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Nessun Paese è un'isola

Un testo per dimostrare dati alla mano che l'accoglienza fatta bene porta beneficio a tutti: ai rifugiati e alle comunità che li ospitano

4.564€
228% di 2.000€
26 ago 2016
Data chiusura
Finanziato

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

Nessun Paese è un'isola

Un testo per dimostrare dati alla mano che l'accoglienza fatta bene porta beneficio a tutti: ai rifugiati e alle comunità che li ospitano

4.564€
228% di 2.000€
26 ago 2016
Data chiusura
Finanziato

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

Stretch goals

Abbiamo raggiunto il primo obiettivo - pari a 2.000 euro - in un tempo record! Questo ci permetterà di andare in stampa e di cominciare la distribuzione del nostro testo.

Ma non ci fermiamo qui!

Come annunciato sin da subito, la nostra campagna proseguirà lungo tutto la penisola, per raccontare come l'accoglienza fatta bene possa portare vantaggi a tutti. Ecco perché abbiamo deciso di fissare un ulteriore obiettivo, pari a 2.000 euro (il totale sarà perciò di 4.000 euro), il cui raggiungimento ci aiuterà ad organizzare più facilmenteiniziative, occasioni di incontro, momenti di discussione e di presentazione delle proposte contenute nel libro.

Inoltre, nei prossimi giorni sarò nei Balcani, lungo la rotta migratoria con l'associazione di volontariato "Speranza - Hope for children", per portare assistenza alle persone che stanno cercando di arrivare in Europa letteralmente a piedi. Al termine racconterò questa esperienza in un reportage che diffonderemo attraverso i canali di "Nessun Paese è un'isola".

La nostra campagna prosegue, partecipa anche tu!

Di cosa si tratta

«Nessun Paese è un’isola» è un lavoro di analisi e decostruzione dei luoghi comuni e della propaganda riguardante i flussi migratori e l'accoglienza.

I famosi 35 euro al giorno regalati agli immigrati, che in realtà sono destinati agli italiani che se ne occupano.

La profugopoli sbattuta in prima pagina, senza considerare che i cattivi esempi - che vanno spazzati via - in realtà nascondano modelli virtuosi e efficaci.

È, come sempre, la logica dell'emergenza quella da superare.

È, come sempre, la storia e la vocazione del nostro Paese: una “quasi isola” in mezzo al Mediterraneo, orientata in senso meridiano, naturale collegamento tra un Nord più ricco di noi e un Sud che sta molto peggio di noi.

L'accoglienza può essere fatta bene. Possono essere valorizzati gli interventi di qualità, possono essere eliminate le distorsioni e spese bene le risorse, a favore dei rifugiati ma anche delle comunità che li ospitano. Vale soprattutto per le zone periferiche del paese, attraversate da passaggi di persone che probabilmente in quelle zone non si fermeranno.

In questo viaggio, curato da Stefano Catone, ci guidano Luca Ciabarri (antropologo) ed Elly Schlein (parlamentare europea) offrendo uno sguardo internazionale e più precisamente europeo al fenomeno, lo stesso Stefano Catone e Marco Omizzolo (sociologo) con due inchieste sulle potenzialità del sistema di accoglienza italiano, Daniela Di Capua (direttrice SPRAR) intervistata da Erika Capasso sulla rete SPRAR e Giulia Capitani (OXFAM) sul sistema hotspot. Ascolteremo le testimonianze del comitato Possibile di Udine sulla rotta balcanica, i volontari del centro Baobab di Roma e di Welcome Refugees, Paolo Naso sui canali umanitari attivati da Mediterranean Hope. Chiudono Fabrizio Gatti e la sua vita da migrante e Riccardo Staglianò sul sistema dei media. A Giuseppe Civati sono lasciate le conclusioni e l’impegno a tradurre in politica tutto questo.

Perché sostenerci. Perché la prossima pagina tocca scriverla a tutti noi che che ci reputiamo costruttori di pace, inclusione e convivenza.

Perché non è il tempo della paura, ma è il tempo di guardarci negli occhi e dire che un mondo migliore è possibile, ma per costruirlo possiamo contare solo sulle nostre forze. Spiegando, raccontando, mettendo in pratica e diffondendo gli esempi virtuosi, costruendo una cultura dell'accoglienza.

Venite con noi, mettiamoci in cammino.

Come verranno utilizzati i fondi

La pubblicazione non è a scopo di lucro: tutto il ricavato sarà destinato prima come contributo alla pubblicazione del libro (2000 euro) e successivamente alla discussione e diffusione dei suoi contenuti, su e giù per la penisola.

Il nostro viaggio è già iniziato, con una mappa della buona accoglienza. Aiutateci a diffonderla e a implementarla.

Acquistando il testo ora ci aiuti a finanziare la pubblicazione e inoltre avrai uno sconto rispetto al prezzo di copertina, che sarà pari a 14 euro. In più, sono previste delle cartoline illustrate sul tema delle migrazioni.

Chi c'è dietro al progetto

Il testo nasce da un'idea di Stefano Catone, coadiuvato da esperti del settore, dagli attivisti di Possibile e da Giuseppe Civati.

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Un progetto a cura di

Stefano Catone

Stefano Catone si occupa di comunicazione a diversi livelli. Cura le pubblicazioni sul sito Possibile.com, ha curato la pubblicazione di “Expo della dignità – Contro la fame e ogni sfruttamento”, ha partecipato alla stesura di “Un Po di contraddizioni – Il libro verde della Lega Nord”. Ha collaborato con Left, Radio 24 e il Parlamento europeo.

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