Festival Slavika 2019

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Torino
Musica, Viaggi, Cultura
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Festival Slavika 2019

Festival delle culture slave a Torino

Tutto o niente
Obiettivo: 4.000€

Festival Slavika 2019

Festival delle culture slave a Torino

Tutto o niente
Obiettivo: 4.000€

Festival Slavika 2019

Il festival Slavika, giunto ormai alla quinta edizione, per dieci giorni a Torino (quest'anno dal 15 al 24 marzo 2019) fa da vetrina alle culture slave: Polonia, Ucraina, Russia, ex-Jugoslavia (e non solo) si mostrano al pubblico attraverso la letteratura e il cinema, la cucina e la musica, la fotografia e la pittura. Obiettivo del festival non è soltanto quello di attrarre le persone originarie di quelle zone, che per una volta all'anno hanno la gioia di ritrovare le proprie radici culturali, ma di coinvolgere il pubblico che ancora fosse a digiuno di tali istanze. Anche per questo gli eventi del cartellone si sono staccati - sin dalla prima edizione - dalla sede originaria del festival (il circolo culturale Polski Kot, sito in via Massena, 19 a Torino) per collocarsi nelle realtà culturali torinesi più in vista: i cinema Massimo e Baretti, il circolo dei Lettori, gli spazi teatrali di San Pietro in Vincoli ed Espace, le (ex) Officine Corsare, il Barrito e molte altre. Anche quest'anno sono previste collaborazioni con alcuni di questi spazi (confermati quelli al Baretti, al Piccolo Cinema, al Circolo dei Lettori, in via di definizione gli altri). Il programma, in via di definizione, include già la presenza di due scrittori di fama internazionale, Miljenko Jergovic (Bosnia) e Olga Tokarczuk (Polonia), nonché i suoni balcanici della Babbutzi Orkestar, un documentario ("Naked island") al cineteatro Baretti sulla relatà concentrazionaria nella ex-Jugoslavia, una mostra sull'Ucraina prossima alle elezioni e una mostra fotografica dell'artista russo Alexander Petrosjan. Un altro obiettivo del festival, implicito nella ricerca della più ampia diffusione possibile, è quello della gratuità della maggior parte degli eventi, obiettivo che negli anni scorsi è stato realizzato grazie - appunto - allo strumento del crowdfunding, ad alcuni piccoli sponsor locali e al sostegno del Consolato polacco di Milano. Una rete relativamente poco estesa ma ben deerminata, che ha permesso alla manifestazione di crescere e di diventare la più importante tra gli eventi specifici del settore.

Come verranno utilizzati i fondi

I fondi verranno utilizzati primariamente per il viaggio e il pernottameno dei numerosi ospiti. Molti di loro verranno da zone dell'Europa non propriamente comode alle tratte aeree (Bosnia, Polonia) con dei costi piuttosto proibitivi. Una seconda parte del budget verrà utilizzata, invece, per tutto quel che concerne la pubblicità all'evento: implementazione del sito (www.slavika.it), grafica dell'evento e della locandina, stampa dei manifesti e dei volantini, diffusione dei manifesti e dei volantini, disegno e stampa delle magliette per il reward, ufficio stampa per la diffusione delle informazioni. Un'ulteriore parte del budget coinvolgerà gli strumenti foto e video: un fotografo sarà incaricato di immortalare le iniztive durante il festival; mentre un operatore sarà incaricato di girare e montare il video da diffondere sui social prima del festival e poi un secondo video che si concentri solo sugli eventi svolti durante il festival

Chi c'è dietro al progetto

Dietro al progetto sta l'associazione culturale Polski Kot, fondata a Torino nel febbraio del 2010 con l'intenzione di promuovere e sviluppare nel capoluogo della regione Piemonte quelle che sono le culture slave. L'associazione ha una sua propria sede aperta ai soci in via Massena, 19 a Torino e da ormai otto anni è punto di ritrovo per chi sia curioso di quanto accade nell'Europa centro-orientale. Il Polski Kot, nella sua attività quotidiana, organizza corsi di lingue (polacco, russo, tedesco, serbo-croato), cineforum, presentazioni di libri, concerti, eventi culinari tutti rivolti a "quella" parte d'Europa. Il presidente dell'associazione, Alessandro Ajres, nonché responsabile artistico del festival, è professore a contratto di lingua polacca all'Università di Torino e - grazie alle numerose conoscenze in tale ambito - riesce a mantenere sempre elevata la proposta culturale. L'associazione ha sempre avuto unparticolare riguardo per l'integrazione, sostenendo progetti che favorissero l'inserimento dei ragazzi polacchi (o stranieri in genere) che la frequentino. Basti pensare al lavoro fatto in comunione con Balon Mondial ASD per creare una formazione calcistica mista di ragazzi polacchi e italiani. Proprio in questi giorni, Polski Kot si sta occupando di relazionarsi con le associazioni che lavorano coi migranti giutni fino in Bosnia.

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Un progetto a cura di

Slavika Festival

Collegata al proflio personale su FB è la pagina dedicata al festival Slavika, quella dove vengono comunicate tutte le iniziative legate all'evento.

Torino