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CLIMBING FREEDOM - di Francesca Borghetti

Nasim, una donna free-climber, è alle prese con una montagna da scalare, enorme e concreta ma anche grande metafora di un Paese in trasformazione.

10.615€
106% di 10.000€
02 lug 2018
Data chiusura
Finanziato

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

CLIMBING FREEDOM - di Francesca Borghetti

Nasim, una donna free-climber, è alle prese con una montagna da scalare, enorme e concreta ma anche grande metafora di un Paese in trasformazione.

10.615€
106% di 10.000€
02 lug 2018
Data chiusura
Finanziato

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo.

Un film documentario di Francesca Borghetti

SINOSSI

Nasim ha mani molto forti e unghie dipinte di smalto rosa shocking. Nasim é un’alpinista e free-climber capace di aprire “nuove vie” su roccia sulle montagne del suo  Paese. 

Nasim ha seguito il richiamo degli spazi aperti e delle immense, magnifiche, montagne persiane ed ha deciso di esplorare territori nuovi, andando oltre quelle barriere imposte e introiettate che consentono alle donne di praticare solo su pareti “indoor” nelle palestre, solo in determinati orari, tra donne e col capo coperto dal velo.   

Come donna è la pioniera dell’arrampicata all’aperto, dove un manipolo di giovani donne oggi la seguono. Ma nel free climbing è fondamentale la presenza di un compagno di cordata, ed è difficile per Nasim trovare la persona giusta con cui assumersi nuove sfide al suo livello ed aprire “nuove vie” nel suo Paese. La montagna da scalare infatti non è solo fisica, è fatta anche di barriere culturali: gli uomini più esperti non sono facilmente disponibili, se sono religiosi o sposati non vanno ad arrampicare con una donna, le ragazze, al momento, non sono esperte quanto lei. In questa epopea, la montagna è l’ambiente in cui si compie l’azione cruciale, è il luogo in cui la vera fatica, la sfida fatale, diventa luogo di libertà. Una dimensione che riposiziona l’uomo di fronte ai suoi limiti e relativizza la sua smania di controllo, l’onnipotenza delle sue ideologie. 

Francesca Borghetti - Scrittura e Regia

Con un background in Antropologia Culturale, mi occupo di documentari dal 2000, maturando esperienza nell’ ideazione, scrittura, produzione, regia di prodotti audiovisivi in particolare nel documentario narrativo. Diplomata Eurodoc nel 2010 e finalista al Premio Solinas 2011 e nel 2017 con documentari di lungometraggio. Dopo una consistente esperienza in Doclab nello sviluppo dei contenuti, sono stata responsabile dello sviluppo autrice e curatrice per Fabulafilm dei documentari “Sotto il Celio Azzurro” di E.Winspeare con Rai Cinema; di “Tzigari una Storia Rom” con History Channel di cui sono  co-autrice del soggetto; di “Arapha ragazza dagli occhi bianchi”con Rai Doc3 di cui sono anche co-autrice e coproduttrice. Sono co-autrice e co-regista di “La forza del destino. Contadini e democrazia”, per Rai Storia. Ho partecipato alla fase di lancio del canale BABEL TV (Sky), curando i 104 episodi di produzioni originali di genere documentario. Sono autrice e regista di Viva la mamma, mini serie doc trasmessa da Arturo TV. Ho firmato come autrice la serie di documentari “Dancing Stories” prodotta da Rai 5, ha firmato come autrice e regista la serie "Un mondo di Donne" prodotta da Userfarm per Rai Storia.

https://www.linkedin.com/in/fr...

Come verranno utilizzati i fondi

Ho sviluppato per un anno e mezzo il progetto fino ad arrivare ad una sceneggiatura piuttosto dettagliata, ho realizzato una prima intervista con il supporto dei miei amici Marta Belforte e Marco …(loro è la casa dove ho effettuato l’intervista a Nasim) e soprattutto grazie all’aiuto di un caro amico e grande professionista Igor Mendolia che ha girato e soprattutto montato il teaser, arrivato finalista al PerSo 2017 (sezione miglior film da realizzare). Successivamente ho effettuato un viaggio di sopralluogo in Iran con Federico Zatti, per il quale viaggio ho seguito i preziosi consigli di Antonello Sacchetti, Mario Casari, Bianca Maria Filippini e i tanti nuovi amici iraniani di Roma, quali Sara Azadi, Moa, Setaré e Neda Tao. Figura chiave del viaggio di sopralluogo è stata Hamid Habibzadeh, free climber .

Grazie al sostegno di amici e amiche quali Franca Marroncelli che mi ha messo sulla pista della guida trentina Gianni Treppin sto sviluppando il lato italiano di questa storia. Grazie al sostegno di amici e amiche quali Filippo Macelloni, Silvia Di Rienzo, Roberta Quinzi, Caterina Falomo, Alessandro Corsi, ho deciso di pensare ad una campagna di crowdfunding che permetta al documentario di continuare a costruirsi.

Il vostro contributo sarà prezioso per contribuire alle riprese in Italia ed in particolare sarà investito per la settimana di riprese speciali, quelle che avranno bisogno di un allargamento della troupe anche con elementi tecnici che possano garantire le riprese in parete: 10.000 euro.

Chi c'è dietro al progetto

Ho intercettato la storia di Nasim su un giornale italiano, le immagini che la ritraevano nello sforzo di salire la montagna senza velo, hanno avuto una forte presa su di me e cominciato a muovere una curiosità profonda verso la storia che questa persona si porta dietro. 

Scalare le montagne ha di per sé il valore simbolico della sfida personale per superare i propri limiti. Trovo cruciale che sia una donna a sperimentarlo in Iran, innanzitutto perché muoversi liberamente nello spazio pubblico per una donna non è scontato e farlo senza velo ancora meno. 

Come donna, autrice e regista di questo progetto, colgo la sfida di guardare oltre la montagna che ci separa dalla vista e contatto con un Paese di cui si sa troppo poco e dove in verità esistono storie come quella di Nasim in cui possiamo trovare elementi per ritornare a guardare noi stessi, nelle nostre sfide personali, davanti alle montagne che ci si stagliano davanti. 

Si tratta di una storia di una donna in un contesto apparentemente lontano dal nostro ma che risuona fortemente come modello tra chi in verità ha sotto gli occhi la cronaca quotidiana della violenza subita ancor oggi dalle donne nella nostra società. Il suo è un percorso di autodeterminazione realizzato attraverso la chiave dello sport e in verità attraverso l’empatia profonda con la Natura. La vastità della natura e la maestosità terrificante della montagna sono il rifugio in cui ritrovare se stessi e prepararsi alle battaglie della vita vera. 
Questo progetto nasce anche dal desiderio di contribuire a creare una finestra su di un Paese poco conosciuto ai più e spesso etichettato con uno stereotipo negativo e oscurantista. 

Se ne parla su...

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Un progetto a cura di

FRANCESCA BORGHETTI

Con un background in Antropologia Culturale, Francesca si occupa di documentari dal 2000, ed ha maturato esperienza nell’ ideazione, scrittura, produzione, regia di prodotti audiovisivi in particolare nel documentario narrativo

https://www.linkedin.com/in/francesca-borghetti-90228b24