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reBOX - Save the Food

Un contenitore per portare a casa il cibo avanzato al ristorante, trasformando gli avanzi in buona abitudine

10.000€
100% di 10.000€
14 mag 2016
Data chiusura
Postepay Crowd
Finanziato

reBOX - Save the Food

Un contenitore per portare a casa il cibo avanzato al ristorante, trasformando gli avanzi in buona abitudine

10.000€
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14 mag 2016
Data chiusura
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Finanziato

Il Progetto reBOX

Attualmente in Italia lo spreco di cibo ammonta a 5,1 milioni di tonnellate, dato che emerge dalla recente indagine illustrata ad Expo2015. Di questa quantità, 185 mila tonnellate provengono dagli alimenti buttati via nella ristorazione.

Negli ultimi anni, però, è cresciuta la percentuale di recupero alimentare, dovuta a una maggiore consapevolezza sociale e al moltiplicarsi degli atteggiamenti virtuosi.

Il progetto reBOX nasce da questa tendenza positiva, per aumentare l’attenzione verso lo spreco, diminuendo velocemente l’impatto che la ristorazione ha su questi numeri.

Come? Creando il contenitore reFOOD.

reFOOD ci libera dal preconcetto che portare a casa il cibo avanzato al ristorante sia un gesto poco elegante. E trasforma in buona abitudine quello che oggi è puro spreco!

reFOOD non è la classica “doggy bag”. È un contenitore, riciclabile e riutilizzabile, che consente di portare a casa, in modo pratico e originale, quello che non è stato terminato e che si potrà conservare in frigo e mettere direttamente nel microonde, la composizione della vaschetta interna di reFOOD lo permette.

reFOOD FA LE COSE PER BENE PER FARE DEL BENE!

Per ogni contenitore reFOOD acquistato dai ristoratori reBOX devolve una parte del ricavato ad “AZIONE CONTRO LA FAME”, associazione umanitaria internazionale impegnata in 47 paesi del mondo contro fame e malnutrizione infantile. Per visionare i progetti attivi visita il sito www.azionecontrolafame.it.

Quando non sprecare cibo è un’arte.

Il contenitore re FOOD è utilissimo, pratico e… anche un’opera d’arte! La fascetta che lo ricopre è illustrata da Andrea Aste, artista torinese di grande talento. Perché questo progetto vuole sensibilizzare sulla tematica del cibo, facendo esprimere figure creative emergenti, coinvolgendole in una finalità di grande attualità. Così il contenitore reFOOD cambierà il suo aspetto, di volta in volta, diventando una bag con soggetti diversi e collezionabili.

Aiutaci a produrre le reFOOD

A gennaio siamo partiti per questa avventura e abbiamo prodotto una piccola quantità di reFOOD per capire e misurare l'interesse che c'era per questo progetto... ebbene sì, è un successone. In pochissimo tempo abbiamo quasi finito le 3.000 scatole che avevamo e a breve non riusciremo più a soddisfare le richieste. Ora abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti voi per finanziare la produzione delle reFOOD e raggiungere il maggior numero di ristoranti in tutta Italia. Al momento siamo arrivati in Piemonte, Liguria, Trentino, Lombardia ed Emilia Romagna. Insieme a voi potremo crescere e coprire tutto lo Stivale!

I Fantastici 4 contro lo spreco del cibo

DANIELA:

La donna invisibile. Dal suo ruolo dietro le quinte tiene le redini del progetto dimostrando quanto una donna, in mezzo a tre uomini, sia in grado di tramutare le idee in azione.

VITO:

Mr Fantastic. Allunga i suoi arti in maniera spropositata per poter seguire e gestire tutto quello che è di sua competenza. Possibilmente senza alzarsi dalla sedia.

ALESSANDRO:

La torcia umana. Non mettete mai in discussione le sue scatole o l’ambiente si farà molto ma molto caldo. Passionale e infuocato ti “illumina” con le sue soluzioni.

MARCO:

La Cosa. Brontolone ma benevolo, con una forza sovrumana contro chi non crede nel progetto. Ha una pelle rocciosa che lo rende immune alle resistenze dei clienti.

LISA CASALI

Sostenitrice della campagna sarà Lisa Casali, scienziata ambientale e testimonial WWF per l’alimentazione sostenibile che con il suo blog su D.Repubblica, Ecocucina fornisce consigli su come ridurre il proprio impatto ambientale in cucina e autrice di “Tutto Fa Brodo – Dagli Scarti Alle Scorte: La Mia Rivoluzione In Cucina”. Ecco perché ha deciso di sostenere il progetto re Food. “La sfida del secolo, ovvero nutrirci tutti il giusto, anche quando arriveremo a 10 miliardi, non può prescindere da un utilizzo più efficiente delle risorse naturali e da un azzeramento degli sprechi. Lo spreco deve essere combattuto su più livelli e fronti, persino al ristorante. Tutte le volte che lasciamo qualcosa nel piatto è come se buttassimo via dell’acqua potabile, del suolo fertile, dell’aria pulita, oltre a contribuire ai cambiamenti climatici. Non sottovalutiamo il potere di ogni gesto quotidiano, come quello di recuperare ciò che diventerebbe rifiuto e farlo diventare magari il pranzo per il giorno dopo. Mi piace questo progetto per la sua tripla funzione, riduzione degli sprechi a tavola, educativo soprattutto per i più piccoli che così imparano il valore del cibo e poi sociale grazie all’azione di sostegno alle persone che hanno ben poco da mettere sulla loro di tavola. Infine reBox mi piace per la versatilità e facilità di utilizzo perché non è importante solo che il cibo arrivi dal ristorante a casa, ma anche che riesca a tornarci sulla tavola senza diventare rifiuto."

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Un progetto a cura di

reBOX Save the Food

Era una sera di Agosto 2015 quando Daniela sussurrò nell'orecchio di Marco ormai addormentato: "Perché non facciamo noi la "doggy bag" italiana?" La risposta di Marco fu: "msajgiuaenvkj umpf" (soprattutto umpf). Ma alle 5 di mattina, dopo la notte insonne, Marco si alzò, prese carta e forbici e partorì la prima idea di reFOOD. Bastò quel prototipo presentato ai fratelli Viesti dopo qualche giorno a fare innamorare anche loro del progetto... e da li naque Malvida e il progetto reBOX.