Marcia Stop Pesticidi Trento 2019

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Trento
Food, Salute, Ambiente
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Marcia Stop Pesticidi Trento 2019

Una marcia a Trento per tracciare un percorso di cambiamento. Dall'agroindustria a un'agricoltura che tuteli la biodiversità e la salute.

1.120€
-13 giorni
74%
1.500€
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Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

Tutto o niente

Marcia Stop Pesticidi Trento 2019

Una marcia a Trento per tracciare un percorso di cambiamento. Dall'agroindustria a un'agricoltura che tuteli la biodiversità e la salute.

1.120€
-13 giorni
74%
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Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

Tutto o niente

Di cosa si tratta

Condividiamo con Greta Thunberg un sentimento di urgenza: dobbiamo chiedere azioni concrete, un cambiamento visibile. 

L'agricoltura intensiva è tra le maggiori fonti di gas serra a livello mondiale. 

I "pesticidi di sintesi" inquinano i corsi d'acqua, i ghiacciai, gli ambienti selvatici, si accumulano negli alimenti, raggiungono i feti nel grembo materno, attraverso la placenta. Sono ovunque. 

I "multiresidui" (ovvero la compresenza di più sostanze chimiche) non sono studiati nel loro effetto sinergico, specialmente sui bambini e non sono ancora sottoposti a norme. Le norme antideriva non sono efficaci, se pensiamo che residui di pesticidi si trovano nelle urine dei residenti in zone dedicate alla coltivazione intensiva della mela e nelle feci dell'orso. 

I corsi d'acqua sono inquinati: secondo il Piano di Tutela delle Acque trentino del 2015 su 51 corsi d'acqua in stato non buono, 20 erano contaminati da pesticidi (di questi 9 si trovano in Val di Non). 

Percepiamo una forte urgenza a immaginare traiettorie di progresso diverse, alternative al modello agroindustriale tutt'oggi dominante. E lo vogliamo a partire dal nostro territorio, quel Trentino così spesso citato come luogo di natura ed efficienza. 

Sì, sentiamo un forte attaccamento per questa nostra terra e proprio per questo ne vogliamo raccontare anche le contraddizioni e le fatiche: per sanarle, per superarle. 

La monocoltura intensiva impoverisce e appiattisce il paesaggio (terza foto: serre per piccoli frutti e quarta foto: panoramica della Valle dell'Adige), ostacola la biodiversità, tinge la primavera di un velo opaco di preoccupazione per l'arrivo degli atomizzatori (vedi prime due fotografie, tratte dal Docufilm di Andrea Tomasi e Leonardo Fabbri, "Pesticidi, siamo alla frutta" e quarta foto, scattata nel vicino Alto-Adige). 

La monocoltura, che per sussistere ha bisogno di tonnellate di pesticidi di sintesi, non è compatibile con il futuro che desideriamo. 


Come verranno utilizzati i fondi

Raccontare la difficile convivenza tra popolazione e pesticidi, uscendo dalle narrazioni rassicuranti e minimizzanti.

Lo vogliamo fare con equilibrio ed efficacia, facendo appello alla ragione ma anche all'emozione. 

A tal fine realizzeremo due poster 3 x 6 metri da affiggere in punti sensibili della città di Trento nelle due settimane precedenti la marcia (domenica 19 maggio 2019) e organizzeremo un concerto con un giovane cantautore trentino capace di parlare al cuore e alla pancia del pubblico. In questo modo potremo parlare a persone che probabilmente ancora non conoscono il problema o solo superficialmente. 

Avremo finalmente l'opportunità di dare un riconoscimento ai graphic designer che ci aiutano a tradurre in immagini il nostro messaggio (t-shirt e poster). 

Sarà inoltre importante documentare l'evento attraverso video e foto,  per costruire un archivio storico di immagini e parole da portare sempre con noi.

I movimenti di difesa dell'ambiente non vivono solo di entusiasmi, ma hanno bisogno di un lavoro di documentazione, comunicazione interna ed esterna, gestione delle dinamiche di gruppo, pressoché costante. 

Aiutaci a dare continuità e valore a quello che già facciamo. 


Chi c'è dietro al progetto

Agricultura Trentino è un gruppo di cittadini che ha organizzato, da novembre 2017 ad oggi, 6 serate di informazione e approfondimento sul rapporto tra agricoltura integrata (convenzionale) e salute che hanno visto la presenza di circa 550 persone tra il pubblico. 

Agricultura collabora fin dagli inizi con il CdS, Comitato per il diritto alla Salute in Val di Non, che da più di 10 anni organizza serate informative, finanzia analisi indipendenti con l'obiettivo di dimostrare le conseguenze dannose dei pesticidi sul corpo umano ed emette un bollettino settimanale che informa la popolazione sui trattamenti in corso, fornendo un servizio di prevenzione primaria fondamentale. 

Ha contributo inoltre alla realizzazione della Marcia Stop Pesticidi che si è tenuta a Caldaro (BZ) lo scorso anno e ha aderito ad altre iniziative pubbliche per la tutela dell'ambiente. 

Quest'anno lancia l'iniziativa di una marcia anche a Trento, invitando tutte le realtà già presenti sul territorio a far parte di un comitato locale affinché l'evento del 19 maggio raggiunga dimensioni tali da essere notato dai decisori politici e dall'opinione pubblica (gruppo Marcia Stop Pesticidi Trento su facebook). 

Vogliamo: 
ENTRO 1 ANNO: bando di glifosate Clorpirifos e neonicotinoidi dal Trentino-Alto Adige;
ENTRO 5 ANNI: Trentino-Alto Adige  prima regione senza pesticidi di sintesi e ricca di biodiversità;

ENTRO 10 ANNI: conversione agroecologica della regione, con filiere corte, inserimento di nuove colture per il recupero della "sovranità alimentare" (es. cereali, leguminose), con riguardo specialmente alle forniture per scuole, asili nido ed ospedali, secondo il metodo di produzione biologico (certificato anche in modo alternativo, per sostenere le piccole realtà produttive).

La marcia è nelle nostre intenzioni un passo, al quale ne seguiranno altri. Non vuole essere infatti un momento "di folklore" ma uno strumento per dare maggiore visibilità e peso al tema. 

Sarà inoltre occasione per avviare una rete delle associazioni e dei gruppi ambientalisti e costituire un forum locale all'interno del quale far circolare idee, iniziative, progetti. 

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Un progetto a cura di

Sono Anna, a volte "Nini Mal".

Voglio proteggere ciò che di meraviglioso c'è intorno a me. Me lo ha insegnato mio figlio.

Per farlo uso la parola, la condivisione, una giusta dose di rabbia costruttiva e incanto. 

Sto in un gruppo di persone, diverse per età, formazione, spesso punti di vista: ci chiamiamo Agricultura Trentino.

Coltiviamo il gruppo come un albero, perché il seme l'ha piantato mio padre, che si è dato da fare per la sua città e ha voluto salvaguardarla dalla costruzione di un inceneritore.


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