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Roma
Cultura, Solidarietà, Civico
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ETNOPSICOTERAPIA SOSPESA

Proposta di intervento psicoterapeutico specifico per migranti

350€
100% di 350€
04 feb 2019
Data chiusura
Finanziato

Raccogli tutto Questo progetto verrà finanziato
indipendentemente dal raggiungimento del traguardo.

ETNOPSICOTERAPIA SOSPESA

Proposta di intervento psicoterapeutico specifico per migranti

350€
100% di 350€
04 feb 2019
Data chiusura
Finanziato

Raccogli tutto Questo progetto verrà finanziato
indipendentemente dal raggiungimento del traguardo.

SERVIZIO DI ETNOPSICOTERAPIA

Nella tradizione napoletana si era soliti pagare due caffè pur consumandone uno solo per lasciare il secondo pagato a chi non avrebbe potuto permetterselo. Questo gesto di unione e solidarietà tra sconosciuti ha preso il nome di “caffè sospeso… 

Con questa tradizione nella mente che ci ha affascinati e contagiati vogliamo partire oggi, traducendo questo gesto altruistico in un crowdfunding, che ci dia la possibilità di poter sviluppare un servizio etnopsicoterapeutico per i migranti che risiedono nel nostro paese e per i loro figli (sia che essi siano nati in Italia, sia che siano stati ricongiunti dal paese d’origine) … e per farlo è essenziale essere insieme! Noi ci crediamo, e vogliamo che la salute e il benessere mentale possa essere alla portata di tutti, a vantaggio di chi ne ha bisogno e che purtroppo per molte/troppe ragioni, non ha la disponibilità e la possibilità di accedere a percorsi di cura specialistici. Il territorio nazionale italiano sta vivendo, negli ultimi anni, significativi processi di trasformazione per gli inarrestabili flussi migratori che popolano il nostro paese di presenze etniche sempre più eterogenee. La società multietnica richiede strategie istituzionali d’intervento in grado di focalizzare i problemi delle relazioni interculturali, la coesistenza delle differenze e l’articolazione dei processi di integrazione. Dalle seconde generazioni di migranti al drammatico e ancora rilevante fenomeno della clandestinità, culture e diversità con forti sovrapposizioni di bisogni e matrici di comportamento, ci pongono una continua sfida di comprensione e di intervento sociale su problematiche emergenti fra accoglienza e rifiuto, sostegno e abbandono, marginalità e integrazione. All’interno di questo complesso quadro tra le questioni più urgenti che questa utenza pone agli operatori sociali, vediamo emergere la salute mentale dei migranti. Il fenomeno migratorio e il connesso problema dell’inserimento, pone i migranti in condizione di estrema fragilità e disorientamento, che mette a dura prova la loro tenuta psicologica. L’incertezza intellettuale e la difficoltà a orientarsi in un mondo totalmente diverso dal proprio, possono divenire causa di profonde crisi psichiche, che si esprimono attraverso sintomatologie molto differenti dai nostri quadri nosografici. Vogliamo poterci prendere cura dei bisogni dei migranti e delle loro famiglie… Per questo…

TRA IL DIRE E IL FARE… CI SEI DI MEZZO TU

GRAZIE A TE

Grazie a te, il bar può trasformarsi nel nostro servizio di etnopsicoterapia, il barista nell’etnopsicoterapeuta e il “caffé sospeso” in una seduta di “etnopsicoterapia sospesa” fin quando qualcuno avrà modo di beneficiarne. Vogliamo, con il contributo di chi vorrà condividere il nostro intento, offrire una possibilità e un aiuto concreto a tutti gli esseri umani bisognosi di sostegno psicoterapeutico in una fase della propria vita in cui sono venuti a mancare tutti i riferimenti affettivi, culturali, relazionali e concreti che li sostenevano fino al momento della partenza.

Un sostegno a chi evidentemente non ha la possibilità economica per accedervi.

Un servizio di prevenzione e cura che affronti, nell’ottica di una cultura di accoglienza e democrazia reale, i bisogni sociali e umani di persone, popoli, etnie, che non dovrebbero mai perdere diritti e dignità. Vogliamo creare un luogo, uno spazio cittadino, che lavori a livello specialistico riconoscendo come significativa la dimensione culturale del disagio, nel quale il paziente migrante possa esprimere il proprio disagio secondo le coordinate della sua cultura e dei suoi linguaggi.  

Chiunque voglia dare un segnale, fare un gesto importante e solidale, può lasciare un’etnopsicoterapia sospesa, può offrire con il suo contributo una possibilità a uno sconosciuto che potrà giovarsene. L’importo andrà a coprire il costo delle sedute, che verranno offerte gratuitamente all’utenza che sia stata inviata dai Servizi Sociali, dai Centri di Salute Mentale, dal Privato Sociale, dai Tribunali o che sia arrivata in modo indipendente. 

Fate una donazione! Quella che volete… tanti chicchi di caffè riempiono una tazzina! Offrite una “possibilità sospesa” … quella tazzina vuole essere un benvenuto, una mano tesa.

IL MODELLO ETNOCLINICO

Il modello etnoclinico implica la presa in carico degli utenti tenendo conto della specifica interazione tra realtà sociale e cultura; rappresenta un saper fare che nasce dagli interstizi tra le alterità, in modo che esse possano dialogare senza che nessuna venga abolita per assimilazione o negazione. 

Si tratta di una disciplina che negozia la procedura tecnica più idonea, caso per caso, per raggiungere il risultato desiderato, il benessere dell’individuo e della comunità nella quale risiede. Si mette al centro del cambiamento e della cura il rapporto tra contesto culturale e soggetto, rapporto che permette, in alcuni casi, un agire dall’esterno e un “fare” che porta a importanti modificazioni nel mondo interno del singolo soggetto. 

La ricostruzione narrativa di un mondo culturale è assolutamente necessaria perché permette di riconoscere che ogni cultura fabbrica gli individui in modo specifico e diverso da quelli creati in altri sistemi. Si tratta di costruire quella base di interazione in cui la lingua del paziente non sia sconosciuta all’orecchio del clinico, perché altrimenti questo esporrebbe il soggetto sofferente a una serie di incomprensioni e fraintendimenti. 

Nelle situazioni di stress culturale, o peggio di trauma migratorio, la connessione psichica con il proprio ambiente di riferimento s’interrompe e i cambiamenti non producono più senso ma solo confusione e disorientamento. Per questo, le manifestazioni di disagio psichico assumono forme diverse in relazione alla cultura di appartenenza e anche al grado di integrazione di quel singolo soggetto. Le nozioni di persona, identità, autonomia, cura, l’idea di relazioni tra i sessi, di coppia, di famiglia, di gruppo sociale, a partire dalle quali si sono strutturati i modelli e le tecniche della psicoterapia occidentale, si rivelano poco utili e scarsamente maneggevoli quando la domanda di cura proviene da soggetti che si riferiscono ad altri modelli terapeutici. 

Per questo viene ad assumere un ruolo di primo piano la figura professionale del mediatore culturale. La comunicazione tra operatore e soggetto straniero è infatti caratterizzata dal fatto che i due soggetti principali della comunicazione appartengono a culture diverse e questa particolarità è una barriera da sconfiggere se si vuole produrre reale comunicazione. 

CHI SIAMO

Il Servizio che la Cooperativa Sociale Rifornimento in Volo promuove, vuole contribuire a rispondere adeguatamente ai bisogni negati a chi è stato costretto o ha deciso di lasciare il proprio paese d’origine, vuole dare un supporto specialistico ai migranti, esseri umani in fuga dalle guerre o dalle povertà, che ci ricordano che i confini sono sempre più un’invenzione dell’uomo. 

Sito web: www.rifornimentoinvolo.it

CONTATTI

Sede: Via Lucca 19/21, Roma.

Tel: 06.44246094

Fax: 06.44246094

Mail: progettazione@rifornimentoinvolo.it

QUALE IMPATTO PREVISTO

In relazione agli obiettivi specifici del progetto si prevede di:

  • Intervenire sulle situazioni di disagio psichico del migrante per limitare fenomeni di marginalizzazione se non anche di devianza
  • Facilitare in termini qualitativi e quantitativi l’accesso ai servizi sanitari
  • Sostenere i cittadini stranieri nella risoluzione dei problemi di ordine psico-sociale
  • Promuovere nella comunità interventi di sensibilizzazione e informazione sul fenomeno migratorio
  • Costituire una rete di servizi territoriali di ambiti disciplinari diversi e complementari operanti nel settore dell’immigrazione
  • Formare e sensibilizzare il personale sanitario e educativo ai principi e al metodo dell’etnopsicoterapia.

DESTINATARI

Beneficiari diretti

  • L’utenza migrante presente sul territorio della Provincia di Roma – genitori stranieri, bambini e adolescenti nati in Italia oppure nati in un paese straniero e ricongiunti successivamente, giovani adulti – che verranno orientati presso il Servizio direttamente attraverso i servizi socio-sanitari presenti sul territorio o indirettamente attraverso il passa parola da parte di altri utenti
  • Le Istituzioni pubbliche e private che si occupano a vario titolo del fenomeno migratorio: ospedali, CSM, ASL, Municipi, Tribunale per i Minori, Forze dell’ordine, Istituti penitenziari, Case Famiglia etc…
  • La popolazione autoctona, in favore della quale saranno realizzate azioni di informazione e sensibilizzazione sulle tematiche della diversità e dell’integrazione
  • Le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado in cui si rileva una significativa presenza di alunni stranieri.

Beneficiari indiretti

  • Le Istituzioni pubbliche e private che si occupano a vario titolo del fenomeno migratorio: ospedali, CSM, ASL, Municipi, Tribunale per i Minori, Forze dell’ordine, Istituti penitenziari, Case Famiglia etc…
  • La popolazione autoctona, in favore della quale saranno realizzate azioni di informazione e sensibilizzazione sulle tematiche della diversità e dell’integrazione. 
  • Le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado in cui si rileva una significativa presenza di alunni stranieri.
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Un progetto a cura di

Cooperativa Sociale Rifornimento in Volo onlus

La Cooperativa è nata nel 1996 da un gruppo allievi dell'Associazione Romana di psicoterapia dell'Adolescenza, coordinati da Giovanna Montinari. Il nostro gruppo è unito dalla comune passione per il lavoro con i giovani e con quanti sono loro vicini e dalla consapevolezza che l'adolescenza sia una fase della vita in cui spesso un aiuto psicologico tempestivo ed efficace (rifornimento) consente al giovane di riavviare il suo spontaneo processo di crescita e sviluppo maturativo (il suo volo).

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