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Riportiamo Aida a casa

Aiutiamo Elisa a riportare in Italia la sua piccola Aida

885€
Chiuso il 15 gen 2021
7%
12.000€
Concluso

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo

Tutto o niente

Riportiamo Aida a casa

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Tutto o niente

La mia Storia:

Sono Elisa Claudia Ferro e quella che sto per raccontarvi è la storia di come cerco di riportare a casa mia figlia, Aida.

Tutto ha inizio nel 2009 a Sharm el Sheikh dove lavoravo come animatrice turistica e li conosco, quello che sarebbe diventato, il mio ex marito.

Ai tempi le cose erano ben diverse da oggi: eravamo innamoratissimi, o forse con il senno di poi, lo ero solo io.

Ci fidanziamo e per amore di lui decido di restare in Egitto dal 2009 al 2012, dove ci sposiamo con un matrimonio che verrà legalizzato anche al consolato italiano.

All’inizio eravamo un’unica cosa, complici e simbiotici, ma questa complicità nel giro di poco tempo si trasforma in ossessione e possesso, nessuno poteva entrare in quello che avevamo creato. Nemmeno la mia famiglia.

Nel 2012 le cose iniziano a cambiare, la vita che facevamo era diventata poco sostenibile, così decidiamo di tornare a Follonica.

Il tempo passa e lui assume comportamenti gelosi, completamente infondati, ma nonostante tutto io continuo a restare al suo fianco.

Credevo davvero nel nostro amore e nel nostro matrimonio, io sognavo di invecchiare con lui e di allargare la nostra famiglia. Così nonostante le incomprensioni decido comunque di andare avanti e di giustificare ogni sua reazione. 

Con queste premesse cerchiamo una gravidanza, e il 26 dicembre del 2015 nasce Aida

Purtroppo però il periodo che arrivò non fu facile.

Non avendo quasi più rapporti con i miei genitori e mio fratello, senza il supporto di qualcuno non riuscivo a lavorare con mia figlia piccola, così quando lui mi propose di andare in Egitto, io risposi di sì, nella speranza di una vita migliore. 

Mi sentivo inutile e abbandonata. 

La realtà è che lui mi aveva allontanato da tutto e da tutti. Quindi nel 2017 partiamo per l’Egitto.

E da qui l’inizio dell’incubo vero e proprio.

I litigi e le discussioni violente sono all’ordine del giorno e a volte anche arrivando alle mani. Il tutto veniva aggravato da una situazione economica instabile così lui decide di andare in Inghilterra per lavoro: apre un’attività, ma gli affari non vanno bene e dopo poco torna in Egitto.

Al suo rientro le cose cambiano drasticamente.

Abusava di me come gli pareva ed io mi domandavo, e gli domandavo, come una persona che diceva di amarmi poteva provare piacere mentre mi vedere piangere e soffrire. 

Arriva il divorzio.

Questo accadeva nel gennaio del 2019, da lì inizia il mio inferno.

Cosa succede:

Inizia a farmi vivere in una stanza, potevo solo andare in bagno e mi lasciavano il cibo fuori dalla camera. I soldi scarseggiano e lui decide di ripartire per la Scozia e decide che io potevo rimanere in Egitto con Aida alla sola condizione di fare la schiava, quindi dovevo pulire tutti i giorni casa di sua madre. Io pur di stare con mia figlia accetto. In questi mesi di reclusione dentro di me finalmente scatta qualcosa e riesco a contattare la mia famiglia. Questo accade a metà giugno 2019 all’incirca. Chiedo il loro aiuto per tornare a casa in Italia con mia figlia. 

Quando i miei parlano con la Farnesina e fanno una denuncia per sequestro di persona, mi arriva la prima doccia fredda: io potevo tornare ma la bambina no

Il 30 giugno bussano alla porta dei poliziotti egiziani in borghese, Aida aveva già capito tutto e incomincia a piangere tra le mie braccia implorando di non andare.

La mia ex suocera comincia a inveire contro di me, dicendo ai poliziotti di un mio tradimento presunto con il fratello di mio marito. In quel momento mi è passata tutta la mia vita davanti. Ero anche e soprattutto concentrata a calmare mia figlia che continuava a piangere disperatamente e quando i poliziotti mi chiedono se fosse vero quello che lei diceva io rispondo semplicemente , mentendo per salvarmi. Avevo paura di morire, perché comunque i poliziotti se ne sarebbero andati e io sarei rimasta lì, nella tana del lupo e probabilmente se avessi resistito alle sue parole non ne sarei mai uscita viva. Quando mi passano il comandante dei poliziotti egiziano e mi chiede se fossi al sicuro rispondo di no. Due giorni dopo era pronto il biglietto d’aereo fatto da loro, che mi avrebbe portato via da mia figlia. 

Erano le 02:36 di notte, quella è stata l’ultima volta che ho assaporato l’odore di Aida e incrociato i suoi occhi, quegli occhi che mi stavano dicendo “mi stai abbandonando”. 

Ma io sapevo che l’unico per salvarla era quello di rimanere in vita, da morta come avrei potuto aiutarla? Chi avrebbe pensato a lei? Questo è l’unico motivo che mi ha convinto a rientrare, la consapevolezza che solo tornando libera sarei riuscita a liberare anche lei

Perché una raccolta fondi:

Per riportare a casa mia figlia mi occorrono con urgenza 12.000 mila euro.

Solo con questa somma potrò pagare un avvocato egiziano che potrà presenziare all’udienza del prossimo 12 dicembre 2020.

Chiedo al mio Paese che venga fatta rientrare una minore italiana, prima che sia veramente troppo tardi, prima che l’Egitto emetta una sentenza nella quale mi venga levata la patria potestà. Chiedo all’Italia anche di aiutarmi economicamente in questa causa legale, perché non ho disponibilità, mio marito ha preso tutto quello che avevo, e in questo momento ho bisogno di un avvocato egiziano che mi rappresenti nell’udienza del 12 di dicembre, altrimenti non potrò più essere legalmente la madre di mia figlia. Sono disposta a fare qualsiasi cosa per lei, anche incatenarmi davanti alla Farnesina e iniziare lo sciopero della fame. Vi prego aiutatemi prima che sia troppo tardi.

Abbiamo pochi giorni di tempo.

Ogni contributo sarà importantissimo per salvare la vita di Aida.

Insieme #riportiamoaidaacasa

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Un progetto a cura di

Elisa Claudia Ferro

Mi chiamo Elisa Claudia Ferro, sono una ragazza di XX anni toscana, originaria di Follonica e sto cercando di riportare a casa mia figlia Aida.

#riportiamoaidaacasa

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