Campagna per la progettazione di un sistema frenante ausiliario salvavita
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Concluso

Buongiorno,

sono un insegnante che,  alla luce delle allarmanti statistiche relative alle vittime della strada e studiando la dinamica e la meccanica degli attuali veicoli, ha brevettato un inedito sistema di frenata ausiliaria per veicoli stradali .

Come nasce questa idea ?
L’idea è scaturita come una scintilla quando ho rischiato di provocare un incidente percorrendo l’asfalto bagnato in curva: ero con mio figlio, aveva piovuto da poco, non andavo veloce ma  appena toccato i freni e nonostante il sistema ABS e anti imbardato, l’auto ha fatto una giravolta su se stessa sembrando impazzita…al mio ritorno a casa dissi: possibile che nessuno abbia mai pensato ad un sistema di ancoraggio nel terreno come hanno gli slittini per la neve ?


Tuttavia per poter sperimentare ed omologare tale sistema così innovativo  sono richiesti grandi investimenti sia per lo sviluppo del prototipo sia per l'eventuale omologazione.


Non avendo avuto la possibilità, come privato, di accedere ai bandi predisposti per società o altre organizzazioni collettive, ho cercato contatti con tutte la case automobilistiche di cui sono a conoscenza e delle organizzazioni che si occupano della sicurezza delle strade e dei veicoli, ma senza esiti positivi.

 
Ho anche ricevuto una risposta incoraggiante dal Segretariato del Fondo delle Nazioni Unite per la Sicurezza Stradale:

"Dear Antonini,

Greetings from the United Nations Road Safety Fund Secretariat!

Thank you very much for reaching out and for sharing information about your patented technology and its potential contribution to road safety……………

………………….We appreciate the importance of innovative solutions aimed at reducing road accidents and improving vehicle safety. However, we regret to inform you that we are not in a position to provide the type of support you are seeking. Unfortunately, we do not have the mandate or the resources to assess the technical feasibility of such inventions, nor to advise on suitable funding channels, partnerships, or pathways for engagement with industry stakeholders." ………..

Inoltre le case automobilistiche ed i centri di Ricerca/Università mi hanno risposto inoltre  che era loro intenzione utilizzare i brevetti interni alla propria società e non progetti eterni, o che avrei dovuto trovare personalmente i fondi necessari per  farlo.

Un vero peccato per un progetto che potrebbe rendere più sicuri i nostri spostamenti e salvare l vita !!!!

La presente raccolta è quindi finalizzata principalmente a sensibilizzare attraverso una campagna pubblicitaria e diffusione tramite  media, le case produttrici di automobili attraverso la diffusione di informazioni di questo inedito sistema frenante ausiliario da me brevettato e finalizzato a diminuire gli spazi d'arresto, direzionare il veicolo e ancorarlo al suolo quando perde aderenza: la sicurezza stradale è una priorità verso la quale né pedoni, né automobilisti possono sottrarsi

 Le case automobilistiche sono le uniche in grado di poter progettare un telaio, un pianale o una scocca che supporti il dispositivo di seguito descritto.

La raccolta fondi è quindi mirata quindi a coinvolgere le case automobilistiche per fare in modo che le stesse investano in questo progetto di sicurezza per salvaguardare la vita di automobilisti e pedoni; l'obiettivo può dichiararsi veramente raggiunto, al di là della raccolta fondi, soltanto quando una casa automobilistica si prenderà in carico questo progetto o quando ci sarà un imprenditore che vorrà investirci: la raccolta serve proprio a questo !

Il dispositivo che ho brevettato nel 2023 è inedito , di  semplice concezione: dalla superficie di appoggio su cui agisce, è capace di  provocare  un attrito pari al multiplo di  quello di cui dispongono le attuali autovetture ( come se il veicolo anziché disporre di 4 pneumatici, ne disponesse almeno del triplo). 

Ispirandomi alle minigonne con funzione aerodinamica utilizzate dalle auto di formula uno fino al 1983  che scorrevano sul pavimento stradale, ho pensato che questo attrito potesse essere utilizzato in maniera diversa e con materiale antiscivolo  sostituibile e dotate di una forza tale da rendere possibile il rallentamento/fermata del veicolo anche gestendone la direzione.

(Foto dimostrativa non reale)

Data l'importanza di questo progetto per la sicurezza stradale e la riduzione delle vittime della strada (Agenda 20-30 delle Nazioni Unite),  soltanto con un programma che coinvolga le industrie automobilistiche è possibile auspicare che tale dispositivo possa essere in futuro utilizzato, nel lungo periodo, anche nei paesi meno industrializzati e nei paesi dove si contano maggiori vittime negli incidenti stradali .  

Questo dispositivo viene installato alla base del telaio durante la costruzione e segue un design che ne consente l'inserimento all'interno delle sezioni scatolate senza alterare l'aspetto o l'estetica del design originale del veicolo.

Si tratta di un dispositivo meccanico con una componente elettronica integrata ai sistemi attuali:
attraverso uno speciale sistema idraulico (elettrico o pneumatico) di pistoni (o altri dispositivi che consentono la spinta e il rilascio), aziona le barre laterali situate all'altezza del longherone.

 La presenza del suddetto pistone scorrevole con cascata di ingranaggi che supporta e interagisce con una barra speciale è in grado di creare un notevole attrito sulla superficie di appoggio, il manto stradale, moltiplicando l'azione frenante su ogni lato, fino a ridurre gli spazi di arresto di almeno il 50%: una soluzione essenziale per ridurre il numero di incidenti stradali e aumentare la sicurezza dei veicoli.

Le caratteristiche meccaniche e tecniche che contraddistinguono questa tecnologia innovativa permettono al sistema di interagire con l'Intelligenza Artificiale e i sistemi elettronici già presenti nei veicoli di ultima generazione (sensori di prossimità, ABS, ESP, radar, ACC, guida assistita – ADAS, controllo elettronico della stabilità (ESC), frenata automatica di emergenza (AEB), monitoraggio dell'angolo cieco e rilevamento della stanchezza del conducente), sfruttando in particolare i sensori di tipo terrestre.

Questo apparato interviene con efficacia nelle situazioni più difficili ed estreme, quando le condizioni atmosferiche e climatiche non consentono alle ruote di avere quell’aderenza necessaria per controllare il mezzo, come avviene in presenza di ghiaccio, neve, fango, ma anche di pioggia o simili (le immagini presenti in rete ne danno ampia testimonianza https://youtu.be/AypuOFhL960).

Quando il coefficiente di attrito pneumatico/superficie di contatto scende sotto valori critici, nonostante la presenza dei sistemi di sicurezza, quali ABS, ESP, apparati radar ed altri dispositivi (come i sensori di prossimità combinati con il sistema che gestisce gli spazi di frenata in rapporto alla velocità, all’inclinazione del veicolo ed altri sistemi che gestiscono la trazione e la motricità), diventa impossibile controllare o rallentare il veicolo e quindi anche arrestarlo, in quanto tutti i sistemi citati riescono a fornire il loro ausilio solo se il coefficiente di attrito non scende sotto i valori limite. Può quindi verificarsi, anche con la presenza dei sistemi più evoluti, l’impossibilità di arrestare la corsa del veicolo

Lo scopo è quello che il sistema entri in funzione in situazioni di estrema o grave emergenza, quando anche tutti gli altri dispositivi di sicurezza elettronici, computerizzati e/o meccanici del veicolo, non sono più in condizione di rallentare controllare lo stesso a causa dell’insufficiente coefficiente di attrito o per la inadeguata capacità di attrito prodotta tra pneumatico e pavimentazione stradale o non stradale (nel caso di terreni accidentali, piste o percorsi che vedono impegnati veicoli adatti al fuoristrada).

Tale situazione può verificarsi principalmente quando nel contatto pneumatico/superficie stradale si interpone uno strato di separazione costituito da ghiaccio, olio, fanghiglia viscida.

In queste condizioni il sistema ideato è in grado di ripristinare il contatto diretto con una parte del veicolo e cioè con le superfici di strisciamento del sistema e la superficie stradale, riuscendo così a scalfire lo strato di separazione viscido, dando anche DIREZIONALITA' AL VEICOLO.

 Le superfici di strisciamento saranno infatti metalliche, miste metallo/gomma o soltanto gomma (replicando la sagoma e il disegno di uno pneumatico) e, a seconda della latitudine e delle esigenze locali, possono anche essere sottoposte ad un trattamento superficiale tale da essere in grado di incidere anche il ghiaccio più resistente.

Una volta entrato in funzione il sistema, quindi, sarà in condizione di rendere il contatto veicolo/superficie stradale su una superficie scabrosa, in grado di “aderire” direttamente alla strada.

Le superfici di strisciamento, potranno fuoriuscire dalla parte inferiore in modo automatico, mediante un apposito sistema elettronico di controllo evidenzierà la perdita del controllo del veicolo (ruote bloccate e velocità di avanzamento diversa da zero) oppure se lo stesso sarà azionato dal conducente che ritenesse di non avere più la padronanza del veicolo.

L’azionamento potrà essere affidato a dei cilindri oleodinamici a doppio effetto collegati alle aste di sollevamento della vettura oppure, attraverso idonei leveraggi e ruotismi, a una serie di motori elettrici.

Il peso del veicolo sarà la forza che renderà possibile scalfire lo strato viscido, in combinazione con la grande pressione specifica che si manifesterà sulle zone scabrose di contatto con il manto stradale.

Non sarà necessario il completo sollevamento del veicolo da parte del sistema, in quanto l’apparato elettronico di controllo rileverà il rallentamento del veicolo ed adeguerà la pressione nei cilindri oleodinamici e/o la coppia fornita dai motori elettrici.

In queste condizioni può infatti agire soltanto il sistema di “ancoraggio” che si attiva utilizzando un gruppo di sollevamento/spingimento idraulico (o elettrico) che spinge le barre verso il pavimento stradale: con la pressione idraulica sulle stesse combinata al peso del veicolo e alla forza di attrito esercitata al suolo, è possibile limitare/evitare l’impatto con altri veicoli o scongiurare altre situazioni di pericolo come sporgenze o burroni in cui gli spazi di arresto sono limitati o resi pericolosi dalla presenza di ghiaccio o di altri materiali scivolosi : quante vite si sarebbero potute salvare ?.

Tale sistema che consente la frenata ausiliaria e/o di emergenza è adattabile a tutti i tipi di veicoli in quanto può essere collocato, con i dovuti adattamenti, in corrispondenza dei due brancardi della vettura, nelle zone al di sotto delle portiere.

Collocando il sistema nella parte inferiore laterale in prossimità della modanatura (o del longherone) sotto la portiera meglio conosciuto come brancardo (o di entrambe le portiere).

 L’estetica non viene alterata dalla sua presenza: o senza occupare spazi destinati a gruppi meccanici ed è ancora più adattabile ai veicoli elettrici.

Funzionamento:

si tratta di un apparato costituito da una parte meccanica e da un controllo elettronico che in posizione di riposo o non altera affatto o di pochissimo il design della vettura che permette la fuoriuscita di due barre (ma anche di una o più) di strisciamento ( alloggiate sotto i brancardi, le quali sono spinte, con movimento verticale, da aste verticali , mosse da un sistema oleodinamico e/o da un sistema basato su motori elettrici. Le aste scorrono in apposite guide, con l’ausilio di cuscinetti o altri elementi in grado di limitare l’attrito nella loro corsa di attivazione.

Una volta che il sistema è entrato in funzione, :la parte terminale agirà, grazie all’azione idraulica, come sistema di ancoraggio al suolo in ciascuna fiancata nella porzione di bordo inferiore - laterale delle minigonne (barre o pedane).

La corsa di rientro delle barre sarà comandata dallo stesso sistema che ne ha favorito la fuoriuscita in quanto, sia utilizzando i cilindri a doppio effetto, sia utilizzando i motori elettrici, si tratta di un sistema reversibile e per questo potrà essere dotate di molle o altri sistemi di “richiamo” per farle tornare le barre in sede quando hanno terminato la propria azione frenante.

Adottando una conformazione appositamente studiata, potranno anche intervenire come barre anti intrusione in funzione di sicurezza passiva.

La lunghezza delle barre di strisciamento, minigonne o barre (in tutte le versioni) può essere variabile e non interessare la completa estensione del sottoporta.

Potranno anche essere a struttura lamellare o a sezioni verticali e agire come semi-indipendenti così da poter essere più aderenti e adattabili al terreno, utilizzando la conformazione migliore in funzione della configurazione che permette maggiore attrito.

Nel caso di veicoli ad altezza da terra superiore, la sezione può anche essere longitudinale lamellare o a membrana, del tipo a soffietto rettangolare a sezione progressiva riducibile/espandibile.

 

Questi elementi, che potranno essere conformati anche come pedane (per esempio nei veicoli da fuoristrada) potranno essere realizzati in materiale adeguato a creare attrito: alluminio, acciaio, kevlar, fibra di carbonio, tungsteno, materiale plastico anche sostituibile e in altri materiali compositi (anche simili a quelli utilizzati per il battistrada degli pneumatici o come l’analogo battistrada di un pneumatico in gomma più resistente se curvo alle estremità 

Tale conformazione favorisce anche un transitorio iniziale meno brusco quando inizia l’azione frenante del sistema.

La forza che farà arrestare il veicolo sarà generata dall’attrito barre di strisciamento-suolo; l’attrito sarà in diretta funzione della massa del veicolo e del coefficiente di attrito che il costruttore avrà voluto conseguire in base alla scelta del materiale e al trattamento superficiale utilizzato per le superfici di contatto.

La gestione di tale dispositivo, per azionare gli attuatori con i quali i martelletti idraulici, può essere disposta da sistemi elettronici/computerizzati coadiuvati dall'Intelligenza Artificiale che sfruttano la pressione presente nel circuito frenante in supporto al sistema frenante servoassistito (servofreno) ad olio/aria, ma anche da un sistema ausiliario con serbatoio separato o con azione combinata con esso (circuito idraulico/frenante supplementare).

Il software del sistema a gestione elettronica/computerizzata, dovrà essere in grado di rilevare una situazione di non governo del veicolo da parte del suo conducente grazie a sensori di prossimità (radar o simili), a sistemi GPS e ad accelerometri, l’eventuale impossibilita di fermarsi utilizzando il sistema frenante in dotazione.

Terminata la loro azione le barre torneranno (anche nella versione singola o multipla) nella sede originaria grazie all’azione di “molle di richiamo” o grazie alla diminuzione della pressione di attivazione.

In altre situazioni il guidatore potrà attivare spontaneamente tale modalità di emergenza (a veicolo fermo tale dispositivo può essere anche utilizzato per sollevare il veicolo e/o sostituire un pneumatico; per alzarlo da terra in caso di impantanamento o più semplicemente per tenere alzato un veicolo in caso di lunga inattività al fine di non permettere l’ovalizzazione dei pneumatici), ma può entrare in funzione automaticamente in situazioni di urto posteriore da parte di un altro veicolo, al fine di evitare o limitare le conseguenze di un tamponamento a catena.

Tale dispositivo può quindi agire anche in azione antagonista e/o di contrasto delle forze laterali/trasversali, del rollio, beccheggio o imbardata in combinazione con il sistema ESP e simili o in caso di scarsa aderenza degli pneumatici, ma anche come ulteriore barra anti intrusione in caso di impatto con altri veicoli.

Il sistema può inoltre:

  • essere utilizzato come freno di stazionamento;
  • essere in grado di correggere la traiettoria del veicolo con azionamento sincrono/asincrono di una delle due parti ( se due) e/o se combinato con l’azione frenante “intelligente” (sfruttando sistemi tipo esp, abs, tcs.....) e come compensazione alla mancanza di bloccaggio del differenziale o funzionamenti simili;
  • essere dotato di una membrana a tenuta stagna che ne consenta il gonfiaggio/sgonfiaggio;
  • essere dotato di fori inferiori per far defluire l’accumulo di acqua o altri depositi;
  • avere un sistema misto di “battistrada” in gomma e acciaio consentendo a quest’ultimo (in posizione più arretrata rispetto al primo) di agire nelle situazioni in cui l’azione del materiale sintetico sia insufficiente (ghiaccio, roccia, asfalto...) tramite l’esercizio di maggiore pressione del sistema a livello del suolo.
  • tanti altri sviluppi

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Corciano, Italia
Salute , Tecnologia
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Imprese, innovazione e infrastrutturePartnership per gli obiettivi

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Come nasce questa idea ?
L’idea è scaturita come una scintilla quando ho rischiato di provocare un incidente percorrendo l’asfalto bagnato in curva: ero con mio figlio, aveva piovuto da poco, non andavo veloce ma  appena toccato i freni e nonostante il sistema ABS e anti imbardato, l’auto ha fatto una giravolta su se stessa sembrando impazzita…al mio ritorno a casa dissi: possibile che nessuno abbia mai pensato ad un sistema di ancoraggio nel terreno come hanno gli slittini per la neve ?


Tuttavia per poter sperimentare ed omologare tale sistema così innovativo  sono richiesti grandi investimenti sia per lo sviluppo del prototipo sia per l'eventuale omologazione.


Non avendo avuto la possibilità, come privato, di accedere ai bandi predisposti per società o altre organizzazioni collettive, ho cercato contatti con tutte la case automobilistiche di cui sono a conoscenza e delle organizzazioni che si occupano della sicurezza delle strade e dei veicoli, ma senza esiti positivi.

 
Ho anche ricevuto una risposta incoraggiante dal Segretariato del Fondo delle Nazioni Unite per la Sicurezza Stradale:

"Dear Antonini,

Greetings from the United Nations Road Safety Fund Secretariat!

Thank you very much for reaching out and for sharing information about your patented technology and its potential contribution to road safety……………

………………….We appreciate the importance of innovative solutions aimed at reducing road accidents and improving vehicle safety. However, we regret to inform you that we are not in a position to provide the type of support you are seeking. Unfortunately, we do not have the mandate or the resources to assess the technical feasibility of such inventions, nor to advise on suitable funding channels, partnerships, or pathways for engagement with industry stakeholders." ………..

Inoltre le case automobilistiche ed i centri di Ricerca/Università mi hanno risposto inoltre  che era loro intenzione utilizzare i brevetti interni alla propria società e non progetti eterni, o che avrei dovuto trovare personalmente i fondi necessari per  farlo.

Un vero peccato per un progetto che potrebbe rendere più sicuri i nostri spostamenti e salvare l vita !!!!

La presente raccolta è quindi finalizzata principalmente a sensibilizzare attraverso una campagna pubblicitaria e diffusione tramite  media, le case produttrici di automobili attraverso la diffusione di informazioni di questo inedito sistema frenante ausiliario da me brevettato e finalizzato a diminuire gli spazi d'arresto, direzionare il veicolo e ancorarlo al suolo quando perde aderenza: la sicurezza stradale è una priorità verso la quale né pedoni, né automobilisti possono sottrarsi

 Le case automobilistiche sono le uniche in grado di poter progettare un telaio, un pianale o una scocca che supporti il dispositivo di seguito descritto.

La raccolta fondi è quindi mirata quindi a coinvolgere le case automobilistiche per fare in modo che le stesse investano in questo progetto di sicurezza per salvaguardare la vita di automobilisti e pedoni; l'obiettivo può dichiararsi veramente raggiunto, al di là della raccolta fondi, soltanto quando una casa automobilistica si prenderà in carico questo progetto o quando ci sarà un imprenditore che vorrà investirci: la raccolta serve proprio a questo !

Il dispositivo che ho brevettato nel 2023 è inedito , di  semplice concezione: dalla superficie di appoggio su cui agisce, è capace di  provocare  un attrito pari al multiplo di  quello di cui dispongono le attuali autovetture ( come se il veicolo anziché disporre di 4 pneumatici, ne disponesse almeno del triplo). 

Ispirandomi alle minigonne con funzione aerodinamica utilizzate dalle auto di formula uno fino al 1983  che scorrevano sul pavimento stradale, ho pensato che questo attrito potesse essere utilizzato in maniera diversa e con materiale antiscivolo  sostituibile e dotate di una forza tale da rendere possibile il rallentamento/fermata del veicolo anche gestendone la direzione.

(Foto dimostrativa non reale)

Data l'importanza di questo progetto per la sicurezza stradale e la riduzione delle vittime della strada (Agenda 20-30 delle Nazioni Unite),  soltanto con un programma che coinvolga le industrie automobilistiche è possibile auspicare che tale dispositivo possa essere in futuro utilizzato, nel lungo periodo, anche nei paesi meno industrializzati e nei paesi dove si contano maggiori vittime negli incidenti stradali .  

Questo dispositivo viene installato alla base del telaio durante la costruzione e segue un design che ne consente l'inserimento all'interno delle sezioni scatolate senza alterare l'aspetto o l'estetica del design originale del veicolo.

Si tratta di un dispositivo meccanico con una componente elettronica integrata ai sistemi attuali:
attraverso uno speciale sistema idraulico (elettrico o pneumatico) di pistoni (o altri dispositivi che consentono la spinta e il rilascio), aziona le barre laterali situate all'altezza del longherone.

 La presenza del suddetto pistone scorrevole con cascata di ingranaggi che supporta e interagisce con una barra speciale è in grado di creare un notevole attrito sulla superficie di appoggio, il manto stradale, moltiplicando l'azione frenante su ogni lato, fino a ridurre gli spazi di arresto di almeno il 50%: una soluzione essenziale per ridurre il numero di incidenti stradali e aumentare la sicurezza dei veicoli.

Le caratteristiche meccaniche e tecniche che contraddistinguono questa tecnologia innovativa permettono al sistema di interagire con l'Intelligenza Artificiale e i sistemi elettronici già presenti nei veicoli di ultima generazione (sensori di prossimità, ABS, ESP, radar, ACC, guida assistita – ADAS, controllo elettronico della stabilità (ESC), frenata automatica di emergenza (AEB), monitoraggio dell'angolo cieco e rilevamento della stanchezza del conducente), sfruttando in particolare i sensori di tipo terrestre.

Questo apparato interviene con efficacia nelle situazioni più difficili ed estreme, quando le condizioni atmosferiche e climatiche non consentono alle ruote di avere quell’aderenza necessaria per controllare il mezzo, come avviene in presenza di ghiaccio, neve, fango, ma anche di pioggia o simili (le immagini presenti in rete ne danno ampia testimonianza https://youtu.be/AypuOFhL960).

Quando il coefficiente di attrito pneumatico/superficie di contatto scende sotto valori critici, nonostante la presenza dei sistemi di sicurezza, quali ABS, ESP, apparati radar ed altri dispositivi (come i sensori di prossimità combinati con il sistema che gestisce gli spazi di frenata in rapporto alla velocità, all’inclinazione del veicolo ed altri sistemi che gestiscono la trazione e la motricità), diventa impossibile controllare o rallentare il veicolo e quindi anche arrestarlo, in quanto tutti i sistemi citati riescono a fornire il loro ausilio solo se il coefficiente di attrito non scende sotto i valori limite. Può quindi verificarsi, anche con la presenza dei sistemi più evoluti, l’impossibilità di arrestare la corsa del veicolo

Lo scopo è quello che il sistema entri in funzione in situazioni di estrema o grave emergenza, quando anche tutti gli altri dispositivi di sicurezza elettronici, computerizzati e/o meccanici del veicolo, non sono più in condizione di rallentare controllare lo stesso a causa dell’insufficiente coefficiente di attrito o per la inadeguata capacità di attrito prodotta tra pneumatico e pavimentazione stradale o non stradale (nel caso di terreni accidentali, piste o percorsi che vedono impegnati veicoli adatti al fuoristrada).

Tale situazione può verificarsi principalmente quando nel contatto pneumatico/superficie stradale si interpone uno strato di separazione costituito da ghiaccio, olio, fanghiglia viscida.

In queste condizioni il sistema ideato è in grado di ripristinare il contatto diretto con una parte del veicolo e cioè con le superfici di strisciamento del sistema e la superficie stradale, riuscendo così a scalfire lo strato di separazione viscido, dando anche DIREZIONALITA' AL VEICOLO.

 Le superfici di strisciamento saranno infatti metalliche, miste metallo/gomma o soltanto gomma (replicando la sagoma e il disegno di uno pneumatico) e, a seconda della latitudine e delle esigenze locali, possono anche essere sottoposte ad un trattamento superficiale tale da essere in grado di incidere anche il ghiaccio più resistente.

Una volta entrato in funzione il sistema, quindi, sarà in condizione di rendere il contatto veicolo/superficie stradale su una superficie scabrosa, in grado di “aderire” direttamente alla strada.

Le superfici di strisciamento, potranno fuoriuscire dalla parte inferiore in modo automatico, mediante un apposito sistema elettronico di controllo evidenzierà la perdita del controllo del veicolo (ruote bloccate e velocità di avanzamento diversa da zero) oppure se lo stesso sarà azionato dal conducente che ritenesse di non avere più la padronanza del veicolo.

L’azionamento potrà essere affidato a dei cilindri oleodinamici a doppio effetto collegati alle aste di sollevamento della vettura oppure, attraverso idonei leveraggi e ruotismi, a una serie di motori elettrici.

Il peso del veicolo sarà la forza che renderà possibile scalfire lo strato viscido, in combinazione con la grande pressione specifica che si manifesterà sulle zone scabrose di contatto con il manto stradale.

Non sarà necessario il completo sollevamento del veicolo da parte del sistema, in quanto l’apparato elettronico di controllo rileverà il rallentamento del veicolo ed adeguerà la pressione nei cilindri oleodinamici e/o la coppia fornita dai motori elettrici.

In queste condizioni può infatti agire soltanto il sistema di “ancoraggio” che si attiva utilizzando un gruppo di sollevamento/spingimento idraulico (o elettrico) che spinge le barre verso il pavimento stradale: con la pressione idraulica sulle stesse combinata al peso del veicolo e alla forza di attrito esercitata al suolo, è possibile limitare/evitare l’impatto con altri veicoli o scongiurare altre situazioni di pericolo come sporgenze o burroni in cui gli spazi di arresto sono limitati o resi pericolosi dalla presenza di ghiaccio o di altri materiali scivolosi : quante vite si sarebbero potute salvare ?.

Tale sistema che consente la frenata ausiliaria e/o di emergenza è adattabile a tutti i tipi di veicoli in quanto può essere collocato, con i dovuti adattamenti, in corrispondenza dei due brancardi della vettura, nelle zone al di sotto delle portiere.

Collocando il sistema nella parte inferiore laterale in prossimità della modanatura (o del longherone) sotto la portiera meglio conosciuto come brancardo (o di entrambe le portiere).

 L’estetica non viene alterata dalla sua presenza: o senza occupare spazi destinati a gruppi meccanici ed è ancora più adattabile ai veicoli elettrici.

Funzionamento:

si tratta di un apparato costituito da una parte meccanica e da un controllo elettronico che in posizione di riposo o non altera affatto o di pochissimo il design della vettura che permette la fuoriuscita di due barre (ma anche di una o più) di strisciamento ( alloggiate sotto i brancardi, le quali sono spinte, con movimento verticale, da aste verticali , mosse da un sistema oleodinamico e/o da un sistema basato su motori elettrici. Le aste scorrono in apposite guide, con l’ausilio di cuscinetti o altri elementi in grado di limitare l’attrito nella loro corsa di attivazione.

Una volta che il sistema è entrato in funzione, :la parte terminale agirà, grazie all’azione idraulica, come sistema di ancoraggio al suolo in ciascuna fiancata nella porzione di bordo inferiore - laterale delle minigonne (barre o pedane).

La corsa di rientro delle barre sarà comandata dallo stesso sistema che ne ha favorito la fuoriuscita in quanto, sia utilizzando i cilindri a doppio effetto, sia utilizzando i motori elettrici, si tratta di un sistema reversibile e per questo potrà essere dotate di molle o altri sistemi di “richiamo” per farle tornare le barre in sede quando hanno terminato la propria azione frenante.

Adottando una conformazione appositamente studiata, potranno anche intervenire come barre anti intrusione in funzione di sicurezza passiva.

La lunghezza delle barre di strisciamento, minigonne o barre (in tutte le versioni) può essere variabile e non interessare la completa estensione del sottoporta.

Potranno anche essere a struttura lamellare o a sezioni verticali e agire come semi-indipendenti così da poter essere più aderenti e adattabili al terreno, utilizzando la conformazione migliore in funzione della configurazione che permette maggiore attrito.

Nel caso di veicoli ad altezza da terra superiore, la sezione può anche essere longitudinale lamellare o a membrana, del tipo a soffietto rettangolare a sezione progressiva riducibile/espandibile.

 

Questi elementi, che potranno essere conformati anche come pedane (per esempio nei veicoli da fuoristrada) potranno essere realizzati in materiale adeguato a creare attrito: alluminio, acciaio, kevlar, fibra di carbonio, tungsteno, materiale plastico anche sostituibile e in altri materiali compositi (anche simili a quelli utilizzati per il battistrada degli pneumatici o come l’analogo battistrada di un pneumatico in gomma più resistente se curvo alle estremità 

Tale conformazione favorisce anche un transitorio iniziale meno brusco quando inizia l’azione frenante del sistema.

La forza che farà arrestare il veicolo sarà generata dall’attrito barre di strisciamento-suolo; l’attrito sarà in diretta funzione della massa del veicolo e del coefficiente di attrito che il costruttore avrà voluto conseguire in base alla scelta del materiale e al trattamento superficiale utilizzato per le superfici di contatto.

La gestione di tale dispositivo, per azionare gli attuatori con i quali i martelletti idraulici, può essere disposta da sistemi elettronici/computerizzati coadiuvati dall'Intelligenza Artificiale che sfruttano la pressione presente nel circuito frenante in supporto al sistema frenante servoassistito (servofreno) ad olio/aria, ma anche da un sistema ausiliario con serbatoio separato o con azione combinata con esso (circuito idraulico/frenante supplementare).

Il software del sistema a gestione elettronica/computerizzata, dovrà essere in grado di rilevare una situazione di non governo del veicolo da parte del suo conducente grazie a sensori di prossimità (radar o simili), a sistemi GPS e ad accelerometri, l’eventuale impossibilita di fermarsi utilizzando il sistema frenante in dotazione.

Terminata la loro azione le barre torneranno (anche nella versione singola o multipla) nella sede originaria grazie all’azione di “molle di richiamo” o grazie alla diminuzione della pressione di attivazione.

In altre situazioni il guidatore potrà attivare spontaneamente tale modalità di emergenza (a veicolo fermo tale dispositivo può essere anche utilizzato per sollevare il veicolo e/o sostituire un pneumatico; per alzarlo da terra in caso di impantanamento o più semplicemente per tenere alzato un veicolo in caso di lunga inattività al fine di non permettere l’ovalizzazione dei pneumatici), ma può entrare in funzione automaticamente in situazioni di urto posteriore da parte di un altro veicolo, al fine di evitare o limitare le conseguenze di un tamponamento a catena.

Tale dispositivo può quindi agire anche in azione antagonista e/o di contrasto delle forze laterali/trasversali, del rollio, beccheggio o imbardata in combinazione con il sistema ESP e simili o in caso di scarsa aderenza degli pneumatici, ma anche come ulteriore barra anti intrusione in caso di impatto con altri veicoli.

Il sistema può inoltre:

  • essere utilizzato come freno di stazionamento;
  • essere in grado di correggere la traiettoria del veicolo con azionamento sincrono/asincrono di una delle due parti ( se due) e/o se combinato con l’azione frenante “intelligente” (sfruttando sistemi tipo esp, abs, tcs.....) e come compensazione alla mancanza di bloccaggio del differenziale o funzionamenti simili;
  • essere dotato di una membrana a tenuta stagna che ne consenta il gonfiaggio/sgonfiaggio;
  • essere dotato di fori inferiori per far defluire l’accumulo di acqua o altri depositi;
  • avere un sistema misto di “battistrada” in gomma e acciaio consentendo a quest’ultimo (in posizione più arretrata rispetto al primo) di agire nelle situazioni in cui l’azione del materiale sintetico sia insufficiente (ghiaccio, roccia, asfalto...) tramite l’esercizio di maggiore pressione del sistema a livello del suolo.
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Come nasce questa idea ?
L’idea è scaturita come una scintilla quando ho rischiato di provocare un incidente percorrendo l’asfalto bagnato in curva: ero con mio figlio, aveva piovuto da poco, non andavo veloce ma  appena toccato i freni e nonostante il sistema ABS e anti imbardato, l’auto ha fatto una giravolta su se stessa sembrando impazzita…al mio ritorno a casa dissi: possibile che nessuno abbia mai pensato ad un sistema di ancoraggio nel terreno come hanno gli slittini per la neve ?


Tuttavia per poter sperimentare ed omologare tale sistema così innovativo  sono richiesti grandi investimenti sia per lo sviluppo del prototipo sia per l'eventuale omologazione.


Non avendo avuto la possibilità, come privato, di accedere ai bandi predisposti per società o altre organizzazioni collettive, ho cercato contatti con tutte la case automobilistiche di cui sono a conoscenza e delle organizzazioni che si occupano della sicurezza delle strade e dei veicoli, ma senza esiti positivi.

 
Ho anche ricevuto una risposta incoraggiante dal Segretariato del Fondo delle Nazioni Unite per la Sicurezza Stradale:

"Dear Antonini,

Greetings from the United Nations Road Safety Fund Secretariat!

Thank you very much for reaching out and for sharing information about your patented technology and its potential contribution to road safety……………

………………….We appreciate the importance of innovative solutions aimed at reducing road accidents and improving vehicle safety. However, we regret to inform you that we are not in a position to provide the type of support you are seeking. Unfortunately, we do not have the mandate or the resources to assess the technical feasibility of such inventions, nor to advise on suitable funding channels, partnerships, or pathways for engagement with industry stakeholders." ………..

Inoltre le case automobilistiche ed i centri di Ricerca/Università mi hanno risposto inoltre  che era loro intenzione utilizzare i brevetti interni alla propria società e non progetti eterni, o che avrei dovuto trovare personalmente i fondi necessari per  farlo.

Un vero peccato per un progetto che potrebbe rendere più sicuri i nostri spostamenti e salvare l vita !!!!

La presente raccolta è quindi finalizzata principalmente a sensibilizzare attraverso una campagna pubblicitaria e diffusione tramite  media, le case produttrici di automobili attraverso la diffusione di informazioni di questo inedito sistema frenante ausiliario da me brevettato e finalizzato a diminuire gli spazi d'arresto, direzionare il veicolo e ancorarlo al suolo quando perde aderenza: la sicurezza stradale è una priorità verso la quale né pedoni, né automobilisti possono sottrarsi

 Le case automobilistiche sono le uniche in grado di poter progettare un telaio, un pianale o una scocca che supporti il dispositivo di seguito descritto.

La raccolta fondi è quindi mirata quindi a coinvolgere le case automobilistiche per fare in modo che le stesse investano in questo progetto di sicurezza per salvaguardare la vita di automobilisti e pedoni; l'obiettivo può dichiararsi veramente raggiunto, al di là della raccolta fondi, soltanto quando una casa automobilistica si prenderà in carico questo progetto o quando ci sarà un imprenditore che vorrà investirci: la raccolta serve proprio a questo !

Il dispositivo che ho brevettato nel 2023 è inedito , di  semplice concezione: dalla superficie di appoggio su cui agisce, è capace di  provocare  un attrito pari al multiplo di  quello di cui dispongono le attuali autovetture ( come se il veicolo anziché disporre di 4 pneumatici, ne disponesse almeno del triplo). 

Ispirandomi alle minigonne con funzione aerodinamica utilizzate dalle auto di formula uno fino al 1983  che scorrevano sul pavimento stradale, ho pensato che questo attrito potesse essere utilizzato in maniera diversa e con materiale antiscivolo  sostituibile e dotate di una forza tale da rendere possibile il rallentamento/fermata del veicolo anche gestendone la direzione.

(Foto dimostrativa non reale)

Data l'importanza di questo progetto per la sicurezza stradale e la riduzione delle vittime della strada (Agenda 20-30 delle Nazioni Unite),  soltanto con un programma che coinvolga le industrie automobilistiche è possibile auspicare che tale dispositivo possa essere in futuro utilizzato, nel lungo periodo, anche nei paesi meno industrializzati e nei paesi dove si contano maggiori vittime negli incidenti stradali .  

Questo dispositivo viene installato alla base del telaio durante la costruzione e segue un design che ne consente l'inserimento all'interno delle sezioni scatolate senza alterare l'aspetto o l'estetica del design originale del veicolo.

Si tratta di un dispositivo meccanico con una componente elettronica integrata ai sistemi attuali:
attraverso uno speciale sistema idraulico (elettrico o pneumatico) di pistoni (o altri dispositivi che consentono la spinta e il rilascio), aziona le barre laterali situate all'altezza del longherone.

 La presenza del suddetto pistone scorrevole con cascata di ingranaggi che supporta e interagisce con una barra speciale è in grado di creare un notevole attrito sulla superficie di appoggio, il manto stradale, moltiplicando l'azione frenante su ogni lato, fino a ridurre gli spazi di arresto di almeno il 50%: una soluzione essenziale per ridurre il numero di incidenti stradali e aumentare la sicurezza dei veicoli.

Le caratteristiche meccaniche e tecniche che contraddistinguono questa tecnologia innovativa permettono al sistema di interagire con l'Intelligenza Artificiale e i sistemi elettronici già presenti nei veicoli di ultima generazione (sensori di prossimità, ABS, ESP, radar, ACC, guida assistita – ADAS, controllo elettronico della stabilità (ESC), frenata automatica di emergenza (AEB), monitoraggio dell'angolo cieco e rilevamento della stanchezza del conducente), sfruttando in particolare i sensori di tipo terrestre.

Questo apparato interviene con efficacia nelle situazioni più difficili ed estreme, quando le condizioni atmosferiche e climatiche non consentono alle ruote di avere quell’aderenza necessaria per controllare il mezzo, come avviene in presenza di ghiaccio, neve, fango, ma anche di pioggia o simili (le immagini presenti in rete ne danno ampia testimonianza https://youtu.be/AypuOFhL960).

Quando il coefficiente di attrito pneumatico/superficie di contatto scende sotto valori critici, nonostante la presenza dei sistemi di sicurezza, quali ABS, ESP, apparati radar ed altri dispositivi (come i sensori di prossimità combinati con il sistema che gestisce gli spazi di frenata in rapporto alla velocità, all’inclinazione del veicolo ed altri sistemi che gestiscono la trazione e la motricità), diventa impossibile controllare o rallentare il veicolo e quindi anche arrestarlo, in quanto tutti i sistemi citati riescono a fornire il loro ausilio solo se il coefficiente di attrito non scende sotto i valori limite. Può quindi verificarsi, anche con la presenza dei sistemi più evoluti, l’impossibilità di arrestare la corsa del veicolo

Lo scopo è quello che il sistema entri in funzione in situazioni di estrema o grave emergenza, quando anche tutti gli altri dispositivi di sicurezza elettronici, computerizzati e/o meccanici del veicolo, non sono più in condizione di rallentare controllare lo stesso a causa dell’insufficiente coefficiente di attrito o per la inadeguata capacità di attrito prodotta tra pneumatico e pavimentazione stradale o non stradale (nel caso di terreni accidentali, piste o percorsi che vedono impegnati veicoli adatti al fuoristrada).

Tale situazione può verificarsi principalmente quando nel contatto pneumatico/superficie stradale si interpone uno strato di separazione costituito da ghiaccio, olio, fanghiglia viscida.

In queste condizioni il sistema ideato è in grado di ripristinare il contatto diretto con una parte del veicolo e cioè con le superfici di strisciamento del sistema e la superficie stradale, riuscendo così a scalfire lo strato di separazione viscido, dando anche DIREZIONALITA' AL VEICOLO.

 Le superfici di strisciamento saranno infatti metalliche, miste metallo/gomma o soltanto gomma (replicando la sagoma e il disegno di uno pneumatico) e, a seconda della latitudine e delle esigenze locali, possono anche essere sottoposte ad un trattamento superficiale tale da essere in grado di incidere anche il ghiaccio più resistente.

Una volta entrato in funzione il sistema, quindi, sarà in condizione di rendere il contatto veicolo/superficie stradale su una superficie scabrosa, in grado di “aderire” direttamente alla strada.

Le superfici di strisciamento, potranno fuoriuscire dalla parte inferiore in modo automatico, mediante un apposito sistema elettronico di controllo evidenzierà la perdita del controllo del veicolo (ruote bloccate e velocità di avanzamento diversa da zero) oppure se lo stesso sarà azionato dal conducente che ritenesse di non avere più la padronanza del veicolo.

L’azionamento potrà essere affidato a dei cilindri oleodinamici a doppio effetto collegati alle aste di sollevamento della vettura oppure, attraverso idonei leveraggi e ruotismi, a una serie di motori elettrici.

Il peso del veicolo sarà la forza che renderà possibile scalfire lo strato viscido, in combinazione con la grande pressione specifica che si manifesterà sulle zone scabrose di contatto con il manto stradale.

Non sarà necessario il completo sollevamento del veicolo da parte del sistema, in quanto l’apparato elettronico di controllo rileverà il rallentamento del veicolo ed adeguerà la pressione nei cilindri oleodinamici e/o la coppia fornita dai motori elettrici.

In queste condizioni può infatti agire soltanto il sistema di “ancoraggio” che si attiva utilizzando un gruppo di sollevamento/spingimento idraulico (o elettrico) che spinge le barre verso il pavimento stradale: con la pressione idraulica sulle stesse combinata al peso del veicolo e alla forza di attrito esercitata al suolo, è possibile limitare/evitare l’impatto con altri veicoli o scongiurare altre situazioni di pericolo come sporgenze o burroni in cui gli spazi di arresto sono limitati o resi pericolosi dalla presenza di ghiaccio o di altri materiali scivolosi : quante vite si sarebbero potute salvare ?.

Tale sistema che consente la frenata ausiliaria e/o di emergenza è adattabile a tutti i tipi di veicoli in quanto può essere collocato, con i dovuti adattamenti, in corrispondenza dei due brancardi della vettura, nelle zone al di sotto delle portiere.

Collocando il sistema nella parte inferiore laterale in prossimità della modanatura (o del longherone) sotto la portiera meglio conosciuto come brancardo (o di entrambe le portiere).

 L’estetica non viene alterata dalla sua presenza: o senza occupare spazi destinati a gruppi meccanici ed è ancora più adattabile ai veicoli elettrici.

Funzionamento:

si tratta di un apparato costituito da una parte meccanica e da un controllo elettronico che in posizione di riposo o non altera affatto o di pochissimo il design della vettura che permette la fuoriuscita di due barre (ma anche di una o più) di strisciamento ( alloggiate sotto i brancardi, le quali sono spinte, con movimento verticale, da aste verticali , mosse da un sistema oleodinamico e/o da un sistema basato su motori elettrici. Le aste scorrono in apposite guide, con l’ausilio di cuscinetti o altri elementi in grado di limitare l’attrito nella loro corsa di attivazione.

Una volta che il sistema è entrato in funzione, :la parte terminale agirà, grazie all’azione idraulica, come sistema di ancoraggio al suolo in ciascuna fiancata nella porzione di bordo inferiore - laterale delle minigonne (barre o pedane).

La corsa di rientro delle barre sarà comandata dallo stesso sistema che ne ha favorito la fuoriuscita in quanto, sia utilizzando i cilindri a doppio effetto, sia utilizzando i motori elettrici, si tratta di un sistema reversibile e per questo potrà essere dotate di molle o altri sistemi di “richiamo” per farle tornare le barre in sede quando hanno terminato la propria azione frenante.

Adottando una conformazione appositamente studiata, potranno anche intervenire come barre anti intrusione in funzione di sicurezza passiva.

La lunghezza delle barre di strisciamento, minigonne o barre (in tutte le versioni) può essere variabile e non interessare la completa estensione del sottoporta.

Potranno anche essere a struttura lamellare o a sezioni verticali e agire come semi-indipendenti così da poter essere più aderenti e adattabili al terreno, utilizzando la conformazione migliore in funzione della configurazione che permette maggiore attrito.

Nel caso di veicoli ad altezza da terra superiore, la sezione può anche essere longitudinale lamellare o a membrana, del tipo a soffietto rettangolare a sezione progressiva riducibile/espandibile.

 

Questi elementi, che potranno essere conformati anche come pedane (per esempio nei veicoli da fuoristrada) potranno essere realizzati in materiale adeguato a creare attrito: alluminio, acciaio, kevlar, fibra di carbonio, tungsteno, materiale plastico anche sostituibile e in altri materiali compositi (anche simili a quelli utilizzati per il battistrada degli pneumatici o come l’analogo battistrada di un pneumatico in gomma più resistente se curvo alle estremità 

Tale conformazione favorisce anche un transitorio iniziale meno brusco quando inizia l’azione frenante del sistema.

La forza che farà arrestare il veicolo sarà generata dall’attrito barre di strisciamento-suolo; l’attrito sarà in diretta funzione della massa del veicolo e del coefficiente di attrito che il costruttore avrà voluto conseguire in base alla scelta del materiale e al trattamento superficiale utilizzato per le superfici di contatto.

La gestione di tale dispositivo, per azionare gli attuatori con i quali i martelletti idraulici, può essere disposta da sistemi elettronici/computerizzati coadiuvati dall'Intelligenza Artificiale che sfruttano la pressione presente nel circuito frenante in supporto al sistema frenante servoassistito (servofreno) ad olio/aria, ma anche da un sistema ausiliario con serbatoio separato o con azione combinata con esso (circuito idraulico/frenante supplementare).

Il software del sistema a gestione elettronica/computerizzata, dovrà essere in grado di rilevare una situazione di non governo del veicolo da parte del suo conducente grazie a sensori di prossimità (radar o simili), a sistemi GPS e ad accelerometri, l’eventuale impossibilita di fermarsi utilizzando il sistema frenante in dotazione.

Terminata la loro azione le barre torneranno (anche nella versione singola o multipla) nella sede originaria grazie all’azione di “molle di richiamo” o grazie alla diminuzione della pressione di attivazione.

In altre situazioni il guidatore potrà attivare spontaneamente tale modalità di emergenza (a veicolo fermo tale dispositivo può essere anche utilizzato per sollevare il veicolo e/o sostituire un pneumatico; per alzarlo da terra in caso di impantanamento o più semplicemente per tenere alzato un veicolo in caso di lunga inattività al fine di non permettere l’ovalizzazione dei pneumatici), ma può entrare in funzione automaticamente in situazioni di urto posteriore da parte di un altro veicolo, al fine di evitare o limitare le conseguenze di un tamponamento a catena.

Tale dispositivo può quindi agire anche in azione antagonista e/o di contrasto delle forze laterali/trasversali, del rollio, beccheggio o imbardata in combinazione con il sistema ESP e simili o in caso di scarsa aderenza degli pneumatici, ma anche come ulteriore barra anti intrusione in caso di impatto con altri veicoli.

Il sistema può inoltre:

  • essere utilizzato come freno di stazionamento;
  • essere in grado di correggere la traiettoria del veicolo con azionamento sincrono/asincrono di una delle due parti ( se due) e/o se combinato con l’azione frenante “intelligente” (sfruttando sistemi tipo esp, abs, tcs.....) e come compensazione alla mancanza di bloccaggio del differenziale o funzionamenti simili;
  • essere dotato di una membrana a tenuta stagna che ne consenta il gonfiaggio/sgonfiaggio;
  • essere dotato di fori inferiori per far defluire l’accumulo di acqua o altri depositi;
  • avere un sistema misto di “battistrada” in gomma e acciaio consentendo a quest’ultimo (in posizione più arretrata rispetto al primo) di agire nelle situazioni in cui l’azione del materiale sintetico sia insufficiente (ghiaccio, roccia, asfalto...) tramite l’esercizio di maggiore pressione del sistema a livello del suolo.
  • tanti altri sviluppi

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