Pole Pole - Autismo e Barca a Vela

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Genova
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Pole Pole - Autismo e Barca a Vela

Un viaggio in barca a vela per l’Autismo da Sanremo a Trieste

110€
-34 giorni
1%
10.000€
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Raccogli tutto Questo progetto verrà finanziato indipendentemente dal raggiungimento del traguardo.

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Pole Pole - Autismo e Barca a Vela

Un viaggio in barca a vela per l’Autismo da Sanremo a Trieste

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Periplo da Sanremo a Trieste per l'Autismo in barca a vela

Un mare di Gioia, una Scuola di Vita!

Siamo convinti che in una società nella quale la fragilità e la vulnerabilità vengono costantemente negate per rincorrere una immagine sociale sempre più omologante ed effimera di perfezione ed efficienza, sia necessario creare occasioni di incontro e scambio orientate alla costruzione di legami sociali e inclusione. 

L’obiettivo consiste nell’utilizzare la barca a vela e il mare, come spazio fisico e mentale aggiuntivo ai luoghi specializzati di cura e trattamento della disabilità, nel quale favorire la possibilità di essere sè stessi in un ambiente accogliente, stimolante, ludico e ricreativo. 

Si promuoverà un clima di aggregazione nel quale si farà esperienza del concetto relativo all’essere tutti sulla stessa barca, che semplificando può essere tradotto come ognuno fa quello che può in sinergia con gli altri.

Progetto patrocinato di Comune di Genova e Regione Liguria

 

Come verranno utilizzati i fondi

Si parte il 19 Aprile, da Sanremo in direzione Loano, per finire a Trieste dopo 45/50 giorni di navigazione toccando ben 32 porticcioli.

I fondi verranno utilizzati solo ed esclusivamente a sostenere i costi “vivi” del viaggio che sono

- viveri

- gasolio 

- posti barca (solo in alcuni porti)

- extra imprevisti (in caso di riparazioni, rotture, etc.)

I ragazzi nostri ospiti non pagheranno un solo euro per poter fare questo viaggio perchè crediamo fortemente in questa esperienza di integrazione e inclusione sociale di soggetti con disabilità, attraverso la nautica e la vela.

Chi c'è dietro al progetto

Laura Cerri

Psicologa e Psicoterapeuta, lavoro nell’ambito della riabilitazione psichiatrica da molti anni. 

Svolgo attività libero professionale presso il mio studio privato, che ho scelto recentemente di trasferire sulla barca.


Andrea Contini

Pedagogista, Scrittore e Velista. Ho conseguito un Dottorato in Scienze Umane all’estero e lavoro da lungo tempo nell’ambito della disabilità.

Facciamo parte dell’Associazione Sportivo Dilettantistica “Navigare in Amicizia”. 

Collaboriamo con l’Associazione Philos Accademia Pedagogica che si occupa di Autismo.


Emanuele dello Strologo 

Fotografo professionista, specializzato in fotogiornalismo, ritratto e fotografia di viaggio. Contributor di Getty Images.

Cosa offriamo

Come ASD “Navigare in Amicizia” offriamo l’utilizzo della barca (un Bavaria 41 a vela di dodici metri) ormeggiata alla Marina del Porto Antico, a pochi metri dal Galeone, in banchina e in navigazione.  

Organizziamo week end in barca a vela ormeggiata (con uscite in mare meteo permettendo) durante i quali ragazzi con autismo, in presenza del loro educatore, attiveranno risorse personali (autonomia, socializzazione) in un ambiente stimolante dal punto di vista cognitivo ed emotivo. 

La vita all’interno di una imbarcazione, infatti, richiede spirito di adattamento e capacità di problem solving. 

Le caratteristiche della barca, spazio contenitivo e galleggiante, prua rivolta all’uscita del porto, favoriscono benessere e senso di sicurezza, stimolando al contempo desiderio di scoperta e spirito di iniziativa. 

É previsto il periplo Genova – Trieste nella primavera 2019, finalizzato a sensibilizzare e comunicare dal punto di vista scientifico e sociale sul tema dell’autismo. 

Diverse associazioni sportive e associazioni che si occupano di disabilità e autismo presenti sul territorio italiano, si metteranno in rete e quando la barca arriverà nella regione di appartenenza, daranno vita ad iniziative specifiche di tipo divulgativo e ricreativo. 

Su “Pole Pole” navigheranno ragazzi con autismo ed educatori che sbarcheranno e si imbarcheranno a staffetta, nei punti di approdo previsti. 


I ragazzi con autismo di tutta Italia, una volta sbarcati racconteranno la loro esperienza di navigazione e rientreranno nella loro regione con un bagaglio di competenze ed esperienze che potranno utilizzare nella loro vita di tutti i giorni.

Metodologia

La barca verrà utilizzata dai ragazzi con autismo e dai loro educatori, per svolgere brevi soggiorni comprensivi di una notte, finalizzati alla conoscenza della barca e dei sui spazi interni (dinette e cuccette) ed esterni (ponte e giardinetto). 

Faranno esperienza in modo specifico ed originale “dell’abitare” un luogo diverso da una casa, ma nel quale è necessario comunque svolgere attività domestiche quali fare cambusa, cucinare, riordinare, dormire e al quale è necessario adattarsi per navigare. 

La barca è uno spazio ristretto, quindi accogliente e contenitivo. Galleggiante, che con il suo lieve dondolio favorisce rilassatezza e benessere psicofisico. 

La possibilità di entrare nella pancia della barca e di uscire sul ponte o tornare sulla terraferma, permette di compiere passaggi semplici e immediati tra una dimensione e l’altra (dentro, fuori / chiuso, aperto), nelle quali si possono trovare livelli di esposizione e stimolazione ambientale differenti, a seconda dei bisogni emotivi del momento. 

Gli educatori imposteranno un programma di autonomia che permetterà ai ragazzi di trascorrere all’esterno della famiglia un paio di giorni al mese, muovendosi tra la barca e il centro della città. Quando il meteo e le condizioni del mare lo permetteranno, si faranno veleggiate finalizzate al mero piacere dell’andare per mare, ad acquisire le tecniche più semplici di conduzione e spostamento della barca, alla conoscenza e al rispetto dell’ambiente marino. 

Le attività a bordo permetteranno di ridurre eventuali comportamenti stereotipati e ripetitivi e di fare acquisire con naturalezza competenze psicomotorie (coordinare i movimenti, rimanere in equilibrio sulla barca). Di sviluppare cooperazione ed empatia utili allo spirito di gruppo e alla funzione dell’equipaggio. Di superare le difficoltà attraverso l’impegno nelle attività pratiche durante la navigazione e di rinforzare l’autostima personale con le manovre al timone. 

Le azioni che si svolgeranno in barca (entrare e uscire dal porto, virate, abbattute, ecc.) saranno piuttosto ripetitive e prevedibili. La presenza del comandante che darà chiare e semplici indicazioni su come agire ridurrà lo stress e metterà al riparo dall’ansia relativa al dover prendere decisioni improvvise od impreviste. 

Si potrà lavorare piacevolmente sull’apprendimento di routine, anche complesse, funzionali all’andare a vela. 

Cosa può essere la barca a vela per soggetti con autismo

Nei mesi che precederanno il viaggio si prepareranno i ragazzi con i quali si partirà, al piacere della vacanza e dell’avventura, ma anche alle regole alle quali ci si dovrà adattare durante la navigazione, tenendo conto del loro stile di apprendimento e modalità di comunicazione e comprensione.

Una esperienza di vita che prevede l’immersione nella natura, fare parte di un piccolo gruppo, il piacere, il divertimento e l’emozione del viaggio, alimenta un circolo virtuoso sullo sviluppo di competenze e risorse individuali, sociali e sull’autonomia.  

La barca a vela, anche quando attraccata, offre la possibilità di sintonizzarsi con l’ambiente esterno circostante, terra, cielo e mare, permettendo ritmi di vita più lenti e tranquilli rispetto a quelli abituali

Il silenzio della banchina, nel quale è possibile ascoltare il rumore del vento, degli scafi ormeggiati che si muovono sull’acqua, permette una maggiore concentrazione e consolida la capacità di attesa. 

Si impara ad utilizzare al meglio il poco spazio a disposizione e ad organizzare le proprie attività adattandosi alle esigenze della navigazione. Si impara a ridurre il consumo dell’acqua, ad alimentarsi in modo sano e leggero, a ridurre la produzione di rifiuti. Le uscite in mare hanno una funzione riabilitativa dal punto di vista psicofisico e sociale. 

Sulla barca a vela, in un contesto di alta emozionalità, si compiono attività fisiche e movimenti utili allo svolgimento delle manovre dell’equipaggio impegnato a condurre l’imbarcazione. Esse richiedono attenzione congiunta e reciprocità corporea ed emotiva. Aspetti sui quali intervenire anche da un punto di vista riabilitativo. Le azioni che si svolgono sulla barca sono semplici e finalizzate a trovare il modo migliore per stare bene insieme. Si è portati a cogliere le occasioni che si presentano per raggiungere un equilibrio dentro e fuori di sé, che faccia sentire appagati e permetta di godere del bello che circonda. 

Le uscite in mare saranno occasioni di apprendimento e condivisione, con uno spirito orientato al piacere e al divertimento.

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Un progetto a cura di

VelaGenova

Siamo Andrea e Laura armatori di "Pole Pole" in partnership con l'Associazione Navigare in Amicizia (ASD), una associazione sportiva dilettantistica affiliata AICS, e registrata presso il CONI, con lo scopo di aggregare ed avvicinare le persone al mondo della vela e divulgare la cultura per il mare, dando vita allo sviluppo di attività sportive, culturali e sociali in Italia

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