Loading pp black 533b87cfd338eef8adc058952b8f834fb495f7d439c68cc5c683336f8b4b639b
Italia
Civico
Widget
Copia il codice qui sotto ed incollalo nel tuo sito web o blog
Testo copiato
Shortlink
Testo copiato

MIL€X 2016

Primo rapporto annuale sulle spese militari italiane

5.400€
Chiuso il 08 ago 2016
31%
17.000€
Concluso

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo

Tutto o niente

MIL€X 2016

Primo rapporto annuale sulle spese militari italiane

5.400€
Chiuso il 08 ago 2016
31%
17.000€
Concluso

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo

Tutto o niente

«Dobbiamo vigilare contro l'acquisizione di un'ingiustificata influenza da parte del complesso militare-industriale, sia palese che occulta. Non dobbiamo mai permettere che il peso di questa combinazione di poteri metta in pericolo le nostre libertà e processi democratici. Soltanto un popolo di cittadini allerta e consapevole può trovare un adeguato compromesso tra l'enorme macchina industriale e militare di difesa e i nostri metodi e fini pacifici, in modo che sicurezza e la libertà possano prosperare assieme».
Presidente degli Stati Uniti d’America Dwight D. Eisenhower,
Discorso di addio alla nazione del presidente, 17 gennaio 1961

«Il denaro che oggi si sperpera a costruire ordigni di morte che recano in essi la fine dell’umanità, serva, invece, a combattere la fame nel mondo. Mentre io parlo migliaia di creature umane lottano contro la fame e di fame muoiono. Si svuotino gli arsenali e si colmino i granai».
Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini,
Discorso di Città del Messico, 27 marzo 1981

Perché?

In Italia si spendono ogni ora 2,5 milioni di euro per la Difesa. Mezzo milione all’ora solo per l’acquisto di nuovi armamenti: missili, bombe, blindati, cacciabombardieri, navi da guerra. Acquisti finanziati in gran parte con fondi destinati allo sviluppo economico del Paese, i 3/4 dei quali finiscono così a sostegno dell’industria bellica nazionale penalizzando altri settori industriali. Strumenti militari costosissimi destinati a rimanere inutilizzati per mancanza dei fondi necessari alla loro manutenzione e addirittura al loro uso, per cui si ricorre ai fondi per le missioni all’estero, generando un inquietante meccanismo di mezzi che giustificano il fine dell'impegno bellico. Mezzi che, salvo qualche raro utilizzo in missione, finiscono cannibalizzati per i pezzi di ricambio o ad arrugginire in qualche deposito (il gigantesco cimitero di carri armati di Lenta, nel Vercellese, è l’emblema di tutto questo).

Nonostante ciò, lo Stato italiano continua a comprare nuovi armamenti, non in base a effettive esigenze di sicurezza nazionale (le bombe non servono a contrastare le minacce odierne, semmai a fomentarle) ma ai desiderata dei vertici militari, tradizionalmente refrattari a sottoporre questa materia al vaglio del Parlamento e dell’opinione pubblica e anche solo a fornire informazioni chiare e dettagliate in materia di spese militari. La scarsa trasparenza della Difesa nei confronti dei parlamentari, che queste spese dovrebbero approfonditamente valutare e dibattere prima di autorizzare, crea una situazione di voluta opacità funzionale a ostacolare un efficace controllo democratico sulle spese militari, una cortina fumogena dietro la quale si celano oscuri affari, scandalosi sprechi e inquietanti intrecci politico-affaristici.

Questa situazione è emersa chiaramente quando – a seguito dell’introduzione nel 2012 di poteri di supervisione parlamentare sulle spese militari – le Camere hanno provato a esercitare la loro funzione di controllo democratico, tra gli altri, sul programma F-35 scontrandosi con le lobby politico-militari-industriali che hanno fatto muro respingendo quella che giudicano come indebita intrusione in una materia di loro esclusiva competenza. Quella vicenda, grazie anche ad alcune campagne di sensibilizzazione e al lavoro di alcuni giornalisti, ha comunque risvegliato l’interesse pubblico rispetto alla tematica delle spese militari, la cui riduzione risulta una delle urgenze più sentite dalla cittadinanza.

Cosa?

MIL€X – Osservatorio sulle Spese Militari Italiane sarà uno strumento di monitoraggio indipendente ispirato ai principi di obiettività scientifica e neutralità politica. MIL€X non è un progetto pregiudizialmente antimilitarista e non si oppone in maniera ideologica alle spese militari, riconoscendo l’esigenza di mantenere efficienti e moderne le nostre forze armate. Il progetto mira tuttavia a rendere trasparenti queste spese, analizzandone in maniera obiettiva gli aspetti critici inerenti alla loro razionalità, utilità e sostenibilità, in particolare per quanto concerne i programmi di acquisizione di armamenti. Il problema non è l’acquisto di nuovi aerei, nuovi carri armati e nuove navi da guerra, ma modalità e criteri con cui tali acquisti vengono fatti, a partire dalla necessità di una corretta e completa informazione al Parlamento su caratteristiche tecniche e costi dell’armamento richiesto, effettiva necessità operativa in termini di idoneità del mezzo e di quantità richieste, possibili alternative valutabili, sostenibilità logistica del programma nel lungo periodo, ecc.

MIL€X svolgerà un servizio pubblico di raccolta, analisi e diffusione di dati e informazioni (notizie esclusive, inchieste, studi, documenti ufficiali, database, analisi dati e fact checking) per contribuire ad accrescere la consapevolezza dei cittadini, dei loro rappresentanti nelle istituzioni, degli operatori dell’informazione e degli attivisti sociali, in modo da rendere possibile un cosciente e informato controllo democratico su una delle più ingenti e politicamente significative voci di spesa pubblica.

MIL€X nasce per iniziativa di Enrico Piovesana, giornalista collaboratore del Fatto Quotidiano esperto di difesa e spese militari, e Francesco Vignarca, coordinatore di Rete Italiana per il Disarmo e autore di diversi volumi e articoli sul tema degli armamenti, con la collaborazione del Movimento Nonviolento, fondato da Aldo Capitini nel 1962. In seguito si attiveranno collaborazioni, in Italia e all’estero, con esperti del settore, istituzioni accademiche, centri di ricerca, associazioni attive sulla tematica delle spese militari, organizzazioni non governative e organizzazioni internazionali.

Il primo passo...

Il primo passo per l’avvio di questo progetto è un approfondito lavoro di ricerca e analisi, che confluirà nel Primo Rapporto Annuale MIL€X sulle Spese Militari Italiane (pubblicazione prevista per novembre 2016): un testo di agevole lettura, ricco di notizie inedite e curiosità, di dati e statistiche, nel quale sarà presentata un’analisi critica e obiettiva della spesa militare italiana (l’indice provvisorio è riportato qui di seguito).

Per poter condurre questo lavoro nei prossimi mesi e per sostenere le spese ad esso connesse, abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti coloro che riconoscono l'importanza e il valore etico e politico del controllo democratico sulle spese militari e che quindi ritengono il nostro progetto meritevole di sostegno. Il lavoro per la realizzazione del Primo Rapporto MIL€X verrà avviato - e le vostre donazioni accettate - solo se al termine della campagna di crowdfunding sarà stata raggiunta la cifra prestabilita. A questo primo passo, se avrà successo, seguirà un secondo passo: la creazione dell’Osservatorio vero e proprio e l’avvio delle sue attività. A tal fine lanceremo una nuova campagna di crowdfunding.

Grazie per il vostro sostegno!

Per maggiori informazioni, visitate il sito MILEX.ORG

1467111167212991 noieppela

Un progetto a cura di

Enrico Piovesana e Francesco Vignarca

ENRICO PIOVESANA
Giornalista esperto di difesa e spese militari, ex inviato di guerra di PeaceReporter (Emergency), oggi collaboratore del Fatto Quotidiano.
> Articoli sul Fatto Quotidiano
> Profilo Linkedin


FRANCESCO VIGNARCA
Coordinatore della Rete Italiana Disarmo e autore di libri (Il caro armato; Armi, un affare di Stato; F-35, l'aereo più pazzo del mondo) e articoli sul tema armamenti.
> I signori delle guerre, rubrica su Altraeconomia
> Tracce, blog personale


Seguici su

Italia