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Non è amore questo

Barbara è una persona come le altre. Barbara è unica. Barbara è disabile.

10.160€
102% di 10.000€
14 mag 2017
Data chiusura
Finanziato

Non è amore questo

Barbara è una persona come le altre. Barbara è unica. Barbara è disabile.

10.160€
102% di 10.000€
14 mag 2017
Data chiusura
Finanziato

Di cosa si tratta

Soggetto

Quattro giorni nella vita di Barbara. Quattro giorni dentro la sua testa e nella sua quotidianità. Un flusso di coscienza che invade lo schermo. Il racconto del suo passato, del suo presente e dei suoi sogni, della sua vita affettiva e sessuale, del suo desiderio di maternità, del rapporto con la sua famiglia. Cos’è il desiderio? Si chiede Barbara e cerca nella città, nella sua vita, in uno sguardo la risposta.

Presentazione

Vieni a conoscere Barbara, avvicinati. Barbara ti fa entrare nella sua quotidianità, nei suoi ricordi, nei suoi desideri, nella sua intimità senza nascondere niente, senza censure, senza paura di mostrarsi per quello che è. La sua franchezza ti mette a disagio. Barbara ha una particolarità, una di quelle che saltano subito all’occhio quando le guardi. Barbara è disabile. Avvicinati. Riesci a vedere Barbara? La vedi davvero? Allora vieni più vicino.

Non è amore questo. Una negazione o forse una domanda. Non è amore questo? Il tentativo di ritagliarsi uno spazio, il bisogno di fare chiarezza prima di tutto con se stessi, la messa in discussione di uno status e di un canone. Non è amore questo: la possibilità di un’affermazione, un’apertura alla pluralità dei modi di amare.

Non è amore questo è un viaggio alla scoperta di una persona: non c’è un punto di arrivo, un principio da affermare. C’è solo Barbara. 

Note di regia

Il film utilizza la voce fuori campo di Barbara come asse portante della narrazione. 

Le immagini ci raccontano la sua quotidianità: alzarsi al mattino, lavarsi, scendere le scale e parlare con amici, girare per la città. Le persone che incontra, ma anche lo spazio in cui si muove diventano specchi, occasione di confronto tra sé e l’altro, tra il proprio sentire e le aspettative.

In questo viaggio la camera la segue, la spia, l’accompagna e l’accarezza, quasi non si stacca da lei, diventa un’ossessione. È amore questo? Forse è voyeurismo, la sensazione di spiare dal buco della serratura, un gioco di riflessi, dove chi guarda è chi è guardato ed entrambi desiderano la presenza dell’altro. Il film stesso è un atto d’amore di e verso Barbara.

Lo stile delle riprese si colloca tra il documentario e la fiction: spazi, persone, oggetti sono veri, reali, ma la forma in cui sono rappresentati è artefatta. A scene d’osservazione si alternano sequenze oniriche che utilizzano rallenty, timelapse, sovraimpressioni e velocizzazioni.

Come verranno utilizzati i fondi

Il progetto è stato sviluppato nel corso del 2015 e in questo momento è in fase preproduttiva.

La stesura del testo è stata fatta da Barbara Apuzzo con il contributo di Teresa Sala e la collaborazione della dramaturg Francesca Garolla. Nel dicembre 2015 sono state effettuate alcune riprese finalizzate alla produzione di un teaser da utilizzare per la ricerca di finanziamenti. Il teaser ha la durata di cinque minuti e ne è stata montata una versione

da novanta secondi. Il piano di produzione prevede due settimane di riprese.

Durante la post produzione sarà coinvolto un musicista per la realizzazione delle musiche. Il montaggio sarà effettuato sotto la supervisione della regista e sarà accompagnato da un attento lavoro di mix e post produzione audio.

Il costo industriale del film è di trentasettemila euro, dei quali il 70% per le spese del personale e il 30% per materiali, attrezzatura e altri costi.

Il progetto è stato presentato a SmartIt, società mutualistica per artisti, che ha immediatamente accolto l’idea e si è fatta promotrice della presentazione al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Il Mibact ha apprezzato il progetto e ha assegnato alla produzione un finanziamento di ventimila euro.

Il film beneficerà di una sponsorizzazione di cinquemila euro destinati alla produzione del film e del supporto del Centro Studi Cinematografici di Milano che si è detto disponibile a fornire parte dell’attrezzatura per le riprese.

Il cronoprogramma prevede:

Aprile 2017 realizzazione delle riprese

Maggio 2017 montaggio e postproduzione

da Giugno 2017 presentazione ai festival

Il progetto è destinato, in prima battuta, al circuito dei festival nazionali e internazionali in particolare a quelli più attenti ai temi sociali, alle nuove proposte italiane e ai giovani emergenti, come Il festival del cinema di Locarno, Berlinale. In secondo luogo è prevista la distribuzione nelle sale e il passaggio in streaming su apposite piattaforme. Come ultima fase la vendita di dvd e un eventuale passaggio televisivo.

Chi c'è dietro al progetto

TERESA SALA - Regista

Milanese classe 1987. Dopo la laurea in Scienze dei Beni Culturali, si diploma in Filmmaking al Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano nel 2012. Nel 2014 ha diretto il suo primo documentario, Avanti artigiani, sul mondo dell’artigianato, e nel 2015 La memoria del domani,  sul patrimonio Unesco della Lombardia. Porta avanti progetti di ricerca multimediali con il collettivo Marsala. I suoi lavori sono stati selezionati da vari festival internazionali. Lavora a Milano.

BARBARA APUZZO – Autrice e attrice

Barbara Apuzzo è attrice ed autrice teatrale. Vive e lavora a Milano. Affetta da artrogriposi, nel 2005 ha vinto una menzione speciale al Premio Ustica per il Teatro Civile con il suo primo monologo 'A Noce. Nel 2009 ha debuttato con il secondo monologo Baba, regia di Gianluigi Gherzi. Collabora con la compagnia teatrale Animanera.

FRANCESCA GAROLLA – Dramaturg

Francesca Garolla frequenta la facoltà di Filosofia all’Università degli studi di Milano e si diploma in regia all’Accademia d’arte drammatica Paolo Grassi. Dal 2004 collabora con Teatro i di Milano, importante per l’attenzione alla nuova drammaturgia; partecipa alle produzioni della compagnia come dramaturg e autrice, diventando socia del teatro. Al contempo  approfondisce un autonomo percorso legato alla scrittura.

MARIO NUZZO – Produttore Esecutivo

Mario Nuzzo si occupa di produzione teatrale e cinematografica dal 1995. Ha collaborato con diverse compagnie e case di produzione nazionali ed internazionali e partecipato ai più importanti festival dell’audiovisivo. Tra le sue produzioni: 2006 Come un filo d'erba nel prato, selezionato al Tribeca Film Festival di New York e vincitore di Corto in Bra; 2008 Diari, miglior film al Grand Prix Ecrans Juniors - Festival di Cannes 2008; 2010 Insula II premio per Miglior Film nella sezione Autori Italiani al XXII Fano International Film Festival e premio come Migliori Attrici Ambra Angiolini e Francesca Inaudi.

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Un progetto a cura di

Non è amore questo

Un film scritto da Barbara Apuzzo e Francesca Garolla e diretto da Teresa Sala.