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Milano
Cultura
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E Tu Cosa Vedi?

Anche i piccoli vogliono vederci bene

1.000€
Chiuso il 13 mar 2019
100%
1.000€
Finanziato

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo

Tutto o niente

E Tu Cosa Vedi?

Anche i piccoli vogliono vederci bene

1.000€
Chiuso il 13 mar 2019
100%
1.000€
Finanziato

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo

Tutto o niente

La raccolta fondi "E Tu Cosa Vedi?"

La nostra raccolta fondi prende il nome dalla campagna eventi di quest'anno: E Tu Cosa Vedi?, per cui, coinvolgendo il territorio della Martesana a partire da luoghi e persone, abbiamo stimolato la comunità a saper cogliere la cultura nella quotidianità. Con la voglia e la motivazione di creare sempre cose nuove, siamo consapevoli di voler migliorare anche i servizi che abbiamo già attivi. 

Per questo motivo, fra i numerosi traguardi che vorremmo raggiungere quest'anno, c'è quello per cui abbiamo pensato di attivare la raccolta fondi "E Tu Cosa Vedi?". Ospitando numerosi spettacoli teatrali, scelti e pensati per il progetto "teatro-scuola", desideriamo che tutti i bambini possano avere la stessa visione di uno spettacolo. 

Sostenendo la nostra campagna alimenterai un fondo che verrà utilizzato per costruire una tribunetta di legno - proprio come te la immagini, sì, a gradoni. Dal basso verso l'alto e viceversa, gli spettacoli sul palcoscenico saranno in questo modo visibili senza distinzione da ogni angolo della nostra sala e la magia del teatro raggiungerà gli occhi di tutti i piccoli spettatori.

Così quando ospiteremo uno spettacolo chiederemo al giovane pubblico, «E tu cosa vedi all'Everest?» noi speriamo che la risposta possa essere «Io vedo tutto».

La campagna "E Tu Cosa Vedi?"

Una casa decorata o il balcone di Giulietta?

Un parco o il giardino di Alice Nel Paese Delle Meraviglie?

La banchina della metropolitana o l’attesa di Godot?

Una latteria o la Bottega Del Caffè di Goldoni?

Un parrucchiere o il Barbiere di Siviglia?

Industria Scenica interpreta la realtà come il risultato di numerosi elementi culturali che interagiscono fra loro. Con sguardo attento, coglie piccoli spunti a partire dalle persone che incontra, dai luoghi che frequenta e anima con progetti di drammaturgia di comunità, e li arricchisce mediante spunti dal sapore artistico. Per Industria Scenica la cultura è ovunque: ogni persona possiede potenzialità da valorizzare in chiave artistica, ogni spazio può essere un palcoscenico e ogni gesto può trasformarsi in un rito. Così, per l’elaborazione e la realizzazione delle attività di quest’anno, il pubblico è chiamato a immaginare, e quindi cogliere, gli elementi culturali che fanno parte della quotidianità.

E Tu Cosa Vedi?

Lo spazio che abitiamo, l'Everest

L’Everest è uno spazio storico di Vimodrone. Nato quarant’anni fa con l’idea di essere un punto di incontro post-lavoro, è diventato in breve tempo una “casa” per tutte le persone che lo hanno frequentato. Dal 2014 è la sede di Industria Scenica, la Cooperativa Sociale ONLUS che ne gestisce la programmazione di eventi: appuntamenti in balera il sabato sera, spettacoli teatrali, interventi di drammaturgia di comunità e numerosi progetti educativi. L’Everest è anche residenza artistica multidisciplinare riconosciuta dal Ministero (Mibac) e quindi anche una casa per le compagnie teatrali che abbiano voglia di studiare e preparare nuove regie. Luogo di cultura, arti performative e spettacoli, sull’immaginaria cima dell’Everest si scorge un panorama che tesse relazioni e muove la condivisione culturale di Vimodrone. E’ il punto di riferimento della cittadina, una piazza al coperto che si mette a disposizione della collettività dando nuova vita al territorio, rigenerandolo. 

La storia dell'Everest

L’ Everest è nato come Dancing Everest circa quarant’anni fa. Era una sala da ballo ben frequentata, che la domenica pomeriggio e il sabato sera dava spazio alla danza sulle note dei Bisonti. Per qualche anno, subito agli inizi, venne trasformato in discoteca. Il suo nome cambiò in Zeppelin, perché all’interno c’era un vero e proprio dirigibile, ma questa storia durò poco – il passato da discoteca non fu molto lungo. Lo spazio rimase inattivo fino a quando, negli anni 70, un gruppo di ragazzi – la Cooperativa dei Lavoratori Uniti – ne prese la direzione. L’Everest tornò a essere una sala da ballo di liscio, aperta il sabato sera e la domenica pomeriggio e dopo qualche tempo anche il venerdì sera. C’era un’atmosfera di gioco e di festa e, oltre alla musica, andava forte l’appuntamento con la tombola. «La sala era talmente affollata che la gente si accontentava di stare in piedi – ché l’importante era divertirsi e stare insieme». D’estate, in giardino si stava bene seduti ai tavolini a sorseggiare un bicchiere. Con la crisi economica che colpì gli anni 90, la clientela delle sale da ballo diminuì, ma la Cooperativa dei Lavoratori Uniti, oltre alla musica, iniziò a offrire anche da mangiare: pastasciutta, dolci e divertimento assicurato. Si inserì nella programmazione anche la serata del venerdì e da quel momento la consolle divenne un pilastro degli appuntamenti all’Everest. Nel 2011 è stato assorbito da CoopCell, una cooperativa edificatrice di Peschiera Borromeo che da anni sostiene progetti di riqualificazione architettonica a vocazione social. Per questo motivo, CoopCell ha sposato il progetto di creazione di uno spazio culturale proposto da Industria Scenica. Dal 21 febbraio 2014 l’Everest è la sede di Industria Scenica, che lo ha rilevato offrendo una proposta culturale che incrocia la storia del posto con le necessità attuali della cittadina di Vimodrone.

L’ Everest ha mantenuto la sua natura di balera con orchestre dal vivo, ma si è anche rinnovato prestandosi ad accogliere iniziative culturali, arti performative e spettacoli.

Industria Scenica sta dietro al sipario

Siamo una Cooperativa Sociale ONLUS nata nel 2012 con l’idea di progettare e realizzare percorsi che integrano le arti performative con il sociale, la formazione con lo sviluppo personale e ricreativo del singolo e della collettività. Negli anni siamo rimasti coerenti nel percorso, credendo in una drammaturgia di comunità e nella produzione di spettacoli teatrali a partire da tematiche sociali. Per farlo, abitiamo uno spazio storico e alternativo, un ex post-lavoro dell’età di quarant’anni, una balera, che ha accolto migliaia di persone di passaggio e non, l’Everest. L’Everest è la nostra sede dal 2014 e da quando l'abbiamo riaperto vogliamo farlo crescere sempre di più, scalandone vetta. Oggi collaboriamo con numerose compagnie teatrali, produciamo spettacoli di sperimentazione, lavoriamo su interventi di drammaturgia di comunità e coesione sociale, progetti di peer education, media education, percorsi di formazione teatrale e video, performance interattive e visite di tourism theatre. Abbiamo anche una compagnia, Elea Teatro, con dieci anni di esperienza e spettacoli all’attivo, oggi riconosciuta dal Ministero (Mibac) fra le compagnie teatrali under 35. 

Da questa campagna ci aspettiamo di poter realizzare un'opera che sarà utile all'intera comunità che animiamo tutti i giorni attraverso il mezzo più importante che conosciamo, la cultura.

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Un progetto a cura di

Industria Scenica

Industria Scenica lavora con le persone e le comunità per generare coesione, relazioni positive e bellezza. Utilizza la performance per promuovere e incoraggiare l’agire creativo perché la cultura è la piú grande risorsa strategica per creare benessere e sviluppo, sia sociale che artistico. Tutti i progetti di Industria Scenica nascono in modo speciale dall’incontro con persone e territori sempre diversi - perché ogni individuo, ogni comunità, ogni luogo è unico.

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