Peri-phéro
Torino, Italia
Cultura

Peri-phéro ripensa le coordinate entro cui i nostri sensi dispongono il reale. Ad animare la mostra è l’inesplorata fecondità di ciò che sta attorno alle tematiche catalizzatrici dell’attenzione, nonché la convinzione che non ci si possa con-centrare efficacemente su una questione senza aver prima accettato di de-centrare il proprio sguardo, senza aver camminato con pazienza sulla linea di confine che la circoscrive.
Il verbo greco peri-phéro – “ti porto intorno”, nella sua traduzione italiana – è dunque primariamente una dichiarazione di intenti, un’ufficiale assunzione di responsabilità e un invito ad avventurarsi nelle periferie di tre luoghi capitali delle narrazioni artistiche e culturali: il corpo, la città e l’individuo

Con il termine periferia si intende il marginale nel suo senso più ampio: marginale è ogni zona di frontiera, ma è anche – a seguito delle molteplici stratificazioni semantiche della nozione di margine – ciò che appare irrilevante, insipido o disprezzabile.
L’esibizione esplora una sorta di topologia somatica che abbraccia questo ventaglio di significati e lo problematizza, interpretando come periferie del corpo sia le sue estremità propriamente dette sia tutte le parti che, per noncuranza o superficialità, passano inosservate, o che per pudore, vergogna o, ancora, seduzione vengono nascoste alla vista. 

La fotografa Isabel Rodriguez Ramos, sfidando la progressiva smaterializzazione dei rapporti interpersonali a cui il contemporaneo va incontro, porta alla luce i margini ignorati dei corpi femminili, alla riscoperta del ruolo della fisicità nella costituzione delle fondamenta sociali. Le mani che Isabel immortala, grazie alla loro silenziosa gestualità, si rivelano uno strumento comunicativo più intenso della voce, capace di gridare, di chiedere
aiuto, rivalsa, riconoscimento, di perlustrare, di viaggiare in cerca di un’identità, di donarsi, di sostenere e sostenersi, di incoraggiare l’incontro con l’ignoto.


Il noise investigator Alessio Degani schiude invece degli scorci acustici su quelle aree urbane che possono essere dette periferiche o perché localizzate al di fuori delle principali arterie cittadine o perché dimenticate dalla maggior parte di coloro che abitano in città. Alessio, nel comporre un landscape sonoro della sua Brescia, le dà voce, consentendo di riscoprirla come un organismo vivente che si sveglia, canta, ruggisce attraverso le
macchine che sfrecciano sulle sue strade e mormora quando la luce del sole lascia il posto alla freschezza della notte. I suoni periferici che Alessio colleziona e mette in dialogo fanno incrinare le barriere tra paesaggio antropico e paesaggio naturale, contribuendo a dare evidenza al carattere sorprendentemente sfumato di ogni confine. 


Ad amplificare le sintonie tra la geografia del corpo e quella urbana, trova spazio una riflessione sull’individualità, lasciata germogliare dalle delicate zone liminali attraverso cui i concetti di identità e differenza entrano in comunicazione, nella consapevolezza che, in fondo, la peri-phéreia è al contempo sia la linea che identifica un interno sia il primo punto di contatto con l’esterno; l’unica vera finestra per pensare e accogliere l’alterità. A ricordarlo è Elmira Abolhasani, scultrice iraniana la cui poetica è a tutti gli effetti un
viaggio che percorre, grazie a una rara sensibilità, anche i sentieri più capillari  dell’interiorità umana. Due sono le installazioni con cui Elmira invita il pubblico ad addentrarsi nei luoghi periferici dell’individuo: le mani di vetro con cui rende visibili gli invisibili – così lei sceglie di chiamare tutti coloro che vengono relegati ai bordi della
società – e il suo Past, Now or Future, un tappeto persiano di specchi che cuce insieme le
frontiere tra Io e Altro.

La grazia delle opere di Shirin Abedinirad apre e chiude il cerchio del percorso espositivo.
Lo specchio, al centro della ricerca estetica di Shirin, riesce, nelle sue installazioni, a ricomprendere e oltrepassare la funzione entro cui il mito di Narciso l’aveva confinato: da passivo strumento di autocelebrazione del corpo umano, diviene albergo della bellezza della natura; da muta superficie riflettente, spesso relegata all’interno di un edificio, si trasforma in cassa di risonanza del mondo esterno; da emblema dell’egocentrismo, si fa terreno di incontro con il diverso, capace di portare oasi di cielo anche sulle terra più
brulla.

Peri-phéro è un viaggio attraverso le gerarchie con cui ordiniamo il sensibile, nella direzione di acquisire un modo di guardare che, se non si può definire onnicentrico, conserva la consapevolezza che, il più delle volte, la novità e la ricchezza risiedono al limitare di ciò che è fuoco.

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COME VERRANNO UTILIZZATI I FONDI?

Innanzitutto, vi ringraziamo di cuore per il sostegno al nostro progetto che, grazie a voi, potrà assumere una forma compiuta e concreta, nonché – ci auspichiamo – contribuire a trasmettere l’urgenza di un rinnovamento delle prospettive con cui osserviamo il mondo. 
La mostra che stiamo organizzando si terrà negli spazi di DRIM | Contemporary Art Ground, a Torino, con il sostegno dei galleristi Federica Patera e Andrea Sbra Perego, che hanno deciso di riporre fiducia nelle nostre idee e nel messaggio di “Peri-phéro”. 
Il vostro contributo è fondamentale per raggiungere la somma necessaria alla realizzazione e alla stampa del catalogo della mostra. Nel caso venisse superata la soglia minima di 1000€, le donazioni raccolte saranno utilizzate per il rimborso delle spese legate alle opere d'arte e ai materiali informativi, così come per proporre eventuali incontri successivi, volti a portare avanti le istanze del progetto. 
Anche con il più piccolo contributo, ci aiuterete a costruire il nostro sentiero attraverso le periferie del sensibile, ed è per questo motivo che, per mostrarvi la nostra gratitudine, abbiamo pensato anche a delle ricompense speciali!

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CHI C'È DIETRO AL PROGETTO?

Le curatrici

Marta Blanchietti (Torino, 1998) è attualmente studentessa presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali. Da novembre 2019 collabora con Ikona Gallery di Venezia e con l'associazione Venice Galleries View. Ha partecipato attivamente a diversi progetti culturali e ha curato, insieme con la collega Eleonora Da Col, le mostre Beyond The Wall, presso Ikona Gallery a Venezia, e Non può essere solo treno, mostra personale di Matteo Losurdo in occasione del Riaperture Photofestival di Ferrara. Ha inoltre organizzato un festival di cinema e audiovisivo a Rosà (VI), dal titolo Indizi sul corpo, parte dell'azione Comunità Cultura Patrimonio, sostenuta dalla Fondazione Cariverona e dal Comune di Bassano del Grappa.

Carola Del Pizzo (Torino, 1996) è studentessa di laurea magistrale in Filosofia all'Università di Torino. Le sue ricerche si concentrano principalmente sull'estetica e la filosofia dell'arte. È redattrice della rivista di classe A "Filosofia", e ha pubblicato diversi lavori, tra cui, nel 2019, il libro "Il silenzioso Vuoto del Distacco: indagine sulle consonanze tra Meister Eckhart e John Cage" (2019), edito da Àpeiron Ediciones (Faber & Sapiens), e, nel 2021, l'articolo accademico "Isolare, Abitare, Conversare", in "distanza" - Quaderni di "Filosofia", di Mimesis Edizioni. Come aspirante curatrice, sta organizzando una mostra a Roma in collaborazione con l'organizzazione no-profit LoveItaly.

 

Gli artisti

Shirin Abedinirad (Tabriz, Iran, 1986) ha iniziato la sua attività artistica con la pittura. Ha completato i suoi studi accademici prima in Graphic Design e poi in Fashion Design, al Shariaty Technical College di Teheran, in cui la sua ricerca si è concentrata sull'arte concettuale e sui modi in cui si sovrappone al fashion design. Durante questo periodo, ha iniziato a impegnarsi in performance artistiche in giro per l'Iran, affrontando questioni di genere, sessualità e compassione umana. Dal 2012, Shirin fa video arte, esplorando la nozione di sé e di identità con immagini in movimento. Con il tempo la natura è divenuta la tematica centrale. Nel 2013 ha quindi iniziato a creare progetti di land art, installazione e arte pubblica utilizzando immagini della natura. Nel marzo 2014, Shirin è stata selezionata per una borsa di studio di un anno presso il centro di ricerca Fabrica di United Colors of Benetton. Ha esposto le sue opere in numerosi festival internazionali, biennali e mostre in tutto il mondo. Attualmente residente a Teheran, ha continuato a concentrarsi sui suoi progetti di performance, installazione e video arte.

Elmira Abolhasani (Mashhad, Iran, 1989) vive e lavora a Lisbona, Portogallo. Ha conseguito un master in Arte, scienza e tecnologia del vetro presso l'Università di Belle Arti di Lisbona. Lo scopo ultimo del suo percorso artistico, fino ad oggi, è stato quello di capire come si formano le reti e le identità umane e qual è la loro struttura di fondo. Come artista visiva che usa il vetro come materiale primario nelle sue opere, cerca di trovare se stessa mentre cerca di padroneggiare questo materiale. Il vetro viene visto come una creatura vivente con cui bisogna fare amicizia per poter lavorare. Le sue opere sono state esposte come mostre personali, di gruppo e online in gallerie internazionali e istituzioni come Stal Gallery, Muscat, Oman (2021), S12 Gallery, Bergen, Norvegia (2019), Redgate Gallery, Pechino, Cina (2019), Museo Nazionale di Storia Naturale e della scienza Lisbona, Portogallo (2018)e nel museo della città di Almada, Portogallo (2016).

Alessio Degani (Edolo, Italy, 1983) è da sempre affascinato dalla musica e dagli oggetti che generano dei suoni particolari. La sua formazione in ingegneria ha fortemente influenzato il modo in cui si approccia e concepisce la produzione musicale. Gli studi accademici e le ricerche in campo musicale si sono coniugati nel dottorato in Music Information Retrieval. Questo ha dato a Degani la possibilità di lavorare presso l’Institut de Recherche et Coordination Acoustique/Musique (IRCAM) a Parigi, dove ha ricoperto il ruolo di visiting researcher nel team di Analisi/Sintesi. Questa esperienza ha segnato profondamente la sua modalità di percepire ed esperire la natura del suono e del rumore.  Attualmente le sue ricerche sono focalizzate principalmente sulle tecniche di sintesi data-driven, sonificazione, musica generativa, concrete music manipolata nei parametri di tempo. Recentemente si è rivolto alla raccolta di suoni sul campo, in particolare in relazione ai documenti sonori effimeri che non sono facilmente percepibili dall’orecchio umano.

Isabel Rodriguez Ramos (Moncalieri, Italy, 1997) è una fotografa ed artista visuale italo-cubana di 23 anni residente a Torino. Con il sostegno di numerose sintonie concettuali con la filosofia, il teatro e la letteratura, la sua fotografia indaga il mistero del corpo panico proponendosi come spazio di confronto e condivisione dei mondi interni di ognuno. Ispirati dai principi della terapeutica artistica e dell’eco terapia, i suoi progetti fotografici vogliono essere l’opportunità di esprimersi attraverso la poetica del corpo nella condivisione con il fotografo di un ambiente creativo e non giudicante. Oltre all’allestimento di diverse mostre personali e la partecipazione a festival artistici ed esposizioni collettive, le sue fotografie ottengono credito e riconoscimento anche grazie a una serie di pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali. Isabel è fondatrice e direttrice artistica del progetto multi-artistico “Natural Mente Corpo”.

 

La Galleria

DRIM | Contemporary art ground nasce nel 2021 dalla collaborazione di Andrea Sbra Perego e Federica Patera con il negozio di belle arti RIM di Torino. DRIM è un terreno di scambio che si allarga e procede a ritroso per porre in risalto professionalità e competenze che appartengono alla sfera artistica. Un terreno fertile i cui capisaldi sono studio e ricerca, incontro, ibridazione e sperimentazione, nel tentativo necessario di uscire dalla propria comfort zone e di mettersi in discussione, rischiare; nella convinzione che il dialogo attraverso l’arte sia sempre possibile. DRIM è il terreno di un’opera in fermento, con una linea non solo estetica ma anche e soprattutto etica.

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ENGLISH VERSION

Peri-phéro rethinks the coordinates within which our senses arrange reality. What animates the exhibition is the unexplored fecundity of what lies around the themes that catalyze our attention, as well as the conviction that you cannot effectively focus on a topic without having first accepted to de-centralize your gaze, without having patiently walked on the borderline that circumscribes it.

The greek verb peri-phéro – I bring you around, in its English translation – is therefore primarily a declaration of intent, an official assumption of responsibility and an invitation along a path that unravels into the peripheries of three places deeply frequented by artistic and cultural narratives: the body, the city and the individual. With the term periphery we mean the marginal in its broadest sense: marginal is every border zone, but it is also – following the multiple semantic stratifications of the notion of margin – what appears irrelevant, insipid, or despicable.

The exhibition explores a sort of somatic topology that embraces this range of meanings and problematizes it, interpreting as peripheries of the body both its proper extremities and all the parts that, for carelessness or superficiality, go unnoticed, or that for modesty, shame or, again, seduction are hidden from view. The photographer Isabel Rodriguez Ramos – challenging the progressive dematerialization of interpersonal relationships that the contemporary world is facing – brings to light the ignored margins of female bodies, rediscovering the role of physicality in the constitution of social foundations. The hands that Isabel immortalizes, thanks to their silent gestures, prove to be more communicative than voice: they will be capable of shouting, of asking for help, revenge, recognition, they will travel in search of an identity, offer themselves in support of the others, they will encourage the encounter with the unknown.

The noise investigator Alessio Degani discloses instead some acoustic glimpses of those urban areas that can be called peripheral either because they are located outside the main city arteries or because they are forgotten by most of those who live in the city. Alessio, in composing a soundscape of his Brescia, gives her a voice, allowing us to rediscover her as a living organism that wakes up, sings, roars through the cars that speed along her streets and murmurs when the sunlight gives way to the coolness of the night. The peripheral sounds that Alessio collects and puts into dialogue crack the barriers between the anthropic landscape and the natural one, contributing to highlighting the surprisingly blurred character of each boundary.

Amplifying the syntonies between the geography of the body and the urban one, a reflection about individuality finds its place inside the show. The Iranian sculptress Elmira Abolhasani makes it germinate from the delicate liminal zones through which the concepts of identity and difference enter in communication, reminding us that, after all, the peri-phéreia is both the line that identifies an interior and the first point of contact with the exterior, the only real window to think and welcome otherness. Elmira’s poetics is to all intents and purposes a journey that, thanks to a rare sensitivity, covers even the windiest paths of human interiority. Two are the installations with which she invites the public to scout the peripheral areas of the individual: the glass hands with which she makes visible the invisible – this is how Elmira chooses to call all those who are emarginated to the edges of society – and her Past, Now or Future, a Persian carpet of mirrors that sews together the borders between the Self and the non-Self.

The grace of Shirin Abedinirad's works opens and closes the circular path of the exhibition. Mirrors, at the centre of Shirin's aesthetic research, during her installations succeed in encompassing and going beyond the function within which the myth of Narcissus had confined them: from representing a passive instrument of the human body’s self-celebration, they start hosting the beauty of nature; from consisting in mute reflective surfaces, often relegated to the inside of a building, they transform in sounding boards of the outside world; from being prime symbols of egocentrism, they offer themselves as grounds of encounter with the different, becoming capable of bringing oasis of heaven even on the most barren land.

Peri-phéro is a journey through the hierarchies with which we order the sensible, in the direction of acquiring a way of looking that, if it cannot be defined as omnicentric, preserves the awareness that, most of the times, novelty and richness reside at the limit of what is at focus.

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HOW WILL THE FUNDS BE USED?

First of all, we would like to thank you for supporting our project which, thanks to you, will be able to take a  concrete form. We strongly believe that “Peri-phéro” will contribute to conveying the urgency of a renewal of the perspectives with which we observe the world.
The exhibition we are organizing will be held in the spaces of DRIM | Contemporary Art Ground, in Turin, with the support of the gallerists Federica Patera and Andrea Sbra Perego, who have decided to put their trust in our ideas and in the message of “Peri-phéro”.
Your support is fundamental to reach the sum of money necessary for realizing and printing the exhibition catalogue. In case the minimum threshold of 1000€ will be exceeded, the donations collected will be used to refund the expenses related to the works of art and the information materials, as well as to propose possible subsequent events, aimed at pursuing the instances of our project. 
Even with the smallest contribution, you will help us build our path through the peripheries of the sensitive. That is why, to show our gratitude, we also thought about some special rewards!

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WHO IS BEHIND THIS PROJECT?

 

The curators

Marta Blanchietti (Turin, Italy, 1998) is currently enrolled at Ca' Foscari University of Venice, and she is completing her Master in Economics and Management of Arts and Cultural Activities. Since November 2019, she has been collaborating with Ikona Gallery in Venice and with the Venice Galleries View association. She has actively participated in several cultural projects and curated, together with her colleague Eleonora Da Col, the exhibition “Beyond The Wall”, at Ikona Gallery in Venice, and “Non può essere solo treno”, a solo exhibition by Matteo Losurdo at Riaperture Photofestival in Ferrara. She also organized a film and audiovisual festival in Rosà (VI), entitled “Indizi sul corpo”, part of the Community Culture Heritage action, supported by the Cariverona Foundation and the City of Bassano del Grappa.

Carola Del Pizzo (Turin, Italy, 1996) is a graduate student in Philosophy at the University of Turin. Her research focuses mainly on Aesthetics and Philosophy of art. She is an editor of the class A journal "Filosofia", and has published several works, including, in 2019, the book "Il silenzioso Vuoto del Distacco: un'indagine sulle consonanze tra Meister Eckhart e John Cage" (2019), published by Àpeiron Ediciones (Faber & Sapiens), and, in 2021, the academic article "Isolare, Abitare, Conversare", in "distanza" - Quaderni di "Filosofia", by Mimesis Edizioni. As an aspiring curator, she is organizing an exhibition in Rome in collaboration with the non-profit organization LoveItaly.

 

The Artists

Shirin Abedinirad (Tabriz, Iran, 1986) started her artistic activity with painting. She completed her academic studies first in Graphic Design and then in Fashion Design, at Shariaty Technical College in Tehran, where her research focused on conceptual art and the ways in which it overlaps with fashion design. During this time, she began engaging in performance art around Iran, addressing issues of gender, sexuality, and human compassion. Since 2012, Shirin has been making video art, exploring the notion of self and identity with moving images. Over time, nature became the central theme. Therefore, in 2013, she began creating land art, installation and public art projects using images of nature. In March 2014, Shirin was selected for a one-year fellowship at United Colors of Benetton's Fabrica research center. She has exhibited her work in numerous international festivals, biennials, and exhibitions around the world. Currently residing in Tehran, she has continued to focus on her performance, installation and video art projects.

Elmira Abolhasani (Mashhad, Iran, 1989) lives and works in Lisbon, Portugal. She holds a master's degree in Glass Art, Science and Technology from the University of Fine Arts in Lisbon. The ultimate goal of her artistic journey has been to understand how human networks and identities are formed and what is their underlying structure. As a visual artist who uses glass as the primary material in her works, she seeks to find herself while trying to master this material. Glass is seen as a living creature that one must befriend in order to work with it. Her works have been exhibited as solo, group and online exhibitions in international galleries and institutions such as Stal Gallery, Muscat, Oman (2021), S12 Gallery, Bergen, Norway (2019), Redgate Gallery, Beijing, China (2019), National Museum of Natural History and Science Lisbon, Portugal (2018)and in the museum of the city of Almada, Portugal (2016).

Alessio Degani (Edolo, Italy, 1983) has always been fascinated by music and objects that generate particular sounds. His education in engineering has strongly influenced the way he approaches and conceives music production. Academic studies and research in the musical field have been combined in his PhD in Music Information Retrieval. This research period gave Degani the opportunity to work at the Institut de Recherche et Coordination Acoustique/Musique (IRCAM) in Paris, where he joined the Analysis/Synthesis team. This experience has deeply marked his way of perceiving and experiencing the nature of sound and noise. Currently, his research is mainly focused on data-driven synthesis techniques, sonification, generative music, concrete music manipulated in time parameters. Recently, he has turned to the collection of sounds on-site, investigating particularly all the ephemeral acoustical phenomena that are not easily perceived by the human ear.

Isabel Rodriguez Ramos (Moncalieri, Italy, 1997) is a 23 years old Italian-Cuban photographer and visual artist living in Turin. Supported by numerous conceptual attunements with philosophy, theatre and literature, her photography investigates the mystery of the body considering it as a space of confrontation and sharing of every human being's internal world. Inspired by the principles of therapeutic art and eco-therapy, her photographic projects want to encourage self-expression through the poetics of the body, in harmony with the photographer and in a creative and non-judgmental environment. In addition to several solo exhibitions and to the participation in many art festivals and group exhibitions, Isabel's photographs gain credit and recognition through a series of publications in national and international magazines. Isabel is the founder and artistic director of the multi-artistic project "NaturalMente Corpo".

 

The Gallery

DRIM | Contemporary art ground was born in 2021 from the collaboration of Andrea Sbra Perego and Federica Patera with the fine arts store RIM in Turin. DRIM is a ground of exchange that expands and proceeds backwards to highlight professionalism and skills that belong to the artistic sphere. A fertile context whose cornerstones are study and research, encounter, hybridization and experimentation, in the necessary attempt to get out of one's own comfort zone and to question oneself, to risk. This, believing that dialogue through art is always possible. DRIM is a place of work in ferment, with an intent not only aesthetical but also and above all ethical.

 

 

 

 

 


 

Aggiornamenti (1)
03 November 2021

Un piccolo aggiornamento dall'inaugurazione di venerdì scorso! Grazie a tutt* coloro che sono passat* a vedere la mostra. 

Continuate a sostenerci e vi aspettiamo sabato alla Peri-pheral night, con la presentazione del catalogo e due performance!"

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Commenti (2)
Utente Anonimo ha donato 15€
I luoghi sono una continua ricerca di sé stessi fuori dai confini del proprio corpo. Un piccolo contributo a Marta e Carola per questo importante progetto.
28/10/2021
Utente Anonimo ha donato 50€
Credo in voi!
10/10/2021
705 €
Obiettivo 1.000 €
24
Sostenitori
0
Condivisioni
Utente Anonimo
10€ - 2 mesi fa
Utente Anonimo
10€ - 2 mesi fa
Utente Anonimo
50€ - 2 mesi fa
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Grazie di cuore! A breve ti invieremo una mail di ringraziamento.
20€ o più
Grazie di cuore! A breve ti invieremo una mail di ringraziamento e in più: aggiungiamo il tuo nome tra quello dei sostenitori nel materiale promozionale e ti mandiamo una copia della locandina in alta definizione.
30€ o più
Grazie di cuore! A breve ti invieremo una mail di ringraziamento e in più: aggiungiamo il tuo nome tra quello dei sostenitori nel materiale promozionale, ti mandiamo una copia della locandina in alta definizione e ti inviamo un’opera in anteprima con una spiegazione dell’artista.
50€ o più
Grazie di cuore! A breve ti invieremo una mail di ringraziamento e in più aggiungiamo il tuo nome tra quello dei sostenitori nel materiale promozionale, ti mandiamo una copia della locandina in alta definizione, ti inviamo un’opera in anteprima con una spiegazione dell’artista e facciamo un tour virtuale dalla galleria su appuntamento con spiegazione delle curatrici
50€ o più
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50€ o più
Grazie di cuore! A breve ti invieremo una mail di ringraziamento e in più aggiungiamo il tuo nome tra quello dei sostenitori nel materiale promozionale, ti mandiamo una copia della locandina in alta definizione, ti inviamo un’opera in anteprima con una spiegazione dell’artista e facciamo un tour virtuale dalla galleria su appuntamento con spiegazione delle curatrici
100€ o più
Grazie di cuore! A breve ti invieremo una mail di ringraziamento e in più: aggiungiamo il tuo nome tra quello dei sostenitori nel materiale promozionale, ti mandiamo una copia della locandina in alta definizione, ti inviamo un’opera in anteprima con una spiegazione dell’artista e facciamo un tour virtuale dalla galleria su appuntamento con spiegazione delle curatrici. Infine, spediamo la locandina stampata e firmata da tutt*: artist*, curatrici e galleria.
200€ o più
Grazie di cuore! A breve ti invieremo una mail di ringraziamento e in più: aggiungiamo il tuo nome tra quello dei sostenitori nel materiale promozionale, ti mandiamo una copia della locandina in alta definizione, ti inviamo un’opera in anteprima con una spiegazione dell’artista e facciamo un tour virtuale dalla galleria su appuntamento con spiegazione delle curatrici. Inoltre riceverai la locandina firmata, il catalogo e un CD dell’opera sonora della mostra.
Torino, Italia
Cultura

Peri-phéro ripensa le coordinate entro cui i nostri sensi dispongono il reale. Ad animare la mostra è l’inesplorata fecondità di ciò che sta attorno alle tematiche catalizzatrici dell’attenzione, nonché la convinzione che non ci si possa con-centrare efficacemente su una questione senza aver prima accettato di de-centrare il proprio sguardo, senza aver camminato con pazienza sulla linea di confine che la circoscrive.
Il verbo greco peri-phéro – “ti porto intorno”, nella sua traduzione italiana – è dunque primariamente una dichiarazione di intenti, un’ufficiale assunzione di responsabilità e un invito ad avventurarsi nelle periferie di tre luoghi capitali delle narrazioni artistiche e culturali: il corpo, la città e l’individuo

Con il termine periferia si intende il marginale nel suo senso più ampio: marginale è ogni zona di frontiera, ma è anche – a seguito delle molteplici stratificazioni semantiche della nozione di margine – ciò che appare irrilevante, insipido o disprezzabile.
L’esibizione esplora una sorta di topologia somatica che abbraccia questo ventaglio di significati e lo problematizza, interpretando come periferie del corpo sia le sue estremità propriamente dette sia tutte le parti che, per noncuranza o superficialità, passano inosservate, o che per pudore, vergogna o, ancora, seduzione vengono nascoste alla vista. 

La fotografa Isabel Rodriguez Ramos, sfidando la progressiva smaterializzazione dei rapporti interpersonali a cui il contemporaneo va incontro, porta alla luce i margini ignorati dei corpi femminili, alla riscoperta del ruolo della fisicità nella costituzione delle fondamenta sociali. Le mani che Isabel immortala, grazie alla loro silenziosa gestualità, si rivelano uno strumento comunicativo più intenso della voce, capace di gridare, di chiedere
aiuto, rivalsa, riconoscimento, di perlustrare, di viaggiare in cerca di un’identità, di donarsi, di sostenere e sostenersi, di incoraggiare l’incontro con l’ignoto.


Il noise investigator Alessio Degani schiude invece degli scorci acustici su quelle aree urbane che possono essere dette periferiche o perché localizzate al di fuori delle principali arterie cittadine o perché dimenticate dalla maggior parte di coloro che abitano in città. Alessio, nel comporre un landscape sonoro della sua Brescia, le dà voce, consentendo di riscoprirla come un organismo vivente che si sveglia, canta, ruggisce attraverso le
macchine che sfrecciano sulle sue strade e mormora quando la luce del sole lascia il posto alla freschezza della notte. I suoni periferici che Alessio colleziona e mette in dialogo fanno incrinare le barriere tra paesaggio antropico e paesaggio naturale, contribuendo a dare evidenza al carattere sorprendentemente sfumato di ogni confine. 


Ad amplificare le sintonie tra la geografia del corpo e quella urbana, trova spazio una riflessione sull’individualità, lasciata germogliare dalle delicate zone liminali attraverso cui i concetti di identità e differenza entrano in comunicazione, nella consapevolezza che, in fondo, la peri-phéreia è al contempo sia la linea che identifica un interno sia il primo punto di contatto con l’esterno; l’unica vera finestra per pensare e accogliere l’alterità. A ricordarlo è Elmira Abolhasani, scultrice iraniana la cui poetica è a tutti gli effetti un
viaggio che percorre, grazie a una rara sensibilità, anche i sentieri più capillari  dell’interiorità umana. Due sono le installazioni con cui Elmira invita il pubblico ad addentrarsi nei luoghi periferici dell’individuo: le mani di vetro con cui rende visibili gli invisibili – così lei sceglie di chiamare tutti coloro che vengono relegati ai bordi della
società – e il suo Past, Now or Future, un tappeto persiano di specchi che cuce insieme le
frontiere tra Io e Altro.

La grazia delle opere di Shirin Abedinirad apre e chiude il cerchio del percorso espositivo.
Lo specchio, al centro della ricerca estetica di Shirin, riesce, nelle sue installazioni, a ricomprendere e oltrepassare la funzione entro cui il mito di Narciso l’aveva confinato: da passivo strumento di autocelebrazione del corpo umano, diviene albergo della bellezza della natura; da muta superficie riflettente, spesso relegata all’interno di un edificio, si trasforma in cassa di risonanza del mondo esterno; da emblema dell’egocentrismo, si fa terreno di incontro con il diverso, capace di portare oasi di cielo anche sulle terra più
brulla.

Peri-phéro è un viaggio attraverso le gerarchie con cui ordiniamo il sensibile, nella direzione di acquisire un modo di guardare che, se non si può definire onnicentrico, conserva la consapevolezza che, il più delle volte, la novità e la ricchezza risiedono al limitare di ciò che è fuoco.

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COME VERRANNO UTILIZZATI I FONDI?

Innanzitutto, vi ringraziamo di cuore per il sostegno al nostro progetto che, grazie a voi, potrà assumere una forma compiuta e concreta, nonché – ci auspichiamo – contribuire a trasmettere l’urgenza di un rinnovamento delle prospettive con cui osserviamo il mondo. 
La mostra che stiamo organizzando si terrà negli spazi di DRIM | Contemporary Art Ground, a Torino, con il sostegno dei galleristi Federica Patera e Andrea Sbra Perego, che hanno deciso di riporre fiducia nelle nostre idee e nel messaggio di “Peri-phéro”. 
Il vostro contributo è fondamentale per raggiungere la somma necessaria alla realizzazione e alla stampa del catalogo della mostra. Nel caso venisse superata la soglia minima di 1000€, le donazioni raccolte saranno utilizzate per il rimborso delle spese legate alle opere d'arte e ai materiali informativi, così come per proporre eventuali incontri successivi, volti a portare avanti le istanze del progetto. 
Anche con il più piccolo contributo, ci aiuterete a costruire il nostro sentiero attraverso le periferie del sensibile, ed è per questo motivo che, per mostrarvi la nostra gratitudine, abbiamo pensato anche a delle ricompense speciali!

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CHI C'È DIETRO AL PROGETTO?

Le curatrici

Marta Blanchietti (Torino, 1998) è attualmente studentessa presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali. Da novembre 2019 collabora con Ikona Gallery di Venezia e con l'associazione Venice Galleries View. Ha partecipato attivamente a diversi progetti culturali e ha curato, insieme con la collega Eleonora Da Col, le mostre Beyond The Wall, presso Ikona Gallery a Venezia, e Non può essere solo treno, mostra personale di Matteo Losurdo in occasione del Riaperture Photofestival di Ferrara. Ha inoltre organizzato un festival di cinema e audiovisivo a Rosà (VI), dal titolo Indizi sul corpo, parte dell'azione Comunità Cultura Patrimonio, sostenuta dalla Fondazione Cariverona e dal Comune di Bassano del Grappa.

Carola Del Pizzo (Torino, 1996) è studentessa di laurea magistrale in Filosofia all'Università di Torino. Le sue ricerche si concentrano principalmente sull'estetica e la filosofia dell'arte. È redattrice della rivista di classe A "Filosofia", e ha pubblicato diversi lavori, tra cui, nel 2019, il libro "Il silenzioso Vuoto del Distacco: indagine sulle consonanze tra Meister Eckhart e John Cage" (2019), edito da Àpeiron Ediciones (Faber & Sapiens), e, nel 2021, l'articolo accademico "Isolare, Abitare, Conversare", in "distanza" - Quaderni di "Filosofia", di Mimesis Edizioni. Come aspirante curatrice, sta organizzando una mostra a Roma in collaborazione con l'organizzazione no-profit LoveItaly.

 

Gli artisti

Shirin Abedinirad (Tabriz, Iran, 1986) ha iniziato la sua attività artistica con la pittura. Ha completato i suoi studi accademici prima in Graphic Design e poi in Fashion Design, al Shariaty Technical College di Teheran, in cui la sua ricerca si è concentrata sull'arte concettuale e sui modi in cui si sovrappone al fashion design. Durante questo periodo, ha iniziato a impegnarsi in performance artistiche in giro per l'Iran, affrontando questioni di genere, sessualità e compassione umana. Dal 2012, Shirin fa video arte, esplorando la nozione di sé e di identità con immagini in movimento. Con il tempo la natura è divenuta la tematica centrale. Nel 2013 ha quindi iniziato a creare progetti di land art, installazione e arte pubblica utilizzando immagini della natura. Nel marzo 2014, Shirin è stata selezionata per una borsa di studio di un anno presso il centro di ricerca Fabrica di United Colors of Benetton. Ha esposto le sue opere in numerosi festival internazionali, biennali e mostre in tutto il mondo. Attualmente residente a Teheran, ha continuato a concentrarsi sui suoi progetti di performance, installazione e video arte.

Elmira Abolhasani (Mashhad, Iran, 1989) vive e lavora a Lisbona, Portogallo. Ha conseguito un master in Arte, scienza e tecnologia del vetro presso l'Università di Belle Arti di Lisbona. Lo scopo ultimo del suo percorso artistico, fino ad oggi, è stato quello di capire come si formano le reti e le identità umane e qual è la loro struttura di fondo. Come artista visiva che usa il vetro come materiale primario nelle sue opere, cerca di trovare se stessa mentre cerca di padroneggiare questo materiale. Il vetro viene visto come una creatura vivente con cui bisogna fare amicizia per poter lavorare. Le sue opere sono state esposte come mostre personali, di gruppo e online in gallerie internazionali e istituzioni come Stal Gallery, Muscat, Oman (2021), S12 Gallery, Bergen, Norvegia (2019), Redgate Gallery, Pechino, Cina (2019), Museo Nazionale di Storia Naturale e della scienza Lisbona, Portogallo (2018)e nel museo della città di Almada, Portogallo (2016).

Alessio Degani (Edolo, Italy, 1983) è da sempre affascinato dalla musica e dagli oggetti che generano dei suoni particolari. La sua formazione in ingegneria ha fortemente influenzato il modo in cui si approccia e concepisce la produzione musicale. Gli studi accademici e le ricerche in campo musicale si sono coniugati nel dottorato in Music Information Retrieval. Questo ha dato a Degani la possibilità di lavorare presso l’Institut de Recherche et Coordination Acoustique/Musique (IRCAM) a Parigi, dove ha ricoperto il ruolo di visiting researcher nel team di Analisi/Sintesi. Questa esperienza ha segnato profondamente la sua modalità di percepire ed esperire la natura del suono e del rumore.  Attualmente le sue ricerche sono focalizzate principalmente sulle tecniche di sintesi data-driven, sonificazione, musica generativa, concrete music manipolata nei parametri di tempo. Recentemente si è rivolto alla raccolta di suoni sul campo, in particolare in relazione ai documenti sonori effimeri che non sono facilmente percepibili dall’orecchio umano.

Isabel Rodriguez Ramos (Moncalieri, Italy, 1997) è una fotografa ed artista visuale italo-cubana di 23 anni residente a Torino. Con il sostegno di numerose sintonie concettuali con la filosofia, il teatro e la letteratura, la sua fotografia indaga il mistero del corpo panico proponendosi come spazio di confronto e condivisione dei mondi interni di ognuno. Ispirati dai principi della terapeutica artistica e dell’eco terapia, i suoi progetti fotografici vogliono essere l’opportunità di esprimersi attraverso la poetica del corpo nella condivisione con il fotografo di un ambiente creativo e non giudicante. Oltre all’allestimento di diverse mostre personali e la partecipazione a festival artistici ed esposizioni collettive, le sue fotografie ottengono credito e riconoscimento anche grazie a una serie di pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali. Isabel è fondatrice e direttrice artistica del progetto multi-artistico “Natural Mente Corpo”.

 

La Galleria

DRIM | Contemporary art ground nasce nel 2021 dalla collaborazione di Andrea Sbra Perego e Federica Patera con il negozio di belle arti RIM di Torino. DRIM è un terreno di scambio che si allarga e procede a ritroso per porre in risalto professionalità e competenze che appartengono alla sfera artistica. Un terreno fertile i cui capisaldi sono studio e ricerca, incontro, ibridazione e sperimentazione, nel tentativo necessario di uscire dalla propria comfort zone e di mettersi in discussione, rischiare; nella convinzione che il dialogo attraverso l’arte sia sempre possibile. DRIM è il terreno di un’opera in fermento, con una linea non solo estetica ma anche e soprattutto etica.

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ENGLISH VERSION

Peri-phéro rethinks the coordinates within which our senses arrange reality. What animates the exhibition is the unexplored fecundity of what lies around the themes that catalyze our attention, as well as the conviction that you cannot effectively focus on a topic without having first accepted to de-centralize your gaze, without having patiently walked on the borderline that circumscribes it.

The greek verb peri-phéro – I bring you around, in its English translation – is therefore primarily a declaration of intent, an official assumption of responsibility and an invitation along a path that unravels into the peripheries of three places deeply frequented by artistic and cultural narratives: the body, the city and the individual. With the term periphery we mean the marginal in its broadest sense: marginal is every border zone, but it is also – following the multiple semantic stratifications of the notion of margin – what appears irrelevant, insipid, or despicable.

The exhibition explores a sort of somatic topology that embraces this range of meanings and problematizes it, interpreting as peripheries of the body both its proper extremities and all the parts that, for carelessness or superficiality, go unnoticed, or that for modesty, shame or, again, seduction are hidden from view. The photographer Isabel Rodriguez Ramos – challenging the progressive dematerialization of interpersonal relationships that the contemporary world is facing – brings to light the ignored margins of female bodies, rediscovering the role of physicality in the constitution of social foundations. The hands that Isabel immortalizes, thanks to their silent gestures, prove to be more communicative than voice: they will be capable of shouting, of asking for help, revenge, recognition, they will travel in search of an identity, offer themselves in support of the others, they will encourage the encounter with the unknown.

The noise investigator Alessio Degani discloses instead some acoustic glimpses of those urban areas that can be called peripheral either because they are located outside the main city arteries or because they are forgotten by most of those who live in the city. Alessio, in composing a soundscape of his Brescia, gives her a voice, allowing us to rediscover her as a living organism that wakes up, sings, roars through the cars that speed along her streets and murmurs when the sunlight gives way to the coolness of the night. The peripheral sounds that Alessio collects and puts into dialogue crack the barriers between the anthropic landscape and the natural one, contributing to highlighting the surprisingly blurred character of each boundary.

Amplifying the syntonies between the geography of the body and the urban one, a reflection about individuality finds its place inside the show. The Iranian sculptress Elmira Abolhasani makes it germinate from the delicate liminal zones through which the concepts of identity and difference enter in communication, reminding us that, after all, the peri-phéreia is both the line that identifies an interior and the first point of contact with the exterior, the only real window to think and welcome otherness. Elmira’s poetics is to all intents and purposes a journey that, thanks to a rare sensitivity, covers even the windiest paths of human interiority. Two are the installations with which she invites the public to scout the peripheral areas of the individual: the glass hands with which she makes visible the invisible – this is how Elmira chooses to call all those who are emarginated to the edges of society – and her Past, Now or Future, a Persian carpet of mirrors that sews together the borders between the Self and the non-Self.

The grace of Shirin Abedinirad's works opens and closes the circular path of the exhibition. Mirrors, at the centre of Shirin's aesthetic research, during her installations succeed in encompassing and going beyond the function within which the myth of Narcissus had confined them: from representing a passive instrument of the human body’s self-celebration, they start hosting the beauty of nature; from consisting in mute reflective surfaces, often relegated to the inside of a building, they transform in sounding boards of the outside world; from being prime symbols of egocentrism, they offer themselves as grounds of encounter with the different, becoming capable of bringing oasis of heaven even on the most barren land.

Peri-phéro is a journey through the hierarchies with which we order the sensible, in the direction of acquiring a way of looking that, if it cannot be defined as omnicentric, preserves the awareness that, most of the times, novelty and richness reside at the limit of what is at focus.

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HOW WILL THE FUNDS BE USED?

First of all, we would like to thank you for supporting our project which, thanks to you, will be able to take a  concrete form. We strongly believe that “Peri-phéro” will contribute to conveying the urgency of a renewal of the perspectives with which we observe the world.
The exhibition we are organizing will be held in the spaces of DRIM | Contemporary Art Ground, in Turin, with the support of the gallerists Federica Patera and Andrea Sbra Perego, who have decided to put their trust in our ideas and in the message of “Peri-phéro”.
Your support is fundamental to reach the sum of money necessary for realizing and printing the exhibition catalogue. In case the minimum threshold of 1000€ will be exceeded, the donations collected will be used to refund the expenses related to the works of art and the information materials, as well as to propose possible subsequent events, aimed at pursuing the instances of our project. 
Even with the smallest contribution, you will help us build our path through the peripheries of the sensitive. That is why, to show our gratitude, we also thought about some special rewards!

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WHO IS BEHIND THIS PROJECT?

 

The curators

Marta Blanchietti (Turin, Italy, 1998) is currently enrolled at Ca' Foscari University of Venice, and she is completing her Master in Economics and Management of Arts and Cultural Activities. Since November 2019, she has been collaborating with Ikona Gallery in Venice and with the Venice Galleries View association. She has actively participated in several cultural projects and curated, together with her colleague Eleonora Da Col, the exhibition “Beyond The Wall”, at Ikona Gallery in Venice, and “Non può essere solo treno”, a solo exhibition by Matteo Losurdo at Riaperture Photofestival in Ferrara. She also organized a film and audiovisual festival in Rosà (VI), entitled “Indizi sul corpo”, part of the Community Culture Heritage action, supported by the Cariverona Foundation and the City of Bassano del Grappa.

Carola Del Pizzo (Turin, Italy, 1996) is a graduate student in Philosophy at the University of Turin. Her research focuses mainly on Aesthetics and Philosophy of art. She is an editor of the class A journal "Filosofia", and has published several works, including, in 2019, the book "Il silenzioso Vuoto del Distacco: un'indagine sulle consonanze tra Meister Eckhart e John Cage" (2019), published by Àpeiron Ediciones (Faber & Sapiens), and, in 2021, the academic article "Isolare, Abitare, Conversare", in "distanza" - Quaderni di "Filosofia", by Mimesis Edizioni. As an aspiring curator, she is organizing an exhibition in Rome in collaboration with the non-profit organization LoveItaly.

 

The Artists

Shirin Abedinirad (Tabriz, Iran, 1986) started her artistic activity with painting. She completed her academic studies first in Graphic Design and then in Fashion Design, at Shariaty Technical College in Tehran, where her research focused on conceptual art and the ways in which it overlaps with fashion design. During this time, she began engaging in performance art around Iran, addressing issues of gender, sexuality, and human compassion. Since 2012, Shirin has been making video art, exploring the notion of self and identity with moving images. Over time, nature became the central theme. Therefore, in 2013, she began creating land art, installation and public art projects using images of nature. In March 2014, Shirin was selected for a one-year fellowship at United Colors of Benetton's Fabrica research center. She has exhibited her work in numerous international festivals, biennials, and exhibitions around the world. Currently residing in Tehran, she has continued to focus on her performance, installation and video art projects.

Elmira Abolhasani (Mashhad, Iran, 1989) lives and works in Lisbon, Portugal. She holds a master's degree in Glass Art, Science and Technology from the University of Fine Arts in Lisbon. The ultimate goal of her artistic journey has been to understand how human networks and identities are formed and what is their underlying structure. As a visual artist who uses glass as the primary material in her works, she seeks to find herself while trying to master this material. Glass is seen as a living creature that one must befriend in order to work with it. Her works have been exhibited as solo, group and online exhibitions in international galleries and institutions such as Stal Gallery, Muscat, Oman (2021), S12 Gallery, Bergen, Norway (2019), Redgate Gallery, Beijing, China (2019), National Museum of Natural History and Science Lisbon, Portugal (2018)and in the museum of the city of Almada, Portugal (2016).

Alessio Degani (Edolo, Italy, 1983) has always been fascinated by music and objects that generate particular sounds. His education in engineering has strongly influenced the way he approaches and conceives music production. Academic studies and research in the musical field have been combined in his PhD in Music Information Retrieval. This research period gave Degani the opportunity to work at the Institut de Recherche et Coordination Acoustique/Musique (IRCAM) in Paris, where he joined the Analysis/Synthesis team. This experience has deeply marked his way of perceiving and experiencing the nature of sound and noise. Currently, his research is mainly focused on data-driven synthesis techniques, sonification, generative music, concrete music manipulated in time parameters. Recently, he has turned to the collection of sounds on-site, investigating particularly all the ephemeral acoustical phenomena that are not easily perceived by the human ear.

Isabel Rodriguez Ramos (Moncalieri, Italy, 1997) is a 23 years old Italian-Cuban photographer and visual artist living in Turin. Supported by numerous conceptual attunements with philosophy, theatre and literature, her photography investigates the mystery of the body considering it as a space of confrontation and sharing of every human being's internal world. Inspired by the principles of therapeutic art and eco-therapy, her photographic projects want to encourage self-expression through the poetics of the body, in harmony with the photographer and in a creative and non-judgmental environment. In addition to several solo exhibitions and to the participation in many art festivals and group exhibitions, Isabel's photographs gain credit and recognition through a series of publications in national and international magazines. Isabel is the founder and artistic director of the multi-artistic project "NaturalMente Corpo".

 

The Gallery

DRIM | Contemporary art ground was born in 2021 from the collaboration of Andrea Sbra Perego and Federica Patera with the fine arts store RIM in Turin. DRIM is a ground of exchange that expands and proceeds backwards to highlight professionalism and skills that belong to the artistic sphere. A fertile context whose cornerstones are study and research, encounter, hybridization and experimentation, in the necessary attempt to get out of one's own comfort zone and to question oneself, to risk. This, believing that dialogue through art is always possible. DRIM is a place of work in ferment, with an intent not only aesthetical but also and above all ethical.

 

 

 

 

 


 

Aggiornamenti (1)
03 November 2021

Un piccolo aggiornamento dall'inaugurazione di venerdì scorso! Grazie a tutt* coloro che sono passat* a vedere la mostra. 

Continuate a sostenerci e vi aspettiamo sabato alla Peri-pheral night, con la presentazione del catalogo e due performance!"

Commenti (2)
Utente Anonimo ha donato 50€
Credo in voi!
10/10/2021
Utente Anonimo ha donato 15€
I luoghi sono una continua ricerca di sé stessi fuori dai confini del proprio corpo. Un piccolo contributo a Marta e Carola per questo importante progetto.
28/10/2021

Per maggiori informazioni contattaci al nostro indirizzo privacy@eppela.com