Arrampicare in Appennino

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Appennino Modenese e Reggiano
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Arrampicare in Appennino

Appennino Emiliano, oltre alle verdi colline c'è di più. Spittatura di vie e falesie finora nascoste o dimenticate e ricerca di nuovi terreni di gioco

2.160€
-10 giorni
144%
1.500€
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Raccogli tutto Questo progetto verrà finanziato indipendentemente dal raggiungimento del traguardo

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Arrampicare in Appennino

Appennino Emiliano, oltre alle verdi colline c'è di più. Spittatura di vie e falesie finora nascoste o dimenticate e ricerca di nuovi terreni di gioco

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Di cosa si tratta?

Appennino.

Un luogo non luogo, dove ammetto per anni aver premuto l’acceleratore quando ne intravedevo i nomi dei paesini, rocche e castelli. Invece bastava solo rallentare e fermarsi per trovare un nuovo spazio e dimensione. Con pareti sì basse e corte, ma che offrono tempi dilatati ed una pace ormai introvabile in diverse blasonate Alpi.

Confesso: da poco ho riscoperto nell’Appennino un terreno di gioco fantastico. 

Un luogo figlio di un Dio minore che però a ben guardare e cambiando prospettiva offre nuovi stimoli ed una nuova armonia con la natura.

Ho iniziato a documentarmi cosa servisse per aprire in sicurezza itinerari di arrampicata sportiva con sempre però un occhio alla mia natura di “alpinista della domenica”: cercando cioè sempre “il facile nel difficile” e la “linea naturale per salire dal basso”.

Ho così adocchiato, prima per sbaglio e poi volutamente, strutture rocciose nascoste e di cui ignoravo l’esistenza. Dopo una serie di esplorazioni, giornate passate con in mano il piede di porco più che la roccia e serate con le tronchesi e frontale, ho mappato alcune strutture di roccia innalzata nella serenità delle dolci verdi colline del basso Appennino, a neppure un’ora di auto da Modena o Reggio Emilia.

Ma trovarle non basta!

C’è da tracciare avvicinamenti e discese, magari con corde fisse.

Pulire la roccia da muschi, erba, edera e rovi.

Disgaggiare i tratti instabili.

Cercare linee.

Provare.

Chiodare.

Riprovare.

Rendersi conto di aver sbagliato.

Ritornare quindi da capo.

Spittare se dal basso ma se è un monotiro cercare la più alta soglia di sicurezza possibile, ed allora… 

allestire delle soste su resinati e poi calarsi e metterne giù ogni due metri massimo, meno in partenza, perché si vuole minimizzare i rischi di eventuali voletti.

Giorni e sere, tempo ed energie mie e quelle degli amici che mi stanno aiutando in questa idea un po’ folle di trovare dell’arrampicabile dove prima non c’era.

Noi pensiamo di trovarlo, anzi ne siamo quasi convinti!

Ma è importante tutti ci crediamo e soprattutto ne condividiamo le finalità.

Che non sono tanto quelle di avere nuovi metri di arrampicata vicino a casa, bensì riscoprire luoghi a noi vicini intrisi di bellezza, cultura, storia e natura.

Il tutto entrando però in punta di piedi, pardon scarpetta, siccome l'equilibrio è forse ancor più effimero e fragile ma soprattutto importante rispetto al puro gesto atletico.

Come verranno utilizzati i fondi?

Per far ciò occorre denaro. 

Tanto denaro ovviamente, se le cose si vuole siano fatte bene: usando materiali certificati e in quantità sufficiente a massimizzare la sicurezza

Già questo è un buon motivo per lanciare un crowdfunding. Ma c'è di più.

Potevamo chiedere la sponsorizzazione di negozi o ditte di articoli per la montagna, ma qui oltre a non esserci nessun “BIG” o "VIP" c’è anche il desiderio che le persone adottino e "facciano loro" una porzione del territorio, 

un piccolo pezzo di natura e storia da vivere e salvaguardare tutti insieme.


Così come ci indigniamo nel vedere davanti alla nostra auto il maleducato di turno che butta la sigaretta accesa dal finestrino, la stessa cosa non la tolleriamo nel salotto di casa, e... ecco 

è così che ci piacerebbe che questa falesia venisse percepita 

come un luogo da preservare. Dove forse non ci sarà mai un "tiro bello" come altri blasonati in luoghi limitrofi, ma dove passando una giornata scaldati dal sole tiepido di una mezza stagione, si possa migliorare la tecnica ma soprattutto rincuorare l’anima. 
Ecco un altro perché del crowdfunding.

Grazie al tuo contributo possiamo continuare un lavoro che è già iniziato ed ampliarlo per cercare di offrire una nuova falesia con gradi dal 3c al 6b/c e qualche via a più tiri.

Magari saranno solo una decina di monotiri ed una manciata di vie multipitch, ma l’esperienza che se ne può trarre pensiamo sia unica in un largo raggio di km, soprattutto per noi che di pianura siamo soffocati.

Il nostro Appennino a ben guardare è la nostra prima porta di accesso ad un cambiamento di orizzonte, ad un cambiamento di prospettive.

Questo progetto nasce anche per essere una rivalutazione di ciò che ci sta più vicino e che in molti, me compreso, non conoscono quanto meriterebbe. Vuole in egual misura dare la possibilità di: creare nuovi terreni di gioco per arrampicatori ed alpinisti ma nello stesso tempo valorizzare il nostro Appennino e le bellezze naturali, culturali e storiche che lo contraddistinguono.

E chissà ... se questa esperienza andrà bene ... che poi l’esplorazione non continui in altri angoli nascosti del nostro territorio ?

Ma i soldi che verso dove andranno in pratica?

Ecco una breve lista della spesa di quanto costa attrezzare una falesia o vie sportive, con standard attuali di sicurezza:

1 sosta preparata a 2 punti con anelli di calata, resinata ed in INOX 316 = 40/50€

1 fittone INOX 316 ø8 / ø10 = 4 / 5 €

1 foro per fittone, cioè circa 1/40 di consumo di punta SDS = circa 0.3€

1 flacone resina bicomponente Vinilestere + beccucci + guanti = 15/20€ con cui si fissano circa 12/15 fittoni da ø8 e 10/12 fittoni ø10

1 tassello spit-fix M10x90 INOX 316 completo di piastrina = 5/6 €

Quindi:

- ogni MONOTIRO con 12 protezioni e sosta costa dai 100€ ai 140€

- per una VIA A PIU' TIRI diciamo con 5 soste da allestire ed un totale di 20/25 spit-fix siamo ancora tra i 100€ e 140€

Inoltre per la pulizia e messa in sicurezza dei tiri, si rende a volte necessario tagliare alberi secchi e non.
Ci impegniamo a riforestare piantando il doppio di CO2 assorbita delle piante abbattute e tramite il progetto www.treedom.net saranno visibili e monitorabili le piante.



Chi c'è dietro al progetto?

Purtroppo devo metterci la faccia: mi piacerebbe rimanere un’ombra od un link ad un sito ma così nessuno darebbe un contributo. Io sarei il primo a diffidare se fossi dalla vostra parte, a dover decidere se aiutare o no qualcuno: 

Chi?

Ed eccomi allora.

Ciao a tutti sono Nicola, on line da anni con il sito di alpinismo e fotografia www.nikobeta.net

L’alpinismo è una mia grande passione. Da circa 18 anni sono anche istruttore presso la sezione CAI di Carpi dove dirigo e/o partecipo a Corsi di Alpinismo, di Ghiaccio, di Arrampicata tradizionale ed in Età Evolutiva, oltre che partecipare attivamente alla vita della palestra indoor Totem a Carpi.

NON SONO DA SOLO PERO' !

Dietro di me ci sono gli AMICI, tanti per fortuna.

Quelli che vengono anche solo per un pomeriggio o quelli che mi han seguito più volte, magari lamentandosi a parole ma poi essendoci sempre, quando servivano.

Grazie a tutti loro siamo qui ora.

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Un progetto a cura di

appennino.climbing

Un variegato team di amici che insieme realizzano qualcosa che vorremmo sopravvivesse a noi.

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