Loading pp black 533b87cfd338eef8adc058952b8f834fb495f7d439c68cc5c683336f8b4b639b
Solidarietà

Widget

Copia il codice qui sotto ed incollalo nel tuo sito web o blog
Testo copiato
Testo copiato

Una mano per aiutare Bashira

Aiutaci a dare una speranza a Bashira: solo insieme possiamo farcela!

2.255€
100% di 2.255€
03 set 2018
Data chiusura
Finanziato

Raccogli tutto Questo progetto verrà finanziato
indipendentemente dal raggiungimento del traguardo.

Una mano per aiutare Bashira

Aiutaci a dare una speranza a Bashira: solo insieme possiamo farcela!

2.255€
100% di 2.255€
03 set 2018
Data chiusura
Finanziato

Raccogli tutto Questo progetto verrà finanziato
indipendentemente dal raggiungimento del traguardo.

Di cosa si tratta

Bashira Issah Goodman (per noi semplicemente Bashira) è una giovane donna di 32 anni nata nel 1986 a Tamale, nel nord del Ghana, la parte più povera del paese. Oggi Bashira vive ad Accra.

Bashira è una ragazza poverissima che ha perso entrambi i genitori, prima il padre e più recentemente la madre; ha una sorella che vive ancora a Tamale. Fino a un anno fa lavorava in un orfanatrofio vicino Accra.

Nella primavera del 2016 le hanno diagnosticato una malattia terribile, un glioblastoma al cervello. Era disperata. Ovviamente in Ghana non esiste un sistema sanitario che copre le spese e lei non aveva soldi, il suo piccolo stipendio le basta a mala pena per vivere. Tra l’altro vive insieme a un’amica in una casetta priva anche dei più elementari servizi igienici.

All’epoca, l’ospedale le fece un preventivo per l’operazione di circa 4.000 Euro. Abbiamo provato a raccogliere i soldi tra amici e conoscenti e, grazie a un tam-tam di messaggi e passaparola e all’aiuto di tante persone generose che ha coinvolto anche qualche associazione, le abbiamo dato la possibilità di operarsi. Bashira è stata prima sottoposta a due cicli di chemioterapia e successivamente, a Aprile 2017, sottoposta ad intervento chirurgico.

Dopo l’operazione ha fatto una seconda serie di chemioterapie che in parte siamo riusciti a pagare noi, in parte se le è pagate da sola vendendo due vacche che un suo zio le aveva regalato per aiutarla.

E’ tornata a lavoro, un piccolo lavoretto che era riuscita a trovare dopo aver perso quello precedente all’orfanatrofio per le molte assenze dovute alla malattia.

Sembrava tutto a posto, un check up ogni 3 mesi e per molti mesi la situazione è rimasta stabile. Poi all'improvviso ricominciano i mal di testa, le vertigini ed il gonfiore agli occhi. E’ tornata in ospedale e il neurologo, dopo un test preliminare, le ha prescritto una MRI. Ci siamo di nuovo “tassati” e siamo riusciti a fargliela fare in fretta. Di pochi giorni fa il risultato, purtroppo molto preoccupante. Il tumore è molto cresciuto e i medici hanno deciso di sottoporla a un’altra operazione per rimuovere la massa. Purtroppo è l’unica possibilità, date le dimensioni.

I medici vorrebbero operarla al più presto.

Lei è spaventata, stanca e tremendamente sola. Vorrebbe provare a sperare ancora e noi, per quel poco che possiamo e da lontano, la stiamo incoraggiando a reagire proprio così, a crederci e a lottare.

Come verranno utilizzati i fondi

Per l’operazione sono richiesti ovviamente soldi. In attesa di ricevere il preventivo dell’ospedale, abbiamo iniziato a raccoglierli. In pochi giorni, avevamo raccolto quasi 4.000 Euro. Poi è arrivato un preventivo che ci ha spiazzato. È in Nuovi Cedi Ghanesi, e in Euro corrisponde a circa € 9.400!

Oltre all’operazione include biopsia, chemio, medicine e altro, ma è molto più alto di quanto ci aspettassimo.

Una cifra che a prima vista ci ha molto abbattuto. “The bill is very expensive. I’m lost of hope” ci ha scritto nel suo inglese Bashira disperata.

Purtroppo anche la soluzione di farla venire in Italia è risultata impraticabile per costi e tempistiche.

Eravamo solo a meno della metà della somma necessaria e ci rendevamo conto che si trattava di una spesa che da soli non potevamo sostenere.

Dopo l'inevitabile sconforto, abbiamo deciso di essere un po’ folli e di provarci ugualmente "L'oceano è fatto di gocce" diceva madre Teresa...

Abbiamo continuato la raccolta, allargandola il più possibile e ora siamo a poco meno del 70% della somma. Un risultato insperato all’inizio.

Ci manca da percorrere l’ultimo miglio. Ci mancano € 3.000 per consentire a Bashira di operarsi e essere curata.

Questa raccolta attraverso una piattaforma di crowfunding testimonia la nostra grande determinazione a farcela.

Bashira ha bisogno del nostro e del vostro aiuto e ogni contributo anche se piccolo è ben accetto.

Chi c'è dietro al progetto

Siamo un gruppo di amici che, grazie a Bashira, o meglio, grazie al desiderio di aiutarla, si è allargato di giorno in giorno.

E’ stato Luca, un nostro amico che conosce Bashira personalmente e che fa volontariato sia a Firenze con la Ronda della Carità, sia in Ghana per dare una mano all’orfanatrofio (e non solo), a farci conoscere la sua storia.

Oggi alcuni di noi sono in contatto quotidiano con Bashira per sostenerla anche solo psicologicamente.

Come dicevo prima, tante persone hanno finora contribuito in vario modo, compresa qualche associazione, come l’Associazione Don Giuseppe Padovani onlus e la Fondazione Dynamo che ci ha sostenuto con idee, calore e entusiasmo.

Riflettevamo in questi giorni di quanto siamo fortunati, senza magari rendercene conto, a vivere in un paese che partecipa o copre le spese sanitarie di chi ne ha bisogno. Un paese in cui tutti abbiamo accesso alle cure, anche quelle più costose. È una fortuna enorme, che per le malattie più gravi fa la differenza tra vivere e morire oppure.

Anche se a volte ci lamentiamo dei ritardi, delle code, delle liste di attesa, però tutti noi possiamo accedere alle cure ed essere curati. Ci sembra naturale, ed è giusto che sia così.

Nel resto del mondo, purtroppo curarsi è un privilegio per pochi. Bashira invece, come tantissimi altri nel mondo, se non paga non si può curare e il basso tenore di vita sommato a cure lunghe e costose a volte equivale una condanna a morte. Il suo piccolo stipendio le basta appena per mangiare.

Certo non è possibile con le nostre forze aiutare tutti. Perché allora solo Bashira? La risposta che ci siamo  dati a questa domanda è stata semplicissima: perché l’abbiamo trovata sulla mia strada, perché è sola, perché è urgente e perché possiamo fare qualcosa per aiutarla. Lei non ha altre possibilità di curarsi se non quelle che derivano dal nostro aiuto. Possiamo darle la possibilità di accedere a un diritto che tutti noi abbiamo. È nulla rispetto ai mali del mondo, per noi, se ci uniamo, è un piccolo sforzo, ma per lei è tutto.

Trovare Bashira sulla nostra strada, forse non è solo il frutto del caso.

Forse Bashira, in questo periodo in cui “l’altro”, soprattutto se lontano e diverso, viene vissuto con paura, diffidenza e chiusura, può essere un mezzo per farci riflettere su come, con un piccolo sforzo, in questo caso economico ma non solo, possiamo fare la differenza.

Noi, insieme, possiamo fare la differenza per Bashira.

Grazie, di cuore, a tutti.

1532422635729424 monijul16

Un progetto a cura di

Monica Di Cosimo

Sposata, due figli di 23 e 25 anni.

Ho lavorato per anni per un importante gruppo internazionale con ruoli di crescente responsabilità fino a diventare Direttore Marketing a livello Corporate.

Nel 2014, con una socia (anche lei coinvolta nel “progetto Bashira”), abbiamo creato una società di consulenza (Cu2 Consulting) che offre servizi di marketing strategico e supporto allo sviluppo commerciale in ambito B2B. 

Mi piace molto leggere, camminare, ascoltare musica e viaggiare.

Seguici su