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Il Bosco delle Emozioni

UNO SPAZIO DI SOLIDARIETÀ, LIBERTÀ ED ACCOGLIENZA per buttare il cuore al di là dello steccato e spezzare le catene tra disabilità e impossibilità

20.062€
200% di 10.000€
26 giu 2018
Data chiusura
15.000€
2° traguardo
Fondazione Il Cuore si Scioglie
Finanziato

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

Il Bosco delle Emozioni

UNO SPAZIO DI SOLIDARIETÀ, LIBERTÀ ED ACCOGLIENZA per buttare il cuore al di là dello steccato e spezzare le catene tra disabilità e impossibilità

20.062€
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26 giu 2018
Data chiusura
15.000€
2° traguardo
Fondazione Il Cuore si Scioglie
Finanziato

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

La nostra storia

Dal momento della sua costituzione nell'Associazione il Giardino SottoVico si sono fuse due anime, una ambientale e l’altra sociale

Il giardino nasce dall’idea e dalla passione di un gruppo di cittadini grazie ai quali, una discarica abusiva di circa 6.000 mq a Vico d'Elsa nel comune di Barberino val d'Elsa, è stata trasformata in uno splendido giardino in cui il verde e le piante sono al servizio del benessere fisico e psicologico dell’individuo. I camminamenti e gli accessi alle diverse strutture e servizi sono stati attentamente studiati per abbattere ogni barriera architettonica. L’obiettivo è permettere a tutte le persone svantaggiate e non di interagire nella gestione della struttura e contribuire a una crescita sana della collettività.

Il giardino ospita una collezione di oltre 3000 esemplari di piante grasse provenienti dal Sud e Centro America e dall’Africa.

Dal 2007, quando si sono avviati i lavori di costruzione della prima serra, di anno in anno,  grazie al sostegno dei numerosi sponsor pubblici e privati che hanno creduto al progetto, l’area si è arricchita di nuove strutture. Sono stati realizzati un prefabbricato in legno come reception e centro direzionale e un gazebo per lo svolgimento dei laboratori sociali e didattici.

In seguito è stata realizzata una seconda serra che oggi ospita la collezione Andrea Rosselli ed è stato allestito il Percorso dei Sensi, ossia di quella parte dell’Orto Botanico destinata a sollecitare attraverso le piante i nostri cinque sensi.

Il progetto si è arricchito con la realizzazione dello stagno e di un impianto di fitodepurazione che costituisco una esemplificazione a scopo didattico del “ciclo dell’acqua”  e di un impianto di compostaggio per il riutilizzo delle potature verdi.

Nell’arco di soli dieci anni quello che era un sogno di un gruppo di cittadini è diventato realtà e oggi Il Giardino SottoVico è meta di un costante flusso di visitatori, centri sociali, associazioni, cooperative sociali, scuole, turisti, ecc.

Tutti i lavori di realizzazione, esclusi quelli del montaggio della serra grande, sono stati realizzati dai volontari della Associazione che provvedono anche alle attività di manutenzione delle strutture e cura delle piante.

È questo oggi lo spazio che ospita le attività sociali, il luogo dove accogliamo le persone fragili domandandoci non cosa hanno, ma chi sono.

Vietato calpestare i sogni

Due convegni “Sopravvivere al quotidiano” e “Vietato calpestare i sogni!” hanno contribuito ad elaborare i fondamenti dell’operare della associazione.

“Sopravvivere al quotidiano”, ha avuto due obiettivi.

Il primo sottolineare la centralità della persona e la sua complessità e contribuire a superare la frammentazione tra i diversi modi di relazionarsi e i diversi mondi che interferiscono nella quotidianità.

Il secondo di capire l’importanza di “dare un senso al non senso” ovvero un invito a non chiuderci nella abitudine della esclusività del linguaggio verbale perché l’espressione non verbale è in alcuni casi l’unico strumento con cui la persona può comunicare.

“Vietato calpestare i sogni”  incontro nel quale ci si è interrogati su quali siano per un disabile le prospettive reali che i suoi desideri siano percepiti, che sia data voce ai suoi bisogni ed ai suoi valori.

La famiglia che osa fare prevalere i bisogni della persona si scontra con un muro di incomprensione  e viene a sua volta emarginata e apostrofata come  “chi non accetta”. È allora che la famiglia per difendersi si chiude in se stessa e nasconde la propria sfortuna forse anche con sentimenti di vergogna.

Con il Bosco delle Emozioni ci vogliamo adoperare perché  le persone fragili possano avere avere fiducia che le loro emozioni acquistino il diritto di esistere e i loro desideri quello di essere realizzati.

Il bosco delle emozioni

Un TUNNEL di arbusti intrecciati farà da guida all’ingresso del boschetto; trame di rami e foglie creano vibrazioni sonore in sfumature di verdi, rese vive dalla luce del sole, che discreta ed equilibrata, nondimeno risveglia i sensi e li accompagna a un ascolto profondo.

Il BOSCHETTO: una nicchia verde, una protezione, priva di barriere architettoniche che invita alla scoperta di queste sensazioni e a rendere ricettivo chi intende visitarlo e abitarlo, come ambiente nato per sorprendere e orientare la configurazione psicofisica dell’essere umano.

Le sorprese piacevoli destano sempre un senso di meraviglia, alcune riflettono memorie archetipiche che ognuno di noi custodisce nel proprio intimo, come ad esempio LA CAVERNA, di fronte alla quale il visitatore potrà immedesimarsi nella storia dell’essere umano, fin dai primordi, e consentire all’immaginazione spazi impregnati di valore simbolico. Non mancherà la PIETRAIA, dove sarà possibile accendere il fuoco.

La sensibilità dell’uomo gradisce spazi diversi che favoriscano una variabile di prospettive, cosicchè, il gusto per il bello non si esaurisca all’istante, ma possa intercalarsi in spazi e tempi differiti, dove tra la brama e il puro piacere sia interposto l’aspetto più sostanziale del vivere: l’amore per il desiderio.

L’architettura, come prolungamento del corpo umano, si interessa da sempre di queste dimensioni arricchendole con messaggi sottesi o evidenti che corrispondono a quanto di più metaforico sia racchiuso nella psicologia della persona.  Per questo motivo è stato pensato di realizzare anche un PONTE: metafora del passaggio tra un dentro e un fuori, intercapedine tra l’Elemento Terra e quello di Aria, che mitiga il cambiamento di stati ed emozioni. Per la sua morfologia il percorso risulterà dondolante favorendo così il piacere primario del lasciarsi andare. Nella sua singolarità vi è incluso anche un CAMMINAMENTO SOSPESO come richiamo al "volo" del nascituro che per venire alla luce deve superare l'esperienza di precipitare nel vuoto prima di "Ri-uscire" da protagonista grazie alla sua forza vitale (Fuoco), possedendo le emozioni piuttosto che essendone posseduto. Nondimeno, l'alternanza tra la sensazione di leggerezza percepibile nel camminare sospesi e quella di ritorno alla gravità ci porta a ritoccare Terra e a riscoprire il senso del reale.

Seguiteci!!

Se raggiungeremo il nostro obiettivo potrai seguire la realizzazione del progetto sulla pagina FB che apriremo per raccontarlo.

Ma ... se preferite venite a trovarci!!! ci farà molto più piacere !!!

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Un progetto a cura di

Associazione Culturale Il Giardino SottoVico

La nostra associazione è impegnata da anni per contribuire alla diffusione di una cultura sulla disabilità che collochi la persona al centro delle attività di presa in cura. Con la convinzione che la natura sia strumento di grande efficacia per portare benessere a tutti, negli anni ha costruito un Giardino spazio di comunità, laboratorio di convivenza, aperto a tutti per fare insieme della diversità un elemento di ricchezza e di unione invece che di conflitto ed emarginazione