Queer Picture Show

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Torino
Cinema, Tecnologia, Cultura
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Queer Picture Show

Atto unico in nove quadri. Una performance multimediale e interattiva che racconta l’onda del New Queer Cinema attraverso i linguaggi del digitale.

50€
-32 giorni
Contribuisci
Tutto o niente
Obiettivo: 10.000€

Queer Picture Show

Atto unico in nove quadri. Una performance multimediale e interattiva che racconta l’onda del New Queer Cinema attraverso i linguaggi del digitale.

50€
-32 giorni
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Tutto o niente
Obiettivo: 10.000€

Di cosa si tratta

Il New Queer Cinema è quella corrente cinematografica che tra la metà degli anni ’80 e i primi ’90 del Novecento ha mobilitato la comunità LGBTQI+ attorno a una serie di titoli e di autori, cementandone l’identità. In quella stagione si è assistito al proliferare di produzioni indipendenti e festival a tematica omosessuale; l'urgenza di autodeterminarsi ha portato le persone queer a rivendicare il diritto all'esistenza di differenti soggettività, ampliando una rappresentazione troppe volte incarnata da un tentativo di sovradeterminazione portato da movimenti politici non inclusivi di tutte le istanze. A partire dai primi anni Novanta del Novecento, alcune produzioni cinematografiche indipendenti e autori quali Todd Haynes, Gregg Haraki, Gus Van Sant, Ang Lee e molti altri hanno rinnovato la rappresentazione delle persone LGBT+, decostruendo stereotipi e clichés riprodotti da una narrazione patinata, "rassicurante" e distante dalla realtà vissuta dai corpi.

Irene Dionisio e Francesca Puopolo hanno scritto una drammaturgia che racconta e mette in scena tutto questo, con l’ausilio delle videoscenografie di Aurora Meccanica e del software DoppioGioco sviluppato dal CIRMA (Centro interdipartimentale di ricerca sulla multimedialità e l'audiovisivo): Queer Picture Show quindi è innanzitutto uno spettacolo teatrale, che racconta l’onda del New Queer Cinema e l’evoluzione della rappresentazione della comunità LGBT+. Sul palcoscenico, l’attore Giovanni Anzaldo conduce il pubblico in un percorso composto da estratti significativi dei film più riconosciuti della corrente cinematografica in questione - il New Queer Cinema, appunto. Il pubblico può partecipare alla narrazione poiché le sue reazioni sono analizzate da un sistema informatico che restituisce i risultati al narratore per scegliere i contenuti da mostrare nel proseguire il racconto: il risultato è un labirinto visivo di estratti da pellicole cult, rielaborate, in una drammaturgia che fa dialogare pubblico e palcoscenico in tempo reale grazie a un sistema di storytelling interattivo.

Queer Picture Show però ambisce a essere una più ampia operazione culturale: realizzeremo, a contorno della messa in scena teatrale, degli eventi collaterali di varia natura, come ad esempio proiezioni pubbliche dei film citati nello spettacolo - a partire da The Rocky Horror Picture Show, che ha ispirato il nostro titolo - ma anche reading, etc.

Come verranno utilizzati i fondi

Quando sono state emanate le prime ordinanze restrittive per la diffusione del Coronavirus, abbiamo capito che il piano di lavoro per portare a termine la preparazione dello spettacolo Queer Picture Show avrebbe avuto dei rallentamenti. Ci siamo confrontati come gruppo di lavoro, immaginando come trasformare in un’opportunità questo imprevisto: il risultato è la decisione di ultimare la produzione con alcuni accorgimenti tecnici aggiuntivi per rendere lo spettacolo il più possibile adattabile a spazi con diverse caratteristiche fisiche e tecniche, e di completare l’operazione culturale rappresentata da questo progetto con dei semplici ma efficaci eventi collaterali allo spettacolo, che aumenteranno la capacità di penetrazione nel pubblico dei contenuti di Queer Picture Show, come descritto sopra.

Riassumendo, i fondi raccolti tramite il crowdfunding serviranno per due scopi

- diffondere il più possibile e in diversi contesti i temi e le riflessioni culturali sollevate dal progetto, attraverso degli eventi collaterali allo spettacolo teatrale;

- prolungare la vita dello spettacolo teatrale stesso, attualmente nelle fasi finali di produzione, migliorando la produzione con alcuni accorgimenti tecnici aggiuntivi che renderanno lo spettacolo più flessibile nella sua messa in scena e, quindi, esportabile in spazi con diverse caratteristiche fisiche e tecniche.

Nel dettaglio, i fondi raccolti saranno utilizzati per coprire: 

- costi di gestione del progetto, ivi compresi il personale (per le funzioni di coordinamento e amministrazione) e i costi amministrativi (imposte, oneri, etc) direttamente collegati al progetto (ossia, ciò che ci mette in grado di realizzare le attività che abbiamo in mente) per € 1.900,00 (19% del volume di progetto);

- costi vivi del progetto, per un totale di € 5.900,00 (59%): si tratta principalmente di acquisizione di servizi e servizi professionali, ma anche la copertura del diritto d’autore delle opere presentate;

- costi di comunicazione, € 1.500,00 (15%): comprensivi di collaborazioni professionali, stampa e diffusione dei materiali promozionali;

- la realizzazione dei rewards con cui vogliamo ringraziare i nostri sostenitori: si tratta di una piccola spesa (€ 700,00; 7%) ma importante per lasciare un segno tangibile della nostra riconoscenza a chi ci aiuta a far vivere Queer Picture Show.

Chi c'è dietro al progetto

Maria Luisa Brizio, project management: classe 1986, studia Filosofia all’Università degli Studi di Torino dove si affaccia alla progettazione culturale. Attualmente è cultural project manager di Altera APS.

Irene Dionisio, drammaturgia e regia: sin dagli studi in Filosofia Estetica e Sociale ha affiancato un percorso di formazione artistica compiuta con autori quali Daniele Segre e Alina Marazzi. Si occupa di cinema, documentario e arti visive: dopo diversi riconoscimenti in ambito cinematografico si cimenta in questo progetto con la sua prima regia teatrale.

Francesca Puopolo, drammaturgia e produzione: dopo gli studi di Storia del Teatro al DAMS di Torino e il diploma al Centro di Formazione Teatrale “Alberto Blandi” frequenta altri stages di perfezionamento e lavora come formatrice teatrale, specializzata in dizione, ortoepia e tecnica vocale, scrive e porta in scena spettacoli teatrali di cui ha cura anche la regia, e presta la sua voce per spot radiofonici.

Antonio Pizzo, consulente alla drammaturgia per l’interactive storytelling: professore associato in discipline dello spettacolo dell’Università di Torino, è direttore del CIRMA, Centro interdipartimentale per la ricerca su Multimedia e Audiovideo che coinvolge il Dipartimento di Informatica e il Dipartimento di Studi umanistici nella ricerca interdisciplinare sui temi della creatività digitale.

Federica Masera, responsabile comunicazione: giornalista dal 1995, nel 2001, agli albori del web in Italia, era Content Manager in una delle prime web company italiane. Poi ha deciso di unire le sue passioni: il giornalismo, il content management e la comunicazione, lavorando come ufficio stampa, social media e manager di campagne di comunicazione.

DoppioGioco, vox populi (voice over di Francesca Puopolo): è tecnologia e personaggio, interviene nello spettacolo come trait d’union tra scena e pubblico. Permette al personaggio principale di raccogliere i sentimenti della sala per utilizzarli nella narrazione scenica, e permette a noi così come agli spettatori di riflettere collettivamente sulla percezione e sulla trattazione delle tematiche LGBT+, enfatizzando le reazioni comuni e i comportamenti escludenti dettati dall'interiorizzazione di precetti discriminatori ancora presenti nella nostra società.

Credits

Spettacolo di Irene Dionisio. Regia di Irene Dionisio. Scritto da Irene Dionisio e Francesca Puopolo.
Progetto dell’Associazione Àltera realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo, nell’ambito del Bando ORA! Produzioni di Cultura Contemporanea, in collaborazione con CIRMA dell’Università degli Studi di Torino.
Videoscenografie Aurora Meccanica / Sound Sweet Life Faktory / Sistema interattivo CIRMA / Voce Francesca Puopolo / Con Giovanni Anzaldo

PRODUZIONE ESECUTIVA IN COLLABORAZIONE CON MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA e CIRMA DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO

Le foto pubblicate qui sopra sono di Daniele Salaris. La foto di Giovanni Anzaldo qui sotto è di  Piergiorgio Pirrone

Un premio extra estratto a sorte tra tutti i donatori

Tra tutti i donatori, a fine campagna verrà estratto un super fortunato che vincerà una cena per due persone con l'attore protagonista di Queer Picture Show Giovanni Anzaldo.

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Un progetto a cura di

Altera APS

Altera APS è un’associazione culturale torinese che dal 2001 promuove format culturali e produzioni artistiche per interpretare il mondo contemporaneo, con un’attenzione particolare per la tutela dei diritti, l’antidiscriminazione e le questioni LGBTQI+ (aderendo, tra l’altro, a CasArcobaleno): ecco perché vogliamo che questo spettacolo, con le istanze culturali che porta con sé, possa arrivare al maggior numero di persone possibile grazie alla circuitazione e alle iniziative collaterali.

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