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CULTURA, Solidarietà, Arte

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FACES - La diversità del genere umano

Progetto fotografico e letterario che si fa carico di rappresentare in maniera plausibile la diversità etnica e culturale del genere umano.

2.765€
57% di 4.800€
-15 giorni
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Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

FACES - La diversità del genere umano

Progetto fotografico e letterario che si fa carico di rappresentare in maniera plausibile la diversità etnica e culturale del genere umano.

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Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

Il progetto

FACES  è un progetto fotografico che si fa carico di rappresentare in maniera plausibile la diversità etnica e culturale del genere umano, attraverso l'immagine ed il racconto. Io sono Antonio Mulas e da tempo coltivo la volontà di creare uno strumento di facile accesso che permetta di avvicinare persone tra loro distanti, sia geograficamente che culturalmente. Come non mai, nel mondo contemporaneo, si avverte la distanza e la paura del diverso; quasi mai le differenze sono fonte di arricchimento, al contrario, ci si allontana sempre di più da una salda unione di culture ed etnie che porti all'abbattimento di tutte quelle barriere che, nella maggior parte dei casi, sono unicamente frutto di ignoranza. Il progetto nasce come reazione e conseguenza all'attuale situazione sociale e alla difficoltà di portare a compimento uno scambio costruttivo volto alla convivenza pacifica. Il progresso nel campo della collaborazione tra esseri umani appartenenti a popoli differenti è purtroppo soffocato da fenomeni xenofobici più o meno gravi scaturiti troppo spesso dall'assenza di informazioni concrete. Per sopperire a questa mancanza, ho scelto di servirmi di una composizione fotografica d'impatto e priva di "equivoci" grazie a cui ogni ritratto mostrerà il viso di un essere umano contrastato ad un fondale totalmente nero, volto ad elidere ogni interferenza esterna, rappresentando al contempo l’assenza di luce come origine e punto di ritorno. Utilizzando una lente fissa, un faro e uno sfondo nero, ho concentrato il punto focale sugli occhi dei soggetti fotografati utilizzando il loro sguardo per creare una struttura simile per ognuno e che consenta all'osservatore di sentirsi realmente osservato dalla fotografia.

Chiunque può partecipare non essendo presente alcun limite di età.

Il Libro

Voglio dare l'opportunità a chiunque di portare a casa quanto raccolto, così che in ogni momento ognuno abbia la possibilità di riavvicinarsi alle persone tramite il ritratti scattati.

Tutto questo sarà possibile grazie ad un libro che realizzerò in edizione limitata per chi vorrà sostenere la campagna, personalizzandolo con una pagina di ringraziamento dedicata e successivamente aperta a tutti.

Il libro sarà composto da 80 pagine e conterrà i primi 30 ritratti preceduti da una prefazione che spiegherà la nascita e l'evoluzione del progetto.

Il Fotografo

Mi chiamo Antonio Mulas e sono un fotoreporter italiano. La passione per l'obbiettivo è un qualcosa che mi appartiene sin dall'infanzia e crescendo mi sono reso conto di avvertire un senso di responsabilità verso diverse tematiche sociali, sensazione che sempre più spesso mi costringe a voler raccontare ciò che i miei occhi incontrano. Ho scelto la fotografia come mezzo per esprimere questo bisogno perché penso sia il modo più diretto e sincero di comunicare.

Sono nato a Sassari il 22 Settembre del 1993. Sei anni dopo, una vecchia macchina Kodak, regalatami dalla mia nonna paterna, entra in punta di piedi tra i miei giocattoli, legandosi per sempre a me come primo ricordo ed elemento scatenante della passione che provo per l'obiettivo. L'adolescenza fugge via in fretta e, con la maggiore età, una DSLR Nikon, regalo dei miei genitori, riaccende la miccia di quella vocazione latente ma mai dimenticata. L'autodidattica è stata la mia prima vera maestra dandomi una spinta creativa e una voglia insaziabile di scoprire. Compiuti vent'anni trascorro sei mesi aValencia, in Spagna. E' qui che tra uno scatto e l'altro vengo letteralmente fulminato dallo stile di vita dei senza tetto, così silenzioso per chi si lascia distrarre dall'odierno conformismo ma dall'impatto devastante per chi ha il coraggio di guardare davvero. Da questo flusso di coscienza prendono vita immagini sincere e taglienti, mantenendo intatto quello che è il vero scopo di un fotoreporter. Tornato nella mia città natale decido di curare la mia prima mostra, dal titolo "Senza Fissa Dimora", composta da diciotto immagini che rappresentano la quotidianità di quegli uomini e quelle donne che, nella maggior parte dei casi, restano invisibili.

Questo paragrafo della mia vita mi segna a tal punto da plasmare il mio carattere e le mie idee dandomi la certezza che, con la fotografia, potrei realmente cambiare qualcosa.


Come verranno utilizzati i fondi

I fondi raccolti verranno utilizzati per l'allestimento delle varie mostre che cureremo in almeno 5 tappe in Italia.

Nel dettaglio:

- Realizzazione delle stampe fotografiche su carta Fine Art con annesso supporto in FOREX;

- Realizzazione dei supporti per l'esposizione delle interviste creati appositamente da noi in base alle esigenze;

- Realizzazione e stampa delle interviste su carta opaca plastificata;

- Realizzazione della prima raccolta di ritratti e racconti su volume rilegato, composto da 144 pagine con copertina semi-rigida con formato di 16X23cm;

- Stampa dei poster che verranno utilizzati come ricompensa nella campagna di Crowfunding;

- Locandine e materiale pubblicitario vario e campagne pubblicitarie online;

- Trasporto e spedizione delle opere nelle varie città che ospiteranno gli eventi espositivi;

- Affitto delle sale espositive nelle città di Sassari, Cagliari, Roma, Milano e Bologna;

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Un progetto a cura di

Antonio Mulas

FACES è un progetto fotografico che si fa carico di rappresentare in maniera plausibile la diversità etnica e culturale del genere umano. io sono Antonio Mulas e da tempo coltivo la volontà di creare uno strumento di facile accesso che permetta di avvicinare persone tra loro distanti, sia geograficamente che culturalmente, perché come non mai, nel mondo contemporaneo, si avverte la distanza e la paura del diverso;