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Torino
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Slavika VI edizione

Il festival Slavika giunge quest'anno alla VI edizione. Aiutaci a trasformare Torino ancora una volta nella capitale della cultura slava!

2.878€
Chiuso il 24 mar 2020
115%
2.500€
Finanziato

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo

Tutto o niente

Slavika VI edizione

Il festival Slavika giunge quest'anno alla VI edizione. Aiutaci a trasformare Torino ancora una volta nella capitale della cultura slava!

2.878€
Chiuso il 24 mar 2020
115%
2.500€
Finanziato

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo

Tutto o niente

Slavika VI edizione

Il Festival Slavika, che ambisce quest'anno a raggiungere la VI edizione, è impegnato da sempre nel sostegno e nella diffusione delle realtà culturali slave, che si tratti di musica, cucina, sport, letteratura, cinema, pittura, fotografia. La nostra ambizione è quella di avvicinare le tendenza di realtà artistiche ancora lontane, malgrado una vicinanza tangibile, al pubblico torinese. L'anno scorso il Festival ha fatto registrare numeri importanti dal punto di vista della partecipazione, considerando pure la limitata capienza delle sedi, e ha avuto il merito di presagire quella che - di lì a pochissimo - sarebbe divenuta premio Nobel per la Letteratura: Olga Tokarczuk, nostra ospite nel corso di una splendida serata al Circolo dei lettori.

Anche quest'anno l'ambizione è elevata, pur nella consapevolezza che ripetere certi risultati è molto difficile: vorremmo accrescere ulteriormente il numero dei partecipanti (l'anno scorso tra 1.200-1.500) e ci piacerebbe portare alla luce e ad un'affermazione definitiva qualche artista proveniente dalle zone slave d'Europa. Saranno con noi scrittori provenienti dalla ex-Yugoslavia (Goran Vojnovic, Aleksandar Zograf), dalla Polonia (Wioletta Greg); un performer russo straordinario quale German Lukomnikov; porteremo al cinema Baretti un straordinario film serbo: "The other side of everything" e omaggeremo al Polo del '900 i cinquant'anni della prima del film di Wajda "Paesaggio dopo la battaglia" (il libro omonimo che lo ha ispirato è stato appena ripubblicato); mentre a livello musicale ci appoggeremo sull'ensemble jazz polacco di Barbara Blaszczyk e sui torinesi Zerevò. Molto presenti saranno gli spazi da dedicare alla fotografia con le presentazioni di libri sul brutalismo sovietico in Asia e su Mosca; allo stesso modo si rafforzerà la presenza di seminari e laboratori: oltre a quello di traduzione dal russo e dal serbo-croato, quest'anno ci sarà un laboratorio culinario di preparazione dei pierogi (tipici "agnolottoni" polacchi). Ci saranno, poi, molti ospiti e scrittori italiani che verranno a parlarci delle loro opere in tema.

La forza di Slavika è sempre stata quella della libertà di scelta, mantenuta anzitutto grazie al metodo del crowdfunding, in virtù del quale abbiamo potuto redigere programmi d'avanguardia pur sentendo tutta la responsabilità che il vostro aiuto comporta. Grazie al vostro sostegno, siamo sicuri, anche quest'anno sarà un GRANDE festival!

Se non puoi avere una cosa coi soldi, prova con molti soldi!

Il simpatico motto che abbiamo mutuato dal capolavoro di Kusturica, "Gatto nero, gatto bianco", nasconde l'amara verità che difficilmente anche i progetti migliori e le idee più belle possano riuscire senza adeguato supporto.  Quel che ci piace del crowdfunding, e che ci ha convinto una volta di più ad affidarci a questo tipo di raccolta, è il senso di responsabilità che ti investe attraverso il sostegno di chi si lega al progetto: talmente forte, che deludere chi ci ha creduto è pressoché impensabile. Inoltre, nel caso di un festival dalle dimensioni tutto sommato contenute come le nostre, il crowdfunding garantisce la cosa più bella: la libertà TOTALE di programmazione. Non ci sono limiti, non c'è censura, se non il gusto artistico di chi organizza. Slavika, infatti, se si eccettua il sostegno del Consolato polacco di Milano e (quest'anno) l'ambasciata di Slovenia a Roma, vive solo di crowdfunding e deve rendere conto solo ai suoi sostenitori, che ha dimostrato più volte di non voler deludere.

Il budget complessivo della manifestazione ammonta regolarmente a 6000 euro, che vengono coperti in parte dalla raccolta del crowdfunding (auspicando la sua riuscita), per un'altra parte dalle istituzioni di cui sopra (che partecipano per viaggio e alloggio dei "loro" artisti, quest'anno circa 2000 euro) e infine da Polski Kot, l'associazione-emanazione di Slavika, che arricchisce le entrate del festival con gli incassi delle varie serate che si svolgono all'interno del circolo.

La nostra crew

Dietro il lavoro fatto per "Slavika" c'è l'associazione culturale Polski Kot, nata nel 2010 allo scopo di far da vetrina alla realtà culturale polacca e slava in generale. Da quell'anno Giulia Randone (polonista, ricercatrice free-lance), Massimo Maurizio (professore di Lingua e Letteratura Russa all'Università di Torino), Loredana Pianta (giornalista professionista, addetta alla comunicazione), Barbara Delfino (traduttrice dal russo e dal polacco), Oja Perisic (professoressa di Lingua Serbo-Croata all'Università di Torino), Alessandro Ajres (professore di Lingua Polacca all'Università di Torino) lavorano insieme sulla programmazione culturale del circolo e - da sei anni a questa parte - sulla programmazione del Festival, cercando di individuare nuove tendenze all'interno dell'arte slava in Europa e di veicolare a Torino i protagonisti e i fenomeni più interessanti. Il fiore all'occhiello di questo lavoro è senz'altro rappresentato dall'invito dello scorso anno per Olga Tokarczuk, subito dopo nominata premio Nobel per la letteratura, ma sono molti allo stato attuale gli artisti che "Slavika" può vantarsi di annoverare tra i suoi ospiti! 

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Un progetto a cura di

Alejandro Ressa alias Polski Kot

Sono il fondatore dell'associazione culturale Polski Kot e da sei anni a questa parte ho l'onore e il piacere di architettare il festival Slavika. La mia sfrenata passione per il mondo culturale slavo, nonché il lavoro di ricerca che ne è scaturito, mi ha portato a voler diffondere un po' di quel che ho appreso e a condividerlo con gli altri. E gli altri, amici e appassionati, attraverso il crowdfunding sono proprio quelli che ci permettono la realizzazione di un sogno! 

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