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Caiaccio Paestum (Sa)
Viaggi, Animali, Ambiente
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La fattoria del Podere Cafasso: aiutaci a costruirla!

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COME TUTTO È INIZIATO

Il progetto del Podere Cafasso nasce nel gennaio del 2020, quando io (Paolo) e Max siamo al termine della ricerca di un rudere da ristrutturare e un pezzetto di terra. Amanti della natura e desiderosi di trasformare questa passione in un lavoro, troviamo un casale anni ’50 nelle campagne di Capaccio Paestum (Sa), nella località Cafasso, immerso tra i campi di granturco.

La tenuta - che fino agli anni ’80 aveva ospitato diverse famiglie contadine del luogo - prende così il nome di “Podere Cafasso”, per omaggiare il borgo e i suoi abitanti.

Con l’acquisto della proprietà, riusciamo a rintracciare le risorse economiche per ristrutturare il casale e riqualificare l’ettaro di terra in cui è situato, invaso dai rovi e abbandonato da tempo. Purtroppo, al termine di febbraio, scoppia la pandemia del Covid-19, e gli investitori che ci avevano promesso quelle risorse economiche necessarie ai lavori decidono di aspettare che la situazione migliori.

Invece di perderci d’animo, ormai in stallo e senza la possibilità di ristrutturare il casale, scegliamo di occuparci della tenuta, e nei mesi mettiamo in opera con le nostre sole forze una serie di iniziative ambientali, disegnando un progetto che avrebbe reso il campo incolto un giardino botanico da visitare, e in cui poter trascorrere una giornata di relax partecipando ai nostri picnic immersi nel verde, o alle varie iniziative che via via proporremo.

A luglio del 2020 ci facciamo coraggio e chiediamo aiuto ai social, attraverso una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Eppela, il cui ricavato sarà destinato all’apertura del cantiere, nell’attesa di trovare nuove risorse economiche e realizzare il nostro sogno: trasformare il Podere Cafasso in una country house dotata di nove camere di diverse metrature, ognuna con bagno privato.
Quello che io e Max speriamo è che il Podere Cafasso diventi un luogo che dia ai turisti, agli appassionati di natura e a chi abita in città la possibilità di sperimentare un’esperienza di vita in campagna, con colazioni in giardino, percorsi didattici, ma anche raccogliendo i frutti dell’orto, passando del tempo con gli animali o facendo spuntini nel nostro bosco.

LA PRIMA CAMPAGNA DI CROWDFUNDING: UN ENORME GRAZIE!

La raccolta fondi di luglio è un vero successo e persone da tutta Italia ci dimostrano affetto e calore, aiutandoci a raggiungere il traguardo dei 20.000 euro. Questa somma sarà destinata alle pratiche di avvio del cantiere, che speriamo possa aprire i battenti entro la metà del 2021.

A oggi, il Podere Cafasso ha mutato del tutto il suo aspetto, e abbiamo portato a compimento molti degli obiettivi che ci eravamo prefissati. Abbiamo piantato alberi, creato ecosistemi e casette per gli insetti, aiutato nel nostro piccolo la natura e le api. Gli impianti si stanno sviluppando, come il frutteto e il bosco, e le nostre cronache quotidiane sui social danno modo di poter ammirare l’evoluzione e i progressi delle piante.

COME VERRANNO UTILIZZATI I NUOVI FONDI

Nell’attesa di trovare risorse finanziarie con le quali iniziare i lavori di restauro del casale anni ’50, io e Max intendiamo rendere la tenuta del Podere Cafasso un luogo di benessere, ricco di habitat e diviso in settori ambientali, in cui poter ammirare la natura e gli animali, passare la giornata con la famiglia, organizzare percorsi didattici e picnic.

Perché questo obiettivo si avveri, abbiamo bisogno di un ultimo sforzo per terminare i progetti del parco e costruire una piccola fattoria, composta da una stalla, un pollaio e un orto verticale. Questi progetti saranno inseriti nella zona "agricoltura e animali" della tenuta, uno spazio verde situato tra il frutteto e lo stagno. Questo spazio, tappezzato di prato, è circoscritto dalle aiuole da fiore (Est), dal dosso dei fiori di campo e dal filare di vite (Ovest), dalla recinzione con le rampicanti da fiore (Sud) e dai dossi della biodiversità (Nord).

Lo spazio, un quadrato di 50 metri x 50 metri, sarò suddiviso in due settori. Uno sarà dedicato all'agricoltura, mediante dei cassoni per un orto verticale esplorabile, e l'altro sarà destinato alle stalle, per l'allevamento di galline, oche e caprette.

Il preventivo del falegname per la fattoria è il seguente:

Cassone per orto verticale 1,50 x 3 metri: 100 euro (12 cassoni) - 1.200 euro

Stalla per caprette 3 x 5 metri: 4.500 euro

Stalla per polli e oche 3 x 5 metri: 2.000 euro

Recinzione a gabbia alta 3 metri, con pergola, che conterrà la stalla dei polli: 1.800 euro

Telo e materiali per la realizzazione dello stagno delle oche: 500 euro

Totale: 10.000 euro

LOCATION E ITINERARI

Il Podere Cafasso si trova a Capaccio Paestum, alle porte del Cilento, in un territorio che coniuga il mare e la montagna, ricco di storia, natura e amore per la cucina.

La tenuta possiede un accesso privato che sbocca direttamente sulla Strada Statale 18, collegamento che abbraccia tutte le mete turistiche del salernitano da Nord a Sud. È a 1 km dalla stazione ferroviaria, ed è a 15 minuti dall’autostrada.

È perciò un punto perfetto per progettare vacanze di relax, ma anche se si intende spostarsi ogni giorno per visitare i molti itinerari, sia in macchina che in treno.

Il Podere a 5 km dalle spiagge bandiera blu, e a 1 solo km dal celebre parco archeologico dell’antica città di Paestum, con i suoi suggestivi templi greco-romani, patrimonio Unesco.

La mozzarella di bufala è un fiore all’occhiello del comune, mentre proprio nel borgo in cui è situato il Podere ha sede un gruppo ufficiale di trekking, con cui è possibile visitare ogni settimana località e sentieri di montagna, del Cilento e della costiera Amalfitana.

Ecco alcune mete raggiungibili dal Podere Cafasso:

- Agropoli, 10 km

- Trentinara, 15 km

- Grotte di Castelcivita, 25 km

- Santa Maria di Castellabate, 25 km

- Felitto e le gole del Calore, 35 km

- Il paese fantasma di Roscigno Vecchia, 35 km

- Acciaroli, 45 km

- Parco archeologico di Velia, 45 km

- Amalfi e costiera Amalfitana, 70 km

- Camerota, 80km

- Palinuro, 80 km

- Sapri, 90 km

- Certosa di Padula, 100 km - Casaletto Spartano e Capelli di Venere, 100 km

OBIETTIVI DEL PODERE CAFASSO

Gli obiettivi del progetto Podere Cafasso sono molteplici:

- Rivalutazione storica del fabbricato, attraverso interventi di ristrutturazione e arredamento compatibili e fedeli al periodo originale, e conversione in country house per l’accoglienza degli ospiti;

- Riforestazione della tenuta, spogliata dalle coltivazioni intensive;

- Aumento della biodiversità, con la semina di specie spontanee in genere combattute o che spariscono con l'uso dei diserbanti (come malve, tarassaco, borragine e papaveri), l'impianto di alberi usati nell’artigianato (come i salici), specie ornamentali da fiore per gli insetti utili alla lotta biologica, e piante officinali;

- Recupero delle pratiche antiche, come l’intreccio dei cestini o l’essiccazione di erbe;

- Utilizzo di materiali da recupero come ornamento, e di materie naturali per la costruzione di recinti, stagni, panchine eccetera;

- Organizzare picnic con specialità cilentane lungo i nostri percorsi naturali, con telo e cestino;

- Offrire percorsi sensoriali all’interno della tenuta, offrendo la possibilità ai futuri clienti di poter raccogliere ortaggi, frutta, spezie e uova dal pollaio, di ascoltare il cinguettio delle rondini, ma anche di imparare l’arte della semina, delle talee e degli innesti, con giornate dedicate al giardinaggio;

- Offrire un soggiorno completamente immersi nel verde, restando comunque a 1 km dal centro storico e con accesso diretto alla Statale SS18, che collega il Cilento all'autostrada.

I PROGRESSI DEL PODERE CAFASSO IN QUESTI MESI

Al Podere, fin dal primo giorno, abbiamo avuto a cuore la salute del nostro terreno, alimentando l’ambizione di creare, per esempio, ambienti naturali che potessero aiutare nel nostro piccolo la fauna e la flora, facendo agricoltura senza pesticidi e nutrimenti chimici, e costruendo habitat a minor impatto possibile.

Abbiamo pensato all’importanza della presenza di alberi e della biodiversità all’interno delle campagne, realizzato da zero un frutteto misto di 40 alberelli, uno stagno naturale che ha attirato in poco tempo la natrice (un serpentello d’acqua innocuo ma sempre più raro nelle campagne a causa dei pochi spazi sicuri rimasti), e che dopo due mesi si è anche riprodotta.

Le antiche tradizioni sono ugualmente importanti, e per questo abbiamo pensato di ricostruire una parte del canale risalente alla riforma fondiaria, così da renderlo di nuovo attivo e colmo d’acqua, e di coltivare salici bianchi, i cui rami anticamente venivano usati per intrecciare cestini.

I progetti del Podere Cafasso, al momento, sono questi:

Frutteto - fatto

Bosco planiziale con frutti rossi - fatto

Stagno naturale - fatto

Filare di fichi d’india - fatto

Recinzione a impatto zero con rampicanti da fiore per insetti utili - fatto

Recinzione a impatto zero con rovi selvatici per la raccolta delle more - fatto

Frangivento per i cambiamenti climatici - fatto

Siepe frontale con otto specie mediterranee - fatto

Dossi della biodiversità e delle erbe aromatiche - fatto

Dosso delle piante grasse - fatto

Dosso dei fiori di campo - fatto

Filare di salici da taglio per i lavori artigianali - fatto

Ripristino del canale della riforma fondiaria - in corso

Filare di lavanda - in corso

Stagno di montagna - in corso

Pollaio per galline e oche, con stagno e rifugi - in attesa

Spazio per le arnie e l’allevamento delle api - in attesa

Orto verticale con cassoni - in attesa

Stalla per caprette - in attesa


Qui di seguito tutti i progetti nel dettaglio, alcuni non ancora attuati, altri da pochi mesi, motivo per cui hanno un aspetto ancora precoce, ma prevediamo che le grandezze ideali di tutti gli ecosistemi si otterranno entro un anno. Con la visione delle foto potrete infatti già ammirare la metamorfosi che alcuni progetti hanno avuto in soli tre mesi dall'inizio dei lavori.

DOSSI DELLA BIODIVERSITÀ E OSSERVATORIO DEGLI INSETTI

Sono quattro piccole colline che affiancano il casale, di altezza irregolare, costituite da una base di drenaggio di ciottoli, terra e terrazzamenti di legno e tufo. La forma verticale è ideale per lo sviluppo delle erbe aromatiche e i fiori di campo, che non gradiscono i ristagni.

Due di questi dossi ospitano sul fianco esposto a Sud molte specie aromatiche e officinali, come rosmarino, melissa, calendula, mentre il fianco esposto a Nord accoglie bulbose, erbacee spontanee di campagna come il tarassaco, cespugli ornamentali.

Un altro dosso è dedicato ai soli fiori di campo e selvatici.

Il quarto dosso è invece rivestito di piante grasse.

Questi dossi hanno varie funzioni. Permettono la raccolta delle aromatiche per uso sia alimentare (come decotti) che artigianale (per produrre oli o saponi); di osservare il prolificare degli insetti, soprattutto quelli per la lotta biologica (come le coccinelle) e il loro ciclo vitale, dai bruchi alle api, grazie ai fiori e ad apposite casette di legno; di ammirare le tane delle lucertole e i formicai; di verificare come l’affollamento di specie vegetali permetta al terreno di mantenersi umido e riparato dal sole; di comprendere come le piante spontanee possano coesistere con quelle coltivate, senza essere considerate di disturbo ma anzi un arricchimento.

BOSCO PLANIZIALE

Piccola macchia boschiva di forma circolare con alberi di quercia, leccio, frassino, acero, olmo e alloro. Il suo valore è sia ambientale che storico, poiché simboleggia il recupero e la salvaguardia di specie arboree originarie della piana.

La macchia arborea ha una serie di steccati rustici, con aiuole di ceppi e massi, in cui sono coltivati frutti di bosco, asparagi selvatici, e cespugli della macchia mediterranea. Questo recinto ha la funzione di mantenere all’interno del bosco umidità e ombra, condizioni necessarie per la decomposizione delle foglie secche e la nascita dell’humus. Al centro del bosco, invece, è presente una collina di rocce e terra, su cui vengono coltivate bulbose, erbe e felci di montagne.

FRUTTETO

Un’area visitabile riservata a quaranta alberi da frutto, come il ciliegio, il melo e gli agrumi, con due filari di vite e di kiwi, tutti coltivati in maniera biologica.

Tra gli alberi adulti sono stati lasciati anche gli spazi per il “frutteto in adozione”, cioè piante da frutto che la gente dona al Podere e a cui inviamo periodicamente foto della loro crescita. Al momento abbiamo piantato già quattro alberelli adottati.

STAGNO NATURALE

Lo stagno naturale è una vasca di 3 metri per 9, su due livelli di altezze (60 cm per le specie acquatiche da fondo, 30cm per le specie da mezzo fondo). Lo stagno è interamente ricoperto di terra, per garantire tutti i processi naturali dell’ecosistema, e funziona senza filtri meccanici.
La sua purificazione avviene con un equilibrio naturale tra diverse piante che ossigenano e filtrano (come la Typha e la Pontederia cordata) e animali (come le vongole di fiume e le lumache).
Uno stagno con profondità diverse garantisce ai suoi abitanti di nidificare sulle sponde e nelle rientranze, e ai visitatori di osservare da vicino le uova e la crescita delle forme di vita.

RECINZIONI A IMPATTO ZERO

Uno dei problemi iniziali che abbiamo affrontato al Podere Cafasso è stato quello di circoscrivere il perimetro, perché la tenuta era sempre stata solo un campo di erba medica senza confini. Costruire un muretto oppure no? Oltre all’enorme spesa economica, sarebbe stata anche un’enorme colata di cemento. Così abbiamo optato per vegetazione e materiali naturali.

Recinzione Nord: su uno dei tre lati (la tenuta ha una forma triangolare) al nostro arrivo c’era una grossa muraglia di rovi incolti, che invadeva la proprietà per diversi metri di larghezza, lì dove ci sarebbe dovuta essere l'entrata che porta al parcheggio. Così abbiamo avuto un’idea: radere al suolo i rovi per recuperare il sentiero, costruire una recinzione di pali e rete ed “educare” in altezza i nuovi rovi che sarebbero nati. L’obiettivo è quello di avere una parete vegetale non più selvatica ma intrecciata alla rete, così da poter dare agli ospiti l’opportunità di raccogliere le more in estate, un'esperienza che ha accompagnato l’infanzia di molti.

Recinzione Sud: farfalle e api sono insetti impollinatori estremamente utili per l’ambiente, ma a causa dei pesticidi usati nelle coltivazioni intensive, stanno sparendo. Non solo, come conseguenze dei cambiamenti climatici, spesso le api non affrontano più il letargo naturale. Svegliandosi prima del previsto, faticano a trovare nutrimento in periodi che non combaciano con le fioriture. Per questo, la seconda recinzione della tenuta è stata dedicata a piante rampicanti che fioriscono in tempi diversi dell’anno, come il Jasminum nudiflorum, che sboccia in autunno, la Wisteria, che si risveglia in primavera, la Passiflora che fiorisce in estate e così via, molte altre.

Recinzione Ovest: la parte frontale della tenuta è circoscritta da una siepe di nove specie mediterranee, come il mirto, la ginestra, l’oleandro. Le differenti personalità delle piante permettono alla siepe di avere un aspetto irregolare e spontaneo, e miscugli di colori molto suggestivi.

FRANGIVENTO

Filare di alberelli di alloro e lecci, sul versante Nord, che nel tempo cresceranno diventando fitti, e proteggeranno la tenuta dai venti più intensi che provengono dalle montagne. Lungo questo filare, l’erba e i fiori spontanei vengono lasciati alti, così da dare rifugio agli uccellini che nidificano nei cespugli, e a svariati insetti che non gradiscono il taglio dell’erba.

STAGNO DI MONTAGNA

Uno specchio d’acqua realizzato con pietre di montagna, il cui riciclo avviene attraverso una pompa a energia solare che va ad alimentare una pozza sopraelevata, da cui sgorgano poi due cascatelle. Al centro di questo stagno c’è una zona più ampia, dentro cui verrà sistemato un tavolo con delle sedie che affiorano dall’acqua. Molti massi delle sponde, invece, sono di forma piatta, per permettere agli ospiti di godersi la lettura di un libro o uno spuntino stando con i piedi immersi. Sulla piccola cascata sono state piantate felci tipiche delle zone d’ombra, come i capelvenere, e sistemati alcuni tronchi, che a contatto con l’acqua creeranno nel tempo un tappeto muschiato.

FILARE DI LAVANDA

Uno degli ultimi progetti conclusi, e perciò ancora in via di sviluppo. Tre dossi bassi che incorniciano lo stagno di montagna, su cui sono coltivate piante di lavanda. Per gli appassionati del profumo intenso di questa famosa pianta officinale, usata per produrre oli, dare colpi di colore viola e attirare le farfalle.

Come per lo stagno di montagna, questo è uno degli ultimi progetti ultimati, perciò il suo aspetto può sembrare ancora acerbo.

CANALETTA DELLA RIFORMA FONDIARIA

Si tratta dell’antico sistema del trasporto delle acque per l’agricoltura, ormai in disuso da anni. Nonostante fosse stato realizzato con del semplice cemento, il tempo ha fatto sì che la sua superficie si coprisse di muschi e licheni, che essiccati hanno dato vita ai caratteristici colori gialli e maculati.

Questi lunghi canali si trovano spesso distrutti ai margini dei terreni che non li hanno ancora rimossi. Noi intendiamo invece ricostruire la nostra parte di canale e ripristinare il suo corso d'acqua, per omaggiare quello che è a tutti gli effetti un pezzo di storia.

Questo progetto è attualmente in corso d’opera.

FATTORIA

Un recinto di 20 metri x 10, con all'interno una stalla per le caprette, un pollaio per le galline da uova, e un ricovero per le oche, con annesso piccolo stagno.

Un'area in cui poter godere della presenza degli animali, ma anche per interagire con loro, raccogliere le uova e osservare le nascite dei pulcini.
Al centro della fattoria è presente un albero di Liquidambar, le cui foglie seguono il corso delle quattro stagioni, assumendo i tipici colori rossi e gialli con l'arrivo dell'autunno.

Questo progetto non è stato ancora realizzato.

ORTO VERTICALE

Un’area visitabile e suddivisa in cassoni di legno per l’agricoltura rialzata, con settori di specie perenni e di stagione.

Questo progetto non è stato ancora realizzato.

ARNIA

Piccolo spazio circoscritto da vegetazione, al cui centro si svolge l’allevamento delle api domestiche attraverso un’arnia.

Questo progetto non è stato ancora realizzato.

SPAZIO GIARDINAGGIO

Un gazebo con bancone, vasi e utensili per imparare insieme l’arte del giardinaggio, la realizzazione di cestini, gli usi delle erbe, le basi della semina e le tecniche di talea. Gli ospiti potranno anche realizzare da sé delle talee in vaso prelevando piantine della tenuta, e portarle a casa come ricordo.

Questo progetto non è stato ancora realizzato.

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Un progetto a cura di

Max e Paolo

Pierpaolo Mandetta vive a Capaccio Paestum e gestisce un bar con i suoi genitori. È uno scrittore di romanzi per il gruppo Mondadori e un appassionato di giardinaggio, e sogna fin da bambino di vivere in campagna e lavorare con la natura.

Massimo Terreni vive a Milano, è dirigente d’azienda e sviluppa le sue capacità amministrative in molteplici settori commerciali. Il lavoro lo ha condotto fino al Cilento, terra di cui si è innamorato e in cui spera di trasferirsi.

Caiaccio Paestum (Sa)
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