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Savona
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Senza Radici

Questo film documentario è un invito a riflettere sulla percezione oggi più diffusa del fenomeno migranti.

785€
Chiuso il 16 apr 2019
15%
5.000€
Concluso

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo

Tutto o niente

Senza Radici

Questo film documentario è un invito a riflettere sulla percezione oggi più diffusa del fenomeno migranti.

785€
Chiuso il 16 apr 2019
15%
5.000€
Concluso

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo

Tutto o niente

Senza Radici Noi migranti in una Terra chiamata Italia

Questo film documentario è un invito a riflettere sulla percezione oggi più diffusa del fenomeno migranti: una massa astratta e indistinta sulla quale è facile proiettare le più viscerali paure collettive.
A tale scopo propone una “collana” di storie personali che, nel loro insieme e nella loro varietà fornisce un quadro, complesso e rappresentativo, dei casi e delle circostanze che hanno costretto questi uomini e donne ad abbandonare la loro terra e mettere in gioco la vita.
I protagonisti raccontano in prima persona le loro storie, l’abbandono del Paese, i rischi e i sacrifici del viaggio, l’odierno sforzo per integrarsi, studiando l’italiano, cercando un lavoro e un’abitazione, permettendoci così di iniziare a conoscerli e capire che cosa pensano di noi.

Come nasce il documentario

Sei anni fa a Finale Ligure si diffonde l’idea che un ex convento di suore, inutilizzato da tempo, darà ospitalità a un gruppo di migranti. La notizia non provoca nessun contrasto.
Lo Sprar è diretto da un’equipe di Arcimedia di Savona e le attività che vi si svolgono comprendono: lezioni di italiano, scambi di visite con le scuole, corsi di formazione, ricerca di contratti di lavoro, ricerca di abitazioni.
Nel frattempo in tutta Italia si sviluppa una polemica sempre più pesante, “sono troppi, ci rubano il lavoro, godono di diritti che noi (italiani) ci sogniamo, delinquono oltre ogni limite”.

"Noi documentaristi non possiamo stare a guardare."

Scatta l’idea di mettere in campo la realtà perchè la vita di molti ragazzi è a rischio. Più di 3.500 morti in mare in due anni. Nasce l’idea che le navi soccorso delle ONG ostacolino i piani governativi. Per noi nasce l’alleanza con ABC Video di Genova e L’Ass. Sciarmus di Torino.

Soprattutto si costruisce l’idea del film: saranno le loro narrazioni a raccontare come vedono gli italiani: “SENZA RADICI” il titolo “noi migranti in una terra chiamata Italia” perchè noi partiamo dal principio che i migranti non sono “intrusi”, non sono solo “risorse”, ma sono soprattutto PERSONE.

Come verranno utilizzati i fondi

I fondi verranno utilizzati per terminare il montaggio del film, aiutaci e sostieni il progetto: per una volta ascoltiamo la loro voce.

Chi c'è dietro al progetto

Generazione2000 nasce dalla collaborazione di un gruppo formato da registi, autori, produttori e creativi. 
"Pur appartenendo, in toto e senza alcuna attenuante, al secolo scorso abbiamo sempre guardato e frequentato le generazioni che si sono susseguite. Questo sia per lavoro che per un particolare interesse centrato sul confronto e sullo scambio reciproco. Oggi più che mai le generazioni non sono nuove solo per dati anagrafici, ma per provenienza, cultura, colore, genere e come a volte accade nella storia, chiedono una ridefinizione della società e noi vogliamo essere presenti per documentare questa rivoluzione".

Teo De Luigi

Autore e regista da quando sono svaniti i sogni giovanili: diventare il portiere della nazionale italiana di calcio, e credere nella rivoluzione creativa del ‘68.
Dagli anni ‘80 si è dedicato al reportage, al documentario, ai corti, per raccontare il comportamento umano nella sua epoca. Ha avuto un maestro su tutti Sergio Zavoli, col quale ha collaborato per 14 anni. Nel mentre ha esplorato con film-doc i più diversi contesti sociali, dalle inquietudini giovanili nelle città metropolitane, alla solidarietà dei volontari, al Cottolengo di Torino, dai comportamenti estremi nei riti religiosi del sud, alle pagine storiche della resistenza nei racconti di Nuto Revelli e Giorgio Bocca, dalle contraddizioni sollevate nel ‘68 e nel ‘78, raccontate da Adriano Sofri e Julio Velasco, alle imprese sportive che segnano la fine del ‘900. Nel nuovo secolo si avvicina al mondo dell’arte, grazie all’amicizia col grande pittore bolognese Wolfango (Peretti-Poggi) e ai due grandi temi contemporanei: la drastica riduzione del lavoro in fabbrica e il recente processo migratorio come evento umano nazionale e internazionale.

Ciro Abd EL

L’inquietudine lo porta dalla fotografia a fare l’operatore cinematografico in RAI. Dopo qualche anno finisce a Torino, in carcere, lì si trova benissimo al punto che con una banda di piccoli delinquenti produce video per tutte le televisioni di Torino.
Poi da fuori continua a fare danni con altri raccomandati dei servizi sociali educativi. Si diverte in quegli anni ottanta a realizzare corti, numeri zero, ma nel frattempo, bisogna pur campare, video industriali e istituzionali. Una sua passione, la didattica, lo porta a realizzare centinaia di video per la formazione di cuochi, estetiste, barman, pasticcieri, pizzaioli. Pio incontra Teo e finisce nuovamente in balia dell’inquietudine…



A chi è rivolto il film

Per la distribuzione del documentario si intende privilegiare, in prima battuta, il territorio ligure, piemontese ed emiliano, luoghi dove è stato girato il film. Per favorire la discussione sui temi prevalenti che emergeranno dalle dichiarazioni dei migranti, con le cooperative sociali, con gli addetti ai lavori dei settori pubblici e privati, coinvolti o chiamati in causa dal sistema di accoglienza, ma anche con i comuni cittadini. In tal senso saranno organizzate proiezioni  nelle sale d’essai, nei circuiti scolastici, compresa la diffusione televisiva presso le emittenti locali e nazionali.

A chi è dedicato il film

Il Film è dedicato a tutti i volontari di terra e di mare che in questi anni hanno salvato migliaia di vite umane.
Una dedica doverosa a tutte le persone che non hanno voce, agli ultimi!

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Un progetto a cura di

Generazione2000.eu

Senza Radici nasce dalla collaborazione di un gruppo formato da registi, autori, produttori e creativi.

Scritto e Diretto da Teo De Luigi

Fotografia Ciro Abd El | Riprese e gimbal Francesca Cangiotti

Musiche originali Aron Aboukhalil e Francesco Figliola | Montaggio Stefano Carcereri

Fotografo di scena e backstage Federico Bosi

Produttore esecutivo ABC Video | Produzione Ass. Sciarmus

Progetto grafico Tania Zoffoli | Comunicazione Christian Pessina



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