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Arte, Editoria
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La pillola - Un racconto horror

Un racconto horror con protagonista Jacopo, un ragazzo caduto nella trappola dell'eroina e forzato a prendere decisioni al limite dell'estremo

31€
6% di 500€
26 feb 2013
Data chiusura
Finanziato

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

La pillola - Un racconto horror

Un racconto horror con protagonista Jacopo, un ragazzo caduto nella trappola dell'eroina e forzato a prendere decisioni al limite dell'estremo

31€
6% di 500€
26 feb 2013
Data chiusura
Finanziato

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

Un racconto horror con protagonista Jacopo, un ragazzo caduto nella trappola dell'eroina, il quale si ritrova senza sapere perche' chiuso in una casa che non riconosce e senza possibilita' di uscire. Durante la sua odissea, Jacopo sara' costretto a prendere una decisione immonda, forse oltre al limite della sopportazione umana. Passa una serata in compagnia dell'orrore e sostieni questo racconto: con il tuo aiuto puo' vedere la luce.

Il racconto e' stato concepito per essere letto in una sola seduta, in modo da preservare l'unita' e l'unicita' dell'esperienza estetica. In particolare, si va a sondare come la psiche di una persona dedita all'uso dell'eroina sia capace di concepire idee intollerabili per persone non facenti uso di stupefacenti, e come il flagello della droga possa modificare radicalmente il compasso morale di una persona. Il materiale e' stato accuratamente ricercato, e il racconto si snoda snello ma sempre vivace per una lunghezza di circa 5.000 parole. La lettura de "la pillola" garantisce un'esperienza emotiva viscerale e coinvolgente: vieni anche tu a vedere cosa succede quando si sondano i limiti dell'estremo!

 

Di seguito, l'incipit del racconto.

La prima cosa che Jacopo noto’ appena riprese coscienza fu la polvere. Se la sentiva dappertutto: tra i vestiti, tra le dita, sui polpastrelli e in bocca. Riconobbe subito il sapore particolare, che faceva grattare la gola e venire voglia di sputare, della polvere stantia mista a vecchiume e mobilia tarlata. Un sapore giallo. Lo stesso sapore e lo stesso odore in cui si era abituato a vivere da quando le sue abitazioni altro non erano che case praticamente in rovina e abbandonate. Le stesse case che condivideva con persone che solo fino a qualche anno prima non avrebbe mai preso in considerazione di reputare amici.

La seconda fu che non si trovava nell’ultima stanza in cui si era addormentato. Realizzato cio’, la coscienza gli torno’ completamente, mentre l’adrenalina lo pervadeva da cima a fondo. Si alzo’ a sedere, guardandosi attorno senza capire. La prima cosa che fece fu controllare se avesse ancora le scarpe addosso, perche’ se aveva ancora le scarpe con tutta probabilita’ nessuno gli aveva tolto i calzini, e se nessuno gli aveva tolto i calzini allora il suo piccolo paradiso era ancora dove avrebbe dovuto essere. La paura di non trovare quello che cercava divento’ piu’ intensa di quellla di non sapere dove si trovava. Infilo’ due dita della mano nella scarpa, quasi perdendo l’equilibrio nel farlo, barcollando e ritrovandosi a saltellare su un piede solo. Le sette bustine di alluminio erano tutte dove dovevano essere. Si ritrovo’ a sorridere, senza accorgersi dell’ironia di essere contento per avere le sue dosi di eroina ancora con lui.

 

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Paolo Mantovani, originario di Verona provincia, italiano immigrato all'estero, prima a Londra ed adesso in Finlandia. Attualmente collabora con il corso di scrittura creativa del liceo di Ilmajoki e studia il finlandese, in attesa di iniziare a settembre il proprio corso (sempre di scrittura creativa) all'universita' aperta di Seinäjoki. Scrive solo dalle 4.30 alle 7, ogni mattina, dal lunedi al venerdi, riportando su carta storie ed immagini che mai vorrebbe vivere in realta'.

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