli intorno per  vivere una giornata nella steppa con racconti, proiezioni e sfide.  

spilla,

ringraziamento sul sito

Sport
Obiettivi:
Salute e benessere

Di cosa si tratta

VIAGGIO

  • Otto ore di marcia giornaliere.
  • Media: 30 chilometri al giorno.
  • Si stimano 350 giornate di marcia più 150 giorni di soste tecniche per controlli veterinari, frontiere e mascalcia.

itinerario dall’antica capitale della Mongolia, Harahorin a Cracovia dove i nomadi hanno lasciato la traccia più occidentale della loro conquista passando attraverso la Siberia e le pianure dei grandi fiumi della Russia Europea

equipaggio

Tre saranno i cavalli che partiranno per quest’avventura:

- un cavallo per me;
- un cavallo per la guida
- un cavallo per il materiale nei tratti dove sarà necessaria una maggiore autonomia.

  • Ogni guida percorrerà circa mille chilometri e poi le sarà garantito un mezzo per rientrare a casa.
  • Saranno necessarie delle pause di ordine tecnico e burocratico al passaggio delle frontiere e in occasione delle ferrature.

L’approvvigionamento di viveri per cavalli e persone sarà effettuato nei villaggi e presso le famiglie lungo l’itinerario.
Intendo dormire sempre all’aperto vicino ai cavalli come ho sempre fatto, finché la stagione lo permetterà. Le guide decideranno per sé.

L'IDEA

  • Un sogno: quello di attraversare a cavallo l’Asia e l’Europa costruendo un ponte ideale tra le due culture attraverso il linguaggio internazionale dei cavalieri.
  • Una volontà: quella di accostarsi alla vita quotidiana degli avamposti più sperduti della steppa.

1241, Cracovia, una tromba desta l’allarme: i tartari sono alle porte.  Un arciere mongolo colpisce il trombettiere alla gola. I mongoli vincono ma si ritirano. Da allora, ogni giorno, la stessa melodia viene suonata da un trombettiere che si sporge dal campanile di Santa Maria e si interrompe nello stesso punto.

In questa impresa, porterei con me una freccia mongola. Una volta a Cracovia, vorrei donarla al trombettiere del campanile di Santa Maria.

Muri sono crollati, paesi scomparsi e lì, dove sembra che non ci sia niente è rimasto un modo di vivere.

Di questo vorrei diventare interprete e da testimone: vivendo come loro, stando con loro, dividendo il loro cibo e le loro notti stellate.

Come verranno utilizzati i fondi

Gran parte delle energie necessarie per compiere questa impresa arriveranno da sponsor che ci tengono a trasmettere con il loro lavoro valori vicini a quelli che racconterà e credono nella sua unicità. La proposta di questa raccolta fondi è per coprire una parte delle spese e mi piacerebbe che questa parte fosse quella delle spese di mascalcia.
La polvere dei ferri che si consumeranno lungo la strada sarà la nostra traccia, chiedendovi di partecipare a questa spesa, vi chiedo di partecipare a tutta la strada che c'è tra Oriente e Occidente.

Per partire con il piede giusto sarà necessario far fare la prima ferratura a un vero maniscalco. In Mongolia i cavalli sono scalzi e non esiste quest'arte, per accingersi a una traversata così lunga non è pensabile fare altrettanto.

le spese di mascalcia necessarie per percorrere questa strada e raccontare le storie che la costeggiano comprenderanno

- volo di Andrea Pomo, maniscalco italiano che ha ferrato Isotta Raminga in partenza per ogni impresa. una delle sue ferrature ha percorso più di millesettecento chilometri
- sua permanenza in Mongolia per 10 giorni
- affitto di forgia, incudine e mole da un fabbro locale
- forgiatura di 3 ferrature per ogni cavallo in loco
- ferratura dei 3 cavalli
- forgiatura delle ferrature successive e spedizione al bisogno in punti prestabiliti, -a Novosibirisk e Ufa-.

- ferrature successive

Media

il progetto 'Mare di erba' è stato raccontato nel corso delle serate di presentazione del libro 'Sentieri da lupi' e annunciato dalla rivista 'Cavallo Magazine' e da giornali locali.

qui di seguito riporto il link 

all'articolo con cui il Corriere della Sera ha lanciato l'impresa

Paola sulle orme di Gengis Khan, a cavallo per 500 giorni

e all'intervista di Radiodue Miracolo Italiano che si può ascoltare al minuto 33 della puntata del 14 gennaio

Puntata dai ritmi lenti, con l'amazzone solitaria Paola Giacomini

libri su viaggi precedenti

SENTIERI DA LUPI, ottobre 2017, Blu edizioni

Carrellata di incontri ed episodi raccolti lungo un viaggio a cavallo. L’idea era di ripercorrere attraverso l’intero arco alpino la strada del lupo sloveno che sta ricolonizzando le alpi da est e si è ricongiunto in Lessinia al lupo appenninico formando il primo branco misto di queste popolazioni. I lupi sono stati scacciati per oltre un secolo e raccontare la storia di questa fiera temuta dalla quotidianità di chi si scontra con la sua fame e riverita dalle canzoni di chi ne ammira la libertà con la voce di chi li conosce e frequenta il loro ambiente, è un modo per ‘fotografare’ le Alpi di oggi. Sono storie di pastori, margari, bracconieri, cacciatori, guardiaparco, naturalisti, biologi e poeti che vivono nelle Alpi e amano, odiano, cercano o sfuggono i lupi, collegate da episodi del viaggio che li hanno resi possibili. L’itinerario percorso per compiere quest’impresa è stato strettamente alpino. Il mezzo pensato per percorrerlo è stato una cavalla, Isotta Raminga, abituata a superare ostacoli, percorrere lunghe distanze e vivere tranquillamente in luoghi selvaggi. Grazie a lei è stato possibile effettuare quest’indagine, bivaccando fuori dalla civilizzazione e percorrendo sentieri da lupi.

CAMPO DI STELLE, febbraio 2016, I Quaderni dell'Alpitrek

Un diario nelle bisacce, una cavalla affidabile per raggiungere ogni sera un posto nuovo, uno spazio enorme da attraversare per raggiungere Santiago de Compostela.

Santiago è un punto nello spazio. Un punto diverso dagli altri, attira sogni e speranze. I cammini per raggiungerlo sono infiniti come i raggi che circondano un sole. I modi per raggiungerlo anche. Ogni anima che si mette in moto per toccare quel Confine ha la sua dose di bellezza e di tormenti. La miscela di questi ingredienti lo porta a rendere la stessa strada un universo speciale. Sono partita a cavallo passando dalla Sacra di San Michele e percorrendo la Valle di Susa lungo una delle Vie Francigene per raggiungere il confine francese. Ogni volta che sello e parto continuo con lei questa strada.
Notti sul fieno di qualche agricoltore, sulle pietre o sull’erba, sempre sotto lo stesso cielo. Questa è la storia di un modo per andare laggiù. Uno degli infiniti modi possibili. Questa è la storia del sentimento che ha portato me laggiù. Uno degli infiniti sentimenti possibili.




sellarEpartire

1999: leggo 'In Mongolia in retromarcia' di Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni e capisco due cose: 
uno: andare a cavallo è un modo di vivere,
due: devo vedere quei posti

2006: primo lungo viaggio a cavallo dalla Sacra di San Michele a Santiago de Compostela e ritorno, 4500 km di incontri e di scuola in cui Isotta Raminga, la cavalla con cui ho sempre viaggiato, mi ha insegnato molte cose

2007: primo viaggio in Mongolia in cui ho trovato esattamente quello che avevo letto nel libro, ci sono tornata altre tre volte cercando di capire e trovare il modo di realizzare questo sogno.

2009: Cracovia, piazza del mercato, una tromba suona una melodia malinconica e si interrompe di colpo, chiedo spiegazioni e mi raccontano di quando i mongoli conquistarono la città. al loro arrivo il trombettiere che stava dando l'allarme fu colpito da una freccia alla gola e la melodia si interruppe in quello stesso punto. da quanddo i mongoli se ne sono andati, ogni giorno a mezzogiorno un trombettiere sale sullo stesso campanile e la ripete.

in un attimo mi sono vista il collegamento tra posti così lontani, il tempo trascorso da allora e quello necessario a percorrere quella strada.

nel frattempo ho percorso quasi diciottomila km a cavallo, contando solo i viaggi. un giorno di quest'estate una donna a cui anni fa avevo raccontato questa storia mi ha regalato il biglietto aereo per andare a cercare i cavalli e mettermi in pista per realizzarla e adesso sono qui a chiedere il vostro contributo e in qualche modo la vostra partecipazione.

solo questo, vorrei che questo viaggio fosse un messaggio di pace e di legame tra questi mondi così lontani sempre più mischiati dalla centrifuga del progresso.

è un viaggio lungo e molte delle ricompense che propongo non potrò esaudirle prima del mio ritorno. spero che abbiate questa pazienza e spero che qualche volta mi pensiate in questo anno e mezzo di avventura che mi aspetta. senza risorse non potrei partire, senza affetto non sono così sicura di saper tornare.



Aggiornamenti (18)
28 January 2020

Giornata intorno alla gher

Ciao a tutti, scusate la lunga assenza, ma per realizzare questa idea ci voleva un po' di tempo.

Sono davvero partita da Kharakhorin il 10 giugno 2018, ero molto in ritardo sui miei piani a causa di grane burocratiche che si sono risolte tutte all'ultimo e tutte al limite del miracolo.

Il viaggio é durato nove mesi attraverso Mongolia, Siberia,  Russia, Paesi Baltici e Polonia. Il rientro attraverso Slovacchia, Austria e Italia lo vedo quasi come un altro viaggio.

A Cracovia siamo stati accolti con una bella festa, i cavalli sono stati davvero all'altezza del momento in mezzo a tutta quella gente e questo ha reso la consegna della freccia ancora più emozionante.

I chilometri in sella sono stati circa 9500, le persone incontrate tantissime, i tramonti indimenticabili anche.

Ho dovuto far cambiare i ferri dei cavalli dieci volte. La prima ferratura l'aveva forgiata sul posto Andrea Pomo a cui ho potuto pagare il viaggio in Mongolia grazie a questa raccolta fondi.

Ė quasi ora di festeggiare. Appena la stagione sciistica andrà a finire ho in programma una giornata per voi a cavallo tra aprile e maggio. Comunicherò al più presto la data esatta attraverso questi update.

Non dimentico.

Spero che abbiate ancora la curiosità di incontrare questi due ignari avventurieri. Intanto ancora grazie

paola, Custode e Чигээрээ


17 May 2018

da Ulan Bator

eccomi qui in Mongolia, gli ultimi giorni prima della partenza sono stati un frullatore. Nonostante tutte le difficoltà, il visto russo è arrivato in tempo grazie all'architetto Virano e al suo staff e il visto mongolo in extremis completo grazie alla professoressa Nadia Breda dell'Università di Firenze e a Tsetse.

Non intendo tediare con tutte le complicazione che mi hanno costretta a risolvere tutto questo così all'ultimo. Vorrei solo scusarmi per non aver preparato le spille promesse che avrei voluto spedire prima di partire. Dovrò farlo al ritorno.

Grazie al vostro contributo Andrea è potuto venire fino a qui per ferrare i cavalli. Ha fatto un ottimo lavoro con il niente che è riuscito a trovare qui, gli attrezzi che si è portato da casa e i cavalli assolutamente non abituati a farsi toccare i piedi.
Il piede è il cavallo, se non è curato è obbligato a fermarsi e da queste parti un cavallo fermo morirebbe di fame. Anche i mongoli che normalmente non mettono i ferri, mi hanno consigliato di ferrare. Non potevo essere io a fare la prima ferratura a degli animali così selvatici. A dir la verità non credo che potrò fare neanche la seconda. Stamattina è partito per rientrare in Italia, la prossima volta si vedrà.

Intanto vi ringrazio perché il suo intervento è stato fondamentale ed è stato possibile grazie a voi.

Organizzandomi con gli ultimi preparativi, spedirò cartoline e stampe. Se vorrete notizie sul viaggio, aggiornerò il più possibile  www.sellarepartire.it.

Buona Strada

paola senza Isotta

30 March 2018

Disgelo

“Qualunque migrazione di nomadi richiede l’organizzazione precisa e flessibile di una campagna militare. Alle tue spalle l’erba sta avvizzendo. Davanti a te la neve può bloccare i passi.”
– B. Chatwin-
adesso i bucaneve fioriscono, la neve libera i passi..

da http://www.sellarepartire.it/2...

Su questo sito continueró ad aggiornare sullo stato del progetto. Intanto il volo é fissato per il 10 maggio, quasi due mesi dopo la data prevista dal progetto iniziale. Oltre non si puó partire. Il prezzo é la Siberia in inverno.

29 March 2018

Monumento vivente

un'enorme statua di acciaio domina la valle. Rappresenta un cavaliere, dicono che fosse Gengis Khan. In questo posto perdette la faretra quando riuní in un patto comune I suoi piú fedeli cavalieri.

Stavo per tornare in Italia e la fine dell'ultimo giorno al campo mi ha donato questa visione: un branco di cavalli era andato a pascolare sulla strada asfaltata e il loro mandriano stava andando a riportarli ai propri pascoli.

Il suo trotto corrspondeva come proiezione reale di un'idea alla posizione della statua. So per certo che lui non era Gengis Khan, ma l'impressione di un monumento in movimento é stata il saluto di un tramonto reale da non dimenticare 

28 March 2018

Mare di erba

Guarda, non puoi non passare dal Kazakhstan..il vero mare di erba é lí!

Il libro in cui ho trovato queste foto me lo ha prestato Ugo Beretta. Lui lo avevo conosciuto in una Pasqua di pioggia nel 2012. Stavo andando in Emilia con Isotta Raminga e lui ci ha offerto riparo nel suo fienile. Da allora siamo sempre rimasti presenti l'unoall'altra. 

Suo figlio lavora in Kazakhstan e grazie a lui, tutto quello che sembrava difficile sta diventando facile.

Quando passeró la frontiera, tutti I bei fiori della foto saranno già sfioriti, ma grazie a una Pasqua di pioggia, potró camminare sul mare di erba..

25 March 2018

Elogio del senza

Un blocco di marmo come tutti gli altri blocchi di marmo di un’enorme cava di marmo.
Abbaglia già da lontano quando vedi stagliarsi le Apuane a nord delle marine.
La mulattiera si inerpica fin lassù oltrepassando castagneti che sembrano essere lì da sempre ma sono solo l’assaggio dell’eternità racchiusa nel candore delle cime.
Michelangelo sale sulla via bianca scavata a forza di picco per portare a valle le pietre che decorano gli angoli del prestigio.
Ormai conosce tutti i cavatori, gente indipendente fatta di nervi e temprata dal sole, uomini che in quel bianco riconoscono vene
e punti di frattura invisibili per chiunque altro. Indaga presso di loro per scoprire le forme nascoste nella trappola della materia. Scende a valle con un seguito di materiale.
Il suo compito è liberare da prigioni immemori lo spirito di figure che lui riconosce. Il suo scalpello restituisce spirito e corpo a blocchi di marmo che in altre mani sarebbero diventati gradini o davanzali.
In quei viaggi ha riconosciuto molti volti da riportare in luce, deve scegliere chi liberare dalla pietra. Non basterà una vita e
farli riemergere tutti.
Tensione a far emergere forme che rappresentano la sostanza di una materia inerte. Togliere, togliere e togliere tutto quello che
copre l’essenziale.
Quello che resta è essenziale.

da http://www.sellarepartire.it/2...

23 March 2018

Lontani vicini

molti cavalli hanno superato l'Inverno in Mongolia. Quelli di Saraa e Baghy li ho conosciuti e li rivedró.

Loro li ho conosciuti grazie a un passaparola infinito, cominciato 1500 km piú a ovest. Le distanze in Mongolia hanno un senso diverso da qui. Vicini sono i parenti e gli amici, lontani sono quelli che non si conoscono. Il forestiero é accolto con tutti gli onori, ma rimane lontano anche dentro la stessa tenda.

Gaby é amica di Saraa ed é vicina a lei anche se é tedesca. Ha sempre vissuto in angoli molto selvaggi di mondo per via del mestiere di suo marito. Abita in Mongolia per sei mesi all'anno andando e tornando. In tutti I paesi in cui é stata, ha sempre approfondito molto l'incontro con la gente che li abitava. In Mongolia le é successo qualcosa in piú: ha incontrato Saraa e Baghy e dopo tutte le enormi distanze che ha accumulato, si é trovata davanti a qualcuno vicino. 

La lingua mongola é parlata da poco piú di due milioni di persone. Gaby ha cominciato a studiarla e non finirà mai perché é molto difficile.

-ma a cosa ti serve studiare una lingua che nessuno sa parlare?

-a parlare con Saraa 

Lontano é vicino, vicino é lontano..

20 March 2018

19 marzo 2018 san Giuseppe

i ferri dei cavalli sono assicurati grazie a voi. la polvere dei ferri che si consumeranno lungo la strada vi appartiene, spero di poter creare un bel disegno con quella traccia e di poterlo guardare con voi per riconoscervi quanto ne siete parte. 

Ieri sera alle 20.30, il progetto Mare di erba è stato finanziato grazie a 

Albert, Alepsacha, Andrew68, arturo.garda, bax, bolzano, chiarab, Chiara.crescioli, Daniela241083, Daniela Maselli, Daniele Vico, DariaGirasole, Davide D., Davide DePiccoli, Elisurbons, enricodallarosa, Frux, gibaconti, giorgetto77, giovanna.golzio, Isagius, Juan(Argentina), Juanita, Lince, Ikam456k, luca b, lucater, mariebarbeni, marta.chiantore, MicheleBar, micna, nerolupo, Paolo e Ila, Pat56, Patrizia Meroi, pieromarin1, Roccumb, rudy the best, saragiovanna, SimonettaB, SimonettaB, StefanoBrossa, Stefano Macchetta, Strixy, TATONE, travellingrob, ums, Viola Parigi e altri che non si sono dichiarati

nel primo programma di questo viaggio avrei dovuto partire il 19 marzo. non è stato possibile, sto aspettando che si sbroglino alcuni nodi burocratici per poter comunicare la vera data di partenza che sarà verosimilmente a fine aprile. 

19 March 2018

arco composto

preciso, composto di legno, corno e tendini, retroflesso per tenderlo oltre misura, corto per poterlo manovrare anche in sella. da più di mille anni gli arcieri delle steppe forano il cielo con le loro frecce silenziose. 

la terza gara del Naadam è quella di tiro con l'arco: sono gli anziani ad affrontarsi in questa disciplina. Hanno corso, hanno lottato, la loro saggezza gli permette di prendere la mira.

10 March 2018

densità

la steppa è rarefatta. molti sfuggono verso le grandi città, alcuni restano per caso, altri per scelta, i più rari..
chi resta per scelta e si adegua a questo mondo preservando dall'estinzione quello arcaico, è depositario di qualcosa di inestimabile.

09 March 2018

natura delle cose

nel nord della Mongolia e nel sud della Siberia sta riprendendo piede un animismo arcaico le cui braci hanno superato sotto la cenere rivoluzioni e progresso. negli angoli più perduti si incontrano tracce di devozione e speranza.

il senso essenziale della visione del mondo di chi non ha un dio infiocchettato e coperto dalle bugie della civiltà, ma lo riconosce dove c'è senza maschere di pensiero


07 March 2018

latte

In ogni parte del mondo, il primo e l'ultimo raggio di sole di ogni giornata va a rimbalzare su un sorso di latte. Pascoli, erbivori e latte sono legati da un filo dolce e nutriente.

piovigginava, nevischiolava e dentro la gher la stufa irraggiava calore come un abbraccio.
A sinistra della porta c'era un recinto di un metro e mezzo per un metro e mezzo con la nutrice di sette capretti. Fuori della porta c'era la coda delle madri che non vedevano l'ora di rivedere i loro piccolini.  La bambina le faceva entrare una per volta e mentre la capra coccolava il suo piccolino, le due donne di casa la mungevano e il capofamiglia la teneva al suo posto. Ogni volta che una capra veniva fatta uscire, la signora puliva per terra prima che venisse fatta entrare la prossima.
La casa era allo stesso tempo rifugio e stalla, eppure pulizia e cura dominavano l'aria in armonia.


05 March 2018

passaggi

certe volte i fiumi li attraversavamo su ponti di tronchi grandi, piccoli, medi. ingegnerie di sopravvivenza. affronti agli ostacoli, collegamenti tra sponde differenti.

certe volte il ponte non c'è. cavi d'acciaio tesi da una sponda all'altra fanno da ancoraggio per chiatte di legno su cui sale di tutto: mezzi, animali, cavalli. nessun mancorrente a cui appoggiarsi, un pontile da cui salire sul pelo dell'acqua, otto braccia forti che tirano e spingono una carrucola. 

questi cavalli hanno visto questo ed altro e salgono sull'ondeggiante piattaforma come se fosse immobile. scendono molto contenti di rimettere i piedi sulla terra ferma..

Pons tremolans

02 March 2018

insieme

In Mongolia gli alberi sono una rarità, il carbone è diffuso come combustibile da grandi occasioni e in molti posti l'unica cosa da bruciare è lo sterco secco degli animali allevati. Dall'altra parte del fiume che costeggia l'accampamento di Saraa e Baghy, c'è un boschetto di salici. Si aspetta l'inverno per andare a raccogliere la legna di tutto l'anno perchè quando il fiume è ghiacciato, lo si può attraversare con il carro.

il giorno cadeva ed ero andata a vedere l'ultimo raggio di sole sul fiume. Appena l'ultimo raggio ha cercato di andarsene, sono arrivati dall'accampamento Baghy, suo figlio e due suoi nipoti in partenza con un carro di legno tirato dal bue. Stavano andando a fare legna e mi sono unita alla spedizione.

Baghy stava davanti e saggiava la consistenza del ghiaccio sul fiume per mettere in sicurezza la progressione. il figlio conduceva il bue e Zarkhna stava seduto sul carro con suo cugino.
Siamo arrivati in una radura del bosco dove era già ammucchiata una catasta disordinata. Potendone trasportare di più, tutta la famiglia si è messa all'opera per far cadere ancora qualche albero prima che fosse completamente notte. Baghy ne sceglieva uno e bussava sul suo tronco. A seconda del suono decideva se farlo cadere o meno. Quando trovava quello buono, gli dava qualche colpo di accetta al colletto e tutti insieme lo spingevano finché non cadeva. Trasportato tutto vicino al carro, lo abbiamo caricato mentre una luna gigantesca illuminava a giorno la neve e siamo rientrati sotto le stelle. Al ritorno il bue era condotto da Zarkhna.

Tutto era candido e nelle tende il fuoco era acceso. La luce gialla usciva dai rosoni centrali raccontando familiarità e calore.

01 March 2018

persone

Saraantuya= splendore della luce della luna
Baatsaykhan= forte e gentile

Saraa e Baghy sono nonni, vivono nell'accampamento lungo il fiume dove l'acqua corre sempre, riparato dalla collina rocciosa. Saraa si occupa della casa e Baghy degli animali. Sono i custodi di tre piccoli cavalli che ancora non hanno idea dell'impresa che li aspetta.

28 February 2018

posto

Il punto più critico dei preparativi in Mongolia è stato la ricerca del posto dove i cavalli avrebbero potuto trascorrere l'inverno al sicuro. Normalmente gli animali in Mongolia non hanno un ricovero in nessun momento dell'anno e vengono foraggiati solo i cavalli da gara. Non c'è agricoltura e il fieno viene tagliato e raccolto nel nord est e al sud verso i confini. 

Dovevo trovare una famiglia che si occupasse dei miei cavalli come se fossero suoi, che li foraggiasse per permettermi di trovarli in forma in primavera e che si curasse di metterli al riparo nelle notti più terribili. Avevo bisogno di qualcuno che trattasse tre cavalli qualsiasi come se fossero cavalli da gara dei più preziosi.

Questa famiglia esiste e si trova qui, a 60 km da Ulan Bator, il campo è piantato vicino al fiume che raggiunge la capitale e in quel punto fa una curva intorno a una collina rocciosa che ripara le tende dai forti venti del nord e dove l'acqua accelera al punto da rimanere liquida e disponibile per l'abbeverata anche nel più rigido inverno.

Il posto è questo, nel giorno della foto che è stato uno dei più caldi di quelli in cui ero lì a dicembre, il termometro segnava -30 all'una di pomeriggio. Al campo si stava davvero bene.

26 February 2018

la tenda

sembra che la terra scorra identica a sè stessa all'infinito, invece di colpo fa una piega, sotto quella balza c'è una sorgente di acqua dolce e l'onda di roccia dove essa sgorga, ripara dal vento un angolo di steppa. lì ci sono le tende e abita una famiglia con i suoi animali.

nessun cavallo in giro, solo cammelli. Dentro la tenda un rumine conciato contiene latte di cammella fermentato. la signora ce ne versa un mestolo a testa in una ciotola, è candido e fluido, pizzica un po', è dolce di suo, senza aggiungere niente. La stufa è accesa in mezzo alla tenda, non abbiamo un linguaggio comune, stiamo insieme un paio d'ore, impariamo molte cose.

a qualsiasi ora si arrivi a bussare alla porta di una tenda, la si trova aperta, in qualsiasi momento, la stufa si mette a scaldare carne secca di montone e il tè viene versato nei bicchieri. la tenda è un rifugio. Serve il feltro per isolare dal calore e dal gelo. La vita è fuori. Non servono finestre per vedere il panorama, basta uscire. 

22 February 2018

la steppa

All'inizio c'è la steppa, colore e odore di polvere, vento e odore di vento. 

Rocce e qualche ciuffo d'erba stinta. Gli animali che la abitano vestono mantelli dello stesso colore polveroso. E' terra di cavalli da sempre. Cavalli primordiali che hanno superato incolumi milioni di inverni oltre i quaranta sotto zero, hanno saputo dissetarsi dal residuo salmastro di fiumi prosciugati in torride estati oltre i quaranta gradi.

Sembra un posto inospitale, eppure è abitato da uomini e animali dalla preistoria.

Basta entrare in una tenda e si scopre perché..


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