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Pinerolo (TO)
Arte, Civico
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Adottiamo Pegasus

La scultura che ha portato un po' di magia nella città.

8.433€
Chiuso il 05 mar 2018
33%
25.000€
Concluso

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo

Tutto o niente

Adottiamo Pegasus

La scultura che ha portato un po' di magia nella città.

8.433€
Chiuso il 05 mar 2018
33%
25.000€
Concluso

Tutto o niente Questo progetto verrà finanziato solo al raggiungimento del traguardo

Tutto o niente

ADOTTIAMO PEGASUS

Pinerolo, Città della Cavalleria, avvia una campagna di crowdfunding per l'acquisizione della scultura dell'artista Carin Grudda.

Pegasus è la scultura di Carin Grudda che ha abitato per circa quattro mesi in Piazzetta Verdi a Pinerolo, in occasione dell’ Edizione “0” della Biennale di Scultura dedicata all'artista. Qui, oltre ogni aspettativa, è stata accolta dalla cittadinanza con grande calore: i bambini l'hanno abbracciata e accarezzata, i turisti hanno improvvisato dei selfie, i più grandi l'hanno inizialmente guardata con curiosità poi si sono affezionati alla sua capacità di rendere vivo, attraverso l'arte contemporanea, un luogo storico della città.

Oggi, la scultura è stata tolta dalla piazza per tornare nel laboratorio dell'artista. Le piazze di Pinerolo ora sono un po' più sole e vuote senza le sculture... per questo, alcuni cittadini si sono attivati per chiedere al comune di acquisirne almeno una.

Adottiamo Pegasus! desidera quindi riportare, attraverso una scultura di grande pregio e valore, l'arte all'interno di una delle piazze della città. Tutti abbiamo diritto di un po' di bellezza: con l'aiuto di tutti voi, potremo adottare Pegasus, per donare un po' di magia alla Città della Cavalleria!

PEGASUS: chi c'è dietro la scultura di Carin Grudda.

Il cavallo alato della mitologia greca, nelle mani di Carin Grudda prende una forma che lascia spazio a tante interpretazioni. In primo luogo, Il Pegaso di Grudda non ha le ali. L’animale sta con i piedi ben piantati per terra. E mentre con la parte posteriore sembra appena uscito dalla terra, la testa è invece protesa verso il cielo. Qualche studioso dell’antichità vede nella figura del mitico “Pegasos”, come viene chiamato in greco antico, la fusione di due culti diversi. Nelle religioni diffuse sulla costa rappresentava il cavallo poseidonico degli inferi, in quanto discendente di Poseidone e della Medusa. Nelle religioni delle aree montane, dove si venerava soprattutto

Zeus, il Pegasos era il cavallo alato dei cieli. Anche il Pegaso di Grudda unisce nella sua forma i due elementi. Con le immagini e i segni dell’arte preistorica delle caverne liguri, incise sulla pelle come tatuaggi, si palesa quale essere degli inferi. Il suo capo rivolto verso l’alto con la bocca doppiamente aperta riflette con le sue superfici bronzee la luce del sole e della luna; ma anche dei fulmini di Zeus, dei quali Pegaso è il portatore celeste che vola nel firmamento tra Andromeda e Acquario. Carin Grudda colloca il suo Pegaso nel mondo di mezzo, nel mondo terrestre dell’esistenza umana, continuamente minacciata e destinata a finire. Con questo l’artista dà una dimensione umana ai miti antichi e a tutte le altre pretese di universalità religiosa.

Sul monte Elicona, antica sede delle muse, con uno zoccolo Pegaso aveva generato la sorgente Hippokrene, la “sorgente dei cavalli”, considerata “fonte” di ispirazione per i poeti.

L'artista

Carin Grudda, artista di levatura internazionale, nasce nel 1953 a Gudensberg vicino a Kassel (Germania ovest). Frequentando la mostra internazionale “Documenta” si appassiona all’arte, tanto da decidere nel 1972, dopo la maturità, di proseguire gli studi in Storia dell’arte e Filosofia presso l’Università di Gießen (Germania Ovest). Fino agli inizi degli anni Novanta, Grudda lavora a Francoforte sul Meno come libero professionista. I suoi soggetti si identificano in “giochi” e “strutture giocose”; i suoi lavori si basano su “tracce” e “rintracciando/sensazioni” (Spur e spüren). Nel 1991 vince una borsa di studio per Miami presso lo South Florida Art Center, + “Zero Art”. Grazie a questa esperienza i suoi lavori si orientano verso grandi forme di “pittura a gruppo”, ossia di immagini che consistono in parti autonome di varie misure che si uniscono poi in un solo soggetto.

Per realizzare i suoi lavori trae ispirazione dalla “traccia” del suo spazio lavorativo, i suoi soggetti diventano perciò “soggetti di strada” quasi fossero una traduzione della condizione di se stessa nel tempo.

Negli anni l’artista si dedica a realizzare i suoi quadri su differenti superfici. Nel 1998 conosce il fonditore romano Caporrella nella cui fonderia realizzerà, successivamente, numerose sculture in bronzo i cui soggetti varieranno dalle serie naturalistiche di piccole lumache a monumentali Blau-Miau. In seguito a sempre più numerosi e importanti lavori in bronzo in Italia, Grudda decide di trasferirsi in Liguria dove tuttora vive. In Toscana e poi a Roma, apprende tutte le tecniche relative alla lavorazione del bronzo. Conosce e collabora con grandi artisti come Daniel Spoerri, Luciano Castello, Nunzio, Arman e Tommaso Cascella.

Il percorso artistico di Carin Grudda ottiene un prestigioso riconoscimento e apprezzamento internazionale con la selezione per la LIV Biennale di Venezia nel 2011.

L’occasione per Pinerolo di coinvolgere Carin Grudda, nasce in particolare dalle sue sculture, capaci di interagire con le persone e i luoghi, oltre alla vicinanza territoriale con la Fonderia Artistica De Carli di Volvera (TO), importante realtà stimata da molti artisti di fama internazionale e a cui Carin Grudda si rivolge da qualche anno per realizzare i suoi bronzi.

Nella circostanza il visitatore recita il ruolo che desidera all’interno dell’opera: con Carin si può e si deve recuperare, almeno per un attimo, il trascurato piacere dell’incanto.

Ringraziamenti

Un ringraziamento particolare per aver creduto fin da subito nell'iniziativa a:

Bertorello Paola, Ravera Corinna

Fonderia Artistica De Carli – Volvera (TO)

Fonderia Artistica Pietro Caporella - Roma

Paola Molino (Eco del Chisone)

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Un progetto a cura di

Città di Pinerolo

Assessorato alle Politiche culturali del Comune di Pinerolo

Assessorato al Turismo del Comune di Pinerolo

Pinerolo (TO)