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CULTURA, Civico, Arte

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SOS MAMMUTHUS

Aiutaci ad allestire il cranio fossile di un elefante di 1 milione e mezzo di anni fa nel Museo Paleontologico di Montevarchi (Ar)

3.110€
103% di 3.000€
-2 giorni
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Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

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Aiutaci ad allestire il cranio fossile di un elefante di 1 milione e mezzo di anni fa nel Museo Paleontologico di Montevarchi (Ar)

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Fossili, museo, territorio e partecipazione

Nell'autunno 2016 due cacciatori notano zanne di elefante affiorare dalla terra, ai piedi di una balza in località Tasso - Terranuova Bracciolini (Ar). 

Sono i resti di un Mammuthus meridionalis, una specie di elefante che abitava il Valdarno superiore quando l'ambiente era simile alla savana africana attuale. La scoperta merita uno scavo e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Provincie di Siena, Grosseto e Arezzo prepara il terreno, coinvolgendo il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Firenze e il Museo Paleontologico di Montevarchi. 

A fine maggio 2017 inizia lo scavo paleontologico, a cui collaborano paleontologi, archeologi, geologi, restauratori e fotografi: un lavoro di gruppo affiatato e coraggioso, che sfida il clima estivo proprio da savana!

Dopo due mesi di scavo vengono alla luce un cranio, con le sue zanne, e un'ulna di elefante, insieme a frammenti di denti di equidi e una scapola di un cervide: tutti resti di circa poco più di 1.6 milioni di anni.  

A settembre 2017 il fossile viene trasferito in un laboratorio di restauro appositamente allestito a San Giovanni Valdarno, dove iniziano i lavori di ripulitura. Il laboratorio è meta di visite guidate da parte di gruppi di visitatori e scolaresche. In poco tempo, oltre mille ospiti visitano il laboratorio e dimostrano curiosità ed interesse per il nuovi reperto.

Finalmente a luglio 2018, con operazioni delicate e molto impegnative, il fossile viene trasferito nel Museo Paleontologico di Montevarchi; lì prosegue il restauro a porte aperte e si organizzano occasioni per coinvolgere il pubblico anche nelle fasi di progettazione dell'allestimento.

La progettazione partecipata ha coinvolto e coinvolgerà pubblici diversi: tutti sono chiamati a proporre idee e suggerimenti.

Adesso, quindi, si pensa all'allestimento e c'è bisogno anche della tua partecipazione e del tuo aiuto.

Il tuo contributo sarà fondamentale per esporre il nuovo fossile in modo innovativo ed efficace: sarà il frutto di un viaggio compiuto insieme a tanti e cui avrai partecipato anche tu!




Le risorse serviranno per allestire il fossile nel museo

L'Accademia Valdarnese del Poggio, proprietaria del Museo Paleontologico di Montevarchi, vive da oltre duecento anni grazie al volontariato e alla passione di chi ha a cuore lo sviluppo culturale del territorio. 

Nonostante questo, o forse proprio per questo, ha deciso di gettare il cuore oltre l'ostacolo e investire le risorse che NON aveva nel recupero e nel restauro del nuovo reperto fossile. 

Sforzo e convinzione hanno portato il Museo in molte piazze del territorio per reperire risorse e avviare nuove relazioni con i cittadini, invitando anche a votare per il nomignolo da dare al nostro nuovo antico 'amico'. E intorno all'elefante è nata una vera rete di sostenitori.

Adesso siamo all'ultimo step di questo percorso: mancano le risorse per esporre il fossile nelle sale del Museo.

Il reperto sarà sistemato anche grazie ai suggerimenti che verranno offerti da tutti, attraverso incontri di ascolto e comprensione delle aspettative. È difficile quindi sapere, già da ora, quale sarà la sistemazione ultima del reperto. 

Avremo bisogno di realizzare supporti, pannelli, installazioni video, materiali a stampa, avvalendosi anche di nuove soluzioni tecnologiche. Per questi contiamo sulle risorse provenienti dalla campagna di crowdfunding.

Il Museo Paleontologico, mette generosamente in campo tutte le sue energie e le sue risorse, certo di poter contare sulla generosità, sulla sensibilità e sul senso di responsabilità che ha visto nascere intorno a un elefante che, in fin dei conti, ha atteso questo aiuto per oltre 1.5 milioni di anni.

Il Museo Paleontologico dell'Accademia Valdarnese del Poggio

Il Museo Paleontologico di Montevarchi appartiene all'Accademia Valdarnese del Poggio, istituzione culturale nata a Figline Valdarno nel 1805 con lo scopo di contribuire alla crescita culturale economica e sociale del territorio. 

Il Museo è uno dei più antichi di Italia e ha aperto le porte al pubblico nel 1829; da allora ricerca, conserva e valorizza fossili rinvenuti in Valdarno superiore, bacino fossilifero di straordinaria importanza internazionale e conosciuto fin dal Rinascimento. Note a tutti sono infatti le Balze, celebri sfondo della Gioconda di Leonardo. 

Il suo legame con il territorio è quindi, da sempre, molto forte.

L'altro valore che lo caratterizza è la partecipazione. L'istituzione, ente morale dal 1874, si basa prevalentemente sul volontariato, sia altamente qualificato che non, da parte di chi ha a cuore il proprio patrimonio culturale. La partecipazione è possibile in vari aspetti della vita istituzionale, da quelli progettuali a quelli gestionali.

Dal 2014 l'istituzione ha riaperto al pubblico con un allestimento più ampio, moderno e in costante divenire. Ha rafforzato il legame con le scuole, gli enti locali, le imprese, il mondo associativo, ha ripreso la ricerca e sta investendo nello sviluppo del suo ruolo sociale. Oltre che gli adulti, addirittura si associano al Museo anche i bambini.

Oggi il volontariato vive in equilibrio con la professionalità, necessaria per garantire elevati standard di qualità dei servizi e della gestione del patrimonio. 

Ecco perché è venuto facile e naturale pensare a calare l'elefante tra la collettività, permettendone la conoscenza e l'avvicinamento a più persone possibile.

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Un progetto a cura di

Museo Paleontologico di Montevarchi

Il Museo Paleontologico di Montevarchi è uno dei più antichi di Italia e ha aperto le porte al pubblico nel 1829. Ricerca, conserva e valorizza fossili del Valdarno superiore, la vallata compresa tra Arezzo e Firenze e caratterizzata dalle Balze, che anche Leonardo da Vinci dipinse come sfondo della celebro Gioconda e costituiscono lo scrigno delle testimonianze fossili del territorio.