Progetto Teatrale 9.8 m/s²
Roma, Italia
Cultura

Questi fondi saranno utilizzati per il montaggio dell’opera teatrale dal titolo 
NOVE PUNTO OTTO METRI SUI SECONDI QUADRATI
che andrà ad indagare la violenza fra esseri umani.  

Regia di: Alejandro Radawski

Cast: Edoardo Tidei, Greta Gallotti, Laura Sellari 

Sinossi 

9.8 METRI SUI SECONDI QUADRATI è la legge dell’accelerazione di gravità e più nello specifico, "l'accelerazione che un corpo o punto materiale subisce quando è lasciato libero di muoversi in caduta libera in un campo gravitazionale".

L’opera teatrale mira a ricostruire un delitto, usando come unità di misura l’accelerazione della gravità di un processo, questo si compie andando ad aumentare minuto dopo minuto che l’opera viene raccontata, coinvolgendo la costruzione di senso degli attori nello stesso tempo dialogico degli spettatori.

I due piani, quello narrativo e quello dello spettatore si incontrano durante questa caduta libera, dove lo spettatore resta appeso e non può che sublimarne il senso andando ad interrogare il proprio sentire.

La protagonista Sonia, è stata vittima di violenza da parte del marito Gerardo per molti anni, fino a quando appare morta in circostanze non del tutto chiare. Tutto fa pensare che il fratello di Gerardo, Orazio, sia un testimone chiave ma potrebbe anche essere coinvolto nell'omicidio.

L'opera si propone di riflettere sulle violenze contro le donne all’interno delle loro mura domestiche, le stesse che i giornalisti tentano di ricostruire affannosamente e che a volte, con troppa leggerezza tentano di descrivere in maniera sensazionalistica e non veritiera.

Proposta estetica e messa in scena

L'estetica è pensata dal punto di vista cinematografico e da lì emergeranno tutti i linguaggi che intervengono nell'opera.

I costumi e il trucco saranno realistici ma con tocchi e dettagli che generano scompiglio, lavorando non solo con formati e disegni particolari ma anche con le texture.

La messa in scena sarà realistica: al centro un grande letto matrimoniale come mobile principale, alcune sedie lateralmente e un’asta con un microfono. Sullo sfondo un grande schermo gigante dove verranno proiettati i video.

Alcune parti dell'opera saranno filmate sia come rappresentazione del testo, come monologhi che parleranno dritti alla camera, sia come parti dell'opera che non compaiono nel testo scritto e andranno a dare ulteriori sguardi nel campo d’azione.

L'illuminazione sarà formata da quaranta tubi fluorescenti per rappresentare un’atmosfera ed estetica fredda che consentirà allo spettatore di immergersi nella storia e vivere momento dopo momento, senza legami con il teatro classico, a trecentosessanta gradi. L'idea centrale è l’iper-realtà" o "realtà aumentata", dove lo spettatore vede dal vivo le immagini e può andarle a completare ed indagare con quelle che vengono proiettate sullo schermo. Un’esperienza che mira ad ampliare i sensi dello spettatore, andando a ricercare ulteriori modi di fruizione di esperienza teatrale.

Un'altra risorsa è mostrare attraverso la telecamera parti della casa che non sono visibili al pubblico, così come espressioni di personaggi che sembrano essere fuori fuoco della scena. La telecamera sarà un personaggio in più, e il pubblico potrà godere di immagini che altrimenti non potrebbe vedere dal proprio posto .

Anche il piano sonoro avrà un ruolo importante all’interno dell’azione scenica, sarà composto da un compositore e perciò assolutamente originale, con un'estetica legata alla musica elettronica, incalzante, di pari passo con il piano narrativo.

Proposta drammaturgica:

L'opera costruisce la trama attraverso i pensieri. Nessuno dei tre personaggi si parla. Tutto è pensato.

Con testi brevi e veloci si genera un ritmo quasi musicale, come se il testo fosse un coro selvaggio di voci; la frenesia spinge verso il caos tipico delle feste elettroniche. Agli effetti delle pillole, ai disagi, ai salti nel tempo. Tuttavia, a volte tutto sembra essere in ordine e si crea un equilibrio, tutto diventa armonioso.

Questa lotta tra armonia e caos sono le caratteristiche più forti della drammaturgia.

Ognuno racconterà la sua vita, cosa pensa e cosa gli è successo, e così si tesserà la trama che si risolverà alla fine dell'opera. Il passato, il presente e il futuro sono perfettamente collegati. Alcuni personaggi iniziano raccontando la storia dalla fine, altri la fanno dall'inizio.

Il crossover è inevitabile. Caos. Viviamo nel disordine. Nella confusione. Tanta confusione ci fa dimenticare le cose. Allora ricordiamo. Allora forse cominciamo a considerare il valore della memoria.

"Nove punto otto metri sui secondi quadrati" inizia in un presente infernale e si crea un percorso verso un passato irraggiungibile. La domanda d'obbligo. La domanda che tutti abbiamo in mente. La questione della memoria. La domanda del disastro. La domanda della malinconia: "Cosa sarebbe successo se...?"

Dall'inizio della documentazione scritta nella cultura giudaico-cristiana, l'uomo è arrivato ad uccidere per scopi diversi dalla sua mera sopravvivenza. E così l'esperienza della morte e della violenza diventa una pratica ludica per un gruppo di persone che assistono a spettacoli omicidi tra le mura della città di Roma. 

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Questi fondi saranno utilizzati per il montaggio dell’opera teatrale dal titolo 
NOVE PUNTO OTTO METRI SUI SECONDI QUADRATI
che andrà ad indagare la violenza fra esseri umani.  

Regia di: Alejandro Radawski

Cast: Edoardo Tidei, Greta Gallotti, Laura Sellari 

Sinossi 

9.8 METRI SUI SECONDI QUADRATI è la legge dell’accelerazione di gravità e più nello specifico, "l'accelerazione che un corpo o punto materiale subisce quando è lasciato libero di muoversi in caduta libera in un campo gravitazionale".

L’opera teatrale mira a ricostruire un delitto, usando come unità di misura l’accelerazione della gravità di un processo, questo si compie andando ad aumentare minuto dopo minuto che l’opera viene raccontata, coinvolgendo la costruzione di senso degli attori nello stesso tempo dialogico degli spettatori.

I due piani, quello narrativo e quello dello spettatore si incontrano durante questa caduta libera, dove lo spettatore resta appeso e non può che sublimarne il senso andando ad interrogare il proprio sentire.

La protagonista Sonia, è stata vittima di violenza da parte del marito Gerardo per molti anni, fino a quando appare morta in circostanze non del tutto chiare. Tutto fa pensare che il fratello di Gerardo, Orazio, sia un testimone chiave ma potrebbe anche essere coinvolto nell'omicidio.

L'opera si propone di riflettere sulle violenze contro le donne all’interno delle loro mura domestiche, le stesse che i giornalisti tentano di ricostruire affannosamente e che a volte, con troppa leggerezza tentano di descrivere in maniera sensazionalistica e non veritiera.

Proposta estetica e messa in scena

L'estetica è pensata dal punto di vista cinematografico e da lì emergeranno tutti i linguaggi che intervengono nell'opera.

I costumi e il trucco saranno realistici ma con tocchi e dettagli che generano scompiglio, lavorando non solo con formati e disegni particolari ma anche con le texture.

La messa in scena sarà realistica: al centro un grande letto matrimoniale come mobile principale, alcune sedie lateralmente e un’asta con un microfono. Sullo sfondo un grande schermo gigante dove verranno proiettati i video.

Alcune parti dell'opera saranno filmate sia come rappresentazione del testo, come monologhi che parleranno dritti alla camera, sia come parti dell'opera che non compaiono nel testo scritto e andranno a dare ulteriori sguardi nel campo d’azione.

L'illuminazione sarà formata da quaranta tubi fluorescenti per rappresentare un’atmosfera ed estetica fredda che consentirà allo spettatore di immergersi nella storia e vivere momento dopo momento, senza legami con il teatro classico, a trecentosessanta gradi. L'idea centrale è l’iper-realtà" o "realtà aumentata", dove lo spettatore vede dal vivo le immagini e può andarle a completare ed indagare con quelle che vengono proiettate sullo schermo. Un’esperienza che mira ad ampliare i sensi dello spettatore, andando a ricercare ulteriori modi di fruizione di esperienza teatrale.

Un'altra risorsa è mostrare attraverso la telecamera parti della casa che non sono visibili al pubblico, così come espressioni di personaggi che sembrano essere fuori fuoco della scena. La telecamera sarà un personaggio in più, e il pubblico potrà godere di immagini che altrimenti non potrebbe vedere dal proprio posto .

Anche il piano sonoro avrà un ruolo importante all’interno dell’azione scenica, sarà composto da un compositore e perciò assolutamente originale, con un'estetica legata alla musica elettronica, incalzante, di pari passo con il piano narrativo.

Proposta drammaturgica:

L'opera costruisce la trama attraverso i pensieri. Nessuno dei tre personaggi si parla. Tutto è pensato.

Con testi brevi e veloci si genera un ritmo quasi musicale, come se il testo fosse un coro selvaggio di voci; la frenesia spinge verso il caos tipico delle feste elettroniche. Agli effetti delle pillole, ai disagi, ai salti nel tempo. Tuttavia, a volte tutto sembra essere in ordine e si crea un equilibrio, tutto diventa armonioso.

Questa lotta tra armonia e caos sono le caratteristiche più forti della drammaturgia.

Ognuno racconterà la sua vita, cosa pensa e cosa gli è successo, e così si tesserà la trama che si risolverà alla fine dell'opera. Il passato, il presente e il futuro sono perfettamente collegati. Alcuni personaggi iniziano raccontando la storia dalla fine, altri la fanno dall'inizio.

Il crossover è inevitabile. Caos. Viviamo nel disordine. Nella confusione. Tanta confusione ci fa dimenticare le cose. Allora ricordiamo. Allora forse cominciamo a considerare il valore della memoria.

"Nove punto otto metri sui secondi quadrati" inizia in un presente infernale e si crea un percorso verso un passato irraggiungibile. La domanda d'obbligo. La domanda che tutti abbiamo in mente. La questione della memoria. La domanda del disastro. La domanda della malinconia: "Cosa sarebbe successo se...?"

Dall'inizio della documentazione scritta nella cultura giudaico-cristiana, l'uomo è arrivato ad uccidere per scopi diversi dalla sua mera sopravvivenza. E così l'esperienza della morte e della violenza diventa una pratica ludica per un gruppo di persone che assistono a spettacoli omicidi tra le mura della città di Roma. 


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