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Giornata Nazionale Ferrovie Dimenticate

L'ottava edizione della mobilitazione ideata da Co.Mo.Do. per salvare le tratte ferroviarie italiane dismesse.

1.412€
47% di 3.000€
27 feb 2015
Data chiusura
Scaduto

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

Giornata Nazionale Ferrovie Dimenticate

L'ottava edizione della mobilitazione ideata da Co.Mo.Do. per salvare le tratte ferroviarie italiane dismesse.

1.412€
47% di 3.000€
27 feb 2015
Data chiusura
Scaduto

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

La Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate vuole favorire il recupero e la valorizzazione dei tronchi ferroviari dismessi in Italia (circa 6000 km) attraverso la riattivazione del servizio o la trasformazione in piste ciclo-pedonali.

Sotto l'impulso e il coordinamento di Co.Mo.Do. (Confederazione Mobilità Dolce) ogni anno vengono organizzati da decine e decine di associazioni locali di outdoor circa 100 eventi in tutta Italia frequentati da migliaia di appassionati di mobilità dolce, in bici, a piedi, a cavallo oppure su treni a vapore lungo le tratte storiche conservate e curate amorevolmente da comitati e gruppi di volontari nazionali e regionali.

All'indirizzo http://www.ferroviedimenticate.it/form-iscrizione.html è possibile compilare l'apposito form per iscrivere un evento alla Giornata che quest'anno si terrà Domenica 8 Marzo in concomitanza con la Festa della Donna.

Con la Giornata Co.Mo.Do. vuole ribadire che il diritto alla mobilità per tutti i cittadini è sancito dalla Costituzione, che il collegamento ferroviario è fonte di sviluppo economico e che è di minor impatto sul paesaggio, che risulta fondamentale per raggiungere il posto di lavoro o il luogo di studio, che incentiva il turismo. In ogni paese europeo il traffico ferroviario è visto come un valore e la sua conservazione rientra tra le priorità nei programmi e nei finanziamenti pubblici. Ove la rete è gestita da privati, il suo valore economico non è messo in discussione e riceve sussidi pubblici per le sinergie con lo sviluppo del territorio.

Domenica 8 Marzo 2015 si dovranno riaccendere i riflettori sul problema dei 6000 km di binari dismessi che stanno venendo meno per l'incuria di chi è preposto alla loro cura e che invece potrebbero diventare vie verdi, corridoi ecologici per una multiutenza armonica e per lo sviluppo del turismo ferroviario. Ancora oggi destano stupore, per la loro ispirata duttilità ambientale, le ferrovie appenniniche (ad esempio: la Pontremolese, la Porrettana, la Faentina) specie se confrontate con la pesantezza delle moderne vicine autostrade.

Così come esiste un paesaggio visto dall’interno di una carrozza ferroviaria, esiste dunque anche un paesaggio in cui il treno, la ferrovia, sono protagonisti e diventano elemento di arricchimento o di disturbo del contesto. Il pensiero corre subito al problema dell’impatto ambientale delle nuove linee ferroviarie ad alta velocità, soprattutto se commisurato al più discreto inserimento nel paesaggio delle linee ottocentesche. Stiamo evidentemente parlando di quelle ferrovie che non sono entrate violentemente nelle città con i loro alti terrapieni o che hanno scardinato le linee delle coste marine - mali questi sui quali anche i nostri avi progettisti non hanno saputo porre rimedio - stiamo parlando delle linee che attraversano ordinatamente campagne e vallate, o che scalano ardite le montagne, come la Roma-Pescara o la Terni-Sulmona-Carpinone. Stiamo parlando delle piccole ferrovie della Sardegna, della Sicilia, della Calabria, della Campania. Stiamo anche parlando di tutto il patrimonio rotabile, che è poi l’essenza di un paesaggio ferroviario, quello che su un’altra scala arricchiva da bambini il nostro plastico: locomotive, carrozze, impianti fissi, rimesse, stazioni.

Fin dalla prima edizione di questa mobilitazione si è verificato un risveglio diffuso su tutto il territorio nazionale rispetto alle tematiche di un patrimonio importante, fatto di sedimi continui che si snodano nel territorio e collegano città, borghi e villaggi rurali, di opere d'arte (ponti, viadotti, gallerie), di stazioni e di caselli (spesso di pregevole fattura e collocati in posizioni strategiche), che giacciono per gran parte abbandonati in balia dei vandali o della natura che piano piano se ne riappropria. Un patrimonio da tutelare e salvare nella sua integrità, trasformandolo in percorsi verdi per la riscoperta e la valorizzazione del territorio o ripristinando il servizio ferroviario con connotati diversi e più legati ad una fruizione ambientale e turistica dei luoghi.

La Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate vede ogni anno tantissimi eventi a piedi, a cavallo, in bici e su treni storici: un mix dinamico tra gusto e bellezza, tra paesaggio, tradizioni e storia, dal quale possono riemergere emozioni e nuove attribuzioni di significati. Gli intrecci tra una chiesa gotica affrescata, il paesaggio nella quale è inserita, le vigne circostanti, l'olio degli ulivi che ne fanno da corona, e il gusto dei piatti del ristorante con prodotti a km 0 in fondo alla valle raggiungibili attraverso una ferrovia storica o la ciclabile nata dal binario dismesso, compongono le sensazioni inimitabili che l'Italia può offrire da Bolzano a Pantelleria, da Ventimiglia a Cormons. Intrecci che devono essere caratterizzati da continuità, da assenza di rotture e da coerenza dell'offerta, nell'erogazione di un servizio che inizia dalla prenotazione su un sito web, dalla salita sul treno storico, fino alla discesa lungo una ciclabile dentro il paesaggio.

Non si tratta solo di rivendicare che il tessuto ferroviario esistente venga salvaguardato per garantire il trasporto locale, ma anche che la sua tutela e manutenzione rappresentino un contributo alla valorizzazione dei territori e contribuiscano a percorsi di sviluppo locale incentrati sul risparmio di suolo. Basti pensare al turismo ferroviario ormai in crescita con la conseguente scoperta di paesaggi e di centri minori, o all'ipotesi di mobilità dolce in cui diverse forme di trasporto lento si integrano, divenendo strumento di una consapevolezza diversa del paesaggio, dove le stazioni disattivate vengono riusate come luoghi di sosta e di ristoro, veri e propri presidi territoriali. Si aprono nuove prospettive e inediti terreni di azione e di proposta per il tessuto associativo sia sul piano della valorizzazione dei beni culturali che su quello del mutamento del modello di sviluppo economico. Basta volerle coglierle.

‟I treni hanno fatto l’unità d’Italia - così Erri De Luca - più delle scaramucce di tre piccole rotaie di nuovi treni ultra-veloci, guerre d’indipendenza, più di un portone sfondato a Porta Pia. I treni ci hanno fatto conoscere italiani divisi dalla meravigliosa specie di dialetti. Prima di scendere alle stazioni, salutarsi, ci si scambiava l’indirizzo e almeno una cartolina di saluto arrivava a ricordo dell’incontro. L’Italia è stata unita dagli scompartimenti della seconda classe e la parola d’ordine e intesa, dopo i saluti e le presentazioni era una per tutti: favorite....”

“Il treno è andato ma il sogno è rimasto. Il “sogno del treno” porta con sé il confine - così Vinicio Capossela - la frontiera, l’assenza, la separazione, la migrazione, l’avventura, il paesaggio, il cammino, l’attesa, il racconto, il confronto sociale. Il treno, questo mezzo di sogno, in via di estinzione, che va scomparendo nelle tratte minori, nei convogli notturni, esaltato maniacalmente solo nelle tratte di alta velocità, ispirate più all’aeroplano che al treno.
Cari amici e non, noi ci siamo sognati il treno, e così speriamo di voi.”

Perché il crowdfunding?

Chiediamo a tutti gli amici di Co.Mo.Do., ai partecipanti alla Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, agli amanti del turismo ferroviario, delle ferrovie storiche e delle ferrovie in generale, di contribuire anche economicamente al rinnovo del successo di questa mobilitazione che coinvolge ogni anno migliaia di persone in tutta Italia.
I soldi raccolti tramite il crowdfunding contribuiranno a:

- Costo dell'ufficio stampa per i rapporti con i media cartacei, tv radio e magazine e blog online.
- Gestione informatica del sito ufficiale e dell'aggiornamento quotidiano dei social collegati alla Giornata.
- Segreteria organizzativa per il coordinamento di eventi collaterali pre e post giornata (in particolare la Maratona di Turismo ferroviario lungo l'Adriatico da Rimini a Brindisi, Convegni, Concorsi).
- Organizzazione delle attività di Co.Mo.Do. per mantenere viva l'attenzione sulle tematiche della mobilità dolce e sostenibile durante tutto l'anno.

Grazie a tutti!

 

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Un progetto a cura di

Ferrovie Dimenticate

Co.Mo.Do nasce come piattaforma per creare una rete nell’ambito della mobilità dolce e sostenibile. Confedera le più importanti Associazioni ambientaliste e culturali, nazionali e locali, che operano nel settore del turismo eco-compatibile, del trasporto pubblico locale, del cicloturismo, del trekking, del turismo ferroviario, dell’ippoturismo, che difendono la dismissione delle linee ferroviarie regionali. Info: www.ferroviedimenticate.it/comodo/chi-siamo.html

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