TATAU _ UNDERSKIN IDENTITY
Ancona, Italia
Cultura
Obiettivi:
Istruzione di qualità

Decorano i loro corpi con piccole incisioni, o pungendo la pelle con piccoli strumenti fatti di ossa e denti di animale. Le incisioni sono colmate con una mistura blu scura o nera ottenuta dal carbone di una pianta oleosa. Questa operazione, chiamata dagli indigeni “Tatau”, lascia un segno indelebile sulla pelle.
James Cook, Tahiti 1771

TATAU è il primo nome attribuito al tatuaggio durante la colonizzazione della Polinesia, parola tradotta dal suono che producevano gli strumenti usati per tatuare con la tecnica hand tapping.

Progetto promosso dall'associazione culturale TATAU, con il patrocinio del Comune di Ancona.

 

LA MOSTRA
La mostra ”Tatau” è un viaggio
Un percorso geografico, storico, antropologico e culturale che muove dal tatuaggio, inteso come denominatore comune tra diverse popolazioni e culture provenienti da altrettante aree geografiche del mondo. Il tatuaggio valorizzato come mezzo di espressione ancestrale e marchio di identità antica.

Oggi il tatuaggio si trasforma e diviene fenomeno di massa. 

In questo presente in cui scarseggiano i contenuti legati ai valori di questa pratica, l’immaginario legato al tatuaggio è lo specchio della contemporaneità. Minore conoscenza della tradizione, quando la vera essenza del tatuaggio corrisponde, invece, a una storia, a un’identità culturale raccontata in modo visibile attraverso un segno indelebile. 
La nostra proposta nasce dalla passione per il tatuaggio in tutte le sue tradizioni e sfaccettature, amplificata dalla passione per il viaggio, che è una parte importante della vita di un tatuatore. 

Nel corso degli anni, durante i nostri viaggi, abbiamo raccolto testimonianze di altre culture e popolazioni più o meno lontane dalla nostra e attraverso l’esposizione di oggetti e fotografie, ripercorrendo antiche tradizioni ed analizzando il rapporto psicosociale con la pratica del tatuaggio e della modificazione corporea, svilupperemo una narrazione del Tatau dalle origini ad oggi. 

 

PERCORSO ESPOSITIVO
La penisola italiana costituisce il punto di partenza della mostra:

  • il più antico ritrovamento che riguarda il tatuaggio nel mondo corrisponde alla mummia Otzi, rinvenuta nel ghiaccio delle Alpi del sud Tirolo nel 1991 e datata 3250 a.c., per questo motivo il percorso storico-geografico della mostra partirà dall’Italia e dal racconto che riguarda i 61 tatuaggi curativi rinvenuti sulla pelle della mummia Otzi: piccole croci e linee poste in punti del corpo corrispondenti a probabili dolori reumatici.
  • In Italia visse anche Cesare Lombroso, “padre“ della moderna criminologia, che nel 1876 pubblicò il suo saggio “L’uomo delinquente“ dove mise in stretta correlazione il tatuaggio con l’indole deviata dei delinquenti.
  • Sempre in Italia, nella regione Marche, l’antica pratica del tatuaggio religioso lauretano risalente a 500 anni fa.

Dall’Italia ci sposteremo a Gerusalemme e a Il Cairo, creando un collegamento con il “triangolo“ del tatuaggio tradizionale religioso, per poi proseguire il viaggio, passando dai balcani, con il tatuaggio curdo e il tatuaggio berbero delle donne del nord Africa; i tatuaggi “di strada“ indiani e della tribù dei Naga; le donne Tharu del Nepal; il tatuaggio tradizionale e facciale delle donne in Birmania e il Sak Yant Thailandese.

Attraverseremo numerosi paesi asiatici e scopriremo le sconosciute tradizioni di tatuaggio e modificazione corporea come i tatuaggi Mentawai dell’isola di Sibeirut in Indonesia e i Kalinga delle Filippine. Raggiungeremo Iban, Penan, Kayan e Dayak del Borneo e la tradizione delle donne maisin della Papua Nuova Guinea. 

Proseguendo su questo percorso passeremo al Giappone, con il tatuaggio corporeo tradizionale Horimono, e agli Ainu, tribù famose per le loro donne e i famosi tatuaggi labiali.

E poi Polinesia e Micronesia, tatuaggi isolani come quelli Hawaiani, Tahitiani, Samoani, Marchesiani, Maori della Nuova Zelanda e delle isole Yap, fino ad approdare in Nord America con la tribù canadese degli Haida, per poi scendere e ricollegarci al tatuaggio storicamente più vicino a noi con i tatuaggi criminali delle gang sudamericane, collegando il tatuaggio di appartenenza alla mafia russa, alla camorra napoletana e anche alla simbologia dei tatuaggi delle carceri in generale. Sino ad arrivare al tatuaggio “Old  School americano” ,appartenente ai primi “Freak Show”e successivamente anche alla classe Militare e Marinaresca strettamente legato all’“Old School inglese“ che è stato l’incipit dei moderni tatuaggi presenti sulla scena europea. Tornando appunto in Europa, nei paesi scandinavi troviamo la pratica del tatuaggio celtico, fatto con la pratica “hand Poke”, poi scendendo affronteremo il toccante argomento del Tatuaggio nei Campi di Concentramento durante la seconda guerra Mondiale e attraverso il tatuaggio Punk degli anni ‘80 arriveremo all’attuale Tatuaggio Moderno. 

L’intero percorso espositivo sarà avvalorato e arricchito da strumenti e fotografie di altre, numerose, pratiche di modificazioni corporali presenti nelle stesse o altre popolazioni lungo il percorso geografico da noi studiato.

 

ATTIVITA' PARALLELE
La mostra sarà integrata da:

  • Proiezioni di documentari
  • Conferenze
  • Dimostrazioni e tatuaggio dal vivo
  • Attività didattiche per bambini e ragazzi / “educazione“ al tatuaggio e del rispetto della pelle e del proprio corpo, body painting, disegno e pittura.

 

OBIETTIVI
Far scoprire e conoscere a un pubblico di massa la vera essenza del tatuaggio attraverso un approccio di ricerca e analisi antropologica (approccio scientifico).

  • Creare cultura attorno al tatuaggio, una nuova consapevolezza e una rinnovata responsabilità nei confronti di questa pratica antica.
  • Approfondire l’analisi scientifico-sociale e culturale, a partire dal segno-tatuaggio (Lombroso es.)
  • Restituire la vera identità al tatuaggio, ridimensionando la componente mainstream e avvalorando il concetto identitario di forte appartenenza che porta con sé.
  • Aprire lo sguardo su una lettura internazionale del tatuaggio, inteso quale elemento di integrazione sociale. Oggi più che mai, in un mondo frammentato da guerre, disuguaglianze, discriminazioni, divisioni delle persone e dei popoli che lo abitano il Tatuaggio unisce tutto il pianeta con il “semplice” gesto dell’inserimento di inchiostro sotto la pelle.

 

QUANDO?
Dal 1/07/23 al 17/09/23

 

DOVE?
La Mole, Ancona

La scelta di richiedere La Mole come location per questa mostra non è casuale.
Il tatuaggio è approdato in Occidente tramite i coloni che riportavano questa pratica, allora sconosciuta, in seguito ai loro viaggi in nave. Tornando nei loro porti di partenza, marinai e nobili coloni sfoggiavano magnifici tatuaggi. In Occidente, la pratica del tatuaggio si sviluppò all’interno dei porti marittimi, in primis tra i marinai.

La Mole Vanvitelliana diviene quindi luogo vocato e ideale ad ospitare la mostra proposta. 

___________________________________________________________________________________

“They decorate their bodies with small incisions, or by pricking the skin with small tools made of animal bones and teeth. The engravings are filled with a dark blue or black mixture obtained from the charcoal of an oily plant. This operation, called by the natives "Tatau", leaves an indelible mark on the skin”. 
James Cook, Tahiti 1771 

TATAU was the first name attributed to the tattoo during the colonisation of Polynesia, and was chosen to replicate the sound made by tools used for tattooing with the hand tapping technique. 

 

THE EXHIBITION  
"Tatau" is a journey. A geographical, historical, anthropological and cultural path that originates from the tattoo, valued as a means a common deniminator between different populations and cultures from many areas of the world. 

The tattoo was valued as a means of ancestral expression and as an ancient identity mark. Today, the tattoo has transformed and become a phenomenon of the masses. In this context, where content related to the values of this practice becomes weaker, the imagery linked to the tattoo is the mirror of contemporaneity. There is less knowledge of tradition, when in reality, the true essence of  tattoos corresponds to a history of cultural identity, told in a visible way through an indelible mark. 
Our proposal was born from a passion for tattooing in all its traditions and facets, amplified by a love of travel, which is an important part of a tattoo artist's life. Over the years, during our travels, we have collected artifacts of other cultures and populations more or less distant from ours, and through the display of objects and photographs, we are retracing ancient traditions. By analysing the psychosocial relationship with the practice of tattooing and body modification, we will develop a narration of Tatau, from its origins to the present day. 

 

EXHIBITION PATH 
The choice to request La Mole as the location for this exhibition is not accidental. Tattoos landed in the West through settlers who reported this practice, previously unknown, following their travels by ship. 

Returning to ports of departure, sailors and noble settlers sported magnificent tattoos. As a result, in the West, the practice of tattooing developed within seaports, primarily among sailors. The Mole Vanvitelliana, therefore, becomes an ideal venue to host the proposed exhibition. 

The Italian peninsula is the starting point of our journey: 

● The most ancient finding concerning tattoos in the world is the  Otzi mummy, found in ice of the South Tyrolean Alps in 1991 and dated to 3250 B.C. For this reason, the historical and geographical path of the exhibition will begin in Italy, and from the story of the 61 healing tattoos found on the Otzi mummy's skin: small crosses and lines placed at points on the body corresponding to likely rheumatic pain. 
● Cesare Lombroso, "father" of modern criminology, also lived in Italy. In 1876 he published his essay "The delinquent man" in which he correlated the tattoo with the deviant nature of delinquents. 
● Again in Italy, in the Marche region, an ancient practice of the Lauretan religious tattoo dates back 500 years.

From here, we will move to Jerusalem and Cairo, creating a connection with the "triangle" of the traditional religious tattoo, and then continue the journey with the Berber tattoo of North African women; Indian street tattoos and those of the naga tribe. The Tharu women of Nepal; the traditional and facial tattoos of Burmese women and the Thai Sak Yant

We will pass through many Asian countries and discover the forgotten traditions of tattooing and body modification, such as the Mentawai tattoos of the island of Sibeirut in Indonesia, and the Filippino kalinga. We will also visit Iban, Penan, Kayan and Dayak of Borneo. 

Continuing on our journey, we will pass to Japan, with the traditional Horimono body tattoo, and those of the Ainu tribe, famous for their women and labial tattoos

Onto Polynesia and Micronesia, and island tattoos such as Hawaiian, Tahitian, Samoan, and Marchesian; the Maori from New Zealand and the Yap islands; until arriving in North America, with the Canadian Haida tribe. We  reconnect the tattoo historically closer to us with criminal gang tattoos, of the Russian mafia and also to the symbolism of  prisons in general. We finally reach "Old School American", closely related to the "Old English School" of tattooing, which was the beginning of modern tattoos on the European scene.

 

ACTIVITIES 
The exhibition, made up of objects and photographs, will be integrated using:
Documentary screenings
Conferences
Live demonstrations and tattooing
Educational activities: for elementary, middle and high schools (especially artistic high schools and art institutes) with the purpose of "tattoo education",  respect for the skin and of one's own body, body painting, drawing and painting. 


AIMS
● To enable a mass audience to discover, and know the true essence of; tattoos, through an approach based on research and anthropological analysis (scientific approach)
● Create community around the tattoo, a new  awareness and  reinvigorated responsibility in regard to this ancient practice;
● To deepen scientific, social and cultural analysis,  starting from the sign-tattoo (Lombroso es.);
● Return their true identity to tattoos by reshaping the mainstream component and instead valuing the strong, identificational concept that they carry. 
● To open eyes to an international reading of the tattoo, intended as an element of social integration.


WHEN?
1/07/23 - 17/09/23

 

WHERE?
La Mole, Ancona

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Commenti (3)
Utente Anonimo ha donato 50€
BELLISSIMA E INTERESSANTE INIZIATIVA !!
21/09/2022
Utente Anonimo ha donato 150€
Progetto molto interessante!!!
20/09/2022
Utente Anonimo ha donato 15€
Sempre e comunque promuovere la cultura, in qualunque ambito. Buona fortuna da uno degli harleysti marchigiani!
20/09/2022
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Ancona, Italia
Cultura
Obiettivi:
Istruzione di qualità

Decorano i loro corpi con piccole incisioni, o pungendo la pelle con piccoli strumenti fatti di ossa e denti di animale. Le incisioni sono colmate con una mistura blu scura o nera ottenuta dal carbone di una pianta oleosa. Questa operazione, chiamata dagli indigeni “Tatau”, lascia un segno indelebile sulla pelle.
James Cook, Tahiti 1771

TATAU è il primo nome attribuito al tatuaggio durante la colonizzazione della Polinesia, parola tradotta dal suono che producevano gli strumenti usati per tatuare con la tecnica hand tapping.

Progetto promosso dall'associazione culturale TATAU, con il patrocinio del Comune di Ancona.

 

LA MOSTRA
La mostra ”Tatau” è un viaggio
Un percorso geografico, storico, antropologico e culturale che muove dal tatuaggio, inteso come denominatore comune tra diverse popolazioni e culture provenienti da altrettante aree geografiche del mondo. Il tatuaggio valorizzato come mezzo di espressione ancestrale e marchio di identità antica.

Oggi il tatuaggio si trasforma e diviene fenomeno di massa. 

In questo presente in cui scarseggiano i contenuti legati ai valori di questa pratica, l’immaginario legato al tatuaggio è lo specchio della contemporaneità. Minore conoscenza della tradizione, quando la vera essenza del tatuaggio corrisponde, invece, a una storia, a un’identità culturale raccontata in modo visibile attraverso un segno indelebile. 
La nostra proposta nasce dalla passione per il tatuaggio in tutte le sue tradizioni e sfaccettature, amplificata dalla passione per il viaggio, che è una parte importante della vita di un tatuatore. 

Nel corso degli anni, durante i nostri viaggi, abbiamo raccolto testimonianze di altre culture e popolazioni più o meno lontane dalla nostra e attraverso l’esposizione di oggetti e fotografie, ripercorrendo antiche tradizioni ed analizzando il rapporto psicosociale con la pratica del tatuaggio e della modificazione corporea, svilupperemo una narrazione del Tatau dalle origini ad oggi. 

 

PERCORSO ESPOSITIVO
La penisola italiana costituisce il punto di partenza della mostra:

  • il più antico ritrovamento che riguarda il tatuaggio nel mondo corrisponde alla mummia Otzi, rinvenuta nel ghiaccio delle Alpi del sud Tirolo nel 1991 e datata 3250 a.c., per questo motivo il percorso storico-geografico della mostra partirà dall’Italia e dal racconto che riguarda i 61 tatuaggi curativi rinvenuti sulla pelle della mummia Otzi: piccole croci e linee poste in punti del corpo corrispondenti a probabili dolori reumatici.
  • In Italia visse anche Cesare Lombroso, “padre“ della moderna criminologia, che nel 1876 pubblicò il suo saggio “L’uomo delinquente“ dove mise in stretta correlazione il tatuaggio con l’indole deviata dei delinquenti.
  • Sempre in Italia, nella regione Marche, l’antica pratica del tatuaggio religioso lauretano risalente a 500 anni fa.

Dall’Italia ci sposteremo a Gerusalemme e a Il Cairo, creando un collegamento con il “triangolo“ del tatuaggio tradizionale religioso, per poi proseguire il viaggio, passando dai balcani, con il tatuaggio curdo e il tatuaggio berbero delle donne del nord Africa; i tatuaggi “di strada“ indiani e della tribù dei Naga; le donne Tharu del Nepal; il tatuaggio tradizionale e facciale delle donne in Birmania e il Sak Yant Thailandese.

Attraverseremo numerosi paesi asiatici e scopriremo le sconosciute tradizioni di tatuaggio e modificazione corporea come i tatuaggi Mentawai dell’isola di Sibeirut in Indonesia e i Kalinga delle Filippine. Raggiungeremo Iban, Penan, Kayan e Dayak del Borneo e la tradizione delle donne maisin della Papua Nuova Guinea. 

Proseguendo su questo percorso passeremo al Giappone, con il tatuaggio corporeo tradizionale Horimono, e agli Ainu, tribù famose per le loro donne e i famosi tatuaggi labiali.

E poi Polinesia e Micronesia, tatuaggi isolani come quelli Hawaiani, Tahitiani, Samoani, Marchesiani, Maori della Nuova Zelanda e delle isole Yap, fino ad approdare in Nord America con la tribù canadese degli Haida, per poi scendere e ricollegarci al tatuaggio storicamente più vicino a noi con i tatuaggi criminali delle gang sudamericane, collegando il tatuaggio di appartenenza alla mafia russa, alla camorra napoletana e anche alla simbologia dei tatuaggi delle carceri in generale. Sino ad arrivare al tatuaggio “Old  School americano” ,appartenente ai primi “Freak Show”e successivamente anche alla classe Militare e Marinaresca strettamente legato all’“Old School inglese“ che è stato l’incipit dei moderni tatuaggi presenti sulla scena europea. Tornando appunto in Europa, nei paesi scandinavi troviamo la pratica del tatuaggio celtico, fatto con la pratica “hand Poke”, poi scendendo affronteremo il toccante argomento del Tatuaggio nei Campi di Concentramento durante la seconda guerra Mondiale e attraverso il tatuaggio Punk degli anni ‘80 arriveremo all’attuale Tatuaggio Moderno. 

L’intero percorso espositivo sarà avvalorato e arricchito da strumenti e fotografie di altre, numerose, pratiche di modificazioni corporali presenti nelle stesse o altre popolazioni lungo il percorso geografico da noi studiato.

 

ATTIVITA' PARALLELE
La mostra sarà integrata da:

  • Proiezioni di documentari
  • Conferenze
  • Dimostrazioni e tatuaggio dal vivo
  • Attività didattiche per bambini e ragazzi / “educazione“ al tatuaggio e del rispetto della pelle e del proprio corpo, body painting, disegno e pittura.

 

OBIETTIVI
Far scoprire e conoscere a un pubblico di massa la vera essenza del tatuaggio attraverso un approccio di ricerca e analisi antropologica (approccio scientifico).

  • Creare cultura attorno al tatuaggio, una nuova consapevolezza e una rinnovata responsabilità nei confronti di questa pratica antica.
  • Approfondire l’analisi scientifico-sociale e culturale, a partire dal segno-tatuaggio (Lombroso es.)
  • Restituire la vera identità al tatuaggio, ridimensionando la componente mainstream e avvalorando il concetto identitario di forte appartenenza che porta con sé.
  • Aprire lo sguardo su una lettura internazionale del tatuaggio, inteso quale elemento di integrazione sociale. Oggi più che mai, in un mondo frammentato da guerre, disuguaglianze, discriminazioni, divisioni delle persone e dei popoli che lo abitano il Tatuaggio unisce tutto il pianeta con il “semplice” gesto dell’inserimento di inchiostro sotto la pelle.

 

QUANDO?
Dal 1/07/23 al 17/09/23

 

DOVE?
La Mole, Ancona

La scelta di richiedere La Mole come location per questa mostra non è casuale.
Il tatuaggio è approdato in Occidente tramite i coloni che riportavano questa pratica, allora sconosciuta, in seguito ai loro viaggi in nave. Tornando nei loro porti di partenza, marinai e nobili coloni sfoggiavano magnifici tatuaggi. In Occidente, la pratica del tatuaggio si sviluppò all’interno dei porti marittimi, in primis tra i marinai.

La Mole Vanvitelliana diviene quindi luogo vocato e ideale ad ospitare la mostra proposta. 

___________________________________________________________________________________

“They decorate their bodies with small incisions, or by pricking the skin with small tools made of animal bones and teeth. The engravings are filled with a dark blue or black mixture obtained from the charcoal of an oily plant. This operation, called by the natives "Tatau", leaves an indelible mark on the skin”. 
James Cook, Tahiti 1771 

TATAU was the first name attributed to the tattoo during the colonisation of Polynesia, and was chosen to replicate the sound made by tools used for tattooing with the hand tapping technique. 

 

THE EXHIBITION  
"Tatau" is a journey. A geographical, historical, anthropological and cultural path that originates from the tattoo, valued as a means a common deniminator between different populations and cultures from many areas of the world. 

The tattoo was valued as a means of ancestral expression and as an ancient identity mark. Today, the tattoo has transformed and become a phenomenon of the masses. In this context, where content related to the values of this practice becomes weaker, the imagery linked to the tattoo is the mirror of contemporaneity. There is less knowledge of tradition, when in reality, the true essence of  tattoos corresponds to a history of cultural identity, told in a visible way through an indelible mark. 
Our proposal was born from a passion for tattooing in all its traditions and facets, amplified by a love of travel, which is an important part of a tattoo artist's life. Over the years, during our travels, we have collected artifacts of other cultures and populations more or less distant from ours, and through the display of objects and photographs, we are retracing ancient traditions. By analysing the psychosocial relationship with the practice of tattooing and body modification, we will develop a narration of Tatau, from its origins to the present day. 

 

EXHIBITION PATH 
The choice to request La Mole as the location for this exhibition is not accidental. Tattoos landed in the West through settlers who reported this practice, previously unknown, following their travels by ship. 

Returning to ports of departure, sailors and noble settlers sported magnificent tattoos. As a result, in the West, the practice of tattooing developed within seaports, primarily among sailors. The Mole Vanvitelliana, therefore, becomes an ideal venue to host the proposed exhibition. 

The Italian peninsula is the starting point of our journey: 

● The most ancient finding concerning tattoos in the world is the  Otzi mummy, found in ice of the South Tyrolean Alps in 1991 and dated to 3250 B.C. For this reason, the historical and geographical path of the exhibition will begin in Italy, and from the story of the 61 healing tattoos found on the Otzi mummy's skin: small crosses and lines placed at points on the body corresponding to likely rheumatic pain. 
● Cesare Lombroso, "father" of modern criminology, also lived in Italy. In 1876 he published his essay "The delinquent man" in which he correlated the tattoo with the deviant nature of delinquents. 
● Again in Italy, in the Marche region, an ancient practice of the Lauretan religious tattoo dates back 500 years.

From here, we will move to Jerusalem and Cairo, creating a connection with the "triangle" of the traditional religious tattoo, and then continue the journey with the Berber tattoo of North African women; Indian street tattoos and those of the naga tribe. The Tharu women of Nepal; the traditional and facial tattoos of Burmese women and the Thai Sak Yant

We will pass through many Asian countries and discover the forgotten traditions of tattooing and body modification, such as the Mentawai tattoos of the island of Sibeirut in Indonesia, and the Filippino kalinga. We will also visit Iban, Penan, Kayan and Dayak of Borneo. 

Continuing on our journey, we will pass to Japan, with the traditional Horimono body tattoo, and those of the Ainu tribe, famous for their women and labial tattoos

Onto Polynesia and Micronesia, and island tattoos such as Hawaiian, Tahitian, Samoan, and Marchesian; the Maori from New Zealand and the Yap islands; until arriving in North America, with the Canadian Haida tribe. We  reconnect the tattoo historically closer to us with criminal gang tattoos, of the Russian mafia and also to the symbolism of  prisons in general. We finally reach "Old School American", closely related to the "Old English School" of tattooing, which was the beginning of modern tattoos on the European scene.

 

ACTIVITIES 
The exhibition, made up of objects and photographs, will be integrated using:
Documentary screenings
Conferences
Live demonstrations and tattooing
Educational activities: for elementary, middle and high schools (especially artistic high schools and art institutes) with the purpose of "tattoo education",  respect for the skin and of one's own body, body painting, drawing and painting. 


AIMS
● To enable a mass audience to discover, and know the true essence of; tattoos, through an approach based on research and anthropological analysis (scientific approach)
● Create community around the tattoo, a new  awareness and  reinvigorated responsibility in regard to this ancient practice;
● To deepen scientific, social and cultural analysis,  starting from the sign-tattoo (Lombroso es.);
● Return their true identity to tattoos by reshaping the mainstream component and instead valuing the strong, identificational concept that they carry. 
● To open eyes to an international reading of the tattoo, intended as an element of social integration.


WHEN?
1/07/23 - 17/09/23

 

WHERE?
La Mole, Ancona

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Commenti (3)
Utente Anonimo ha donato 15€
Sempre e comunque promuovere la cultura, in qualunque ambito. Buona fortuna da uno degli harleysti marchigiani!
20/09/2022
Utente Anonimo ha donato 150€
Progetto molto interessante!!!
20/09/2022
Utente Anonimo ha donato 50€
BELLISSIMA E INTERESSANTE INIZIATIVA !!
21/09/2022

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