Totale raccolto
914.226 €
Progetti accolti
107
Progetti finanziati
88
Sostenitori
6374
MSD Italia cofinanzia i progetti innovativi di chi ha a cuore la vita delle Persone.
MSD CrowdCaring ha come obiettivo quello di finanziare i migliori progetti relativi alla rimozione di tutte le barriere sociali e personali che possono limitare la vita quotidiana delle persone. Per migliorare la quotidianità e renderci gli uni più vicini agli altri.
In corso
Musica in Ospedale STREAMING!

L'idea

Il progetto “Musica in Ospedale STREAMING!” nasce da un'idea dell'Associazione Le 7 Note che, da diversi anni, organizza concerti all’ospedale San Donato di Arezzo e aderisce alla Rete di Musica in Ospedale in Toscana nata su iniziativa dell’Associazione A.Gi.Mus. Firenze. Nel tempo, anche grazie a una campagna di crowdfunding, il progetto si è esteso fino a coinvolgere 13 presidi ospedalieri in Toscana, tra i quali anche proprio l’ospedale di Arezzo.

La Musica in Ospedale fonde finalità artistiche e sociali, nella consapevolezza delle difficoltà che la degenza comporta e del conforto che la musica può dare ai pazienti, ai familiari, al personale ospedaliero. 

Purtroppo, con la pandemia da Covid-19, l’iniziativa ha subito una brusca battuta d’arresto, con lo stop ai concerti in tutti i presidi. Dal 2022 le attività sono tornate in presenza all’ospedale di Careggi e la rete sta riprendendo anche l’attività in collaborazione con l’Azienda Usl-Toscana Centro. 


Il sogno

Dalle difficoltà del Covid sono tuttavia nati spunti preziosi: come realizzare concerti in streaming. Questo permetterà di non interrompere l’attività anche nelle fasi più critiche. 

Da questa idea è nato un sogno: far sì che i concerti della Rete Toscana di Musica in Ospedale e in particolar modo quelli di “Careggi in Musica” possano raggiungere attraverso lo streaming tutti i degenti, anche coloro che non possono muoversi dalla propria stanza

La campagna di crowdfunding

L’ospedale di Careggi è dotato di una rete wi-fi gratuita, che permette ad ogni degente di connettersi in autonomia e seguire il concerto dal proprio computer, tablet o cellulare. 
Mancano solo i fondi per rendere il progetto realtà, necessari a coprire i costi:

  • dello streaming,
  • delle attrezzature tecniche,
  • delle attività di comunicazione.

Grazie al successo della raccolta fondi, sarà possibile dare vita a un progetto che renderà l’ospedale di Careggi il primo in Italia a proporre concerti all’interno della propria struttura e al tempo stesso a diffonderli gratuitamente in tutti i reparti in tempo reale, con grande beneficio di pazienti, familiari e personale.

L'Associazione Le 7 Note

L’ Associazione Le 7 Note nasce nel 2005 ad Arezzo per volontà del violoncellista Luca Provenzani e della pianista Fabiana Barbini per migliorare l’offerta musicale e didattica della città. Da sempre, nell'Associazione si distinguono due anime: da un lato l'attenzione alla qualità e alla formazione d'eccellenza, dall'altra una vocazione sociale che cerchi di portare la musica a tutti.
Le 7 Note offre corsi per tutti gli strumenti e tutti i generi musicali, con circa 200 allievi e 45 insegnanti. Crede nel suonare insieme, nella magia dell'orchestra e della musica da camera. 
Dal 2016 porta avanti un progetto divulgativo di Musica negli Asili promosso dal Comune di Arezzo per avvicinare alla musica fin dall’infanzia.
Dal 2007 organizza  una stagione di concerti gratuiti in ospedale, "Musica al San Donato", che aderisce alla Rete Regionale di Musica in Ospedale coordinata da A.Gi.Mus. Firenze. Con 25 anni di età e quasi 1000 concerti, le manifestazioni A.Gi.Mus. sono state premiate dalla Presidenza della Repubblica Italiana (2008 e 2015) e dalla Presidenza della Camera dei Deputati (2015) e nel 2015 hanno ricevuto una lettera di plauso dall’allora ministro della salute Beatrice Lorenzin.
Nel 2018 Le 7 Note ha ideato Guidoniadi 2.0, un gioco musicale a premi per l'avvicinamento alla musica e la crescita del nuovo pubblico.
Nello stesso anno è nato “RiCreando Oltre Il Suono”, che propone concerti, camminate culturali, corsi, percorsi di inclusione e di audience engagement, masterlcass, tutti accomunati dall’essere gratuiti per i partecipanti. Il progetto ha tra le sue principali finalità l’inclusione sociale, il contrasto alla povertà educativa, la promozione della musica come strumento per il benessere della Persona.

21%
-21 Giorni
Salute e benessere
Wabi Sabi - Fa' la piega giusta!

Sosteniamo l'inclusione sociale… a colpi di spazzola

L'Arca Società Cooperativa Sociale, da oltre trent'anni a fianco dei bambini e dei ragazzi con disabilità del territorio di Tradate, e Tagli & Dettagli, realtà impegnata nel settore della bellezza, uniscono le forze per una nuova, emozionante, rivoluzione gentile. Nasce così Wabi Sabiun progetto di cura del sé e inclusione sociale per persone con disabilità. 

Che cos'è Wabi Sabi

Il progetto nasce dal nostro prezioso incontro con lo staff di Tagli & Dettagli: dopo alcune collaborazioni con il team di Sviluppo e di C.A.A. de L’Arca per la creazione di eventi solidali, i bravissimi hair stylist si sono messi in gioco con i nostri ragazzi per costruire un percorso condiviso e duraturo nel tempo, capace di regalare momenti di inclusività, di comprensione, di relazione profonda.  

Il concetto giapponese di wabi-sabi celebra l’unicità e l’individualità di ogni persona, abbracciando le imperfezioni per evidenziare la bellezza autentica e la storia di ciascuno. Wabi sabi è il primo fiore sbocciato dalle nostre iniziative di sostenibilità sociale, che grazie a tutti voi e al sostegno di MSD Crowd Caring, potrà affondare le radici in una buona terra e crescere al sole di una comunità attenta, curiosa, inclusiva.

La mission e gli obiettivi

Spesso l’accesso ai servizi connessi con la cura del sé per le persone con disabilità fisica e intellettiva è difficoltoso o comunque subordinato alla volontà e alla disponibilità dei genitori e dei caregiver: questo fatto, pur involontariamente, inibisce le loro abilità sociali e la loro partecipazione attiva alle scelte che riguardano la propria immagine, la propria identità e la propria corporeità, andando, di fatto, a ostacolare lo sviluppo dell’autostima e dell’autodeterminazione.

Grazie all’attenzione di Tagli & Dettagli per le sfere più fragili della nostra comunità, alla competenza e all’esperienza dello staff educativo L’Arca e, naturalmente, al vostro contributo, realizzeremo insieme ai nostri bambini e ragazzi esperienze di cura del sé e di valorizzazione della propria immagine, capaci di incoraggiare il loro percorso verso la consapevolezza di sé, il benessere psicofisico e la relazione sociale. 

Wabi Sabi è molto più di un semplice taglio di capelli a domicilio o di un’attività di igiene personale. È un progetto educativo e comunicativo inclusivo, in grado di creare un impatto positivo sulla sfera emotiva, psicologica e relazionale non solo dei beneficiari, ma anche negli operatori coinvolti e nei donatori, che potranno immergersi nell’attività tramite i nostri canali social. 

Oltre allo staff di Tagli & Dettagli, saranno con noi in questa straordinaria avventura un pedagogista, tre educatori professionali socio-sanitari altamente specializzati, a cui spetterà il compito di promuovere azioni di comunicazione inclusiva (con l’uso della C.A.A.) e la costruzione di setting favorevoli all’incontro e allo scambio (attraverso l’impiego di strategie di Stimolazione Basale o dei carrelli Snoezelen per la stimolazione multisensoriale), e un esperto di Comunicazione, incaricato curare la relazione con il pubblico e i donatori, documentando l’andamento del progetto. 

Come utilizzeremo i fondi

I proventi raccolti con questo crowdfunding saranno direttamente dedicati a Wabi Sabi per far vivere ai nostri ragazzi un’esperienza comune per molti, ma non sperimentata da tutti, come quella di autodeterminarsi e relazionarsi in prima persona con chi si occupa di cura e bellezza, partecipando attivamente nella scelta dell’aspetto della propria persona. 

Il traguardo della raccolta è di 6.000 € in totale (3.000 con crowd e altrettanti da parte di MSD, se raggiungeremo l’obiettivo prefissato), che prevediamo di investire nell’acquisto di materiale specifico per le attività di bellezza e di cura del sé e nella costruzione e nell’acquisto degli strumenti di comunicazione inclusiva e di stimolazione multisensoriale necessari a rendere il progetto completamente accessibile da tutti i nostri beneficiari. Una parte dei fondi raccolti servirà per la costruzione e il mantenimento della campagna di comunicazione correlata a Wabi Sabi

Grazie al successo di questa raccolta fondi, potremo dare vita a 10 mesi di attività, coinvolgendo direttamente tutti e 55 i bambini e i ragazzi ospiti della Cooperativa L’Arca. 

Chi c'è dietro a Wabi Sabi

L'Arca Società Cooperativa Sociale - La nostra storia affonda le radici nell’Associazione Genitori dei Ragazzi Disabili del Seprio, fondata a Tradate nel 1989. Da qui, nel 2007, nasce L’Arca Società Cooperativa Sociale, ente di tipo A impegnato nella gestione di servizi socio-assistenziali ed educativi per le persone con disabilità del territorio. Durante gli anni del nostro operato abbiamo maturato numerose esperienze in ambito educativo, accomunate dalla volontà di promuovere esperienze integrate ed accessibili per tutti i ragazzi e di promulgare nella comunità i concetti di inclusività, qualità della vita e diritti della persona con disabilità.

Tagli & Dettagli Tradate - Tagli & Dettagli è un negozio di parrucchieri situato nel cuore della nostra comunità, rinomato per la sua eccellenza nei servizi di hairstyling e per l’attenzione al benessere della sua clientela. Il salone, che combina professionalità e attenzione alle tematiche sociali, ha deciso di ampliare la sua missione aziendale a fianco de L'Arca Cooperativa, mettendo a disposizione il suo know how nel campo della bellezza per l’organizzazione di eventi di sensibilizzazione a tema inclusività e promozione della cultura della diversità.

42%
-21 Giorni
Salute e benessereRidurre le disuguaglianze
NUOVA LINFA

CI PRESENTIAMO

Siamo la Fondazione Div.Ergo, il nostro scopo è la solidarietà e l’assistenza sociale, la formazione a favore di persone con disabilità intellettva e delle fasce deboli della società, tutelando la loro dignità di vita e favorendo processi di integrazione. 

Nel 2009, abbiamo dato vita al Laboratorio Creativo dal nome Div.ergo. Si tratta di un laboratorio creativo artigianale, nel cuore di Lecce. Un luogo dove persone con e senza disabilità possono incontrare tante persone a cui raccontare la bellezza dello stare insieme, crescere e poter offrire oggetti sempre più raffinati. Negli anni, il Laboratorio Div.ergo è diventato per la città di Lecce un punto di riferimento per chi è sensibile ai temi della diversa abilità. Con le sue creazioni artistiche, diventa sempre di più un segno visibile di quanto nella società la partecipazione delle persone con disabilità accresca il senso di appartenenza e contribuisca significativamente allo sviluppo umano e sociale del territorio. La creatività con cui si realizzano le opere artigianali del Laboratorio, è legata ad un lungo e continuo processo di simbolizzazione di storie, esperienze, vissuti che si manifestano e divengono negli artisti e nei volontari. È per questo che a Div.ergo non vengono venduti solo prodotti, ma condivisione di storie.

Un altro progetto della Fondazione è H.ORTO, un orto aulico, non un orto normale. Non una vasta distesa uniforme di ortaggi tutti uguali, ma una piccola arca di pomodori, melanzane, zucchine, peperoni, cime di rapa, cicorie e cavolfiori, che crescono a ridosso di una pineta, a due passi dal mare, circondati da lentischi. Nell’H.ORTO c’è anche un uliveto, di circa 30 piante. Nell’H.ORTO i giovani adulti di Div.Ergo si trovano a faticare per tornare a casa felici. E poco importa se la diversità di alcuni sfugge alle categorie della normalità e si ritrova l’etichetta di disabilità mentale.
H.orto è anche un’esperienza di formazione al lavoro, un luogo per incontrare altri, per scoprirsi capaci di cura e responsabilità, per sperimentare il contatto positivo e rigenerante con la terra e la natura, per dare forma a qualcosa che altri possano gustare.

LA NOSTRA IDEA

Vogliamo sperimentare la produzione di oggetti di artigianato attraverso l'utilizzo delle potature del legno d'ulivo per la creazione di nuove creazioni con inclusioni in resina. 

Daremo così nuova vita ad un patrimonio prezioso, quello degli ulivi e della campagna, che la Xylella - che dal 2013 ha colpito il Salento - ha fortemente compromesso.

Questa nuova produzione mette in gioco i giovani con disabilità coinvolti in due settori di attività della Fondazione Div.ergo - ONLUS, quello dell’agricoltura e quello dell’artigianato.

Il contributo richiesto mira ad avviare questa sperimentazione con la produzione di opere artistiche solidali in legno d’ulivo e resina epossidica attraverso l’acquisto di macchinari e di materiali necessari a lavorazioni innovative. Il legno utilizzato proverrà dalla potatura realizzata dai giovani con disabilità impegnati presso Casetta Lazzaro dove sono, infatti, coltivati oltre 30 alberi di ulivo.

CHI SIAMO

Ispirati all'Art. 30 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, anche noi“riconosciamo il diritto delle persone con disabilità a prendere parte su base di eguaglianza con gli altri alla vita culturale” al fine di “sviluppare e realizzare il loro potenziale creativo, artistico e intellettuale, non solo a proprio vantaggio, ma anche per l’arricchimento della società”.

Abbiamo la nostra sede principale a Lecce e abbiamo come scopo la solidarietà e l’assistenza sociale, la formazione a favore di persone con disabilità intellettiva e delle fasce deboli della società, tutelando la loro dignità di vita e favorendo processi di integrazione (Statuto art.3). 

La Fondazione opera sul territorio nazionale, in particolare nella regione Puglia. 

Siamo iscritti nel “Registro delle persone giuridiche” della Prefettura di Lecce. 

  • Nel 2024 abbiamo vinto il Premio Nazionale “Inclusione 3.0 promosso dall’Università degli Studi di Macerata, nella sezione Inclusione sociale e lavorativa.
  • Nel 2023, Intesa Sanpaolo ha dedicato un bell'approfondimento su uno dei nostri progetti.
  • Nel 2020 abbiamo vinto il Premio nazionale per l’Innovazione nell’Economia sociale “Angelo Ferro” di Fondazione Zancan e Intesa Sanpaolo.
  • Nel 2018 abbiamo vinto il  bando “Terre colte” di Fondazione con il Sud ed Enelcuore onlus con il progetto “Utilità Marginale”
  • Nel 2022 abbiamo vinto il  bando “Puglia Capitale Sociale 3.0 di Regione Puglia con il progetto “Micro-ortaggi per il sociale”
  • Dal 2021 collaboriamo con l’Università “L. Bocconi” di Milano all’interno del programma “Dai un senso al profitto” per l’accoglienza di studenti in percorsi di tirocinio curriculare a carattere sociale. 
  • La nostra esperienza della Fondazione è stata raccontata all’interno del testo “L'innovazione nell'economia sociale” Il Mulino, Bologna 2021

IMPATTO SOCIALE

Attualmente con la nostra Fondazione coinvolgiamo, nei vari progetti, 75 giovani e adulti con disabilità intellettiva nelle sedi di Lecce, Santeramo in Colle (BA), Bari, Fano (PU).

IN SINTESI

Creatività e passione per la terra si uniscono per sostenere l’inclusione lavorativa e sociale di persone con disabilità intellettiva! Sostenendo il progetto Nuova Linfa, ci aiuterai a trovare nuove strade di sostenibilità e contribuirai a promuovere l'inclusione lavorativa.

60%
-21 Giorni
Lavoro dignitoso e crescita economicaRidurre le disuguaglianzeConsumo e produzione responsabili
L'AVVENTURA INASPETTATA

L'Avventura Inaspettata è un progetto della Cooperativa Indaco di Aosta che da decenni offre supporto a bambini e ragazzi con disabilità, fisica e intellettiva.

Il progetto nasce dalla volontà di creare spazi e esperienze di inclusione, dove permettere ai giovani di sperimentare la relazione autentica con la diversità, in un contesto di socializzazione, condivisione e di vita comunitaria. 

L’idea è sorta dall’incontro e confronto tra la cooperativa Indaco e il liceo delle scienze umane "Regina Maria Adelaide" di Aosta. 

L’Avventura Inaspettata rappresenterà per gli studenti del “Regina Maria Adelaide” un’importante opportunità per mettere in pratica, per la prima volta, quanto imparato durante il percorso scolastico in merito all’educazione sociale che, per molti di loro, sarà il futuro. 
Per i ragazzi con disabilità vorrà invece dire vivere un’esperienza inclusiva, lontani dalla famiglia, divertendosi con i propri coetanei. 

Per tutti sarà una bellissima scoperta, sia dal punto di vista emozionale che formativo, immersi nella natura, divertendosi con attività avvincenti e all’aria aperta.

Il progetto si articolerà in tre blocchi principali.
il primo: le attività a scuola, utili a cominciare a costruire la cornice teorica (la convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità) il contesto e le relazioni;
il secondo: le attività territoriali, a carattere ludico e laboratoriale;

il terzo: il week end residenziale che si svolgerà presso una struttura ricettiva montana, dove i ragazzi avranno modo di sperimentarsi in diverse attività; 

Indicativamente l’esperienza prevede:
Momenti di convivialità, come il pranzo, i momenti di svago e le attività ludiche;
● Momenti strutturati, dove verranno proposte attività inclusive, accessibili e sportive, come il nordic walking, l’arrampicata, il Baskin, ecc…
Momenti di esperienza come il laboratorio di cucina, il laboratorio di robotica e la visita in osservatorio.


Tutte le attività verranno organizzate sul principio dell’accessibilità e della partecipazione attiva di tutti, che saranno i ragazzi della scuola a pensare con l’ausilio di un educatore mettendo in campo quelli che vengono definiti accomodamenti ragionevoli, ovvero le soluzioni affinché tutti possano partecipare all’attività. Questa operazione non banale permetterà ai futuri professionisti del sociale di entrare nell’ottica del “design for all”. 

Alla fine dell’esperienza, grazie alla mediazione di un professionista, i ragazzi saranno invitati a ragionare su quanto vissuto e su cosa rimane loro dell’esperienza.

Le attività previste dal progetto verranno comunicate e documentate attraverso uno specifico progetto di comunicazione che precede le seguenti fasi:
➔ Costruzione di un profilo social (Facebook e Instagram) dedicato al progetto in collaborazione fra studenti e persone con disabilità;
➔ Comunicazione attraverso post rispetto alle tematiche discusse con i ragazzi legate ai temi dell’inclusione e post quotidiani rispetto all’esperienza residenziale;
➔ Video finale dell’esperienza; in tutte le fasi saranno i ragazzi e le persone con disabilità protagoniste e creatrici di contenuti con la mediazione e il supporto di un educatore e di un esperto videomaker.

La campagna di crowdfunding

Il successo della raccolta fondi permetterà di coprire tutti i costi organizzativi e gestionali del progetto, dall'ospitalità, alle attività previste dal progetto (rafting, nordic walking, parco avventura, arrampicata, osservatorio, ecc.), i trasporti e tutto il resto!

La Cooperativa Indaco

Indaco è stata fondata ben 30 anni fa da nove soci con un percorso comune di esperienze lavorative nell’ambito dell’animazione socio-culturale rivolta a minori, adolescenti, anziani e persone con disabilità. 
La mission è rispondere ai bisogni della comunità attivando le risorse interne e stimolando l’attivazione degli enti locali. In particolare:
- Essere “impresa di comunità”, e quindi un luogo in cui le principali istanze, bisogni e risorse della comunità locale s'incontrano, si confrontano e trovano le soluzioni più adeguate e più solidali ai loro bisogni
- Stimolare gli Enti locali alla promozione di politiche e iniziative rivolte al sostegno delle famiglie e delle persone svantaggiate ed emarginate.
- Stimolare l’attivazione delle risorse della comunità/territorio per rispondere in modo complesso ai bisogni delle persone che ci vivono.
I settori in cui la Cooperativa opera sono:
- Disabilità, servizi per il sostegno alla persona con disabilità fisica e psichica. L’obiettivo è la promozione della salute e del benessere fisico e relazionale. La Cooperativa ha attiva una comunità protetta, offre opportunità di soggiorni al mare, servizi di accompagnamento, supporto per la costruzione di percorsi di cita indipendente.
- Adulti e Anziani, servizi di soggiorno climatico dedicato alle persone anziane over 65 in trattamento in pensione completa 
- Bambini e Ragazzi, servizi dedicati a bambini e ragazzi per tutta l’estate. Centri estivi diurni, trekking, soggiorni immersi nella natura e nel ritmo.

4%
-21 Giorni
Salute e benessereIstruzione di qualitàRidurre le disuguaglianze
La Scuola di Italiano delle Donne

La Cooperativa Sociale Arca di Noè 

Arca di Noè è una cooperativa sociale la cui mission è lavorare insieme alle persone per promuovere le pari opportunità e contrastare ogni forma di discriminazione, valorizzare le competenze di ognuno e co-progettare percorsi di autonomia individuale. 

Opera in Emilia-Romagna, Umbria e Toscana e offre servizi di orientamento e ricerca attiva del lavoro, insegnamento della lingua italiana, assistenza legale e mediazione linguistico-culturale. 

Promuove percorsi di empowerment femminile per contribuire al miglioramento della condizione sociale ed economica delle donne nella società e al raggiungimento della parità di genere.  

La Scuola di Italiano delle Donne a Perugia.   

Arca di Noè offre a Perugia attività gratuita di insegnamento della lingua italiana e supporto all’inserimento lavorativo per donne migranti e italiane. Nell’ambito di queste attività nasce l’esigenza della Scuola di Italiano delle Donne. Un luogo e un servizio stabile che accompagni le donne migranti fin dal loro arrivo e verso la progressiva acquisizione di competenze nella lingua italiana.  

La scuola si intende aperta a tutte le donne migranti, alle donne trans e alle madri migranti. Queste ultime, in particolare, spesso non riescono a partecipare ad altri corsi perché non possono portare i propri figli e figlie.    

L’apprendimento della lingua italiana è un tassello fondamentale per l'autonomia e l'inclusione e consente di uscire da situazioni di isolamento e mancanza di reti sociali di supporto. 
 

Gli obiettivi della raccolta fondi

Con questa campagna di crowdfunding vorremmo mettere le basi per la nostra Scuola e realizzare, a partire da settembre 2024:  

Due corsi di italiano di differenti livelli. Un corso di alfabetizzazione, specifico per donne analfabete o scarsamente scolarizzate e un corso per donne con un livello base di conoscenza linguistica. Il programma di entrambi i corsi, in cui verranno anche trattati gli ambiti tematici del lavoro, della formazione professionale e della valorizzazione delle competenze trasversali, prevede due incontri mattutini settimanali della durata di due ore.   

Un servizio educativo di supporto per bimbi e bimbe della fascia 0-3 che non sono ancora inseriti al nido, ispirato ai principi dell'outdoor education. Questo servizio si rende necessario per favorire la frequenza delle donne con figli e figlie piccoli, che potranno così concentrarsi maggiormente sulla lezione e sul loro percorso di apprendimento. Costituisce, inoltre, un importante momento di socializzazione per i bambini e le bambine che avranno così l'opportunità di sperimentare un contesto educante, anche in preparazione all'inserimento nel percorso scolastico. 
 

I luoghi  

Le attività della scuola verranno realizzate al Casale del Parco della Pescaia, un luogo suggestivo e facilmente raggiungibile, attualmente poco frequentato dalla cittadinanza, soprattutto durante le ore del mattino. Le attività della Scuola e del Servizio Educativo contribuirebbero alla valorizzazione e alla vitalità degli spazi interni ed esterni del Casale, che attualmente è sede dell’Associazione A.D.A. Umbria (Associazione Diritti degli Anziani). La collaborazione con questa realtà consentirà anche di sperimentare attività di scambio intergenerazionale.   

La Scuola di Italiano delle Donne è sostenuta dal Centro per le Pari Opportunità della Regione Umbria 

Lo spazio si trova inoltre nel quartiere dove la cooperativa Arca di Noè ha la sua sede operativa, che negli anni si è caratterizzato per una forte presenza straniera, con una componente femminile molto marcata. 

Dal 2019, grazie all’attività di alcune realtà del terzo settore ed economiche, il quartiere vive una forte rinascita culturale e di costruzione di relazioni sociali dal basso.   

La Scuola di Italiano delle Donne sarà realizzata presso gli spazi gestiti da ADA Umbria
49%
-21 Giorni
Istruzione di qualitàParità di genereRidurre le disuguaglianze
Merck & Co, nota al di fuori di USA e Canada come MSD, è una multinazionale americana leader nel settore farmaceutico da quasi 130 anni. Anni di continue scoperte grazie alle quali ha rivoluzionato i paradigmi terapeutici per decine di patologie, migliorando la qualità di vita di centinaia di milioni di Persone nel mondo. MSD Italia opera nel nostro Paese dal 1956 attraverso una filiera integrata che prevede solidi investimenti in ricerca, attività produttive e commerciali.
MSD CrowdCaring 2023 è attenta ai temi della diversità e dell’inclusione; vuole promuovere tutte quelle idee e quei progetti che abbiano il fine di favorire, a beneficio della collettività, la rimozione di tutte le barriere sociali e personali che possono limitare la via quotidiana delle persone, promuovono la cultura dell’attenzione agli altri e dell' inclusione. I progetti selezionati che raggiungono gli obiettivi di “finanziamento dal basso” attraverso il crowdfunding, accedono ad un co-finanziamento da parte di MSD Italia nel ruolo di “Mentor”, per un massimo di 5.000€ e secondo le modalità inserite nel Regolamento.
MSD Italia si prefigge l’obiettivo di finanziare i migliori progetti relativi alle rimozione delle barriere, per aiutare la quotidianità delle persone senza che la disabilità, la malattia, il colore della pelle, l’età o alcuna forma di diversità o di condizione possano costituire un limite alla loro vita; vuole inoltre promuovere la cultura dell’attenzione agli altri e dell’inclusione sociale. Gli ambiti dei progetti sono i seguenti: 1. Disabilità 2. Next generation 3. Supporto alle Donne.

Scarica qui l’informativa MSD Crowdcaring sul trattamento dei dati personali e l’autocertificazione a completamento della documentazione:
Tutti i progetti
La Balanzona: dalle donne per le donne

Ci presentiamo

Ciao a tutti, siamo il team dell’Associazione UDI Bologna. UDI sta per Unione Donne in Italia, siamo un’associazione autonoma di promozione politica, sociale e culturale, senza fini di lucro. Da anni siamo un punto di riferimento per le donne di ogni ceto e cultura. Costantemente in comunicazione con UDI Nazionale, siamo attive grazie all’apporto dei gruppi UDI organizzati nell’area metropolitana bolognese.

Ci occupiamo di conservazione e valorizzazione della memoria storica delle donne, che sono una ricchezza collettiva da conservare e mantenere in vita; una memoria che è legata al nostro territorio, alla comunità, e di cui l’Archivio storico UDI Bologna dà ampia testimonianza. 

Difendiamo i diritti di tutte le donne con il progetto “Sportello Donna e Famiglia” avviato anni fa grazie al sostegno dell’amministrazione provinciale, con lo scopo di informare e fornire consulenza legale specializzata in 33 comuni dell’area metropolitana.

Offriamo il contributo in tutti i contesti cittadini e nazionali laddove è necessario difendere e rafforzare il concetto di autodeterminazione della donna. 

Promuoviamo, insieme ad altre associazioni della città, un’educazione di genere e il riconoscimento delle differenze, organizziamo progetti nelle scuole primarie e secondarie dell’area metropolitana di Bologna e non solo.

Siamo partner del Comune di Bologna in progetti di sensibilizzazione e contrasto alla violenza, aventi lo scopo di implementare la rete di azione di interventi pubblici e privati.

Siamo sempre in prima linea ma per dare l’opportunità a tante donne di intraprendere un percorso di autonomia, consapevolezza e per riprendersi la propria vita con l’aiuto di tante donne per lo più volontarie.


Il progetto “La Balanzona, dalle donne per le donne”

Da tempo di facciamo una domanda: può l’amore per il cibo salvare una vita? Può una delle tradizioni più antiche di Bologna, ovvero la pasta fresca, dare un aiuto concreto?

Da questa semplice domanda è nata un’idea che è poi diventata un progetto: La Balanzona.

In collaborazione Le Cesarine, noi di UDI abbiamo ideato un formato di pasta speciale, ispirato al tipico Balanzone bolognese (un piatto di pasta fresca con spinaci e mortadella, condito con burro e salvia), la Balanzona appunto. Si tratta di un grande raviolo, rosa, fatto di pasta fresca alle barbabietole rosse. 

Attraverso la cura delle sapienti mani delle bravissime sfogline, vogliamo dare vita a laboratori di pasta fresca dedicati alle donne vittime di violenza che frequentano i Centri Antiviolenza e i 2 gruppi di auto-mutuo-aiuto gestiti da noi, per raccontarsi storie di vita, di rinascita, per imparare un mestiere antico, quello dell’arte della pasta fresca, stringendosi le mani guardando al futuro.

L’obiettivo finale sarà quello di sensibilizzare il tessuto sociale valorizzando, da un lato, il lavoro delle donne e dall’altro il pasto come momento di convivialità, auspicando un confronto attraverso il cibo.

Le Cesarine, avendo aderito al progetto, avranno anche il ruolo di promotrici della Balanzona oltre all’organizzazione dei corsi per la produzione dei ravioli. 

Ha aderito al progetto il Consorzio Italiano Tutela della Mortadella:

e ha ottenuto il patrocinio del Comune di Bologna:

La campagna di crowdfunding 

L’obiettivo di questa campagna di crowdfunding è quello di raccogliere i fondi necessari per l’organizzazione di 10 corsi di pasta fresca per la produzione della Balanzona della durata di 6 ore totali ciascuno

I corsi si terranno presso le sedi de Le Cesarine aderenti al progetto nell’area di Bologna e città limitrofi.

 

Grazie al sapore genuino della Balanzona, insieme potremo trasmettere un messaggio semplice e potente: donne non siete sole!

Finanziato
4.170 € Raccolti
Salute e benessereParità di genereRidurre le disuguaglianze
AMORE, DIMMELO!

Chi siamo

A.GE.D.O. è una associazione che riunisce genitori, parenti, amiche e amici di persone LGBT+. È stata fondata nel 1993 per offrire aiuto alle famiglie con figli o figlie LGBT+. Oggi, a distanza di trent’anni, Agedo è particolarmente impegnata nel supporto alle famiglie (ed alla rete parentale e amicale) di persone transgender, spesso molto giovani.

Siamo una associazione senza scopo di lucro, apartitica, aconfessionale, antirazzista, pacifista. La nostra sede legale è a Torino e siamo presenti su tutto il territorio italiano, con 36 sedi organizzate e numerosi punti di ascolto.

Cosa Facciamo

Il nostro primo obiettivo è quello di offrire ascolto e accoglienza a genitori, parenti, amiche e amici delle persone LGBT+.

Oltre a questo obiettivo, costruito giorno per giorno sul territorio, ci siamo posti l’obiettivo di promuovere un’informazione corretta sulle tematiche LGBT+ e di sensibilizzare il mondo della scuola, del lavoro, delle istituzioni e la cittadinanza ai temi del rispetto e della valorizzazione di tutte le persone e di tutte le soggettività.

In particolare, lavoriamo per:

  • diffondere una corretta informazione sui fenomeni di discriminazione contro i diversi orientamenti sessuali e le diverse identità di genere
  • prevenire il disagio giovanile, che può causare abbandono scolastico, depressione e può portare a comportamenti autolesivi
  • favorire un clima di lavoro accogliente, dove chiunque può essere sé stesso/a e godere delle medesime opportunità di carriera
  • favorire la comprensione e la conoscenza degli orientamenti, delle identità, delle condizioni e degli affetti delle persone LGBT+
  • contrastare le tesi e gli argomenti non scientifici che ritengono l’omosessualità e la varianza di genere una malattia

L’attività di ascolto, accoglienza e supporto alle famiglie (ed a tutta la rete parentale e amicale) nel delicato momento del coming out delle/i/* figl* è l’aspetto centrale del nostro impegno e del nostro lavoro. Siamo consapevoli, infatti, che il benessere delle/i/* giovani inizia in famiglia e che solo dal riconoscimento e dalla piena valorizzazione della propria identità si diparta la piena realizzazione delle persone. Tuttavia, spesso i familiari e le/gli/* amiche/i/* non hanno informazioni corrette e prive di pregiudizi e stereotipi sulle tematiche relative alle persone LGBT+

Per queste ragioni in tutte le articolazioni territoriali di Agedo è possibile partecipare a incontri di gruppo dedicati allo scambio, al supporto ed al confronto fra genitori/parenti/amic* allo scopo di attivare meccanismi di autoaiuto e riflessioni introspettive:

  • condividiamo informazioni e ci attiviamo per aiutare chi affronta percorsi più difficili, come le famiglie di persone in transizione.
  • organizziamo momenti di info-formazione interni invitando anche professionisti esterni alla nostra Associazione
  • organizziamo e progettiamo attività con finalità sociali sul territorio.
  • organizziamo momenti di gruppo nel tempo libero per condividere la gioia dello stare insieme.

Tutte le nostre attività sono gratuite.

Obiettivo della campagna

L’obiettivo della campagna è la realizzazione di un video di presentazione delle attività della nostra Associazione affinché più persone possano conoscerci e rivolgersi a noi. Donando una piccola cifra potrai aiutarci quindi a realizzare questo strumento di comunicazione e a diffonderlo attraverso le nostre pagine social di Facebook e di Instagram oltre che sui nostri siti web.

“Amore dimmelo” così abbiamo voluto titolare la nostra campagna di crowdfunding alla quale ti chiediamo di partecipare per far sì che nessuna/o/* si senta sola/o/*, per far sì che trovi alleat* e interlocutor* accoglienti e informati.

Per raggiungere il nostro obiettivo, contiamo sulla generosità di tutti voi che credete nell'importanza di supportare le famiglie e le persone LGBT+. Ogni singola donazione, anche la più piccola, farà la differenza e ci permetterà di continuare a svolgere il nostro prezioso lavoro di ascolto e supporto.

Ti chiediamo di condividere la nostra campagna di crowdfunding con amici, familiari e conoscenti affinché possiamo raggiungere il nostro traguardo e continuare a diffondere un messaggio di accoglienza e inclusione.

Grazie di cuore per il tuo sostegno e per la tua solidarietà.

Insieme possiamo fare la differenza e creare un mondo migliore dove tutte le persone sentano di essere previste e accolte per quello che sono.

www.agedonazionale.org 

FB – IG: #agedonazionale

https://www.youtube.com/@AGEDOonlus

 

Finanziato
3.420 € Raccolti
Salute e benessereParità di genereRidurre le disuguaglianze
Milleruote, nuove carrozzine per nuovi atleti

Quando in una ragazza o un ragazzo con disabilità scatta la scintilla e sceglie l’avventura del basket in carrozzina, arriva presto uno tra i momenti più importanti per avviare il suo percorso di crescita, miglioramento e divertimento.

È il momento della acquisizione della carrozzina da gioco, che è sempre personalizzata in base alla struttura fisica dell’atleta, alla sua disabilità e alle condizioni di maggiore comfort che possono consentirgli di dare il meglio in campo.

Oltre ad essere tutte diverse tra loro e altamente personalizzate, quindi, le carrozzine da gioco sono dei veri e propri capolavori della tecnica e dell’ingegneria del movimento.

Il Santa Lucia Basket acquista presso fornitori specializzati le carrozzine per tutti gli atleti che scelgono di unirsi alla squadra, per permettere loro di allenarsi da subito nelle migliori condizioni possibili.

Solo nel 2023, la Società ha acquistato quattro nuove carrozzine per giocatori e giocatrici esordienti.

Nuove carrozzine per nuovi atleti

Grazie al grande numero di vittorie collezionate negli anni, la fama del Santa Lucia Basket Roma è cresciuta a dismisura. Sono sempre di più infatti le richieste di adesione alla squadra da parte di persone con disabilità motoria.

Per poter permettere all’associazione di far entrare nuove persone in squadra c’è bisogno di nuove sedie a rotelle da basket! Le sedie a rotelle da basket sono dotate di un telaio leggero, agile e ad alte prestazioni. Includono inoltre paraurti ad alta resistenza ideale per questo tipo di sport. Le ruote sono inclinate per permettere una grande stabilità evitando ribaltamenti. Inoltre, offrono un'ampia gamma di movimenti, ottimo per aumentare la velocità di gioco.

Quindi, le carrozzine da gioco sono dei veri e propri capolavori della tecnica e dell’ingegneria del movimento. Per questo, a seconda delle caratteristiche dell’atleta, il costo medio di una carrozzina da basket è di circa 5.000 euro.

Ogni anno, la Società si impegna ad acquisire un numero di carrozzine adeguato a far fronte alla consistente richiesta di ingresso nel team di ragazze e ragazzi con disabilità: solo per la stagione sportiva 2022-2023 sono state acquisite presso fornitori specializzati sette carrozzine da gioco destinate ai nuovi atleti che hanno scelto di unirsi alla squadra, per permettere loro di allenarsi da subito nelle migliori condizioni possibili.

Per il 2024 è prevista l’acquisizione di due nuove carrozzine da gioco.

La dotazione di carrozzine personalizzate consentiranno a nuovi atleti di allenarsi al massimo delle proprie potenzialità e prendere parte insieme agli altri atleti del Santa Lucia Basket a competizioni nazionali e internazionali, opportunità impareggiabili di confronto con il mondo dello sport paralimpico e di crescita personale in un ambiente inclusivo e gratificante.

Il Santa Lucia Sport di Roma

Dagli anni Sessanta il Santa Lucia Sport di Roma ha espresso la squadra di basket in carrozzina più forte di tutti i tempi nello sport per disabili: il Santa Lucia Basket.

Con 21 scudetti, 12 Coppe Italia, 5 Supercoppe Italiane, 3 Coppe dei Campioni, 3 Coppe Vergauwen, 2 Scudetti e 3 Supercoppe del settore giovanile, il Santa Lucia Basket vanta un palmares di titoli nazionali e internazionali superiore a tutte le formazioni italiane di sport olimpico e paralimpico.

Dal 2016 la società appartiene agli stessi giocatori, ceduta gratuitamente dallo storico Presidente Luigi Amadio, a seguito di una diffusa mobilitazione popolare indirizzata a tenere in vita la squadra dopo la rinuncia dello stesso Presidente.

Dal 2018 il Santa Lucia Sport, disputa allenamenti e partite presso l’attuale impianto di Via Gennaro Pasquariello di Roma. In questa fase, la Società ha ancora due formazioni: quella di Serie A, e la squadra cadetta dei giovani di Serie B.

Nel 2020, a causa della pandemia il Presidente e atleta Mohamed “Giulio” Sanna Ali decide, per insostenibilità dei costi, di rinunciare alla Serie A. Conserva invece la formazione di serie B come risposta alla richiesta proveniente dai giocatori e dalle giocatrici, dalle rispettive famiglie e dalla comunità che la squadra continua a raccogliere attorno alla propria missione di promozione sportiva e sociale.

Come risultato dello straordinario impegno profuso dal team costruito da Sanna, nella stagione 2022-2023 il Santa Lucia si qualifica ai playoff e arriva in finale, superato però dalla formazione di Parma. Tuttavia, per la rinuncia dello stesso Parma e di alcune altre società di serie A, il Santa Lucia dalla stagione 2023-2024 torna a disputare il campionato maggiore.

Finanziato
5.470 € Raccolti
Salute e benessereRidurre le disuguaglianze
UN FILO PER TESSERE L’INTEGRAZIONE

C’era una volta Michela, una donna che tanti problemi di salute hanno resa invalida e inabile al lavoro. E’ stata accolta in residenza socio sanitaria ma senza riuscire a riconoscerla come casa. Non accetta la sua diversità e non si riconosce in quella degli altri. Molte persone cercano di aiutarla ma le mani tese hanno solo il risultato di impedirle di sprofondare in un buco nero. Un giorno si trova in una stanza, circondata da stoffe colorate…..hanno un odore strano…un profumo. Toccare i tessuti le da’ una sensazione nuova, di piacere le sembra di avvertire i filati, le trame, i colori la riportano a ricordi piacevoli e immagina cosa potrebbe nascere da quelle stoffe. Sente dentro di sé una nuova speranza, forse è possibile cucire un nuovo futuro per se stessa. 

“Cucire rappresenta per me una specie di rinascita. Dopo l’ictus che mi impedisce di utilizzare la parte sinistra del mio corpo, ho pensato che non sarei riuscita più a fare nulla e invece la possibilità di dare un contributo attivo nella realizzazione di oggetti in stoffa mi ha fatto capire che non bisogna arrendersi che la vita va vissuta perché resta comunque un dono e che avere dei “Pezzi” che non funzionano non significa non funzionare tutta. Non voglio più stare nel buco nero, voglio la luce e voglio che i miei compagni siano con me in questa luce che sa di colori, tessuti e speranza”

Andiamo dritti al punto! 
Macchine da cucire, tagliacuci, stoffe, attrezzi, educatori  e operatori socio sanitari, 40 persone con disabilità, un gruppo di esperte volontarie,  il tutto per avviare 2 laboratori sartoriali in due residenze socio-sanitarie di Verona e unire creatività e solidarietà.

Chi siamo?

Codess Sociale attiva da ben 45 anni, che fin dal 1987 è presente sul territorio veronese dove progetta e realizza servizi sociali, socio sanitari ed educativi (nella foto Vincenzo ed Erika). 

Le due residenze coinvolte nel progetto hanno una lunga storia di accoglienza di persone con diverse disabilità a Verona: come sempre siamo noi, operatori, ogni giorno al loro fianco a voler creare, inventare, progettare attività che possano far sentire bene i nostri ospiti, utili, capaci di realizzare qualcosa e farlo tutti insieme!

Perché imparare è fonte di autostima, motivazione, dignità, autonomia.
Perché realizzare qualcosa insieme ci fa sentire squadra.
Perché i colori e le tecniche sartoriali ci aiutano a sviluppare competenze manuali, cognitive, relazionali e sociali.

Il tuo aiuto è prezioso

I fondi raccolti ci consentiranno di acquistare macchine da cucire e tagliacuci, aghi, spilli, stoffe, di fare insieme un corso per imparare tecniche sartoriali, di poter creare tanti manufatti che poi verranno cuciti insieme ed esposti mostrando la bellezza di ogni “diversità”. 

Il progetto proseguirà grazie ai laboratori avviati per coinvolgere ospiti attuali e futuri!

Finanziato
5.450 € Raccolti
Salute e benessereIstruzione di qualitàRidurre le disuguaglianze
Il futuro che cresce: insieme per orfani e orfane di femminicidio

Il futuro che cresce: insieme per orfani e orfane di femminicidio” è un progetto che ha a cuore il sostegno e la cura dei figli e delle figlie delle donne vittime di femminicidio
 

CHI SIAMO

A Padova c'è un gruppo di donne che lavora da anni affinché la violenza contro le donne non continui ad essere un fatto normale. Siamo psicologhe, avvocate, esperte in diritti umani e volontarie del Centro Veneto Progetti Donna, l'associazione che gestisce i Centri antiviolenza della provincia. Da più di 30 anni offriamo sostegno psicologico e legale e offriamo accoglienza e protezione alle donne coinvolte in situazioni di violenza, ai loro figli e alle loro figlie

Solo nel 2023 abbiamo accolto 1.210 donne: ogni caso per noi è una priorità e ogni donna ha la sua storia. 

Se il femminicidio rappresenta l’atto estremo della violenza contro le donne, diventare orfano ne è l’estrema conseguenza. Nel 2022 prende quindi avvio il progetto “Orphan of Femicide - Invisible Victim”. Insieme ad associazioni e Centri antiviolenza del nord est, sosteniamo i figli e le figlie delle donne vittime di femminicidio e le loro famiglie, per poter superare insieme gli ostacoli psicologici, giuridici, economici che possono incontrare e che impediscono ad orfani ed orfane e a chi si prende cura di loro di ritrovare la serenità dopo il trauma del femminicidio. 

Da questo nasce quindi la campagna “Il futuro che cresce: insieme per orfani e orfane di femminicidio”. Perché bambini e bambine sono le "vittime" collaterali di questo fenomeno.

Ad oggi infatti si stima che ci siano circa 2000 orfani ed orfane di femminicidio in Italia. Parliamo di stima perché non ci sono dati precisi. Inoltre ai figli e alle figlie delle donne vittime di femminicidio manca il supporto necessario per affrontare il trauma di ciò che hanno subito. Sappiamo che spesso bambini e bambine assistono al femminicidio della madre e che nella maggior parte dei casi l’autore è loro padre. E se non vi assistono, a volte sono loro a ritrovare il corpo della propria mamma. La maggior parte di loro è poi affidata ai nonni materni, che a loro volta devono affrontare le conseguenze dell’aver appena perso una figlia. 

Il progetto “Il futuro che cresce: insieme per orfani e orfane di femminicidio” da anni affronta queste sfide per poter ridare ad orfani ed orfane e a chi si prende cura di loro la serenità dopo il trauma che hanno vissuto. 

L’OBIETTIVO DELLA CAMPAGNA

L’obiettivo di questo progetto è in primis offrire supporto a orfani e orfane di femminicidio, dalle prime fasi dell’emergenza al sostegno a lungo termine a loro e alle famiglie affidatarie. 

Quello che questo progetto si prefigge di fare è dare a orfani e orfane un futuro che possa andare oltre il trauma subito: noi operatrici sappiamo che davanti a noi non abbiamo solo i figli e le figlie delle donne vittime di femminicidio, ma abbiamo bambini e bambine, ragazzi e ragazze che hanno davanti un futuro ancora da costruire. 

Per questo il progetto offre loro un supporto psicologico, per elaborare ciò che hanno vissuto, gli anni di violenza sulla propria madre, e il femminicidio stesso a cui potrebbero aver assistito. Noi operatrici forniamo questo supporto già nelle prime 24 ore successive al femminicidio, per accompagnare gli orfani, le orfane e le loro famiglie nelle prime fasi del lutto. Ci occupiamo poi del sostegno legale per affrontare insieme tutti gli ostacoli amministrativi, burocratici e giudiziari che incontreranno lungo la strada. 

Attraverso il progetto “Il futuro che cresce” supportiamo i ragazzi e le ragazze (anche economicamente) nel loro percorso scolastico o aiutando i più grandi ad inserirsi nel mondo del lavoro, tramite formazioni e tirocini

Per poter offrire questo supporto ai figli e alle figlie delle donne vittime di femminicidio, abbiamo bisogno di raggiungere gli orfani e le orfane che oggi si trovano ancora da soli e da sole ad affrontare le conseguenze di ciò che hanno vissuto. Per questo il progetto prevede anche la ricerca attiva e il contatto con i minori e le loro famiglie affidatarie presenti nella provincia, per far conoscere il progetto e avviare una relazione di fiducia. 

Ad oggi, il nostro progetto sostiene già 16 ragazzi e ragazze presenti in 5 regioni del nord est. Grazie al vostro aiuto in questa raccolta fondi, contribuirete a supportare in modo concreto altri 5 orfani di femminicidio presenti nel nostro territorio di Padova.

Il futuro che cresce è il loro, ma noi saremo al loro fianco lungo il cammino.

Finanziato
5.317 € Raccolti
Salute e benesserePace, giustizia e istituzioni solide
InformAbility per le Mamme

Chi Siamo:

Siamo un'associazione al femminile, formata da mamme che hanno saputo affrontare molte sfide, in primis la scelta di non arrendersi difronte alle difficoltà e sono riuscite a conciliare il binomio spesso distante di disabilità e genitorialità.

La nostra associazione, DisabilmenteMamme, nasce nel 2019 come una rete di amicizie e solidarietà, da un senso di smarrimento, vuoto e solitudine. Il fulcro di ogni nostro intento è stato ed è tutt'ora far capire che la disabilità e la maternità non sono mondi inavvicinabili.
La Donna che convive con la sua disabilità ha una vita come ogni altra donna ed ha bisogno che in ogni ambito si sappia. Con il tempo, il nostro gruppo è cresciuto, diventando più serio e maturo, e permettendoci di portare a nuovi livelli quella che era solo una comune di crescita e confronto. 

Dopo qualche rapida riunione, avevamo intrapreso la strada che ci avrebbe portati a creare qualcosa di straordinario. E così è stato naturale decidere di trasformare il gruppo di persone di tutta Italia che condividevano le loro esperienze comuni di mamme con disabilità in una Associazione Nazionale di mamme e non solo

Siamo donne, uomini accomunati dalla volontà di contribuire alla indipendenza di tutti.

Il nostro Sogno:

DisabilmenteMamme promuove un ambiente privo di pregiudizi e solidale e si aspetta che i partecipanti diano il proprio contributo in questo senso. 

L’Associazione ha, tra gli altri, come scopo principale quello di abbattere convinzioni errate sulla disabilità, genitorialità e indipendenza delle donne con disabilità. 

Tutto questo tramite testimonianze di vita vissuta e professionisti. 

Vuole inoltre operare per la realizzazione di interessi a valenza collettiva e si attiverà mediante: Organizzazione di incontri su tematiche riguardanti temi sociali, quali disabilità, maternità e vita indipendente; Incontri con professionisti e persone comuni, allo scopo di rispondere alle molteplici domande e dubbi Organizzazione di iniziative culturali online, e in presenza.

Il nostro progetto:

Attraverso il progetto InformAbility vogliamo creare un punto di ascolto di prima accoglienza su quesiti, informazioni, richieste sulle problematiche inerenti la disabilità. Questa iniziativa si propone come progetto-pilota replicabile a livello locale nei territori in cui sono presenti sedi dell’Associazione Disabilmentemamme.

Il progetto si pone obiettivi specifici sintetizzabili in: 

- facilitare il pieno accesso ai servizi sociali, sanitari, di supporto e sostegno di uomini e donne con disabilità, rimuovendo stereotipi e di disparità di trattamento che impediscono di usufruire pienamente dei loro diritti; 

- sostenere i percorsi di genitorialità di uomini e donne con disabilità e, in particolarità la maternità delle donne con disabilità, combattendo pregiudizi e discriminazione in tutti gli ambiti; 

– sociale, medico, sanitario e socio-assistenziale; 

- facilitare l’accesso di uomini e donne con disabilità vittime di violenza fisica, sessuale e/o psicologica ai servizi territoriali di primo intervento, aiuto e sostegno; 

- sensibilizzare fasce di popolazione giovane ed adulta alla rimozione dei pregiudizi tutt’ora diffusi sulla percezione della disabilità come fattore discriminante per il pieno godimento dei diritti della persona.

Cosa faremo con i fondi raccolti:

Grazie alla somma di almeno 6.000 euro riusciremo ad attrezzare un primo sportello di ascolto e supporto nella città di Modena, ma il nostro intento è raccogliere molto di più per riuscire ad aprire più sportelli e permettere la loro continuità nel tempo.

Aderisci anche tu al nostro desiderio, per abbattere i pregiudizi e rendere la maternità un sogno percorribile per sempre più genitori con disabilità.

Grazie del tuo sostegno!

Non finanziato
243 € Raccolti
Parità di genereRidurre le disuguaglianze
Il Camping dei Talenti

Una vacanza dovrebbe essere un’occasione per rilassarsi ma potrebbe sembrare impossibile per un bambino con disturbi dello spettro autistico. Per un bambino autistico, infatti, allontanarsi da casa può essere un’esperienza stressante. Il cambiamento della routine può essere sconvolgente. Tuttavia ci sono molti modi per preparare genitori e i figli a vacanza. Soprattutto se si sceglie il posto giusto.

È proprio per far vivere delle vacanze in serenità alle famiglie con bambini autistici che l’Associazione Talenti Autistici ha deciso di ideare il progetto “Il Camping dei Talenti“.

L’obiettivo è regalare l’opportunità di vivere esperienze uniche, inclusive e avventurose per i bimbi/e con bisogni speciali.

L’idea è nata nel 2023 quando l’Associazione ha deciso di organizzare delle notti all’aperto per permettere ai bambini di ammirare le stelle cadenti. Per far questo, l’Associazione ha acquistato una “Casa Hobbit” che ha poi installato nel parco naturale in cui opera. 

Le “Case Hobbit” sono strutture uniche: interamente in legno, basse e con tetti verdi, munite di tutto l'essenziale. Hanno forme e dimensioni diverse, completamente personalizzabili in base alle esigenze.

La magia è accentuata dal luogo circostante, un bosco di circa un ettaro e mezzo, dove si può godere della pace e del silenzio, cosa fondamentale per i bambini che soffrono di questo tipo di disturbi.

La prima notte all’aperto è stata indimenticabile per tutti i bambini, partendo dalla preparazione della cena tutti insieme, al racconto delle storie seduti sull’erba vivendo la magia della notte, come la preparazione per la nanna, per poi addormentarsi in un luogo incantato sotto le stelle.

La Casa Hobbit è diventata così importante per i bambini che oggi è diventata il fulcro di tante attività che si sono sempre svolte regolarmente nei laboratori settimanali organizzati dall’Associazione come: letture animate, yoga, corsi di arte.

L’esperienza del glamping è così bella per i ragazzi che non può non essere condivisa!

Il sogno dell’Associazione è di poter finalmente ospitare gratuitamente tante altre famiglie con bambini che soffrono di disturbi dello spettro autistico, per offrire loro la stessa bellissima opportunità, per condividere la fortuna di poter scoprire e godere di un progetto del genere, permettendo loro anche di partecipare alle attività organizzate dall’Associazione: come le passeggiate nel bosco (lungo il percorso dei Tre Pini, un sentiero da poco ristrutturato, attrezzato con passerelle in legno, panelli didattici ed osservatori ornitologici), i laboratori artistici, la visita agli Alpaca, le pecorelle, le galline, i conigli. Sarà possibile anche dilettarsi in cucina, usufruendo del forno a legna, cucina, barbecue, collocati in uno spazio apposito.

Questo, per i bambini autistici che frequentano il Bosco dei Talenti, non può che essere un’opportunità: l’opportunità di accogliere nuovi ragazzi che condividono le stesse disabilità, accompagnarli nella loro tenuta, fare loro da guida acquisendo così sicurezza e sentendosi protagonisti.

Grazie al successo della raccolta fondi su Eppela, sarà possibile acquistare 2 Case Hobbit e installarle vicino a quella precedentemente acquistata in modo da creare un’area campeggio in grado di ospitare fino a 3-4 persone.


L’Associazione

La nostra associazione, “Talenti Autistici”, nasce nel Marzo 2020 dall’incontro di genitori di bambini autistici. Oggi conta circa 50 famiglie di bambini autistici in età compresa tra i 3 e i 15 anni circa.

Affrontiamo molte sfide, fra le quali:
- divulgare la cultura dell’autismo nella società come premessa per una inclusione serena dei bambini nella scuola e nella società, migliorare la qualità della vita di famiglie dei ragazzi con spettro autistico;
-  ricercare modi, mezzi e opportunità per migliorare la autonomia dei bambini autistici;
-  realizzare occasioni di incontro fra le famiglie dei bambini autistici e dei non autistici.
- sviluppare un progetto pilota che possa diventare un modello esportabile per la crescita di cittadini autistici attivi nella loro comunità: favorendo il loro ingresso nel mondo del lavoro.

Organizziamo incontri presso scuole volti alla educazione alla diversità e all’inclusione come crescita per tutti, supporta le famiglie riguardo alle questioni burocratiche, promuove l’autofinanziamento attraverso iniziative di volontariato.

La nostra prima iniziativa dè stata quella di ricercare uno spazio in cui le famiglie potessero realizzare iniziative inclusive autonome e, date le caratteristiche dell’autismo, possibilmente in aree immerse nella natura.

La Regione Toscana, ha messo a disposizione della Associazione un’area del Parco di San Rossore, che si trova a San Piero a Grado. Nasce così il “Bosco dei Talenti”.

 

Il Bosco dei Talenti

Il Bosco dei Talenti è un luogo di pace, nel bellissimo Parco di San Rossore di Pisa, che nasce per promuovere l’inclusione e l’integrazione globale dei bambini nello spettro autistico, attraverso percorsi formativi sempre più rispondenti ai bisogni educativi di ciascuno di essi e di azioni didattiche che siano in grado di assicurare la necessaria continuità nel passaggio tra il mondo della scuola e quello sociale.

Una didattica ambientale che viene eseguita in un’oasi verde garantendo il rapporto con la natura e con gli animali.

Ciascun laboratorio è presentato da volontari e professionisti, la programmazione viene effettuata in cooperazione ai  nostri educatori.

Offriamo varie attività quali: laboratorio di cucina, terapia forestale, laboratorio di arte e pittura, fattoria dei talenti, percorsi di psicomotricità.

L’intento è quello offrire ai bambini/e  e ai ragazzi/e, un luogo in ambiente naturale ma allo stesso tempo adeguatamente strutturato, dove svolgere attività pomeridiane studiate e organizzate in base ai bisogni specifici.

Finanziato
5.065 € Raccolti
Salute e benessereRidurre le disuguaglianzeCittà e comunità sostenibili
Spazio al Gesto

SPAZIO AL GESTO

Promozione e introduzione all’attività sportiva per giovani con disabilità sensoriale visiva 

CHI SIAMO

Real Eyes Sport ASD è un’associazione sportiva dilettantistica senza fini di lucro che promuove e organizza attività sportiva per bambini e ragazzi con disabilità sensoriale visiva. 

IL PROGETTO

Quante ore al giorno si muove un bambino che ci vede? E uno cieco? La risposta a questa domanda “maestra” ci ha portato ad organizzare il progetto Spazio al Gesto sviluppando un allenamento adatto ad esporre a stimoli più eterogenei possibili i partecipanti, proprio come capita alla maggior parte dei ragazzi. Attualmente purtroppo l’attività sportiva tra i bambini ciechi e ipovedenti non raggiunge in termini di tempo un risultato qualitativamente sufficiente se paragonato a quello occupato da scuola e terapie. 

Le finalità uniche del progetto sono Fare Sport seguendo semplici ma indispensabili ingredienti: 'muoversi’, 'sperimentare’ 'socializzare’ e ‘divertirsi’
Per un bambino che non vede è difficile apprendere quegli schemi motori che chi vede impara semplicemente guardando e imitando gli altri: il concetto stesso di ‘corsa’ o di 'salto’ può risultare difficile da comprendere per chi ha una disabilità visiva. E’ fondamentale quindi sperimentare in prima persona per acquisire abilità fisiche, psichiche e sociali, indispensabili per l’integrazione di ciascun individuo nel proprio contesto ambientale. 
Il bagaglio motorio appreso non servirà solo a fare sport, ma anche a muoversi con più sicurezza e autonomia nella vita quotidiana, abbattendo le più classiche barriere culturali che ancora troppo spesso dividono chi vive al buio da chi vede.

OBIETTIVI DI PROGETTO

Spazio al Gesto è:
polivalente: le attività proposte sono orientate allo sviluppo di capacità e abilità la cui trasferibilità, valenza e validità è molteplice.
multilaterale: l'attività viene proposta seguendo un'ampia varietà di metodi didattici (esempio esercitazione/circuito/ percorso motorio/staffetta/gioco, ecc)
multisportivo: la combinazione di discipline differenti genera rinnovato interesse nel praticante ed evita un eccessivo carico emotivo che insorge allenando una singola disciplina.


L’iniziativa si pone inoltre l’obiettivo di considerare lo sport come importante alleato riabilitativo nel percorso dei giovani con minorazione visiva.
Spesso chi ha una disabilità assiste a un approccio terapeutico.
Il contenuto ludico-motorio si allinea invece agli ultimi intenti dell’OMS che invita alla “desanitarizzazione” delle cure ovvero strutturare proposte utili sotto il profilo sanitario in contesti lontani dal tipico setting ospedaliero.

In concomitanza all’attività sportiva vera e propria, proposta ai ragazzi con deficit visivo, il progetto vuole promuovere la divulgazione dello sport per persone con disabilità, intesa come la creazione di una cultura sportiva paralimpica.
Per fare questo il progetto vuole essere promotore e informare i ragazzi e le famiglie degli alunni delle scuole della provincia in cui si svolge, che accolgono studenti non vedenti o ipovedenti e non solo. 
Questo progetto vuole educare all’inclusione, stimolare i ragazzi con deficit visivo a praticare delle discipline sportive, e far prendere atto ai ragazzi delle Scuole Primarie e Secondarie di primo grado, e delle scuole Secondarie di Secondo grado, che lo sport può regalare, a tutte le persone che lo praticano, dei riscontri positivi sul piano fisico, emotivo, sociale, e della promozione alla salute.

Tutto il progetto ha il patrocinio del Comitato Italiano Paralimpico Nazionale. 

Obiettivo del progetto è quello di avviare un nuovo polo del progetto Spazio al Gesto a Roma. 

I fondi saranno utilizzati per la formazione degli istruttori e delle guide, per l'acquisto del materiale sportivo, per l'affitto delle sede e per tutte le spese a corredo dell'avvio dell'attività per il primo anno sportivo.

L'avvio del nuovo polo è previsto per gennaio 2024 e vedrà coinvolti circa 20/25 bambini e ragazzi ciechi e ipovedenti dai 5 ai 17 anni, un istruttore qualificato e guide in rapporto 1:1 con i partecipanti.

 

 

Finanziato
7.030 € Raccolti
Salute e benessereRidurre le disuguaglianze

Per maggiori informazioni contattaci al nostro indirizzo privacy@eppela.com
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UN GOAL PER SILVIA!

Ciao,
siamo la moglie e le amiche di Silvia, una donna straordinaria che, negli anni, ci ha fatto sognare con le sue imprese sui campi di calcio e divertire con la sua irriverente simpatia.

Chi conosce in modo profondo Silvia, o anche chi l'ha incontrata solo poche volte, ha impresso nella propria memoria la sua travolgente parlata fiorentina, il suo carattere generoso e solare, la sua voglia di vivere e di stare in compagnia.

Silvia è una pietra preziosa, una presenza incisiva nelle nostre vite e in quella delle persone a lei care. Una donna speciale che tutti ricordano per il sorriso contagioso e per quelle battute sempre pronte a stupirti e a portarti lontano dai pensieri negativi.

Silvia è stata una grande giocatrice di calcio e punto fermo della nazionale italiana, una ventata d'aria fresca da respirare a pieni polmoni.

Trascinatrice e risolutrice, nessuno del mondo del calcio può dimenticare  le sue gesta sportive, oltre che la tenacia e la determinazione con le quali ha affrontato lealmente ogni impegno che l'ha vista protagonista.

È la Silvia Fiorini dei primi mondiali in Cina e poi quelli in America. 
È La Silvia vice campionessa d’Europa, la Silvia dello scudetto ad Agliana. 
La Silvia delle tante imprese.
La Silvia pioniera del calcio. 

La Silvia che ha bisogno di centrare il suo ultimo GOAL!

Purtroppo, a luglio di questo anno 2023, ha avuto un'emorragia cerebrale rimanendo in coma per diversi giorni. I medici non ci avevano dato molte speranze sul fatto che Silvia potesse superare le prime ore, ma lei ha messo in gioco tutta la sua grinta e ha superato l’ostacolo. 

Adesso ne ha molti altri davanti a sé. 
Adesso è su una sedia rotelle ed è in grado di muovere solo parte del suo corpo. 
Non è autosufficiente e quello di cui lei ha bisogno è un percorso riabilitativo all’interno di una struttura altamente specializzata.  

Quello che vogliamo fare è cercare di darle più tempo possibile per prepararsi al rientro a casa che non sarà sicuramente facile. 

Io, Camilla, che sono sua moglie, la nostra bambina nata a Luglio dello scorso anno, e tutte le amiche e gli amici che le vogliono bene, speriamo di riaverla a casa con noi al più presto! 


Ma prima ci aspetta almeno un anno in una clinica specializzata che avrà il costo di 300 euro al giorno, per un totale di oltre 110.000 euro in un anno. In clinica potrà affrontare un percorso neuroriabilitativo che la aiuterà a recuperare il maggior numero di funzioni fisiche e neurologiche possibili.

È per questo che abbiamo deciso di lanciare questa raccolta fondi, perché tutto il nostro sostegno e quello della sanità pubblica non basta. C’è bisogno di tutti voi!

Se tutti insieme riusciremo a raccogliere la soglia di 55.000 euro, potremo garantire a Silvia almeno 6 mesi in clinica. 
Ma vorremmo andare molto oltre! Se riuscissimo a raggiungere la soglia di 110.000 euro, la permanenza in clinica potrà essere di 1 anno.

È così che, tutti insieme, le permetteremo di avere tutta l’assistenza necessaria per il suo recupero, tornando ad abbracciarci tutti e a farci sorridere come solo lei sa fare.

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Come contribuire

Puoi contribuire alla campagna tramite le seguenti modalità:

  • donando direttamente su questa pagina cliccando sul pulsante “Contribuisci” oppure scegliendo una delle ricompense disponibili,
  • tramite bonifico al conto corrente dedicato - IT98D0760113900001069225256 - intestato a Silvia Fiorini.


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Grazie di cuore a tutti coloro che aiuteranno Silvia!

55%
-15 Giorni
Salute e benessere
Sosteniamo l’Archivio Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea

La memoria col tempo scompare, se non viene ravvivata e mantenuta con cura, e la storia può essere distorta: per questo ci sono importanti realtà come l’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea, che dal 1953 conserva le preziose carte del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale e della Resistenza fiorentina. 

Nel corso degli anni l’Istituto, che ha sede a Firenze, ha rinnovato la sua identità e funzione, fondendo il suo ruolo conservativo con attività culturali, didattiche e di ricerca. «Siamo nati per conservare le carte del Comitato e delle associazioni legate alla Resistenza. Ma nel tempo la nostra missione ha abbracciato una prospettiva più ampia, portando l’Istituto a trasformarsi in un centro di cultura» racconta il direttore Matteo Mazzoni.

La memoria della Resistenza

La memoria della Resistenza, una pietra miliare della missione dell’Istituto, sta però attraversando una fase critica: «Con la graduale scomparsa dei testimoni diretti, l’Istituto assume una rilevanza maggiore nel preservare e diffondere la memoria di quegli eventi», sottolinea Mazzoni. 

La pandemia ha accelerato una transizione verso il digitale e «ci ha spinti a riconsiderare le nostre modalità operative. Ci siamo riconvertiti all’online, utilizzando piattaforme come YouTube e Facebook per mantenere viva l’interazione con il pubblico».

Fondamentale è il coinvolgimento attivo delle comunità locali e delle scuole, una missione educativa che l’Istituto abbraccia con passione: «Un ruolo per noi essenziale – afferma il direttore - Svolgiamo un compito educativo, non solo nelle scuole, ma anche attraverso corsi di formazione per adulti. 

Guardando al futuro, la vera sfida è mantenere un equilibrio tra la ricerca specialistica e la divulgazione, in un contesto in cui la ricerca storica spesso soffre di carenze di finanziamenti». 

La dimensione tecnologica emerge come una componente cruciale nell’approccio dell’Istituto. «Gli strumenti come i social e i podcast – conclude Mazzoni – sono fondamentali per portare la conoscenza storica a un pubblico più vasto, ma devono essere creati da specialisti della comunicazione e curati nel contenuto»

Il progetto per la digitalizzazione dell’archivio dell’istituto storico della resistenza

L’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea attualmente raccoglie all’interno del proprio archivio in forma cartacea oltre 10.000 documenti di enti e di persone.

Con la raccolta fondi, promossa da Unicoop Firenze e Fondazione il Cuore si scioglie, verrà acquistato un software, implementandolo con le strutture informatiche adeguate, per rendere possibile la consultazione online degli inventari e gli oltre 2.000 tra volantini e manifesti prodotti nel corso della lotta antifascista e della guerra di Liberazione.

La storia di ciò che è stato, con il trascorrere del tempo, rischia di scomparire se non viene tutelata e tramandata con cura.

Con il graduale venir meno delle testimonianze dirette di chi ha partecipato alla Resistenza, la memoria di quegli eventi è custodita nelle preziose carte redatte dal Comitato Toscano di Liberazione Nazionale, dai gruppi e dalle persone che hanno aderito al movimento partigiano.

Per questo motivo l'Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea ha bisogno dell'aiuto di tutti noi!

Con questa raccolta fondi sarà possibiledigitalizzare e rendere consultabili online gli inventari di tutta la documentazione relativa a quegli anni e non solo, mettendo a disposizione di tutti migliaia di pagine, lettere e immagini prodotte nel corso della lotta antifascista e della guerra di Liberazione.

103%
-10 Giorni
Istruzione di qualitàPace, giustizia e istituzioni solide
99 posti per sognare

IL TUO AIUTO ALLA GESTIONE DELLA BOMBONIERA DELLA CULTURA

A Monte Castello di Vibio in Umbria c'è un teatro magico! É il Teatro della Concordia, il teatro più piccolo del mondo con 99 posti per sognare!  Davvero un gioiellino. É stato costruito nel 1808 da nove famiglie del paese. Si tratta dell’unica testimonianza architettonica in miniatura del teatro settecentesco all’italiana di stile goldoniano.

 

"Da quattro anni il Teatro della Concordia è chiuso. Prima la pandemia e poi i lavori di ristrutturazione necessari per la valorizzazione, funzionalità e sicurezza.  Questo lungo periodo di inattività ha comportato una perdita annuale di oltre 50 mila euro per l'associazione Società del Teatro della Concordia! L'obiettivo che ci siamo posti con questa raccolta fondi è di recuperare parte delle perdite economiche indispensabili per finanziare le attività connesse alla ripresa. Solo così saremo in grado di riaccendere le luci sul palcoscenico di questa magnifica bomboniera della cultura ". (Edoardo Brenci - Presidente Associazione Società del Teatro della Concordia).

 

 

La riapertura del Teatro è imminente poiché i lavori stanno giungendo al termine. Tuttavia con questo lungo periodo di inattività la Società del Teatro della Concordia, associazione che gestisce il teatro, si trova nelle condizioni di non avere i fondi necessari alla ripartenza.

Per questo motivo la nostra associazione lancia la raccolta, per poter riprendere le attività.

Con i primi 15mila euro procediamo al riordino e all’allestimento delle sale del Teatro, potenziamo le collaborazioni di back office, procediamo con piccole azioni di promozione e riaprire per le visite. 

Con l’obiettivo successivo a 37mila euro realizziamo l’evento di riapertura e programmiamo la stagione 2024; sosteniamo i costi dei sevizi tecnici e di front office, realizziamo una più ampia comunicazione di riapertura al mondo del Teatro della Concordia. 

Aiutaci a salvaguardare il Teatro della Concordia e donargli un nuovo inizio! 

La tua donazione, piccola o grande che sia, ci aiuterà ad assicurare che il Teatro della Concordia rimanga in vita, protetto e custodito per amore della cultura e soprattutto per amore delle nuove generazioni.

Insieme a te per riaccendere i riflettori sul palco del Teatro più piccolo del mondo!

Grazie!

CHI SIAMO

Società del Teatro della Concordia è un’Associazione nata dalla passione di un gruppo di volontarie e volontari motivati dalla voglia di valorizzare, tutelare e gestire il Teatro del paese.

Si costituisce nel 1993 quando il Teatro della Concordia, dopo 42 anni di incuria del tempo, venne restaurato dalla Regione Umbria grazie ai fondi europei ridando nuova vita ad uno dei Borghi più Belli d’Italia, Monte Castello di Vibio.

La sua gente era legata al piccolo teatro perché aveva rappresentato il cuore aggregativo del paese fino al dopoguerra.

Alla passione e al senso civico si è affiancata l’operatività dell’Associazione con l’obiettivo di tutelare e far conoscere il Teatro della Concordia. L'economia del territorio, che fino a quel tempo si basava sull'attività contadina, era venuta meno e questo bene culturale poteva costituire la riconversione per lo sviluppo del turismo culturale.

 

HELP US RE-OPEN THE LOCAL CULTURAL GEM: TEATRO DELLA CONCORDIA

In Monte Castello di Vibio, Umbria, there is a magical place! It's Teatro della Concordia, the smallest theatre in the world with just 99 seats! A true gem. It was built in 1808 by nine local families. It represents the only architectural evidence of the 18th-century Italian Goldoni's theatre style on a small scale.

“The Teatro della Concordia has been closed for 4 years now. First, because of the Covid pandemic, and then for necessary renovation works to enhance its functionality and safety. Our fundraising campaign aims to recover part of the essential economic losses to fund activities related to the restart. We’d like to turn the lights back on the stage of this magnificent little gem of culture”.

(Edoardo Brenci - President of the Teatro della Concordia Society Association).

The theatre reopening is upcoming as the works are coming to an end. However, this long period of inactivity means that the Società del Teatro della Concordia, the association that manages the theatre, has run out of funds and needs your help in order to start its activities again.

The purpose of this crowdfunding is to allow us to cover the reopening costs.

We need 15,000 euros to be able to reorganise and to set up the theatre, to enhance back office activities, to do limited promotional activities and to reopen for visits.

We need to reach the target of 37,000 euros to be able to organise a reopening event and a new 2024 cultural season for plays and concerts, to support the technical staff and the logistics that are necessary for any type of events and front office activities, and to carry out wider promotional activities.

Help us preserve the Teatro della Concordia and give it a new start! Any contribution large or small will help ensure that the Teatro della Concordia stays alive, also for future generations.

Only with your help we will be able to turn the lights back on the stage of this magnificent cultural gem.

Thank you!

 

ABOUT US

The Teatro della Concordia Society is an Association born from the passion of a group of volunteers driven by the desire to enhance, protect, and manage the local theatre.

It was established in 1993 when the Teatro della Concordia, after 42 years of neglect, was restored by the Umbria Region using European funds, coming back to life in Monte Castello di Vibio, one of Italy's most beautiful villages.


 

 

26%
-94 Giorni
BANDA LIBERA TUTTI

La Filarmonica Michelangiolo Paoli è la banda di Campi Bisenzio dal 1816, una delle più vecchie associazioni musicali della Toscana e d’Italia. 
L’associazione si regge completamente sul volontariato, da sempre.
Abbiamo imparato a suonare nella scuola della banda, dove ci è stato offerto uno strumento e lezioni gratuite, aperte a tutti coloro che avessero voglia di misurarsi in questa nuova avventura, liberi di avere, di essere, di esprimersi, uniti dalla musica, collante di tanti mondi diversi.

Il 2 novembre siamo stati gravemente colpiti dall’alluvione che ha interessato il nostro territorio. Sono andati persi strumenti, parti musicali, manoscritti antichi e la sede è da ristrutturare.

Vorremmo un aiuto per poterci rialzare e continuare nel nostro intento di offrire lezioni gratuite, riacquistando tutto il materiale necessario per poterlo fare.

Alle lezioni penseremo noi, con l’aiuto di volontari che si sono presi l’impegno di curare l'insegnamento musicale.

L’idea è di una banca del tempo musicale: offrire ore di lezioni gratuite per arricchire le file dei nostri gruppi musicali.
Perché la Michelangiolo Paoli è banda musicale ma è anche la Sunrise Jazz Orchestra, un gruppo swing conosciuto in tutto il territorio regionale.

Ti chiediamo di aiutarci, invitandoti a conoscerci, sostenendo il nostro ambizioso progetto di realizzare il sogno di tante persone che non possono permettersi delle lezioni di musica a pagamento o che semplicemente vogliono entrare nella banda.

Ti chiediamo di aiutarci perché magari domani anche tu deciderai di provarci!

Ti chiediamo di aiutarci perché il volontariato oggi richiede un grande impegno e crediamo che il nostro progetto possa essere una grande risorsa per la nostra comunità!

Grazie di cuore.

 

Come aiutarci: 

Puoi contribuire al nostro progetto con queste modalità: 

  • Donando direttamente a questa pagina e cliccando su “Contribuisci”
  • Tramite bonifico con intestatario Società Musicale Michelangelo Paoli –  al c/c  IT26M0867321400000000001250 CHIANTI BANCA
183%
-9 Giorni
Istruzione di qualitàRidurre le disuguaglianze
Casa PFF: Forti insieme!

Casa PFF è la nuova sfida della società Pallacanestro Femminile Firenze per dare alle giovani atlete un luogo sicuro e accogliente in cui poter crescere non solo come giocatrici ma anche come donne. 

Dona su Eppela oppure sostienici direttamente sull’IBAN IT12Y0842502800000031138472 intestato a Pallacanestro Femminile Firenze inserendo la causale Casa PFF!

 

Immaginati di essere una ragazza di 11 anni, appassionata di pallacanestro. Ti alleni duramente da quando ne hai 6, ma a 12 anni sei costretta a cambiare squadra perché le regole impongono la separazione tra maschi e femmine.

L'unica società femminile che potresti frequentare è lontana da casa tua, dalla tua scuola, dalle zone che frequenti tutti i giorni e non possiede nemmeno una palestra fissa assegnata, come invece viene concessa alle società maschili.

La scelta diventa quindi difficile perché seguire la tua passione vorrà anche dire affrontare spostamenti continui e sacrificare tempo prezioso allo studio, alle amicizie e alla tua crescita personale, senza contare anche una necessaria spesa economica familiare.

In questa situazione di vita a volte è facile incorrere in momenti più o meno prolungati di stress e solitudine ma anche trovarsi inaspettatamente a dover affrontare problematiche alimentari, psicologiche e fisiche per le quali, molto spesso, risulta anche difficile chiedere un supporto.

Ecco, ciò che vi stiamo raccontando è quello che noi della società Pallacanestro Femminile Firenze viviamo ogni giorno, assieme alle nostre bravissime atlete.

Ragazze in gamba nella vita e speciali nello sport, che vogliono portare avanti la loro passione senza essere costrette a rinunciare alle altre possibilità della vita. 

Ci accorgiamo ogni giorno quanto impegno e sacrifici compiano (sia le atlete che le loro famiglie) per portare avanti questa passione e per non tralasciare tutti gli aspetti fondamentali tipici dell’adolescenza come la scuola, l'amicizia, i primi amori e i cambiamenti fisici, emotivi e sociali, che mettono anche spesso a rischio la loro  salute mentale

Inoltre, la nostra è una delle poche società femminili presenti in Toscana, infatti, molte delle nostre atlete provengono anche da altre province come Lucca, Arezzo e Pistoia, sostenendo ogni giorno lunghi spostamenti e spese economiche non indifferenti.

Da 8 anni, come allenatori, coach e staff, ci impegnamo per offrire un ambiente sicuro, inclusivo e stimolante dove le ragazze possano coltivare il loro talento. 
 

A volte non è facile, soprattutto in un contesto sociale e sportivo in cui, ancora troppo spesso purtroppo, essere una società femminile vuol dire anche dover lavorare sulle pari opportunità. Ma noi della PFF vogliamo lavorare e migliorare ogni giorno e continuare ad essere un faro di speranza per tutte loro.

Sulla scia di ciò che è accaduto il 20 settembre 2023 a livello costituzionale, ovvero  l’approvazione all’unanimità da parte della Camera della modifica all’art. 33 della Costituzione introducendo il nuovo comma «La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme», ci stiamo impegnando affinché lo sport, in particolare quello femminile, possa vedere riconosciuto finalmente il valore che merita anche nelle politiche pubbliche. 

Valore che va al di là delle vittorie sportive e che si evidenzia nei diversi aspetti della vita quotidiana e del futuro di tutte le nostre atlete.

La nostra prossima sfida da vincere? Costruire insieme la Casa PF

Vogliamo costruire uno spazio pensato sulla base delle esigenze delle nostre ragazze, per fare in modo che riescano a sentirsi comprese, supportate e mai sole. 

Proprio come se fossero a casa.  

Uno spazio dove:

  • vivere e condividere spazi comuni come una vera famiglia
  • studiare e ricevere supporto da coach sportivi, tutor per i compiti, nutrizionisti, fisioterapisti e psicologi
  • riposarsi e godere dei momenti di pausa fondamentali per il loro benessere psico-fisico
  • ridurre gli spostamenti dopo la scuola, risparmiando del tempo prezioso per svolgere altre importanti attività
  • crescere in squadra e singolarmente

Insieme al Comune di Firenze abbiamo finalmente individuato lo spazio della Casa PFF in via Baldovini 1a, nel Quartiere 3, una zona vicinissima alle palestre dove la ragazze si allenano, che sarà ristrutturato e pronto ad ospitarle, grazie anche alla campagna che stiamo lanciando.

La Casa PFF sarà un punto di riferimento per le nostre atlete ma anche uno spazio di aggregazione per assecondare e rafforzare i loro legami e lo spirito di gruppo che, come sappiamo bene, restano indissolubili anche quando la loro carriera sportiva giunge al termine. 

Inoltre, grazie alla collaborazione con la Coop.21 cooperativa sociale che lavora con giovani di diverse età per la promozione dello sviluppo delle relazioni, dell’ascolto attivo e della valorizzazione delle persone (sia come individui che come gruppi) riusciremo a garantire un supporto professionale e costante alle nostre ragazze, sotto molteplici punti di vista.

Con la guida di figure adulte e di fiducia, le ragazze saranno responsabili dei propri spazi, e impareranno a gestire in autonomia le attività dentro la casa, sentendosi parte integrante di un gruppo e crescendo così come atlete, come persone e come donne.

ABBIAMO BISOGNO DI TE:

Il nostro è un gioco di squadra continuo, dentro e fuori dal campo. 

Ed è per questo che non possiamo vincere questa sfida da soli!

Come forse già immaginerai, avviare e mantenere la Casa PFF richiederà risorse economiche consistenti, soprattutto all’inizio.

La società ha scelto di farsi carico della maggior parte dei costi previsti per non gravare ulteriormente sulle famiglie ma, per rendere il progetto sostenibile nel tempo, dobbiamo rafforzare e ampliare la nostra rete.

UN PROGETTO CHE PUÒ SCALARE LE CLASSIFICHE

Sostenere una società come questa contribuisce a rompere gli stereotipi di genere e a ispirare giovani donne a perseguire i loro sogni nello sport e nella vita.

L’esperienza di vita dentro la Casa PFF permetterà alle nostre atlete di acquisire maggiore forza e sicurezza e di coltivare al tempo stesso i propri interessi nello sport e nello studio, per non dover rinunciare ad una futura carriera lavorativa.

Ma vogliamo anche andare oltre.

Il nostro augurio è quello di partire dal nostro quartiere per poi coinvolgere altre società ed essere d'esempio ad altre squadre femminili, anche di altri sport. 

Abbiamo già riscontrato un ampio interesse sia da parte delle istituzioni che da parte delle altre società, e stiamo già creando una rete per poter un giorno

Solo quando potremo dare a tutte le stesse opportunità e rendere lo sport davvero inclusivo e a portata di chiunque avremo davvero scalato la nostra classifica più importante! 

La bella notizia è che la campagna di raccolta fondi per realizzare la Casa PFF è sostenuta dalla Fondazione CR Firenze, all’interno del progetto Social Innovation Jam, promosso da Siamosolidali in collaborazione con Impact Hub Firenze e Feel Crowd.

Se riusciremo a raggiungere, infatti, almeno la metà dell’obiettivo prefissato sulla piattaforma di crowdfunding, la Fondazione CR Firenze raddoppierà la cifra raccolta, permettendoci di fare il nostro più bel canestro della stagione! 

CHI C’È DIETRO

  • La Pallacanestro Femminile Firenze: porta avanti il sogno delle atlete appassionate di basket dal 2016 con l'obiettivo di arrivare a livelli professionistici divertendosi ed esprimendo al meglio i valori etici dello sport. La nostra società accoglie atlete di tutte le fasce d'età, dalle piccolissime del mini-basket alle ragazze e donne che competono nella Serie A2. Oltre alle squadre, contiamo sul supporto imprescindibile dei genitori, dello staff, di allenatori e allenatrici e dei partner. Il loro sostegno mantiene in vita la società e alimenta la determinazione delle nostre giocatrici!

L’esperienza di Social Innovation Jam, a cui tutto il team ha partecipato nei mesi precedenti al lancio della campagna, è stata davvero preziosa. In quel contesto il gruppo ha potuto cogliere sia i punti di forza che le sfide del progetto e ha lavorato in accordo per trovare il modo migliore di presentarvi il progetto Casa PFF. É proprio vero che l’unione fa la forza.

COME DONARE?

Sostenere Casa PFF è semplicissimo!

Iscriviti a Eppela cliccando su Login in alto a destra ed inserisci i tuoi dati oppure    accedi con la tua email e password.

Puoi supportare il progetto selezionando una ricompensa fra quelle proposte oppure facendo una donazione libera.

La nostra è una campagna tutto o niente quindi dobbiamo raggiungere in tutti i modi l’obiettivo di raccolta per poter realizzare insieme questo progetto.

Per donare su Eppela avrai bisogno di una carta (Postepay, Visa Mastercard o American Express) oppure del tuo account GooglePay.

In alternativa puoi sempre fare un bonifico diretto a: 

Pallacanestro Femminile Firenze all’IBAN IT12Y0842502800000031138472 inserendo la causale Casa PFF

79%
-12 Giorni
Salute e benessereParità di generePartnership per gli obiettivi
IndiPendenza: Insieme sulla strada verso l'Autonomia

Il primo inviolabile e insindacabile diritto che compare nella Convenzione sui diritti delle persone con disabilità è proprio quello della vita indipendente e dell’autodeterminazione. 

Con il progetto “IndiPendenza: insieme verso l’autonomia” noi, dell'associazione AIDP di Arezzo vogliamo sostenere le persone con disabilità, e in particolare con Sindrome di Down, nella realizzazione di una vita autonoma e il più possibile indipendente. 

Capita spesso di chiederci come potremmo aiutare persone con disabilità e quale sia in tutto questo la nostra parte. Ecco allora che questo progetto si ripropone di combattere alcuni stereotipi e pregiudizi legati alla disabilità, primo fra tutti quello per cui le persone con disabilità sono degli eterni bambini, non hanno il desiderio di costruirsi un futuro e non sono autonomi. 

Nella crescita verso l’autonomia le difficoltà legate all’ ambiente interferiscono notevolmente con il grado di sviluppo dell’indipendenza potenziale che risulta molto difficile da raggiungere in situazioni di svantaggio. E quindi importante garantire un contesto che sia il più possibile facilitato e facilitante per la persona con disabilità che ha bisogno di lavorare sulle autonomie non solo per la conquista di nuove abilità (saper fare) ma anche per la costruzione di un’identità personale (saper essere).  

Obiettivi del progetto: 

  • Cucinare in autonomia 
  • Saper scegliere e fare la spesa 
  • Preparazione e condivisione del pasto 
  • Preparare un pasto equilibrato 
  • Conoscere i propri gusti e lavorare sulla flessibilità 

Cosa facciamo per raggiungere i nostri obiettivi: 

Seguendo le richieste dei giovani adulti con disabilità intellettiva e Sindrome di Down abbiamo notato il bisogno di soffermarci e lavorare sugli aspetti di autonomia quotidiana come cucinare, uscire da soli, fare la spesa e scegliere pasti equilibrati 

Per perseguire i suddetti obiettivi, abbiamo attivi i seguenti progetti:

  • “Pranzo al Circolo”: attività a cadenza settimanale in cui i partecipanti al progetto organizzano il pranzo a partire dalla lista della spesa, che comporta la scelta, l’organizzazione e il coordinamento interno del gruppo, passando alla preparazione effettiva del pasto fino alla sua condivisione.
  • “Club dell’Autonomia”: attività a cadenza settimanale che permette agli utenti di età compresa tra i 12 anni e i 16 anni, di apprendere e conoscere gli utensili della cucina, il funzionamento degli elettrodomestici (la loro accensione e spegnimento), prestando particolare attenzione al tema della sicurezza, responsabilizzando già da questa età i ragazzi ad essere autonomi nel quotidiano.
  • “Corso di Cucina”: a cadenza bimensile, in cui volontari dell’associazione si mettono a disposizione, seguendo le richieste dei partecipanti, per dei pomeriggi strutturati come veri e propri appuntamenti del corso di cucina. L’obiettivo è quello di lavorare con la creatività, potenziare le abilità manuali e sperimentarsi nelle novità seguendo i desideri e le scelte di ciascun partecipante.

Perchè abbiamo bisogno di voi: 

Come capirete, per noi l’ambiente in cui svolgere le attività quotidiane di cucina e sperimentazione di una vita indipendente è fondamentale. 

Al raggiungimento dei 10.000 euro sarà possibile: 

  • Rinnovare l’ambiente e in particolare ristrutturare la nostra cucina, che non è più funzionale alla realizzazione dei nostri progetti e all’accessibilità che lo spazio richiede;
  • Ampliare il nostro piano di lavoro completo di scrivanie, libreria, computer e stampanti, permettendo anche l’utilizzo di tali dispositivi a persone con disabilità, sia in ottica di competenze informatiche che per il futuro inserimento lavorativo;
  • Rinnovare l’entrata della nostra associazione con delle veneziane nuove e funzionali che permettano di rendere il più possibile l’ambiente accogliente anche dall’esterno.

Chi siamo: 

AIPD – Associazione italiana Persone Down-Sezione di Arezzo ODV è nata nell’anno 2002 per iniziativa di un gruppo di famiglie.
E’ iscritta al Registro delle Organizzazioni di Volontariato della Provincia di Arezzo con il n.213. Ha sede legale in Via Cavour, 97 (52100, Arezzo) e sede operativa in via Curtatone 77/A (52100, Arezzo). 

L'associazione si occupa principalmente di: 

  • Sostegno e consulenza
  • Inclusione scolastica, lavorativa e sociale
  • Percorsi all’autonomia
  • Vita indipendente
  • Attività ludico-ricreative e del tempo libero

Come aiutarci: 

Puoi contribuire al nostro progetto con queste modalità: 

  • Donando direttamente a questa pagina e cliccando su “Contribuisci”
  • Tramite bonifico con intestatario AIPD – Associazione Italiana Persone Down – Sezione di Arezzo ODV al c/c  IT97M0538714102000042122528 BPER BANCA – Filiale Corso Italia 179 – Arezzo

 

126%
-9 Giorni
Salute e benessereRidurre le disuguaglianzeConsumo e produzione responsabili
Con i genitori

Nessuno cresce da solo

Con i genitori nasce con l’intento di offrire ai genitori di bambini e bambine con disabilità gli strumenti necessari per poter accompagnare i propri figli ed aiutarli ad affrontare le piccole e grandi sfide quotidiane.

COME DONARE?

Sostenere Con i genitori è semplicissimo!

Puoi donare qui su Eppela facendo il LOGIN, utilizzando una carta credito o Google Pay e scegliendo una delle ricompense che abbiamo pensato per te oppure facendo una donazione libera. 

Se la campagna non avrà successo la tua donazione sarà riaccreditata entro pochi giorni, ma noi speriamo che il sostegno di tanti, come te, ci aiuti a realizzare il nostro progetto.

In alternativa puoi: 

 

SAPPIAMO DAVVERO DA CHE PARTE INIZIARE?

“A volte mi rendo conto che non so giocare con mia figlia. E non è che è una cosa che si impara. Se ci sono degli esercizi da fare è un conto, ma qui si tratta proprio di capire come stare con lei, e io da solo non riesco…soprattutto la sera, dopo il lavoro, sono stanco…e mi sento in colpa perché vorrei fare la mia parte, ma proprio non so come fare. Mi sembra di sbagliare sempre…”

Troppo spesso sentiamo testimonianze come queste.

In presenza di fragilità, difficoltà e disabilità, spesso i genitori rimangono esclusi dai percorsi di crescita dei propri figli e figlie. La famiglia, che in alcuni casi viene addirittura vista come un ostacolo anche dai professionisti stessi, rappresenta invece una risorsa fondamentale.

Per questo non si può prescindere dal restituire alle famiglie il loro ruolo, guidandole attraverso un processo di maturazione di conoscenze, competenze e consapevolezze che possano aiutare i genitori a sentirsi capaci di promuovere lo sviluppo delle autonomie personali e relazionali dei loro figlə.

RIPARTIAMO DALL’INCLUSIONE DEI GENITORI 

Negli ultimi 10 anni nella popolazione scolastica (3-19 anni) si registra un costante aumento del numero di alunni con disabilità, a fronte di una graduale diminuzione della popolazione scolastica generale, con conseguente aumento dell'incidenza percentuale che attualmente si attesta al 3,6%. 

Sesto Rapporto sulle disabilità della Regione Toscana

In un territorio in cui il bisogno di presa in carico di famiglie e bambini con disabilità è sempre molto alto e le strutture che riescono a dare una risposta adeguata sono ancora troppo poche, noi della cooperativa sociale Contesto ETS vogliamo offrire un servizio altamente professionale e in forma gratuita a chi, come i genitori di bambini e bambine con disabilità, sostiene ogni giorno fatiche e sfide non-ordinarie.
 

IN COSA CONSISTE IL PERCORSO:
Abbiamo pensato di realizzare un vero e proprio percorso di accompagnamento e consulenza dedicato alle famiglie dei bambini che seguiamo, pensato proprio sulla base delle caratteristiche e delle specificità di ogni bambino/a, nell’ottica di portare benefici sia ai genitori che ai loro figli.

Lavorare in sinergia con professionisti specializzati (terapisti della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva) avrà una ricaduta positiva anche sul percorso di sviluppo dei bambini in quanto, sostenere i genitori nei loro approcci e nelle loro azioni quotidiane significa contribuire allo sviluppo dei loro figli e aumentare l'efficacia del percorso (ri-)abilitativo di ogni bambino.

Sostenendo Con i genitori offrirai un aiuto prezioso alle famiglie di bambini che ogni giorno devono affrontare piccole e grandi sfide, e, allo stesso tempo, contribuirai a condividere principi e strumenti per costruire una società più giusta e inclusiva.

Dona alle famiglie di bambini un aiuto prezioso per sostenere la crescita e l'autonomia dei loro figli e a non sentirsi sole o “sbagliate”.

La campagna, all’interno dell'iniziativa "Social Crowdfunders” è sostenuta dalla Fondazione CR Firenze che, raggiunta la metà dell’obiettivo prefissato sulla piattaforma, raddoppierà la cifra raccolta.

In pratica, ogni euro versato a sostegno della nostra campagna potrà valere doppio se grazie al vostro sostegno riusciremo a raggiungere 7.000€!

COME VERRANNO UTILIZZATI I FONDI?

I fondi raccolti verranno utilizzati per offrire alle famiglie percorsi di consulenza e accompagnamento personalizzati a seconda delle caratteristiche e del percorso del proprio figlio/a. 

Gli incontri saranno condotti da personale altamente qualificato, a partire dai TNPEE (terapisti della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva) della cooperativa Contesto.

Le famiglie coinvolte saranno circa 80, ognuna delle quali avrà accesso ad un ciclo di 3 incontri ogni 4 mesi (condivisione iniziale, monitoraggio e verifica).

CHI SIAMO?

Siamo Contesto Ets! 

Una realtà formata da giovani professionisti e professioniste che hanno scelto di dedicare le proprie competenze e il proprio impegno nella costruzione di una nuova cultura dell’inclusione che vede protagoniste le persone.

Da 10 anni ci impegniamo ad offrire a bambini, bambine e famiglie del nostro territorio servizi di prevenzione, valutazione, terapia e inclusione, tutti accomunati da un approccio centrato sulla persona e alti standard di qualità.

Crediamo nei valori dell'inclusione, del rispetto delle diversità e nel diritto alla partecipazione di ogni persona, a partire dai più piccoli. 


Coltiviamo e portiamo avanti i nostri valori ogni giorno realizzando progetti diversi, tutti caratterizzati da un profondo rispetto per le caratteristiche individuali, perché crediamo che costruire una società più giusta e inclusiva sia possibile.

 


RICORDA CHE…

Puoi donare qui su Eppela oppure fare un bonifico intestato a Contesto ETS IBAN IT 32 M 0760 1028 00001023163213 o versare tramite bollettino postale intestato a Contesto Ets sul CC Postale 1023163213 specificando la causale “donazione liberale Con i genitori” oppure tramite Paypal QUI

86%
-4 Giorni
Ridurre le disuguaglianze
Graphic novel "Matto per i funghi"

Matto per i funghi è una biopic tragicomica che racconta quello che è veramente successo al suo autore Francesco Filippi (Filo nella storia) dal giorno in cui è diventato elettrosensibile, ovvero intollerante all'elettricità, ai computer, agli utensili elettrici, ai cellulari e alle radiofrequenze della tecnologia smart.  La sua vita è diventata improvvisamente paradossale, acrobatica e impossibile.  [Se non vedi il video sottostante, clicca qui]

Gli elettrosensibili sono come canarini in miniera, sono un campanello di allarme per l'intera umanità.

La tossicità dei campi elettromagnetici artificiali (generati soprattutto dalle antenne per la telefonia, dai wifi, dai cellulari e dagli altri dispositivi smart) è già e sarà sempre di più un drammatico problema sanitario mondiale. E' un tema difficile da comprendere, ma soprattutto da accettare, perché scomodissimo e perché riguarda ciascuno di noi.

Realizzare il fumetto richiederà almeno otto mesi di lavoro solo per i disegni. I costi di produzione sono significativi e difficili da sostenere anche per un editore di medie dimensioni. Per questo L'Associazione Italiana Elettrosensibili ha bisogno del vostro aiuto. La cultura di qualità, realizzata da professionisti, ha un costo e deve averlo, altrimenti non potrebbe essere di qualità. Abbiamo trovato entusiasmo editoriale da Edizioni Sì, specializzata in salute, ambiente e benessere.
L'obiettivo economico fissato copre i costi minimi, senza i quali il fumetto non potrà esistere. Per questo la campagna è in modalità “tutto o niente”. I vostri soldi saranno di fatto versati solo in caso di raggiungimento dell'obiettivo.

Ecco le tavole di prova del fumetto, scritto da Francesco Filippi e disegnato da Margherita Allegri. 
Le trovate in alta risoluzione a questo link.

In questo video presentiamo i protagonisti del fumetto: c'è chi è disgraziato, chi a suo agio con la tecnologia, chi è ansioso e chi è pronto a offrire un aiuto. [Se non vedi il video sottostante, clicca qui]

 

Chi siamo

Il fumetto è patrocinato dall'Associazione Italiana Elettrosensibili e realizzato da Francesco Filippi e Margherita Allegri.

 

Associazione Italiana Elettrosensibili
Dal 2005 l'associazione, presieduta da Paolo Orio, informa e aiuta persone afflitte dall'elettrosensibilità, agisce per il riconoscimento istituzionale della malattia e della conseguente disabilità, si batte per la riduzione dell'inquinamento elettromagnetico, ovvero delle “barriere elettromagnetiche” che privano gli elettrosensibili di molti diritti fondamentali. Sostiene inoltre la ricerca medica e promuove iniziative di divulgazione.

Francesco Filippi
Francesco Filippi è scrittore, animatore e regista. I suoi film animati più noti, premiati in tutto il mondo, sono Mani Rosse (2018) e Gamba Trista (2010). Tra le collaborazioni, il videogioco On Your Tail e I Cartoni dello Zecchino. Per Piemme ha pubblicato il romanzo Shinku (2023) ed ha all’attivo alcuni saggi tra cui Fare Animazione (Dino Audino, 2020). E’ diventato elettrosensibile nel maggio 2022 animando al suo PC portatile. Da allora scrive utilizzando una Olivetti M40 del 1939.

Margherita Allegri
Margherita Allegri è vignettista, fumettista e illustratrice. Da quasi 20 anni conduce laboratori di fumetto nelle scuole di ogni ordine e grado per il Centro Fumetto Andrea Pazienza di Cremona e per la sede di Milano della Fondazione Muse-Italia. Ha pubblicato fumetti e illustrazioni per diversi editori nazionali, tra cui La Revue Dessinée Italia, Slow News, Gribaudo, Pelledoca, l’Indice dei Libri del mese, Il Castoro, Mondadori Educational e collabora con La Lettura del Corriere della Sera e Il Messaggero dei Ragazzi. Ha vinto diversi concorsi nazionali e internazionali di satira e umorismo, come il prestigioso World Humor Award.

 

LE VOSTRE MERITATE RICOMPENSE

Prevediamo che Matto per i funghi sarà completato nella primavera del 2025. Per ringraziarvi della pazienza, anche se raddoppieremo il numero delle spedizioni, tutte le ricompense che non siano il fumetto, saranno inviate a partire dalla fine della campagna. 
Tutti i donatori, compresi quelli che verseranno la più piccola donazione, verranno ufficialmente ringraziati all'interno della pubblicazione.
Le ricompense si spiegano da sole. Data l'urgenza del tema e la curiosità che esso in genere suscita, abbiamo fatto di tutto per darvi subito la possibilità di saperne di più, interloquendo con l'associazione, gli autori o attraverso l'ottimo saggio Smart Smog, che supporta scientificamente quanto troverete raccontato nel romanzo a fumetti.
Non vogliamo parlare solo di disgrazie e minacce per la salute. Il lato positivo di questa situazione è la riscoperta della vita offline, che, a ben vedere, è quella che ha sempre regalato i momenti più felici della nostra vita. Per questo stiamo chiedendo a disegnatori professionisti di realizzare un disegno sul tema “Felicità OFFLINE”. Ogni disegno, in originale su carta o in stampa unica, viene messo in palio come ricompensa speciale per questa campagna. Ad oggi hanno aderito Massimiliano Frezzato, Bruno Bozzetto, Sara Colaone, Pierpaolo Rovero, Mauro Dal Bo, Ivan Cavini, Alberto Dal Lago, Marino Guarnieri e Stefania Gallo. Vi aggiorneremo man mano che riceveremo i disegni.

Qui potete vedere meglio le opere che ci stanno arrivando.

 

50%
-18 Giorni
Salute e benessereRidurre le disuguaglianze