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L'Ora del Pellice

Il nuovo modo di leggere il territorio. Il tuo. Dal 16 settembre, un giornalibro trimestrale di approfondimento.

2.185€
145% di 1.500€
21 set 2016
Data chiusura
Finanziato

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

L'Ora del Pellice

Il nuovo modo di leggere il territorio. Il tuo. Dal 16 settembre, un giornalibro trimestrale di approfondimento.

2.185€
145% di 1.500€
21 set 2016
Data chiusura
Finanziato

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

Grazie, grazie, grazie!

In appena otto giorni abbiamo raggiunto il traguardo di 1.500 euro! Grazie davvero a tutti, siamo emozionatissimi per la fiducia che ci state dimostrando. Con il vostro sostegno ci state dando una carica incredibile, faremo di tutto per non deludervi! Per ringraziarvi, abbiamo deciso di premiare i nostri futuri lettori con un piccolo oggetto collezionabile, un omaggio a loro e al territorio che tanto amiamo che uscirà in ogni numero.

I 1.500 euro raccolti sono importantissimi per coprire parte delle prime spese!

Ci restano ancora 21 giorni prima del termine della campagna e vorremo rilanciare: le risorse che arriveranno in più serviranno per mettere un altro paio di ali al progetto. Presteremo ancora maggiore attenzione alla grafica, all'impaginazione e alla qualità della carta.

Uno dei nostri valori è la comunità. È bello sentirvi così partecipi e speriamo sia piacevole per voi esserci fin dalla prima ora e condividere con noi questa montagna russa di emozioni.

Continuando a sottoscrivere gli abbonamenti e a diventare soci, garantite un futuro al progetto, che mira ad andare ben oltre il 2016...

Il nostro nuovo obiettivo è 3.000 euro. Che dite, ce la facciamo?


L'Ora del Pellice è un giornalibro. Un volume estremamente curato, nella forma e nei contenuti, di informazione giornalistica comunitaria a cadenza trimestrale. Duecento pagine di approfondimento da conservare e collezionare.

L'offerta informativa, grazie a Internet, è molto ampia, ma spesso è confusa, superficiale, gridata. Il successo di una notizia è frutto della rapidità di immissione e di un titolo accattivante, a volte volutamente forzato: elementi che non aiutano la qualità e la correttezza dell'informazione.

I quotidiani o settimanali di carta stanno cercando di reagire, ma la concorrenza di Internet è spietata: la rete offre buona parte delle informazioni (in tempo reale e senza costi per i lettori), per quanto siano spesso imprecise e quasi sempre poco approfondite.

A nostro avviso, per fare informazione oggi, esistono due strade opposte: adeguarsi agli standard dei social network e sfidarsi nella caccia di click, unica misura del successo (anche a fini pubblicitari); oppure offrire un prodotto completamente diverso, curato e meditato, proposto ai lettori al giusto prezzo.

Noi riteniamo che il modo migliore per fare giornalismo sia “fare la differenza” rispetto a quanto si trova online. L'Ora sarà un giornalibro, un po' giornale e un po' libro. Non si occuperà di cronaca, rifiutando la corsa a chi arriva prima. Si prenderà il tempo necessario per la verifica e per l'analisi, a costo di arrivare “per ultima” sulle notizie, quando potrà godere di uno sguardo d'insieme più completo per fornire al lettore elementi davvero nuovi e utili. E magari le chiavi di lettura necessarie per comprendere i fatti, nel loro contesto.

Vocazione locale

Ci rivolgiamo a una comunità piccola e piuttosto coesa: l'asta del Pellice più il circondario di Pinerolo (nel dettaglio: Bobbio Pellice, Villar Pellice, Torre Pellice, Luserna San Giovanni, Angrogna, Lusernetta, Rorà, Bricherasio, Bibiana, Cavour, Osasco, Campiglione Fenile, Pinerolo, San Secondo di Pinerolo, Prarostino).

La nostra dimensione local è una limitazione ma anche un valore aggiunto: ci proponiamo a un numero ristretto di lettori, ma offriamo un prodotto che parla di loro e del loro quotidiano dalla prima all'ultima pagina.

La nostra è una vocazione, una missione. Il nostro editore è il territorio. Non a caso ci siamo costituiti in associazione culturale senza fini di lucro e proponiamo ai lettori di associarsi: stabiliremo insieme a loro gli argomenti da approfondire.

“Locale”, tuttavia, non significa “provinciale”: anzi, guarderemo al mondo per trovare spunti ed esempi virtuosi che possano essere d'interesse territoriale.

La nostra scommessa è che la nostra comunità capisca l'importanza di avere una rivista indipendente e di qualità al suo servizio e, di conseguenza, ci premi: i lettori comprandoci, gli inserzionisti scegliendoci per raccontare in modo nuovo le loro proposte commerciali, le aziende fungendo da sponsor.

I valori

Abbiamo una base valoriale comune, su cui ci impegniamo e su cui chiediamo condivisione anche da parte dei nostri sponsor e dei nostri soci-lettori. Le nostre parole d'ordine sono quattro: Rispetto, Qualità, Indipendenza, Comunità.

Quali numeri?

Trimestrale, 192 pagine più copertina disegnata, distribuito in 15 Comuni (in vendita in edicole scelte e librerie, in occasione di eventi o su abbonamento con consegna in proprio).

Naturalmente avremo anche noi un sito Internet (www.loradelpellice.it), che sarà utilizzato per tutto ciò che la carta non può contenere: video, audio, infografiche interattive.

Perché diventare soci

L'editore de L'Ora è il territorio, che si esprime attraverso l'associazione culturale Hari. Diventare socio significa dare una chance al progetto di crescere e di svilupparsi, significa credere che quest'iniziativa possa offrire un contributo reale al territorio a cui è dedicata. Soprattutto consente a chi ci concede la sua fiducia di avere una parte attiva nella creazione del giornalibro trimestrale.

Come in tutte le associazioni, i soci potranno partecipare alle assemblee, in cui tra l'altro si approverà il bilancio. L'aspetto che caratterizza l'associazione culturale Hari, però, è la consultazione dei soci da parte della redazione quando dovrà scegliere gli argomenti da approfondire su L'Ora, nel rispetto dello Statuto e dei Valori fondativi.

Chi si associa attraverso Eppela riceverà, inoltre, una tessera socio personalizzata e collezionabile.

Come verrano utilizzati i fondi

Ci permetteranno di partire, coprendo le spese vive della nascita dell'associazione e contribuendo a quelle legate alla rivista (principalmente stampa e distribuzione, oltre alla valorizzazione delle professionalità che s'impegnano nel progetto). Ci daranno inoltre la carica per lavorare al secondo numero, che uscirà il 3 dicembre.

Chi c'è dietro al progetto

Il direttore responsabile è Daniele Arghittu: a 13 anni ha diretto il giornalino di classe, a 16 ha cominciato a collaborare a un'importante testata locale, a 23 è diventato professionista, a 41 si è votato alla carriera di freelance. Si è finto clochard per poter spiegare da dentro il mondo degli umili; ha interpretato le emozioni di una comunità stretta attorno a una squadra di hockey; ha intervistato un signore della guerra in Congo; ha dato voce alla valle che ama.

Davide Larocca proviene da una famiglia mediterranea e si è laureato con una tesi sull'immigrazione meridionale al Nord. Non ha ancora capito come riesca a vivere lontano dal mare; per fortuna ci sono le stellate in montagna a consolarlo. S'interessa soprattutto a lavoro, casa e immigrazione. Oltre a scrivere, insegna e fa radio.

Marco Parella ha un'intatta voglia adolescenziale di inseguire le sue passioni. Penna o pc, microfono, cuffie, reflex o videocamera. Ama scoprire storie vere, capirle fino in fondo e poi raccontarle nella maniera più sincera possibile. Certe volte rimpiange il futuro che voleva da bambino, poi si accorge di sognarne uno ancora più bello.

Per Michela Perrone scrivere, realizzare video e audiodocumentari è un modo per capire le persone, oltre che raccontarle. Come giornalista freelance si occupa soprattutto di scienza, ma s'interessa molto anche ai cambiamenti nel mondo del lavoro e ammira chi è riuscito a trasformare le difficoltà in opportunità.

Elisa Rollino è cresciuta tra le montagne nelle cui grotte stagiona il Castelmagno ed è arrivata in Val Pellice portando con sé dal cuneese la calma al volante e l’orgoglio discreto di vivere in provincia. Non può immaginare di allevare le figlie in un mondo senza informazione locale, capillare e di qualità, e cerca di infilarci lo zampino ovunque vada.

e ancora...

Barbara Maurino ha sempre amato osservare in silenzio ciò che la circonda. Non esce mai di casa senza la sua macchina fotografica. Uno scatto può bloccare lo scorrere inesorabile del tempo, isolarne un instante e conservarlo per l'eternità. E il nostro “micro-mondo”, che spesso passa inosservato, ha mille emozioni da trasmettere.

Andrea Rignanese ha per la fotografia una passione viscerale. All'interno dei suoi scatti si può scorgere, ogni volta, qualcosa di lui. I suoi soggetti preferiti sono le persone e la vita quotidiana, che spesso gli regalano istanti e situazioni che nemmeno la più fervida delle menti potrebbe immaginare.

Da che ha memoria, Matteo Fenoglio ricorda di aver sempre scarabocchiato su qualunque supporto avesse sottomano. I primi scarabocchi diventati fumetti escono nel 2007. Nel 2009 disegna Piazza Fontana (BeccoGiallo) sui testi di Francesco Barilli. Sempre su testi di Barilli escono nel 2012 e nel 2014 Piazza della Loggia vol. 1 e 2 (BeccoGiallo). Ha pubblicato, tra l'altro, su Wired, L'Unità ed E,il mensile di Emergency.

Federica Gaydou, sin da bambina, si è appassionata alla natura. A fine liceo ha iniziato ad approfondire l'ornitologia e, grazie a un buon orecchio, ha imparato a riconoscere gli uccelli e i loro canti. Da quasi vent'anni è tecnico faunistico: continua a camminare, fotografare e ascoltare la natura. Scriverne è un modo per condividerne la bellezza.

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Un progetto a cura di

Hari - Associazione culturale

Siamo un'associazione culturale senza scopo di lucro formata da professionalità diverse che stanno dalla parte del territorio in cui vivono e lavorano.
L'Ora è il nostro primo contributo alla comunità.

Ci siamo costituiti in associazione perché chiunque desideri aiutarci negli obiettivi che ci siamo posti possa far parte del gruppo. Questo angolo di mondo merita di più e una buona informazione è la base di partenza ideale. Noi ci crediamo. E voi?


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