AMARE CANNIBALE

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Italia
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AMARE CANNIBALE

I nove mesi della vita di madri e figli: un progetto teatrale sul viaggio nel corpo di una donna "mostruosamente" incinta.

2.072€
-34 giorni
69%
3.000€
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Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo

Tutto o niente

AMARE CANNIBALE

I nove mesi della vita di madri e figli: un progetto teatrale sul viaggio nel corpo di una donna "mostruosamente" incinta.

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Di cosa si tratta

GENESI DELL'IDEA

AMARE CANNIBALE è uno spettacolo teatrale ideato e scritto da Mariagrazia Pompei sul tema della maternità. Il testo nasce dalle interviste e confronti con  giovani donne, diverse tra loro per età, ceto sociale, storia politica e religione, punti di vista sulla coppia e scelte lavorative. Racconti eterogenei di una stessa condizione hanno dato origine ad una ricerca condotta attraverso letture critiche e analisi controverse che è risultata in un testo teatrale scandito in nove capitoli/scene. In una vertigine comica grottesca quelli che sono si rivelano i drammatici sconcertanti cambiamenti di una donna durante il periodo di gestazione. 

Nove Mesi per crescere Figlio e nascere Madre.


SVOLGIMENTO DEL PROGETTO

La costruzione dei personaggi, affidato agli attori del Magma06: Valentina Favella, Giada Fasoli e Riccardo Pieretti, comincia da un intenso lavoro di improvvisazione fisica, atta a trovare le caratteristiche fondanti di ciascun carattere. Inoltre, nella realizzazione dello spettacolo grande importanza scenica e drammaturgica è affidata all'utilizzo di una consistente tecnologia video.  

lo spettacolo prevede infatti una attrice in scena e una fuori dalla scena che avanza all'interno della narrazione attraverso lo schermo di un telefonino, poi di un computer fino ad occupare tutto il palco. attraverso un sofisticato sistema di videomapping, insinuandosi in modo sempre più assurdo nella quotidiana realtà della protagonista/madre. Il rapporto che lega le due attrici si paleserà con lo scorrere dei mesi- quindi delle scene- rendendo più chiaro il ruolo di alter ego che l'attrice in video rappresenta. 

Anche le scenografia, minimalista, ridotta all'estremo di una lampada e una poltrona ci daranno il senso dello smarrimento mentale della Madre. A tal proposito, il supporto tecnico del mapping aiuterà a condurre lo spettatore in una realtà visionaria, proprio a sottolineare il punto di vista della protagonista, di cui lo spettatore è testimone.

L'unico personaggio che ristabilisce un piano di realtà è il compagno, Lui, padre del bambino/a, al quale sono affidati tutti gli interventi comico-grotteschi della relazione. Lui è presente ma inconsapevole, solido ma distante, fuori posto ma allo stesso tempo anche lui sta cercando di capire quale sia il suo ruolo in questo momento delicato di ricostruzione e crescita.

Come verranno utilizzati i fondi

Dopo la stesura del testo, e aver fatto una  prima lettura con il nostro collettivo Magma 06, abbiamo deciso di aprire il progetto ad una raccolta di crowdfundig per autofinanziarci e, in parte, essere slegate dalle logiche produttive esterne e da condizionamenti contenutistici.

Questa prima raccolta fondi ci aiuterà a realizzare il materiale video e multimediale necessario per la messa in scena dello spettacolo. Successivamente proporremo il progetto a diverse realtà italiane: teatri, festival e bandi.


SPECIFICHE TECNICHE

La realizzazione tecnica, cospicua e complessa, prevede la costruzione di una stanza di quattro metri per cinque con fondo in green screen e completa di parco luci (LED).  All'interno di questa cabina sarà collocata una piccola macchina da presa che permetterà di riprendere l' attrice in azione e proiettare, con video mapping,  in diretta streaming sulla scena, la stessa ma con sfondi che cambiano continuamente, raffigurandola in contesti urbani, distanti dalla claustrofobia della scena, proiezione mentale della protagonista/madre. Le immagini così realizzate verranno poi elaborate in tempo reale dalla regia mobile. La nostra attrice 'in scatola' verrà di volta in volta abbinata a dei back compatibili, di modo che le ambientazioni virtuali prenderanno forma sulla scena. Il mapping, costruito sui volumi presenti: supporti scenici; integra la scenografia e al contempo ha una funzione narrativa, in quanto l'invadenza dei device nella vita della protagonista moltiplicano la sua confusione e insicurezza crescenti. Chiamate, videochiamate, messaggi saranno presenti fisicamente in scena e saranno in scala, quindi si avrà la possibilità di amplificare uno di questi elementi, rendendolo più grande degli attori stessi, sottolineando in questo modo la 'dispercezione' della realtà.

Per quanto riguarda il sound design, abbiamo pensato di svolgere uno studio tecnico specifico sui suoni di risonanze dell'utero di una donna incinta, moltiplicando i piani di metamorfosi: dai rumori biologici al componimento musicale vero e proprio. A tal proposito necessitiamo di un' attrezzatura tecnica molto sensibile e accurata e di un articolato sistema audio, per spazializzare al meglio il progetto sonoro. 

Chi c'è dietro al progetto

MARIAGRAZIA POMPEI

Nata a Roma, si diploma al Teatro Stabile di Genova nel 2006 come attrice. Lavora con diverse realtà contemporanee e teatri stabili italiani e con registi come Emma Dante, Veronica Cruciani, Giorgio Gallione e Civilleri/LoSicco. Fonda una sua compagnia di cui curerà testi e regia per sette anni vincendo numerosi premi di produzione. Continua a scrivere per il teatro mettendo in scena, prodotta dal TSG, il suo primo testo: “Sangue amaro” e le vengono commissionate varie regie tra cui “Noi non siamo barbari!”, sempre per la produzione del TSG. 


VALENTINA FAVELLA

Attrice romana, comincia a studiare teatro nel '98 con Federica Tatulli . Dal 2004 al 2012 collabora con la compagnia potentina Officina Accademia Teatro. Nel 2007 entra nella compagnia perugina Liminalia, nella quale rimane per sette anni formandosi sul metodo Grotowski. A Perugia studia dizione con Andrea Jeva, e metodo Lecoq con Danilo Cremonte. Collabora con la compagnia leccese Astragali Teatro di Fabio Tolledi, prendendo parte al progetto internazionale H.O.S.T.  Si diploma presso l'Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini. Nel 2013 fonda l'associazione culturale La linea gialla, attiva sul territorio umbro. Nel 2017 si diploma presso la Scuola del Teatro Nazionale di Genova con lo spettacolo “Mors tua Vita mea” diretto da Elisabetta Mazzullo e interpreta Megara in “Eracle” di Euripide, diretto da Massimo Mesciulam col quale parteciperà alla rassegna “Your Chance” del teatro Strastnom di Mosca. Per il Nazionale di Genova recita in “BU21” di Stuart Slade, diretto da Alberto Giusta, mentre nel 2019 è aiuto regia nello spettacolo “Bashir Lazhar” diretto da Thaiz Bozano.


GIADA FASOLI

Nata a Lecco nel 1994, ma di adozione Veronese, si diploma nel 2018 al Teatro Stabile di Genova,  in  cui recita in diverse produzioni : "Aeroplani di carta" con regia di Fiorenza Pieri;  "La Favola di Amleto" con regia di M. Sciaccaluga, nel ruolo di Ofelia, con cui partecipa al festival Your Chance! Di Mosca; "Rosencrantz e Guildenstern sono morti” sempre con regia di M.Sciaccaluga. Lavora con la compagnia Enchiridion diretta da Mauro Parrinnello in “Charlie Sonata” e “The Whip Hand” che debutta nella rassegna Il cielo su Torino del Teatro Stabile di Torino. Partecipa come assistente alla regia al concorso “Giovani registi italiani” indetto dalla Biennale di Venezia 2019 con il progetto “Toilette” di Ian Bertolini, che arriva in finale. 

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Un progetto a cura di

Magma 06

MAGMA06 è un desiderio, una necessità; è la nostra testimonianza.

MAGMA06 è un'epifania e al contempo una responsabilità quotidiana. 

MAGMA06 è Mariagrazia Pompei, Giada Fasoli, Valentina Favella; attrici, drammaturghe e registe, che operano da più di dieci anni nel mondo dello spettacolo dal vivo, vivendo costantemente l'urgenza di una famiglia artistica, un collettivo permanente che, finalmente,  nel pieno della crisi sanitaria, economica è stato concepito!

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