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Milano, Italia
Cultura
Obiettivi:
Ridurre le disuguaglianzeVita sulla terraPace, giustizia e istituzioni solide

Ciao a tutti sono Omer e il mio sogno più grande è quello di realizzare Occhi Aperti, il mio primo libro.

La stesura di OCCHI APERTI è terminata, per cui il libro è pronto a passare alla fase di pubblicazione. Ora è necessario riorganizzare l'impaginazione e per farlo abbiamo scelto di rivolgerci a dei professionisti.

I fondi raccolti verranno utilizzati per: 

  • Spese per ricompense
  • Spese di imballaggio e spedizione
  • Spese per organizzare una presentazione nella biblioteca Il Pertini, a Cinisello Balsamo.

Contribuendo potrai avere tra le mani le primissime copie di OCCHI APERTI, ancora prima che sia lanciato in distribuzione.
Una copia per te, con dedica e autografo dell'autore… oppure più di una, se vorrai farne un dono per chi sai apprezzerà.

Adesso ti faccio scoprire qualcosa in più sulla mia opera, spero che ti colpirà e che possa piacerti.

Buona lettura!

Titolo del Libro: OCCHI APERTI

SINOSSI DEL LIBRO

Nella mitologia classica l’oblio è associato al Lete, ossia il fiume che conduce all’Oltretomba. A questo fiume devono andare a bere le anime dei defunti per cancellare i ricordi della loro vita terrena, oppure coloro che, chiamati a rinascere, devono dimenticare quello che hanno visto nel mondo sotterraneo. Ancora oggi questa credenza è molto presente nelle religioni e nella tradizione africana, principalmente nei paesi del centro Africa e in tutta la fascia delle foreste tropicali in sud America e in Oriente.

Dopo essermi bagnato nel Lete, durante un rituale che mi avrebbe liberato dal mondo sotterraneo in cui mi aveva rinchiuso mia zia, ho portato con me le conoscenze dell’aldilà, come eredità del potere che aveva mia madre di interagire con gli spiriti, per il bene della sua confraternita alla quale ero stato sacrificato.     
Ora che ho gli occhi aperti, ho deciso di rivelare le conoscenze che ho acquisito con la mia rinascita.


 ANTEPRIMA DEL LIBRO

[….] Mio padre è del Burkina Faso e anche lui è immigrato in Gabon all’inizio degli anni Ottanta, grazie a una società di edilizia con cui già lavorava in Costa d’Avorio. Mio papà è sempre stato bravo nel suo lavoro, adorava proprio lavorare! 
Dopo un primo periodo di adattamento nel territorio gabonese, mio papà si era fatto notare a tal punto che gli proponevano dei lavori extra al di fuori dell’azienda per cui lavorava. Fu in una di quelle occasioni di lavoro che mio padre fece conoscenza di mia madre e iniziò così la sua reale integrazione nella comunità gabonese.
Oggi è sicuramente cambiato qualcosa nel processo di integrazione delle nuove generazioni, i figli dei figli dei primi arrivati ma, nei primi anni Ottanta, i migranti che arrivavano in Gabon soprattutto dai paesi dell’Africa dell’Ovest, erano considerati e trattati come selvaggi, ignoranti, analfabeti. Tanti di loro erano effettivamente analfabeti ed erano disposti a fare qualsiasi lavoro, al contrario dei gabonesi che volevano solo fare lavori di ufficio anche quando non avevano un titolo di studio per farlo. Infatti, chi non riusciva a diventare professore, avvocato, medico, farmacista o un’altra professione intellettuale e di prestigio che vi viene in mente, preferiva stare a casa a farsi mantenere dalla famiglia o nel peggiore dei casi, tentava una carriera in politica.
I migranti venivano umiliati più che altro dai maschi del paese, fondamentalmente per tenerli lontani dalle loro donne. Ma mio padre ha sempre saputo come relazionarsi con l’altro sesso.
Bila è il mio cognome paterno e in Burkina Faso, nella mia regione, il Boulgou, c’è un detto sui Bila che recita “I Bila non hanno soldi ma non gli mancheranno mai le donne e persino quelle più belle”.
Questo detto si è sempre rivelato una verità per la gente del mio villaggio ed è sempre stato così per noi fine a oggi. Spero con tutto il mio cuore che sarà sempre così per noi, magari con qualche quattrino in più. La donna per me, è la creatura più bella che esista al mondo!
Poco dopo l’incontro tra i miei genitori, mio padre ha avuto problemi con l’azienda per cui lavorava, probabilmente dovuti alle sue attività parallele e così è stato licenziato e rimpatriato in Costa D’Avorio.
Ma nel frattempo mia madre era rimasta incinta, aspettava un bambino da mio padre e così lei ha potuto farlo ritornare in Gabon. Io ero la creatura che stavano aspettando!
Mia madre aveva una grande casa di famiglia a Libreville, nel quartiere di Bellevue. Abitava con i fratelli e le sorelle: ognuno aveva la sua stanza intorno a un salotto enorme. In quella casa mia madre aveva portato papà a vivere con lei. 
Mamma lavorava per un’impresa di pulizie negli uffici e papà aveva ripreso a fare il suo lavoro di costruttore in proprio. Poco dopo la mia nascita mia madre era tornata al lavoro e così sono stato accudito dalle sue sorelle: mia madre era la più grande e praticamente lavorava solo lei.
In seguito i miei genitori hanno comprato il terreno adiacente alla casa di famiglia e mio padre ha costruito la loro casa, anche perché stavamo aspettando il mio fratellino e quindi ci serviva un po’ più di spazio.

La mia famiglia materna è dell’etnia Bapounou, chiamati anche Punu in Gabon. I Punu sono un popolo Bantu dell’Africa centrale, nel XVIII secolo si sono insediati nel sud del Gabon nella foresta tropicale del bacino Ngounié. Vivono in villaggi indipendenti, divisi in clan e famiglie. La coesione sociale è assicurata dalla società Mukudji, il cui  compito principale è quello di sottomettere gli spiriti maligni. La loro lingua è il Punu o Yipunu e il mio villaggio materno si chiama Tchibanga, situato nella provincia di Nyanga. 
I Punu rappresentano poco più del 25% della popolazione del Gabon, il secondo più grande gruppo etnico dopo i Fang. È anche per questo motivo che i Punu hanno sempre condiviso il potere al fianco della famiglia Bongo che ha ancora oggi la leadership da oltre 40 anni. 
Il Punu, o Yipunu, è anche la seconda lingua più parlata in Gabon dopo il Fang. I Punu sono numerosi nell’esercito del paese, dove ricoprono cariche di alto grado e, in ambito civile, sono numerosi quelli che eccellono nella medicina.
I Punu sono una tribù di guerrieri, sono la tribù che ha resistito  più lungo all’invasione dei colonizzatori nel centro Africa. “Punu” vuol dire “Killer” e, nonostante la guerra sia finita, i Punu non hanno smesso di uccidere perché i riti legati alla stregoneria comportano molti assassini.
I Punu hanno sempre avuto un legame con gli spiriti delle foreste, la loro potenza di guerrieri e le loro conoscenze misterico-magiche derivano da questa alleanza con la gente del mondo sotterraneo.
Sulla maggior parte delle maschere Punu, viene raffigurato graficamente un Rombo costruito con nove punti, di cui quello centrale rappresenta la fonte della conoscenza. I punti sono nove come nove sono i clan dei Punu!
Ogni clan Punu ha i suoi spiriti e un capo: in ogni famiglia dei clan esistono delle confraternite con i loro spiriti di famiglia e ogni confraternita ha il suo capo, che è sempre una donna, perché per i Punu la donna rappresenta la porta dell’aldilà. Ogni madre ha il potere assoluto sui suoi figli.
Nella tradizione Punu il capo della confraternita in ogni famiglia è la donna che non ha paura del cambiamento e che nasce già con una grande intraprendenza ed è anche la più imprevedibile e per questi doti è la prescelta. 
Nella tradizione Punu le prescelte sono le donne più belle nel senso che possiedono tutte una maestosa bellezza interiore gradita agli spiriti.
La prescelta è la più indipendente tra le donne, non ama avere un padrone, detesta qualsiasi tipo di controllo, disprezza i consigli e crede sempre di avere ragione. La prescelta è un’amante dell’esplorazione, ritiene giusto frequentare persone di altre città e nazioni perché ha innato il senso della conoscenza più profonda. E’ una persona che può essere tollerante e disponibile al confronto, ma in realtà è determinata solo a raggiungere gli obiettivi che si prefigge per il bene della famiglia. È una donna golosa, amante dei piaceri della vita e anche capricciosa. 
Le prescelte vengono addestrate da piccole ad addomesticare gli spiriti attraverso riti tradizionali del Dikundu e durante la manifestazione del Mukudji, a invocare gli spiriti. Sono le prescelte a fare dei balli di esibizione e di seduzione per farsi notare dagli spiriti.
Nel Dikundu le prescelte sono sempre del segno zodiacale del Sagittario!
Il Sagittario è un segno maschile, mobile, di fuoco, dominato dal pianeta Giove. Il segno del Sagittario è la freccia, chiaro simbolo dello slancio verso l’alto, dell’ascesa verso orizzonti spirituali più elevati. Il pianeta dominatore del segno, dona all’individuo-Sagittario le caratteristiche di autorevolezza, filantropia, senso paterno, protezione e conformismo.
Il sagittarius latino è l’arciere, armato di arco e frecce. Ma sagus è colui che sa. Dunque nel termine è implicito il concetto di tensione verso un obiettivo, ai fini di una conoscenza superiore. La doppia natura dell’uomo, spirituale e materiale, quindi il conflitto tra anima e istinto, è rappresentata nel Sagittario. 
Nelle usanze Punu, il feticcio di famiglia si trasmette da madre a figlia, ma se la figlia non ha le doti necessarie o non è nata una femmina, la prescelta ha il diritto di adottare una sua erede, rispettando correttamente tutti i criteri della tradizione Punu. 
La prescelta ha il dovere di donare un suo figlio maschio agli spiriti, attraverso i rituali del Dikundu, per garantirsi il posto al comando della confraternita, ma soprattutto per avere l’assoluto controllo degli spiriti. Quella creatura non viene solo individuata dalla prescelta ma sono anche gli spiriti stessi a decidere chi prendere. Nella maggior parte dei casi gli spiriti scelgono il figlio più amato dalla prescelta o quello con un futuro promettente. 
Questa creatura deve avere una grande capacità di analisi con una forte attrazione per il mistero. Deve avere un carattere tenace con uno spirito carismatico. Deve essere molto sensibile, intuitivo e magnetico, inoltre, deve avere una ampia intelligenza emotiva e creatività. Una creatura che ha un grande cuore animato di travolgente passionalità, un guerriero nato, disposto a lottare fino alla morte per difendere una sua causa. La conoscenza astrologica indica che la prescelta avrà più potere se la sua creatura offerta agli spiriti è del segno dello Scorpione.
Il segno zodiacale dello Scorpione è il più potente nella magia. È un segno femminile d’acqua, fisso e governato da Marte e Plutone che donano all’individuo-Scorpione spirito ribelle e combattivo, determinazione, estremismo e intransigenza (Marte), estremismo violento, crisi e totale rigenerazione, sovvertimento di valori (Plutone).
In tante lingue antiche e moderne la radice scr- compare in termini collegati all’idea di colpire, ferire, distruggere. Il ciclo morte-rinascita, sacrificio-purificazione è raffigurato in tutti i miti affini alla simbologia scorpionica. 
L’anima di questa innocente creatura viene sequestrata nel mondo sotterraneo ed il suo spirito viene usato come il motore del feticcio di famiglia nel Dikundu . Le parti genitali del ragazzo sono al servizio delle donne della confraternita nel mondo sotterraneo e nella vita reale attraverso riti del Dikundu. 
Le donne della confraternita usano la virilità della creatura offerta agli spiriti per accoppiarsi con altre donne. In questo modo addomesticano gli spiriti i quali, in cambio, permettono loro di impadronirsi delle conoscenze del mondo sotterraneo. Attraverso tali conoscenze le donne della confraternita riescono ad avere il controllo sul mondo reale. 
Quando ci si addormenta profondamente, le nostre anime si allontanano dal corpo e raggiungono un’altra dimensione di vita. A chi ha poteri mistici, gli stregoni, uomini e donne e che siano, basta solo un secondo di questo momento di inconsapevolezza per entrare in intimità con l’anima che desidera. Raggiungono le nostre anime nel sonno, presentandosi con l’immagine di una persona che ci piace o anche nella forma di un persona che abbiamo solo intravisto e a cui abbiamo dedicato un pensiero. Entrano in intimità con le loro prede per impadronirsi delle loro fortune o giusto per il proprio piacere.
In particolare nel Dikundu, le donne che lo praticano, possono entrare in intimità con le donne che desiderano, per il solo piacere sessuale. […]


 
 […] Leonard diceva di sentire una potentissima energia divina nell’aria, pronta a scatenarsi, il guaritore gli confermò che quella energia stava per fare rinascere un Eletto. Intuii che stessero parlando di me, ma solo ora  ho realizzato che ero io l'Eletto-perché il mio numero di destino è il ventidue.
Nelle tradizioni mistiche spirituali e nel mondo magico, l’individuo sotto il numero 22 viene identificato come il Seminatore.
Le creature usate nel Dikundu come nel mio caso non riescono quasi mai a liberarsi dal mondo sotterraneo, dove vengono richiusi. Una creatura che rinasce nel Dikundu è sempre portatore di mutamenti all’interno della società; gli spiriti consegnano un poco alla volta delle doti soprannaturali alla creatura che evade dal mondo sotterraneo, affinché riesca a svolgere il compito per il quale Dio Onnipotente avrà deciso di farlo rinascere. L’individuo in questione verrà considerato una persona che porterà un  contributo innovativo all’interno della società […]
 
 

Questo libro non è una semplice scrittura creativa, porta dentro di sé la rivelazione: Il PARADISO, il capitolo per cui ho intrapreso la stesura di questa Opera.

 

[…]                       
                  IL PARADISO

L’Universo era tutta una cosa sola, un blocco planetario ed era alimentato da energie morbide. L’aria, le stelle, il calore, la luce, il nostro pianeta Terra e il suo bel mare insieme a tutti i pianeti che abbiamo scoperto nell’infinita galassia, grazie alle nostre esplorazioni, costituivano un Tutt'Uno di cui Dio era il motore.
Dio prese accidentalmente il suo aspetto vitale durante una strepitosa scossa del blocco universale che Lui stesso alimentava. Quella esplosione è stata l’inizio del tempo, insieme a Dio, che rappresentava l’unica forma mutevole con capacità energetica illimitata. Si formarono tantissimi altri pianeti e stelle che compongono l’intero mondo galattico che perlustriamo.
Dio Nostro Padre era semplicemente la sorgente, l’insieme di tutte le energie di quel blocco universale di cui faceva parte prima della sua esplosione!
Prima di quella scossa l’universo aveva una forma indefinibile, io so solo che era Tutt’Uno, un blocco unico formato da energie morbide, che rinchiude un mucchio di energie fisiche e materiali che si incrociavano da tutte le parti, cambiando forma nei suoi punti di aggancio. Questi mutamenti si ripetevano continuamente nei punti d’incrocio per favorire i flussi energetici all’interno del blocco planetario universale, in modo da stabilizzare la sua compattezza. Ogni volta che queste forze cambiavano forma nei punti d’incrocio, si creava un suono, una melodia favolosa che stimolava continuamente le energie a trasmutarsi, sempre più rapidamente.
Non so dirvi di sicuro se le energie del blocco planetario si stessero nutrendo di quelle melodie che si producevano nei suoi incroci al momento dei mutamenti.
Col passare del tempo, quelle forze energetiche continuarono a velocizzare i loro mutamenti nei punti d’incrocio, fino a che un giorno accadde quell’incidente, che è all’origine dell’esplosione del blocco planetario, generando le galassie.
Non si sa se questo incidente sia stato causato da una difficoltà nell’incastro dei punti d’incrocio o se per godere di più del piacere delle melodie, le forze energetiche sono mutate troppo rapidamente.
Dopo questo incidente tutti i frammenti del blocco planetario universale non si erano allontanati tanto tra di loro, quindi non si erano dispersi. Il blocco si era spaccato in tantissimi pezzi di varie dimensioni e di forme diverse.
Moltissimi pezzi si assomigliano per le forme, per le dimensioni e anche per la materia di cui sono costituiti.
L’unica forma morbida e mutevole uscita dal blocco universale fu Dio: è da quel momento che Dio Nostro Padre ha preso forma vitale. Tutti gli altri pezzi del blocco universale avevano una forma fissa e giravano su loro stessi.
Dio aveva una tale forza energetica e poteri tanto illimitati, che ha dovuto imparare a conoscerli, ma soprattutto a gestirli, dopo aver passato un periodo di tempo lunghissimo a girare nello spazio, senza conoscere le sue possibilità.
Poiché doveva imparare a conoscere e a controllare le sue forze energetiche, Dio fece tanti tentativi, per tanto tempo.
Dio, con le sue risorse energetiche illimitate, non si fermò prima di aver visitato tutti i frammenti del blocco planetario universale del quale faceva parte. Dio li esplorò tutti, l’uno dopo l’altro, condividendo con ciascun di loro un po’ delle sue energie vitali.
Dio capì che facendo più rumore mentre si spostava, le sue energie crescevano sempre di più, la sua forza si accresceva e così contemporaneamente riusciva a stare in contatto con tutti gli altri frammenti del blocco, con i quali aveva condiviso le sue energie. 
Dio allo stesso tempo aveva assunto tantissime forme, trasformandosi, e quando era soddisfatto, rimaneva a lungo nella  forma che più gli era piaciuta. Si riproduceva in tanti formati identici a Lui. Ciascuno  rimaneva sotto il suo controllo assoluto. Potevano essere stelle o specie viventi collocate su un frammento.
Dio, insieme alle forme nelle quali si riproduceva, faceva sempre più rumore e queste melodie permettevano a Dio di acquisire sempre maggiori conoscenze e di accrescere il controllo della sua forza, che non finiva di aumentare.
Dio faceva sempre del suo meglio in tutto quello che intraprendeva, il tempo scorreva e Dio acquisiva maggiore controllo della sua forza, ma nello stesso tempo si rendeva conto che Lui continuava ad essere lontano dalla perfezione.
Quando Dio sentiva di avere raggiunto il controllo totale della sua forza e questo succedeva ogni volta che  credeva di avere raggiunto la perfezione, all’improvviso  succedevano mutazioni all' interno delle sue forze, che andavano ad accrescere i suoi poteri energetici.
Dio Onnipotente continuava a mutare, cambiando sempre forma e moltiplicandosi a sua somiglianza. Ogni volta che Dio cambiava la sua forma, riassorbiva prima tutti i suoi simili, poi cambiava il suo aspetto e infine, si moltiplicava di nuovo a sua somiglianza.
Così fece Dio: cambiava sempre aspetto finché non si trasformò nella forma UMANA. […]
 

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Aggiornamenti (1)
16 May 2022

Sono felice di informi, Cari Sostenitori, che ho trovato i professionisti che devono curare i testi e rendere OCCHI APERTO più incisivo !!!

Dopo 10 giorni dall’inizio della campagna siamo 10 ad avere sostenuto la CREAZIONE. 10 volte grazie ad ognuno di voi per la fiducia.

Ora ci resta a coinvolgere altri a sostenere la Creazione insieme noi fino alla Realizzazione !!! 
Grazie a tutti ragazzi  🙏🏾📙🤗

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Commenti (5)
Utente Anonimo ha donato 20€
Forza Omer!!!
19/05/2022
Utente Anonimo ha donato 15€
.
09/05/2022
Utente Anonimo ha donato 20€
È arrivato finalmente!! Ti auguro il meglio!!
08/05/2022
Utente Anonimo ha donato 18€
In bocca al lupo Omer!! nn vedo l ora d leggere il tuo libro è interessantissimo!!!!
07/05/2022
Omer Bila ha donato 15€
Per Mia Madre Coraggiosa ❤️❤️❤️
07/05/2022
258 €
Obiettivo 3.000 €
13
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Utente Anonimo
45€ - 3 giorni fa
Utente Anonimo
20€ - 6 giorni fa
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Ciao a tutti sono Omer e il mio sogno più grande è quello di realizzare Occhi Aperti, il mio primo libro.

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Adesso ti faccio scoprire qualcosa in più sulla mia opera, spero che ti colpirà e che possa piacerti.

Buona lettura!

Titolo del Libro: OCCHI APERTI

SINOSSI DEL LIBRO

Nella mitologia classica l’oblio è associato al Lete, ossia il fiume che conduce all’Oltretomba. A questo fiume devono andare a bere le anime dei defunti per cancellare i ricordi della loro vita terrena, oppure coloro che, chiamati a rinascere, devono dimenticare quello che hanno visto nel mondo sotterraneo. Ancora oggi questa credenza è molto presente nelle religioni e nella tradizione africana, principalmente nei paesi del centro Africa e in tutta la fascia delle foreste tropicali in sud America e in Oriente.

Dopo essermi bagnato nel Lete, durante un rituale che mi avrebbe liberato dal mondo sotterraneo in cui mi aveva rinchiuso mia zia, ho portato con me le conoscenze dell’aldilà, come eredità del potere che aveva mia madre di interagire con gli spiriti, per il bene della sua confraternita alla quale ero stato sacrificato.     
Ora che ho gli occhi aperti, ho deciso di rivelare le conoscenze che ho acquisito con la mia rinascita.


 ANTEPRIMA DEL LIBRO

[….] Mio padre è del Burkina Faso e anche lui è immigrato in Gabon all’inizio degli anni Ottanta, grazie a una società di edilizia con cui già lavorava in Costa d’Avorio. Mio papà è sempre stato bravo nel suo lavoro, adorava proprio lavorare! 
Dopo un primo periodo di adattamento nel territorio gabonese, mio papà si era fatto notare a tal punto che gli proponevano dei lavori extra al di fuori dell’azienda per cui lavorava. Fu in una di quelle occasioni di lavoro che mio padre fece conoscenza di mia madre e iniziò così la sua reale integrazione nella comunità gabonese.
Oggi è sicuramente cambiato qualcosa nel processo di integrazione delle nuove generazioni, i figli dei figli dei primi arrivati ma, nei primi anni Ottanta, i migranti che arrivavano in Gabon soprattutto dai paesi dell’Africa dell’Ovest, erano considerati e trattati come selvaggi, ignoranti, analfabeti. Tanti di loro erano effettivamente analfabeti ed erano disposti a fare qualsiasi lavoro, al contrario dei gabonesi che volevano solo fare lavori di ufficio anche quando non avevano un titolo di studio per farlo. Infatti, chi non riusciva a diventare professore, avvocato, medico, farmacista o un’altra professione intellettuale e di prestigio che vi viene in mente, preferiva stare a casa a farsi mantenere dalla famiglia o nel peggiore dei casi, tentava una carriera in politica.
I migranti venivano umiliati più che altro dai maschi del paese, fondamentalmente per tenerli lontani dalle loro donne. Ma mio padre ha sempre saputo come relazionarsi con l’altro sesso.
Bila è il mio cognome paterno e in Burkina Faso, nella mia regione, il Boulgou, c’è un detto sui Bila che recita “I Bila non hanno soldi ma non gli mancheranno mai le donne e persino quelle più belle”.
Questo detto si è sempre rivelato una verità per la gente del mio villaggio ed è sempre stato così per noi fine a oggi. Spero con tutto il mio cuore che sarà sempre così per noi, magari con qualche quattrino in più. La donna per me, è la creatura più bella che esista al mondo!
Poco dopo l’incontro tra i miei genitori, mio padre ha avuto problemi con l’azienda per cui lavorava, probabilmente dovuti alle sue attività parallele e così è stato licenziato e rimpatriato in Costa D’Avorio.
Ma nel frattempo mia madre era rimasta incinta, aspettava un bambino da mio padre e così lei ha potuto farlo ritornare in Gabon. Io ero la creatura che stavano aspettando!
Mia madre aveva una grande casa di famiglia a Libreville, nel quartiere di Bellevue. Abitava con i fratelli e le sorelle: ognuno aveva la sua stanza intorno a un salotto enorme. In quella casa mia madre aveva portato papà a vivere con lei. 
Mamma lavorava per un’impresa di pulizie negli uffici e papà aveva ripreso a fare il suo lavoro di costruttore in proprio. Poco dopo la mia nascita mia madre era tornata al lavoro e così sono stato accudito dalle sue sorelle: mia madre era la più grande e praticamente lavorava solo lei.
In seguito i miei genitori hanno comprato il terreno adiacente alla casa di famiglia e mio padre ha costruito la loro casa, anche perché stavamo aspettando il mio fratellino e quindi ci serviva un po’ più di spazio.

La mia famiglia materna è dell’etnia Bapounou, chiamati anche Punu in Gabon. I Punu sono un popolo Bantu dell’Africa centrale, nel XVIII secolo si sono insediati nel sud del Gabon nella foresta tropicale del bacino Ngounié. Vivono in villaggi indipendenti, divisi in clan e famiglie. La coesione sociale è assicurata dalla società Mukudji, il cui  compito principale è quello di sottomettere gli spiriti maligni. La loro lingua è il Punu o Yipunu e il mio villaggio materno si chiama Tchibanga, situato nella provincia di Nyanga. 
I Punu rappresentano poco più del 25% della popolazione del Gabon, il secondo più grande gruppo etnico dopo i Fang. È anche per questo motivo che i Punu hanno sempre condiviso il potere al fianco della famiglia Bongo che ha ancora oggi la leadership da oltre 40 anni. 
Il Punu, o Yipunu, è anche la seconda lingua più parlata in Gabon dopo il Fang. I Punu sono numerosi nell’esercito del paese, dove ricoprono cariche di alto grado e, in ambito civile, sono numerosi quelli che eccellono nella medicina.
I Punu sono una tribù di guerrieri, sono la tribù che ha resistito  più lungo all’invasione dei colonizzatori nel centro Africa. “Punu” vuol dire “Killer” e, nonostante la guerra sia finita, i Punu non hanno smesso di uccidere perché i riti legati alla stregoneria comportano molti assassini.
I Punu hanno sempre avuto un legame con gli spiriti delle foreste, la loro potenza di guerrieri e le loro conoscenze misterico-magiche derivano da questa alleanza con la gente del mondo sotterraneo.
Sulla maggior parte delle maschere Punu, viene raffigurato graficamente un Rombo costruito con nove punti, di cui quello centrale rappresenta la fonte della conoscenza. I punti sono nove come nove sono i clan dei Punu!
Ogni clan Punu ha i suoi spiriti e un capo: in ogni famiglia dei clan esistono delle confraternite con i loro spiriti di famiglia e ogni confraternita ha il suo capo, che è sempre una donna, perché per i Punu la donna rappresenta la porta dell’aldilà. Ogni madre ha il potere assoluto sui suoi figli.
Nella tradizione Punu il capo della confraternita in ogni famiglia è la donna che non ha paura del cambiamento e che nasce già con una grande intraprendenza ed è anche la più imprevedibile e per questi doti è la prescelta. 
Nella tradizione Punu le prescelte sono le donne più belle nel senso che possiedono tutte una maestosa bellezza interiore gradita agli spiriti.
La prescelta è la più indipendente tra le donne, non ama avere un padrone, detesta qualsiasi tipo di controllo, disprezza i consigli e crede sempre di avere ragione. La prescelta è un’amante dell’esplorazione, ritiene giusto frequentare persone di altre città e nazioni perché ha innato il senso della conoscenza più profonda. E’ una persona che può essere tollerante e disponibile al confronto, ma in realtà è determinata solo a raggiungere gli obiettivi che si prefigge per il bene della famiglia. È una donna golosa, amante dei piaceri della vita e anche capricciosa. 
Le prescelte vengono addestrate da piccole ad addomesticare gli spiriti attraverso riti tradizionali del Dikundu e durante la manifestazione del Mukudji, a invocare gli spiriti. Sono le prescelte a fare dei balli di esibizione e di seduzione per farsi notare dagli spiriti.
Nel Dikundu le prescelte sono sempre del segno zodiacale del Sagittario!
Il Sagittario è un segno maschile, mobile, di fuoco, dominato dal pianeta Giove. Il segno del Sagittario è la freccia, chiaro simbolo dello slancio verso l’alto, dell’ascesa verso orizzonti spirituali più elevati. Il pianeta dominatore del segno, dona all’individuo-Sagittario le caratteristiche di autorevolezza, filantropia, senso paterno, protezione e conformismo.
Il sagittarius latino è l’arciere, armato di arco e frecce. Ma sagus è colui che sa. Dunque nel termine è implicito il concetto di tensione verso un obiettivo, ai fini di una conoscenza superiore. La doppia natura dell’uomo, spirituale e materiale, quindi il conflitto tra anima e istinto, è rappresentata nel Sagittario. 
Nelle usanze Punu, il feticcio di famiglia si trasmette da madre a figlia, ma se la figlia non ha le doti necessarie o non è nata una femmina, la prescelta ha il diritto di adottare una sua erede, rispettando correttamente tutti i criteri della tradizione Punu. 
La prescelta ha il dovere di donare un suo figlio maschio agli spiriti, attraverso i rituali del Dikundu, per garantirsi il posto al comando della confraternita, ma soprattutto per avere l’assoluto controllo degli spiriti. Quella creatura non viene solo individuata dalla prescelta ma sono anche gli spiriti stessi a decidere chi prendere. Nella maggior parte dei casi gli spiriti scelgono il figlio più amato dalla prescelta o quello con un futuro promettente. 
Questa creatura deve avere una grande capacità di analisi con una forte attrazione per il mistero. Deve avere un carattere tenace con uno spirito carismatico. Deve essere molto sensibile, intuitivo e magnetico, inoltre, deve avere una ampia intelligenza emotiva e creatività. Una creatura che ha un grande cuore animato di travolgente passionalità, un guerriero nato, disposto a lottare fino alla morte per difendere una sua causa. La conoscenza astrologica indica che la prescelta avrà più potere se la sua creatura offerta agli spiriti è del segno dello Scorpione.
Il segno zodiacale dello Scorpione è il più potente nella magia. È un segno femminile d’acqua, fisso e governato da Marte e Plutone che donano all’individuo-Scorpione spirito ribelle e combattivo, determinazione, estremismo e intransigenza (Marte), estremismo violento, crisi e totale rigenerazione, sovvertimento di valori (Plutone).
In tante lingue antiche e moderne la radice scr- compare in termini collegati all’idea di colpire, ferire, distruggere. Il ciclo morte-rinascita, sacrificio-purificazione è raffigurato in tutti i miti affini alla simbologia scorpionica. 
L’anima di questa innocente creatura viene sequestrata nel mondo sotterraneo ed il suo spirito viene usato come il motore del feticcio di famiglia nel Dikundu . Le parti genitali del ragazzo sono al servizio delle donne della confraternita nel mondo sotterraneo e nella vita reale attraverso riti del Dikundu. 
Le donne della confraternita usano la virilità della creatura offerta agli spiriti per accoppiarsi con altre donne. In questo modo addomesticano gli spiriti i quali, in cambio, permettono loro di impadronirsi delle conoscenze del mondo sotterraneo. Attraverso tali conoscenze le donne della confraternita riescono ad avere il controllo sul mondo reale. 
Quando ci si addormenta profondamente, le nostre anime si allontanano dal corpo e raggiungono un’altra dimensione di vita. A chi ha poteri mistici, gli stregoni, uomini e donne e che siano, basta solo un secondo di questo momento di inconsapevolezza per entrare in intimità con l’anima che desidera. Raggiungono le nostre anime nel sonno, presentandosi con l’immagine di una persona che ci piace o anche nella forma di un persona che abbiamo solo intravisto e a cui abbiamo dedicato un pensiero. Entrano in intimità con le loro prede per impadronirsi delle loro fortune o giusto per il proprio piacere.
In particolare nel Dikundu, le donne che lo praticano, possono entrare in intimità con le donne che desiderano, per il solo piacere sessuale. […]


 
 […] Leonard diceva di sentire una potentissima energia divina nell’aria, pronta a scatenarsi, il guaritore gli confermò che quella energia stava per fare rinascere un Eletto. Intuii che stessero parlando di me, ma solo ora  ho realizzato che ero io l'Eletto-perché il mio numero di destino è il ventidue.
Nelle tradizioni mistiche spirituali e nel mondo magico, l’individuo sotto il numero 22 viene identificato come il Seminatore.
Le creature usate nel Dikundu come nel mio caso non riescono quasi mai a liberarsi dal mondo sotterraneo, dove vengono richiusi. Una creatura che rinasce nel Dikundu è sempre portatore di mutamenti all’interno della società; gli spiriti consegnano un poco alla volta delle doti soprannaturali alla creatura che evade dal mondo sotterraneo, affinché riesca a svolgere il compito per il quale Dio Onnipotente avrà deciso di farlo rinascere. L’individuo in questione verrà considerato una persona che porterà un  contributo innovativo all’interno della società […]
 
 

Questo libro non è una semplice scrittura creativa, porta dentro di sé la rivelazione: Il PARADISO, il capitolo per cui ho intrapreso la stesura di questa Opera.

 

[…]                       
                  IL PARADISO

L’Universo era tutta una cosa sola, un blocco planetario ed era alimentato da energie morbide. L’aria, le stelle, il calore, la luce, il nostro pianeta Terra e il suo bel mare insieme a tutti i pianeti che abbiamo scoperto nell’infinita galassia, grazie alle nostre esplorazioni, costituivano un Tutt'Uno di cui Dio era il motore.
Dio prese accidentalmente il suo aspetto vitale durante una strepitosa scossa del blocco universale che Lui stesso alimentava. Quella esplosione è stata l’inizio del tempo, insieme a Dio, che rappresentava l’unica forma mutevole con capacità energetica illimitata. Si formarono tantissimi altri pianeti e stelle che compongono l’intero mondo galattico che perlustriamo.
Dio Nostro Padre era semplicemente la sorgente, l’insieme di tutte le energie di quel blocco universale di cui faceva parte prima della sua esplosione!
Prima di quella scossa l’universo aveva una forma indefinibile, io so solo che era Tutt’Uno, un blocco unico formato da energie morbide, che rinchiude un mucchio di energie fisiche e materiali che si incrociavano da tutte le parti, cambiando forma nei suoi punti di aggancio. Questi mutamenti si ripetevano continuamente nei punti d’incrocio per favorire i flussi energetici all’interno del blocco planetario universale, in modo da stabilizzare la sua compattezza. Ogni volta che queste forze cambiavano forma nei punti d’incrocio, si creava un suono, una melodia favolosa che stimolava continuamente le energie a trasmutarsi, sempre più rapidamente.
Non so dirvi di sicuro se le energie del blocco planetario si stessero nutrendo di quelle melodie che si producevano nei suoi incroci al momento dei mutamenti.
Col passare del tempo, quelle forze energetiche continuarono a velocizzare i loro mutamenti nei punti d’incrocio, fino a che un giorno accadde quell’incidente, che è all’origine dell’esplosione del blocco planetario, generando le galassie.
Non si sa se questo incidente sia stato causato da una difficoltà nell’incastro dei punti d’incrocio o se per godere di più del piacere delle melodie, le forze energetiche sono mutate troppo rapidamente.
Dopo questo incidente tutti i frammenti del blocco planetario universale non si erano allontanati tanto tra di loro, quindi non si erano dispersi. Il blocco si era spaccato in tantissimi pezzi di varie dimensioni e di forme diverse.
Moltissimi pezzi si assomigliano per le forme, per le dimensioni e anche per la materia di cui sono costituiti.
L’unica forma morbida e mutevole uscita dal blocco universale fu Dio: è da quel momento che Dio Nostro Padre ha preso forma vitale. Tutti gli altri pezzi del blocco universale avevano una forma fissa e giravano su loro stessi.
Dio aveva una tale forza energetica e poteri tanto illimitati, che ha dovuto imparare a conoscerli, ma soprattutto a gestirli, dopo aver passato un periodo di tempo lunghissimo a girare nello spazio, senza conoscere le sue possibilità.
Poiché doveva imparare a conoscere e a controllare le sue forze energetiche, Dio fece tanti tentativi, per tanto tempo.
Dio, con le sue risorse energetiche illimitate, non si fermò prima di aver visitato tutti i frammenti del blocco planetario universale del quale faceva parte. Dio li esplorò tutti, l’uno dopo l’altro, condividendo con ciascun di loro un po’ delle sue energie vitali.
Dio capì che facendo più rumore mentre si spostava, le sue energie crescevano sempre di più, la sua forza si accresceva e così contemporaneamente riusciva a stare in contatto con tutti gli altri frammenti del blocco, con i quali aveva condiviso le sue energie. 
Dio allo stesso tempo aveva assunto tantissime forme, trasformandosi, e quando era soddisfatto, rimaneva a lungo nella  forma che più gli era piaciuta. Si riproduceva in tanti formati identici a Lui. Ciascuno  rimaneva sotto il suo controllo assoluto. Potevano essere stelle o specie viventi collocate su un frammento.
Dio, insieme alle forme nelle quali si riproduceva, faceva sempre più rumore e queste melodie permettevano a Dio di acquisire sempre maggiori conoscenze e di accrescere il controllo della sua forza, che non finiva di aumentare.
Dio faceva sempre del suo meglio in tutto quello che intraprendeva, il tempo scorreva e Dio acquisiva maggiore controllo della sua forza, ma nello stesso tempo si rendeva conto che Lui continuava ad essere lontano dalla perfezione.
Quando Dio sentiva di avere raggiunto il controllo totale della sua forza e questo succedeva ogni volta che  credeva di avere raggiunto la perfezione, all’improvviso  succedevano mutazioni all' interno delle sue forze, che andavano ad accrescere i suoi poteri energetici.
Dio Onnipotente continuava a mutare, cambiando sempre forma e moltiplicandosi a sua somiglianza. Ogni volta che Dio cambiava la sua forma, riassorbiva prima tutti i suoi simili, poi cambiava il suo aspetto e infine, si moltiplicava di nuovo a sua somiglianza.
Così fece Dio: cambiava sempre aspetto finché non si trasformò nella forma UMANA. […]
 

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Aggiornamenti (1)
16 May 2022

Sono felice di informi, Cari Sostenitori, che ho trovato i professionisti che devono curare i testi e rendere OCCHI APERTO più incisivo !!!

Dopo 10 giorni dall’inizio della campagna siamo 10 ad avere sostenuto la CREAZIONE. 10 volte grazie ad ognuno di voi per la fiducia.

Ora ci resta a coinvolgere altri a sostenere la Creazione insieme noi fino alla Realizzazione !!! 
Grazie a tutti ragazzi  🙏🏾📙🤗

Commenti (5)
Omer Bila ha donato 15€
Per Mia Madre Coraggiosa ❤️❤️❤️
07/05/2022
Utente Anonimo ha donato 18€
In bocca al lupo Omer!! nn vedo l ora d leggere il tuo libro è interessantissimo!!!!
07/05/2022
Utente Anonimo ha donato 20€
È arrivato finalmente!! Ti auguro il meglio!!
08/05/2022
Utente Anonimo ha donato 15€
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09/05/2022
Utente Anonimo ha donato 20€
Forza Omer!!!
19/05/2022

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