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dalla Mongolia alla Polonia
Viaggi, Editoria, Sport
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Mare di erba

Sulle tracce dei tartari dalla Mongolia alla Polonia 500 giorni in sella tra Asia ed Europa

6.545€
130% di 5.000€
30 mar 2018
Data chiusura
Finanziato

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

Mare di erba

Sulle tracce dei tartari dalla Mongolia alla Polonia 500 giorni in sella tra Asia ed Europa

6.545€
130% di 5.000€
30 mar 2018
Data chiusura
Finanziato

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

Di cosa si tratta

VIAGGIO

  • Otto ore di marcia giornaliere.
  • Media: 30 chilometri al giorno.
  • Si stimano 350 giornate di marcia più 150 giorni di soste tecniche per controlli veterinari, frontiere e mascalcia.

itinerario dall’antica capitale della Mongolia, Harahorin a Cracovia dove i nomadi hanno lasciato la traccia più occidentale della loro conquista passando attraverso la Siberia e le pianure dei grandi fiumi della Russia Europea

equipaggio

Tre saranno i cavalli che partiranno per quest’avventura:

- un cavallo per me;
- un cavallo per la guida
- un cavallo per il materiale nei tratti dove sarà necessaria una maggiore autonomia.

  • Ogni guida percorrerà circa mille chilometri e poi le sarà garantito un mezzo per rientrare a casa.
  • Saranno necessarie delle pause di ordine tecnico e burocratico al passaggio delle frontiere e in occasione delle ferrature.

L’approvvigionamento di viveri per cavalli e persone sarà effettuato nei villaggi e presso le famiglie lungo l’itinerario.
Intendo dormire sempre all’aperto vicino ai cavalli come ho sempre fatto, finché la stagione lo permetterà. Le guide decideranno per sé.

L'IDEA

  • Un sogno: quello di attraversare a cavallo l’Asia e l’Europa costruendo un ponte ideale tra le due culture attraverso il linguaggio internazionale dei cavalieri.
  • Una volontà: quella di accostarsi alla vita quotidiana degli avamposti più sperduti della steppa.

1241, Cracovia, una tromba desta l’allarme: i tartari sono alle porte.  Un arciere mongolo colpisce il trombettiere alla gola. I mongoli vincono ma si ritirano. Da allora, ogni giorno, la stessa melodia viene suonata da un trombettiere che si sporge dal campanile di Santa Maria e si interrompe nello stesso punto.

In questa impresa, porterei con me una freccia mongola. Una volta a Cracovia, vorrei donarla al trombettiere del campanile di Santa Maria.

Muri sono crollati, paesi scomparsi e lì, dove sembra che non ci sia niente è rimasto un modo di vivere.

Di questo vorrei diventare interprete e da testimone: vivendo come loro, stando con loro, dividendo il loro cibo e le loro notti stellate.

Come verranno utilizzati i fondi

Gran parte delle energie necessarie per compiere questa impresa arriveranno da sponsor che ci tengono a trasmettere con il loro lavoro valori vicini a quelli che racconterà e credono nella sua unicità. La proposta di questa raccolta fondi è per coprire una parte delle spese e mi piacerebbe che questa parte fosse quella delle spese di mascalcia.
La polvere dei ferri che si consumeranno lungo la strada sarà la nostra traccia, chiedendovi di partecipare a questa spesa, vi chiedo di partecipare a tutta la strada che c'è tra Oriente e Occidente.

Per partire con il piede giusto sarà necessario far fare la prima ferratura a un vero maniscalco. In Mongolia i cavalli sono scalzi e non esiste quest'arte, per accingersi a una traversata così lunga non è pensabile fare altrettanto.

le spese di mascalcia necessarie per percorrere questa strada e raccontare le storie che la costeggiano comprenderanno

- volo di Andrea Pomo, maniscalco italiano che ha ferrato Isotta Raminga in partenza per ogni impresa. una delle sue ferrature ha percorso più di millesettecento chilometri
- sua permanenza in Mongolia per 10 giorni
- affitto di forgia, incudine e mole da un fabbro locale
- forgiatura di 3 ferrature per ogni cavallo in loco
- ferratura dei 3 cavalli
- forgiatura delle ferrature successive e spedizione al bisogno in punti prestabiliti, -a Novosibirisk e Ufa-.

- ferrature successive

Media

il progetto 'Mare di erba' è stato raccontato nel corso delle serate di presentazione del libro 'Sentieri da lupi' e annunciato dalla rivista 'Cavallo Magazine' e da giornali locali.

qui di seguito riporto il link 

all'articolo con cui il Corriere della Sera ha lanciato l'impresa

Paola sulle orme di Gengis Khan, a cavallo per 500 giorni

e all'intervista di Radiodue Miracolo Italiano che si può ascoltare al minuto 33 della puntata del 14 gennaio

Puntata dai ritmi lenti, con l'amazzone solitaria Paola Giacomini

libri su viaggi precedenti

SENTIERI DA LUPI, ottobre 2017, Blu edizioni

Carrellata di incontri ed episodi raccolti lungo un viaggio a cavallo. L’idea era di ripercorrere attraverso l’intero arco alpino la strada del lupo sloveno che sta ricolonizzando le alpi da est e si è ricongiunto in Lessinia al lupo appenninico formando il primo branco misto di queste popolazioni. I lupi sono stati scacciati per oltre un secolo e raccontare la storia di questa fiera temuta dalla quotidianità di chi si scontra con la sua fame e riverita dalle canzoni di chi ne ammira la libertà con la voce di chi li conosce e frequenta il loro ambiente, è un modo per ‘fotografare’ le Alpi di oggi. Sono storie di pastori, margari, bracconieri, cacciatori, guardiaparco, naturalisti, biologi e poeti che vivono nelle Alpi e amano, odiano, cercano o sfuggono i lupi, collegate da episodi del viaggio che li hanno resi possibili. L’itinerario percorso per compiere quest’impresa è stato strettamente alpino. Il mezzo pensato per percorrerlo è stato una cavalla, Isotta Raminga, abituata a superare ostacoli, percorrere lunghe distanze e vivere tranquillamente in luoghi selvaggi. Grazie a lei è stato possibile effettuare quest’indagine, bivaccando fuori dalla civilizzazione e percorrendo sentieri da lupi.

CAMPO DI STELLE, febbraio 2016, I Quaderni dell'Alpitrek

Un diario nelle bisacce, una cavalla affidabile per raggiungere ogni sera un posto nuovo, uno spazio enorme da attraversare per raggiungere Santiago de Compostela.

Santiago è un punto nello spazio. Un punto diverso dagli altri, attira sogni e speranze. I cammini per raggiungerlo sono infiniti come i raggi che circondano un sole. I modi per raggiungerlo anche. Ogni anima che si mette in moto per toccare quel Confine ha la sua dose di bellezza e di tormenti. La miscela di questi ingredienti lo porta a rendere la stessa strada un universo speciale. Sono partita a cavallo passando dalla Sacra di San Michele e percorrendo la Valle di Susa lungo una delle Vie Francigene per raggiungere il confine francese. Ogni volta che sello e parto continuo con lei questa strada.
Notti sul fieno di qualche agricoltore, sulle pietre o sull’erba, sempre sotto lo stesso cielo. Questa è la storia di un modo per andare laggiù. Uno degli infiniti modi possibili. Questa è la storia del sentimento che ha portato me laggiù. Uno degli infiniti sentimenti possibili.




sellarEpartire

1999: leggo 'In Mongolia in retromarcia' di Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni e capisco due cose: 
uno: andare a cavallo è un modo di vivere,
due: devo vedere quei posti

2006: primo lungo viaggio a cavallo dalla Sacra di San Michele a Santiago de Compostela e ritorno, 4500 km di incontri e di scuola in cui Isotta Raminga, la cavalla con cui ho sempre viaggiato, mi ha insegnato molte cose

2007: primo viaggio in Mongolia in cui ho trovato esattamente quello che avevo letto nel libro, ci sono tornata altre tre volte cercando di capire e trovare il modo di realizzare questo sogno.

2009: Cracovia, piazza del mercato, una tromba suona una melodia malinconica e si interrompe di colpo, chiedo spiegazioni e mi raccontano di quando i mongoli conquistarono la città. al loro arrivo il trombettiere che stava dando l'allarme fu colpito da una freccia alla gola e la melodia si interruppe in quello stesso punto. da quanddo i mongoli se ne sono andati, ogni giorno a mezzogiorno un trombettiere sale sullo stesso campanile e la ripete.

in un attimo mi sono vista il collegamento tra posti così lontani, il tempo trascorso da allora e quello necessario a percorrere quella strada.

nel frattempo ho percorso quasi diciottomila km a cavallo, contando solo i viaggi. un giorno di quest'estate una donna a cui anni fa avevo raccontato questa storia mi ha regalato il biglietto aereo per andare a cercare i cavalli e mettermi in pista per realizzarla e adesso sono qui a chiedere il vostro contributo e in qualche modo la vostra partecipazione.

solo questo, vorrei che questo viaggio fosse un messaggio di pace e di legame tra questi mondi così lontani sempre più mischiati dalla centrifuga del progresso.

è un viaggio lungo e molte delle ricompense che propongo non potrò esaudirle prima del mio ritorno. spero che abbiate questa pazienza e spero che qualche volta mi pensiate in questo anno e mezzo di avventura che mi aspetta. senza risorse non potrei partire, senza affetto non sono così sicura di saper tornare.



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Un progetto a cura di

sellarEpartire

Paola Giacomini, classe 1979, laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie, operaio in montagna, guida a cavallo. l’amore per la montagna dei miei genitori e corsi di equitazione alpina, per affrontare a cavallo gli ambienti più selvaggi in completa autonomia. Dal 2005 percorsi quasi 18000 chilometri in dieci viaggi a cavallo. Con il materiale dei resoconti di due di questi viaggi, scritti due libri: “Campo di Stelle” e “Sentieri da lupi”.

dalla Mongolia alla Polonia