Quartetto Ascanio

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Quartetto Ascanio

Il primo progetto discografico del Quartetto Ascanio dedicato al Quartetto nella Genova di metà '800

2.890€
-9 ore
107%
2.700€
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Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo

Tutto o niente

Quartetto Ascanio

Il primo progetto discografico del Quartetto Ascanio dedicato al Quartetto nella Genova di metà '800

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Tutto o niente

Composizioni inedite

Si tratta di un progetto discografico di indirizzo musicologico incentrato su opere mai registrate ed eseguite in tempi moderni.

Il disco conterrà opere dei compositori genovesi Camillo Sivori, Carlo Andrea Gambini e Giovanni Serra.

Il progetto è di fondamentale importanza per tramandare e conoscere composizioni della musica strumentale ottocentesca italiana. 

-Camillo Sivori:                 Piccolo tema con variazioni in sol maggiore

                                              Rondò in re maggiore


-Carlo Andrea Gambini: Quartetto in mi minore 


-Giovanni Serra:               Quartetto n.4 in do minore dedicato a Camillo Sivori


The idea behind this record was to bring to light unknown 19th century italian chamber music that had not ever been recorded or played in modern times.

It will include quartets by Carlo Andrea Gambini, Camillo Sivori and Giovanni Serra.

Come verranno utilizzati i fondi

I fondi verranno utilizzati per le spese di registrazione: fonico, strumentazione, editing e mastering del cd.

Registrazione presso la Badia di Monte Corona, Umbertide (PG) dal 6 al 12 Luglio 2020

Funds raised will be used for the recording, sound engineer, editing and mastering.

The recording will take place in Badia di Monte Corona, Umbertide (Italy) from July 6th to the 12th 2020.

Chi c'è dietro al progetto

Il progetto è stato ideato dal Quartetto Ascanio in collaborazione con la casa discografica Dynamic, il Dott. Davide Mingozzi, Prof. Flavio Menardi Noguera e Prof. Italo Vescovo, che hanno curato la trascrizione e apportato la consulenza musicologica. 

Un ringraziamento particolare al Dott.Stefano Termanini per la gentile concessione dei brani di Camillo Sivori.

This project is a collaboration between the “Quartetto Ascanio” String Quartet, Dynamic record label, Dott. Davide Mingozzi, Prof. Flavio Menardi Noguera and Prof. Italo Vescovo who took care of the musical and historic editing.

La Musica a Genova nel XIX Secolo

Quando nel 1831 Hector Berlioz giunse a Genova lasciò un impietoso ritratto dei cittadini: «i genovesi, come tutti gli abitanti di città commerciali, sono molto indifferenti all’arte». 

Genova, in realtà, non era del tutto ignara degli eventi culturali e del fermento artistico italiano ed europeo. A partire dal Settecento i principali momenti musicali della Serenissima Repubblica si dipanavano tra i grandi teatri cittadini, il Falcone e il S. Agostino, ai salotti delle famiglie aristocratiche. Taluni, i Brignole-Sale e i Durazzo in primis, svolsero una rilevante attività di mecenatismo nel campo delle arti visive e musicali. 

Alla fine del XVIII secolo, in un clima dominato dell’opera e dal ballo e in cui il giovane Paganini muoveva i primi passi musicali, non mancò tuttavia l’interesse per musica strumentale e Luigi Cerro, discepolo di Padre Martini e Accademico felsineo, lasciò una non irrilevante produzione tastieristica. 

Dopo il Congresso di Vienna la città, fieramente indipendente e repubblicana, si trovò di colpo assoggetta suo malgrado alla monarchia sabauda e preferì estraniarsi dai movimenti politici e sociali. 

Unico grande centro del nord Italia a non essere soggetto a un ordinamento straniero, Genova si mantenne in disparte nel contesto culturale, assestandosi su posizioni tradizionalistiche e fornendo di sé l’immagine di una città dagli scarni interessi musicali. Tale non era: il Teatro Carlo Felice fu inaugurato il 7 aprile 1828 con Bianca e Fernando di Bellini; nel 1830 fu istituto, per opera di Antonio Costa, uno tra i primi istituti musicali d’Italia; il marchese Gian Carlo di Negro, mecenate del giovane Paganini, costituì presso la sua «villetta» un cenacolo che vide ospiti, tra gli altri, Vincenzo Monti, Giulio Perticari, Pietro Giordani, Madame de Staël e Alessandro Manzoni. Oltre ad alcuni tra i più noti virtuosi di canto, furono molti gli illustri strumentisti che soggiornarono, si esibirono o ebbero contatti con Genova: Fréderic Chopin, Franz Liszt, Sigmund Thalberg, Adolfo Fumagalli, Stefano Golinelli, Richard Wagner, Angelo Mariani, direttore del Teatro Carlo Felice dal 1852, e Giuseppe Verdi che a lungo soggiornò in città e che mantenne con Genova un affettuoso rapporto. 

Da ricordare infine i protagonisti della scuola genovese che animarono i salotti e teatri con frequentate accademie musicali: Camillio Sivori, Carlo Andrea Gambini, Michele Novaro, Giuseppe Novella, Adolfo Pescio.

Camillo Sivori: virtuoso pubblico e musicista privato

L'ambiente musicale genovese –perlomeno quello non operistico – tese sempre l’orecchio oltralpe, grazie in particolare all’attività di Carlo Andrea Gambini e alle esperienze musicali che Camillo Sivori portava in patria di ritorno dalle tourneé. 

Luoghi privilegiati per offrire ad un colto e selezionato pubblico le armoniose volute di Beethoven, Mendelssohn e Schumann furono il Circolo Tunnel, le matineé patrocinate dalla famiglia Novello nella villa di Carignano e la sala che nel 1869 Giuseppe Bossola intitolò a Sivori in omaggio all’illustre cittadino. 

Tra le figure del panorama cameristico genovese di metà Ottocento spicca per l’appunto Camillo Sivori. Nell’universo privato del celebre virtuoso si possono intendere aspirazioni differenti da quelle ricercate nelle grandi sale da concerto. 

Al virtuosismo trascendentale si affiancò a partire dalla metà degli anni ’40 una dimensione più intima, personale, e portatrice di un repertorio poco frequentato nell’Italia ottocentesca (e che anzi proprio in quegli anni emetteva i primi vagiti musicali): il quartetto.

Se da un lato Sivori era ben consapevole del repertorio d’oltralpe – dopo un’integrale londinese nel ’45-’46, nel 1851 prese parte alla prima esecuzione genovese di alcuni quartetti di Beethoven promossa da Gambini – dall’altra si fece portavoce di composizioni concepite ex novo da colleghi italiani: nel 1865 eseguì il Quartetto in do minore di Antonio Bazzini vincitore del concorso indetto dalla Società del Quartetto di Milano, e nel giugno 1876 Giuseppe Verdi lo volle a Parigi per tenere a battesimo il suo Quartetto in mi minore. 

Il sodalizio con il concittadino Gambini fu duraturo e si rinnovò nell’ottobre 1861 allorquando un Quartetto di quest’ultimo vinse a Firenze il prestigioso premio indetto da Abramo Basevi; Sivori ne fu tra i primi interpreti. 

Il successo ottenuto dal Quartetto fu confermato l’anno seguente quando Sivori lo presentò nel salotto parigino di Rossini ottenendo il favorevolissimo consenso del Pesarese. A questa composizione pare che Sivori fosse oltremodo legato; ancora nel 1863 e ’64 lo eseguì a Genova – insieme ad altri tre composti nel mentre da Gambini – e nel 1871 ne curò l’edizione postuma edita da Bossola. 

Sivori non fu però solo esecutore e promotore di musiche altrui, ma si cimentò anche nella composizione di quartetti: espressioni di una vena musicale più domestica, assoggettata forse alle esigenze del virtuosismo pubblico.

Carlo Andrea Gambini

Carlo Andrea Gambini nacque a Genova il 23 ottobre 1819.

Il padre, Giuseppe, agiato «commesso di negozio», dilettante di musica, era, insieme al fratello Andrea, legato alla famiglia Mazzini da uno stretto rapporto di amicizia: Maria Drago Mazzini tenne a battesimo il piccolo Carlo Andrea, mentre il figlio Giuseppe, negli anni, si manterrà sempre aggiornato sui successi del promettente musicista soprannominato affettuosamente “Andreino”. Studiò sotto la guida di Emanuele Bevilacqua e ben presto iniziò a esibirsi al pianoforte e alla fisarmonica nei salotti dell’alta borghesia genovese.

Nel 1845 iniziò una fruttuosa collaborazione con la «Gazzetta Musicale di Milano» e con altri periodici musicali italiani. Penna tagliente, nell’arco di poco meno di vent’anni Gambini, pubblicò più di centocinquanta articoli tra recensioni a spettacoli operistici e concertistici genovesi e giudizi sulle novità editoriali. 

Nei suoi scritti Gambini espresse un proprio ideale estetico che mirava a cogliere nelle composizioni il rigore “accademico” della forma e dell’impianto armonico, e s’impegnò in una strenua difesa del “gusto italiano”. Nel 1861 a Firenze vinse con un suo quartetto il Concorso Basevi, primo in Italia dedicato al genere.

La critica accostò la composizione all’opera di Haydn per la chiarezza e semplicità melodica e fu apprezzato «perché scritto con larghezza di stile, bella sequenza di melodie che si svolgono e s’intrecciano con arte, senza che questa prevalga a scapito della chiarezza; vi si ravvisano varii trovati nuovi e d’effetto e lo si conosce lavoro dettato con quella disinvoltura propria di chi ha saputo rendersi famigliare lo stile classico e suggerirne la sostanza per convertirla in manifestazioni proprie, abbellite dalle esigenze del musicale progresso e dalla possanza d’un ingegno italiano. Lo scherzo di questo quartetto è qualcosa di sovramente bello e immaginoso; il primo tempo ricorda il fare dei più addottrinati nell’arte e si giova di trovati armonici pieni di vigore e d’immaginazione; forse l’ultimo tempo non è così ricco di belle idee come gli altri, ma ciò non toglie il merito del complesso e questo lavoro può con non piccolo vanto essere ad dimostrato agli stranieri come prova che anche in Italia e nei tempi presenti si scrive con quella profondità di sapere della quale menano tanto vanto gli autori e critici d’oltremonti e d’oltremare» (L’espero, 23 dicembre 1862).

Giovanni Serra e il IV Quartetto per archi

Giovanni Serra, violinista particolarmente lodato da Paganini, fu primo violino e direttore d’orchestra al Teatro S.Agostino e poi al Carlo Felice. 

Fu insegnante di Sivori per l’armonia ed il contrappunto e direttore del Liceo musicale, futuro Conservatorio Niccolò Paganini, dal 1851 al 1872.

Serra si dedicò molto alla musica da camera, suonando insieme a Camillo Sivori, come riporta Germi in una lettera a Paganini: "dei quartetti di Haydn in casa mia: sono pur belli". 

Compose quattro Quartetti per archi, editi a Parigi da Girod; l'ultimo, in do minore, reca la dedica "Al Signor Camillo Sivori" e presenta notevoli difficoltà tecniche, sicuramente cucite ad hoc sul violinismo di Sivori, e arditi passaggi armonici, con un vasto uso dell'enarmonia.

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Un progetto a cura di

Quartetto Ascanio

Il Quartetto nasce nel 2004 dal volere delle prime parti dell’Orchestra da Camera del Trasimeno di affrontare il meraviglioso repertorio quartettistico sotto la guida del M°Elizabeth Graham e si perfeziona presso la Scuola di Musica di Fiesole con il M°Andrea Nannoni e l'Accademia W.Stauffer di Cremona con il Quartetto di Cremona.

Dal 2004 ad oggi ha partecipato a numerose tournèe internazionali (Irlanda, Germania, Spagna,Inghilterra) riscuotendo ampio apprezzamento dalla critica e dal pubblico.

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