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Nascere in casa crowdfunding

Una raccolta fondi per far nascere Riccardo a casa, tra le braccia di mamma Annalisa e papà Gianluca.

315€
15% di 2.000€
27 giu 2018
Data chiusura
Scaduto

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

Nascere in casa crowdfunding

Una raccolta fondi per far nascere Riccardo a casa, tra le braccia di mamma Annalisa e papà Gianluca.

315€
15% di 2.000€
27 giu 2018
Data chiusura
Scaduto

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

Nascere in casa crowdfunding

Siamo una famiglia composta da mamma, papà e Riccardo in arrivo. Desideriamo che la nascita del nostro bimbo avvenga in un ambiente intimo e familiare. Desideriamo un parto vissuto nel rispetto dei tempi della mamma e del bambino e un'assistenza discreta che ci permetta di viverlo appieno e in totale serenità. Per questo il nostro sogno è quello di partorire in casa.

Alle spalle abbiamo  racconti di  amiche e delle nostre mamme di parti avvenuti in ospedale, non esattamente “dolci" e naturali,  ricchi di interventi ed incursioni mediche evitabili, oltre che completamente privi di quell’intimità e quella tranquillità che solo la propria casa può dare.

Il parto in casa, in caso di gravidanza fisiologica, è sicuro, ma ci sono ancora tanti pregiudizi, miti e tabù a riguardo. Quando la gravidanza è fisiologica, un parto non ha bisogno di essere medicalizzato. Lasciamo che la medicina sia una spettatrice pronta a intervenire solo in caso di effettivo bisogno.

Rispettiamo in modo assoluto la scelta di ogni futura madre sul tipo di parto desiderato, ma per noi nascere è la cosa più naturale del mondo e crediamo che tutti abbiano il diritto di scegliere dove partorire senza preoccuparsi di spese e costi elevati.

Alla sanità pubblica, un parto fisiologico in casa costa meno rispetto ad un parto ospedaliero: in molti non lo sanno, ma è così. In Campania, purtroppo, non è previsto il rimborso per parte delle spese del parto a domicilio, come invece accade, per esempio, in Emilia Romagna, Piemonte e Lazio.

Il costo per partorire in casa è, però, per molte famiglie una cifra proibitiva, 2000 euro circa: un “lusso” che in pochi possono permettersi.

Noi però ci teniamo molto a realizzare il nostro sogno, per questo abbiamo deciso di aprire una raccolta fondi e di batterci affinché anche nella nostra regione il parto domiciliare possa essere rimborsato dal sistema sanitario totalmente o almeno in parte.

Grazie all'associazione  Madrioske di Battipaglia e al Comitato Nascere a Salerno, ho avuto modo di acquisire, in questi 8 mesi, la consapevolezza necessaria per affrontare un parto domiciliare, imparando quanto sia importante rispettare se stessi e il proprio essere donna,  il bimbo che porto in grembo e la sacralità della nascita.

Il nostro desiderio più grande è di abbracciare nostro figlio, allattarlo fin da subito e accoglierlo in un ambiente sereno.




Perchè il crowdfunding?

Partorire in casa purtroppo però in Campania, così come in altre regioni, significa affrontare di "tasca propria" tutte le spese necessarie che spesso possono diventare un vero e proprio ostacolo per chi come noi precari vorrebbe intraprendere questo cammino.

Vuoi contribuire anche tu?

Puoi donare qualsiasi cifra, tutte le donazioni saranno per noi preziose e saranno utilizzate esclusivamente per garantire la nascita che desideriamo per nostro figlio. Puoi contribuire alla realizzazione del nostro sogno anche diffondendo la nostra raccolta fondi, ci farebbe davvero molto piacere.

Servizio sanitario nazionale

L’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che “la donna deve avere la possibilità di partorire in un luogo che sente sicuro, in cui sia possibile fornire assistenza appropriata e sicurezza. Per donne con gravidanze a basso rischio, tali luoghi posso essere la casa, le case maternità, gli ospedali” (Care in Normal Birth: a Practical Guide, Report of a technical Working Group, WHO Publication no. WHO/FRH/MSM/96.24, Geneva).

Partorire in casa non significa tornare indietro ai tempi delle nostre nonne. Allora non c’erano molte alternative e si partoriva affiancate dalle donne della famiglia, al massimo da una levatrice. L’assistenza in casa o in casa maternità oggi, è legata, invece, alla visione del parto come evento naturale, non medicalizzato. Una visione di cui le donne stanno cercando di riappropriarsi. Ma, mentre in alcune nazioni europee questa pratica è molto diffusa, in Italia, dove il parto è molto medicalizzato e si ricorre spesso ingiustificatamente al taglio cesareo, è una possibilità poco intrapresa e poco conosciuta. La percentuale di parti a domicilio in Italia si attesta, infatti, intorno allo 0,4%, nel resto d’Europa è mediamente del 2%, mentre nel Nord Europa le percentuali salgono fino al 14%, per raggiungere il 32% in Olanda. 

(fonte econote.it)

Le leggi regionali

Finora solo in alcune Regioni sono state varate leggi apposite per il parto a domicilio. In Piemonte, Emilia Romagna, Marche e Lazio, oltre che nelle province di Trento e Bolzano, la donna può rivolgersi a operatrici libere professioniste ed è previsto un parziale rimborso delle spese sostenute. A Torino, a Parma e Reggio Emilia il parto in casa è assistito da ostetriche del servizio sanitario nazionale. Nel resto dell’Italia la donna può rivolgersi a ostetriche che assistono al parto in casa come libere professioniste ma deve farsi carico dei costi.

(fonte  Terra Nuova)

Aspettative

Il nostro desiderio è dare la voce ad altre coppie, con la speranza che la regione Campania possa ascoltarci e far sì che, come avviene già inaltre regioni italiane, il parto domiciliare possa essere rimborsato totalmente o almeno in parte dal sistema sanitario.


E se alla fine non potessi partorire in casa?

Partorire in casa si può ma ovviamente solo se fino alle ultime settimane le condizioni della mamma e del bambino sono considerate pienamente fisiologiche, dunque non vi sono complicazioni per la salute di entrambi. 

Prima del parto, le ostetriche valuteranno le nostre condizioni, nel caso si presentassero  problemi legati alla salute si deciderà di partorire in piena sicurezza presso l'Ospedale di riferimento.

E allora i soldi raccolti per il crowdfunding?

Abbiamo deciso di donare i soldi raccolti all'associazione Madrioske Battipaglia e al Comitato Nascere a Salerno, che da anni si impegnano nella sensibilizzazione del territorio su tematiche quali il parto rispettato, l'allattamento, babywearing, il lotus birth , e il VBAC.

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Un progetto a cura di

Mandarina

Sono un grafico freelance. Il mio desiderio è quello di far nascere il mio primo figlio in un ambiente sereno, lontano da stress inutili e nel rispetto della mia e della sua salute.Ho scoperto che l’assistenza in casa è legata alla visione del parto come evento naturale, da proteggere e rispettare da qualsiasi interferenza inutile e perciò dannosa, garantendo alla donna e alla coppia la possibilità di scegliere il luogo per loro più adatto e intimo.