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Mare di erba

Sulle tracce dei tartari dalla Mongolia alla Polonia 500 giorni in sella tra Asia ed Europa

6.545€
130% di 5.000€
30 mar 2018
Data chiusura
Finanziato

Tutto o niente. Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

Mare di erba

Sulle tracce dei tartari dalla Mongolia alla Polonia 500 giorni in sella tra Asia ed Europa

6.545€
130% di 5.000€
30 mar 2018
Data chiusura
Finanziato

da Ulan Bator

Update del 17 maggio 2018 04:11

eccomi qui in Mongolia, gli ultimi giorni prima della partenza sono stati un frullatore. Nonostante tutte le difficoltà, il visto russo è arrivato in tempo grazie all'architetto Virano e al suo staff e il visto mongolo in extremis completo grazie alla professoressa Nadia Breda dell'Università di Firenze e a Tsetse.

Non intendo tediare con tutte le complicazione che mi hanno costretta a risolvere tutto questo così all'ultimo. Vorrei solo scusarmi per non aver preparato le spille promesse che avrei voluto spedire prima di partire. Dovrò farlo al ritorno.

Grazie al vostro contributo Andrea è potuto venire fino a qui per ferrare i cavalli. Ha fatto un ottimo lavoro con il niente che è riuscito a trovare qui, gli attrezzi che si è portato da casa e i cavalli assolutamente non abituati a farsi toccare i piedi.
Il piede è il cavallo, se non è curato è obbligato a fermarsi e da queste parti un cavallo fermo morirebbe di fame. Anche i mongoli che normalmente non mettono i ferri, mi hanno consigliato di ferrare. Non potevo essere io a fare la prima ferratura a degli animali così selvatici. A dir la verità non credo che potrò fare neanche la seconda. Stamattina è partito per rientrare in Italia, la prossima volta si vedrà.

Intanto vi ringrazio perché il suo intervento è stato fondamentale ed è stato possibile grazie a voi.

Organizzandomi con gli ultimi preparativi, spedirò cartoline e stampe. Se vorrete notizie sul viaggio, aggiornerò il più possibile  www.sellarepartire.it.

Buona Strada

paola senza Isotta

Disgelo

Update del 30 marzo 2018 16:44

“Qualunque migrazione di nomadi richiede l’organizzazione precisa e flessibile di una campagna militare. Alle tue spalle l’erba sta avvizzendo. Davanti a te la neve può bloccare i passi.”
– B. Chatwin-
adesso i bucaneve fioriscono, la neve libera i passi..

da http://www.sellarepartire.it/2...

Su questo sito continueró ad aggiornare sullo stato del progetto. Intanto il volo é fissato per il 10 maggio, quasi due mesi dopo la data prevista dal progetto iniziale. Oltre non si puó partire. Il prezzo é la Siberia in inverno.

Monumento vivente

Update del 29 marzo 2018 14:38

un'enorme statua di acciaio domina la valle. Rappresenta un cavaliere, dicono che fosse Gengis Khan. In questo posto perdette la faretra quando riuní in un patto comune I suoi piú fedeli cavalieri.

Stavo per tornare in Italia e la fine dell'ultimo giorno al campo mi ha donato questa visione: un branco di cavalli era andato a pascolare sulla strada asfaltata e il loro mandriano stava andando a riportarli ai propri pascoli.

Il suo trotto corrspondeva come proiezione reale di un'idea alla posizione della statua. So per certo che lui non era Gengis Khan, ma l'impressione di un monumento in movimento é stata il saluto di un tramonto reale da non dimenticare 

Mare di erba

Update del 28 marzo 2018 11:02

Guarda, non puoi non passare dal Kazakhstan..il vero mare di erba é lí!

Il libro in cui ho trovato queste foto me lo ha prestato Ugo Beretta. Lui lo avevo conosciuto in una Pasqua di pioggia nel 2012. Stavo andando in Emilia con Isotta Raminga e lui ci ha offerto riparo nel suo fienile. Da allora siamo sempre rimasti presenti l'unoall'altra. 

Suo figlio lavora in Kazakhstan e grazie a lui, tutto quello che sembrava difficile sta diventando facile.

Quando passeró la frontiera, tutti I bei fiori della foto saranno già sfioriti, ma grazie a una Pasqua di pioggia, potró camminare sul mare di erba..

Elogio del senza

Update del 25 marzo 2018 22:10

Un blocco di marmo come tutti gli altri blocchi di marmo di un’enorme cava di marmo.
Abbaglia già da lontano quando vedi stagliarsi le Apuane a nord delle marine.
La mulattiera si inerpica fin lassù oltrepassando castagneti che sembrano essere lì da sempre ma sono solo l’assaggio dell’eternità racchiusa nel candore delle cime.
Michelangelo sale sulla via bianca scavata a forza di picco per portare a valle le pietre che decorano gli angoli del prestigio.
Ormai conosce tutti i cavatori, gente indipendente fatta di nervi e temprata dal sole, uomini che in quel bianco riconoscono vene
e punti di frattura invisibili per chiunque altro. Indaga presso di loro per scoprire le forme nascoste nella trappola della materia. Scende a valle con un seguito di materiale.
Il suo compito è liberare da prigioni immemori lo spirito di figure che lui riconosce. Il suo scalpello restituisce spirito e corpo a blocchi di marmo che in altre mani sarebbero diventati gradini o davanzali.
In quei viaggi ha riconosciuto molti volti da riportare in luce, deve scegliere chi liberare dalla pietra. Non basterà una vita e
farli riemergere tutti.
Tensione a far emergere forme che rappresentano la sostanza di una materia inerte. Togliere, togliere e togliere tutto quello che
copre l’essenziale.
Quello che resta è essenziale.

da http://www.sellarepartire.it/2...

Lontani vicini

Update del 23 marzo 2018 20:35

molti cavalli hanno superato l'Inverno in Mongolia. Quelli di Saraa e Baghy li ho conosciuti e li rivedró.

Loro li ho conosciuti grazie a un passaparola infinito, cominciato 1500 km piú a ovest. Le distanze in Mongolia hanno un senso diverso da qui. Vicini sono i parenti e gli amici, lontani sono quelli che non si conoscono. Il forestiero é accolto con tutti gli onori, ma rimane lontano anche dentro la stessa tenda.

Gaby é amica di Saraa ed é vicina a lei anche se é tedesca. Ha sempre vissuto in angoli molto selvaggi di mondo per via del mestiere di suo marito. Abita in Mongolia per sei mesi all'anno andando e tornando. In tutti I paesi in cui é stata, ha sempre approfondito molto l'incontro con la gente che li abitava. In Mongolia le é successo qualcosa in piú: ha incontrato Saraa e Baghy e dopo tutte le enormi distanze che ha accumulato, si é trovata davanti a qualcuno vicino. 

La lingua mongola é parlata da poco piú di due milioni di persone. Gaby ha cominciato a studiarla e non finirà mai perché é molto difficile.

-ma a cosa ti serve studiare una lingua che nessuno sa parlare?

-a parlare con Saraa 

Lontano é vicino, vicino é lontano..

19 marzo 2018 san Giuseppe

Update del 20 marzo 2018 12:52

i ferri dei cavalli sono assicurati grazie a voi. la polvere dei ferri che si consumeranno lungo la strada vi appartiene, spero di poter creare un bel disegno con quella traccia e di poterlo guardare con voi per riconoscervi quanto ne siete parte. 

Ieri sera alle 20.30, il progetto Mare di erba è stato finanziato grazie a 

Albert, Alepsacha, Andrew68, arturo.garda, bax, bolzano, chiarab, Chiara.crescioli, Daniela241083, Daniela Maselli, Daniele Vico, DariaGirasole, Davide D., Davide DePiccoli, Elisurbons, enricodallarosa, Frux, gibaconti, giorgetto77, giovanna.golzio, Isagius, Juan(Argentina), Juanita, Lince, Ikam456k, luca b, lucater, mariebarbeni, marta.chiantore, MicheleBar, micna, nerolupo, Paolo e Ila, Pat56, Patrizia Meroi, pieromarin1, Roccumb, rudy the best, saragiovanna, SimonettaB, SimonettaB, StefanoBrossa, Stefano Macchetta, Strixy, TATONE, travellingrob, ums, Viola Parigi e altri che non si sono dichiarati

nel primo programma di questo viaggio avrei dovuto partire il 19 marzo. non è stato possibile, sto aspettando che si sbroglino alcuni nodi burocratici per poter comunicare la vera data di partenza che sarà verosimilmente a fine aprile. 

arco composto

Update del 19 marzo 2018 09:08

preciso, composto di legno, corno e tendini, retroflesso per tenderlo oltre misura, corto per poterlo manovrare anche in sella. da più di mille anni gli arcieri delle steppe forano il cielo con le loro frecce silenziose. 

la terza gara del Naadam è quella di tiro con l'arco: sono gli anziani ad affrontarsi in questa disciplina. Hanno corso, hanno lottato, la loro saggezza gli permette di prendere la mira.

densità

Update del 10 marzo 2018 13:58

la steppa è rarefatta. molti sfuggono verso le grandi città, alcuni restano per caso, altri per scelta, i più rari..
chi resta per scelta e si adegua a questo mondo preservando dall'estinzione quello arcaico, è depositario di qualcosa di inestimabile.

natura delle cose

Update del 09 marzo 2018 12:37

nel nord della Mongolia e nel sud della Siberia sta riprendendo piede un animismo arcaico le cui braci hanno superato sotto la cenere rivoluzioni e progresso. negli angoli più perduti si incontrano tracce di devozione e speranza.

il senso essenziale della visione del mondo di chi non ha un dio infiocchettato e coperto dalle bugie della civiltà, ma lo riconosce dove c'è senza maschere di pensiero


latte

Update del 07 marzo 2018 15:05

In ogni parte del mondo, il primo e l'ultimo raggio di sole di ogni giornata va a rimbalzare su un sorso di latte. Pascoli, erbivori e latte sono legati da un filo dolce e nutriente.

piovigginava, nevischiolava e dentro la gher la stufa irraggiava calore come un abbraccio.
A sinistra della porta c'era un recinto di un metro e mezzo per un metro e mezzo con la nutrice di sette capretti. Fuori della porta c'era la coda delle madri che non vedevano l'ora di rivedere i loro piccolini.  La bambina le faceva entrare una per volta e mentre la capra coccolava il suo piccolino, le due donne di casa la mungevano e il capofamiglia la teneva al suo posto. Ogni volta che una capra veniva fatta uscire, la signora puliva per terra prima che venisse fatta entrare la prossima.
La casa era allo stesso tempo rifugio e stalla, eppure pulizia e cura dominavano l'aria in armonia.


passaggi

Update del 05 marzo 2018 09:56

certe volte i fiumi li attraversavamo su ponti di tronchi grandi, piccoli, medi. ingegnerie di sopravvivenza. affronti agli ostacoli, collegamenti tra sponde differenti.

certe volte il ponte non c'è. cavi d'acciaio tesi da una sponda all'altra fanno da ancoraggio per chiatte di legno su cui sale di tutto: mezzi, animali, cavalli. nessun mancorrente a cui appoggiarsi, un pontile da cui salire sul pelo dell'acqua, otto braccia forti che tirano e spingono una carrucola. 

questi cavalli hanno visto questo ed altro e salgono sull'ondeggiante piattaforma come se fosse immobile. scendono molto contenti di rimettere i piedi sulla terra ferma..

Pons tremolans

insieme

Update del 02 marzo 2018 14:08

In Mongolia gli alberi sono una rarità, il carbone è diffuso come combustibile da grandi occasioni e in molti posti l'unica cosa da bruciare è lo sterco secco degli animali allevati. Dall'altra parte del fiume che costeggia l'accampamento di Saraa e Baghy, c'è un boschetto di salici. Si aspetta l'inverno per andare a raccogliere la legna di tutto l'anno perchè quando il fiume è ghiacciato, lo si può attraversare con il carro.

il giorno cadeva ed ero andata a vedere l'ultimo raggio di sole sul fiume. Appena l'ultimo raggio ha cercato di andarsene, sono arrivati dall'accampamento Baghy, suo figlio e due suoi nipoti in partenza con un carro di legno tirato dal bue. Stavano andando a fare legna e mi sono unita alla spedizione.

Baghy stava davanti e saggiava la consistenza del ghiaccio sul fiume per mettere in sicurezza la progressione. il figlio conduceva il bue e Zarkhna stava seduto sul carro con suo cugino.
Siamo arrivati in una radura del bosco dove era già ammucchiata una catasta disordinata. Potendone trasportare di più, tutta la famiglia si è messa all'opera per far cadere ancora qualche albero prima che fosse completamente notte. Baghy ne sceglieva uno e bussava sul suo tronco. A seconda del suono decideva se farlo cadere o meno. Quando trovava quello buono, gli dava qualche colpo di accetta al colletto e tutti insieme lo spingevano finché non cadeva. Trasportato tutto vicino al carro, lo abbiamo caricato mentre una luna gigantesca illuminava a giorno la neve e siamo rientrati sotto le stelle. Al ritorno il bue era condotto da Zarkhna.

Tutto era candido e nelle tende il fuoco era acceso. La luce gialla usciva dai rosoni centrali raccontando familiarità e calore.

persone

Update del 01 marzo 2018 09:25

Saraantuya= splendore della luce della luna
Baatsaykhan= forte e gentile

Saraa e Baghy sono nonni, vivono nell'accampamento lungo il fiume dove l'acqua corre sempre, riparato dalla collina rocciosa. Saraa si occupa della casa e Baghy degli animali. Sono i custodi di tre piccoli cavalli che ancora non hanno idea dell'impresa che li aspetta.

posto

Update del 28 febbraio 2018 13:26

Il punto più critico dei preparativi in Mongolia è stato la ricerca del posto dove i cavalli avrebbero potuto trascorrere l'inverno al sicuro. Normalmente gli animali in Mongolia non hanno un ricovero in nessun momento dell'anno e vengono foraggiati solo i cavalli da gara. Non c'è agricoltura e il fieno viene tagliato e raccolto nel nord est e al sud verso i confini. 

Dovevo trovare una famiglia che si occupasse dei miei cavalli come se fossero suoi, che li foraggiasse per permettermi di trovarli in forma in primavera e che si curasse di metterli al riparo nelle notti più terribili. Avevo bisogno di qualcuno che trattasse tre cavalli qualsiasi come se fossero cavalli da gara dei più preziosi.

Questa famiglia esiste e si trova qui, a 60 km da Ulan Bator, il campo è piantato vicino al fiume che raggiunge la capitale e in quel punto fa una curva intorno a una collina rocciosa che ripara le tende dai forti venti del nord e dove l'acqua accelera al punto da rimanere liquida e disponibile per l'abbeverata anche nel più rigido inverno.

Il posto è questo, nel giorno della foto che è stato uno dei più caldi di quelli in cui ero lì a dicembre, il termometro segnava -30 all'una di pomeriggio. Al campo si stava davvero bene.

la tenda

Update del 26 febbraio 2018 14:44

sembra che la terra scorra identica a sè stessa all'infinito, invece di colpo fa una piega, sotto quella balza c'è una sorgente di acqua dolce e l'onda di roccia dove essa sgorga, ripara dal vento un angolo di steppa. lì ci sono le tende e abita una famiglia con i suoi animali.

nessun cavallo in giro, solo cammelli. Dentro la tenda un rumine conciato contiene latte di cammella fermentato. la signora ce ne versa un mestolo a testa in una ciotola, è candido e fluido, pizzica un po', è dolce di suo, senza aggiungere niente. La stufa è accesa in mezzo alla tenda, non abbiamo un linguaggio comune, stiamo insieme un paio d'ore, impariamo molte cose.

a qualsiasi ora si arrivi a bussare alla porta di una tenda, la si trova aperta, in qualsiasi momento, la stufa si mette a scaldare carne secca di montone e il tè viene versato nei bicchieri. la tenda è un rifugio. Serve il feltro per isolare dal calore e dal gelo. La vita è fuori. Non servono finestre per vedere il panorama, basta uscire. 

la steppa

Update del 22 febbraio 2018 19:45

All'inizio c'è la steppa, colore e odore di polvere, vento e odore di vento. 

Rocce e qualche ciuffo d'erba stinta. Gli animali che la abitano vestono mantelli dello stesso colore polveroso. E' terra di cavalli da sempre. Cavalli primordiali che hanno superato incolumi milioni di inverni oltre i quaranta sotto zero, hanno saputo dissetarsi dal residuo salmastro di fiumi prosciugati in torride estati oltre i quaranta gradi.

Sembra un posto inospitale, eppure è abitato da uomini e animali dalla preistoria.

Basta entrare in una tenda e si scopre perché..