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reBOX - Save the Food

Un contenitore per portare a casa il cibo avanzato al ristorante, trasformando gli avanzi in buona abitudine

10.000€
Traguardo
10.000€
raccolti
104
Sostenitori
PostepayCrowd

reBOX - Save the Food

Un contenitore per portare a casa il cibo avanzato al ristorante, trasformando gli avanzi in buona abitudine

10.000€
Traguardo
10.000€
raccolti
104
Sostenitori
PostepayCrowd

Storia

Contro gli sprechi

Molto spesso una cena a ristorante si traduce in tantissimo spreco di cibo. Occorrerebbe una doggy bag ma… il 25% degli italiani non la richiede in quanto questa richiesta è considerata inopportuna. Eppure nel resto d’Europa la situazione è diversa: in Francia dal 2016 per i locali con più di 180 coperti la doggy bag è diventata obbligatoria, mentre a Londra per evitare sprechi molti ristoranti hanno eliminato il menu a la carte, proponendo unicamente un menu fisso. Sarà con questa consapevolezza che nell’agosto 2015 Daniela sussurrò all’orecchio di Marco: “Perché non facciamo noi la doggy bag italiana?”. Dopo una notte insonne, e dopo aver metabolizzato il messaggio di Daniela, Marco si armò di carta e forbici e realizzò la prima idea di reFOOD. Marco e Daniela sono i “genitori” di reBOX, lui responsabile commerciale, lei addetta all’amministrazione e alla comunicazione. Per misurare l’interesse riscosso dalla loro idea, decidono di produrre inizialmente 3mila scatole, andate a ruba in poco tempo.

 

È il momento di crescere!

Quel piccolo test di mercato aveva dimostrato a Daniela e Marco la bontà della propria idea, bisognava iniziare a pensare in grande e produrre reBox in quantità superiori. Il crowdfunding era lo strumento giusto al momento giusto: Eppela avrebbe consentito la prevendita del prodotto e, allo stesso modo, comunicato l’idea a una vasta community. L’obiettivo dichiarato dalla coppia era raccogliere 10mila, anche Postepay Crowd li avrebbe sostenuti qualora avessero raggiunto autonomamente il 50% del budget. La spinta di 104 sostenitori ha portato il progetto al successo, l’eco mediatico è stato davvero sorprendente (Il Fatto Quotidiano, Adnkronos, Panorama, Donna Moderna, ecc.). A oggi anche Carrefour sta strizzando l’occhio al prodotto made in Italy.

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Un progetto a cura di

reBOX Save the Food

Era una sera di Agosto 2015 quando Daniela sussurrò nell'orecchio di Marco ormai addormentato: "Perché non facciamo noi la "doggy bag" italiana?" La risposta di Marco fu: "msajgiuaenvkj umpf" (soprattutto umpf). Ma alle 5 di mattina, dopo la notte insonne, Marco si alzò, prese carta e forbici e partorì la prima idea di reFOOD. Bastò quel prototipo presentato ai fratelli Viesti dopo qualche giorno a fare innamorare anche loro del progetto... e da li naque Malvida e il progetto reBOX.

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