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Affrontare insieme il ricovero del neonato

Abbiamo studiato e realizzato un progetto che ci permetterà di stare accanto ai genitori che affrontano il ricovero del proprio figlio appena nato

390€
100% di 390€
02 lug 2018
Data chiusura
Finanziato

Raccogli tutto Questo progetto verrà finanziato
indipendentemente dal raggiungimento del traguardo.

Affrontare insieme il ricovero del neonato

Abbiamo studiato e realizzato un progetto che ci permetterà di stare accanto ai genitori che affrontano il ricovero del proprio figlio appena nato

390€
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02 lug 2018
Data chiusura
Finanziato

Raccogli tutto Questo progetto verrà finanziato
indipendentemente dal raggiungimento del traguardo.

Sostenere chi affronta un ricovero neo-natale!

In tanti anni di lavoro accanto alle neo-mamme e ai neo-papà ci siamo confrontate spesso con situazioni difficili, ma una in particolare colpisce i neo-genitori in un momento molto delicato: quello subito successivo alla nascita, nel caso in cui sia necessario un ricovero per il neonato.

Al dolore per una vita che inizia con un ricovero si sommano la sofferenza per il distacco, le preoccupazioni per le possibili implicazioni in termini di salute, le ansie e i sensi di colpa. Un bambino appena venuto al mondo e già in pericolo: fragile e collegato a tubicini, macchinari e monitor, così diversi dalle mani e dal seno materno.

Anche quando il peggio è passato e si va finalmente a casa, non è facile tornare alla normalità e superare la paura di avere un figlio non completamente sano: riuscire a ristabilire una normale relazione con il bambino, stabilita con la mamma durante gravidanza e alterata dalla permanenza in ospedale, non è sempre facile.

Abbiamo pensato a un progetto che ci permetta di stare accanto ai genitori che affrontano il ricovero del figlio.

Grazie al supporto economico di molte singole persone e di alcuni enti e istituzioni (la Fondazione Terzo Pilastro Italia e Mediterraneo, la Banca d’Italia, i Lyon’s, l’azienda MSD Italia), nel 2016 siamo riuscite a mettere in atto una prima sperimentazione del progetto presso alcuni ospedali romani, tra cui il S. Giovanni, il Fatebenefratelli-Isola Tiberina e il Policlinico Casilino.

Durante il primo anno abbiamo incontrato un totale di 235 famiglie, ognuna con un bambino ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva o di Patologia neonatale. Siamo riuscite ad offrire loro ascolto emotivo e un intervento di sostegno mirato, secondo la specifica metodologia messa a punto dalle operatrici de Il Melograno.

Venti di queste famiglie sono state assistite anche a domicilio, dopo le dimissioni del bambino.

I feedback che abbiamo ricevuto dalle famiglie e i risultati ottenuti durante il primo anno di progetto sono andati ben oltre le nostre più rosee aspettative: tutto ciò ha confermato l’utilità del progetto, la necessità di ripeterlo e anzi di allargarlo quante più famiglie possibili.

In che cosa consiste il progetto "Distacchi dolorosi"

Discipline diverse oggi convergono nel ritenere fondamentali i cosiddetti primi 1000 giorni, il periodo che va dalla gravidanza al compimento del secondo anno di vita del bambino, in cui una relazione costante e affidabile con uno o più caregivers consente al bambino di sentirsi accolto e protetto in un legame di attaccamento stabile che lo farà sentire sicuro e fiducioso per tutta la vita, plasmerà la sua identità e l’acquisizione delle sue competenze.

In particolare risulta rilevante e sensibile la fase successiva al parto, i primi giorni di avvio della relazione tra neonato e genitori.

Un’ampia letteratura ha dimostrato quanto un’ospedalizzazione precoce di un bambino sia associata a una serie di conseguenze negative. La mamma che torna a casa senza il bambino vive una condizione emotiva di angoscia: vissuti di perdita e di vuoto, insicurezza, depressione minano il suo senso di competenza e rendono difficile mantenere uno sguardo e un contatto positivo con il neonato.

Il progetto “Distacchi dolorosi alla nascita” ha come obiettivo generale non lasciare soli i neo genitori che devono fronteggiare il ricovero del proprio figlio, in più si prefigge di:

  • rispondere al bisogno delle neo-mamme e dei neo-papà di sentirsi rassicurati e confortati e fornire conforto e sostegno nella faticosa battaglia quotidiana con le ansie e le preoccupazioni che li affliggono;
  • promuovere fattori protettivi in grado di facilitare l’avvio di una serena e positiva relazione madre-padre-bambino nonostante la separazione fisica;
  • sostenere nelle donne dimesse senza il figlio l’elaborazione dei vissuti emotivi;
  • limitare il rischio di depressione materna;
  • agevolare la conoscenza delle risorse sociali del territorio.

ll progetto è centrato su una specifica problematica, quella relativa al distacco che alcuni neonati vivono dalla propria madre e dalla propria famiglia, a causa della loro permanenza in ospedale dopo una nascita prematura o patologica.

Prevede percorsi di accompagnamento e sostegno per le madri e i diversi familiari coinvolti, affinché possano essere ridotte le conseguenze del trauma del distacco e la relazione con il bambino possa avviarsi nel miglior modo possibile.

Come è andato il progetto finora?

Dopo una prima fase di sperimentazione nel 2016, realizzata grazie al contributo della Fondazione Terzo Pilastro Italia e Mediterraneo e della Banca d’Italia, è stato realizzato un report dettagliato del progetto “Distacchi dolorosi alla nascita“, di cui vi alleghiamo qualche stralcio (link all'intero report in fondo al paragrafo).

Le famiglie coinvolte durante il periodo di degenza del bambino sono state 235: di queste 235 famiglie, 20 sono state assistite oltre che in ospedale anche con un percorso di sostegno a domicilio. La maggior parte di loro (16) non aveva altri figli e 1 aveva due gemelli. 

Gli interventi sono stati realizzati principalmente nel Reparto di Ostetricia del Policlinico Casilino e nei Reparti TIN e Patologia neonatale del San Giovanni Addolorata e del Fatebenefratelli-Isola Tiberina.

È stata concordata con i rispettivi primari e caposala, una presenza giornaliera (dal lunedì al venerdì) di un’operatrice esperta, per 2 o 3 ore a seconda delle necessità della struttura, con il compito di affiancare le madri e i padri presenti e di offrire loro un intervento di ascolto emotivo e di sostegno durante la permanenza del bambino in ospedale.

Le famiglie contattate in ospedale e residenti nel comune di Roma o in comuni limitrofi, sono state informate della  possibilità di continuare ad essere assistite attraverso interventi di sostegno domiciliare una volta dimesso il bambino. Tale opportunità è stata accolta da 20 nuclei (l’8,5% delle famiglie contattate), sulla base di diverse esigenze, tra cui la solitudine e il non poter godere di una valida rete familiare allargata di supporto.

Le mamme contattate hanno dichiarato di essere state soddisfatte dell’intervento ricevuto, con diversi gradi

 Il 71,4% hanno risposto molto o moltissimo. Inoltre, occorre dire che 5 delle mamme che hanno detto “abbastanza” erano straniere con difficoltà nella lingua italiana ed è sorto nelle intervistatrici il dubbio che non avessero compreso bene il significato degli items poiché nell'esplicitare successivamente i motivi per cui avevano espresso quel giudizio hanno usato aggettivi al superlativo (es.“l’operatrice mi ha aiutato tantissimo per…”, oppure “mi è piaciuta proprio molto perché …”). 

Per maggiori informazioni vi rimandiamo al link del Report del primo anno del progetto.

Il nostro primo obiettivo è finanziare il progetto attuale

L’associazione Il Melograno ha elaborato questo progetto sulla base della lunga esperienza acquisita nel campo della nascita e del sostegno alla genitorialità, ben sapendo che la qualità dell’accoglienza di un neonato nei primi giorni di vita è di fondamentale importanza per il suo sviluppo futuro.

Attualmente il progetto è in corso presso gli ospedali San Giovanni-Addolorata e Fatebenefratelli-Isola Tiberina, con il sostegno della Fondazione Terzo Pilastro, ma sono necessari nuovi fondi per poterlo offrire ad un numero sempre maggiore di famiglie.

Inoltre stiamo già cercando di guardare oltre: vogliamo che il risultato ultimo di questo progetto diventi creare un “modello di buone prassi di assistenza dei neonati ospedalizzati“, centrato sulla continuità di cure ospedale-famiglia-territorio e sull'integrazione dell’assistenza medico-sanitaria con un’accoglienza dei bisogni psicologici, affettivi e sociali dei piccoli ricoverati e dei loro genitori.

Questo è ovviamente un obiettivo a lungo termine, per il quale saranno necessari molti passaggi intermedi fondamentali.

Per raggiungere questo obiettivo avremo ovviamente bisogno di ancora diversi anni, sia per quanto riguarda lo sviluppo della progettualità stessa che per quanto riguarda i dati e i feedback raccolti al termine dei singoli progetti, necessari per rafforzare e consolidare l'utilità e l'efficacia del nostro metodo e del progetto più in generale. Altro passaggio fondamentale sarà ovviamente il necessario confronto e coordinamento con le istituzioni, ospedaliere e non.

Ma il passaggio più importante è quello odierno, dove ci troviamo di fronte alla sfida di non solo finanziare il progetto di quest'anno ma anzi di ripeterlo anche negli anni a venire, ampliandolo a sempre più persone per riuscire a raggiungere tutti quei neo-genitori che devono affrontare le difficoltà collegate ad un ricovero neonatale del proprio figlio o figlia appena nati.

Il Melograno Roma: da anni accanto mamme, papà e figli

Il nostro primo obiettivo quando abbiamo creato questa associazione era permettere che le donne avessero la possibilità di vivere il parto da protagoniste, con consapevolezza; volevamo che trovassero negli operatori il rispetto delle loro scelte, dei loro tempi, dei loro desideri; volevamo promuovere la fiducia nelle capacità del corpo di partorire fisiologicamente e volevamo che ciascun bimbo potesse nascere in un clima intimo, caldo ed emozionante.

Alcune di noi erano diventate mamme da poco, altre erano professioniste che lavoravano nel campo dell’ostetricia; in comune avevamo il desiderio di cambiare il modo di accogliere un bambino alla nascita.

Tutto ciò ci ha permesso man mano di consolidare una metodologia di approccio personalizzato alla nascita e un atteggiamento professionale improntato al rispetto dell’individualità e della diversità di ogni donna, della sua cultura, delle sue esigenze.

Abbiamo ideato servizi che offrissero alle donne e alle coppie la possibilità di vivere in modo personale tutto il percorso della maternità, dalla gravidanza, al parto e al puerperio, sentendosi sostenute e rinforzate nelle proprie capacità.

Da sempre abbiamo lottato perché nei luoghi del parto fossero accolti i diritti fondamentali dei soggetti della nascita: il rispetto delle scelte personali, dell’individualità e delle diversità, l’assecondare i ritmi naturali del corpo della donna, il diritto alla vicinanza e alla conoscenza tra madre e figlio nell'immediato dopo-parto, il diritto alla presenza di persone amiche, il diritto ad un ambiente accogliente ed intimo.

Ed in tanti modi e con diverse iniziative abbiamo costantemente ricordato a chi tendeva facilmente a dimenticare, che il parto è un evento ricco di emozioni, che appartiene soprattutto alla sfera affettiva e sessuale di una donna e che ogni nascita richiede pazienza, condivisione, sostegno, rispetto, calore, qualunque siano gli interventi necessari.

La nostra attenzione non si è fermata solo al momento del parto ma a tutto il periodo della maternità, riannodando prima e dopo la nascita il filo della continuità troppe volte interrotto.

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Un progetto a cura di

Il Melograno Roma

Il Melograno, Centro Informazione Maternità e Nascita nasce nel 1981 a Verona e nel 1983 a Roma e da allora:

- promuove una cultura della nascita rispettosa dei ritmi fisiologici del parto e dei bisogni affettivi della famiglia;

- rappresenta un punto di riferimento per le donne e le coppie che desiderano vivere la nascita del figlio da protagoniste;

- sostiene le famiglie dal tempo dell’attesa ai primi anni di vita dei bambini, nel rispetto della propria cultura.